L’anima dell’abusivo.


Cagliari, manifestante in favore dell'abusivismo edilizio

Cagliari, manifestante in favore dell’abusivismo edilizio

 

 

Le operazioni di esecuzione delle ordinanze di demolizione degli abusi edilizi in conseguenza delle duecento sentenze passate in giudicato sulle coste ogliastrine da parte della Procura della Repubblica di Lanusei sono state sospese (cento demolizioni sono state effettuate), molto probabilmente per il periodo elettorale, per evitare ogni strumentalizzazione.

Molti abusivi e loro supporters di ogni livello parlano di abusi realizzati in stato di necessità. Sarà vero?

E’ illuminante l’intervista (La Nuova Sardegna, edizione del 20 gennaio 2013, pag. 10) del bravo Paolo Merlini a Franco Lai, presidente del Comitato per un’urbanistica a misura d’uomo, consigliere provinciale P.d.L., già candidato sindaco a Tertenia, costruttore edile e titolare di numerosi immobili (“di professione fa il costruttore edile e di immobili ne ha diversi, tanto da non ricordarsi quanto ha pagato di Imu”).

Ne riprendiamo uno stralcio significativo.

Paolo Merlini: “L’appuntamento è solo rimandato?”

Franco Lai: “Confidiamo che la legge regionale Stochino che propone per casi come il nostro un piano di risanamento venga approvata dal consiglio in tempi utili. Le nostre case sono state costruite in stato di necessità e in assenza di una corretta pianificazione urbanistica. Abbiamo sbagliato, certo, ma vogliamo che nei nostri confronti, visto il fatto che il problema riguarda mezzo paese, sindaco compreso, si percorra la strada di un piano di riqualificazione”.

Paolo Merlini: “Stato di necessità? Ma non stiamo parlando di seconde case, spesso affittate a turisti?”

Franco Lai: È un diritto anche quello, e poi in molte abitazioni oggi vivono i nostri figli, che altrimenti non saprebbero dove andare. Sì, perché anche gli abusivi versano la tassa sulle loro case, lo scriva”.

Capito? Spesso e volentieri si tratta di seconde (o terze) case abusive affittate a turisti perché è un loro diritto.   E lo rivendicano.

Teulada, demolizione parte abusiva Baia delle Ginestre (2001)

Teulada, demolizione parte abusiva Baia delle Ginestre (2001)

E a questo abusivismo edilizio i cittadini onesti (e lo Stato) dovrebbero garantire l’impunità, il degrado del territorio e – con i proventi delle imposte da loro pagate – contribuire a finanziare le necessarie opere di urbanizzazione (strade, fognature, impianti di depurazione, ecc.).

C’è in primo luogo bisogno di legalità in questa povera Isola in mezzo al Mediterraneo, sempre meno Sardegna e sempre più Sardistàn.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Quartu S. Elena, demolizione abusi edilizi (1994)

Quartu S. Elena, demolizione abusi edilizi (1994)

(foto Vito Biolchini, S.D., archivio GrIG)

  1. franc
    gennaio 21, 2013 alle 1:50 PM

    Il comitato di protesta chiede i “piani di risanamento”…Hanno ragione: ci vorrebbero dei piani di risanamento morale e civile! VERGOGNATEVI!

  2. gennaio 21, 2013 alle 2:48 PM

    da L’Unione Sarda, 21 gennaio 2013
    Tertenia. Lai: «Subito una legge». Gli abusivi di Sarrala: «Allerta per le ruspe, temiamo che tornino»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20130121081858.pdf

  3. gennaio 21, 2013 alle 3:05 PM

    da La Nuova Sardegna, 21 gennaio 2013
    Tertenia, regno del “non finito sardo”. (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20130121085014.pdf)
    Scheletri di cemento qua e là nel territorio. E dopo lo stop delle ruspe boom delle proposte d’affitto di case davanti al mare. (Paolo Merlini)

