Home > difesa del territorio, inquinamento, rifiuti, salute pubblica > Ecco il tredicesimo rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna.

Ecco il tredicesimo rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna.


cassonetti stracolmi di rifiuti

cassonetti stracolmi di rifiuti

 

 

E’ stato reso pubblico il XIII rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, elaborato dal Catasto Rifiuti istituito presso l’A.R.P.A.S.

Si riferisce al 2011 e andrà a comporre la parte isolana del rapporto nazionale sulla gestione dei rifiuti urbani predisposto dall’I.S.P.R.A.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cagliari, spiaggia del Poetto, testimonianze della "civiltà"

Cagliari, spiaggia del Poetto, testimonianze della “civiltà”

 

 

da Sardegna Ambiente, 13 marzo 2013

Pubblicato il Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna relativo al 2011.

L’attività di monitoraggio del Catasto rifiuti, istituito presso l’ARPAS, ha prodotto, anche quest’anno, il rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna. Il rapporto, relativo all’anno 2011, analizza la produzione, le raccolte differenziate, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani, e costituisce un utile strumento per il monitoraggio degli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti.
Anche nel 2012 l’ARPAS ha provveduto ad elaborare i dati da inviare alla sezione nazionale del Catasto istituita presso l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la redazione del rapporto rifiuti nazionale.

Dai dati del 13° Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, che analizza in dettaglio la gestione dei rifiuti urbani e monitora il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, si conferma il positivo andamento della trasformazione del sistema di gestione dei rifiuti:

– la quantità totale di rifiuti urbani prodotti nel 2011, 794.935,45 tonnellate, ha subito, come negli ultimi anni, una contrazione rispetto all’anno precedente, pari al 3,7%, mentre la raccolta differenziata è sensibilmente migliorata passando dal 44,9% del 2010 al 47,1%;

– diminuisce anche la quantità annua di rifiuti destinati allo smaltimento, passando da 454.871,31 tonnellate a 420.450,72;

– altro dato sensibilmente rilevabile è la produzione media pro capite, che nel 2011 è scesa a 475 kg/ab/anno, mentre nel 2009 ammontava a 501 kg/ab/anno ed aveva già subito una flessione significativa nel 2010 scendendo a 492 kg/ab/anno.

Si tratta di risultati significativi che confermano la Regione Sardegna nel novero dei territori più virtuosi nell’attuazione delle raccolte differenziate; tuttavia, alla luce del prossimo scoglio normativo che sarà necessario affrontare, ovvero il divieto di conferimento in discarica di rifiuti ad alto potere calorifico (superiore a 13.000 kJ/kg) a partire dal 1.1.2014, salvo ulteriori proroghe, diventa sempre più urgente estendere una raccolta differenziata di livello elevato ai Comuni più grandi e ai territori in ritardo e completare la dotazione impiantistica prevista dal Piano regionale di gestione dei rifiuti (termovalorizzatori e discariche di servizio) per evitare di incorrere in situazioni d’emergenza che hanno vissuto altre regioni del territorio italiano.

qui il 13° Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna – Anno 2011 [file .pdf]

Capoterra, impianto di termudistruzione dei rifiuti Cacip

Capoterra, impianto di termudistruzione dei rifiuti Cacip

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Avatar di capitonegatto
    capitonegatto
    marzo 14, 2013 alle 10:29 am

    Sarebbe utile una indagine sul costo che il cittadino paga per la raccolta , visto che si parla gia di aumenti. Ad es. non tutti sanno che i materiali differenziati sono venduti a ditte di trasformazione con un introito supplettivo per i comuni , che cosi hanno a disposizione due incassi : quello dei cittadini e quello delle aziende. Inoltre sarebbe utile avere i nomi di queste aziende e quanto mediamente pagano per unita’ di misura per i vari materiali.

  2. Avatar di Bio IX
    Bio IX
    marzo 16, 2013 alle 11:09 PM

    Se “i risultati raggiunti nel 2011 evidenziano un’ulteriore lieve diminuzione dei rifiuti rispetto all’anno precedente, ed un altrettanto leggero aumento del 2,2% dei rifiuti differenziati, che raggiungono il 47,1% del totale” non si capisce per quale motivo “diventa sempre più urgente ….. completare la dotazione impiantistica prevista dal Piano regionale di gestione dei rifiuti (termovalorizzatori e discariche di servizio)”.
    Notare che i termomiracolizzatori, ad esempio, hanno a disposizione almeno quattro incassi: uno (pagato dai comuni, quindi dai cittadini) per i materiali avviati a “termovalorizzazione”, uno derivante dai contributi CIP 6 (paga sempre Pantalone), un altro derivante dalla vendita di energia elettrica ricavata dal processo di termomiracolizzazione e, infine, quello derivante dalla vendita di ceneri alle cementerie (invece di avviamento delle stesse a discarica, con ulteriore risparmio, quindi guadagno).

