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L’l.S.P.R.A. modifica il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014.


farfalla

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.), dopo aver ricevuto la richiesta da parte dell’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 1616 del 18 settembre 2013), ha fornito il proprio parere (nota n. 37089 del 19 settembre 2013),  sostanzialmente vincolante, sul calendario venatorio regionale della Sardegna (decreto assessoriale n. 19 del 4 luglio 2013), oggetto del provvedimento cautelare di sospensione da parte del T.A.R. Sardegna (ordinanza n. 303/2013 del 17 settembre 2013) su ricorso dalle associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia, Associazione Vittime della Caccia, Earth (avv. Massimo Rizzato, del Foro di Vicenza). 

Come noto, i Giudici amministrativi sardi hanno ritenuto fondamentale l’assenza del preventivo e sostanzialmente vincolante parere dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.), previsto dall’art. 18, comma 4°, della legge n. 157/1992 e s.m.i., disposizione che “costituisce norma fondamentale di riforma economico-sociale (cfr. Corte Cost. n. 227/2003 e 4/2000)” e che quindi “si impone anche alle Regioni ad autonomia speciale”.

L’udienza per la trattazione del merito del ricorso è stata fissata per il 19 marzo 2014.

Il Comitato faunistico regionale, organo deliberante in materia riunitosi il 19 settembre 2013, al termine di ampie e accese discussioni, ha deciso un calendario venatorio provvisorio in base al parere I.S.P.R.A.: apertura della stagione venatoria il 29 settembre e chiusura al 31 dicembre 2013.

I rappresentanti ambientalisti presenti (Paolo Fiori, Davide Erbì) si sono astenuti.

Il parere I.S.P.R.A. è molto pesante nei confronti delle deficitarie scelte regionali.

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

Si ricorda che il ricorso ecologista è imperniato su vari motivi di illegittimità che investono l’intero calendario venatorio:

*  è stato emanato in assenza  di un piano faunistico-venatorio, violando le norme più importanti della Legislazione nazionale e regionale in materia faunistico-venatoria (artt. 10 della legge n. 157/1992 e s.m.i., 19-20 della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.), in quanto la redazione del piano è stata voluta dal Legislatore come atto propedeutico e fondamentale per la pianificazione e programmazione della gestione della caccia e della conservazione del patrimonio faunistico;

* tuttora non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.) rispettivamente ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche  dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (nota n. 26029/T-A11 del 10 luglio 2012, ribadito con la nota n. 37089 del 19 settembre 2013;

* non è stato neppure sottoposto al preventivo parere all’I.S.P.R.A., nonostante l’art. 18, comma 4°, della legge n. 157\1992 e s.m.i. preveda che “le regioni, sentito l’Istituto nazionale per la fauna selvatica (oggi Ispra), pubblicano, entro e non oltre il 15 giugno, il calendario regionale e il regolamento relativi all’intera annata venatoria”, con varie previsioni di caccia prive di motivazione (caccia alla Pernice sarda ormai rara, caccia alla Beccaccia fino al 19 gennaio 2014 e non al 10 gennaio 2014, perché dopo inizia la migrazione pre-nuziale secondo il noto “Key Concepts document on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU”, la guida comunitaria in materia).

Come si ricorda, le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia hanno, poi, hanno inoltrato specifico ricorso (16 luglio 2013) alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo avverso il calendario venatorio regionale approvato senza alcuna preventiva e vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.).

Dall’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’ambiente e l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti).

cartello "oasi permanente di ripopolamento e cattura"

cartello “oasi permanente di ripopolamento e cattura”

In buona sostanza, constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano.

Ricordiamo, poi che il legame cacciatore – territorio è uno dei punti fondamentali del quadro normativo in tema di caccia c.d. sostenibile, come riconosciuto anche recentemente dalla giurisprudenza costituzionale (sent. Corte cost. n. 142/2013),  tuttora assente in Sardegna nonostante le precise disposizioni della legge n. 157/1992 e s.m.i. e della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.

Non sono bastati alla classe politica regionale sarda più di vent’anni dalla legge nazionale e quindici dalla legge regionale per attuarlo, solo ed esclusivamente per fare un favore alle parti più retrive del mondo venatorio isolano.

Naturalmente la vicenda non si conclude qui.

Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Associazione Vittime della Caccia, Earth

 

 

 

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(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Cristiana Verazza
    settembre 19, 2013 alle 10:24 PM

    Chiedo perdono per l’ignoranza: ma si può sovvertire in questo modo una sentenza del T.A.R?????

