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Ma l’on. Mauro Pili ci è o ci fà? E perchè nessuno glielo chiede?


Oloturia (Holothuria poli)

Oloturia (Holothuria poli)

Ogni giorno che il Cielo benevolo manda sulla Terra se ne inventa una.

Mauro Pili, deputato P.d.L. (provenienza Forza Italia) e già consigliere e Presidente della Regione autonoma della Sardegna, è in perenne campagna elettorale.

E’ bravo nel suo campo e fa bene.   Tutta acqua al suo mulino.  Anche quando vuol far sbarcare i sardi su Marte.

Il giro della giostra è però così frenetico che talvolta non s’accorge di attaccare a testa bassa cose che lui stesso ha contribuito a realizzare o a sostenere.

Per esempio, è accaduto recentemente con la battaglia contro l’arrivo nelle carceri della Sardegna dei detenuti mafiosi, camorristi et similia deciso con la legge n. 94/2009 da lui disciplinatamente votata.

Accade oggi con la coraggiosa denuncia del furto con destrezza ai danni della Sardegna determinato dall’alienazione di edifici del patrimonio pubblico statale conferiti a società di gestione immobiliare.

Questa operazione demenziale è nota e non è altro che il frutto avvelenato delle sciagurate operazioni di cartolarizzazione e di svendita di beni pubblici decise da quel governo a guida P.d.L. che vedeva Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio e Giulio Tremonti Ministro dell’economia, a partire dalla legge n. 410/2001 in poi.

Mauro Pili si scaglia oggi contro un’operazione decisa dalla sua parte politica.

Finora hanno guadagnato soltanto i grandi immobiliaristi (Caltagirone, Pirelli RE, Ligresti, ecc.) e lo Stato ci sta rimettendo.

Cagliari, sede Corte dei conti - Sezione controllo

Cagliari, sede Corte dei conti – Sezione controllo

A puro titolo di esempio, l’immobile di Via Lo Frasso, a Cagliari (sede della Corte dei conti – Sezione di controllo per la Sardegna, del Comando regionale dei Vigili del Fuoco e dell’Agenzia del Demanio), è stato trasferito al F.I.P. (Fondo Immobili Pubblici, fondo comune di investimento immobiliare) gestito dalla Investire Immobiliare SGR s.p.a. con decreto del Ministero dell’economia del 23 dicembre 2004 (decreto-legge n. 351/2001 convertito nella legge n. 410/2001) e successivamente a un lotto di immobili gestiti dalla Pirelli & C. Real Estate SGR s.p.a.

Il valore di conferimento (decreto Direttore Agenzia demanio 19 luglio 2002, allegato A) è stato di soli 6.478.952,00 euro.  Una follìa per un edificio nel pieno centro di Cagliari (zona urbanistica “B”), dove i prezzi di mercato – in casi simili – si aggirano almeno sui 20 milioni di euro.

Dal conferimento lo Stato paga l’affitto per l’utilizzo di immobili già suoi e ceduti a infimo valore. 807 mila euro annui per l’edificio di Via Lo Frasso.

L’on. Mauro Pili dov’era finora?

Soprattutto una considerazione: ma quando si decidono i giornalisti a fare qualche domanda all’on. Pili su queste e simili contraddizioni?       Quando si decidono a fare il loro mestiere?

Stefano Deliperi

Cagliari, Poetto, Torre spagnola

Cagliari, Poetto, Torre spagnola

 

 

 

 

da L’Unione Sarda, 18 luglio 2013

Mattone di Stato in vendita. Pili: «Un furto ai nostri danni» (Antonio Martis)

da Sardegna Quotidiano, 18 luglio 2013

Lo Stato vende i suoi beni: «Un furto alla Regione»,  Quelli già dismessi sono finiti in mano a boss della camorra,  Un sassarese guida l’affare     (Marcello Zasso)

 

 

Cagliari, panorama dal Bastione di S. Croce

Cagliari, panorama dal Bastione di S. Croce

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 18 luglio 2013

Palazzi nuovi e di pregio “scippati” dallo Stato. In vendita nove edifici, alcuni ristrutturati, tutti di grandi dimensioni Comune ignaro del patrimonio pubblico che rende fitti per 5 milioni di euro. 
Mauro Pili «Un vero furto con destrezza». Alessandra Sallemi

CAGLIARI. «Un vero furto con destrezza ai danni della Sardegna e dei sardi», ha commentato ieri il deputato Mauro Pili a proposito degli immobili dismessi dallo Stato, che è stato commesso soprattutto ai danni della comunità cagliaritana visto che la maggior parte degli immobili adesso in vendita si trova nel capoluogo. «Un’operazione giocata tutta sotterraneamente», ha detto Pili. Il Comune, insomma, e la Regione stanno perdendo un patrimonio immenso.