  3. Avatar di Bio IX
    Bio IX
    marzo 16, 2013 alle 11:56 PM

    Ai cittadini, ovviamente, l’aria pulita, disinfettata

  4. aprile 13, 2013 alle 3:14 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 13 aprile 2013
    Trentamila tonnellate di rifiuti siciliani in partenza per Olbia.
    Lo stop del comune gallurese al primo cargo per la discarica: dalla Sicilia percolato altamente inquinante, compenso: un milione di euro. Dopo l’alt c’è il rischio che il carico venga dirottato a Porto Torres: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/04/13/news/trentamila-tonnellate-di-rifiuti-siciliani-in-partenza-per-olbia-1.6873714

    ————–

    Giovannelli furioso: noi non siamo la pattumiera d’Italia. «Continueremo a vigilare e saremo inflessibili» Il consigliere regionale Sanna: un contratto inaccettabile. (Luca Rojch)

    OLBIA La rivolta della città sembra avere allontanato per ora la nave dei veleni. Ma l’Othello, il cargo carico di percolato, rischia ora di puntare su Porto Torres. Come una nave alla deriva aspetta il via libera per fare rotta sulla nuova destinazione per portare il suo carico. Il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli non abbassa la guardia. «Siamo pronti alle barricate – spiega il primo cittadino –. Qui non c’è spazio per rifiuti che arrivano da altre regioni. È in vigore una ordinanza dal 2008 che avevo emanato quando c’era l’ipotesi dell’arrivo da Napoli delle navi cariche della spazzatura Campana. È ancora in vigore e vieta il transito di qualsiasi tipo di rifiuto in arrivo da altre regioni. Noi non siamo la pattumiera dell’Italia. Non vogliamo il percolato, che è altamente inquinante, nel nostro territorio e siamo pronti a qualsiasi tipo di azione per evitare che questo accada. Appena sono stato informato mi sono attivato con la capitaneria per comprendere cosa stava per accadere. È inconcepibile che arrivi una nave carica di 3mila tonnellate di spazzatura e il sindaco non ne sia informato». Giovannelli spiega la sua posizione in consiglio comunale. La notizia è come una bomba e scatena le polemiche. Il sindaco nel suo intervento fa capire che l’allarme ambientale non si è fermato con lo stop alla nave. «Continueremo a vigilare e saremo inflessibili. Qui i rifiuti non potranno arrivare». Perentorio Giovannelli che non lascia spazio ad altre ipotesi. Ma è bufera anche a Cagliari sulla nave dei rifiuti. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Sanna, annuncia una interrogazione. «È gravissimo quello che è accaduto oggi – dice Sanna –. Presenterò subito una interrogazione all’assessore regionale all’Ambiente e a quello all’Industria. Mi devono dire se sia vero che il Consorzio industriale del nord est Sardegna abbia stipulato un contratto per smaltire i rifiuti della Sicilia. E vorrei anche sapere se questo sia accettabile. Visto che in Regione da poco ci siamo schierati contro la possibilità di accogliere la spazzatura in arrivo dal Lazio».

    ——————–

    90MILA TONNELLATE ALL’ANNO. Il Cipnes elimina l’immondizia di quindici Comuni. La discarica di Spiritu Santu è quasi al collasso, in corso i lavori per ampliarla. (Enrico Gaviano)

