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Ricorso in sede europea contro il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014.


Merlo (Turdus merula)

Merlo (Turdus merula)

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia hanno inoltrato specifico ricorso (16 luglio 2013) alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo avverso il calendario venatorio regionale della Sardegna (decreto assessoriale n. 19 del 4 luglio 2013), come scaturito dalle deliberazioni n. 05/01 del 27 giugno 2013 e n. 06/01 del 2 luglio 2013 del Comitato faunistico regionale.

Infatti, tuttora non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.) rispettivamente ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche  dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (nota n. 26029/T-A11 del 10 luglio 2012).

Dall’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’ambiente e l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti).

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Come annunciato nei giorni scorsi, constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano.

Ricordiamo, poi che il legame cacciatore – territorio è uno dei punti fondamentali del quadro normativo in tema di caccia c.d. sostenibile, come riconosciuto anche recentemente dalla giurisprudenza costituzionale (sent. Corte cost. n. 142/2013),  tuttora assente in Sardegna nonostante le precise disposizioni della legge n. 157/1992 e s.m.i. e della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.

Non sono bastati alla classe politica regionale sarda più di vent’anni dalla legge nazionale e quindici dalla legge regionale per attuarlo, solo ed esclusivamente per fare un favore alle parti più retrive del mondo venatorio isolano.

Pernice sarda (Alectoris barbara)

Pernice sarda (Alectoris barbara)

Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

 

 

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

 

  1. luglio 17, 2013 alle 3:00 pm

    da Big Hunter, 17 luglio 2013
    SARDEGNA: RICORSO ANTICACCIA UE CONTRO IL CALENDARIO VENATORIO: http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/13143/Default.aspx

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    da Il Cacciatore, 17 luglio 2013
    Sardegna: gli animalisti ricorrono alla Ue sul Calendario venatorio: http://www.ilcacciatore.com/2013/07/17/sardegna-gli-animalisti-ricorro-alla-ue-sul-calendario-venatorio/

  2. luglio 17, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 17 luglio 2013
    Calendario caccia. Ricorso ecologista all’Unione Europea.

    Amici della Terra, Gruppo d’intervento giuridico e Lega per l’abolizione della caccia hanno presentato un ricorso all’Unione Europea contro il calendario venatorio regionale. Secondo gli ecologisti, è stato approvato senza che siano state effettuate le valutazioni d’incidenza ambientale della caccia nei siti di interesse comunitario come previsto dalle direttive comunitarie.

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    da L’Unione Sarda on line, 16 luglio 2013
    Calendario della caccia: ricorso all’Ue. Associazioni ecologiste contro la Regione.
    Ricorso all’Unione Europea da parte di Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega per l’Abolizione della Caccia contro il calendario venatorio regionale della Sardegna. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/07/16/calendario_della_caccia_ricorso_all_ue_associazioni_ecologiste_contro_la_regione-6-322592.html)

    Le associazioni ecologiste hanno inoltrato la documentazione alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo. “Tuttora – spiegano in una nota – non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (Sic) e/o zone di protezione speciale (Zps) rispettivamente ai sensi della direttiva n.92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e seminaturali, la fauna, la flora, e n.9/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Dell’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’Ambiente e l’Assessorato regionale dell’Ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti). “Constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore-territorio – concludono le associazioni ambientaliste – non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano”.

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    da Sardegna Oggi, 16 luglio 2013
    Caccia, ricorso all’Europa contro il calendario sardo.
    Arriva il primo ricorso contro il calendario venatorio in Sardegna. L’hanno inoltrato le associazione ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici di Sardegna e Lega per l’abolizione della caccia. Secondo gli ambientalisti mancherebbe la valutazione di incidenza ambientale. (http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2013-07-16/22421/Caccia_ricorso_allEuropa_contro_il_calendario_sardo.html)

    CAGLIARI – Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia hanno inoltrato un ricorso alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo contro il calendario venatorio regionale della Sardegna.
    Secondo gli ambientalisti “non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (Sic) e/o zone di protezione speciale (Zps)” come invece previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
    Sono stati informati anche il Ministero dell’ambiente e l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti). “Come annunciato nei giorni scorsi, – scrive Stefano Deliperi – constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano”.