    TERTENIA. Quando si dice il mattone volano dell’economia. Il rinvio temporaneo delle demolizioni delle case abusive sembra aver prodotto un effetto trascinante sul mercato locale degli affitti, visto che nella sola giornata di sabato – e dunque a poche ore dalla partenza delle ruspe per Genova – nel sito di annunci on line più diffuso in Sardegna, Subito.it, sono comparsi ben 25 avvisi di “case vacanze” in offerta nel litorale di Tertenia, da Sarrala a Foxi Manna. Questo non vuol dire che siano case abusive, e nella maggioranza probabilmente non lo sono, ma certo insospettisce leggere l’annuncio dal titolo “Villetta a 10 metri dalla spiaggia”, con “accesso privato e diretto all’arenile”. O ancora la “Casa proprio sulla spiaggia bianca”, che certo oscura la pur pregevole “150 metri dalla spiaggia villa con veranda vista mare”. Vero è che gran parte delle proposte di privati (ieri erano in totale 49) o agenzie immobiliari (85, offerte per lo più dall’agenzia Immobiliare Nastasi di Tertenia) riguarda case che sorgono entro i 300 metri dal mare, dunque all’interno del limite di inedificabilità fissato dalla legge nazionale Galasso nel 1986. Delle due l’una: o sono state costruite prima di quella data o sono abusive. Ma il Movimento per un’urbanistica a misura d’uomo, che a Tertenia raduna i proprietari di abitazioni abusive, reclama una sorta di stato di necessità da parte di chi ha costruito senza autorizzazioni e in palese violazione delle normative. Uno “stato di necessità” anche se si tratta nel 90 per cento di seconde case, che ieri ha suscitato la dura reazione del Gruppo d’intervento giuridico, l’associazione che più di tutte in Sardegna si batte per i diritti dell’ambiente. «Spesso e volentieri si tratta di seconde (o terze) case abusive affittate a turisti perché è un loro diritto. E lo rivendicano», afferma lo storico portavoce Stefano Deliperi, facendo riferimento alle dichiarazioni rilasciate sabato al nostro giornale dal presidente del comitato, Franco Lai. «A questo abusivismo edilizio – continua Deliperi – i cittadini onesti (e lo Stato) dovrebbero garantire l’impunità, il degrado del territorio e, con i proventi delle imposte da loro pagate, contribuire a finanziare le necessarie opere di urbanizzazione (strade, fognature, impianti di depurazione, ecc.)». Per questi motivi l’associazione ambientalista ribadisce «il più forte sostegno all’attività di ripristino della legalità condotta dalla magistratura ogliastrina», azione che «non ha precedenti soprattutto per un piccolo ufficio giudiziario “di frontiera” e merita ogni sostegno». Sabato mattina sono state imbarcate su una nave diretta a Genova le ruspe della Tecnic, la società ligure specializzata in demolizioni che dal novembre scorso ha abbattuto un po’ in tutta l’Ogliastra un centinaio di abitazioni abusive con sentenza definitiva. Resta fuori solo Tertenia, dove i proprietari fanno da tempo fronte comune, e con blocchi stradali, presìdi e manifestazioni nelle vie d’accesso al litorale sono riusciti sinora a impedire l’arrivo delle ruspe scortate dalle forze dell’ordine. Una resistenza pacifica, certo, come è altrettanto evidente la volontà della magistratura di non forzare la mano per accedere alle case incriminate (56 quelle da demolire, ma gli immobili fuori norma sarebbero di più, per via delle sentenze di abbattimento non ancora definitive). Così come sembra orientata a evitare in modo assoluto problemi di ordine pubblico la decisione della magistratura di sospendere la procedura sino al termine delle elezioni nazionali del 24-25 febbraio, anche per evitare strumentalizzazioni politiche da una parte o l’altra. Il sindaco Luciano Loddo nei giorni scorsi aveva sollecitato al prefetto di Nuoro una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nel timore che la protesta potesse degenerare. Negli stessi giorni i componenti del movimento sono stati sentiti dai magistrati, probabilmente in relazione ai blocchi stradali dei mesi scorsi. Il presidente Franco Lai, parlando della situazione attuale, ha assicurato che la protesta si sarebbe svolta anche questa volta in forme di resistenza civile. Le speranze del comitato sono ora affidate all’approvazione da parte del consiglio regionale della cosiddetta legge blocca ruspe, primo firmatario il consigliere di centro destra Angelo Stochino, approvata a larga maggioranza dalla commissione urbanistica. Se passasse, la normativa non bloccherebbe immediatamente le demolizioni già in essere, ma potrebbe dare il via a una pioggia di ricorsi, visto che per situazioni come Tertenia viene prevista l’adozione di piani di risanamento. Si riuscirà ad approvare la normativa entro la tregua delle ruspe, dunque entro i prossimi 30-40 giorni? Il comitato degli abusivi è convinto che la concomitanza con le elezioni politiche giocherà a proprio vantaggio: nei confronti del centro destra che l’ha proposta, ma anche del centro sinistra, dove non si segnalano particolari prese di posizione sul caso abusivismo, ritenuto evidentemente terreno minato in campagna elettorale. È notizia di ieri intanto che Franco Lai è stato candidato dal Pdl al Senato, unico in corsa per l’Ogliastra: le chance di venire eletto non sono molte, ma il segnale di attenzione al problema da parte dei vertici Pdl c’è tutto. Nel frattempo non si può che constatare il diffuso degrado urbanistico della Marina di Tertenia, dove sembra imperare lo stile recentemente battezzato “non finito sardo”. Sono numerosi i rustici che, più che in costruzione, appaiono completamente abbandonati. Scheletri di cemento disseminati qua e là dove è raro trovare i cartelli con le relative autorizzazioni edilizie che è obbligatorio esporre. A meno che le autorizzazioni proprio non esistano.

    I numeri. Oltre 200 i casi di abusivismo.

    Dalla primavera del 2012, con una sospensione nel corso dei quattro mesi estivi per consentire il reperimento di eventuali soluzioni legislative alternative, sono in corso di esecuzione in Ogliastra oltre 200 sentenze penali passate in giudicato in tema di abusivismo edilizio, che prevedono la demolizione di opere abusive e il ripristino ambientale . In mancanza di adesioni da ditte locali, la procedura di demolizione è stata affidata alla Tecnic di Genova. Cento sinora gli immobili abbattuti dalla ditta o dagli stessi proprietari, che altrimenti avrebbero dovuto pagare anche le spese di demolizione, smaltimento degli inerti e ripristino dei luoghi.

  4. arpia
    gennaio 22, 2013 alle 3:10 am

    Dicono di stare attenti agli anarchici e poi vogliono tutti fare come vogliono e buttare cemento dove capita, se non e” anarchia negativa questa!
    Il problema cemento attuale enorme non basta, non bastano i giullari delle amministrazioni che fanno di tutto per approvare piani da brivido, ma ora vogliamo anche far valere i nostri diritti di abusivi, mi sembra di essere in un paese e una regione di gente che si beve giornalmente il cervello.
    Le regole non hanno senso, il caos vige in tanti tanti settori, la cafoneria vince la coppa, i servizio cortesia e normalita” sono inesistenti,
    Che roba, bisogna andare in giro con la bustina che danno sugli aerei, per non dire altro!
    Vive la Corse.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: