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Ancora un consueto “incidente” di caccia in Sardegna.


cartello "attenzione caccia al cinghiale"

cartello “attenzione caccia al cinghiale”

 

Mentre il Presidente della Regione e candidato Ugo Cappellacci promette il suo immediato impegno per ampliare le occasioni di caccia, è accaduto un nuovo, consueto, incidente di caccia in Sardegna.

Filiberto Sanna (82 anni, di Cagliari) è stato ferito al polpaccio durante una battuta di caccia al cinghiale nei boschi di Santulussurgiu (OR) e trasportato all’Ospedale di Oristano. Indagano i Carabinieri di Ghilarza per appurare lo svolgimento dei fatti e le relative responsabilità.

Nel corso della stagione venatoria 2013-2014, nella sola Sardegna, siamo già a undici incidenti di caccia, con quattro morti e otto feriti, tutti cacciatori.

In tutta Italia nel corso dell’attuale stagione venatoria 2013-2014 siamo già a 53 morti (51 cacciatori, 2 persone comuni) e a 74 feriti (61 cacciatori, 13 persone comuni).

La contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2012-2013 si è fermata in tutta Italia, a ben 60 morti (54 cacciatori, 6 persone comuni) e 106 feriti (92 cacciatori, 14 persone comuni) umani. 

Di questi 5 morti (tutti cacciatori, dei quali uno per infarto durante una battuta di caccia e uno travolto da un torrente in piena) e 11 feriti (10 cacciatori e 1 agricoltore) in Sardegna.

L’11 novembre 2012 in Sardegna era stato colpito addirittura un bambino nel bel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale. Purtroppo è morto due giorni dopo.

A livello nazionale, hanno destato particolare emozione i recenti casi (21 ottobre 2013) del cacciatore sparato da un collega di battuta di caccia notturna nel parco naturale regionale di Veio.   Caccia illecita, in un parco naturale, in orario non consentito, un morto, anche a causa del mancato soccorso da parte dei due colleghi di battuta, poi arrestati. E quello del cercatore di funghi (8 dicembre 2013) sparato da dietro una siepe a Serrapetrona.

Bella immagine della caccia, della lealtà, del rispetto delle regole.

Forse sarebbe il caso che si faccia una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

"incidente" di caccia

“incidente” di caccia

 

stagione venatoria 2013-2014 in Sardegna

morti: Mariano Pintus (ferito a Viddalba, 26 dicembre 2013, morto presso l’Ospedale civile di Sassari il 14 gennaio 2014), Mariano Marras (Villanova Monteleone, 29 dicembre 2013), Raffaele Lostia (fra Nuoro e Orune, 24 novembre 2013), Luciano Floris (S. Teodoro, 7 novembre 2013)

feriti: Filiberto Sanna (Santulussurgiu, 19 gennaio 2014), Andrea Lunardi (Carbonia, 12 gennaio 2014), Antonello Canu (Alà dei Sardi, 29 dicembre 2013), operaio sconosciuto (Armungia, 10 dicembre 2013), Virgilio Sabiu (fra Nuoro e Orune, 24 novembre 2013), Giovanni Sirigu (Orroli, 14 novembre 2013); Angelo Demurtas (Bitti, 10 novembre 2013), cacciatore sconosciuto cinquantasettenne di Serrenti (Santulussurgiu, 7 novembre 2013).

 

Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

 

da L’Unione Sarda, 19 gennaio 2014

Incidente di caccia a Santu Lussurgiu. Un 82enne si ferisce con una fucilata.

Il cacciatore è stato trasportato all’ospedale di Oristano.

Incidente di caccia nel pomeriggio nelle campagne di Santu Lussurgiu, nell’oristanese. I medici del 118 hanno soccorso Filiberto Sanna, cagliaritano di 82 anni, raggiunto da una fucilata al polpaccio. Le sue condizioni non sarebbero gravi. L’uomo, che è stato inizialmente aiutato altri cacciatori che si trovavano con lui, è stato trasportato all’ospedale di Oristano. Secondo i primi accertamenti, l’anziano è stato raggiunto a una gamba da un proiettile di rimbalzo durante una battuta di caccia grossa. Su quanto avvenuto stanno indagando i Carabinieri della Compagnia di Ghilarza per accertare eventuali responsabilità.

