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Cafonate a Ponte Vecchio.


cafoni a Firenze

Volete sapere com’è andata davvero la vicenda dell’affitto di Ponte Vecchio da parte del Comune di Firenze alla Ferrari per una cena?

Ecco qui l’autorizzazione della Direzione comunale attività economiche dell’1 luglio 2013….per un evento tenutosi il 29-30 giugno 2013.

Il corrispettivo non pare proprio sia stato di 120 mila euro, come dichiarato dal sindaco Matteo Renzi, ma di 2.489,00 euro + 15.500,00 euro per “contributo di gratitudine alla Città di Firenze” sotto forma di “recupero della pala robbiana e del monumento in marmo presso S. Maria Novella”.

Insomma, una cafonata a vil prezzo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

si ringrazia Ornella De Zordo, consigliere comunale di Firenze, per i documenti pubblicati.

importo occupazione temporanea suolo pubblico Ponte Vecchio

importo occupazione temporanea suolo pubblico Ponte Vecchio

da Il Fatto Quotidiano, 9 luglio 2013

I 120 mila euro per l’affitto di Ponte Vecchio? SparitiTommaso Montanari

photo (1)

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autorizzazione occupazione suolo pubblico Ponte Vecchio (pag. 2)

autorizzazione occupazione suolo pubblico Ponte Vecchio (pag. 2)

  1. luglio 9, 2013 alle 9:14 pm

    L’ha ribloggato su barbatustirolese.

  2. elena romoli
    luglio 9, 2013 alle 9:17 pm

    siamo senza parole, non ci resta che riesumare Mubarak..

    sotto un articolo
    http://www.today.it/politica/ponte-vecchio-ferrari-renzi-movimento-5-stelle.html

  3. Occhio nudo
    luglio 9, 2013 alle 10:42 pm

    Quindicimila euro? Pure spilorcio.

  4. lucia
    luglio 10, 2013 alle 9:59 am

    Il grande rottamatore….

  5. elena romoli
    luglio 10, 2013 alle 12:57 pm

    altri articoli di oggi:
    http://www.giornalettismo.com/archives/1021427/matteo-renzi-ponte-vecchio-e-i-centomila-euro-spariti/
    ———-
    ANCORA POLEMICHE PER L’AFFITTO DI PONTE VECCHIO PER LA “FERRARI CAVALCADE”
    L’atto per la concessione del suolo pubblico per poter allestire sul Ponte Vecchio la… “Ferrari Cavalcade”, il ricevimento esclusivo per i top client del Cavallino per il cui svolgimento lo storico ponte è stato chiuso per diverse ore, porta la data di due giorni successivi all’evento, quella di lunedì primo luglio. Ad accorgersene sono stati i consiglieri comunali di opposizione alla giunta del sindaco Matteo Renzi Tommaso Grassi e Ornella De Zordo, i quali sottolineano anche che il documento obbligava comunque a “lasciare sempre liberi 3,5 metri lineari sul ponte”. “Come è possibile farlo rispettare il giorno dopo?”, chiedono i due consiglieri. La vicenda aveva diviso i commercianti, tra i quali i titolari delle botteghe orafe del ponte, e suscitato polemiche tra cittadini e turisti i quali avevano lamentato che nessuno aveva preventivamente informato della chiusura del ponte, durata dalle 17 alle 23 di sabato 29 giugno, orario durante il quale nessuno tranne gli invitati potevano attraversarlo. “Come si può ritenere che siano state rispettate tutte le norme e i regolamenti se anche le autorizzazioni sono successive all’evento? Ormai a Firenze con l’Amministrazione Renzi tutto può accadere, ma temiamo che in questa occasione si sia superato ogni limite di decenza”. “Il Comune – replica l’assessore allo sviluppo economico Sara Biagiotti – ha agito rispettando le procedure e nel momento in cui si è realizzata la manifestazione tutte le autorizzazioni erano materialmente presenti. L’atto finale per la concessione del suolo pubblico per lo svolgimento dell’evento è un atto dovuto, costituito dalla somma di più documenti e procedimenti che erano stati formalizzati per il giorno dell’evento “. (fonte:larepubblica)(gimmy5)
    ————–

    Da Tommaso Grassi:

    Stamani a Lady Radio mentre intervenivo sulla vicenda di Ponte Vecchio alla Ferrari, dei 120.000 € fantasma e del taglio sulle vacanze dei ragazzi disabili che non è mai esistito, dei lavori della tramvia che non partono, degli annunci del …Sindaco che aveva promesso 1000 giorni di cantieri, dei rifiuti e della TARES che dovrebbe prevedere una tariffa puntuale (chi meno inquina e differenzia i rifiuti deve pagare meno), indovinate chi ha chiamato in diretta per intervenire ? Si, avete letto bene: il Sindaco Renzi … mezz’ora in cui ha difeso l’Amministrazione e mi ha accusato di raccontare bugie (mi sa che parlava di sé stesso(!), visto le menzogne sulla vicenda della chiusura di Ponte Vecchio e dei fondi inesistenti che dovevano entrare nelle casse del Comune … possibile che un leader nazionale e un Sindaco così impegnato e amato dalla Città passi così tanto tempo a rispondermi ?!?
    Che ne dite, aveva forse paura che potessi dire la verità svelando come stanno le cose e qualcuno potesse chiedergli conto del suo operato, non solo tra i fiorentini ?
    Buona giornata …

    http://www.ladyradio.it/?sh=6835

  6. elena romoli
  7. elena romoli
    luglio 10, 2013 alle 1:22 pm

    Nell’intervista a Lady Radio cui sopra, nell’ultima parte di parla di Ponte Vecchio.

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/07/08/news/ponte_vecchio_in_affitto_l_atto_del_giorno_dopo-62638824/

    Ponte Vecchio in affitto alla Ferrari
    “Ma il permesso è del giorno dopo”La denuncia dei consiglieri d’opposizione Ornella De Zordo e Tommaso Grassi: “Il documento per il suolo pubblico ha la data di due giorni successivi all’evento”

    L’atto per la concessione del suolo pubblico per poter allestire sul Ponte Vecchio la “Ferrari Cavalcade”, il ricevimento esclusivo per i top client del Cavallino per il cui svolgimento lo storico ponte è stato chiuso per diverse ore, porta la data di due giorni successivi all’evento, quella di lunedì primo luglio. Ad accorgersene sono stati i consiglieri comunali di opposizione alla giunta del sindaco Matteo Renzi Tommaso Grassi e Ornella De Zordo, i quali sottolineano anche che il documento obbligava comunque a “lasciare sempre liberi 3,5 metri lineari sul ponte”. “Come è possibile farlo rispettare il giorno dopo?”, chiedono i due consiglieri.

    La vicenda aveva diviso i commercianti, tra i quali i titolari delle botteghe orafe del ponte, e suscitato polemiche tra cittadini e turisti i quali avevano lamentato che nessuno aveva preventivamente informato della chiusura del ponte, durata dalle 17 alle 23 di sabato 29 giugno, orario durante il quale nessuno tranne gli invitati potevano attraversarlo. “Come si può ritenere che siano state rispettate tutte le norme e i regolamenti se anche le autorizzazioni sono successive all’evento? Ormai a Firenze con l’Amministrazione Renzi tutto può accadere, ma temiamo che in questa occasione si sia superato ogni limite di decenza”. “Il Comune – replica l’assessore allo sviluppo economico Sara Biagiotti – ha agito rispettando le procedure e nel momento in cui si è realizzata la manifestazione tutte le autorizzazioni erano materialmente presenti. L’atto finale per la concessione del suolo pubblico per lo svolgimento dell’evento è un atto dovuto, costituito dalla somma di più documenti e procedimenti che erano stati formalizzati per il giorno dell’evento”.

    • Juri
      luglio 11, 2013 alle 12:27 am

      Se la logica vale anche a Firenze, il fatto che l’autorizzazione sia arrivata due giorni dopo l’evento dovrebbe significare che l’evento si è svolto senza autorizzazione, ossia che si è trattato di un’occupazione abusiva di suolo pubblico.
      Ma forse la mente di Renzi è molto più potente di quella del cittadino medio (come si deduce, del resto, dallo sguardo particolarmente acuto del sindaco virtuale) e, di conseguenza, riesce a superare agevolmente queste (troppo) semplici deduzioni.