    • settembre 19, 2013 alle 10:35 PM

      non si tratta, Cristiana, di una “sentenza”, ma solo di una “ordinanza”, un provvedimento cautelare adottato in attesa di entrare nel merito.
      L’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente ha, ora, chiesto e ottenuto il necessario parere dell’I.S.P.R.A., molto duro nella sostanza (vds. pag. 2) e il Comitato faunistico regionale (dove i cacciatori sono parecchi) ha deciso un nuovo calendario ben più restrittivo, sebbene provvisorio.
      Ora le associazioni ecologiste ricorrenti faranno le loro valutazioni insieme all’avvocato che le difende.
      La vicenda, naturalmente, non si chiude qui.

      Stefano Deliperi

  2. settembre 20, 2013 alle 2:52 PM

    da L’Unione Sarda, 20 settembre 2013
    Domenica non si spara,l’apertura il 29. Artizzu si dimette dal Gruppo. Salta la prima giornata di caccia. Biancareddu finisce nella bufera: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130920085144.pdf

    ____________________________

    da Sardinia Post, 19 settembre 2013
    Caccia, dopo lo stop del Tar la stagione inizia il 29 settembre: http://www.sardiniapost.it/cronaca/caccia-dopo-lo-stop-del-tar-la-stagione-inizia-il-29-settembre/

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    da La Nuova Sardegna, 20 settembre 2013
    Caccia alla pernice salta l’apertura. Dopo la sentenza del Tar arriva il parere Ispra, ma è tardi La giornata sarà recuperata. Attese altre variazioni.

    CAGLIARI. È confermato: salta la prima domenica di caccia alla stanziale nobile, lepre e pernice. Niente doppiette il 22, dopodomani, l’apertura slitterà di una settimana, domenica 29 settembre, poi domenica 6 ottobre e domenica 13 ottobre, per recuperare la giornata cancellata all’ultimo momento. Sono queste le novità del calendario venatorio riveduto e corretto, in tutta fretta, dal Comitato faunistico dopo che martedì il Tar l’aveva bocciato: non era stato chiesto il parere preventivo dell’Ispra, l’Istituto superiore per l’ambiente. Corsa contro il tempo. Incassato il no dei giudici (il ricorso era stato presentato dagli ambientalisti) il Comitato è riuscito, a rimediare con una procedura d’urgenza. «In neanche 24 ore – ha detto l’assessore all’ambiente Andrea Biancareddu, che presiede il Comitato – siamo riusciti ad avere il parere e a metterci una pezza. Purtroppo salterà la prima domenica, ma saranno garantite comunque le tre giornate, con la chiusura della pernice rinviata di una settimana, mentre quella a tutta l’avifauna è stata confermata il 29 dicembre, ad eccezione della tortora, a fine ottobre». Nulla invece è cambiato per la caccia alla volpe e al cinghiale. La variazione su cui si sono astenuti gli ambientalisti, sarà pubblicata oggi sul bollettino della Regione. Il nuovo calendario. A parte l’urgenza per la selvaggina stanziale, presto ci saranno altre variazioni. «Il 22 ottobre – ha annunciato Biancareddu – il Comitato esaminerà le altre osservazioni dell’Ispra e deciderà cosa fare». Si sa, ad esempio, che l’Istituto ha contestato il numero delle giornate al tordo, ma questa è un’altra storia: «Sempre risolvibile», secondo Biancareddu. I rapporti con l’Ispra. Più che complicati, sono contraddittori. Nel 2011 il parere fu chiesto perché – ricorda Biancareddu – «il calendario sardo prevedeva tempi diversi rispetto a quelli nazionali». Nel 2012, «no, perché non c’erano variazioni, però, a quel tempo, come mai nessuno sollevò il caso?». Quest’anno il problema è risaltato fuori, nonostante le date 2013 siano uguali al 2012, così dice l’assessore, «stavolta il Tar ha detto che l’Ispra andava coinvolto e noi ci siamo adeguati, ma ripeto la legge regionale non lo prevede». Servirà chiarezza.

    ——————

    E Artizzu per protesta si autosospende.

    La correzione in corsa del calendario venatorio ha avuto subito un effetto collaterale politico. Il consigliere regionale dell’Udc-Fli, Ignazio Artizzu, leader anche di Federcaccia, si è autosospeso dal gruppo, con una lettera in cui dichiara «il totale dissenso dalle scelte dell’assessore all’ambiente ( Biancareddu è dell’Udc) per l’ennesimo atto ostile nei confronti dei 60 mila cacciatori sardi, con l’immotivato rinvio della giornata di apertura, provocando così un danno irreparabile al mondo venatorio». Dura presa di posizione anche dell’Arci-caccia di Sassari, che «il clamoroso pasticcio commesso dalla Regione non può restare impunito e i responsabili devono essere costretti alle dimissioni».