    OLBIA Il Consorzio industriale provinciale del nord est Sardegna (Cipnes), di cui Settimo Nizzi è presidente, gestisce la discarica di Spiritu Santu, dove avviene lo stoccaggio di rifiuti indifferenziati, la trasformazione di quelli umidi. Lo smaltimento del percolato avviene invece in un impianto in zona industriale. Il sub ambito che si serve della discarica di Spiritu Santu comprende 15 comuni galluresi e cioè Olbia,Alà dei Sardi, Arzachena, Berchidda, Buddusò, Budoni, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Monti, Padru, Palau, Sant’ Antonio di Gallura , San Teodoro e Telti, oltre a Posada e Torpè, comuni della provincia di Nuoro. Ogni anno la discarica accoglie circa 90mila tonnellate di rifiuti. L’area è arrivata quasi al collasso tanto che si è dovuti ricorrere a una procedura d’ampliamento. I lavori sono iniziati dopo il via libera della Regione e della Provincia gallurese. Con l’ampliamento si prevede che la discarica, a partire da giugno 2013, quando i lavori saranno conclusi, possa contenere altre 160 mila tonnellate per un’autonomia di altri due anni. Poi il problema si ripresenterà. La Provincia, che ha competenza specifica in materia, in questi anni, insieme al Consorzio industriale, ha cercato di reperire una nuova area. L’intenzione aveva un duplice scopo: prima di tutto liberare finalmente l’area di Spiritu Santu, vicinissimo alla frazione olbiese di Murta Maria, i cui abitanti non ne possono più di convivere con i miasmi prodotti dalla discarica stessa, in secondo luogo appunto evitare la saturazione di Spiritu Santu e il pericolo che i rifiuti prodotti in Gallura debbano essere conferiti ad altre discariche sarde o peggio ancora, che si creino i problemi già vissuti in Campania, con i sacchi d’immondezza nelle strade. Era stata individuata dai tecnici del Cipnes un’area, una cava dismessa, in zona Azza Ruja, che avrebbe permesso una pianificazione di circa 16 anni. Settimo Nizzi aveva anche presentato il progetto in una conferenza stampa. Ma a Loiri sia il precedente sindaco Giovanni Inzaina, che l’attuale Giuseppe Meloni hanno eretto un muro invalicabile. Un no secco che ha chiuso ogni possibilità. Così la Gallura resta appesa a un filo. Fra due anni lo stoccaggio dei rifiuti indistinti sarà nuovamente un problema, enorme.

    ——————

    Bellolampo, la discarica-mostro di Palermo.

    Bellolampo è la montagna su cui si poggia placida Palermo. Sul lato della collina che non si vede c’è una megadiscarica. È il tappeto sotto cui Palermo nasconde la sua spazzatura. Una discarica al centro di infinite polemiche e azioni della magistratura. Perché anno dopo anno nel mega deposito sono state accumulate tonnellate di rifiuti. Ma nessuno ha mai pensato che dalla montagna di spazzatura sarebbe nato un fiume di percolato, che il Comune non sa come smaltire. A Palermo non c’è un impianto per trattare il liquido inquinante. È scattata l’emergenza, con lo scontato intervento della magistratura e la decisione del presidente Rosario Crocetta di stanziare 2 milioni di euro per far smaltire a imprese specializzate fuori dalla Sicilia il percolato di Bellolampo. A febbraio nella discarica c’erano 24mila tonnellate di percolato.

    —————–

    LE CIFRE.

    3.000 LE TONNELLATE DI PERCOLATO CHE DOVEVANO ESSERE TRASPORTATE A OLBIA SUL CARGO OTHELLO PER POI ESSERE TRATTATE NELL’IMPIANTO DEL CIPNES NELLA ZONA INDUSTRIALE 10 I CARICHI DI RIFIUTI PREVISTI COMPLESSIVAMENTE NELL’ACCORDO FRA IL CONSORZIO INDUSTRIALE DI OLBIA E L’IMPRESA SICILIANA CHE HA IL COMPITO DI SMALTIRE IL PERCOLATO DELLA DISCARICA DI BELLOLAMPO (PALERMO) 145.000 LE TONNELLATE DI PERCOLATO CHE L’IMPIANTO DEL CIPNES È ABILITATO A TRATTARE IN UN ANNO

    • aprile 14, 2013 alle 1:44 PM

      da La Nuova Sardegna, 14 aprile 2013
      Nave dei veleni, ora la Sicilia punta su Porto Torres.
      Secco no del sindaco al maxi-carico di rifiuti siciliani già respinto da Olbia: «Qui non daremo mai l’ok». Consorzio industriale più cauto: «C’è un contatto, valutiamo il prezzo». In Gallura resa dei conti. (Pinuccio Saba): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/04/14/news/nave-dei-veleni-ora-la-sicilia-punta-su-porto-torres-1.6878855

      ——————–

      Il precedente. Nel 2000 stop ai liquami calabresi.

      Il 10 marzo del 2000 la capitaneria di porto di Porto Torres aveva bloccato un carico di rifiuti trasportati dalla nave Robur, iscritta al compartimento di Reggio Calabria. I container, provenienti dal nord Italia , destinati alla discarica di Scala Erre e stoccati su una banchina, erano stati individuati dalla Polmare a causa di una perdita di liquami maleodoranti. Le schede d’accompagnamento, invece, parlavano di prodotti secchi. L’inchiesta non aveva portato all’individuazione dei responsabili e i rifiuti tossici erano stati trattati e poi smaltiti nella discarica del Consorzio industriale.

