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Costa Smeralda 2: fermatevi tutti una buona volta!


Arzachena, Costa Smeralda, lavori di ampliamento dell'Hotel Romazzino

Arzachena, Costa Smeralda, lavori di ampliamento dell’Hotel Romazzino

Il Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna è ritornato in modo piuttosto fermo sul complesso di interventi proposti dalla Qatar Holding in assenza dei necessari e vincolanti procedimenti di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale.

Ha recentemente (nota n. 5813 del 13 marzo 2013) chiesto anche al Comune di Olbia l’invio della “documentazione amministrativa e tecnica utile per l’espressione del parere di competenza in relazione all’eventuale assoggettamento alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale”, avendo avuto conferma dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Sassari dell’avvenuta presentazione di progetti interessanti stazzi storici anche nel territorio del capoluogo gallurese.

Infatti, la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storico-Artistici ed Etnoantropologici di Sassari ha confermato (nota prot. n. 3167 del 28 febbraio 2013) che “allo stato attuale tre progetti, ricadenti nel territorio di Olbia e relativi al ‘Programma di Riqualificazione Stazzi’ riconducibili al più ampio Programma di investimenti Qatar Holding, sono già stati sottoposti alla nostra attenzione secondo le modalità prevista dal portale telematico del Sportello Unico per le Attività della Regione Sardegna. Per tali pratiche, che in particolare riguardano 3 stazzi, sono state convocate le conferenze di servizi il giorno 14 marzo 2013. …. il Comune di Arzachena ha inserito sulla stessa piattaforma altre 23 pratiche relative al medesimo programma. Per tali progetti invece non è stata ancora fissata la data per la conferenza”.

Arzachena, Costa Smeralda, Stazzo Ghilardi, simulazione progettuale

Arzachena, Costa Smeralda, Stazzo Ghilardi, simulazione progettuale

In precedenza (nota n. 4064 del 20 febbraio 2013), il Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna aveva rivolto analoga perentoria richiesta al Comune di Arzachena, che, come si ricorda, recentemente ha iniziato a ricevere ben 23 progetti relativi alla trasformazione di altrettanti stazzi in residenze stagionali (ville) con le procedure di cui alla legge regionale n. 4/2009 e s.m.i. (piano per l’edilizia).

Come si può vedere, si tratta del prologo del complessivo progetto turistico-edilizio.

Ma ci sono – in seguito al ricorso (6 febbraio 2013) inoltrato dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus,

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia alle amministrazioni pubbliche competenti e alla Commissione europea avverso l’emanazione di autorizzazioni amministrative in favore del complesso di interventi proposti dalla Qatar Holding in assenza dei necessari e vincolanti procedimenti di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale – ora le nette prese di posizione del Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna che impongono lo stop a ruspe, cemento e cazzuole.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia

nota SAVI n. 5813 del 13 marzo 2013

(simulazione progettuale da La Nuova Sardegna, foto per conto GrIG)

  1. aprile 3, 2013 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 3 aprile 2013
    Ambiente. Progetto del Qatar: richiesta di documenti. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130403090119.pdf)

    Anche il comune di Olbia dovrà informare la Regione sulla parte di sua competenza del progetto della Qatar Holding. Ne danno notizia il Gruppo d’Intervento giuridico, Amici della Terra e Lega per l’abolizione della Caccia, le associazioni ambientaliste nettamente contrarie all’insediamento proposto dai nuovi proprietari della Costa Smeralda. Il Savi (servizio valutazione impatti della Regione) infatti nei giorni scorsi ha richiesto «la documentazione amministrativa e tecnica, utile per il parere di competenza in relazione all’eventuale assoggettamento alle procedure di impatto ambientale» sul programma di riqualificazione degli stazzi. La medesima richiesta era stata avanzata di recente (20 febbraio 2013) al comune di Arzachena, visto che 23 progetti riguardanti gli stazzi ricadevano in quel terrorio, e adesso è arrivato il turno di Olbia che ne ospita tre.