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    da Alguer.it, 16 luglio 2013
    Presentato in data odierna dalle associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia. Calendario venatorio, ricorso Ue. (http://notizie.alguer.it/n?id=60294)

    CAGLIARI – Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia hanno inoltrato specifico ricorso (16 luglio 2013) alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo avverso il calendario venatorio regionale della Sardegna (decreto assessoriale n. 19 del 4 luglio 2013), come scaturito dalle deliberazioni n. 05/01 del 27 giugno 2013 e n. 06/01 del 2 luglio 2013 del Comitato faunistico regionale.
    Infatti, tuttora non risulterebbe effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria e/o zone di protezione speciale rispettivamente ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (nota n. 26029/T-A11 del 10 luglio 2012).
    Dall’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’ambiente e l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti). Come annunciato nei giorni scorsi, constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano.

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    da Sardinia Post, 16 luglio 2013
    Caccia, ricorso all’Ue degli ambientalisti contro il calendario venatorio della Regione. (http://www.sardiniapost.it/cronaca/caccia-ricorso-allue-degli-ambientalisti-contro-il-calendario-venatorio-della-regione/)

    Le associazioni ambientaliste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega per l’Abolizione della Caccia hanno presentato un ricorso all’Unione Europea contro il calendario venatorio regionale della Sardegna (decreto assessoriale n.19 del 4 luglio 2013). Le associazioni hanno inoltrato la documentazione alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo. “Tuttora – spiegano in una nota – non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (Sic) e/o zone di protezione speciale (Zps) rispettivamente ai sensi della direttiva n.92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e seminaturali, la fauna, la flora, e n.9/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
    Dell’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’Ambiente e l’Assessorato regionale dell’Ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti). “Constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore-territorio – concludono le associazioni ambientaliste – non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano”.

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    da Cagliari Globalist, 16 luglio 2013
    Caccia in Sardegna: ricorso degli ecologisti alla Commissione Europea.
    Secondo gli ambientalisti non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria. (http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=81323&typeb=0&Caccia-in-Sardegna-ricorso-degli-ecologisti-alla-Commissione-Europea-)

    Gli ecologisti sardi arrivano alla Commissione Europea. Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia hanno inoltrato un ricorso alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo contro il calendario venatorio regionale della Sardegna. Secondo gli ambientalisti, non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.) ai sensi della direttiva europea sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
    “Dall’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’ambiente e l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti). Come annunciato nei giorni scorsi, constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano. Gli ecologisti ricordano che il legame cacciatore-territorio è uno dei punti fondamentali del quadro normativo in tema di caccia sostenibile, come riconosciuto anche recentemente dalla giurisprudenza costituzionale tuttora assente in Sardegna”.
    “Non sono bastati alla classe politica regionale sarda più di vent’anni dalla legge nazionale e quindici dalla legge regionale per attuarlo, solo ed esclusivamente per fare un favore alle parti più retrive del mondo venatorio isolano”, conclude la nota degli ecologisti.

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    da CagliariPad, 16 luglio 2013
    Caccia, ricorso ecologista contro il calendario venatorio regionale.
    Le associazioni ambientaliste hanno inoltrato la documentazione alla Commissione europea: “Non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale”. (http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=3922)

    Ricorso all’Unione Europea da parte di Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega per l’Abolizione della Caccia contro il calendario venatorio regionale.
    Le associazioni ecologiste hanno inoltrato la documentazione alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo. “Tuttora – spiegano in una nota – non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (Sic) e/o zone di protezione speciale (Zps) rispettivamente ai sensi della direttiva sulla salvaguardia degli habitat naturali e seminaturali, la fauna, la flora, e n.9/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
    Dell’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’Ambiente e l’Assessorato regionale dell’Ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti). “Constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore-territorio – concludono le associazioni ambientaliste – non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano”.

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    da Casteddu online, 16 luglio 2013
    Caccia, gli ecologisti dicono no: “Valutare prima l’impatto ambientale”. (Monica Panzica) (http://www.castedduonline.it/caccia-ecologisti-dicono-no-valutare-prima-lincidenza-ambientale)