      —————————

      NO DEL PRESIDENTE DEL PARCO DELL’ASINARA. Federici: «Accettare sarebbe pura follia».

      SASSARI. La questione fondamentale è capire «che cosa si vuole fare da grandi». Una domanda che il presidente del parco dell’Asinara Pasqualino Federici rivolse agli amministratori del territorio all’atto dell’insediamento. «Si vuole puntare sull’ambiente e dunque sull’Asinara e sulla sua valorizzazione, oppure si vuole seguire la scia delle scelte fatte sinora, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, dal punto di vista economico come da quello ambientale?». La domanda Federici la ripropone oggi, e lo fa per ribadire la sua opposizione netta «anzi nettissima», al possibile arrivo del percolato palermitano a Porto Torres. «Uno scenario impensabile, da respingere con forza – dice il presidente dell’isola parco – per diverse ragioni». La prima è strettamente legata al tipo di materiale che viaggia a bordo della nave Othello: «È inquinante oppure no? Chi dice che non possa creare danni ambientali al momento dello smaltimento?» E poi, ipotesi che fa venire i brividi, «se per cause accidentali il carico venisse disperso prima di arrivare allo stoccaggio, per il golfo dell’Asinara sarebbe un disastro, un’apocalisse». Non solo. «Accettare l’immondizia siciliana sarebbe un preciso segnale politico, contrastante con quelli dati in passato – aggiunge Pasqualino Federici –; significherebbe infatti che nel nostro territorio si compiono scelte che penalizzano l’ambiente invece che privilegiarlo». E l’eventuale sbarco del percolato di Palermo potrebbe fare da apripista: «Tutti si sentirebbero autorizzati a venire in Sardegna, a Porto Torres, a scaricare la loro spazzatura. Se si aprono le porte una volta, chi dice che non potrebbero esserci dietro l’angolo altre navi pronte a partire per l’isola?» In ballo c’è un milione di euro, la metà dell’importo che il presidente Crocetta ha deliberato di stanziare per fare smaltire fuori dalla Sicilia il percolato della discarica palermitana di Bellolampo. «Gli introiti economici ben vengano in quest’area così in crisi – dice Federici –, ma non possono arrivare dalla spazzatura. Sono invece graditi quelli prodotti da consorzi di bonifica che vengano qui a riparare i disastri fatti sinora».

      ———————————-

      A Olbia dito puntato contro il Cipnes. Polemiche per l’accordo siglato: l’Othello sarebbe arrivata l’11. Il dirigente: ho accolto la richiesta senza informare Nizzi. (Luca Rojch)

      OLBIA. Il grande rifiuto alla nave dei rifiuti inchioda la Othello, con il suo carico di 3mila tonnellate di percolato, a Palermo. Il cargo resta in porto, in attesa di sapere quale sarà la sua destinazione. Ma in Sardegna è ancora tempesta. Dopo il no di Olbia la nave merci potrebbe finire a Porto Torres. Voci non confermate sostengono che già domani dovrebbe puntare verso il nord ovest dell’isola. Ma a rubare la scena sono le polemiche. Più velenose dei rifiuti. Il sindaco Gianni Giovannelli è certo di avere uno scudo invincibile, l’ordinanza del 2008 che vieta il passaggio nel territorio di qualsiasi tipo di rifiuto che arrivi da altre regioni. La stessa ordinanza che secondo il presidente del Consorzio industriale del nord est, Settimo Nizzi, è carta straccia. Demolita da una sentenza della Corte costituzionale che ha abrogato la legge regionale su cui l’ordinanza si appoggia. Ma le polemiche sono ancora feroci e in molti puntano il dito contro il Cipnes. Giovannelli in consiglio comunale ha detto di avere scoperto dell’accordo tra il Consorzio e un’impresa siciliana, la Paradivi, per smaltire in città 30mila tonnellate di percolato della discarica di Bellolampo, periferia di Palermo. La nave, l’Othello, stava per partire con le prime 3mila tonnellate, il primo dei 10 viaggi previsti. Il sindaco ha detto di avere sventato l’arrivo del cargo grazie alla sua opposizione che ha convinto capitaneria e autorità portuale. Al contrario Nizzi sostiene di essere stato lui, appena venuto a conoscenza dell’accordo, ad avere imposto al Cipnes di rinunciare alla commessa da un milione di euro. Il giorno dopo il Consorzio, che aveva raggiunto un accordo con la Paradivi servizi di Catania per smaltire 30mila tonnellate di percolato nel depuratore della zona industriale, si difende. La società catanese aveva avuto incarico dalla Regione Sicilia di smaltire il percolato della discarica di Bellolampo. La Paradivi si era rivolta al Cipnes. Contratto siglato in breve tempo. L’Othello sarebbe dovuta arrivare giovedì, o meglio in una mail riservata si confermava la disponibilità del Cipnes ad accogliere la nave dall’11 aprile. Ma l’accordo milionario sarebbe avvenuto all’insaputa del presidente del Consorzio Settimo Nizzi. Una lettera del dirigente che ha firmato tutti i documenti dell’accordo tra la Paradivi Servizi e il Cipnes, l’ingegnere Giovanni Maurelli, conferma l’esistenza del contratto. Ma il dirigente ci tiene a precisare che Nizzi non sapeva nulla. Maurelli prende su di sé tutto il peso dell’operazione milionaria. «Giovedì il presidente – dice Maurelli – venuto a conoscenza della vicenda attraverso la capitaneria ha constatato la regolarità degli atti che avevo compiuto, ma ha deciso di sospendere l’accordo». Sempre nella sua relazione il tecnico sostiene che il percolato che doveva arrivare dalla Sicilia non sia pericoloso. «Il Cipnes gestisce un impianto di trattamento di reflui industriali e rifiuti liquidi, come il percolato di discarica. Può trattare 7mila metri cubi al giorno di reflui industriali e 700 di rifiuti liquidi pericolosi e percolato di discarica, classificato come non pericoloso». L’impianto ha tutte le autorizzazioni. «È arrivata una richiesta da Bellolampo e ho ritenuto, visto le certificazioni sulla non pericolosità di quel percolato, di dare il consenso per accoglierlo».

