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Cemento sulla dune di Badesi, ancora.


Badesi, cantiere edilizio in area dunale (maggio 2013)

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (maggio 2013)

anche su Il Manifesto Sardo (“Cemento sulla dune di Badesi, ancora”), n. 145, 1 maggio 2013

 

dune

dune

 

 

“Le abitazioni sono immerse nel verde della macchia mediterranea, in un’atmosfera intrisa dai profumi del mirto e del lentischio, di fronte al mare turchese della baia.

L’esclusività del Gioiello delle Dune Bianche è avvalorata dalla generosità che la natura ha saputo donare a questo luogo incantato che rientra nell’area Sito d’Importanza Comunitaria (SIC), per la presenza di una flora e di una fauna da proteggere per l’unicità dell’ambiente.

Le residenze de il Gioiello delle Dune Bianche sono un’imperdibile occasione per assicurarvi un posto in prima fila a pochi metri dal mare, infatti grazie a una regolare autorizzazione, precedente alla legge “salvacoste”, abbiamo potuto fare oggi ciò che ormai in tutta l’isola è vietato: costruire sulla costa! Una particolarità in grado di garantire all’investimento margini di rivalutazione immobiliare notevolissimi. Finalmente nel mese di settembre 2011 la regione ha dato l’ultimo ok alle autorizzazioni e quindi, entro la fine dell’anno inizieranno i lavori . La consegna è prevista per la primavera del 2013. I prezzi degli alloggi partono da €. 119.000. Il progetto prevede 90 alloggi, ne sono già prenotati 52”.

E’ quanto campeggia nella pubblicità on line di “La Casa Bianca” (Gruppo La Casa Bianca Italia s.p.a.), offerte di vendita di ville nei complessi Il Diamante delle Dune Bianche” (9 ville previste) e “Il Gioiello delle Dune Bianche” (90 appartamenti).

I lavori sono iniziati nei mesi scorsi in base a “una regolare autorizzazione, precedente alla legge ‘salvacoste’, così afferma la Società realizzatrice.

Il sito rientra in un vecchio piano di lottizzazione (rep. n. 1104 del 3 ottobre 1975), ma vi sono parecchi dubbi sulla sua vigenza, vista la durata decennale (art. 28 della legge n. 1150/1942 e s.m.i. e art. 10 conv.) e la non conoscenza di eventuali atti di proroga o nuovi atti convenzionali: secondo gran parte della giurisprudenza, la scadenza del termine comporta l’inedificabilità dei residui comparti e singoli lotti non realizzati.

Badesi, cantiere edilizio sulle dune (dicembre 2012)

Badesi, cantiere edilizio sulle dune (dicembre 2012)

E così, con rapidità, le ruspe e i mattoni continuano a muoversi frenetici a ridosso delle dune di Badesi (OT).

Eppure le spiagge (costituenti parte del demanio marittimo, art. 822 e ss. cod. civ.) e la fascia dei 300 mt. dalla battigia marina sono tutelate con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), l’area in argomento, sul mare e ricoperta in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e interessa il sito di importanza comunitaria – SIC “Foci del Coghinas” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora, D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.).

Con molta lentezza iniziano a giungere le prime risposte significative alle richieste di informazione a carattere ambientale inoltrate (16 aprile 2013, 26 dicembre 2012, 25 ottobre 2012, 25 agosto 2011) in merito all’intervento immobiliare in corso.

Ha iniziato il Servizio regionale tutela paesaggistica per la Provincia di Olbia Tempio, che (nota n. 1322//XIV.12.2 del 10 gennaio 2013) ha chiesto all’Ufficio tecnico del Comune di Badesi informazioni “in particolare circa la validità del P. di L. approvato dalla Soprintendenza di Sassari, ai sensi e per gli effetti dell’art. 12 della legge n. 1497/39, nel quale sussistono le opere in fase di realizzazione, al fine di verificare le condizioni di cui all’art. 3, lett. c, l.r. 28/98 circa il mantenimento delle condizioni della subdelega”.

In pratica, vuol conoscere se sussista o meno un piano di lottizzazione tuttora vigente, proprio una delle richieste delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, tuttora priva di risposta.

