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Lettera aperta ai Candidati alla carica di Presidente della Regione autonoma della Sardegna: risponde Pier Franco Devias (Fronte Indipendentista Unidu).


Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica

In seguito alla lettera aperta inviata ai Candidati alla carica di Presidente della Regione autonoma della Sardegna sono pervenute le risposte di Pier Franco Devias (Fronte Indipendentista Unidu).

Eccole di seguito.

Ci sono pervenute anche le risposte di Michelangelo Serra (Movimento “Onestà e Progresso”), ma la lista considerata vicina ai grillini non è stata ammessa alla competizione elettorale. In ogni caso, eccole qui.

In seguito pubblicheremo integralmente le risposte che giungeranno dagli altri Candidati.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Capoterra, alluvione (2008)

Capoterra, alluvione (2008)

 

1) il territorio sardo rivela un diffuso rischio idrogeologico, che anche recentemente ha determinato, in concomitanza con eventi atmosferici intensi, l’ennesima calamità innaturale in Gallura, nel Nuorese, nel Campidano, con nuovi lutti e danni materiali.  Analogamente le reti idriche isolane attualmente perdono circa l’85% dell’acqua trasportata (dati Ordine dei Geologi, ottobre 2011).   Non ritiene che la Regione debba impegnarsi nei prossimi anni in un vero e proprio new deal nel campo del risanamento idrogeologico e della distribuzione idrica, con il sostegno dei fondi comunitari 2014-2020, così anche da fornire occasioni di lavoro per imprese, professionalità, maestranze di ogni livello?

Olbia, indicazioni del piano stralcio di assetto idrogeologico (P.A.I.)

Olbia, indicazioni del piano stralcio di assetto idrogeologico (P.A.I.)

Il fatto da cui dobbiamo partire, se vogliamo essere seri ed onesti verso la nostra gente e le generazioni future, è che il disastro avvenuto a causa dell’alluvione non è dovuto ad una calamità naturale, ma ad una calamità artificiale che è doveroso chiamare con il suo nome: speculazione edilizia. Per decenni sono state disattese tutte quelle semplici regole anche di buon senso che hanno permesso una cementificazione selvaggia in piane alluvionali o ad alto rischio idrogeologico, o lungo argini e canali, la cui manutenzione è nella maggior parte dei casi dimenticata e inesistente. Un dilagante abusivismo spesso condonato e infrastrutture scadenti, spesso con l’utilizzo di materiali di scarto per mantenere bassi i preventivi e quindi vincere le gare d’appalto, sono le vere cause di questa calamità che soltanto gli ingenui e gli oscurantisti possono chiamare “calamità naturale”.

Si rende sicuramente necessario un piano idrogeologico sardo, ben attento  alle caratteristiche di tutti i territori a cui tutti gli enti locali dovranno adeguarsi e si rende necessario stabilire controlli ferrei. Mapperemo con precisione le zone sensibili da un punto di vista idro-geologico in modo che nessuno possa dire in futuro “non sapevo” e dirameremo direttive regionali precise sulla non edificabilità in tali zone. È necessario anche rivedere le modalità delle gare d’appalto per le infrastrutture e attribuire un punteggio specifico alle ditte che garantiscano l’utilizzo di materiali idonei e di professionalità certificate. Sul piano dei fondi bisognerà muoversi per sbloccare tutte le risorse necessarie sia comunitarie che statali che regionali. Ci muoveremo in tutte le sedi istituzionali opportune per una repentina messa in sicurezza delle zone a rischio idrogeologico perché pensiamo che non esistano denari meglio spesi rispetto a questo obiettivo.

Mi sembra importante però non fermarsi all’emergenza e fare un ragionamento di più ampio respiro sul consumo del suolo. Nel nostro programma abbiamo individuato, come priorità assoluta, quella di combattere la speculazione edilizia partendo dal principio che il suolo è un bene prezioso e non va sprecato. Scriveremo una legge regionale per la limitazione immediata del consumo di territorio, dell’edificazione e della lottizzazione. Bisogna mettere nero su bianco l’impegno concreto contro l’abusivismo al fine di salvaguardare l’isola, affinché il suolo ancora non cementificato non sia più utilizzato come “moneta corrente” per i bilanci regionali.