 

 

(foto da La Nuova Sardegna, L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. M.A.
    gennaio 19, 2014 alle 9:08 PM

    “Bella immagine della caccia, della lealtà, del rispetto delle regole.” 😀 Grig nella lista oltre ad inseirire ” quello del cercatore di funghi (8 dicembre 2013) sparato da dietro una siepe a Serrapetrona”, ti sei dimenticato di inserire quello che è stato ucciso in Romania, Polonia e in Jugoslavia! Tanto per quanto concerne la caccia in Sardegna tutto fa brodo! 😀 . Speriamo che il nonno a 82 anni lasci il fucile a casa! Lui ne ha mangiato più di me di selvaggina, io che ho 50 anni in meno, ne devo mangiare ancora! Dopo i 75 anni, in campagna solo per cercare funghi.

  2. M.A.
  3. gennaio 19, 2014 alle 11:13 PM

    da Sardinia Post, 19 gennaio 2014
    Santu Lussurgiu, incidente di caccia: ferito con una fucilata un 80enne: http://www.sardiniapost.it/cronaca/santu-lussurgiu-incidente-di-caccia-ferito-con-una-fucilata-un-70enne/

    _______________________

    da La Nuova Sardegna, 19 gennaio 2014
    Incidente di caccia a Santu Lussurgiu, un ferito.
    Un uomo di 70 anni è stato colpito a un polpaccio da una fucilata. Le sue condizioni non sarebbero gravi: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/01/19/news/incidente-di-caccia-a-santu-lussurgiu-un-ferito-1.8498682

  4. gennaio 19, 2014 alle 11:34 PM

    M.A. :

    http://www.lastampa.it/2014/01/18/cronaca/i-cacciatori-potranno-vendere-la-selvaggina-RERBBtewx1WgM9LkTL1oyK/pagina.html
    Guarda un pò se ti va bene questa soluzione! ;)

    a questo punto, potreste cacciare anche le blatte…

  5. gennaio 20, 2014 alle 2:57 PM

    da La Nuova Sardegna, 20 gennaio 2014
    SANTULUSSURGIU. Cacciatore cagliaritano ferito in una battuta al cinghiale.

    SANTU LUSSURGIU. I pallini esplosi dal fucile hanno mancato il bersaglio e dopo aver colpito una roccia di rimbalzo hanno centrato ad una gamba uno dei cacciatori. L’uomo, Filiberto Sanna, 82 anni, di Cagliari è ora ricoverato nell’ospedale di Oristano per una ferita ad un polpaccio. Le sue condizioni non sono gravi. L’ennesimo incidente di caccia nell’Oristanese è accaduto ieri pomeriggio nelle campagne di Santu Lussurgiu. Secondo quanto si è appreso dai carabinieri della Compagnia di Ghilarza, Filiberto Sanna era stato invitato alla battuta di caccia dal cognato, uno dei dirigenti della locale autogestita. Non era la prima volta che il cagliaritano prendeva parte ad una battuta nel Montiferru ma ieri pomeriggio le cose non sono andate come sperava. I carabinieri devono ancora sentire il ferito ma è quasi certo che uno dei compagni di battuta ha sparato ed ha mancato il bersaglio. Uno dei pallini ha urtato una grossa pietra e di rimbalzo ha ferito ad una gamba Filiberto Sanna. L’uomo è stata prontamente soccorso è trasferito con una ambulanza del 118 al San Martino di Oristano. (e. s.)

  6. arpia
    gennaio 20, 2014 alle 10:20 PM

    Scusate se esco fuori tema ma ho bisogno di un’informazione: la presenza di capanne dei cacciatori o di permessi speciali modifica (accorcia) la distanza di 1km dalle zone protette dalle quali i cacciatori devono mantenere la distanza?

    • gennaio 20, 2014 alle 10:23 PM

      quali “capanne” o “permessi speciali”?
      Se ci sono strutture permanenti o precarie, vanno comunque autorizzate sotto il profilo urbanistico-edilizio e sotto il profilo paesaggistico.