Badesi, cartello "inizio lavori", cantiere sulle dune

Badesi, cartello “inizio lavori”, cantiere sulle dune

Non si sa, però, se l’Ufficio tecnico abbia o meno risposto. Alle richieste ecologiste, infatti, il Comune di Badesi non ha mai risposto, pur essendo l’accesso alle informazioni a carattere ambientale un diritto, non “una specie di accanimento”, come ha affermato il sindaco di Badesi Toni Stangoni.

E’ giunta anche comunicazione da parte della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Sassari (nota prot. n. 4969 del 4 aprile 2013) con la quale s’informa dell’emanazione di parere favorevole n. 14/2011 per l’edificazione di otto unità immobiliari nel “lotto T” in favore di Giovanni Andrea Stangoni, in variante di precedente autorizzazione paesaggistica rilasciata in sede comunale n. 6852 del 21 agosto 2008 (dieci unità immobiliari). In seguito, è stata autorizzata una seconda variante in favore di Le Case della Sardegna s.r.l. con provvedimento unico S.U.A.P. n. 5/2013 del 10 gennaio 2013 per l’edificazione di nove unità immobiliari.

Inoltre, sempre a Baia delle Mimose, presso le dune di Badesi, è stata autorizzata la realizzazione di un numero non conosciuto di unità immobiliari (Badesi 6A) in favore di MDR s.r.l. – Giovanni Andrea Stangoni (posizione paesaggistica n. 50/2012) con provvedimento unico S.U.A.P. n. 2/2012 del 26 settembre 2012.

Nemmeno la Soprintendenza sassarese ha detto qualcosa sulla vigenza o meno del vecchio piano di lottizzazione (rep. n. 1104 del 3 ottobre 1975): permangono parecchi dubbi, vista la durata decennale (art. 28 della legge n. 1150/1942 e s.m.i. e art. 10 conv.) e la non conoscenza di eventuali atti di proroga o nuovi atti convenzionali; secondo la giurisprudenza dominante, la scadenza del termine comporta l’inedificabilità dei residui comparti e singoli lotti non realizzati.

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

Ma le novità di maggiore rilievo riguardano la perdurante assoluta assenza di alcun preventivo svolgimento della procedura di verifica di assoggettabilità – screening riguardo i lavori attualmente in corso.

Infatti, il Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna, con nota prot. n. 7354 del 3 aprile 2013 ha dichiarato di aver richiesto al Comune di Badesi anche con precedenti note prot. n. 22067 del 29 settembre 2011 e n. 27517 del 25 novembre 2011 “la documentazione amministrativa e tecnica utile a verificare se le opere in questione debbano essere assoggettate alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e di Incidenza Ambientale, ai sensi del D. Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii., della DGR 34/33 del 2012 e del DPR 357/1997 e s.m.i.”.

Secondo quanto reso noto dal Servizio regionale S.A.V.I., dal settembre 2011, cioè da più di 18 mesi, il Comune di Badesi non avrebbe nemmeno risposto alle sue richieste.

Pur tuttavia – a lavori ampiamente in corso – il cantiere non è stato fermato.

Si ricorda in proposito che la realizzazione di villaggi turistici aventi determinate dimensioni (“villaggi turistici di superficie superiore a 5 ha, centri residenziali turistici ed esercizi alberghieri con oltre 300 posti-letto o volume edificato superiore a 25.000 m3, o che occupano una superficie superiore ai 20 ha, esclusi quelli ricadenti all’interno dei centri abitati”) – come quello in argomento – dev’essere preceduta da positiva conclusione di procedura di verifica di assoggettabilità – screening (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 12, lett. c), che ha modificato ed integrato le precedenti direttive n. 97/11/CE e n. 85/337/CEE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.; legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 24/24 del 23 aprile 2008, allegato B), estesa a  ampliamenti e/o modifiche al fine di verificarne gli impatti cumulativi, come da giurisprudenza costante.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno quindi chiesto (16 aprile 2013) al Ministero dell’ambiente, al Servizio regionale S.A.V.I., al Corpo forestale e di vigilanza ambientale l’emanazione di provvedimenti di sospensione dei lavori in assenza del rispetto della normativa sulle valutazioni ambientali (art. 29 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

Informata la magistratura competente e la Commissione europea, affinchè possa valutare il rispetto della normativa comunitaria in materia di salvaguardia degli habitat (direttiva n. 92/43/CEE) e di valutazioni sugli impatti ambientali (direttiva n. 2011/92/UE).

