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Bracconaggio assassino?


Cinghiale (Sus scrofa meridionalis, foto Raniero Massoli Novelli)

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis, foto Raniero Massoli Novelli)

Nella sera del 13 agosto 2015 è stato ucciso nei boschi di Rio Murtas, presso la diga sul Rio Leni, a Villacidro (VS), Sisinnio Pittau, muratore di 51 anni.

Proprietario di un oliveto e appassionato cacciatore, era andato proprio a cercare le tracce di una grossa preda che andava ad abbeverarsi vicino ad una sorgente nascosta in un folto macchione, perché la fauna selvatica – un Cinghiale, nel caso specifico – viene proprio attirata dalla presenza dell’acqua.

E lì, secondo le prime ricostruzioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e dei Carabinieri, si era appostato un bracconiere che avrebbe scambiato il povero Sisinnio Pittau per il grosso Cinghiale e l’avrebbe ucciso.

Grave fatto di sangue che si auspica venga chiarito definitivamente quanto prima e che ripropone la pericolosità del bracconaggio sotto tutti i suoi aspetti..

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Cinghiale (Sus scrofa)

Cinghiale (Sus scrofa)

da L’Unione Sarda, 15 agosto 2015

Villacidro, indagato cacciatore di frodo. Avrebbe ucciso Pittau per errore. (Andrea Piras)

Ad una svolta le indagini sull’omicidio di Sisinnio Pittau, il muratore di 51 anni di Villacidro ucciso con una fucilata al torace nei pressi della diga di Monti Mannu.

I carabinieri della Compagnia di Villacidro e del Reparto operativo del Comando provinciale di Cagliari, coordinati dal pubblico ministero Alessandro Pili, hanno raccolto importanti indizi a conclusione di numerosi interrogatori e perquisizioni.

Indagato in stato di libertà per omicidio colposo e omissione di soccorso un operaio edile di Villacidro. Non si esclude il coinvolgimento di altri cacciatori.

Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, Pittau, venerdì sera si era recato vicino all’uliveto di sua proprietà per cercare le tracce di una grossa preda che andava ad abbeverarsi vicino ad una sorgente nascosta in un folto macchione.

Era disarmato e tutte le armi che deteneva legalmente (era un appassionato cacciatore), sono state recuperate nella sua abitazione dai militari.

La zona è piuttosto frequentata dai bracconieri. Il muratore si era nascosto in un luogo angusto non accorgendosi della presenza del cacciatore. Scambiato forse per un cinghiale, è stato raggiunto dalla fucilata che non gli ha dato scampo.

 

bosco mediterraneo

bosco mediterraneo

da La Nuova Sardegna, 15 agosto 2015

Villacidro, ucciso per errore da cacciatori di frodo: c’è un indagato. (Luciano Onnis)

Le indagini dei carabinieri hanno portato a individuare il presunto colpevole dell’omicidio di Sisinnio Pittau, si tratta di un operaio edile che verrà interrogato lunedì 17 agosto.

VILLACIDRO. C’è ufficialmente un indagato per l’uccisione del muratore di Villacidro Sisinnio Pittau (51 anni), avvenuta nella notte fra il 13 e 14 agosto in un impervio costone sopra la diga del Leni, in località Rio Murtas.

I carabinieri della Compagnia di Villacidro e del Reparto operativo del comando provinciale di Cagliari, diretti dai rispettivamente dai capitani Valerio Cadeddu e Giuseppe Graziani, coordinati dal pubblico ministero Alessandro Pili, a seguito delle risultanze acquisite nel corso degli interrogatori, delle numerose perquisizioni effettuate e dei riscontri sulle dichiarazioni rilasciate, hanno indagato in stato di libertà per omicidio colposo e omissione di soccorso un operaio edile di Villacidro.