      Stefano Deliperi

  7. M.A.
    gennaio 20, 2014 alle 10:36 PM

    1 km di distanza dalle zone protette?

    • arpia
      gennaio 20, 2014 alle 10:47 PM

      Noi abbiamo letto 1km dalle zone protette? Se questo dato e’ inesatto qual’e’ la distanza
      che i cacciatori in Sardegna devono mantenere dalle zone protette?

      • gennaio 20, 2014 alle 11:01 PM

        se per “zone protette” intendi le “aree naturali protette”, cioè i parchi e le riserve naturali, non vi sono distanze specifiche previste.

    • arpia
      gennaio 20, 2014 alle 11:11 PM

      Si intendevo riserve naturali. Se non vi sono distanze da mantenere, quindi possono stare nel bordo o anche passare da una parte all’altra inosservati, bella questa.

      • gennaio 20, 2014 alle 11:22 PM

        la caccia e l’accesso alle aree naturali protette in atteggiamento di caccia (es. con fucile, anche senza sparare) sono assolutamente vietati (artt. 11, comma 3°, e 22, comma 4°, della legge n. 394/1991 e s.m.i., 21, comma 1°, lettera b, della legge n. 157/1992 e s.m.i., 61, comma 1°, lettera c, della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.).

        Stefano Deliperi

  8. arpia
    gennaio 20, 2014 alle 10:39 PM

    Se dei cacciatori avessero delle capanne e/o autorizzazioni,mettiamo, potrebbero avvicinarsi a cacciare a una distanza inferiore al km previsto per le zone protette? Esiste una particolare motivazione per la quale non debbano mantenere le distanze? Il quadro non e’ chiarissimo ma in un paio stiamo cercando di raccogliere elementi per capire alcune anomalie.

  9. M.A.
    gennaio 20, 2014 alle 11:05 PM

    Ma parli di zone umide o una qualsiasi oasi? Durante la caccia alla posta vi è un vincolo di 500 mt dalle zone umide , 150 mt da aree protette, oasi permanenti e zone di ripopolamento e cattura.

    • M.A.
      gennaio 20, 2014 alle 11:12 PM

      Questo però è valido esclusivamente per la caccia alla posta e senza l’uso del cane. Art. 9 del c.v. 2013/2014. Era valido per l’1 e 5 settembre e 2, 6 e 9 febbraio. Per gli altri tipi di caccia ha ragione Stefano, i cartelli servono per delimitare un area, e come una linea, che i cacciatori non devono oltrepassare.

  10. arpia
    gennaio 20, 2014 alle 11:06 PM

    Riformulo la domanda, magari c’e’ stato un errore nella lettura di 1km, esiste una distanza alla quale i cacciatori devono attenersi tra confine di zona protetta e zona dove possono esercitare la caccia? Se si qual’e’ la distanza? In Sardegna ovviamente.

  11. arpia
    gennaio 20, 2014 alle 11:15 PM

    Quindi per tutti i tipi di caccia anche quella grossa possono stare li al bordo e beccarsi i poveretti che credevano di potersene stare in pace in aree naturali protette, belle leggi!

    • M.A.
      gennaio 20, 2014 alle 11:30 PM

      Un cinghiale come può capire se si trova con le zampe nel confine o dentro l’oasi? Non lo sanno. Sanno solamente che nel cuore dell’area protetta non c’è uomo, ma ci possono essere cani.

  12. arpia
    gennaio 20, 2014 alle 11:23 PM

    Quindi c-e- un
    min di 150 mt da aree protette, oasi permanenti e zone di ripopolamento e cattura.
    Caccia grossa fatta con cani.

    • M.A.
      gennaio 20, 2014 alle 11:32 PM

      No Arpia! Solo alla posta senza l’uso del cane in quei giorni specifici, dove tra l’altro il cinghiale è chiuso!