  8. luglio 10, 2013 alle 11:44 pm

    no, non sono favori personali, sono cafonate.

    da Il Corriere della Sera, 10 luglio 2013
    LA POLEMICA. Cena sul Ponte Vecchio, è scontro Renzi-grillini. Il caso in Senato con l’interrogazione di Maurizio Romani (M5s). E Renzi annuncia querela: «Rinunci all’immunità»: http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2013/10-luglio-2013/cena-ponte-vecchio-scontro-renzi-grillini–2222092061932.shtml

  9. elena romoli
    luglio 11, 2013 alle 2:15 pm

    http://www.cadoinpiedi.it/2013/07/09/renzi_che_figura.html

    RENZI, CHE FIGURA!
    di Redazione Cadoinpiedi.it – 9 Luglio 2013

    Si riaccende la querelle sull’iniziativa della Ferrari a Ponte Vecchio. Le cifre annunciate da Renzi non sembrano veritiere. Il sindaco aveva detto: “I soldi serviranno per le vacanze dei bambini disabili”. Ma i suoi lo smentiscono

    120 mila euro dalla Ferrari per la concessione di Ponte Vecchio, un (quantomeno azzardato) milione di euro di indotto. Si era fatto scudo dei numeri roboanti Matteo Renzi, per giustificare un’operazione che aveva fatto imbufalire cittadini, commercianti e turisti, espropriati per ore di un’area storica della città.
    Si era difeso, il sindaco di Firenze, magnificando, tra l’altro, la destinazione benefica di quei denari, riservati alle vacanze di bambini affetti da disabilità.
    Ma è bastato fare una verifica tra i documenti del Comune, e chiederne conto all’imbarazzatissima vicesindaco Stefania Saccardi, perché il castello di menzogne costruito da Renzi si sgretolasse, lasciando sul campo unicamente la realtà di un’operazione di pura propaganda elettorale.
    A scoperchiare il vaso, le interrogazioni presentate da due consiglieri comunali (candidati con liste civiche orbitanti ‘a sinistra’) Ornella De Zordo e Tommaso Grassi.
    Dure le accuse, riportate tra gli altri da International Business Times: dagli atti ufficiali risulterebbero infatti solo “17.000 per occupazione suolo pubblico”, di cui solo 2.489 euro per Ponte Vecchio, 11.295 euro per piazza Ognissanti e 2.719 euro per lungarno Vespucci.
    Cifre, dunque, che appaiono ben lontane da quelle annunciate dal primo cittadino.
    Nel mirino dei due consiglieri, è finita inoltre la data dell’atto di concessione del suolo cittadino all’azienda di Maranello, che sarebbe successiva all’evento stesso. “L’atto di concessione dell’occupazione del suolo pubblico per l’area di Ponte Vecchio della Direzione Sviluppo Economico – riferiscono ancora De Zordo e Grassi – risulta essere datato 1° luglio, ovvero il giorno dopo la cena del gran galà di Ponte Vecchio del Ferrari Cavalcade”.
    Sembrerebbe quantomeno singolare, infatti, negare l’autorizzazione a un’iniziativa che si è già svolta. L’ennesima anomalia.

    Infine, risulterebbe smascherato anche il presunto fine solidale della manifestazione, ridotto anch’esso a fandonia. Nessun fondo infatti sarebbe stato destinato alle vacanze dei bambini disabili. Come riporta Blitzquotidiano, il vicesindaco Saccardi avrebbe ammesso che “non c’era stato alcun taglio, e che Renzi aveva solo voluto dare l’idea del valore sociale del canone che sarebbe stato pattuito”.
    “E’ un incredibile bluff – rincarano i consiglieri De Zordo e Grassi – nessun taglio operato da ente terzo, solo una demagogica e inqualificabile utilizzazione di una categoria debolissima per motivare, facendo leva sulla sensibilità personale, una operazione che ha portato come unico risultato una grande visibilità mediatica del Sindaco e un piacere a possibili futuri supporter elettorali”.