CAGLIARI. Nove edifici in ottime condizioni che fruttano migliaia di euro in affitti quasi tutti in centro città fino al 2004 di proprietà dello Stato stanno per essere venduti con procedure non conosciute, a prezzi non dichiarati, da una società che ha sede a Sassari il cui nome è Real Estate Solutions e se la si cerca su internet risulta essere in viale Umberto. Secondo il deputato PdL Mauro Pili questo patrimonio doveva essere ceduto alla Regione e quindi, oggi, potrebbe ritrovarsi anche nella disponibilità del Comune se questo lo avesse richiesto dichiarando per quale progetto. Invece nel 2004 lo Stato trasferì questi immobili nella proprietà del Fip, Fondo immobiliare pubblico, dove la parola pubblico è priva di significato perché, sempre su internet, si legge che il Fondo appartiene a varie banche non proprio conosciutissime, una è americana. Il deputato Pili in conferenza stampa ieri dopo aver presentato il giorno prima un’interrogazione urgente a vari ministri ha spiegato di aver notato il cartello vendesi nel palazzo di viale Colombo che ospita il Genio civile e che deve essere stato ristrutturato di recente con grandi costi data la quantità di legno e di marmi adesso in bella mostra. In vendita sono anche la caserma Mura della Guardia di finanza in viale Diaz, la sede della Corte dei conti e dell’Agenzia del demanio in via Lo Frasso, quella dell’Intendenza di finanza in via Bacaredda, il palazzo dell’Inail in via Nuoro 46, l’Agenzia delle Dogane in via Santa Gilla costruito nella seconda metà degli anni Novanta. In via Sassari 3 ci sono uffici del ministero delle Infrastrutture, in viale Trieste 159 c’è un condominio edificato negli anni Ottanta che oggi ospita uffici del ministero della Salute, sulla statale 554 la Motorizzazione civile. La storia dello Stato che cede gli immobili a condizioni non sempre chiare e poi paga fior di affitti alle società acquirenti si è ripetuta anche in questi nove casi in dispregio, ha spiegato ieri Pili, dello statuto speciale della Sardegna che all’articolo 14 non lascia alcuno spazio a interpretazioni diverse: tutto quello che allo Stato non serve più, nella Sardegna autonoma e con uno statuto speciale, deve passare alla Regione e quindi eventualmente agli enti locali. La posizione di questi edifici parla da sola: la caserma Mura è un grande complesso in una zona congestionata, lo stesso il palazzo di via Lo Frasso e di via Bacaredda. Associazioni di volontariato, organizzazioni pubbliche, uffici pubblici non hanno sede o pagano affitti quando potrebbero disporre di sistemazioni assolutamente convenienti.

Cagliari, veduta da Castello in direzione di S. Elia

Cagliari, veduta da Castello in direzione di S. Elia

In mezzo alla città migliaia di metri quadri.

CAGLIARI. In via Sassari 3 l’edificio è di 406 metri quadrati e lo Stato paga un affitto di 64 mila euro l’anno. In viale Trieste 1.210 metri quadri per un fitto di 155 mila euro. Via Nuoro, l’Inail, 3mila metri quadri e un canone di 352mila euro sempre all’anno. Andando avanti nella lista presentata dal deputato Mauro Pili: per la Guardia di finanza in viale Diaz lo Stato paga un milione e 100 mila euro l’anno (i metri quadri disponibili qui sono 25 mila e 200). In via Lo Frasso quasi 7mila metri quadri per un affitto di 807mila euro. In via Bacaredda: 6mila e 200 metri quadri per un fitto di 667 mila euro l’anno. In viale Colombo 2mila e 100 metri quadri per 221mila euro l’anno. In via Santa Gilla oltre 5mila metri quadri fruttano quasi 470 mila euro l’anno, i 7mila metri quadri della Motorizzazione sulla statale 554 oltre 569mila euro. Se la Regione fosse proprietaria degli immobili questi affitti potrebbero essere un gettito per le casse pubbliche regionali. Il tema delle dismissioni, è bene chiarirlo, non riguarda soltanto gli immobili militari che non hanno più un interesse per la difesa nazionale. Lo statuto speciale opera anche per i beni dello Stato, tranne che per il demanio marittimo.