Inoltre, l’on. Andrea Zanoni, deputato europeo ecologista indipendente (gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa), ha presentato (24 aprile 2013) un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea e il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione generale delle Valutazioni ambientali (Divisione II – Sistemi di valutazione ambientale) ha chiesto (nota prot. n. DVA-2013-9507 del 23 aprile 2013) al Servizio regionale S.A.V.I. di fornire rapidamente “informazioni in merito”.

Sarà possibile, finalmente, sapere se il cantiere incombente sulle dune di Badesi sia stato legittimamente autorizzato o meno?

E, qualora non lo fosse, saranno bloccati i lavori? 

Stefano Deliperi,  Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Servizio S.A.V.I. Ass.to Difesa Ambiente R.A.S. nota prot. n. 7354 del 3 aprile 2013

Servizio S.A.V.I. Ass.to Difesa Ambiente R.A.S. nota prot. n. 7354 del 3 aprile 2013

 

(foto per conto GrIG)

  1. Shardana
    Maggio 11, 2013 alle 5:29 PM

    Carissimo deliperi,ma non lo vedi che è una presa per il culo continua nonostante i vostri grandi sforzi.Dov’è legambiente o il suo rappresentante in qualche salotto dei potenti o in qualche sede di partito?Non aveva certo esitato legambiente ad impugnare il Puc di simeone a carloforte ora dove sono le associazioni ambientaliste?

    • Maggio 11, 2013 alle 5:34 PM

      con tutto il rispetto, non c’importa proprio nulla “dove sia” chiunque.
      Noi facciamo quello che riteniamo giusto fare.

      Stefano Deliperi

  2. Manuel Zanella
    Maggio 11, 2013 alle 5:43 PM

    Giustissimo quello che dice Stefano, ognuno poi dovrà fare i conti con la propria coscienza…

  3. Shardana
    Maggio 11, 2013 alle 9:09 PM

    Quando andrà in prescrizione?Non me ne volete 🙏

  4. Claudia
    Maggio 11, 2013 alle 11:01 PM

    Eravamo convinti (illusi?) che non avremmo mai più visto cose del genere, cemento sulle coste, anzi sulla sabbia, dentro la sabbia, perchè sicuri del fatto che le leggi avessero un senso e i sardi avessero iniziato ad amare la propria terra e a ricostruire la propria identità, così legata al territorio. E invece, il caso di Badesi, fatto di cemento e silenzio da parte di troppi “controllori”, ci fa tornare indietro di decenni e rimette tutto in discussione: il cemento è bello ovunque purchè porti danaro, le leggi sono uguali sono per alcuni cittadini, la Sardegna continua a perdere pezzi di identità, di storia, di bellezza. Io non ci sto.

  5. riccardo
    Maggio 14, 2013 alle 6:42 PM

    oltre ad essere uno scempio non ha senso neanche commercialmente, vendono case costruite sulla sabbia, vista sabbia? apri una finestra e ti entra la sabbia? il giardino lo fai spianando altre dune?

  6. Maggio 15, 2013 alle 3:00 PM

    “concentrandosi esclusivamente su Badesi”? O è distratto o pensa forse d’essere al centro del mondo.

    da La Nuova Sardegna, 15 maggio 2013
    Badesi, successo per “Iniziative oceaniche”.
    Raccolti 21 quintali di rifiuti dai litorali, il sindaco Toni Stangoni ringrazia ma critica gli ambientalisti.