  5. aprile 14, 2013 alle 2:35 PM

    da La Nuova Sardegna, 14 aprile 2013
    Percolato sulle coste della Gallura, una scelta folle. (Eugenia Tognotti)

    E così, ci dicono le cronache, una nave carica di potenziali veleni si apprestava a partire dall’altra grande isola mediterranea e sarebbe sbarcata in Gallura, se, a bloccarla non fosse intervenuta, provvidenzialmente, la decisa presa di posizione dell’amministrazione comunale di Olbia e delle autorità portuali. Peraltro, si trattava solo di una prima tranche, qualcosa come tremila tonnellate che rappresentavano meno di un decimo di quanto era destinato a passare, nei prossimi mesi , dalla porta della Sardegna e della Costa Smeralda, proprio in concomitanza con l’esordio della stagione estiva e con l’arrivo dei vacanzieri. Sole, mare e percolato. Basta la parola per evocare discariche, prodotti di scarto e potenziali inquinanti. Una vera e propria bomba ecologica. Pericolosissima. Non per niente, in quel caso, le Procure dispongono il sequestro delle discariche, come è avvenuto di recente per quella siciliana di Bellolampo, da cui appunto proviene il percolato che doveva esser trattato nella discarica del Cipnes , acronimo del Consorzio industriale provinciale della Gallura. Ora – pur tenendo conto del fatto che quella struttura è in grado di farsi carico del trattamento di notevoli quantitativi di percolato e di rispondere alla domanda che proviene da altri centri galluresi , e dando per scontato che i controlli fossero rigidi e che tutto si svolgesse nel rispetto delle normative vigenti – non si può non mettere in discussione la scelta del Consorzio industriale di smaltire ben trentamila tonnellate di percolato siciliano. E viene da chiedersi: basta la pur ragguardevole cifra di un milione di euro a far dimenticar, a mettere tra parentesi i tanti fattori di rischio ragionevolmente prevedibili (infortuni, guasti ai dispositivi di sicurezza ecc.)? Fattori che potrebbero malauguratamente portare alla fuoriuscita di percolato e di potenziali inquinanti, contenenti sostanze che possono essere tossiche e nocive per l’ambiente e per l’uomo. Abbiamo già dato, verrebbe da dire, pensando ai misfatti perpetrati in quest’isola, per responsabilità e colpe più o meno vicine e più o meno pesanti : dagli effetti di un’industrializzazione distorta al consumo dissennato del territorio, al pesante giogo delle “servitù militari” che hanno trasformato lembi di paradiso in luoghi pericolosi per uomini e animali e su cui aleggiano, come una tremenda spada di Damocle, le “polveri di guerra”. Inquinamento, contaminazione e veleni hanno inferto colpi mortali a questa terra- isola che un gallurese d’adozione,Fabrizio de Andrè, descriveva così, con occhi da innamorato: “Ventiquattromila chilometri di foreste di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso, dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”. Senza voler, naturalmente, amplificare il pericolo delle navi cariche di rifiuti che si apprestavano a salpare per Olbia , attraversando il mare “protetto” della preziosa riserva marina di Tavolara, la vicenda offre l’occasione per discutere di scelte – in generale – che potrebbero mettere a rischio il delicato ecosistema, danneggiare l’ambiente, condizionare le attività antropiche come quelle della mitilicoltura . E si sa come le cozze vogliano dire, per Olbia , mare e cultura del mare, tradizioni gastronomiche, linguaggi, socialità oltre ad economia, saperi e mestieri. In un territorio in cui il turismo di qualità e i valori ambientali e paesaggistici rappresentano un capitale tanto importante, non sembra di chiedere troppo pretendendo che le scelte delle classi dirigenti, a tutti i livelli, siano quanto più possibile oculate e non mettano a rischio quel che resta di un patrimonio che abbiamo in parte dilapidato.