  10. elena romoli
    luglio 12, 2013 alle 10:32 am

    La parabola di Renzi, del Ponte Vecchio e della Costituzione tradita
    di Tomaso Montanari per Il Manifesto

    http://altracitta.org/2013/07/12/la-parabola-di-renzi-del-ponte-vecchio-e-della-costituzione-tradita/

    Il “David ai fiorentini”, gli Uffizi “macchina da soldi”, la facciata simil michelangiolesca per San Lorenzo: Firenze, un luna park messo a reddito. Il noleggio di Ponte Vecchio alla Ferrari di Montezemolo per una cena elegante segna l’apice della strumentalizzazione del patrimonio artistico e dello spazio pubblico di Firenze. La vicenda è stata particolarmente imbarazzante per l’arbitrio con cui è stata gestita: il sindaco Renzi ha annunciato che il canone di 120.000 (di cui però nel bilancio comunale non sembra esserci traccia) avrebbe dovuto rimediare ad un analogo taglio alle vacanze dei bambini disabili (ugualmente non documentato). E l’opposizione in consiglio comunale ha svelato che almeno una parte delle autorizzazioni ai ferraristi è stata concessa solo il giorno successivo all’evento. E se questo pasticcio amministrativo conferma il sostanziale disinteresse di Renzi per un governo delle cose che vada oltre l’annuncio mediatico, il cuore ideologico dell’iniziativa merita un’analisi.

    Per secoli la forma del discorso pubblico, la forma della vita politica, la forma della civiltà stessa si è definita e si è riconosciuta nella forma dei luoghi pubblici. Le città italiane sono sorte come specchio, e insieme come scuola, per le comunità politiche che le abitavano. Le piazze, le chiese, i palazzi civici italiani sono belli perché sono nati per essere di tutti: la loro funzione era di permettere ai cittadini di incontrarsi su un piano di parità. È per questo che la Repubblica – lo afferma l’articolo 9 della Costituzione – nel momento della sua nascita ha preso sotto la propria tutela il patrimonio storico e artistico nazionale.
    Negli ultimi trent’anni, tuttavia, il valore civico dei monumenti è stato negato a favore della loro rendita economica, e cioè del loro potenziale turistico. Lo sviluppo della dottrina del patrimonio storico e artistico come “petrolio d’Italia” (nata negli anni ottanta di Craxi) ha accompagnato la progressiva trasformazione delle nostre città storiche in luna park gestiti da una pletora di avidi usufruttuari. Le attività civiche sono state espulse da chiese, parchi e palazzi storici, in cui ora si entra a pagamento, mentre immobili monumentali vengono incessantemente alienati a privati, che li chiudono o li trasformano in attrazioni turistiche.
    Come in un nuovo feudalesimo, le nostre città tornano a manifestare violentemente i rapporti di forza, soprattutto economici: da traduzione visiva del bene comune, a rappresentazione della prepotenza e del disprezzo delle regole democratiche.

    Anche da questo punto di vista Matteo Renzi non inventa nulla, e si limita a cavalcare con la massima efficacia mediatica la tendenza, vincente, per cui la città non produce cittadini, ma clienti. Nel famoso pranzo di Arcore, egli ottenne che il 20% degli introiti del David di Michelangelo, massimo feticcio del desertificante turismo fiorentino, andassero al Comune e non allo Stato. Vale la pena di notare che quei proventi venivano indirizzati al bilancio di Capodimonte, a Napoli: che, grazie al leghismo gigliato di Renzi, si trovò da un giorno all’altro senza nemmeno la carta igienica. E “il David ai fiorentini” fu il primo messaggio alla pancia della città. Poco dopo Renzi ha dichiarato che «gli Uffizi sono una macchina da soldi se li facciamo gestire nel modo giusto». E quindi ha trivellato gli affreschi di Vasari in Palazzo Vecchio alla ricerca della Battaglia di Anghiari di Leonardo, spacciando per ricerca scientifica una penosa operazione di marketing delle emozioni che esaltava Dan Brown ai danni della conoscenza scientifica.

    Insomma, straparlando continuamente di Brunelleschi, Leonardo e Michelangelo, il sindaco sta usando il patrimonio artistico fiorentino come “arma di distrazione di massa” capace di deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dall’esercizio del potere: ha, per esempio, proposto di costruire la facciata che Michelangelo aveva progettato per San Lorenzo (sarebbe come scrivere una canto della Commedia partendo da qualche verso) proprio mentre firmava l’accordo per lo scellerato tunnel Tav che sventrerà una parte di Firenze.

