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Elettrodotto per il potenziamento del collegamento SA.PE.I., sulla costa del Golfo dell’Asinara.


Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus)

Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus)

La Terna Rete Italia s.p.a., (gruppo Terna s.p.a.) gestore della rete elettrica italiana (oltre 63.500 km. di linee ad alta tensione) ha presentato l’istanza per la realizzazione del potenziamento del collegamento SA.PE.I. (Sardegna Penisola Italiana) da 500 kv in corrente continua fra il Golfo dell’Asinara e Latina.

Il potenziamento si rende necessario soprattutto per favorire l’esportazione dell’energia elettrica prodotta in surplus dalla Sardegna verso la Penisola, in particolare nei settori dell’eolico e del solare[1].

Le opere riguardano circa 40 km. di linea interrata a fra Fiume Santo (Sassari) e Punta Tramontana (Castelsardo) e riguardano un elettrodotto a media tensione (MT) a 20 kv corrente continua, quindi non assoggettabile a procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).

Tuttavia, dev’essere preventivamente assoggettato a preventiva e vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in quanto interessa direttamente il sito di importanza comunitario (S.I.C.) Stagno e ginepreto di Platamona (codice ITB010003) e indirettamente la zona di protezione speciale (Z.P.S.) “Stagno di Pilo e Casaraccio e Saline di Stintino” (codice ITB013012) e il S.I.C. “Stagno di Pilo e Casaraccio” (codice ITB010002), interessati dal progetto LIFE Natura “S.T.e.R.N.A.” in corso di attuazione.

Se è pur vero che, per le caratteristiche tecniche (interramento della linea, media tensione) il progetto non  è soggetto a procedimento di V.I.A. (ma a procedimento di V.INC.A.), l’interessamento di S.I.C. e Z.P.S. costituisce un aspetto di forte allarme e preoccupazione, per cui la vicenda sarà seguita con grande attenzione.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

da La Nuova Sardegna, 9 ottobre 2013

L’elettrodotto Sapei correrà nell’area Sic del golfo dell’Asinara. Terna annuncia il potenziamento del cavo sottomarino. Previsti 39 chilometri di condotta interrata: via agli espropri.   Luigi Soriga

SASSARI. L’elettrodotto sottomarino Sapei, inaugurato nel 2011 per collegare la Sardegna alla Penisola (da Fiume Santo a Latina), non ha mai funzionato a pieno regime. La società Terna Rete Italia, che gestisce sul territorio nazionale 64mila km di linee di alta tensione, ha deciso di correre ai ripari. Così ha presentato al Cipe un progetto di potenziamento del cavo e ha acquistato tre pagine della Nuova Sardegna per rendere pubbliche le sue intenzioni. Una “bella” sorpresa per i comuni di Sassari, Porto Torres, Sorso e Castelsardo, e per migliaia di cittadini proprietari di appezzamenti di terra che hanno ritrovato il proprio nome, data di nascita e particella catastale in mezzo a un elenco fitto fitto di futuri espropri. Tutti hanno aguzzato la vista e hanno passato al setaccio l’avviso ufficiale. I privati, naturalmente, si sono concentrati sul proprio fazzoletto di terra. Sindaci e assessori invece, anche loro ignari del progetto, hanno posato lo sguardo su un passaggio in particolare: «Collegamento terrestre in corrente continua tra la stazione di Fiume Santo e l’anodo di Punta Tramontana». Si tratta di 39 chilometri di cavo interrato che cuce da parte a parte la mezzaluna del golfo dell’Asinara. Il problema è che in mezzo ci sono due siti di interesse comunitario: lo stagno di Pilo e Casaraccio e lo stagno e la pineta di Platamona. Che ci fa un cavo ad alta tensione in un’area di pregio ambientale? Il primo a chiederselo è il sindaco di Sorso Giuseppe Morghen: «Non conosco il tracciato dell’elettrodotto, ma so per esperienza che all’interno di un’area Sic è difficile spostare anche un ciuffo d’erba. Quando noi abbiamo fatto una serie di interventi di ingegneria e ambientale in quella zona, il controllo è stato severissimo. E la posa di un cavo non può essere a impatto zero». Anche Monica Spanedda, assessore all’Ambiente del Comune di Sassari, ha rizzato le antenne: «Certo che l’avviso pubblico non è passato inosservato. Credo che Terna abbia protocollato proprio ieri il progetto e ho già incaricato i nostri tecnici di documentarsi. Ma senza sapere con precisione dove passerà l’elettrodotto, è inutile esprimere delle valutazioni». A quanto pare Terna Rete Italia, pur risparmiandosi la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (non prevista dalla legge per la posa degli elettrodotti) ha un solo modo per poter superare l’altro paletto, cioè la “Valutazione di Incidenza” per un intervento che va a toccare delle aree Sic: deve muoversi in punta di piedi, tenersi il più possibile alla larga da vegetazione e fauna e camminare seguendo passo passo la litoranea di Platamona. E infatti il tracciato dovrebbe seguire proprio l’asfalto, con il cavo che si srotola accanto alla strada provinciale. Veicola corrente continua, dunque in totale assenza di emissioni. E nel momento in cui l’elettrodotto andrà a infilzare una serie di terreni privati, procederà con la benedizione del Ministero: «Pubblica utilità, urgenza e indifferibilità, nonché inamovibilità», recita la richiesta di autorizzazione depositata al Cipe. Tradotto: espropri senza appello. Anche se l’azienda, un po’ come avviene con la costruzione delle nuove strade, cercherà di intessere con i proprietari degli accordi bonari, attenendosi alle valutazioni di mercato. Comuni e privati a partire da ieri hanno due mesi di tempo per formulare le proprie osservazioni. Ma non è facile opporsi a un’opera fondamentale, e se i lavori saranno fatti ad arte, non avrebbe senso ostacolarli. I tecnici di Terna ritengono che potenziando la rete a terra e aumentando la ridondanza, migliori anche la prestazione complessiva del collegamento a mare. Un sistema elettrico stabile ed efficiente consentirebbe di risparmiare parecchi milioni, e garantirebbe a una regione che ha investito parecchie risorse sulle fonti rinnovabili, di poter esportare energia nel mercato nazionale.