  6. aprile 15, 2013 alle 2:48 PM

    da Sardegna Quotidiano, 15 aprile 2013
    SCONTRO SULLA“MONNEZZA”. Mai pagato lo smaltimento del 2008 il pacco napoletano da 370mila euro: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130415083338.pdf

  7. aprile 16, 2013 alle 2:58 PM

    roba da demenza galoppante.

    da Sardinia Post, 16 aprile 2013
    Le “navi dei veleni” e l’indipendentismo chimico. (Giovanni Maria Bellu): http://www.sardiniapost.it/pronto-intervento/le-navi-dei-veleni-e-lindipendentismo-chimico/

    ————–

    Veleni a Olbia. Ora Nizzi accusa il sindaco: “Procurato allarme”. (Giacomo Legato): http://www.sardiniapost.it/politica/veleni-a-olbia-ora-nizzi-accusa-il-sindaco-procurato-allarme/

    ______________________________________________

    da L’Unione Sarda, 16 aprile 2013
    Olbia. Polemica anche con Cappellacci sul caso del percolato proveniente dalla discarica di Palermo. «Illegittimo bloccare quei rifiuti». Settimo Nizzi all’attacco: «Ora il Comune rischia di pagare i danni». (Caterina De Roberto): http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=226497&v=2&c=1489&t=1

    • aprile 17, 2013 alle 2:51 PM

      da Sardegna Quotidiano, 17 aprile 2013
      LA REGIONE. Il piano rifiuti non ferma l’import: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130417080455.pdf

      __________________________

      da La Nuova Sardegna, 17 aprile 2013
      Olbia. Il percolato finirà in Calabria: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/73032_Il_percolato_finira_in_Calabria.pdf

      • aprile 18, 2013 alle 9:24 am

        da L’Unione Sarda, 18 aprile 2013
        Olbia. L’assessore all’Ambiente, biologa, contesta la versione del Consorzio sul percolato palermitano.
        «Quei rifiuti,un pericolo per il golfo». Spano: «Il Cipnes non può smaltire quella quantità per conto terzi». (Caterina De Roberto): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130418084027.pdf

        _________________________

        da La Nuova Sardegna, 18 aprile 2013
        Rifiuti, siciliani al Tar contro Comune e Cipnes. Olbia, la società di Catania contesta l’ordinanza che vieta il passaggio del carico. Sotto accusa anche il consorzio: prima ha detto sì, poi ha fatto marcia indietro. (Luca Rojch)