Dovremo inoltre mappare con precisione gli ecomostri, anche quelli sanati da condoni edilizi e denunciarne pubblicamente la condizione di corpi estranei al tessuto sociale ed ambientale della nostra nazione. Una cosa è certa, con la nostra amministrazione l’edificabilità in prossimità di zone umide, archeologiche o di altro valore storico per la nostra terra sarà solo un brutto e lontano ricordo.

Teulada, costa

Teulada, costa

2) il piano paesaggistico regionale (P.P.R.) è una delle migliori realizzazioni scientifico-amministrative nel campo della tutela del territorio a livello nazionale, con ampi apprezzamenti anche all’estero.  Pur necessitando di rettifiche e modifiche, l’impianto dell’atto di pianificazione consente la salvaguardia delle parti più pregiate della Sardegna e non bisogna dimenticare che l’ambiente e le coste costituiscono anche la prima attrattiva turistica isolana. Lo scempio edilizio in corso sulle dune di Badesi dimostra a quali nefaste conseguenze può portare l’assenza di un’adeguata tutela.  Lo stravolgimento recentemente attuato, insieme alle disposizioni del “piano casa”, costituiscono un pericolo per la tutela ambientale e la sicurezza pubblica nelle aree a maggior rischio idrogeologico: quali iniziative concrete attuerà in proposito?

Costa Paradiso, cantiere edilizio in fortissima pendenza

Costa Paradiso, cantiere edilizio in fortissima pendenza

La lotta per l’indipendenza è in effetti una lotta ecologica, nel senso che lottiamo per ripristinare l’equilibrio tra la civiltà dei sardi e il loro ambiente naturale, messo in pericolo dal saccheggio delle nostre risorse ambientali in nome di una concezione consumistica del turismo. Gli indipendentisti salveranno il nostro ambiente dalla catastrofe tutelando le zone verdi, salvaguardando le zone umide e i sistemi dunali, proteggendo le aree marine e in generale attuando una concreta ed efficace strategia nazionale per la biodiversità. È necessario attuare una politica di tutela e valorizzazione delle coste attraverso la conservazione, il miglioramento e il controllo della fruizione di vaste aree verdi, compresa la tutela delle pinete che, anche se di recente formazione, rientrano ormai nelle caratteristiche tipiche di molte zone costiere e, unitamente ad altre specie boschive, preservano gli equilibri delle zone umide e conservano i sistemi dunali. Sarà nostra cura valorizzare i territori a conformazione particolare, per esempio le zone umide (solo la provincia di Oristano ha circa 6.000 ettari di stagni e paludi), con conseguente sviluppo turistico anche nei mesi invernali (vedi presenza specie migratorie), per quanto riguarda i birdwatchers e i fotografi naturalisti provenienti da ogni parte del mondo. Penso alla relazione presentata alla Conferenza sulla Biodiversità da Ferdinando Spina, presidente del Comitato scientifico della Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie (Cms). Condivido con lui l’idea che birdwatching e whalewatching (avvistamento di uccelli migratori e specie rare e mammiferi marini e cetacei) possa costituire una spinta propulsiva per l’economia. Non è come si tende a credere un giro di pochi spiccioli, negli USA ci sono quarantacinque milioni di birdwatchers con un indotto da 20 miliardi di dollari e il fenomeno si sta rapidamente espandendo in Europa e anche qui da noi nell’isola. Perché non coniugare finalmente due termini che fino ad oggi sembravano inconciliabili come “rispetto dell’ambiente” e “lavoro”?

È necessario ripristinare e/o potenziare  le aree marine protette, smantellando e bonificando le basi militari adiacenti: Penisola del Sinis – l’Isola di Malu Entu, Tavolara-Punta Coda Cavallo, Capo Caccia-Isola Piana, Capo Carbonara-Villasimius, Isola dell’Asinara. È nostro dovere proteggere tutti quei territori delicati (fauna/flora) con l’istituzione – con un pieno e reale coinvolgimento delle popolazioni – di nuovi parchi regionali e/o oasi protette, vedi zone umide, o nelle zone ove ci sia presenza di fauna protetta (vedi mufloni, daini, cervi, aquile, grifoni, etc.). Penso che tali obiettivi si possono raggiungere solo cercando ed ottenendo il consenso e la convinta partecipazione delle comunità locali e non con l’imposizione autoritaria che desta solo sospetto e ostilità. Il perno della nostra politica ambientalista sarà una strategia organica per la biodiversità. La Sardigna possiede la percentuale di specie endemiche più elevata in assoluto e questa è una ricchezza che dobbiamo utilizzare intelligenetemente e restituire intatta e tutelata alle generazioni future. I comuni, le scuole, le università, le istituzioni dovranno muoversi sinergicamente anche con l’ausilio di fondi idonei a favorire la tutela del territorio, della flora e della fauna in quanto patrimonio unico nel suo genere, mediante la valorizzazione del turismo naturalistico e di percorsi didattici per ogni scuola di ordine e grado. Con la nostra amministrazione i promotori seri e titolati  di fattorie didattiche, di percorsi di trekking e di percorsi a cavallo, di turismo rurale, minerario, speleologico, montano ed equestre troveranno un ascolto e una apertura inedita.

