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Consiglieri regionali o cammelli?


bicchiere d'acqua

 

Nessuna offesa per i Cammelli, naturalmente.

E un po’ d’acqua non si deve negare a nessuno, nemmeno ai Cani.

Ma se fosse confermata l’ipotesi della nuova, ennesima, indagine penale riguardo le spese scorrette inerenti il funzionamento del Consiglio regionale della Sardegna, saremmo al ridicolo istituzionalizzato.

Per ogni seduta della massima assemblea elettiva sarda sarebbero stati consumati mille litri di acqua minerale.        Un metro cubo.  

Suddivisi fra consiglieri regionali, addetti all’aula, ospiti sarebbero una media di circa 10 litri d’acqua minerale ciascuno.

A questo punto, il rischio d’incontinenza cresce.  A quando i pannoloni per evitare le troppe assenze fisiologiche dai lavori consiliari?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

ciotole di acqua per cani

ciotole di acqua per cani

 

da La Nuova Sardegna, 7 marzo 2014

Consiglio regionale, mille litri d’acqua a seduta.

Un nuovo esposto richiama l’attenzione della Procura sulle spese dell’assemblea e sui criteri per l’assegnazione delle forniture.

 

 

da Sardinia Post, 7 marzo 2014

Inchiesta sugli appalti in Regione, per ogni seduta 10 litri d’acqua a consigliere.

 

 

(foto da liveearth.org, da mailing list animalista)

 

 

  1. marzo 7, 2014 alle 5:22 pm

    I cammelli non appartengono alla razza dei delinquenti alla quale appartengono molti consiglieri regionali del nord, del centro, del sud,e delle isole!

  2. giannantonio
    marzo 7, 2014 alle 8:48 pm

    Che la notizia venga a meno confermata bisognerà valutare la reale efficacia dei controlli (che non mancano) sulla legittimità dell’uso del denaro pubblico.

  3. Mara
    marzo 8, 2014 alle 11:27 am

    Poi se li chiamiamo ladri… siamo dei qualunquisti.

  4. marzo 8, 2014 alle 3:15 pm

    il Consiglio regionale precisa.

    da La Nuova Sardegna, 8 marzo 2014
    Il segretario del consiglio regionale: «Nel 2013 consumati 4mila litri d’acqua».

    Il consiglio regionale, con una richiesta di rettifica avanzata dal segretario generale Mariangela Sedda, smentisce dati e cifre riportati nell’articolo pubblicato ieri dal titolo: «Consiglio, mille litri d’acqua a seduta». Nel documento si evidenzia come il consumo medio di acqua minerale in consiglio regionale non superi i dieci litri per seduta. In particolare, si precisa che il consumo totale di acqua minerale in consiglio regionale, nel corso dei 12 mesi del 2013, è stato inferiore ai 4.000 litri complessivi e la relativa spesa non è in capo alla presidenza del Consiglio, ma imputata alla gestione generale e liquidata in via amministrativa dietro presentazione di regolari fatture. Così come, in generale, la richiesta di spiegazioni «sui criteri che vengono solitamente seguiti per attribuire gli appalti delle forniture» – prosegue la nota – non è stata avanzata alla presidenza del Consiglio ma all’amministrazione consiliare. I circa quattromila litri annui di acqua minerale (liscia o gassata), consumati nel 2013, sono stati destinati alle seguenti attività: 75 sedute dell’Aula; 231 riunioni nelle 8 commissioni consiliari; 250 audizioni svolte nelle 8 commissioni; oltre 100 riunioni di conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari; 16 sedute dell’ufficio di presidenza; 13 riunioni del collegio dei questori. A queste si aggiungono le riunioni della giunta per il regolamento, della giunta per le elezioni, dei vari comitati istituiti presso il Consiglio e tutti gli altri incontri svoltisi negli uffici del consiglio regionale, compresi quelli con le rappresentanze sindacali, con le delegazioni di lavoratori o singole categorie produttive e con tutte le organizzazioni ricevute nel palazzo di via Roma. Quanto alle spese per gli abbonamenti alle agenzie di stampa, il segretario generale del consiglio regionale, Mariangela Sedda, precisa che «il costo sostenuto per la fruizione dei relativi servizi è perfettamente in linea con le tariffe praticate dalle agenzie di stampa giornalistiche a tutti gli organi istituzionali». Nessuno può credere che i consiglieri regionali possano aver consumato dieci litri d’acqua ciascuno ad ogni seduta dell’assemblea. La segnalazione cui si è fatto riferimento riguarda chiaramente le fatture del fornitore, che saranno esaminate dalla Polizia giudiziaria. A quel punto si capirà se qualcuno ha esagerato oppure si è verificata qualche – come chiamarla? – distrazione.

  5. giannantonio
    marzo 8, 2014 alle 5:05 pm

    Ben venga il controllo della Polizia Giudiziaria a fare luce sulla vicenda ma mi domando: la liquidazione delle fatture dei fornitori non dovrebbe avvenire dopo aver accertato la legittimità e congruità delle stesse, come farebbe ogni buon padre di famiglia?

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