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Città che amano gli animali: Istanbul batte Cagliari?


Istanbul pro randagiL’immagine che ritrae un gatto turco impegnato a consumare il proprio pranzo, è un po’ datata, risalirebbe infatti al 2012, ma è molto significativa. In quel periodo, l’amministrazione comunale di Istanbul predisponeva un servizio di distribuzione di acqua e cibo per gli animali randagi, o liberi, della città. Un gesto di grande civiltà, in un Paese che, per certi aspetti, ha dimostrato di dover lavorare ancora per tutelare pienamente i diritti civili dei propri abitanti. Quindi, quella “tavola apparecchiata” per gli abitanti a quattro zampe, ha un significato ancora più importante e, sopratutto, fa riflettere sul fatto che in molte città europee, tale livello di rispetto e amore per gli animali sia ancora abbastanza lontano.

Il Comune di Cagliari, per esempio, lo scorso anno ha, lodevolmente, approvato il “Regolamento per la tutela e la gestione degli animali” della città, recependo le fondamentali sensibilità di tutela degli altri animali (art. 1-2 del regolamento), i divieti di maltrattamento e di utilizzo per l’accattonaggio (artt. 8-9 del regolamento), nonché della pratica dell’abbandono (art. 11 del regolamento) e dei bocconi avvelenati (art. 13 del regolamento).
I cani hanno diritto alla loro passeggiata quotidiana (art. 14 del regolamento), possono accedere ai mezzi del trasporto pubblico (a certe condizioni, art. 18 del regolamento) e ai parchi e aree pubblici (art. 19 del regolamento).
Non possono esser tenuti più di 8 ore al giorno i cani alla catena, a patto che sia connessa a un collegamento scorrevole (art. 15 del regolamento), mentre è possibile la creazione di cimiteri per gli altri animali (art. 36 del regolamento).

Tuttavia alcune disposizioni risultano piuttosto discutibili: infatti non sarebbe consentito, per esempio, dar da mangiare nemmeno occasionalmente a un cane affamato o dissetarlo in una calda giornata estiva, men che meno mettere una piccola mangiatoia invernale per l’avifauna selvatica (“è vietato … gestire e dare da mangiare a tutte le specie di animali che vivono liberi sul territorio comunale ad esclusione delle colonie feline, compatibilmente con quanto previsto nel seguente regolamento, nonché alle specie faunistiche di particolare interesse ecologico che vivono o soggiornano in parchi, in aree verdi ed in alberate comunali, nei singoli casi in cui è presente una cartellonistica comunale derogatoria”, art. 9 del regolamento).  Per i gatti è necessario esser un gattaio o gattaia patentati (art. 30 del regolamento). In tutti questi casi, altrimenti, s’incorre in sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.
Il Sindaco Zedda, condividendo le osservazioni fatte dal Gruppo d’Intervento Giuridico, ha dichiarato di voler correggere il testo approvato dal Consiglio comunale (profondamente modificato rispetto a quello elaborato dallo stesso Sindaco e dalla giunta comunale) “in linea con un regolamento che, ripeto, è a tutela e per il benessere degli animali in città”.

Ad oggi, purtroppo, ancora nessuna modifica è stata apportata ad un Regolamento che, sicuramente, garantisce agli animali livello di tutela più avanzato rispetto al passato. Quindi, ora, il dubbio è: i cani e i gatti della città candidata a capitale europea della cultura, saranno costretti ad emigrare verso Istanbul? Speriamo di no. Coraggio, si può fare.

Claudia Basciu
Gruppo d’Intervento Giuridico

Documenti: RegolamentoTutelaAnimali_DeliberazioneConsiglio_9_2013

  1. max
    gennaio 20, 2014 alle 7:22 am

    che la turchia sia piu’ democratica e sensibile dell’italia non dovrebbe essere una novita’;
    democratica perche a fronte degli ultimi fatti apprapiazione indebita e concussione 3 ministri hanno rassegnato spontaneamente le dimissioni ( come da noi no?) e 28 funzionari di polizia sono finiti in galera ( quelle turche dicono che non sono esattamente un resort 5 stelle).sensibile perche’se vai in vacanza da loro ti trattano come un re e se chiedi un favore si rfanno in 4.
    non e’ solo cagliari indietro, ma genova, venezia,r.c. ecc

  2. M.A.
    gennaio 20, 2014 alle 10:12 am

    Bella iniziativa Grig! Sono favorevole in quanto vengono “scoraggiati” nel mantenere un animale, acquistare e/o adottare un animale tutti coloro che per impegni lavorativi o festivi trascurano i proprio “pets”. Con “questi diritti” si evidenzia che tenere uno o più animali è un vero impegno. Personalmente preferisco vedere canili o gattili pieni, piuttosto che assistere all’indecoroso randagismo! Almeno possono contare su una ciotola di cibo e acqua e avere piuttosto che rischiare la vita tra le ruote delle automobili, essere lasciati in condizioni sanitarie non controllate, essere liberi di defecare nei centri urbani rappresentando un rischio per loro stessi, ma specialmente per Noi!