Gli investigatori dell’Arma, sin dal primo sopralluogo, che hanno operato unitamente al pubblico ministero e al medico legale Roberto Demontis, avevano ipotizzato che la morte violenta di Sisinnio Pittau potesse essere riconducibile ad un incidente legato alla contestuale presenza in quelle campagne della vittima e di cacciatori di frodo.

Numerosi cittadini di Villacidro, che hanno fornito un contributo importante alle indagini, hanno ammesso che le montagne intorno al loro paese sono spesso visitate da cacciatori anche in periodo di chiusura della stagione venatoria. Nella serata del 13 agosto, vicino all’uliveto di sua proprietà, la vittima era andato proprio a cercare le tracce di una grossa preda che andava ad abbeverarsi vicino ad una sorgente nascosta in un folto macchione. L’ipotesi è che si sia recato in quel luogo per osservarne il passaggio. Era infatti disarmato e tutte le armi che deteneva legalmente, sono state recuperate dai carabinieri regolarmente custodite nell’abitazione.

La contestuale presenza di cacciatori di frodo, che potrebbero avere scambiato la vittima per un cinghiale, sembra all’origine della tragedia. Infatti Sisinnio Pittau, si era nascosto in un luogo molto angusto e impervio non accorgendosi della contestuale presenza del bracconiere, che ha esploso una fucilata contro di lui. La vittima deteneva numerose armi da caccia in casa, tutte sequestrate. L’operaio edile indagato in stato di libertà sarà sentito martedì dal pubblico ministero Pili.

 

 

funghi nel sottobosco

funghi nel sottobosco

 

L'Unione Sarda, 20 agosto 2015

L’Unione Sarda, 20 agosto 2015

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. agosto 16, 2015 alle 9:09 pm

    In pratica un bracconiere ne ha ucciso un altro…

  2. Mara
    agosto 16, 2015 alle 10:26 pm

    Chiunque possieda un’armna è un assassino potenziale.
    Insultatemi pure.

  3. Mara
    agosto 16, 2015 alle 10:29 pm

    Chiunque possieda un’arma è disposto ad usarla ed è quindi un potenziale assassino.

    • Giannantonio
      agosto 17, 2015 alle 2:01 pm

      Anche un coltello, un’ascia o un piccone, strumenti di lavoro, se non impugnate da mani comandate da volontà assassina, restano solo ed esclusivamente strumenti di lavoro. Le cronache, purtroppo, sono piene di offese portate con strumenti di uso quotidiano: la differenza con le armi da fuoco é che chi le detiene regolarmente deve sottostare a periodiche visite mediche ed avere una casella giudiziaria immacolata.

      • Arpia
        agosto 17, 2015 alle 4:51 pm

        Difficile che un bracconiere con un coltello ammazzi altra persona, e’ piu’ probabile che si ammazzi di piu’ con armi da fuoco. Basta vedere l’es. americano. Uccidere con altre armi e’ piu personale e molto piu’ raro, quindi il pensiero di Mara non e’ un pensiero cosi’ astratto o insensato. Ormai non si puo’ stare piu’ tranquilli manco in casa propria, spero che venga punito come merita.

  4. agosto 16, 2015 alle 10:47 pm

    da L’Unione Sarda, 16 agosto 2015
    Villacidro, c’è il nome del bracconiere indagato per l’omicidio di Sisinnio Pittau: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/08/14/villacidro_cadavere_di_un_uomo_vicino_alla_diga_del_rio_leni-68-430162.html