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    da La Nuova Sardegna, 3 aprile 2013
    Stazzi del Qatar, stop di Olbia al tavolo tecnico. (Serena Lullia)

    Gli ambientalisti riaccendono i riflettori sulla trasformazione degli stazzi in ville di lusso pensata dalla Qatar Holding. Il Servizio valutazione impatti della Regione, il Savi, dopo la segnalazione del Gruppo di intervento giuridico ha chiesto ai comuni di Arzachena, su cui ricadono 24 stazzi, e di Olbia, in cui si trovano 3 antiche case galluresi, l’invio della documentazione sui progetti presentati dalla società qatarina in base al Piano casa. Motivo per il quale la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Sassari e il Comune di Olbia hanno sospeso la conferenza di servizi del 14 marzo. I due enti intendo prima conoscere il parere del Savi per poi decidere se accogliere o bocciare la proposta di trasformazione degli stazzi. Il Servizio di valutazione della Regione dovrà dire se i progetti di riqualificazione degli stazzi devono essere sottoposti alle procedure di Via, di valutazione di impatto ambientale. Non è stata invece ancora convocata la conferenza di servizi ad Arzachena.

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    da CagliariPad, 2 aprile 2013
    Cemento in Costa, la Regione vuole vederci chiaro. Gli ecologisti: “Stop alle ruspe degli sceicchi”.
    Chiesta al comune di Olbia nuova documentazione sui piani proposti dalla Quatar Holding, dopo la segnalazione della sovrintendenza sassarese su progetti riguardanti gli stazzi storici galluresi: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2018

  2. Occhio nudo
    aprile 4, 2013 alle 9:33 am

    Lo dice anche don Francesco 😉 http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/310250 !

  3. aprile 4, 2013 alle 12:52 pm

    da Sardegna Quotidiano, 4 aprile 2013
    IL GOVERNATORE. «Col nuovo Ppr meno vincoli ma resta tutela»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130404082423.pdf

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    da L’Unione Sarda, 4 aprile 2013
    La Chiesa“scomunica”il piano del Qatar. «Nessuna mano libera ai predatori». Inatteso blitz del parroco dopo l’accordo sul Turismo tra Regione e Arzachena. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130404085907.pdf

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    da La Nuova Sardegna on line, 3 aprile 2013
    Cappellacci in Costa Smeralda: «Liberiamo l’isola dai vincoli». Il presidente della Regione interviene a proposito della revisione del Piano paesaggistico regionale: «Dobbiamo liberare il territorio da vincoli che, invece di proteggerlo, lo hanno inchiodato»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/04/03/news/cappellacci-in-costa-smeralda-liberiamo-l-isola-dai-vincoli-1.6812395

    • aprile 4, 2013 alle 1:00 pm

      da La Nuova Sardegna, 4 aprile 2013
      Cappellacci: «Nel Ppr vincoli da rimuovere». Arzachena, forti polemiche per le parole del presidente della Regione che ha poi ha criticato il progetto di ampliamento della Qatar Holding. (Serena Lullia)