    BADESI. 21,6 quintali di rifiuti è il bottino, di sabato, durante la quindicesima edizione di “Iniziative Oceaniche 2013”, evento dedicato alla salvaguardia del lungomare badesano. L’appuntamento è andato in scena nelle spiagge di Baia delle Mimose, Poltu Biancu, Li Junchi e Li Mindi. La giornata, organizzata dall’amministrazione con il sostegno della polizia locale, e in collaborazione con la Surfrider Foundation Europe, mira a tutelare il patrimonio naturalistico locale, attraverso la predisposizione di un programma che contrasta l’abbandono dei rifiuti in spiaggia. Un contributo è stato dato dal corpo forestale, dal Consorzio operatori turistici Badesi, dalle associazioni e dagli alunni dell’istituto comprensivo nonché da numerosi residenti. Al termine pranzo a base di pesce. Presenti: l’assessore regionale all’Ambiente, Andrea Biancareddu; i consiglieri provinciali Giannetto Bianco e Paolo Pilu; Giorgio Murinu e Antonio Addis (ente foreste); Giancarlo Muntoni (corpo forestale); Marco Noblie (capitaneria di porto). La Gesenu ha fornito le attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi. «Siamo soddisfatti di come è andata – spiega il sindaco Toni Stangoni – ringraziamo chi ci ha onorato della propria presenza». Stangoni poi commenta critico sulle associazioni ambientaliste. «Hanno un grande ruolo – dice – perché intraprendono iniziative importanti per la tutela dell’ambiente, ma anche noi abbiamo a cuore il nostro territorio. Noi siamo i rappresentanti dello Stato nel territorio. Ciascuno eserciti il proprio ruolo stando al proprio posto. Sembra strano, o perlomeno, ci viene da pensare male, che un associazione ci dedichi tanto tempo da anni concentrandosi esclusivamente su Badesi e non vede quello che succede in altri paesi della Sardegna». (s.d.)

  7. Andrea
    Maggio 16, 2013 alle 3:51 am

    Lungi da me voler insinuare alcunché, sia chiaro.
    Vorrei sapere se:
    1)quando nell’articolo si parla di Giovanni Andrea Stangoni, questo è il nome completo del sindaco Toni Stangoni, o sono due persone differenti?
    2)nel caso Giovanni Andrea Stangoni sia Toni Stangoni, nell’articolo, nelle parti in cui si cita Giovanni Andrea Stangoni, lo si intende come privato cittadino o come Rappresentante del Comune e dunque come Comune di Badesi?

    Per esser chiari, solo per sapere se il Sindaco sia anche, in veste di privato, beneficiario di alcune autorizzazioni.

    P.S.
    Complimenti per la vostra competenza e dedizione, per il vostro amore per la natura tutta, per la vostra fermezza. Sarebbe cosa Giusta che il GrIG venisse “istituzionalizzato”, che entrasse a far parte della rete di soggetti istituzionali dediti alla tutela del territorio, con tutti gli strumenti ed i poteri che a ciò conseguono. Da ciò che leggo, siete un insieme di individui incorruttibili.
    Ma io so che in una Terra dilaniata dalle Servitù militari, svenduta alle imprese energetiche a discapito del fertile terreno agricolo occupato dalle loro strutture, svenduta a Investitori che comprano intere porzioni dell’Isola (Fondo sovrano del Qatar proprietario della Costa Smeralda, Stato in cui la diseguaglianza socio-economica interna è spaventosa, nonché il livello di rispetto degli elementari diritti umani, ma questo Cappellacci e Comiti e Ragnedda nemmeno lo sanno, quando stringono la mano agli affamatori del popolo del Qatar), illusa ed inquinata dalla Chimica e dall’Industria, chiedere una cosa Giusta è chiedere troppo, perciò mi accontento di ciò che vi permettono di fare.
    Siete cento gradini di civiltà e di coraggio sopra molti amministratori locali e cittadini sardi. I sardi onesti sono fieri di persone come voi. Grazie.

  8. Shardana
    Maggio 16, 2013 alle 1:08 PM

    Scusami Andrea,non vorrei contraddirti ma sarebbe meglio che restasse dov’è,per il suo bene logicamente.Penso,forse anche a torto,che se lo istituzionalizzassero potrebbe perdere la propria forza che stàappunto nel non fare parte delle istituzioni.Guarda le altre associazioni ambientaliste,certe sono in simbiosi con i partiti e il più delle volte….MUTU