  5. M.A.
    agosto 17, 2015 alle 12:36 pm

    Bracconaggio.. La faccia opposta al mondo venatorio facente parte della stessa medaglia ossia: la passione per la predazione. Che cosa accomuna me con un bracconiere se non il gusto di cacciare? Niente. A me stanno sul culo. Perché mi sento deriso due volte. Una perché io anche se vorrei stare già in mezzo ai monti con i miei cani..mi trovo vincolato in casa, nel rispetto delle leggi. Due la stragrande maggioranza dei bracconieri sono dei grandi evasori fiscali, ergo stanno rubando patriminio della collettività facendo un duplice torto ai cacciatori che pagano la concessione allo Stato. Tre macchiano indirettamente anche la figura del cacciatore. L’acqua in estate serve ai bracconieri e solo ai bracconieri. Le forme del bracconaggio sono tutte tossiche per la fauna: non si rispettano periodi ma si preleva sempre (un po come avviene per la pesca..un n esiste limite!). Inoltre è estremamente pericoloso perché agire in barba alle leggi e ai controlli ti porta a rischiare in barba a tutte le norme di sicurezza..si caccia prevalentemenotte la notte..per cosa poi? Un cinghiale (macche anni fa forse quando erano pochi, ma oggi se ammazzano a centinaia durante la stagione venatoria), no passione della predazione che ti porta a violare la legge. Un bracconiere moderno, a differenza dei vecchi braccorumoreche erano persone ignoranti che non conoscevano ne leggi e ne nulla, è conscio di infrangere la legge. In campagna va ugualmente con la paura di essere beccato ed è teso come una corda di violino. Non è tranquillo. La scarica di adrenalina nel catturare un cinghiale in queste condizioni e la soddisfazione è superiore. Se si tratta di incidente, il pirla che ha sparato..ha sparato “a su stragazzu” ossia al rumore delle frasche che si muovono. Pochi cacciatori, se non qualche pirla spara a un qualcosa senza prima assicurarsi cosa stia sparando!

  6. M.A.
    agosto 17, 2015 alle 12:55 pm

    P.S. dimenticavo di congratularmi con gi utenti del Grig che a differenza di altri utenti in altre pagine non hanno scritto luoghi comuni quali ” ban gli sta, voleva procurare la morte e ha trovato la morte!” ma avete avuto sensibilità per la famiglia del defunto.
    Per Mara: hai ragione! Un’arma è uno strumento, concepito per usare violenza su animali, cose e persone. Un’ arma intesa come strumento non è solamente un fucile o una pistola, una fionda, ma anche un coltello o una macchina. Anche un comune cavetto d’acciaio o lenza possono essere utilizzati come armi. Pezzi di ferro, frasche, rami persino foglie dei fichi d’India con le spine lunghe, o il crine di un cavallo..una canna..una lenza con un amo può essere utilizzato come arma e l’elenco è ancora lungo. Cara Mara ti dico che hai ragione perché tutto ciò che ci circonda può essere utilizzato come arma in quanto tutti gli esseri umani sono potenziali assassini..
    Per una ragione molto semplice….:”Gnam”!

  7. agosto 17, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 17 agosto 2015
    IL FENOMENO. In paese l’esercito delle doppiette illegali conterebbe almeno 70 adepti.
    Le scorribande dei bracconieri. Il barracello: pratica molto diffusa spacciata per tradizione. (Gigi Pittau) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150817084737.pdf)