centrale eolica

centrale eolica

3) in assenza di un piano energetico regionale, la Sardegna è diventata un vero e proprio far west, dove i progetti per centrali eoliche, centrali solari termodinamiche, centrali a biomassa, ricerche energetiche, lungi dal soddisfare reali necessità di energia “pulita” da fonti rinnovabili (in Sardegna il fabbisogno locale è ampiamente soddisfatto), sono divenuti un drammatico rischio per migliaia di ettari di terreno agricolo e per intere comunità locali esclusivamente per speculare sugli incentivi per le rinnovabili, avendo già prodotto la compromissione di vaste aree interne di elevato pregio ambientale e paesaggistico: che cosa farà in concreto in proposito?

Decimoputzu, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

Decimoputzu, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

Questo è un punto davvero strategico. Il piano energetico nazionale sardo è stata sempre una rivendicazione indipendentista. Abbiamo il dovere di fermare gli speculatori che ci stanno rubando sole e vento, e di realizzare una vera democrazia energetica.

Per prima cosa è necessario presentare una moratoria delle assegnazioni di licenze alle imprese per la costruzione di impianti eolici, fotovoltaici, biomasse e termodinamici (da ultimi: progetto “Eleonora”; “Martis”; “Sedini”; “Siliqua”, “Bagni Oddini”, Campu Giavesu, “Ottana Energia”). Avete usato una espressione giusta quando avete paragonato la Sardegna al far west, ma noi non vogliamo finire a vivere nelle riserve! Istituiremo la possibilità di veto sull’utilizzo di tecnologie obsolete, scriveremo una legge regionale che vieti l’ampliamento e la nuova costruzione di inceneritori su tutto il territorio sardo, in linea con le indicazioni europee per lo smantellamento di quelli preesistenti e per superare la logica perversa dell’incenerimento dei rifiuti che possono invece essere riciclati o compostati. Vieteremo ugualmente di costruire impianti per l’incenerimento di biomasse. Metteremo la parola fine anche al vergognoso balletto del Galsi e contestualmente ridestineremo i fondi della Sfirs ad esso destinati a lanciare il primo tassello del “Piano per la Democrazia Energetica” centrato su impianti di piccola-media taglia non invasivi e distribuiti uniformemente sul territorio. Ogni lavoratore, ogni famiglia, ogni azienda in Sardigna diventerà proprietaria dell’energia prodotta, in tal modo costruiremo dal basso una rete energetica democratica capace di rendersi autonoma rispetto ai grandi monopoli dell’energia.

Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

4) retaggio delle attività minerarie e industriali, in Sardegna c’è la maggiore estensione nazionale di siti contaminati: complessivamente 447.144 ettari rientrano nei due siti di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (D.M. n. 468/2001) e di Sassari-Porto Torres (L.n. 179/2002), mentre l’Arcipelago della Maddalena è stato riclassificato (31 gennaio 2013) quale sito di interesse regionale (S.I.R.). Nel silenzio quasi generale a Sarroch bambini presentano alterazioni del d.n.a., mentre a Portoscuso deficit cognitivi a causa del piombo nel sangue. A Porto Torres, invece, sono gli adulti a presentare un campionario di tumori non invidiabile. Che cosa intende fare in concreto per raggiungere una completa bonifica ambientale e affrontare l’evidente emergenza sanitaria?

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Il colonialismo italiano non ci ha solo impoverito economicamente e culturalmente, ci ha anche avvelenati, nel senso letterale del termine. Gli indipendentisti avranno il compito di ripulire il nostro Paese dal colonialismo e dai suoi disastri. Per prima cosa dobbiamo istituire la presenza di registri tumorali in tutta la Sardigna a livello provinciale o zonale. La situazione sanitaria è allarmante, soprattutto presso le zone ad alta concentrazione di industrie pesanti e basi militari e i cittadini hanno il diritto di sapere i rischi che corrono. I partiti coloniali hanno finora utilizzato la strategia di riporre la polvere sotto il tappeto, dobbiamo fare in modo che quell’epoca volga al tramonto e renderci protagonisti di una nuova pagina della nostra storia fondata sulla coscienza e sulla chiarezza!

