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Giù le mani dalla Costituzione!


Roma, Castel S. Angelo e il Tevere

Roma, Castel S. Angelo e il Tevere

Il 6 giugno 2013 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo Letta il disegno di legge (+ relazione illustrativa) di riforma , meglio stravolgimento, dell’art. 138 della Costituzione, già approvato dal Senato della Repubblica.

L’1 agosto 2013 il d.d.l. giunge alla Camera dei Deputati, la votazione è prevista fra il 6 e il 9 settembre 2013.

L’art. 138 cost. prevede una procedura “rinforzata” per le modifiche della Costituzione, proprio per fornire maggiori garanzie.

In sostanza, secondo il programma ora in corso di attuazione, predisposto dal Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali, nominato dal Presidente della Repubblica il 30 marzo 2013, e ora tradotto nel disegno di legge governativo, in diciotto mesi verranno cambiati forma dello Stato, forma di Governo, Parlamento e l’intero equilibrio fra i poteri dello Stato (esecutivo, legislativo, giurisdizionale) su cui si basano la democrazia e i diritti dei cittadini.

Qualsiasi eventuale riforma della Costituzione deve avere e mantenere quelle procedure di garanzia giustamente individuate per difendere proprio la democrazia e i diritti dei cittadini.

L’opinione pubblica ne è ben poco informata, tanto per cambiare.

Facciamoci sentire, invece, sottoscriviamo l’appello contro questo disegno di legge di riforma costituzionale non rispettoso delle elementari norme di convivenza civile.  Ora.

Oltre 65 mila italiani l’hanno già fatto. Anch’io.

Stefano Deliperi

 

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per sottoscrivere clicca qui.

 

 

Roma, S. Pietro in Vincoli, Mosè (Michelangelo Buonarroti, 1513-1515)

Roma, S. Pietro in Vincoli, Mosè (Michelangelo Buonarroti, 1513-1515)

 

da Il Fatto Quotidiano, 26 luglio 2013

l’appello contro il ddl di riforma costituzionale

Ignorando il risultato del referendum popolare del 2006 che bocciò a grande maggioranza la proposta di mettere tutto il potere nelle mani di un “Premier assoluto”, é ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, rinviando di mesi la indilazionabile modifica dell’attuale legge elettorale. In fretta e furia e nel pressoché unanime silenzio dei grandi mezzi d’informazione la Camera dei Deputati ha iniziato a esaminare il disegno di legge governativo, già approvato dal Senato, di revisione dall’articolo 138, che fa saltare la “valvola di sicurezza” pensata dai nostri Padri costituenti per impedire stravolgimenti della Costituzione.

Ci appelliamo a voi che avete il potere di decidere, perché il processo di revisione costituzionale in atto sia riportato sui binari della legalità costituzionale. Chiediamo, innanzitutto, che l’iter di discussione segua tempi rispettosi del dettato costituzionale, che garantiscano la necessaria ponderazione delle proposte di revisione, il dovuto approfondimento e anche la possibilità di ripensamento. Chiudere, a ridosso delle ferie estive, la prima lettura del disegno di legge costituzionale, impedisce un vero e serio coinvolgimento dell’opinione pubblica nel dibattito che si sta svolgendo nelle aule parlamentari.

In secondo luogo vi chiediamo di restituire al Parlamento e ai parlamentari il ruolo loro spettante nel processo di revisione della nostra Carta costituzionale. L’aver abbandonato la procedura normale di esame esplicitamente prevista dall’articolo 72 della Costituzione per l’esame delle leggi costituzionali, l’aver attribuito al Governo un potere emendativo privilegiato, l’impossibilità per i singoli parlamentari di sub-emendare le proposte del Governo o del Comitato, la proibizione per i parlamentari in dissenso con i propri gruppi di presentare propri emendamenti, le deroghe previste ai Regolamenti di Camera e Senato, costituiscono altrettante scelte che umiliano e comprimono l’autonomia e la libertà dei parlamentari e quindi il ruolo e la funzione del Parlamento.

Vi chiediamo ancora che i cittadini possano liberamente esprimere il loro voto su progetti di revisione chiari, ben definiti e omogenei nel loro contenuto. L’indicazione generica di sottoporre a revisione oltre 69 articoli della Costituzione, contrasta con questa esigenza e attribuisce all’istituendo Comitato parlamentare per le riforme costituzionali indebiti poteri “costituenti” che implicano il possibile stravolgimento dell’intero impianto costituzionale.

Non si tratta di un intervento di “manutenzione” ma di una riscrittura radicale della nostra Carta fondamentale non consentita dalla Costituzione, aperta all’arbitrio delle contingenti maggioranze parlamentari. Chiediamo che nell’esprimere il vostro voto in seconda lettura del provvedimento di modifica dell’articolo 138, consideriate che la maggioranza parlamentare dei due terzi dei componenti le Camere per evitare il referendum confermativo, in ragione di una legge elettorale che distorce gravemente e incostituzionalmente la rappresentanza popolare, non coincide con la realtà politica del corpo elettorale del nostro Paese. Rispettare questa realtà, vuol dire esprimere in Parlamento un voto che consenta l’indizione di un referendum confermativo sulla revisione dell’articolo 138.

Vi chiediamo infine di escludere dalle materie di competenza del Comitato per le riforme costituzionali la riforma del sistema elettorale che proprio per il suo significato politico rilevantissimo ha un effetto distorsivo nell’ottica della revisione costituzionale. E’ in gioco il futuro della nostra democrazia.

Assumetevi la responsabilità di garantirlo.