  3. settembre 20, 2013 alle 2:54 PM

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

    Caccia: modificato in ottemperanza ordinanza Tar calendario, attività venatoria apre il 29 settembre. Il Comitato regionale faunistico ha stabilito di posticipare l’apertura generale della caccia al 29 settembre e ha inoltre deliberato, per poter approfondire alcune delle osservazioni formulate dall’Ispra, di chiudere tecnicamente la caccia a tutta l’avifauna al 29 dicembre 2013, fatta eccezione per la tortora che chiude come in precedenza il 31 0ttobre. Nulla è cambiato per quanto riguarda la caccia alla volpe e al cinghiale. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7875)

    CAGLIARI, 19 SETTEMBRE 2013 – Il Comitato regionale faunistico, presieduto dall’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Andrea Biancareddu si è riunito per deliberare la modifica al calendario venatorio, in ottemperanza all’ordinanza di sospensione emanata dal Tribunale Amministrativo Regionale. In apertura della seduta l’assessore ha puntualizzato che il parere dell’Ispra, richiesto appena ieri a seguito dell’ordinanza, è stato inviato su sua sollecitazione in tempi record e assolutamente inusuali per una pubblica amministrazione. Ciò premesso, il Comitato ha stabilito di posticipare l’apertura generale della caccia al 29 settembre. Il Comitato ha inoltre deliberato, per poter approfondire alcune delle osservazioni formulate dall’Ispra, di chiudere tecnicamente la caccia a tutta l’avifauna al 29 dicembre 2013, fatta eccezione per la tortora che chiude come in precedenza il 31 0ttobre. Nulla è cambiato per quanto riguarda la caccia alla volpe e al cinghiale.
    Il Comitato è stato riconvocato per il 22 ottobre per esaminare tutte le osservazioni e proposte migliorative per l’attività venatoria e per valutare la possibile estensione della caccia per alcune specie a febbraio.

  4. Gaetano
    settembre 22, 2013 alle 1:30 PM

    Gentilissimo signor Ignazio Artizzu invece di autosospendersi essendo stato il più votato in Sardegna della sua lista perchè non ha scelto di aver preso l’assesorato all’ambiente e cercare di tutelare quella che lei definisce una sua passione ma soprattutto la passione di tanti iscritti alla F.I.D.C.
    E poi perchè il signor Sciarra essendo membro del comitato faunistico regionale in qualità di presidente della F.I.D.C. in Sardegna da impressione di non essere cosi’ documentato nelle leggi per l’esercizio venatorio in Sardegna?
    Invece noto che tutte le associazioni ambientaliste sono molto più unite e informati di voi..

    NON CONTINUATE A PRENDERCI IN GIRO.

    Sono stato 26 anni un vostro iscritto ma ora mi sono reso conto che mi avete solo preso in giro senza tutelarmi… nella mia e nelle nostre passioni.

    Ci sarebbe molto altro ancora da dire ma come tutti i nostri commenti sono solo frasi scritte al vento .

    DISTINTI SALUTI. ASSO…

  5. settembre 25, 2013 alle 5:57 PM

    ecco il nuovo calendario venatorio regionale sardo “provvisorio” (Decreto n. 21011/DECA/29 del 19/09/2013): http://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=915da00c-1c07-4119-82b7-72070458c4c9

    _______________________

    da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2013
    Caccia, da domenica prossima si inizierà a sparare.
    A seguito delle modifiche, in ottemperanza all’ordinanza di sospensione emanata dal Tar, il decreto conferma l’apertura generale della caccia in Sardegna domenica 29 settembre: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/09/25/news/caccia-da-domenica-prossima-si-iniziera-a-sparare-1.7807694

  6. settembre 30, 2013 alle 8:10 PM

    da Sardinia Post, 30 settembre 2013
    Cacciatori pronti “ad azioni legali per il rinvio della stagione venatoria”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/cacciatori-sul-piede-guerra-pronti-ad-azioni-legali-il-rinvio-della-stagione-venatoria/

    _______________

    da L’Unione Sarda on line, 30 settembre 2013
    Cacciatori sul piede di guerra: “Sciogliere subito comitato faunistico”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/09/30/cacciatori_sul_piede_di_guerra_sciogliere_subito_comitato_faunistico-6-332121.html

  7. ottobre 16, 2013 alle 2:50 PM

    certe iniziative lasciano veramente perplessi, sembra quasi che avere un calibro 12 faccia diventare intelligenti…

    da L’Unione Sarda, 16 ottobre 2013
    Le doppiette contro la Regione: rimborsi per i calendari sbagliati: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/82841_Le_doppiette_contro_la_Regione_rimborsi_per_.pdf

  8. ottobre 30, 2013 alle 10:07 am

    da La Nuova Sardegna, 30 ottobre 2013
    Peste suina, vietato sparare ai cinghiali. Il provvedimento preso dalla Asl di Sassari riguarda il Goceano dove sono stati accertati diversi casi.