      • arpia
        gennaio 21, 2014 alle 12:03 am

        Io parlo nello specifico di giornata ammessa, di caccia grossa con cani al bordo di aree naturali protette (chi lo sa se il bordo e’ esattamente rispettato, di sicuro non c’e’ una guardia che controlla). I cani da caccia non credo possano entrare nelle aree naturali protette, non vorrei sbagliare anche qua.

  13. arpia
    gennaio 20, 2014 alle 11:34 PM

    Intanto grazie per le risposte la storia e- un po- complessa e non siamo espertissimi di metodi di caccia e affini, ma abbiamo notato delle stranezze, tornero- dopo aver raccolto ancora un paio di elementi. Intanto speriamo di vedere una bella legge al piu- presto che non abbia bisogno di limiti e distanze ma che abolisca finalmente questa triste macelleria.

    • M.A.
      gennaio 21, 2014 alle 12:13 am

      pur rispettando il tuo pensiero, non lo condivido. Dal momento che la “triste macelleria” è legale, etica ed è un punto fermo delle nostre tradizioni. Vuoi vedere che per qualcuno tra un paio d’anni diventerà anche ecologica dal momento che non esistono in Sardegna predatori e super predatori e per molte specie l’uomo è l’unico predatore?
      Arpia non ti chiedo di accettare la caccia, ma di studiarla e capirla fino in fondo, senza fermarti all’immagine della caccia che è stata divulgata. Vai oltre la morte dell’animale, esiste una ragione a tutto.

  14. arpia
    gennaio 21, 2014 alle 12:14 am

    Finisco con una nota tragicomica, se dovessimo vedere alcune cose che non ci quadrano non so’ quanto sia conveniente per noi cercare di raccogliere elementi in forma di foto o video, perche’ dall’altra parte ci sono persone armate, quindi non si sa’ mai che si finisca sulle pagine del grig come ennesimo “incidente di caccia”!

    • M.A.
      gennaio 21, 2014 alle 1:16 PM

      Di cosa dovresti aver paura Arpia? Se c’è qualcosa che non quadra è un tuo dovere civico segnalarlo. Non per forza devi associare una persona armata come persona pericolosa. Nel mondo della caccia, come in ogni ambito sociale, ci sono delle persone prepotenti e delle persone veramente per bene. Anche nell’arma (mi riferisco a carabinieri, poliziotti etc etc) trovi persone prepotenti, per il semplice fatto che rappresentano la legge, e persone per bene che non si sentono supponenti solo per avere una pistola d’ordinanza. Ma questo non significa che bisogna aver paura di ritorsioni o che! Vivi tranquilla!

  15. arpia
    gennaio 21, 2014 alle 5:55 PM

    Sto’ cercando elementi e informazioni per poi farne qualcosa da poter utilizzare. Si in un mondo ideale tutti fanno il loro dovere, in un mondo ideale! Ci sono tantissime variabili che portano alla fine al nulla!
    I cani da caccia come i cacciatori non possono entrare nelle zone protette?

    Sono da una vita contro la caccia, contro il bracconaggio e i doppi giocatori e anche in attesa di vederne ritirati un po’. Ci dovrebbero essere tantissimi controlli non un articolo all’anno sui giornali… Perche’ si sa’ che il problema e’ di dimensioni enormi se gia’ lo vediamo noi banali cittadini.
    La caccia che non vedo come una tradizione, non rientra se alcuni vogliono vederla come una tradizione a mio avviso nelle tradizioni da mantenere,
    La caccia e’ legale ma io la vedo come un grosso problema, figuriamoci poi se viene fatta da tanti senza regole e senza controlli e se poi gli stessi o in aggiunta altri fanno pure bracconaggio, non se ne esce piu’. Controlli magari ce ne fossero.

    • M.A.
      gennaio 21, 2014 alle 7:26 PM

      P.S. i cani da caccia possono entrare nelle aree protette. Mica leggono i cartelli 😉 ! Capita molte volte di ritrovarli dentro oasi dopo che per decine di km inseguono un cinghiale, e capita anche che dopo che arriva nell’oasi con un cinghiale, lo perda ne trovi un altro e lo faccia uscire verso la battuta.