Alessandro Pace, Gianni Ferrara, Alberto Lucarelli, Don Luigi Ciotti, Michela Manetti, Raniero La Valle, Claudio De Fiores, Paolo Maddalena, Cesare Salvi, Massimo Siclari, Massimo Villone, Silvio Gambino, Domenico Gallo, Antonio Ingroia, Beppe Giulietti, Antonello Falomi, Raffaele D’Agata, Mario Serio, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero

 

 

Roma, Colonna Traiana e Chiesa del SS. Nome di Maria al Foro Traiano

Roma, Colonna Traiana e Chiesa del SS. Nome di Maria al Foro Traiano

 

qui la relazione finale del Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali (12 aprile 2013)

qui la relazione sull’attuale forma del procedimento di revisione costituzionale e sui presupposti della sopravvivenza del regime parlamentare (prof. Mario Dogliani, dott. Francesco Pallante)

questo è il testo dell’art. 138 cost. (revisione della Costituzione)

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Assemblee regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. luglio 28, 2013 alle 7:41 am

    Credo che quello che starebbe per succedere, se i cittadini lo permetteranno, sia un vero e proprio colpo di Stato da patrte del Governo al quale la Costituzione non assegna alcun ruolo in caso di revisione della stessa e tanto meno al presidente della Repubblica che invece di esserne il garante ed il tutore sembra voglia essere il demolitore della Costituzione vigente. Desideri inconsci di gioventà di quando militava nei GUF?

  2. Mara
    luglio 28, 2013 alle 8:39 am

    Ho appena firmato. Con molti dubbi visto quanto al governo tengono conto del volere degli italiani.
    Però avrei apprezzato maggiore onestà intellettuale, anche da parte del Fatto quotidiano. Il Movimento 5stelle sta conducendo una battaglia durissima proprio per salvaguardare l’art. 138. Nel silenzio dei media che parlano solo di “ostruzionismo”, tutti compatti. Invece leggete qui: http://www.beppegrillo.it/2013/07/grillo_la_fine_del_parlamento.html

  3. capitonegatto
    luglio 28, 2013 alle 8:48 am

    L’ostruzionismo del M.C.S. ha prodotto un rinvio benefico , propio per valutare meglio i cambiamenti proposti, e spero che i media facciano la chiarezza doverosa su quello che la nuova riforma vuole fare. Ogni cambiamento e’ accettabile , SE… fa il bene dei cittadini, ed e’ qui il punto, occorre valutare bene i pro e i contro delle riforme proposte . Io cambierei le norme di funzionamento del parlamento : riduzione dei tempi oratori, riduzione drastica dei decreti, tetto max sugli emendamenti ….ma tutti da discutere . Ridare davvero ad un parlamento ( unico e ridotto almeno al 50% ), voce in capitolo e voglia di lavorare ( senza andirivieni, pacche sulle spalle , capannelli di cortigiani, telefonini e giornali ).

  4. luglio 28, 2013 alle 2:29 pm

    coraggio, firmiamo tutti!
    sono già più di 80 mila gli italiani che hanno sottoscritto l’appello.

    Stefano Deliperi

  5. Occhio nudo
    luglio 28, 2013 alle 6:06 pm

    fatto! Io sarei anche per una insurrezione di popolo, non troppo pacifica.

  6. luglio 28, 2013 alle 10:44 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  7. luglio 30, 2013 alle 3:15 pm

    correte a firmare!
    siamo già più di 140 mila ad averlo fatto!

    Stefano Deliperi

  8. agosto 11, 2013 alle 3:13 pm

    avanti, firmate tutti!
    Siamo già più di 337 mila ad aver sottoscritto l’appello!

    Stefano Deliperi

  9. agosto 18, 2013 alle 6:15 pm

    che aspettate?
    Siamo ormai più di 362 mila ad aver firmato (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/26/costituzione-stravolta-firme-contro-presidenzialismo/667514/).

    Stefano Deliperi

  10. settembre 6, 2013 alle 5:50 pm

    correte a firmare!
    Siamo già più di 424 mila ad aver firmato (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/26/costituzione-stravolta-firme-contro-presidenzialismo/667514/).

    Stefano Deliperi

  11. ottobre 12, 2013 alle 5:19 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 12 ottobre 2013
    “Costituzione la via maestra”, corteo a Roma. Landini: “Il Colle deve risponderci”.
    Migliaia in piazza per la difesa della Carta. Rodotà: “E’ la via maestra”. Il segretario Fiom replica ai cronisti sull’intervento di Napolitano che ieri è tornato a chiedere la riforma: “Non sono io a dovergli rispondere, altri dovranno rispondere a questa piazza”. Tra i promotori anche Zagrebelsky, don Ciotti, Carlassare: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/12/costituzione-via-maestra-corteo-a-roma-landini-e-colle-che-deve-risponderci/741369/

    ____________________

    da Il Corriere della Sera, 12 ottobre 2013
    L’INIZIATIVA. In piazza «per difendere la Costituzione».
    Arrivati da tutta Italia per la manifestazione «Costituzione, via maestra». In corteo da piazza della Repubblica: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_ottobre_12/piazza-per-difendere-costituzione-c8409d36-3338-11e3-b13e-20d7e17127ae.shtml

    ____________________________

    da La Repubblica, 12 ottobre 2013
    A Roma “La Costituzione non si tocca”. In piazza Landini, Rodotà, Zagrebelsky. Decine di migliaia di partecipanti nella capitale. Per i promotori, la Costituzione è insidiata dal percorso di riforme iniziato dal governo: http://www.repubblica.it/politica/2013/10/12/news/costituzione-68444224/?ref=HREC1-1

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