    Impossibile avere numeri precisi, ma Villacidro è il paese del Medio Campidano più interessato al bracconaggio: gli amanti della caccia di frodo sarebbero più di 70. Operano soprattutto nelle zone di montagna nonostante la chiusura della stagione venatoria. E proprio questa presenza di cacciatori che operano al di fuori del periodo autorizzato sarebbe all’origine del terribile incidente che ha portato alla morte del muratore villacidrese Sisinnio Pittau centrato dalla rosa dei pallettoni mentre si trovava in un oliveto di sua proprietà.
    IL BARRACELLO. Antonello Cadoni è il capitano della compagnia barracellare di Villacidro che svolge una costante vigilanza sia nelle zone di montagna che nelle campagne oltre che in paese: «Il problema del bracconaggio – racconta – è presente in tutto il territorio villacidrese, vasto 180mila ettari. In particolare, le aree più interessati sono i boschi, a causa della presenza di cinghiali. La caccia di frodo è una pratica molto diffusa che viene considerata una “tradizione” ma non è così. Per denunciare chi fa bracconaggio bisogna cogliere la persona in flagranza di reato».
    «UN FAR WEST». Tra gli appassionati, c’è chi non riesce a fare a meno dell’adrenalina delle battute anche a stagione venatoria chiusa. «Qui sta diventando un Far West»: così, venerdì pomeriggio, a Rio Murtas, si sfogava Federica Mandis, 27 anni, la fidanzata di Antonio Pittau, il figlio di Sisinnio che ne ha ritrovato il corpo. Con lei, ad assistere alle operazioni di recupero della salma, c’era suo padre Paolo: «Anche mio fratello – raccontava l’uomo – è morto così. Vent’anni fa, sempre d’estate, di luglio. Si chiamava Ignazio: ucciso in campagna da un bracconiere, in una valle a poca distanza da qua. Girare in campagna, qua, è pericoloso». Il problema è che un tempo, pur nell’illegalità, c’era il rispetto delle zone di caccia altrui e si era prudenti al momento di fare fuoco, mentre ora gli sconfinamenti sono continui e troppi non hanno il bagaglio di esperienza necessario a scongiurare incidenti. «Quando spari devi essere sicuro al cento per cento», riprende Paolo Pittau, anche lui cacciatore ma, giura, rispettoso del calendario venatorio.
    «NOI, REGOLARI». Da Franco Pirastu, presidente provinciale dell’Unione cacciatori Sardegna, che nel Medio Campidano raduna oltre tremila cacciatori (la maggior parte di Villacidro e Gonnosfanadiga, ma ve ne sono anche di altri paesi come Sardara, San Gavino Monreale e Sanluri), arriva l’appello a non fare semplici generalizzazioni: «Noi siamo sempre rispettosi delle leggi e dei periodi di caccia ma ci sono anche persone che non rispettano il calendario della stagione venatoria. Il fenomeno, nel Medio Campidano, è molto diffuso a Villacidro e a Gonnosfanadiga e, in misura inferiore, ad Arbus: purtroppo, sta prendendo piede. C’è chi fa la “posta” al cinghiale attraendo l’animale con il cibo: questo è all’origine di diversi incidenti. Ci sono casi in cui i bracconieri non si portano neanche la torcia elettrica. Il vero cacciatore – prosegue il numero uno dell’Unione cacciatori – non si comporta in questo modo. E mi dà fastidio che tutte le colpe si vogliano far ricadere sulla nostra categoria. Per molte persone, il bracconaggio è un divertimento, ma per la maggior parte dei cacciatori non è così. Il cacciatore ama profondamente la natura ed è sempre impegnato nella difesa e nel rispetto di quest’ultima. Chi fa bracconaggio non può essere considerato un vero cacciatore».
    PER DIVERTIMENTO. A Villacidro andare a caccia è per molti una passione come nel caso di Italo Muscas: «Lo faccio da tempo per hobby e vado quando posso. Nella compagnia di cui faccio parte siamo circa trenta cacciatori, alle volte anche di più. Noi facciamo festa lo stesso anche quando non viene presa la selvaggina: è un modo di stare insieme. In fondo, andiamo a caccia per divertimento».

  8. Arpia
    agosto 17, 2015 alle 4:39 pm

    Cacciatori e bracconieri si fondono, inutile raccontarci palle. Tuttaa quella carne di cingiale che circola, es. sagre, locali, cene, e’ controllata dal punto di vista igienico sanitario? Controlli seri e frequenti da chi deve farli basta chiudere occhi e orecchie. E’ una pena togliere il porto d’armi per anni? Ridicolo. Gente disonesta e accecata, vorrei aggiungere altro ma sarebbe forte e mi trattengo.

  9. Arpia
    agosto 17, 2015 alle 4:45 pm

    Le zone piu’ famose per il bracconaggio sono quelle dove si pratica di piu’ o quelle piu’ controllate?! Credo che la Gallura come altre zone non si faccia mancare nulla , mancano le statistiche perche’ ci sono meno controlli o perche’ meno diffusa? Mi rimangono dei grossi dubbi!