  16. M.A.
    gennaio 21, 2014 alle 7:21 PM

    Eh noi onnivori sardi, dobbiamo tutelare il nostro stomaco 😀 ! Che poi un animale perda la vita affinché ciò avvenga, ha adempiuto alle sue funzione naturali! Niente di sconvolgente e nulla di macabro. Certo se tu al posto di avere in testa un concetto naturale la vivi come :”una vita sprecata per diventare escrementi” è logico che la vivi male. Le tradizioni della caccia che vogliamo tutelare sai quali sono? Il rispetto dell’animale abbattuto (se uno si azzarda a toccarlo con i piedi o a tagliare la coda ad un cinghiale a seconda del Capo Caccia ti butta fuori dalla squadra; inoltre merita rispetto perché il cinghiale la fucilata se l’è beccata). Oltre tutto ciò si deve tutelare l’arte del pulire il cinghiale, scuoiarlo, eviscerare e cucinare. Ci sono tante cose che noi sardi vogliamo tutelare. Perché saper fare certe cose è una nostra peculiarità. Che male c’è nel tramandare ai nostri figli il processo con cui la carne arriva nei nostri piatti? Nulla, è sacrosanto per evitare che vivino in una certa ignoranza del quale la nostra società è affetta. Inoltre vivere la morte dell’animale, ti insegna che la morte fa parte della natura, t’insegna nel rispettare la sofferenza, e ti responsabilizza in quanto tra le tue mani hai un arma che può ledere all’incolumità del compagno. Poi è bellissima e tremendamente figa la predazione dei nostri cani, in campagna ci mostrano tutta la loro abilità e ci riempono d’orgoglio. L’unica cosa che noi dobbiamo fare è portarli in natura poi i loro istinto fa tutto da sé. Ah sappi che i cani mangiano, e non cacciano per fame, cacciano per istinto 🙂 sono bellissimi! Certe ferme o certe seguite o alcuni scovi sono mozza fiato.
    La caccia mette in risalto le tue abilità, e il tuo cervello, nel sapersi adeguare nei posti più impervi, nell’interpretare odori, suoni o colori! Anche lo sparo che per voi sembra la disparità più assurda e crudele in natura è realmente difficile. Non è scontato fare “boom” e prendere una preda, anzi tutto il contrario! Gli animali sanno dove passare per fuggire o come volare.
    Se non lo vivi, non lo capisci! La caccia deve migliorare in sicurezza e deve inoltre adeguarsi all’esigenze biologiche degli animali! La caccia in Sardegna deve restare dei sardi e bisogna diffidare dei politici che vogliono attuare certi accorgimenti per far diventare la nostra terra meta del turismo venatorio!

  17. arpia
    gennaio 21, 2014 alle 10:14 PM

    Anche gli uomini dopo morti diventano il nulla non per questo devono avere la loro vita accorciata da un fucilata o una trappola. C’e’ tanta gente vegetariana e vegana che vive a lungo senza bisogno di ammazzare un animale per farsi uno snack! Mi fa’ piacere! Sentire, se e’ vero che i cani possono entrare nelle aree protette a stanare i cinghiali, che aria protetta sarebbe? Non ha nessun senso logico. Fra’ l’altro se i cani hanno l’obbligo di stare al guinzaglio come fanno quelli da caccia a stare in giro in aree protette senza guinzaglio dove magari la gente va’, inclusi anziani o bambini a camminare?
    Se c’e’ tanta gente contro la caccia non capisco perche’ non esistano referendum per eliminarla, i sardi tanto bravi nell’evitare il nucleare potrebbero impegnarsi con successo.

    • gennaio 21, 2014 alle 10:26 PM

      solo qualche parola per ricordare che vi sono stati in questo benedetto Paese diversi referendum contro la caccia, l’ultimo nel 1990.
      A fronte di pesanti impegni personali organizzativi, alle urne si recò solo il 43% circa degli elettori, oltre il 92% dei votanti rispose affermativamente ai quesiti abrogazionisti della caccia, ma il quorum del 50% + 1 degli elettori non venne raggiunto.
      I cittadini devono degnarsi di andare a votare, altrimenti non possono lamentarsi, come avviene sovente.