    Anche da questo punto di vista, tuttavia, Renzi non è un innovatore, piuttosto un conservatore estremista. Nel senso che estremizza, e vira in salsa mediatica, l’ormai secolare abitudine dei fiorentini di vivere di rendita alle spalle del loro passato. Un passato che non diventa leva di costruzione del futuro, ma una specie di parco giochi da mettere a reddito: come è stato chiaro quando Renzi ha messo il veto alla costruzione della moschea nel centro storico. A Firenze le periferie sono abbandonate a se stesse, ma la cartolina del centro è intoccabile. O meglio: ci si possono fare speculazioni edilizie (come lottizzare il Teatro comunale del Maggio, che Renzi vorrebbe liquidare), si possono espellere le librerie o immaginare facciate pseudo-michelangiolesche: va bene tutto quello che è funzionale alla servitù del turismo e alla rendita del passato. Dunque non la moschea, pericolosamente carica di futuro.

    Il noleggio di Ponte Vecchio segna, tuttavia, un punto di non ritorno, perché svela il progetto politico e sociale del futuro leader della Sinistra italiana. Nella costituzione riscritta da Renzi la Repubblica – per ora il Comune di Firenze – favorisce la manifestazione delle diseguaglianze, inibisce il pieno sviluppo della persona umana, sottopone alla ferrea legge del mercato il patrimonio storico e artistico e il paesaggio della nazione.

  11. elena romoli
    luglio 12, 2013 alle 1:54 pm

    Non perdetevi l’occasione! 😉

    Prenota la tua serata a Ponte Vecchio! Offre la città!
    Vuoi umiliare i genitori dell’asilo facendo la festa di compleanno del tuo gioiellino sul Ponte Vecchio con gli elefanti? Vuoi far felici i tuoi clienti giapponesi facendo pisciare cento mignotte in Arno da Ponte Vecchio? Hai voglia di sbattere in faccia la tua ricchezza a qualcuno? Prenota subito!
    http://giacomo.trombi.it/prenota_ponte_vecchio.html

    • elena romoli
      luglio 12, 2013 alle 7:48 pm

      Firenze Today, 12 luglio 2013

      Ponte Vecchio affittato per evento Ferrari: ironia sul web, blogger s’inventa una pagina

      Il blogger Giacomo Trombi ha richiamato l’attenzione e rilanciato la polemica sul recente caso della cena di un esclusivo club di ferraristi su Ponte Vecchio con pagina provocatoria in Rete

      “Vuoi umiliare i genitori dell’asilo facendo la festa di compleanno del tuo gioiellino sul ponte Vecchio e con gli elefanti? Vuoi far felici i tuoi clienti giapponesi facendo pisciare cento mig***** in Arno da ponte Vecchio? Hai voglia di sbattere la tua ricchezza in faccia a qualcuno? Prenota subito la tua serata a ponte Vecchio, offre la città!”. E’ con queste ironiche e taglienti parole che il blogger Giacomo Trombi ha richiamato l’attenzione e rilanciato la polemica sul recente affaire della cena di un esclusivo club di ferraristi su ponte Vecchio, lo scorso 30 giugno. Un evento patrocinato dal sindaco Matteo Renzi in persona e che ha scatenato numerose polemiche, anche per le contraddizioni emerse grazie alle interrogazioni dei consiglieri comunali Ornella De Zordo e Tommaso Grassi.

      Renzi, per placare le proteste di numerosi cittadini, ha dichiarato che per la cena privata sul ponte più rappresentativo della città i ferraristi avrebbero sborsato 120mila euro, con un ritorno per Firenze, grazie all’indotto, di oltre un milione di euro. “I 120mila euro di cui parla Renzi non esistono – hanno però dichiarato De Zordo e Grassi -. Dagli atti ufficiali le uniche entrate che risultano sono 13.000 euro per il restauro della Pala e circa 17.000 per occupazione di suolo pubblico: nello specifico 2.489 euro per l’occupazione di Ponte Vecchio, 11.295 euro per piazza Ognissanti e 2.719 euro per lungarno Vespucci”. Ma non solo. Renzi ha dichiarato che avrebbe destinato i presunti 120mila euro a coprire il taglio di fondi per le vacanze dei bambini disabili.

      “Un incredibile bluff – continuano i due combattivi consiglieri -. E’ stata solo una demagogica e inqualificabile utilizzazione di una categoria debolissima per avere visibilità mediatica e fare un piacere a possibili futuri supporter elettorali”.