        OLBIA. Come un galeone dei pirati la nave carica di percolato scompare e riappare all’orizzonte. Ma con poca creatività letteraria e molta forza giudiziaria, a rimaterializzare il cargo con 3mila tonnellate di rifiuti liquido è un ricorso al Tar. La Paradivi servizi, la società di Catania che deve smaltire il percolato della discarica di Bellolampo, ha presentato un ricorso al tribunale contro l’ordinanza del Comune di Olbia che vieta il passaggio in città di rifiuti che arrivano da altre regioni. Ma anche contro il Cipnes, che nelle scorse ore ha inviato alla società il proprio diniego a trattare i rifiuti. L’avvocato della Paradivi, Lino Barreca, non ha dubbi. «L’ordinanza del sindaco di Olbia è illegittima, perché poggia su una legge regionale cassata dalla Corte costituzionale – dice l’avvocato –. Per questo il divieto del Comune non ha valore. Per questo ho chiesto ai giudici del Tar di sospendere d’urgenza la validità dell’ordinanza e consentire l’arrivo della nave a Olbia. Sono convinto che abbiamo ragione. Certo poi c’è un altro aspetto che valutiamo, ed è relativo al risarcimento dei danni che questo blocco ha portato all’azienda». Benzina sul fuoco della polemica. Nizzi un po’ gode e un po’ no per la notizia. «Cosa avevo detto – afferma –. Era naturale che accadesse. Il Consorzio non ha responsabilità, si è attenuto alla legge. Davanti all’ordinanza del sindaco e al diniego del Comune è stato conseguente. Il giudice ora dirà chi deve pagare i danni. Io da subito ho detto che il provvedimento di Giovannelli era carta straccia. Adesso sarà il Tar a dimostrare che il sindaco ha torto». In fumo un contratto da un milione di euro per accogliere e smaltire nel depuratore della zona industriale 30mila tonnellate di percolato della discarica di Bellolampo, periferia di Palermo. In teoria, se il Tar accogliesse il ricorso della società, l’Othello e le sue 3mila tonnellate di percolato potrebbero fare rotta verso l’Isola Bianca. «Ma non sarà così – garantisce Gianni Giovannelli –. Io ho fatto il bene della mia città. E continuerò a farlo. Se anche il Tar dovesse accogliere il ricorso noi presenteremo un controricorso. Sommergeremo il giudice di carte. Ma dico di più: sono pronto a indossare il caschetto e andare a presidiare il porto, a rivolgermi alla Procura della Repubblica, alla Regione, a chiunque abbia il potere per impedire l’arrivo della nave. Non voglio che i rifiuti arrivino in città. Il nodo del confronto tra me e Nizzi è tutto qua. È politico. Lui deve dire se vuole che il percolato, che è un rifiuto, arrivi a Olbia. La mia posizione è chiara. E dal punto di vista tecnico non è possibile per il Cipnes smaltire 30mila tonnellate di percolato. L’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia dà al Consorzio la possibilità di trattare 45mila metri cubi di percolato all’anno. Buona parte del quantitativo è già impegnato da quelli che vengono già trattati. Impossibile rispettare il contratto». Fonti del Cipnes precisano che l’accordo con la Paradivi prevede di spalmare su 3 anni lo smaltimento delle 30mila tonnellate di percolato.

  8. aprile 20, 2013 alle 10:34 am

    da La Nuova Sardegna, 20 aprile 2013
    Via libera alla nave dei rifiuti, il Tar sospende il divieto. Il carico di percolato potrà arrivare a Olbia, affondata l’ordinanza del sindaco. Si riaccende la polemica. Nizzi, presidente del Cipnes: «Pronti ad accoglierlo. Giovannelli si dimetta». (Luca Rojch): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/04/20/news/via-libera-alla-nave-dei-rifiuti-il-tar-sospende-il-divieto-1.6917756

    • aprile 21, 2013 alle 1:55 PM

      da La Nuova Sardegna, 21 aprile 2013
      Carico di rifiuti in arrivo, a Olbia pronti alle barricate. I siciliani assicurano che il percolato non è inquinante Il sindaco Giovannelli: terremo alta la vigilanza. Dopo il via libera del Tar la nave Othello potrebbe lasciare Palermo Nizzi (Cipnes): in una settimana le 3mila tonnellate saranno smaltite. (Luca Rojch)