  10. M.A.
    agosto 17, 2015 alle 5:41 pm

    Il bracconaggio è una forma di un illegalità da reprimere. Essendo parte della stessa medaglia del mondo venatorio legale, l’unica forma per eliminare il bracconaggio è incentivare e migliorare l’attività venatoria in Sardegna. Basta solo la volontà politica, popolare e l’aiuto delle ass. Ecologiste..come? Ripopolamenti? Difesa dell’ambiente dall’inquinamento, cementificazione, politiche deleterie che mirano alla modificazione dell’habitat informazioni sulle scuole sull’attività venatoria ed ecologia, formazione della polizia venatoria, campagne di sensibilizzazione.. Diversamente non avrà mai fine..perché per eliminare il bracconaggio in Sardegna non basta una certa “politica” ..ma bisognerebbe cambiare la storia, cultura e natura umana! Utopia

    • agosto 17, 2015 alle 5:58 pm

      già detto tante volte, non si reprime il furto ampliando le possibilità di rubare. L’hai detto anche tu, “il bracconaggio è una forma di illegalità da reprimere”.

      • M.A.
        agosto 17, 2015 alle 8:13 pm

        Il bracconaggio é da reprimere proprio perché con l’ausilio della scienza abbiamo scoperto dei “bioritmi” tipici della specie, e per non intaccare le popolazioni faunistiche e garantire la salute di una certa specie favorendo un ricambio generazionale anche con l’ausilio della predazione umana ( o prelievo venatorio che dir si voglia), il determinato prelievo.deve avvenire secondo leggi (direttive, leggi.nazionali e regionali) nati da solide basi scientifiche che impongono modi e tempi dovuti per garantire la difesa della specie e della faunaIo ho spiegato qual’è l’unica vera arma contro il bracconaggio.. Il resto? Benzina sul fuoco..l’incremento del fenomeno, il ricambii generazionale e i dati della forestale mi danno ragione. L’attività venatoria è l’unica vera arma con cui lo Stato può effettuare un controllo sulla difesa del patrimonio faunistico. Ridurre o combattere l’attività venatoria vuol dire alimentare il bracconaggio proprio per il fatto che la natura umana non si può cambiare a suon di slogan, leggi o empatia. Il bracconaggio Grig è in forte aumento, mentre gli ex cacciatori sono sempre di più. Ma se i dati danno i cacciatori in calo ciò non significa che i fucili siano in calo……tutt’altro!

  11. Arpia
    agosto 17, 2015 alle 7:17 pm

    Se solo i cacciatori la smettessero di fare bracconaggio gia’ il numero scenderebbe e se i cacciatori denunciassero i bracconieri il numero scenderebbe ancora altro che che promuovere piu’ caccia, ma ovviamente nessuno muove un dito. Cose trite e ritrite. Mi sembra il discorso politico sull’inquinamento, per diminuire l’inquinamento invece di abbassare la soglia la si alza cosi’ si inquina di piu’ ma si migliorano le statistiche!

  12. Arpia
    agosto 18, 2015 alle 1:47 pm

    Tanto puliti e innocenti questi cacciatori. amanti della natura un fico secco. Tanto innocenti che di certo non hanno gli attributi per denunciare quelli che chiaramente sanno tra’ loro che fanno bracconaggio, poi fanno gli schifati. Scienza chiamata in ballo per giustificare la caccia come protezione della natura, la natura e’ cosa che si regola da se e molto lontana dalle armi da fuoco! Se l’uomo fa’ un intervento sulla natura nella maggior parte dei casi e’ negativo e non positivo per la natura. Quanto siete bravi cacciatori, come dicono a Napoli ” Acca’ nisciunu e’ fesso”-