Dobbiamo istituire un Piano Nazionale delle Bonifiche che preveda il diritto di prelazione nelle gare d’appalto per le imprese sarde specializzate. Dobbiamo far valere il principio secondo cui “chi ha sporcato deve pagare”. Dietro a quasi tutti i disastri che avete elencato voi c’è direttamente lo Stato e lo Stato deve pagare. Questa è una battaglia che dobbiamo e possiamo vincere. Alla fine lo Stato cederà e pagherà fino all’ultimo centesimo, perché il danno di immagine che il nostro governo gli causerà a livello internazionale sarà talmente grave che alla fine dovranno cedere. Del resto lo Stato può rifarsi sulle aziende responsabili dell’inquinamento o, alternativamente, attingere dal fondo nazionale degli interventi straordinari (Protezione Civile). Faremo comunque anche valere il principio secondo cui protagonisti delle bonifiche saranno gli operai cassintegrati o espulsi dal ciclo produttivo attraverso l’acquisizione di competenze specifiche per attuare le bonifiche nel Piano.

Parallelamente dovremmo far immediatamente partire inchieste serie da parte di commissioni scientifiche attuate dall’Ente che ci proponiamo di costituire, l’ESSRS (Ente Sardo per lo Sviluppo e la Ricerca Scientifica),  in collegamento con gli istituti di ricerca industriale e controllo sanitario, sulle industrie inquinanti con conseguente richiesta di risarcimento ai responsabili del disastro ambientale. Dobbiamo inoltre porre fine ad un approccio remissivo verso gli investimenti esterni. Dobbiamo far valere il principio secondo cui non tutti gli investitori sono sempre ben accetti e tantomeno senza condizioni. Noi metteremo condizioni di democrazia, rispetto dell’ambiente e compatibilità antropica e in questo saremmo alleati della parte più sensibile degli operai i quali non sono disposti a lavorare in condizioni da Terzo Mondo ma esigono per se stessi e per il loro territorio condizioni di sicurezza precise. Per le ditte che vogliano installare nuovi impianti industriali, previa valutazione socio-economica da parte della Regione, istituiremo l’obbligo di includere nel progetto un’accurata stima dei costi per lo smantellamento degli impianti e il ripristino del territorio, con contestuale accantonamento delle risorse necessarie allo scopo. Il nostro governo regionale passerà alla storia anche per l’istituzione di un sistema efficace di controllo nei porti sardi con portali radiometrici gestiti dalle Asl del territorio. Non volgiamo continuare a subire l’ingresso e lo stoccaggio in miniere, cave o discariche, o il loro uttilizzo nei processi industriali, di prodotti radioattivi e fumi di acciaieria.

Queste sono alcune delle nostre proposte. Non si tratta affatto di parole in libertà, chi costituisce il Fronte Indipendentista Unidu lotta da anni contro lo stupro vergognoso della nostra terra ed è in prima linea con i comitati che in questi anni hanno spesso arginato o impedito tali scempi. Ma il lavoro da fare è ancora tanto ed è necessario andare in Regione per avere una seria e intransigente rappresentanza istutuzionale, che sia concretamente e sempre a disposizione per il sostegno di tali lotte. Per questo ci siamo candidati. Per questo vi chiediamo di sostenerci con ogni mezzo!

Pier Franco Devias

Quirra, Stagno di Murtas

Quirra, Stagno di Murtas

(foto A.N.S.A., per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. Occhio nudo
    gennaio 21, 2014 alle 7:18 am

    risposte ragionevoli e sensate.

  2. capitonegatto
    gennaio 21, 2014 alle 10:17 am

    Tutto puo essere sensato parlando di galassie, ma quando si scende con i piedi per terra la cosa che conta sono le persone, e se queste non sono all’altezza per umanita’, perspicacia e lungimiranza nel gestire la cosa pubblica , ogni castello cade miseramente.
    Miglioriamo e subito la cultura della gente coinvolgendoli con informazioni serie ( TG regionale ) , dibattiti su temi precisi in ogni comune ( non solo nelle grandi citta’ ). Le persone che si sentono all’altezza ( con curriculum seri ) si facciano conoscere veramente ( senza la pacca sulle spalle dei big ). Cominciamo dall’atomo per costruire una seria materia , che e’ quella della programmazione , delle regole, gestione e controllo del bene pubblico.