      Stefano Deliperi (che ha raccolto quintali di firme per i referendum ambientali in varie occasioni) 😉

  18. M.A.
    gennaio 21, 2014 alle 10:42 PM

    In Sardegna esiste 1 cacciatore ogni 10 uomini, è un rapporto altissimo. Considerando anche che quel cacciatore possiede mogli e figli che possono tranquillamente essere favorevoli alla caccia. Quindi la caccia in Sardegna non trova sostegno solo da 46000 cacciatori, ma anche da altri sardi. In Sardegna non esiste una grande sensibilità anticaccia, se non da parte di qualche migliaia di vegani che si sentono più emancipati e spiritualmente più elevati. Inoltre la caccia è legata fortemente alle tradizioni folkloristiche e gastronomiche. Per poter far passare per immorale uccidere un cinghiale dovresti riuscire a far passare per immorale anche l’uccisione di agnelli e maialetti, in una terra con la nostra cultura questo è impossibile. Essere vegani è una scelta non un imposizione. Io con la mia coscienza sono apposto, perché nutrendomi con della carne non commetto nulla di male. I libri di biochimica, di fisiologia e di biologia umana mi danno la conferma che l’uomo è un animale onnivoro. La caccia non è agli sgoccioli, perché esiste un ricambio generazionale in Sardegna. A prova di ciò guardati le migliaia di video su YouTube e ti accorgerai che i ragazzini e i ragazzi non son pochi e loro sono i futuri cacciatori. Il bello che in una terra come la nostra la caccia serve perché per molte specie tra cui il cinghiale non esistono predatori al di fuori dell’uomo. La caccia va migliorata non combattuta. Migliorando la caccia, ne trarrà beneficio l’intero ecosistema sardo, per tanti aspetti, il primo in assoluto : favorire la caccia legale sopprimerà il bracconaggio.

    • arpia
      gennaio 21, 2014 alle 11:45 PM

      Che ecosistema e tradizioni sarde se i cinghiali sono importati dall’est europeo? E’ come promuovere l’artigianato sardo vendendo cestini made in China?

      • M.A.
        gennaio 22, 2014 alle 12:15 am

        Arpia siamo in Sardegna non in val Padana 🙂 , a parte qualche cinghiale maremmano (forse) e qualche ibrido il resto è made in Sardinia.

  19. arpia
    gennaio 21, 2014 alle 10:42 PM

    Nel 1990 parliamo di 24 anni fa sono tantissimi anni fa’, con tutte le associazioni e i tempi piu’ maturi e i tam tam online non se ne potranno organizzare di nuovi? Sempre apprezzato il lavoro di chi si impegna conserieta’ e onesta’. Non ho informazioni ne un quadro chiaro generlae perche’ passo brevi periodi in questo paese non lo faccio di proposito.

    • gennaio 21, 2014 alle 11:04 PM

      potrei dirti: trovami 5 milioni di euro e ti abolisco la caccia in Italia…tanto costa, più o meno, una campagna referendaria, spot, testimonial, campagne stampa, ecc. Come vedi, non è poca cosa, tutto qui 😉

      Stefano Deliperi

  20. M.A.
    gennaio 21, 2014 alle 11:04 PM

    Stefano te lo immagini cosa significherebbe abolire la caccia in Sardegna? 😀 Già Arpia si lamenta del fatto che mancano controlli, in caso di abolizione esisterebbe solamente la caccia illegale e ci dovrebbero essere dei veri e propri eserciti della forestale e giardie venatorie per controllare migliaia e migliaia di ettari di territorio :D. Inoltre a cosa servirebb tenere in vita oasi, parchi, riserve naturali? A nulla! Molti reputano che gli uomini uccidono gli animali in natura perché si sentono legaluzzati dallo Stato, quindi di conseguenza se venisse abolita la caccia finirebbero di uccidere. Invece no, non è così perché un uomo uccide un animale perché è scientificamente lecito mangiare carne. Se venisse abolita la caccia la gente uciderebbe tutti i giorni dell’anno, senza rispettare date o periodi forse con metodi più silenziosi della fucilata, di giorno e di notte, com’è stato durante il periodo della guerre mondiali, quando la caccia non esisteva ed avere fucili erano in pochi, allora come oggi l’uomo ucciderebbe per mangiare e non per sport, specialmente se in un ipotetica situazione di abolizione rischia grosso. L’uomo specialmente in Sardegna ” la caccia” ce l’ha nel sangue e ringraziamo che esista dal punto di vista legale in quanto permette di imprimere un controllo, fatto di modi, tempi, specie, luoghi e quantità, se non esistesse questo sarebbero guai.