  13. agosto 18, 2015 alle 2:50 pm

    da L’Unione Sarda, 18 agosto 2015
    Ecco come è morto Sisinnio Pittau. L’autopsia rivela: sparato un solo colpo: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/08/18/ecco_come_morto_sisinnio_pittau_l_autopsia_rivela_sparato_un_solo-68-430650.html

  14. Arpia
    agosto 19, 2015 alle 2:34 pm

    Le uniche volte che si puo’ giustificare una aggressione e una uccisione per me e’ quando ci si difende da chi ci aggrediscono e da persona che ha subito aggressioni posso dire che anche li’ non e’ una opzione tra’ le piu’ semplici o prese alla leggera. quindi meglio non sprecare fiato sull’argomento.

  15. Arpia
    agosto 19, 2015 alle 2:42 pm

    Chi fa’ informazione ha il dovere di dire il vero, Unione sarda , battuta di caccia! Quale battuta di caccia?! Giornalismo o disinformazione?!
    Ps da chi ci aggredisce era il mio commento precedente che approfitto per correggere.

  16. Arpia
    agosto 21, 2015 alle 12:14 am

    Se la ricostruzione riportata dall’Unione Sarda e’ corretta la storia e’ sempre piu’ strana. Pensavo che la vittima fosse invisibile tra i cespugli, ma si parla di abbigliamento visibile in un sentiero. Di certo se quello che leggo e’ correttamente riportato penso che sia una posizione complessa quella del presunto bracconiere. C’e’ presunto bracconaggio, presunte armi non autorizzate con una bizzarra dinamica e immagino che sia possibile che ci sia stato un controllo sulla presunta preda e che si fosse capito che non lo era e questo e’ un punto terribile se veramente non si e’ tentato il possibile per chiamare i soccorsi. Siamo qua ovviamente a speculare su fatti che leggiamo su una press a volte incorretta.
    Dell’articolo mi colpiscono varie parti ma anche il fatto che un 84 enne sia a caccia, capocaccia, scusate con tutto il rispetto per gli anziani ne ho diversi in famiglia e amici e devo dire che ognuno, anche se dinamici e attivi, ha qualche difficolta’, uno non ha la vista ottima, altro udito non perfetto altro con qualche difettuccio di riflesso, eta’ per me non adattissima da caccia o da fucile. Magari piu’ corretti e attenti di giovani sfrenati ma pur sempre in una fascia di eta’ critica per manipolare un’arma. Sapete come fini’ la storia del ragazzino ucciso, credo fosse da un pensionato. durante una battuta di caccia di tempo fa’? C’e’ stata una condanna?

  17. agosto 26, 2015 alle 7:05 pm

    da L’Unione Sarda, 26 agosto 2015
    Villacidro, i familiari di Sisinnio Pittau non credono all’incidente: “Ucciso volontariamente”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/08/26/villacidro_i_familiari_di_sisinnio_pittau_non_credono_all_inciden-68-432022.html

  18. settembre 15, 2015 alle 9:55 pm

    che pena.

    da L’Unione Sarda, 15 settembre 2015
    Villacidro: “Non fu incidente di caccia”. Cambia l’accusa: omicidio volontario: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/09/15/villacidro_per_il_pm_non_fu_incidente_di_caccia_cambia_l_accusa_o-68-434938.html

  19. maggio 16, 2016 alle 2:48 pm

    cacciatori sardi in Toscana.

    da L’Unione Sarda, 16 maggio 2016
    Incidente tra cacciatori sardi in Toscana: ucciso un 59enne sassarese: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/05/16/incidente_tra_cacciatori_sardi_in_toscana_ucciso_un_59enne_sassar-68-497407.html

  20. luglio 11, 2016 alle 2:46 pm

    cacciatore-bracconiere sardo nel Lazio.

    da L’Unione Sarda, 11 luglio 2016
    Incidente di caccia, ucciso bracconiere di origine sarda: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/07/11/incidente_di_caccia_ucciso_bracconiere_di_origine_sarda-68-514353.html