  3. Pietro
    gennaio 21, 2014 alle 10:26 am

    Programma molto interessante,mi chiedo chi fa parte del fronte.Delusione per gli altri gruppi indipendentisti,che si aggregano al centrosinistra italiano e colonizzatore e non si sono ancora fatti sentire.

    • gennaio 21, 2014 alle 3:46 pm

      le domande sono state rivolte ai candidati alla carica di Presidente della Regione, non alle formazioni politiche nè ai singoli candidati alla carica di Consigliere regionale.

  4. Shardana
    gennaio 21, 2014 alle 11:39 am

    Bel programma,però anche io mi chiedo chi siete e chi fa parte del vostro fronte.Grazie

  5. gennaio 21, 2014 alle 4:31 pm

    Non sono Sardo e non vivo in Sardegna ma valuto l’onestà del Vostro fare e del Vostro dire e lo condivido. Questa Vostra lettera ai candidati alle prossime elezioni nella Vostra isola l’ho diffusa inoltrandola ai miei amici Sardi che l’hanno accolta con il mio stesso entusiasmo che anima anche Voi. Spero di averli anche coinvolti personalmente nella Vostra attività.
    Non volendo influenzare i miei amici, questo commento viene scritto quasi a fine giornata dopo aver ricevuto una entusiastica risposta da una mia amica che abita in Sardegna e che ha deciso di aderire al Vostro Gruppo. Spero che il suo esempio lieviti.
    Con vivissima cordialità. Lontano geograficamente ma vicinissimo alle vostre lotte!

    • gennaio 21, 2014 alle 4:36 pm

      grazie Cordialdo! Stiamo cercando di fare del nostro meglio per questa povera Terra e i suoi abitanti, bipedi, quadrupedi, alati.

      Stefano Deliperi

  6. cristiano sabino
    gennaio 22, 2014 alle 12:29 am

    il Fronte è nato da una assemblea di 250 indipendentisti, lavoratori, membri di comitati e associazioni e tanti individui non legati a nessuna struttura. l’adesione al fronte è individuale e il fronte si regge su assemblee democratiche che scelgono i punti del programma, eleggono i delegati e decidono la linea politica.

  7. Shardana
    gennaio 22, 2014 alle 10:34 am

    Grazie cristiano sabino.Mi chiedo perché non dialogare con sardigna nazione e bustianu cumpostu,visto che sono rimasti,per loro fortuna,fuori dal tunnel nel quale si sono infilati tutti gli altri gruppi indipendentisti?Che delusione…….gli indipendentisti che corrono per il PD-L proprio non lo capisco.Sono stati complici delle più grosse vergogne ,a partire dai silenzi sulle basi militari,quirra,teulada,capo frasca,le discariche dei veleni,le fabbriche inquinanti,il traffico di rifiuti radioattivi.Vi siete arresi presto………alla politica dell’invasore✊

  8. Luca Carta
    gennaio 22, 2014 alle 1:02 pm

    Salve, a proposito di lotta contro le speculazioni energetiche, consumo di suolo e per la difesa del nostro Patrimonio, vorrei segnalare questo: http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=247888&v=2&c=4807&idsito=18&b=1

    In breve, trattasi dell’ennesimo parco eolico – stavolta potenza complessiva di 18 MW – in territorio di Nuoro ed Orani, con: 8 pale su 9 previste DENTRO il Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna; alcuni interventi ricadenti all’interno della fascia di 150 m di alcuni torrenti, ed in aree a rischio di piena o di frana – come da P.A.I.; interventi ”ad alto rischio archeologico” – come da ”Documento di valutazione archeologica preventiva” depositato -, con una delle pale da posizionare a meno di 100m da una splendida Domu de Janas (Bortaleo 3), ed un’altra ancora ”la cui costruzione è prevista SOPRA un sito di età romana e tardo romana (UT Funtana Arva)”.

    A voi le conclusioni, ricordando i 60 giorni (a partire dal 24.12.2013) per presentare ulteriori Osservazioni al SAVI. Vi ringrazio.