      Tali rivelazioni hanno scatenato la rabbia di molti fiorentini, e la vicenda, pur non seguita troppo dai principali mezzi di comunicazione, è oggetto di discussione in ogni angolo della città, oltre che sul web. Ciliegina sulla torta l’atto di concessione del suolo pubblico. “L’autorizzazione – rendono ancora noto Grassi e De Zordo -, porta la data del giorno successivo alla cena. E il previsto corridoio di 3,5 metri per consentire l’attraversamento del ponte non è stato rispettato, in quanto Ponte Vecchio era completamente inaccessibile”.

      Nelle prossime settimane nuovi retroscena promettono di rivelarsi. Per il momento fiocca l’ironia, come quella del blogger Trombi. “L’idea mi è venuta prendendo spunto da altreprovocazioni simili che girano in rete – dice l’autore -. E’ accaduta una cosa così fuori del mondo che ho voluto farci sopra un po’ di ironia”. Il post è apparso nella tarda mattinata di oggi, ma già oltre una ventina di persone hanno davvero compilato il questionario messo on line alla pagina.

      Questo il tenore delle domande a cui rispondere: “Quando vuoi prenotare? Il Comune ti darà il permesso almeno tre giorni dopo l’evento”, “Scegli la cifra che il Comune dirà che gli darai per la serata (ma non ti preoccupare, non glieli darai mai)”, “Scegli per chi il Comune dirà che devolverà la cifra che non gli darai: i bambini del Biafra, i poveri del Burundi…”. Non c’è che dire: chi di umorismo ferisce, di umorismo perisce.

  12. luglio 13, 2013 alle 6:54 pm

    da Il Corriere della Sera, FI, 12 luglio 2013
    «Affitta anche tu Ponte Vecchio», l’ironia esplode sul web. Dopo le polemiche sul gala Ferrari, un sito propone (per scherzo) l’esclusiva location a tutti i fiorentini: «Feste
    di compleanno per i tuoi bimbi dell’asilo da fare invidia»: http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2013/12-luglio-2013/affitta-anche-tu-ponte-vecchio-ironia-esplode-web-2222133885340.shtml

  13. elena romoli
    luglio 19, 2013 alle 7:39 pm

    “Follow the money”: le tre domande a cui Renzi non può rispondere
    di Tomaso Montanari per il Fatto Quotidiano

    Nonostante l’insabbiamento ottenuto grazie a una stampa fiorentina generalmente compiacente, la vicenda del noleggio di Ponte Vecchio a Luca Cordero di Montezemolo rimane ancora assai oscura. Matteo Renzi ha annunciato querela contro il senatore del Movimento 5 Stelle Maurizio Romani, reo di aver testualmente ripetuto in Senato le parole del comunicato stampa di Ornella De Zordo, la consigliera comunale che ha denunciato la vicenda. Ma il sindaco sa bene che nessun parlamentare può essere processato per opinioni liberamente espresse in aula, e dunque sa che non sarà mai costretto a tirare fuori le carte.

    E infatti si guarda bene dal rispondere a queste tre domande:
    1) Esiste un documento che attesti il versamento di 120 mila euro da parte della Ferrari al Comune di Firenze?
    2) Esiste la documentazione del taglio di 120 mila euro che le vacanze dei bambini disabili fiorentini avrebbero subìto da parte di un non meglio precisato ente?
    3) Perché l’obbligo di lasciare tre metri e mezzo per il passaggio sul Ponte dei mezzi di soccorso (obbligo disatteso, come testimoniano le foto del banchetto) è stato notificato alla Ferrari solo il giorno dopo l’evento?

    MA TUTTO questo non impedisce a Firenze di scivolare sempre più giù, lungo la china della prostituzione dei suoi monumenti. Ora tocca alla soprintendente Cristina Acidini, la quale ha convocato una riunione per il prossimo 23 luglio nella quale presentare il tariffario per la “concessione in uso dei beni culturali per eventi”. Ma quanto costa comprare ciò che non ha prezzo? Quanto costa privatizzare pro tempore un bene comune? Quanto cosa piegare al lusso ciò che dovrebbe produrre eguaglianza?