(foto CdC, S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    luglio 18, 2013 alle 4:43 pm

    Ma mi sembra come quello che in parlamento disse : ho fatto una sciocchezza , mi pento di averla fatta, non la faro’ piu’.
    Ora bisogna vedere se il pentimento e’ vero o falso : se cambia partito e’ vero.

  2. Mara
    luglio 18, 2013 alle 5:26 pm

    Giornalisti? Domande scomode? Ma allora siamo su Marte!

  3. Juri
    luglio 18, 2013 alle 8:58 pm

    Se i giornalisti facessero il loro mestiere l’Italia non sarebbe neanche lontanamente ridotta come è ridotta. Il caso Pili, le cui sparate tragicomiche vengono puntualmente accolte supinamente dai giornali come grandi scoop, sono un caso di scuola dei danni che una stampa asservita al potere può fare.

  4. luglio 19, 2013 alle 3:01 pm

    da Sardegna Quotidiano, 19 luglio 2013
    PUBBLICA SVENDITA. Saldi di Stato sugli immobili sardi «Un’operazione a prezzi stracciati». (Marcello Zasso): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130719091428.pdf

    _____________________________

    da L’Unione Sarda, 19 luglio 2013
    Beni venduti, Deliperi contesta Pili «Dov’era?»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130719090636.pdf

  5. luglio 20, 2013 alle 1:52 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  6. luglio 20, 2013 alle 8:53 pm

    la pretesa “sfida” con i “suoi” ministri (Tremonti in primis) e con il “suo” Presidente del Consiglio Berlusconi non mi pare che abbia portato a un qualche risultato positivo, visto che i beni statali anche in Sardegna sono stati tranquillamente conferiti alle Società immobiliari e ora vanno in vendita.
    Se fosse coerente, l’on. Pili dovrebbe trarne le conseguenze.

    Stefano Deliperi

    da L’Unione Sarda, 20 luglio 2013
    Scontro con Deliperi. Beni venduti, Pili replica «Ho sfidato i ministri».

    «In prima fila da sempre nella battaglia contro la vendita del patrimonio statale ai danni della Regione». È la replica di Mauro Pili alle critiche dell’ambientalista Stefano Deliperi che gli aveva chiesto dov’era quando il governo cucinava la “cartolarizzazione”, vale a dire lo strumento legislativo che sta alla base di quello che il parlamentare del Pdl non ha esitato a definire un furto ai danni dei sardi. «Prima considerazione, nel 2001», dice Pili, «ero consigliere regionale e non deputato: e quella legge non prevede la vendita del patrimonio sardo perché quei beni sono tutelati da legge costituzionale e niente c’entra la cartolarizzazione con il rispetto dell’articolo 14 dello Statuto». Il parlamentare precisa inoltre che «quando un ministro di Stato, Tremonti, ha tentato nel 2002 di applicare quella norma in Sardegna si è dovuto fermare davanti al sottoscritto che, da presidente della Regione, fece il primo ricorso sulla materia alla Corte costituzionale e al Consiglio di Stato che gli diedero abbondante ragione visto che la manifattura tabacchi venne, insieme a tanti altri beni, ceduta alla Regione proprio grazie a quella mia netta opposizione».

  7. febbraio 7, 2014 alle 2:49 pm

    Sul decreto carceri, si parlava di zone insulari, e la sardegna e’ una regione non una zona, quindi hanno tratto in inganno chi credeva di votare per mandare i mafiosi nelle isole come pianosa ecc…. per quanto riguarda la vendita del patrimonio immobiliare, Pili ha chiesto e ottenuto che gli immobiliutilizzati dallo stato siti in sardegna ultimato l’utilizzo da parte dello stato, ritornassero disponibilita’ della regione, com’e avvenuto, nella manifattura tabacchi.

  8. Capitan Fracassa
    giugno 14, 2016 alle 9:47 pm

    Puoi sempre chiederlo ai amici giornalisti… Ummmm.

  9. Carlo Forte
    giugno 15, 2016 alle 10:14 am

    Io non so se c’è o ci fa,o se ci fa ma non c’è.So solo che a teulada è entrato dentro le zone “proibite” logicamente non gli hanno dato il foglio di via ne lo hanno catturato,però le sue immagini hanno girato e questo è positivo.Ora ha abbracciato la causa Abbanoa,che da decenni attinge alla nostra fonte monetaria propinandoci acque non certo potabili a prezzo pieno.Gli altri,a parte il grig e i mvimenti,dove sono?

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