    • gennaio 21, 2014 alle 11:27 PM

      secondo me, neppure tu credi a quel che dici…..se fosse vero, manco il gatto di casa sarebbe al sicuro 😉

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        gennaio 21, 2014 alle 11:51 PM

        Avrei tante storielline da raccontarti: per esempio perché cinghiali e cervi sono aumentati nel Sud Sardegna. Se non erro il cervo sardo nel 90 era in pericolo di estinzione e anche il cinghiale non se la passava bene. Nell’areale del cervo, anche i carnieri dei cacciatori di cinghiali erano molto scarsi circa di 10 cinghiali su per giù. Oltre agli interventi di tutela, vi è stato un fattore determinante: l’abbandono delle miniere. Tante nonnine nei paesi minerari narravano le gesta di impavidi mariti che riuscivano a portare a casa un pezzo di carne, di cervo o cinghiale, procurata con le trappole fatte con le cariche di dinamite. Se sia fantascienza o no, non lo so, ma non ho nessun motivo di dubitarne anche perché poi con la chiusura delle miniere nell’iglesiente e nell’arburese c’è stato un esplosione demografica di ungulati!

      • gennaio 21, 2014 alle 11:57 PM

        e della Fatina dei Denti non ci racconti nulla?! 😉
        Quante fesserie…leggiti un buon libro sull’argomento, magari quello di Enea Beccu (http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=27094&v=2&c=1557&t=1)…

        Stefano Deliperi

  21. M.A.
    gennaio 21, 2014 alle 11:25 PM

    Da Ars venandi ho letto questo : Cagliari, convegno sul bracconaggio
    “L’incontro è stato promosso dalla Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) in collaborazione con il Corpo Forestale della Sardegna.  Il moderatore dell’incontro, Giovanni Albarello, responsabile dei Rapporti Istituzionali della Lipu, ha illustrato le iniziative dell’associazione finanziate con lo strumento Europeo Life. Fra gli altri hanno partecipato come relatori il Comandante del CFVA dott. Carlo Masnata e il Sostituto Procuratore del Tribunale di Cagliari dott. Gaetano Porcu. Il fenomeno del bracconaggio in alcune zone della Sardegna è talmente diffuso da essere divenuto ormai una vera e propria tradizione che si tramanda di padre in figlio.  E’ stata messa in evidenza la relazione esistente fra il bracconaggio e il territorio e in particolare, data la redditività di questo genere di attività, lo sviluppo del fenomeno in zone ad alto indice di disoccupazione e quindi disagiate dal punto di vista economico. E’ stato evidenziato il lavoro svolto dal Corpo Forestale, sia con la presentazione dei dati sugli esiti dell’attività operativa svolta dagli anni ’90 ad oggi, sia con l’illustrazione dell’impegno profuso nell’ambito della prevenzione, attraverso gli interventi di educazione ambientale nelle scuole. ” è già così la situazione, figurati cosa significherebbe abolire la caccia. Bisogna agire sulla caccia per ridimensionare il fenomeno.

  22. arpia
    gennaio 21, 2014 alle 11:37 PM

    Se li avessi 5milioni li darei volentieri sarebbero soldi ben spesi, ma se si faranno iniziative di raccolta’ per il referendum daro’ il mio contributo e come me spero tanti.