      ARZACHENA. Passa dal Ppr il futuro del sogno Smeraldo in versione qatarina. E la revisione dello strumento urbanistico, che la Regione promette di concludere subito dopo l’estate, potrebbe spezzare le catene dei vincoli che oggi fanno della Costa Smeralda 2 un piano di sviluppo virtuale. «Le modifiche al Ppr vanno nella direzione di qualsiasi tipo di intervento e investimento, non solo del Qatar – spiega il presidente della Regione, Ugo Cappellacci –. Se oggi si vuole fare un intervento di rilevanza strategica è necessario levare alcuni vincoli. Ma non solo. All’interno di quel processo di revisione c’è anche il recepimento dei progetti strategici previsti dal Piano casa che richiedono una attenzione straordinaria e un approccio multidisciplinare». Il governatore precisa però che non sarà la Regione a piegarsi alle richieste degli investitori. Toccherà al Fondo sovrano del Qatar plasmare il suo piano di sviluppo per Porto Cervo sulla base delle norme e delle scelte delle comunità locali. «Arzachena e la Costa Smeralda sono un asset importante – spiega Cappellacci –. Se riparte questo sistema ci sarà un effetto propulsivo per tutta la Sardegna. L’interesse del Qatar per questo territorio è sicuramente importante. Significa che la Sardegna, ma più in generale il sistema Italia, è ancora capace di attrarre capitali. Ma con il protocollo di intesa sul turismo blu che abbiamo siglato con Arzachena vogliamo rimarcare che le scelte strategiche le detta il territorio. Sia chiaro che non ci potrà essere imprenditore, per quanto capace e dotato di risorse finanziarie che possa imporre le sue scelte sul territorio. Questo accordo di programma traccia la strada maestra, il percorso che dovranno fare tutti gli investitori, fra cui il Qatar. Una strada coerente con i principi di tutela del territorio, valorizzazione dell’identità e della storia, sviluppo delle risorse interne. Una filosofia che Arzachena ha definito in questi mesi e messo nero su bianco». Un messaggio a distanza per il Qatar: «Siamo lieti che ci sia interesse da parte vostra – aggiunge il presidente –, ma tutto va armonizzato con i desideri della comunità». Cappellacci ora aspetta che gli impegni della Qatar Holding inseriti nella prima bozza di piano strategico – un miliardo di euro per 4 hotel di lusso da 500 posti letto, 70 ville per nababbi, 30 residenze di altissimo pregio, la riqualificazione di Porto Cervo, una pista di go-kart – si trasformi in progetti. «Il piano di massima che era stato presentato a novembre prevede una filosofia di Costa Smeralda-parco all’interno della quale si sviluppano una serie di attività che valorizzano la risorsa ambientale – spiega il presidente –. Quindi ho valutato la bozza in termini positivi. Vediamo se gli investitori saranno capaci di concretizzare la proposta. Mi auguro che sia quella la filosofia che vogliono portare avanti, non una semplice affermazione dell’esistente, che non sarebbe sufficiente». Il presidente non lo dice in modo diretto, ma sembra non aver gradito troppo la ripresentazione di porzioni della Costa Smeralda pensata dal magnate americano Tom Barrack. Fra questi la trasformazione di 27 stazzi in ville super lusso. Non a caso Cappellacci sposa le critiche di un imprenditore del turismo, Renato Azara. «Abbiamo avuto un cambio della politica importante ad Arzachena – dice nell’incontro pubblico col presidente –. Vorremmo che questo vento di innovazione investisse anche la Costa Smeralda. È cambiato l’investitore ma i referenti sono sempre gli stessi. Ci domandiamo dove sia la novità se vengono presentati progetti vecchi e gli interlocutori restano gli stessi». Parole che il governatore ammette di condividere: «Sono d’accordo che sia necessario fare scelte che siano di rottura col passato. Credo che l’elemento innovatore si debba tradurre anche nella novità dei referenti. Sono convinto che sia una delle condizioni per poter portare a compimento un progetto di questo tipo».

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      La bozza del piano. Il Qatar presenterà le sue idee il 12 aprile.