  21. agosto 19, 2016 alle 2:42 pm

    da CagliariPad, 18 agosto 2016
    Fucilate a pallini, feriti tre giovani.
    I giovani sono stati medicati per le ferite riportate, se la caveranno in due giorni. Sono in corso le indagini per ricostruire la vicenda: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=32880

    ________________________

    da Sardinia Post, 18 agosto 2016
    Genuri, tre giovani feriti da fucilate a pallini: due giorni di cure: http://www.sardiniapost.it/cronaca/genuri-tre-giovani-feriti-da-fucilate-a-pallini-due-giorni-di-cure/

  22. ottobre 12, 2016 alle 5:10 pm

    che dire?

    da L’Unione Sarda, 12 ottobre 2016
    Gonnosfanadiga, mette il piede su una tagliola: ferito cercatore di funghi: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/10/12/gonnosfanadiga_mette_il_piede_su_una_tagliola_ferito_cercatore_di-68-540724.html

  23. febbraio 22, 2017 alle 10:14 pm

    da L’Unione Sarda, 22 febbraio 2017
    Incidente mortale di caccia a Villacidro: chieste due condanne. (Andrea Manunza) (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/02/22/incidente_mortale_di_caccia_a_villacidro_chieste_due_condanne-68-572293.html)

    Due condanne per l’incidente di caccia avvenuto nell’agosto 2015 a Villacidro, quando nelle campagne era stato ucciso per disgrazia il muratore Sisinnio Piras: andato a controllare alcuni suoi terreni nella zona, era stato scambiato per una preda e ucciso da una fucilata.
    Il pm questa mattina a Cagliari ha chiesto 3 anni e 4 mesi per Antonello Pittau, l’uomo che (secondo le accuse) aveva materialmente esploso il colpo, e 10 mesi per il compagno di caccia Fabio Brau (risponde di porto abusivo d’arma in continuazione col bracconaggio).
    A marzo la sentenza.

  24. marzo 9, 2017 alle 10:27 pm

    onesto cacciatore.

    A.N.S.A., 9 marzo 2017
    Fucilata al rivale per caccia, arrestato. Ai domiciliari a Olbia dopo indagini durate cinque mesi. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/03/09/fucilata-al-rivale-per-caccia-arrestato_ef25f9d6-7690-4107-ae77-35fdb3b3fa40.html)

    Cinque mesi fa aveva cercato di colpire il rivale esplodendo una fucilata contro la porta a vetri della sua abitazione, per poi dileguarsi nel nulla. Oggi Mario Decandia, cacciatore di 85 anni, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile del Reparto territoriale di Olbia, con l’accusa di tentato omicidio.

    I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari in relazione a fatti che risalgono alla sera del 16 ottobre 2016 a Loiri Porto San Paolo. Decandia aveva sparato una rosa di pallettoni contro la vetrata d’ingresso di F. S., un uomo di 63 anni con cui, la mattina precedente, il cacciatore aveva avuto un diverbio: la vittima non aveva consentito all’ottantacinquenne di passare e cacciare nei terreni di sua proprietà, e l’uomo non l’aveva presa bene. La sera dopo si era presentato a casa del proprietario terriero armato di fucile.

    Solo per un fortunato caso la rosa di pallettoni sparata contro la porta d’ingresso era stata deviata dalla borchia metallica della serratura, andando a conficcarsi sulla parete interna della sala da pranzo a breve distanza dalla vittima.

    Nei mesi seguenti gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza registrando diverse testimonianze e pedinando il sospettato. Proprio dalle ripetute audizioni sia della parte offesa che di diversi testimoni, i carabinieri hanno ottenuto ulteriori fonti di prova a carico dell’anziano cacciatore, che inizialmente si era costruito un alibi per spostare l’attenzione su altre persone. L’alibi è stato gradualmente smontato e Decandia è stato arrestato. Al termine delle operazioni di rito, l’uomo è stato riaccompagnato nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

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