    La salvaguardia degli habitat naturali, la fauna, la flora e la tutela dell’avifauna selvatica. La procedura di valutazione di incidenza ambientale prevede tutto questo, ma secondo quanto comunicano le associazioni ecologiste, l’iter non sarebbe ancora partito nonostante sia già stato stabilito il calendario venatorio.
    Sono gli “Amici della Terra”, il “Gruppo d’Intervento Giuridico” e la “Lega per l’abolizione della Caccia”, a presentare il ricorso contro il calendario venatorio Sardegna alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo. Il ricorso, inoltrato oggi, coinvolge anche il Ministero dell’Ambiente e l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente. “Come annunciato oggi – precisano le associazioni – abbiamo constatato la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio che riguarda la Sardegna.
    Inoltre, è evidente la perdurante assenza del legame tra il cacciatore ed il territorio ed è quindi un diritto ristabilire le condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano”. Un aspetto, quello del rapporto tra colui che caccia e il territorio, che le associazioni sottolineano all’interno del quadro normativo in tema di “Caccia sostenibile”. “Proprio come riconosciuto recentemente dalla giurisprudenza costituzionale tuttora assente in Sardegna, nonostante le disposizioni della legge 157 del 1992 e di quella regionale 23 del 1998”.

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    dal sito web della Lega per l’Abolizione della Caccia, 17 luglio 2013
    Ricorso in sede europea contro il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014.
    Non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.) rispettivamente ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/comunicati-stampa/comunicati-stampa/articolo/ricorso-in-sede-europea-contro-il-calendario-venatorio-regionale-sardo-2013-2014.html

  3. luglio 18, 2013 alle 2:58 pm

    in realtà apre l’1 settembre 2013.

    qui la pubblicazione sul B.U.R.A.S.: http://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=62c1e57c-b895-4a34-a9d9-33db6c003068

    __________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 18 luglio 2013
    Caccia, pubblicato il calendario venatorio 2013-2014. Si parte dal 22 settembre con l’avifauna: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/07/18/news/caccia-pubblicato-il-calendario-venatorio-2013-2014-1.7440629

  4. luglio 18, 2013 alle 4:21 pm

    da L’Unione Sarda on line, 18 luglio 2013
    Caccia, ecco il calendario 2013/2014. L’avvio è stato anticipato a settembre. E’ stato pubblicato sul Buras il calendario venatorio 2013/2014. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/07/18/caccia_ecco_il_calendario_2013_2014_l_avvio_stato_anticipato_a_settembre-6-322783.html)

    L’adozione del documento – spiega una nota della Regione – è stata deliberata dal Comitato regionale faunistico, presieduto dall’assessore dell’Ambiente, Andrea Biancareddu. “Tra gli elementi di novità del Calendario – spiega l’assessore Biancareddu – vi è l’anticipo, con inizio il 22 settembre, dell’apertura generale della caccia. Si tratta di una decisione presa dopo una attenta valutazione delle istanze dei cacciatori sardi e nel rispetto delle normative di legge. L’apertura dell’attività venatoria il giorno 22 settembre riguarda tutta l’avifauna con esclusione della cornacchia, della ghiandaia e del colombaccio, poiché il posticipo di caccia tali specie è finalizzato alla nostra richiesta dell’apertura a febbraio”, puntualizza l’esponente della Giunta regionale. Il calendario venatorio nell’edizione 2013/2014 tiene conto anche di un altro elemento che sta particolarmente a cuore i cacciatori e che rappresenta un motivo di particolare soddisfazione per l’assessore Biancareddu: l’apertura di un tavolo tecnico tra i Ministeri competenti (Politiche agricole e Ambiente), la Regione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Ispra, finalizzato a determinare una rivisitazione delle date di chiusura della caccia alla migratoria (in particolare del tordo), così come richiesto espressamente nelle scorse settimane dall’assessore. Il tavolo tecnico si è dimostrato, infatti, disponibile ad approfondire i dati in possesso della Regione e a valutarli scientificamente per poi decidere. Ma contro il calendario venatorio, proprio due giorni fa le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega per l’Abolizione della Caccia hanno presentato ricorso alla Commissione Europea.
    Il calendario venatorio è consultabile anche online sul sito sardegnambiente.it.

  5. luglio 19, 2013 alle 3:03 pm

    da L’Unione Sarda, 19 luglio 2013
    Caccia. Pubblicato sul Buras il nuovo calendario venatorio: trattativa per allungare la stagione. I tordi vanno ai supplementari. Il via ufficiale il 22 settembre ma la chiusura potrebbe slittare a febbraio. (Sergio Atzeni) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130719085924.pdf)