      La bozza del piano del Qatar arriva in consiglio comunale. Il 12 aprile le idee del Fondo sovrano qatarino per rilanciare Porto Cervo verranno illustrate nell’assemblea di Arzachena convocata in seduta aperta. A spiegare il piano da un miliardo di euro arriverà uno dei vertici della Qatar holding, il braccio operativo del fondo sovrano del petroemirato. Un compito non facile. Al momento quasi tutto il mini-master plan da 500mila metri cubi è irrealizzabile. I vincoli del Ppr impediscono di costruire i quattro alberghi, tutti pensati in zone pregiate così come le ville, disseminate sui 2mila 400 ettari. Al vaglio dell’ufficio tecnico del comune di Arzachena ci sono già due progetti: per realizzare una pista di go-kart su una vecchia discarica di inerti ad Abbiadori, alle porte di Porto Cervo, e la trasformazione di 27 stazzi galluresi in ville super lusso, presentato in base al Piano casa. Per quest’ultimo intervento, il Savi (servizio di valutazione impatti) della Regione sta verificando se sia necessaria la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale). Il dibattito in aula è assicurato. «Dopo 50 anni di Costa Smeralda in tanti siamo giunti alla conclusione che al principe Karim Aga khan che ha creato Porto Cervo si deve gratitudine, ma non degli osanna e non è il caso di stendergli tappeti rossi per farlo ritornare – è il pensiero di don Francesco Cossu, sacerdote e studioso della storia di Arzachena –. Ora esiste un nuovo investitore con la disponibilità di ingenti capitali. Ben vengano, purché non si traducano in scivoli acquatici dietro la già provata e splendida spiaggia di Liscia Ruja, in parchi-giochi, in villaggi dallo stile arabeggiante o in cattedrali del divertimento tipo Las Vegas, in resort in stile “Le Mille e una notte” , con il solo scopo del profitto a tutti i costi e quindi destinato a pochi.

      • aprile 12, 2013 alle 2:58 pm

        da La Nuova Sardegna, 12 aprile 2013
        Costa Smeralda, vertice Cappellacci-Qatar. Vanno avanti le trattative sul piano d’investimenti: indispensabile modificare il piano paesaggistico. (Serena Lullia)

        PORTO CERVO. Provano a rendere un po’meno virtuale il piano di investimenti da 1 miliardo di euro per la Costa Smeralda. Nel pranzo-vertice all’hotel Cervo la Qatar Holding – proprietaria dei 2mila 400 ettari Smeraldi-, la Regione, i comuni di Arzachena e Olbia fanno il punto sui progetti di rilancio della Costa Smeralda presentati a gennaio e ancora tutti sulla carta. A confronto due metodi diversi per portare avanti le idee di sviluppo. La Qatar Holding, braccio operativo del Fondo sovrano dell’emirato, preferirebbe che il piano di investimenti da 500mila metri cubi – 4 hotel di lusso da 500 posti letto, 70 ville per nababbi, 30 residenze di altissimo pregio, la riqualificazione di Porto Cervo, una pista di go-kart – non venisse spacchettato. Ma esaminato, ed eventualmente approvato, nella sua totalità. A ribadirlo nell’incontro di ieri pomeriggio i top manager Hussain Ali Al-Abdulla, vice presidente della Qatar Holding e Mohammed Saif Al Sowadi, responsabile del Fondo fusioni e investimenti. Quest’ultimo la prossima settimana siederà sui banchi del consiglio comunale aperto di Arzachena. Diverso il parere dei sindaci Alberto Ragnedda e Gianni Giovannelli. I due primi cittadini chiedono che vengano aperti subito i tavoli tecnici. Si cominci a esaminare la proposta verificando punto per punto cosa sia possibile realizzare in base alle attuali norme regionali e in caso contrario si diano indicazioni per le modifiche. Il governatore Ugo Cappellacci è convinto di riuscire a modificare il Ppr entro la fine dell’estate. Un percorso avviato in collaborazione con il ministero per i Beni culturali che dovrà affrontare la difficile prova del voto in consiglio regionale. Al momento però il piano da 1 miliardo di euro della Qatar Holding è irrealizzabile. Viola il piano paesaggistico regionale. I tavoli tecnici che il Comune di Arzachena vuole aprire dovrebbero servire anche per capire meglio dove il fondo qatarino intenda realizzare gli investimenti. I quattro nuovi hotel di lusso pensati per rilanciare il sistema ricettivo non hanno ancora oggi una collocazione precisa nelle mappe del territorio. Solo una indicazione generica: un hotel da 150 stanze a Liscia Ruja col marchio Harrods; uno al Pevero da 90 chiavi; un family hotel da 200 stanze e uno per clientela giovane da 90 camere nel comune di Olbia. Ci sono poi le 100 residenze di altissimo pregio, 30 delle quali extra-lusso, indicate sulle planimetrie come puntini non meglio identificati. E la pista di go-kart stile Le Mans da realizzare su una vecchia discarica alle porte di Porto Cervo, in una zona F turistica. «Un incontro interlocutorio – dichiara il sindaco Ragnedda – durante il quale i manager qatarini ci hanno aggiornato sulla volontà di investire e ci hanno anche chiesto quali siano le aspettative della comunità». Ma nel vertice c’è stato spazio anche per un tema più importante del mattone. La protezione del territorio dagli incendi. La Qatar Holding è pronta a sposare finanziariamente la proposta del sindaco di Arzachena di una flotta antincendi fai da te dopo il taglio dei canadair dello Stato. Il numero tre del petroemirato si è detto sensibile al problema. E ha chiesto a Ragnedda di poter esaminare subito le proposte economiche per la flotta Air Gallura.