    SASSARI. Ricadute negative anche nelle attività venatorie a causa dei focolai di peste suina africana. Il Servizio di sanità animale dell’Asl di Sassari ricorda infatti che in Goceano, dove sono stati accertati diversi casi di peste suine, è vietata la caccia al cinghiale. Tuttavia le compagnie interessate all’esercizio della caccia grossa nella zona infetta, che comprende i territori di Pattada, Nughedu San Nicolò, Bultei, Anela, Bono, Bottidda e Burgos, possono inoltrare apposita richiesta al Servizio Veterinario della Asl di Sassari che, sentito il corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, può autorizzare i cacciatori all’esercizio della caccia al cinghiale nel rigoroso rispetto delle norme igienico sanitarie intese a ridurre il rischio della diffusione del virus. L’autorizzazione alla caccia in deroga è subordinata alla disponibilità di un locale per lo stoccaggio delle carcasse all’interno dell’area infetta in cui sia garantita la presenza di energia elettrica, acqua potabile, cella frigo, disinfettanti idonei e fossa per lo smaltimento dei visceri o carni. I veterinari della Asl da ogni cinghiale abbattuto provvederanno al prelievo di campioni di sangue, milza e diaframma nonchè alla compilazione della scheda di segnalamento e alla consegna dei campioni all’ Istituto Zooprofilatico della Sardegna. Sino al ricevimento dell’esito delle analisi le carni dei cinghiali devono essere separate individualmente, identificate e stoccate in cella mentre i visceri e le carni non destinate al consumo devono essere trattate con modalità volte a scongiurare la diffusione dei virus. I controlli consentiranno inoltre di escludere la presenza della trichinellosi, causa di importanti implicazioni di natura clinica per il consumatore di carni parassitate e di monitorare altre importanti patologie trasmissibili all’uomo, quali la tubercolosi e la leptospirosi che negli ultimi anni hanno interessato il patrimonio zootecnico del territorio del Goceano. Per sensibilizzare i cacciatori il Servizio Veterinario dell’Asl sassarese ha già avviato una serie di riunioni formative e informative nei comuni di Bono e Pattada e prossimamente altri incontri verranno promossi in altre zone al di fuori dell’area infetta come ad esempio Nulvi e Villanova Monteleone dove è importate monitorare la situazione epidemiologica.

    • novembre 8, 2013 alle 2:53 PM

      da La Nuova Sardegna, 8 novembre 2013
      Caccia al cinghiale vietata in venti aree di Nulvi e Bonorva.
      Il divieto della Asl a causa della peste suina africana I vincoli hanno riguardato già diverse zone del Goceano.

      SASSARI. Divieto di caccia al cinghiale in Goceano, e adesso anche in diversi centri dell’Anglona e nell’area di Bonorva. A causa, infatti, dei numerosi focolai di peste suina africana riscontrati durante il corso di quest’anno nel territorio del comune di Nulvi e alla luce del recente nuovo caso di positività nel comune di Bonorva sono state estese le aree da sottoporre a vincolo sanitario. Come definito dalla normativa regionale per l’eradicazione dalla peste suina africana in Sardegna, anche nelle zone sottoposte a vincolo per i focolai di suino domestico, così come per l’area infetta del Goceano a seguito del virus della peste suina africana nel selvatico, è vietato l’esercizio della caccia al cinghiale nelle aree di restrizione. Interessati 15 comuni attorno a Nulvi e 4 nell’area di Bonorva. Tuttavia la caccia può essere autorizzata in deroga nel rispetto di quanto previsto dallo stesso Decreto Regionale. L’obiettivo di detta attività è quello di raccogliere informazioni utili a verificare la presenza/assenza della circolazione virale nel territorio L’autorizzazione alla caccia in deroga è subordinata alla disponibilità all’interno delle aree di restrizione di un locale per lo stoccaggio delle carcasse in cui sia garantita la presenza di energia elettrica, acqua potabile ,cella frigo, disinfettanti idonei e fossa per lo smaltimento dei visceri o carni. Da ogni cinghiale abbattuto i veterinari incaricati della Asl Sassari provvederanno al prelievo di un campione di sangue, milza e diaframma, alla compilazione della scheda di segnalamento e alla consegna dei campioni all’Istituto zooprofilattico della Sardegna di Sassari. Le carni dei cinghiali devono essere separate individualmente, identificate e stoccate in cella sino al ricevimento dell’esito favorevole delle analisi. Inoltre, i visceri e le carni non destinate al consumo devono essere trattate con modalità tese a scongiurare la diffusione dei virus pestosi. Nei prossimi giorni il Servizio Sanità Animale in collaborazione con il Corpo Forestale terrà apposite riunioni per informare i cacciatori sulle modalità per la richiesta dell’autorizzazione alla caccia in deroga. Le mappe dettagliate delle zone in vincolo dove è vietata la caccia e la modulistica per la richiesta della eventuale deroga sono disponibili sul sito della Asl di Sassari http://www.aslsassari.it .

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