  9. cristiano sabino
    gennaio 22, 2014 alle 2:32 pm

    certo che abbiamo dialogato. purtroppo avevano altri progetti con partiti e movimenti opportunisti e implicati nel sistema coloniale e corrotto italiano

  10. cristiano sabino
    gennaio 22, 2014 alle 2:33 pm

    poi ripeto che l’adesione al Fronte è individuale e non partitica. questo è il punto essenziale!

  11. Shardana
    gennaio 22, 2014 alle 7:02 pm

    Ho capito bene che è individuale,infatti bustianu ha rilasciato in un’intervista che S.N.voterà per gli indipendentisti.A questo punto penso che ci siate solo voi,gli altri ex indipendentisti si sono aggregati al carrozzone dei partiti italiani.Quindi perchè non riaprire un dialogo…..Aiò o bustianu

  12. marco
    gennaio 23, 2014 alle 9:56 am

    Mi sento in dovere di intervenire in qualità di candidato consigliere in questa tornata elettorale.
    Per ovvi motivi, pertanto, non posso indicare pubblicamente il mio nome.
    Molte persone sono rimaste deluse dal fatto che diverse sigle indipendentiste hanno partecipato alla competizione elettorale in coalizione con partiti italiani.
    Dal punto di vista della purezza ideologica hanno perfettamente ragione; sotto il profilo pratico no. La scelta è stata dettata dall’esigenza di arrivare realmente, una volta per tutte, a insediare in Consiglio almeno 10 persone, che siano indipendentiste convinte e che possano incidere oggettivamente sugli atti di indirizzo della legislatura.
    Ho lavorato fino all’ultimo giorno utile per la definizione delle liste (lunedì 13 gennaio), perchè ci presentassimo uniti in un’unica coalizione indipendente e sovranista, ma troppe persone, ritenendo di possedere una certificazione di qualità, hanno rifiutato di correre insieme.
    So bene come la pensa Stefano Deliperi riguardo la tematica sulla quale tante volte mi ha canzonato, ma ritengo che, in ogni caso, sentendosi sardo, non possa che ammettere che la consapevolezza della situazione disastrosa in cui siamo precipitati, sotto il governo di partiti di destra come di sinistra, sia da ascrivere ad un unico vulnus: la mancanza di unione dei sardi nella amata terra natia.
    Io non sono di destra e tantomeno di sinistra, sono un moderato che ritiene che sia necessario ragionare come altre piccole nazioni europee e stop. La mia professione, peraltro, mi ha insegnato a rispettare oltre modo la natura e l’etologia comportamentale di bipedi come di quadrupedi.
    Pertanto, per poter governare e cambiare è indispensabile esserci, cambiare da dentro, dove sono le vere leve del potere, in quanto per cambiare da fuori sarebbe necessario l’uso di strumenti poco ortodossi e in ogni caso a me distanti concettualmente.
    Grazie per l’attenzione e in bocca al lupo a tutte le persone oneste e con i piedi per terra. Perchè di queste abbiamo bisogno.
    MMC.

  13. Shardana
    gennaio 23, 2014 alle 5:52 pm

    Boh,forse non ho capito,deluso è dir poco.Mi chiedo cosa abbiano i partiti tutti da dividere con gli ideali indipendentisti che tutti stanno cavalcando in fase pre elettorale.Con gente che parla ancora di carbone,di alluminio,di discariche.Perchè non le fate nel terreno del Berlu o dei vip,che venite sempre a pescare nella disperazione e ci mettete con le vostre bugie l’uno contro l’altro.Concordo che per cambiare bisogna governare marco,ma “HO GIÀ VISTO E SENTITO QUEI BUGIARDI,per questo penso che disertare le urne possa,visto che non c’è l’insetto sia per me una cosa razionale.Anche io sono un moderato ne di destra,non più di sinistra se mai in questi ultimi 20 anni c’è stata.

  14. Shardana
    gennaio 24, 2014 alle 10:21 am

    Quale futuro per il polo portovesme devias o cristiano?Ho letto una tua intervista ma parli di solamente di chimica………

    • Sandro
      febbraio 15, 2014 alle 11:02 pm

      Per il polo di Portovesme il progetto è inizialmente le bonifiche e successivamente la riconversione dell’industria consona al territorio . Esempio : piccole medie industre di produzione di imballaggi ( tetrapack e altri ) in sinergia con le produzioni tipiche isolane ( latte , carni , formaggi , artigianato ) . Incentivo della produzione agricola e prodotti comunemente consumati nell’isola ( ricordo che importiamo l’80% di quello che comsumiamo ) ……creare insomma più poli agroalimentari sull’esempio di Arborea ….