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        da Sardegna Quotidiano, 12 aprile 2013
        PORTO CERVO. I MANAGER DEL QATAR IN COSTA SMERALDA CON CAPPELLACCI: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130412083854.pdf

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        da L’Unione Sarda, 12 aprile 2013
        Arzachena. Salta il Consiglio. Sardegna Resort: nel pomeriggio il cda sul bilancio: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130412082849.pdf

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        Un altro vertice con Cappellacci: il Qatar dice sì al “tavolo tecnico”. (Augusto Ditel)

        PORTO CERVO Vuoi vedere che adesso, a furia di sciropparsi 350 chilometri ogni pochi giorni, qualcuno (il sindaco di Arzachena, o quello di Olbia?) darà la cittadinanza onoraria a Ugo Cappellacci, ormai gallurese d’adozione? Già, anche ieri il presidente della Regione – dopo aver partecipato a un convegno a Cagliari – è salito in auto insieme con il suo consulente Franco Manca per raggiungere Porto Cervo, dove ormai la primavera si è impadronita della celebre piazzetta e un po’ tutti attendono i turisti veri.
        PRANZO LEGGERO. Due orette tra l’hotel Cervo e la sua terrazza all’aperto, un boccone tira l’altro, un cameriere in guanti bianchi, ed ecco al tavolo pure gli altri due protagonisti di questa (infinita) serie di incontri tra la Qatar Holding e gli enti locali interessati all’investimento di un miliardo di euro: i sindaci di Arzachena e Olbia, Alberto Ragnedda e Gianni Giovannelli. Introdotti dal giovane Mohammed Saif Al Sowaidi che, a soli 32 anni, dirige il settore investimenti dell’Emirato, governatore e primi cittadini galluresi hanno parlato con due pezzi da novanta della QH, qui a Porto Cervo anche per assistere al board di oggi della Sardegna Resorts. Si tratta di Hussain Ali Al-Abdulla, vice presidente della Qatar Holding e soprattutto presidente dell’Al Rayan Bank, e Ahmad Mohamed Al Sayed, amministratore delegato e Ceo della stessa società.
        IL PUNTO. Questi ultimi ricoprono un ruolo decisivo in campo finanziario e hanno voluto capire qual è lo stato dell’arte, dopo i vari summit svoltisi ad Arzachena. Al centro della questione, non ancora risolta, c’è ancora la compatibilità urbanistica dell’insediamento ideato dai nuovi proprietari della Costa Smeralda. Per ora, in mancanza di una variazione allo strumento urbanistico regionale (il Ppr) non è possibile realizzare neanche uno dei 500 mila metri cubi previsti, e dunque l’unica strada percorribile è quella del restyling dell’esistente, cosa peraltro in corso di realizzazione, anche se sulla trasformazione dei ventisette stazzi insiste ancora un gigantesco punto interrogativo.
        I CANTIERI. Rispetto all’ultimo passaggio, la novità è che bisogna allestire un “tavolo tecnico”, nel quale l’ingegner Tonino Fadda (per ora unico progettista del Master Plan, in attesa che scendano in campo i tecnici del Qatar) dovrà illustrare non solo la filosofia che ha ispirato il progetto Costa Smeralda 2.0, ma anche i particolari non ancora rivelati. A partire, tanto per fare un esempio, dalla demolizione dell’area attualmente occupata dai Cantieri nautici di Porto Cervo (a due passi dalla Marina), nella quale sono stati progettati 40mila metri cubi, tra superfici commerciali e residenze.
        FUOCO. I due manager del Qatar hanno preso nota di ciò che emerso nel colloquio, e si sono impegnati a prendere in esame una relazione sull’emergenza incendi che i sindaci prepareranno nei prossimi giorni. «Alla vigilia dell’estate – dice Gianni Giovannelli – siamo preoccupati dalle notizie che arrivano da Roma sull’assenza di mezzi adeguati per combattere la piaga dei roghi».