  3. Sabs
    gennaio 20, 2014 alle 12:00 PM

    La delibera del Comune va benissimo nella parte in cui regolamenta le modalità di alimentazione anche delle colonie feline. Non sto dicendo che la regolamentazione così come scritta sia la migliore possibile, ma che una forma di regolamentazione è assolutamente necessaria, così come sono necessarie la vigilanza, la repressione e la sanzione (e qui li vedo francamente molto deboli deboli)

    Prendiamo per esempio i condomini del mio palazzo e di quelli accanto, che per “alimentare” la colonia di gatti randagi che dimora nel cortile eseguono lanci di qualunque tipo di cibo (dalle crocchette appositamente acquistate sino alle lische del pesce) direttamente dalle loro finestre/balconi.
    Tutto ciò non solo richiama un numero sempre maggiore di animali (la colonia è cresciuta da due-tre sino a una decina di gatti negli ultimi anni), ma crea danni a chi nel cortile posteggia (il cibo umido lanciato si attacca alle carrozzerie per poi rinsecchire, i gatti graffiano le carrozzerie, lasciano odori sgradevoli etc), a chi stende la biancheria (non sempre la mira dei lanciatori è buona, e non sono infrequenti i lanci sulla biancheria stesa dei piani sottostanti) e a chi ha i terrazzi del primo piano (anche qui, problemi di mira – il cibo atterra alcune volte nei terrazzi, e in più i gatti ai terrazzi del primo piano ci arrivano eccome, rovinano i vasi di fiori, graffiano i parapetti etc).

    Dove? “Civilissima”, “borghesissima”, “educatissima” San Benedetto, in piena Cagliari centro.

    Vorrei vedere fioccare qualche multa seria…

    • gennaio 20, 2014 alle 3:06 PM

      Sabs, forse sarebbe il caso di fare una riunione condominiale per chiedere di sfamare gli animali con più criterio. Però, nel tuo commento descrivi una situazione apocalittica, dove i gatti graffiano, rovinano, impuzzolentiscono un intero quartiere, manco fossero una gang di delinquenti. Ti assicuro che, in molti angoli della città, le colonie feline, composte da decine di gatti, convivono pacificamente con gli esseri umani. Ma da ciò che scrivi, decisamente, sembra proprio di capire che i gatti farebbero meglio ad emigrare verso Istanbul.
      Claudia

      • Sabs
        gennaio 20, 2014 alle 6:26 PM

        Gruppo d’Intervento Giuridico :
        Sabs […] Ma da ciò che scrivi, decisamente, sembra proprio di capire che i gatti farebbero meglio ad emigrare verso Istanbul.
        Claudia

        Claudia,
        Il tuo sarcastico commento su Istanbul è decisamente fuori luogo.
        La situazione che ho descritto esiste esattamente come l’ho descritta … riguarda un solo isolato (e non un intero quartiere) a meno di cinque minuti a piedi dalla vostra sede. Nel cortile centrale di questo isolato vivono ormai stabilmente oltre dieci gatti; non è apocalittica ma solo oltremodo fastidiosa, e ho omesso tanti dettagli.
        Ad esempio non ho raccontato della notte in cui, pochi mesi fa in piena estate, mamma gatta (ovviamente la colonia non è sterilizzata) ha abbandonato due micetti tra i vasi mio terrazzo. Svegliato nel cuor della notte (h 4:30…) dai loro pianti, li ho raccolti, nutriti, portati dal mio amico veterinario, tenuti con me fuori casa per tutta la mia giornata lavorativa, riportati la sera in terrazzo e vegliato in perfetto silenzio finché la notte la mamma se li è ripresi entrambi.
        Oppure la volta in cui uno dei due, poche settimane dopo, è rimasto intrappolato nello scarico del terrazzo del mio vicino e ha pianto disperatamente tutta la notte e tutto il giorno. Quella volta si scatenò tutto l’isolato.
        Oppure potrei parlare delle numerosissime volte in cui i maschi marcano il mio terrazzo ritenendolo il loro territorio… e io lì con straccio e varechina a cercare di togliere gli odori. O delle volte in cui fanno i loro bisogni nei miei vasi zappettando la terra e spargendola ovunque.
        E potrei continuare ancora, senza esagerazioni ma con un onesto e lungo racconto dei fastidi. Fastidi che, si badi bene, io imputo agli umani e non ai gatti. Se la gente la smettesse di comportarsi in maniera così incivile, il numero di gatti attirati da questo insolito tipo di alimentazione (peraltro abbondante, dato l’alto numero di vicini “lanciatori”) non crescerebbe tanto a dismisura da far superare, anche a una persona tutto sommato tollerante, livelli soglia di fastidio e stress. Quando i gatti erano due o tre non avevamo problemi, perché la convivenza era abbastanza pacifica: il livello di fastidio è, ti assicuro, direttamente proporzionale alla dimensione della colonia.
        E infine, le riunioni di condominio non servono a nulla. Primo, perché la questione riguarda più condomìni, secondo perché fino a che si parla e non ci sono regole, vigilanza e sanzioni, ognuno fa un po’ come gli pare.