  15. marco
    gennaio 24, 2014 alle 11:15 am

    Caro Shardana,
    l’esito incerto della tornata elettorale lascerà sul campo morti e feriti.
    Ieri ho seguito con estrema attenzione l’intervista fatta da Muroni ed altri suoi colleghi a Pigliaru.
    Mi ha sorpreso la presa di distanza di Pigliaru dal PD, che ha precisato di non avere mai avuto la tessera PD e che pertanto si è chiamato fuori da logiche di potere oltranzista.
    Lo ho rivalutato parecchio perchè ha dato un segnale importante.
    Il PPR è perfettibile ma solo, a parer mio, per esprimere ancora maggiore tutela del territorio e dell’ambiente in cui viviamo e pertanto sarebbe necessario che taluni provvedimenti autorizzatvi passino attraverso meccanismi non solo ministeriali italiani bensì regionali (rammentiamo che SARAS, ormai SARLUX, beneficia di autorizzazioni ministeriali e e che noi sardi siamo solo delle comparse, con l’ARPAS delegata ai controlli senza gli strumenti).
    Pertanto il mio invito è a non disertare le urne, bensì andare a votare, esprimendo una qualsiasi preferenza ma esercitando fino in fondo un diritto che è come l’acqua: non ti accorgi mai di quanto sia preziosa fino a quando resti senza.
    Ciao.

  16. Shardana
    gennaio 24, 2014 alle 2:07 pm

    Il campo è già seminato di morti e feriti tra la gente comune,con grande indifferenza da parte del potere…….Per potere intendo tutto quel sistema del quale sono parte integrante politici,uffici tecnici,arpas,asl,forestale,organi preposti al controllo,forze dell’ordine, forze del disordine,e tutti quegli apparati che esistono per succhiare soldi ma inesistenti nel loro lavoro..Non si fà certo di tutta l’erba un fascio,ma fatemela vedere quella buona.Io ho già deciso,per la prima volta diserterò le urne,a meno che qualcosa o qualcuno mi catturi con il proprio operato.Stamane ho letto che un candidato,per la prima volta parlava del rimorchio carbosulcis e faceva un paragone su come investire in futuro con dei tornaconti immediati e questo è un piccolo segnale.Invece per tenere in piedi il carrozzone miniera-industria,multinazionali e tutta la casta sulcitana,silenzio della chiesa compreso,si continua con la politica dello struzzo e del voto di scambio incuranti che il più delle volte,la preziosa l’acqua che sgorga dai rubinetti è inquinata,falde acquifere comprese.Non giustifico certo l’ARPAS,se non ha gli strumenti per controllare,che denunci la situazione……..🚱🚱🚱🚱🚱🚱🚱….invece di fare la comparsa,troppo facile vivere così.Un cordiale saluto

  17. gennaio 24, 2014 alle 10:42 pm

    Prendo atto che l’unico candidato che ha risposto è Devias, evidentemente è l’unico che ha le carte in regola per poterlo fare………

  18. Shardana
    gennaio 25, 2014 alle 12:41 am

    Anche io mi aspetto una risposta,se volete.Non siete obbligati,ciao

    • gennaio 25, 2014 alle 10:46 am

      se risponderanno, pubblicheremo integralmente.

      Stefano Deliperi

    • Sandro
      febbraio 15, 2014 alle 11:11 pm

      Ciao Shardana , ti capisco ma non condivido il tuo NON VOTO . Il programma del Fronte è semplice , prendere in mano il potere decisionale e agire per il bene dell’Isola . Io sono deluso quanto te di questo casino elettorale creato dagli indipendentisti storici , pensa che io ho seguito IRS fino a che non hanno deciso di seguire il PD . Però vado a votare , perchè oggi più che mai serve il voto di tutti , di tutti quei 54% che l’ultima volta hanno disertato le urne . Voto l’unico schieramento che con coraggio si è presentato senza appoggio di BIG cosciente che non sarà una passeggiata …….voterò il Fronte , poi ci sarà tempo per limare e rivedere certi concetti ……

  19. Shardana
    gennaio 25, 2014 alle 1:32 pm

    Scusa Stefano,era rivolta a fronte indipendentista unidu.Grazie comunque

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