  4. Porico
    aprile 5, 2013 alle 4:53 pm

    Ascoltiamo Don Francesco con più attenzione. Il “Principe Qatariota presentato da Tonino- Barrack all’amministrazione di Arzachena portava una camicia da supermercato tre taglie più grandi.Ricordava un pò il “Principe Arabo ” promittente acquisto della Società calcistica ROMA.
    Il fratello dello stesso vendeva collanine al mercato rionale. La fantasia dei “Principi”del Mc. non ha limiti, così come la stupidità di chi li ascolta.

  5. aprile 13, 2013 alle 5:20 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 aprile 2013
    Qatar-Regione, feeling sotto accusa. Le due opposizioni criticano l’assidua presenza del governatore Cappellacci ad Arzachena e l’ennesimo rinvio del Consiglio. (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Il vertice Smeraldo dei top manager della Qatar Holding con Comune e Regione e il contemporaneo rinvio del consiglio comunale aperto sul piano di sviluppo di Porto Cervo non piacciono alla minoranza. I capigruppo Efisio Onali e Fabio Fresi firmano una nota al veleno. Le due opposizioni non accettano con il sorriso il rinvio, a data da destinarsi, del Consiglio. Da settimane il sindaco Alberto Ragnedda lavora per portare in aula non Tom Barrack, consulente per la Qatar Holding, intermediario poco gradito alle due minoranze. Ma uno dei big del braccio operativo del fondo sovrano qatarino. «Già il 5 marzo abbiamo protocollato la richiesta di un consiglio comunale straordinario per discutere e impostare una chiara linea di azione nell’interesse della comunità – si legge nella nota –. L’incontro è stato più volte rinviato con la scusa che l’imprenditore non fosse disponibile. Peccato però che questa disponibilità ci sia per frequenti incontri informali ad altri livelli. Tutto ciò è un errore. La volontà della comunità arzachenese deve emergere. A oggi le bozze del piano di investimento da un miliardo di euro sono poco più che aria fritta, direttamente riesumate dalla vecchia proprietà». Ma la critica delle opposizioni punta anche su Cagliari. Sotto accusa il rapporto privilegiato con Arzachena e la Costa Smeralda del presidente della Regione Ugo Cappellacci. «Oggi la vicenda Qatar si svolge su due livelli – aggiungono i consiglieri di minoranza –. Da un lato il Comune, dall’altro il rapporto fra la proprietà e l’attuale presidente della Regione. Un dejà vu, basta ricordare il master plan. Continuare con questi due livelli è controproducente. Il rischio è non trovarci di fronte a un progetto generale integrato ma davanti a una piccola operazione immobiliare che non servirà al rilancio del sistema Costa Smeralda. Noi siamo per un intervento organico da realizzare in modo partecipato. Se costretti utilizzeremo i metodi sostitutivi previsti dalla legge per portare il tema del piano del Qatar in consiglio comunale». Nel vertice all’hotel Cervo con i big della Qatar Holding è stato deciso di avviare i tavoli tecnici per esaminare la bozza di piano e trasformarla in progetti operativi. L’amministrazione resta ancora in attesa della disponibilità di uno dei top manager qatarini, impegnati a curare il business del fondo sovrano in giro per il mondo, per un incontro ad Arzachena.