  4. M.A.
    gennaio 20, 2014 alle 8:17 PM

    Sabs, non conosco in prima persona la situazione, ma da quanto scrivi per me hai ragione da vendere. I gatti vanno bene quando non son in numero tale da dar noia alla popolazione, la colpa non è dei gatti ma della gente che li nutre in quel modo poco consono, inoltre ritengo che in ogni settore i loro diritti finiscono laddove iniziano i nostri, e il fatto che compromettano la tua tranquillità, in casa tua, è un motivo piu che valido per trovare un rimedio.

  5. gennaio 20, 2014 alle 10:18 PM

    Sabs, quella che tu descrivi è una situazione che, dimostrando un po’ più d’amore nei confronti dei gatti, potrebbe essere risolta, magari suddividendosi i compiti. Ci sono moltissimi casi di colonie “adottate” da condomini o residenti di un quartiere, ognuno fa la sua parte, basta volerlo. Non si può risolvere il problema vietando di sfamare gli animali, ci si sforza di trovare una soluzione civile, che magari comprenda anche la sterilizzazione. Ma dal tenore dei commenti, compreso quello di M.A., comprendo che spesso i gatti sono considerati un fastidio e, a quel punto, il mio commento non è ironia ma un vero e proprio auspicio, perchè chi non ama gli animali non merita nemmeno il loro amore.

    • M.A.
      gennaio 20, 2014 alle 10:30 PM

      Possono diventare un fastidio quando compromettono un equilibrio. Poiché si tratta di un contesto cittadino, e non in aperta campagna, una situazione del genere potrebbe saturare la pazienza di ognuno di noi. Con tutto l’amore del mondo e con tutta la pazienza che vuoi, non tutti provano gioia e pazienza nell’essere svegliato alle 2 dsl mattino, oppure nel ritrovare escrementi o urina nel terrazzo, specialmente se durante tutto il giorno si lavora e si combatte con lo stress e i problemi quotidiani. Si può prrdonare una, due, tre ma poi basta, si deve trovare una soluzione, altrimenti se fossi stato nelle condizioni di Sabs il biglietto per Istanbul l’avrei comprato io.

  6. gennaio 20, 2014 alle 10:46 PM

    mi pare di capire, però, che il problema sia rappresentato dal comportamento dei “bipedi umani”, non tanto dai felini.
    Se i condomini gettano il cibo dalle finestre, compiono violazioni di carattere igienico-sanitario e (sulle auto) di danneggiamento di proprietà altrui.
    Capisco il desiderio di quieto vivere, ma un esposto con i fiocchi dovrebbe essere la conseguenza.
    Qui siamo davanti a esempi di cafonaggine pura. I gatti c’entrano poco.

    Stefano Deliperi

  7. max
    gennaio 21, 2014 alle 7:01 am

    il problema gatti potrebbe essere trasformato in una risorsa come insegnano i vicentini…( “magna gati” x i non al corrente sulle costumanze locali).scherzi a parte nel mondo c’e’ + indulgenza x i gatti che x i cani. solo un controllo attento e puntuale delle amministrazioni ( anagrafe gattina)cosi’ come quella dei padroni che purtroppo lasciano scorrazzare impuniti i gatti e gatte che poi tornano a casa col “fardello”. sono contrario all’uso del napalm come arma di sterminio di massa ( gattina).

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