    Il via ufficiale il 22 settembre ma la chiusura potrebbe slittare a febbraio Esclusi cornacchia, ghiandaia e colombaccio, l’apertura generale della caccia è prevista per il 22 settembre, chiusura (per il momento) al tordo il 29 dicembre. Sono le novità del calendario venatorio 2013/2014 deliberato dal Comitato Faunistico e ora diventato ufficiale con la pubblicazione avvenuta ieri nel Buras. «L’anticipo dell’apertura generale al 22 settembre», spiega l’assessore dell’Ambiente Andrea Biancareddu, «è una decisione presa dopo un’attenta valutazione delle istanze dei cacciatori sardi e nel rispetto delle normative di legge. L’esclusione della cornacchia, della ghiandaia e del colombaccio, è data dal fatto che queste specie rientrano nella nostra richiesta di posticipo a febbraio». Il nuovo calendario venatorio tiene conto anche di un aspetto molto sentito dai cacciatori sardi e condiviso dall’assessore Biancareddu: vale a dire l’apertura di un tavolo tecnico tra i Ministeri competenti (Politiche agricole e Ambiente), la Regione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Ispra. La finalità è quella di rivedere le date di chiusura della caccia alla migratoria (in particolare del tordo). Il tavolo tecnico si è dimostrato, infatti, disponibile ad approfondire i dati in possesso della Regione e a valutarli scientificamente per poi decidere. Proprio per la caccia al tordo e alla cesena, le doppiette sarde erano insorte in considerazione delle disparità delle date di chiusura tra Sardegna (20 gennaio) e Corsica (20 febbraio) che determina una grave penalizzazione del mondo venatorio sardo. L’assessore Andrea Biancareddu ha colto quelle lamentele e chiesto ai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche forestali un intervento formale. L’apertura del tavolo tecnico poi potrebbe favorire la riapertura della caccia al tordo e la chiusura come in Corsica facendo propri i dati che permettono nell’isola francese di cacciare la migratoria fino al 20 febbraio. Intanto alcuni giorni fa contro il calendario venatorio hanno presentato ricorso alla Commissione Europea le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega per l’Abolizione della Caccia. Secondo queste associazioni non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale nei siti di importanza comunitaria (Sic) e/o nelle zone di protezione speciale.

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    da La Nuova Sardegna, 19 luglio 2013
    Caccia, si parte il 22 settembre. Pubblicato il calendario venatorio 2013-14. Pre-apertura l’1 e il 5 per la tortora.

    CAGLIARI. La stagione della caccia prenderà il via a settembre, domenica 22. È stato pubblicato sul Buras il calendario venatorio 2013/2014, consultabile anche online sul sito sardegnambiente.it. L’adozione del documento – spiega una nota della Regione – è stata deliberata dal Comitato regionale faunistico, presieduto dall’assessore dell’Ambiente, Andrea Biancareddu. «Tra gli elementi di novità – spiega l’assessore Biancareddu – l’anticipazione, con inizio il 22 settembre (anziché il 29), dell’apertura generale della caccia. Si tratta di una decisione presa dopo una attenta valutazione delle istanze dei cacciatori sardi e nel rispetto delle normative di legge. L’apertura dell’attività venatoria il 22 settembre riguarda tutta l’avifauna con esclusione della cornacchia, della ghiandaia e del colombaccio, poiché il posticipo di caccia di tali specie è finalizzato alla nostra richiesta dell’apertura a febbraio», puntualizza l’esponente della giunta regionale. Per la tortora è confermata la pre-apertura il primo e il 5 settembre. Per la pernice sarda e la lepre sarda tre giornate intere il 22 e il 29 settembre e il 6 ottobre. La chiusura dei tordi è fissata al 29 dicembre. Vietato ai minori di 16 anni partecipare in qualità di battitori alla caccia al cinghiale. Il calendario venatorio tiene conto anche di un altro elemento che sta particolarmente a cuore ai cacciatori e che rappresenta un motivo di soddisfazione per l’assessore Biancareddu: l’apertura di un tavolo tecnico tra i ministeri competenti (Politiche agricole e Ambiente), la Regione, la presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Ispra, finalizzato a determinare una rivisitazione delle date di chiusura della caccia alla migratoria (in particolare del tordo), così come richiesto nelle scorse settimane dall’assessore. Il tavolo tecnico si è dimostrato disponibile ad approfondire i dati in possesso della Regione e a valutarli scientificamente per poi decidere. Ma contro il calendario venatorio, proprio due giorni fa le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico e Lega per l’Abolizione della Caccia hanno presentato ricorso alla Commissione Europea. Un ricorso legato alla mancata effettuazione di alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (Sic) e/o zone di protezione speciale (Zps), in rispetto delle direttive europee sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e sulla tutela dell’avifauna selvatica.

  6. luglio 20, 2013 alle 1:53 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

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