Aironi cenerini (Ardea cinerea) in volo

Aironi cenerini (Ardea cinerea) in volo

(foto S.D., archivio GrIG)


[1]   la produzione lorda di energia elettrica nel 2009 è stata pari a GWh 14.199,6 (dati Terna s.p.a..).  Nel 2011 è stata pari a GWh 13.018,4, con un surplus rispetto al fabbisogno del 10,4% (dati Terna s.p.a.).
In Sardegna la potenza elettrica installata (2012) è pari a 5.010 MW: gli impianti termoelettrici rappresentano 3.066 MW (61%), le centrali eoliche ben 962 MW (19%), gli impianti fotovoltaici costituiscono 521 MW (11%), mentre gli impianti idroelettrici hanno una potenza installata pari a 461 MW (9%).
Sono dati pubblicizzati nel corso dell’VIII Conferenza del Mediterraneo su generazione, trasmissione, distribuzione e conversione dell’energia promossa dal Dipartimento energia elettrica ed elettronica della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Cagliari.

  1. marco
    ottobre 10, 2013 alle 12:14 PM

    E’ evidente che la produzione supera la richiesta locale, anche perchè le industrie energivore non esistono più (e sotto molti aspetti forse è un bene).
    Ma la produzione in loco quali vantaggi offre alla collettività isolana? Più del 50% dei parchi fotovoltaici ed eolici sono di aziende private continentali.
    Ora Saccomani ritenta la svendita delle coste italiane: su 7500 km in Italia ben 1850 sono in Sardegna (quasi il 25%!)…
    Saccomanni svenderà il patrimonio ambientale?
    Peraltro tale patrimonio – ora in parte tutelato – una volta di proprietà del privato determinerà anche un variazione degli orientamenti politici decisionali e legislativi tanto da provocare modifiche alla normativa di tutela…

  2. Michele
    ottobre 10, 2013 alle 10:25 PM

    “Pubblica utilità, urgenza e indifferibilità, nonché inamovibilità” parole chiave, slogan per poter continuare a sfruttare impunemente la Sardegna, l’unica colonia oggi rimasta all’Italia. E si, infatti il SAPEI serve, si, serve perchè la colonia possa esportare l’energia che ovviamente nessun altra regione produce e intende produrre alle attuali condizioni di distruzione paesaggistica e ambientale richieste al territorio per la prosecuzione dell’installazione di centrali eoliche terrestri e marine. Si tratta dell’ultimo atto, del sigillo di un disastro cui i miseri anticorpi di un popolo sfruttato non son riusciti e non riescono atavicamente ad opporsi.

  3. ottobre 14, 2013 alle 10:18 PM

    da L’Unione Sarda on line, 14 ottobre 2013
    Energia, ci sono anche il Galsi e il Sacoi tra i progetti Ue da finanziare con 6 mld: http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_economia/2013/10/14/energia_ci_sono_anche_il_galsi_e_il_sacoi_tra_i_progetti_ue_da_finanziare_con_6_mld-2-334933.html

  4. novembre 5, 2013 alle 5:37 PM

    da Alguer.it, 5 novembre 2013
    Incontro a Porto Torres tra i rappresentanti dei comuni del territorio e i tecnici di Terna, per avere chiarimenti sul progetto di realizzazione del cavo interrato tra Fiume Santo e Punta Tramontana. Elettrodotto Sapei, sindaci incontrano Terna: http://notizie.alguer.it/n?id=64072

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