  9. Andrea
    Maggio 16, 2013 alle 4:06 PM

    Io credo che molti nei piani alti preferirebbero che Associazioni come questa non esistessero, figuriamoci se qualcuno desidera istituzionalizzarle.
    Molte Associazioni e molti Gruppi di rappresentanza di interessi, i più vari, io sono certo che ormai siano colmi di “infiltrati”, di carrieristi ed opportunisti, di parolieri. Questo è evidentissimo per quanto riguarda Associazioni di categoria e molti Gruppi del mondo del lavoro.
    Ovunque ci siano interessi economici vi sono sempre cittadini che percepiscono dei rischi di lesione di propri interessi da parte degli interessi economici: da qui nascono Associazioni di tutela, le più disparate. Ma per ciò che vedo io, la maggior parte di tali Associazioni fungono da sacche di contenimento del dissenso e delle speranze di molti cittadini. Per tale ragione molte di esse vengono istituzionalizzate: perché non fanno paura e non scombussolano i piani, ed allo stesso tempo rassicurano molti cittadini.
    Il GrIG proprio per tale ragione non potrà mai essere istituzionalizzato, perché questa sarebbe una cosa Giusta. Ciò, infatti, comporterebbe maggiori finanziamenti, poteri di controllo, poteri vari, un generale aumento dell’efficienza e migliori risultati su tutto il Territorio.
    Questo valga anche per certe procedure istituite con lo scopo di tutelare l’ambiente, ma che, a mio avviso, spesso si rivelano come strumenti ipocriti creati appositamente per dare una parvenza di tutela, laddove ben altro servirebbe, ben altri organi, ben altra fermezza, ben altre pene, ben altra prevenzione. Basta vedere come siamo ridotti.
    Questo è solo il mio punto di vista.

    Io credo che tempi bui ci attendano.
    Riguardo le Servitù militari, l’Italia ha perduto la Guerra, da ciò consegue una perdita di sovranità, ed infatti dal ’45 non un risultato si è ottenuto in tal senso, sia per la Sardegna che per l’Italia. Di fatto, molti Stati europei debbono cedere porzioni di territorio alla NATO, neanche la Regione può far granchè, vedasi il Muos a Niscemi.
    La Costa Smeralda è di proprietà di un gruppo di persone che sfruttano le risorse del proprio territorio per ricavarvi enormi guadagni, di fronte ad un popolo che ha fame, investendo il denaro qua e là dove desiderano. Al-Thani accolto come un Salvatore da Cappellacci, Ragnedda e Comiti la dice lunga sulla cultura di tutela del territorio e dell’ambiente di importanti amministratori locali, pronti a vendere i gioielli di casa per due spicci, indicando il PPR come un cancro. Manco hanno fatto in tempo a stringersi la mano che davanti al porticciolo a Porto Cervo stavano già sventrando tutto, in favore di una mega struttura commerciale Harrods, dove 2 o 3 stand saranno riservati al comune di Arzachena, disintegrando il tessuto economico di porto Cervo, magari dando due spiccioli alla squadra locale di calcio. A uno pure la cittadinanza onoraria gli hanno dato! Questi sono gli amministratori sardi e questo è uno degli esempi più calzanti. Ma ogni angolo di Costa Sarda cementificata ha la sua storia di cattiva amministrazione. Uno sviluppo inesistente, un guadagno di pochi.
    Poi c’è il capitolo pale eoliche e fotovoltaico, ogni settimana escono nuove imprese che propongono progetti enormi, spuntano come funghi e si mangiano terreni agricoli. Uno scempio.
    Ma questo è niente, in Grecia stanno privatizzando ambienti splendidi e svendendo qua e là. Aspettiamo un altro po’. appena rinizia l’Austerità oltre il chiacchiericcio quotidiano su IMU e altre balle, appena l’UE imporrà nuovi compiti a casa, faranno a gara per svendere il Territorio, già ora col Patto di stabilità i Comuni sono con le manette ai polsi, anche quei numerosi Comuni col Bilancio perfettamente in regola e pure in attivo, tra un po’ ne vedremo delle belle, un bel mercatino coi saldi.

  10. Shardana
    Maggio 17, 2013 alle 9:07 am

    Noi siamo presenti e attenti,peccato che poi la gente pratichi il voto di scambio

  11. Andreina
    Maggio 18, 2013 alle 10:22 am

    il sig. Giovanni Andrea Stangoni è il proprietario di gran parte delle case nel villaggio di Baia delle Mimose *********** (almeno così mi risulta) case che ha comprato nel corso di qualche anno, e pare che si sia comprato anche le dune dove si sta costruendo in modo vergognoso, non credo che questo signore voglia bene alla sua terra, al villaggio baia delle mimose ecc. ecc. credo sia molto più interessato ad una speculazione, piuttosto che alla valorizzazione del villaggio.

  1. Maggio 11, 2013 alle 7:16 am
  2. giugno 7, 2013 alle 5:59 PM
  3. giugno 8, 2013 alle 8:00 PM
  4. giugno 9, 2013 alle 7:16 am
  5. giugno 15, 2013 alle 4:19 PM

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