    Ecco il finissimo prezzario: se volete fare un cocktail nella Grotta del Buontalenti a Boboli, ve la cavate con 5.000 euro (e 100 di luce: oppure vi portate le candele). Se invece siete in vena di concedervi una cena nel Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti dovete sborsarne 15.000. Volete esagerare? Volete mangiarvi una ribollita vicino alla Madonna della Seggiola di Raffaello, nella Galleria Palatina di Pitti? Beh, sono 10 mila, ribollita esclusa. E se invece vi accontentate di un mojito sotto le volte di Pietro da Cortona, ne bastano 7.000. Volete fare l’addio al celibato in compagnia della Venere di Botticelli, agli Uffizi? Prezzi popolari, considerando la location: per un cocktail 5 mila, per una cena fanno 10 mila. La povera Venere, insomma, non costa tanto di più di una olgettina qualunque. Se poi siete uno stilista e volete replicare i fasti dell’anno scorso facendo una bella sfilata tra i quadri e le statue dei Medici mettete in conto 150.000 euro (qualcuno in soprintendenza legge il giornale: l’anno scorso erano solo 30.000, e la cosa fece scandalo).

    Se invece volete regalare agli amici uno spettacolo, dipende: il tariffario prevede che se è “teatrale”, il Cortile dell’Ammannati di Pitti vi costa 5.000euro, se è “culturale” (e la differenza la sa iddio) vi si fa uno sconticino, e fanno 3.000. Se poi volete farci una non meglio definita “manifestazione” (contro la Kyenge, per esempio) preparatene ventimila. Il tutto è ancora più grottesco quando si rammenta che la Corte dei conti chiede 600 mila euro di danno erariale alla stessa soprintendente di Firenze per aver fatto sborsare allo Stato 3 milioni e 250 mila euro per un crocifisso “di Michelangelo” che ne valeva (parola del responsabile scultura di Christie’s interpellato dalla Corte) al massimo 85 mila. E uno pensa: ma tutta questa abilità contabile, allora, dov’era?

    Il punto, tuttavia, non è questo. Il punto è il progetto che abbiamo sul nostro patrimonio storico e artistico: serve a educare, a promuovere il pieno sviluppo della persona umana (parole della Costituzione), a renderci tutti eguali? O serve invece a fare un po’ di soldi alla meno peggio, come capita alle famiglie decadute che affittano la villa per i matrimoni?

    E C’È POI un piccolo problema di decoro nazionale: affittare gli Uffizi per eventi privati è come se il Senato Accademico della Sapienza si affrettasse a fissare i prezzi per il noleggio dell’Aula Magna per battesimi e cresime, o se Napolitano affiggesse sul-l’uscio del Quirinale il listino dell’affitto per il Salone delle Feste, o se la Boldrini noleggiasse il Transatlantico per cene eleganti. E le nostre Soprintendenze cosa sono: organi di ricerca e tutela, o gestori di camere a ore? A quale scopo laureiamo giovani archeologi e storici dell’arte: perché aumentino il nostro tasso di civilizzazione, o perché organizzino il lusso privato?

    Può essere che tutto ciò sembri a qualcuno una “modernizzazione” della gestione del nostro patrimonio storico artistico: a molti altri, in Italia e all’estero, sembra invece l’ultimo stadio di un Paese finito, che raccoglie le ultime elemosine col piattino in bocca. Per non pensarci, possiamo sempre prenderci una sbronza: in un Cimabue Cocktail Party agli Uffizi, ovviamente.

    See more at: http://altracitta.org/2013/07/19/follow-the-money-le-tre-domande-a-cui-renzi-non-puo-rispondere/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=follow-the-money-le-tre-domande-a-cui-renzi-non-puo-rispondere

  14. Mag 18, 2014 alle 5:23 pm

    e le “cafonate” continuano, soprattutto in campagna elettorale 😀

    da Il Fatto Quotidiano, 18 maggio 2014
    Firenze, Nardella al servizio del denaro. A sua insaputa. (Tomaso Montanari): http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/18/firenze-nardella-al-servizio-del-denaro-a-sua-insaputa/990106/

    ——————————-

    17 maggio 2014
    Milano e Firenze, chiese a uso privato. (Tomaso Montanari): http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/17/milano-e-firenze-chiese-a-uso-privato/988908/

  1. Mag 18, 2014 alle 5:01 pm
  2. Mag 18, 2014 alle 5:16 pm
  3. Mag 18, 2014 alle 5:42 pm

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