      OLBIA. I signori del percolato predicano calma e preparano la nave. Dopo il via libera del Tar che consente alla Othello e alle sue 3mila tonnellate di spazzatura liquida di puntare la prua verso la Sardegna, la Paradivi servizi cerca di disinnescare la bomba mediatica sulla nave in arrivo dalla Sicilia. Ma la società non fa un passo indietro, al contrario fa capire che la nave a Palermo già scalda i motori. L’avvocato Lino Barreca, legale della società che deve smaltire il percolato della discarica di Bellolampo, periferia di Palermo, chiede un cambio di rotta alla politica. «Vorrei che il sindaco di Olbia abbassasse i toni della protesta – scrive Barreca –, senza creare ulteriori allarmi nella popolazione come se stesse per arrivare un carico radioattivo. Resta la disponibilità della Paradivi a esaminare la situazione, senza dare corso a scontri o contrasti con la popolazione che non ha ragione di allarmarsi e innalzare barricate. L’idea di pensare che in Italia un sindaco possa opporsi a una ordinanza della Protezione civile e fomenti la popolazione su basi che ritengo giuridicamente illegittime mi lascia perplesso». Ma Gianni Giovannelli non sembra curarsi dei giudizi di Barreca e conferma di prepararsi ad accogliere la nave in banchina in assetto da guerra. «Sono certo che non sarò solo – dice il sindaco –. Con me ci sarà tutto il consiglio comunale, i cittadini, le associazioni. Faremo le barricate e vigileremo attimo per attimo su ogni operazione. Intorno a questa vicenda si è creata nell’opinione pubblica una profonda indignazione. Solo in pochi non si sono resi conto della gravità di portare in Sardegna una nave carica di rifiuti». Ma la Paradivi sembra avere già deciso. «Il Tar ha autorizzato l’arrivo di sole due navi con 3mila tonnellate di percolato per volta – continua Barreca –. Non capisco perché si parli di 30mila tonnellate. L’Autorizzazione integrata ambientale consente uno smaltimento programmato. Se il Cipnes rifiuta di adempiere dopo avere firmato un contratto rischia di essere citato per danni dalla Paradivi e di venire poi cercato dalla Corte dei conti per il mancato introito. Abbiamo inviato oggi al Consorzio le analisi del percolato che ci erano state richieste». E il duello diventa anche tecnico. Giovannelli ha inviato una seconda lettera alla Procura della Repubblica. Un esposto in cui scende in dettagli tecnici. Secondo il sindaco il Cipnes non ha le autorizzazioni per smaltire in tempi rapidi le 3mila tonnellate di percolato nel suo depuratore, né può stoccare la sostanza. Dai calcoli presentati dall’amministrazione servirebbero 13 giorni per trattare il percolato. «Una previsione ottimistica che non tiene conto di eventuali carichi di lavoro che arrivano dall’esterno – dice il sindaco –. Il depuratore può trattare al massimo 250 metri cubi al giorno. E non hanno nell’area del depuratore neanche dei serbatoi autorizzati dall’Aia per stoccare il percolato. Per questo la nostra vigilanza sarà massima su ogni aspetto. Noi il percolato non lo vogliamo e siamo pronti a fare le barricate». Ma dal Cipnes bastano pochi minuti per avere una risposta. I tecnici del consorzio spiegano che il depuratore può trattare fino a 500 tonnellate al giorno di percolato in arrivo da Bellolampo. E che non sarà stoccata nessuna sostanza. «È la nave stessa il centro di stoccaggio – spiega il presidente del Cipnes Settimo Nizzi –. Il percolato rimane nella stiva del cargo. Noi andiamo a prenderlo e lo portiamo nel depuratore. E basta al massimo una settimana per smaltirlo. Io non solo dico al sindaco di controllare bene, ma deve fare di più. Venga di persona, questo è un palazzo di vetro, può vedere ogni cosa. Giovannelli mi ha stancato, si attacca agli specchi, crea allarmismo sociale. Perché non pensa alla città, a tutto quello che manca. Per lui è più facile creare false questioni». Ma l’allarme cresce, la protesta si diffonde. Il movimento “A Manca pro s’Indipendentzia” invita alla disobbedienza civile e promette di presidiare i porti. «Il movimento ribadisce la ferma volontà della sinistra indipendentista di opporsi, anche fisicamente, a ogni sbarco di navi di immondizia e invita il popolo sardo a tenere alta la vigilanza e a prepararsi per operazioni di disobbedienza civile al porto».

      —————————————–

      Consorzio industriale. Un business da 1 milione di euro.

      Il contratto tra la Paradivi e il Consorzio industriale è un affare da un milione di euro. Si prevedeva di smaltire nel depuratore 30mila tonnellate di percolato. Per il Cipnes un’attività quasi di routine per il depuratore che serve 600 aziende nella zona industriale, due quartieri in città e gestisce il percolato della discarica di Spiritu Santu e di quella del Comune. Riceve anche il percolato da altre discariche del nord e del sud dell’isola. Secondo i tecnici del consorzio il percolato in arrivo da Bellolampo non ha particolari caratteristiche inquinanti, tanto che anche il prezzo dello smaltimento è basso. Solo 25 euro a tonnellata. In alcuni casi di percolato particolarmente inquinante, trattato dal Cipnes, si è arrivati anche a 100 euro a tonnellata.

  9. luglio 25, 2013 alle 6:01 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 25 luglio 2013
    Differenziata, nel 2012 raccolte 71mila tonnellate di carta.
    L’isola si piazza al secondo posto tra le regioni del sud. È quanto emerge dal rapporto sulla raccolta differenziata presentato dal Comieco: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/07/25/news/differenziata-nel-2012-raccolte-71mila-tonnellate-di-carta-1.7476777

  1. marzo 14, 2013 alle 5:33 PM
  2. marzo 16, 2013 alle 7:50 PM

Scrivi una risposta a Bio IX Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.