  23. M.A.
    gennaio 22, 2014 alle 12:08 am

    Pensi che siano stronzate? Io no. Gli ungulati sono aumentati in quelle aeree, non perché hanno smesso di utilizzare i preservativi, ma perché erano sottoposti ad una continua pressione. Fatto sta che stranamente con la chiusura delle miniere, abbiano avuto questo incremento. Vorrei 1 euro per ogni kg di carne che si son mangiati! Penso di riuscire a finanziere Arpia! 😀

  24. M.A.
    gennaio 22, 2014 alle 12:32 am

    Stefano cosa credi che in Sardegna chi usufruisca della selvaggina siano solo i cacciatori? Io penso che molti pastori ne mangino a sbaffo molto più di noi pur non pagando tasse. Chi ci vive tutto l’anno in campagna e chi ha opportunità di monitorare la selvaggina non siamo noi, le reticelle per chiudere i campi non le mettiamo noi, inoltre mi piacerebbe sapere se sono presenti più fucili detenuti regolarmente dentro le abitazioni oppure quelli tenuti negli ovili! Chissà?! Esistono ovili senza fucili? Mah! Un’altra cosa, in Sardegna vige una regola: prima di entrare in casa tua ti devo chiedere il permesso! La situazione deve migliorare perché anche da come viene descritta dal Corpo Forestale non è delle migliori e di certo tutto ciò, a mio avviso, non si ottiene combattendo la caccia, anzi!

  25. Occhio nudo
    gennaio 22, 2014 alle 8:54 am

    A dirla tutta, le persone normali e civili prima di entrare da qualsiasi parte, chiedono il permesso. Sai com’è, in Sardegna e nel resto d’Italia si tutela la proprietà privata. Ah, già, dimenticavo che ai cacciatori, invece, è permesso entrare nei terreni altrui senza problemi, sono di una casta superiore, loro, pagano le tasse.

    • M.A.
      gennaio 22, 2014 alle 12:04 PM

      Caro Occhio Nudo, i pastori (i proprietari dei terreni) sanno perfettamente chi entra nei propri terreni, e se non sei ben accetto stai tranquillo che te lo fanno capire a parole e non! Loro hanno il controllo di tutto in campagna, se loro non vogliono che si cacci stai pur tranquillo che dentro il suo terreno non entri, almeno che non rischi! Non ne vale la pena!

  26. Occhio nudo
    gennaio 22, 2014 alle 6:21 PM

    mentre, invece, nei terreni di chi non è pastore vi sentite un po’ più “liberi” di entrare senza problemi, giusto?

    • M.A.
      gennaio 22, 2014 alle 7:17 PM

      Occhio nudo esiste l’art. 840 del codice civile che ci permette l’ingresso. Ciò nonostante a certi inviti, io non sto a contestare (anche se è un mio diritto). Prendo i cani e Arrivederci! La campagna è grande. Fatto sta che molte volte te ne vai infastidito perché non ti buttano fuori dal loro terreno per puro senso empatico, ma perché tu vai a mangiarti legalmente ciò che loro si mangiano durante tutto l’anno illegalmente. Molti si considerano proprietari della fauna perché risiede nel suo terreno. È la solita gelosia, che si ripercuote non solo nella caccia, ma anche nella raccolta dei fungji, degli asparagi, lumache etc etc.

  27. gennaio 26, 2014 alle 1:03 PM

    un altro morto, stavolta per infarto.

    da L’Unione Sarda, 26 gennaio 2014
    Genoni, muore durante battuta di caccia. L’uomo è stato stroncato da un infarto: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/01/26/genoni_muore_durante_battuta_di_caccia_l_uomo_stato_stroncato_da_un_infarto-6-351511.html

    ______________________

    da Sardinia Post, 26 gennaio 2014
    Pensionato 70enne stroncato da un infarto durante una battuta di caccia: http://www.sardiniapost.it/cronaca/pensionato-70enne-stroncato-da-un-infarto-durante-una-battuta-di-caccia/

    __________________________

    da La Nuova Sardegna, 26 gennaio 2014
    Muore d’infarto durante una battuta di caccia.
    Genoni: nella campagna di Funtana sa jana, vani i tentativi di rianimarlo dei medici del 118: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/01/26/news/muore-d-infarto-durante-una-battuta-di-caccia-1.8543273

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