  6. aprile 14, 2013 alle 1:34 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 aprile 2013
    Scanu: «No al piano casa per gli stazzi del Qatar». Domani i soli tecnici in una riunione esamineranno gli interventi su 3 edifici La politica viene lasciata fuori dalla porta, ma ora scatta la rivolta in Comune. (Luca Rojch)

    OLBIA. L’incontro doveva restare top secret, o quasi. Sul tavolo si discute del futuro di tre stazzi. Una conferenza di servizi tra Comune, Regione, Soprintendenza e proprietà che forse non avrebbe vinto neanche una riga di giornale se non fosse per il padrone di quelle aree, l’ emiro del Qatar. Il primo mattone della Costa Smeralda 2 rischia di essere messo fuori dalla Costa Smeralda, nel piccolo pezzo di impero qatariota che cade nel Comune di Olbia. Domani si troveranno dentro una stanza i funzionari del Comune, della Regione, della Soprintendenza e i rappresentanti della Sardegna Resorts. In teoria per discutere di un banale piano casa, come se si trattasse della chiusura di una veranda in un condomino. Sul tavolo ci sono tre stazzi con un futuro da ville milionarie. I primi tre di un piano che prevede interventi su 27 stazzi, che si trovano nel comune di Arzachena. Ma contro questa convention di tecnici si schiera in modo aperto il deputato Pd Gian Piero Scanu. «Con uno stratagemma di una riunione tecnica si esclude del tutto la politica dalle decisioni sul futuro del territorio – dice Scanu –. Con lo stratagemma dell’uso del Piano casa si riduce a una banale pratica urbanistica una scelta che riguarda il futuro dell’economia della Gallura e della Sardegna. Una procedura che non può essere accettata. Dobbiamo parlare con i nuovi proprietari della Costa Smeralda di un progetto organico e non di metri cubi su tre stazzi. Vorrei poi parlare con i veri proprietari della Costa Smeralda. Qua di arabi non se ne vedono, al contrario incontriamo sempre i vecchi interlocutori». Scanu non ferma il suo atto di accusa contro lo strumento utilizzato per intervenire sul territorio. Il piano casa riduce tutto a una discussione di coerenza tecnica, ma lascia fuori il quadro di insieme. «Non credo che sia questo il metodo di confronto che abbiamo auspicato – continua Scanu –. La parte politica non può essere esclusa dalla pianificazione del territorio. Il governatore Ugo Cappellacci che in questo periodo ogni due settimane viene in Gallura ipotizza scenari inquietanti. Prospetta irreali modifiche al piano paesaggistico regionale. Nello stesso tempo porta avanti modelli di lavoro che escludono chi vive nel territorio dalle scelte sul suo futuro. La procedura del piano casa non può essere accettata come sistema per portare avanti la pianificazione di un intervento tanto impattante sul nostro territorio e sul futuro economico della Gallura. Noi non lo accettiamo. Ho chiesto al sindaco Gianni Giovannelli di intervenire per far sentire la nostra voce e il nostro dissenso. Non si può pensare di presentare un modello di sviluppo attraverso scorciatoie, o a colpi di acquafan di pista di go cart e furbate. Chi rappresenta il territorio non deve fare da spettatore, ma deve essere il protagonista e l’interlocutore naturale degli imprenditori che vogliono investire in Gallura.

  1. aprile 3, 2013 alle 6:57 am
  2. aprile 3, 2013 alle 7:53 am

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