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Sequestro preventivo del cantiere davanti alla Pelosa di Stintino.


Stintino, spiaggia e Torre della Pelosa

E’ stato sottoposto a sequestro preventivo il cantiere edilizio “Sos Appentados” in mezzo alla macchia mediterranea a due passi dal mare della Pelosa, a Stintino (SS).

Il G.I.P. del Tribunale di Sassari Carla Altieri – che nell’aprile 2012 aveva ha accolto l’opposizione all’istanza di archiviazione formulata dal P.M. Giovanni Porcheddu e aveva ordinato l’approfondimento delle indagini – ha la richiesta di misura cautelare formulata dal nuovo P.M. Elisa Loris e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale è stato delegato per gli adempimenti di rito. 

Una vicenda piuttosto travagliata.

Stintino, cantiere edilizio Sos Appentados

Il cantiere edilizio era stato avviato nell’inverno 2009 con una dichiarazione autocertificativa allo sportello unico delle attività produttive in base a una vecchia (e scaduta) convenzione di lottizzazione risalente al 1975 e nonostante la sentenza T.A.R. Sardegna, sez. I, 31 gennaio 2009, n. 118/2009 che annullava la precedente concessione edilizia n. 9/99 del 26 gennaio 1999 rilasciata dal Comune di Stintino e l’autorizzazione paesaggistica n. 15330 del 22 dicembre 1998 emanata dal Servizio regionale tutela del paesaggio proprio per realizzare in quel sito delle residenze turistiche.

La motivazione risiede nella perdita di efficacia del piano di lottizzazione e della relativa convenzione per scadenza del termine decennale (art. 16, comma 5°, della legge n. 1150/1942 e s.m.i.). La perdita di efficacia, per giurisprudenza costante (Cons. Stato, sez. IV, 4 dicembre 2007, n. 6170; Cons. Stato, sez. IV, 16 marzo 1999, n. 286; Cons. Stato, sez. IV, 3 novembre 1998, n. 1412), riguarda sia la realizzazione delle opere di urbanizzazione che l’edificazione dei rimanenti lotti.  Essendo stata stipulata la convenzione di lottizzazione fra il Comune di Stintino e la sassarese Sos Appentados s.r.l. nel lontano 22 agosto 1975, essa è scaduta nell’agosto 1985.

Quindi non è più consentito edificare ulteriormente.

Successivi esposti delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico (19 gennaio 2010), nonché da parte di privati, hanno portato al blocco dei lavori, tuttora perdurante, anche per l’ ordinanza del Tribunale civile di Sassari del 27 settembre 2011. Tuttavia la lunga battaglia legale sulla liceità e legittimità dei lavori è continuata fino ai nostri giorni e se n’era occupato anche il telegiornale satirico di Striscia la Notizia (“Permessi edilizi fai-da-te“).

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

Stintino, cantiere Sos Appentados

da La Nuova Sardegna, 17 novembre 2012

Stintino, sequestrate sei villette vicino alla Pelosa. Blitz della Forestale nel cantiere contestato dagli ambientalisti e dai vicini. La lottizzazione risale al 1975Gianni Bazzoni

STINTINO. Sequestro preventivo per il contestato complesso immobiliare (sei unità abitative) in costruzione tra la Pelosa e la Pelosetta, nel comune di Stintino. Il provvedimento è stato eseguito ieri mattina dagli agenti della stazione di Sassari del Corpo forestale di vigilanza ambientale. L’ordinanza è stata emessa dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Sassari Carla Altieri che – a metà febbraio – aveva accolto l’opposizione all’istanza di archiviazione e ordinato al pubblico ministero la formulazione del capo di imputazione nei confronti degli indagati, i titolari della «Sos Appentados srl» di Sassari. Le contestazioni riguardano infrazioni al Testo unico urbanistico del 2001 e al Decreto legislativo 42 del 2004. L’atto disposto dal gip dovrebbe servire per «cristallizzare la situazione» in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e dove il cantiere era cresciuto rapidamente – nell’inverno del 2009 – prima di incappare nel fuoco di sbarramento delle denunce presentate da associazioni ambientaliste (in particolare Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra) e di proprietari di seconde case che si erano trovati la visuale – in uno degli angoli più suggestivi del Golfo dell’Asinara – oscurata dal nuovo insediamento.

Dall’approfondimento delle indagini, affidate al sostituto procuratore Elisa Loris, devono essere emersi elementi nuovi che hanno convinto il gip Carla Altieri a disporre il sequestro preventivo dei rustici, dove i lavori sono fermi da oltre un anno.

La vicenda riporta indietro al 22 agosto 1975 (stipula della convenzione di lottizzazione tra Comune e privati), e testimonia quanto sia tormentata la storia della splendida spiaggia stintinese. La lottizzazione, in quell’angolo di paradiso, fa capo alla «Sos Appentados» della famiglia Guarino di Sassari, e solo nell’inverno 2009 qualcosa comincia a muoversi concretamente: allo Sportello unico delle attività produttive viene presentata una autocertificazione che fa riferimento proprio alla vecchia convenzione (che – secondo le prime denunce – sarebbe scaduta dieci anni dopo, nell’agosto 1985). Il cantiere viene aperto, nonostante la sentenza del Tar Sardegna (118 del 31 gennaio 2009) che annullava la precedente concessione edilizia (9/99 del 26 gennaio 1999, rilasciata dal Comune di Stintino) e l’autorizzazione paesaggistica (15330 del 22 dicembre 1998) emanata dal Servizio regionale tutela del paesaggio che prevedeva la realizzazione delle residenze turistiche.

La motivazione dei giudici faceva riferimento «alla perdita di efficacia del piano di lottizzazione e della relativa convenzione per la scadenza del termine decennale». Trascorsi dieci anni, dal 1975, quindi, non sarebbe stato possibile edificare ulteriormente. I titolari della della «Sos Appentados» avevano presentato ricorso al Consiglio di Stato per portare avanti la lottizzazione e sviluppare il cantiere. Dopo la sentenza del Tar, la procura della Repubblica di Sassari – che aveva affidato una perizia al consulente tecnico Giovanni Agatau e alla polizia municipale di Stintino – aveva disposto l’archiviazione del fascicolo a carico dei Guarino. Insomma, la lottizzazione era stata considerata ancora valida.

I successivi esposti degli ambientalisti e dei vicini di casa (rappresentati dall’avvocato Pierluigi Carta), presentati il 19 gennaio 2010, avevano portato al blocco dei lavori, confermato da una ordinanza del tribunale civile di Sassari del 27 settembre 2011.

La lunga battaglia legale è proseguita, e i Guarino (assistiti dall’avvocato Franco Luigi Satta) hanno sempre sostenuto la legittimità dell’intervento edilizio a poche decine di metri dal mare turchese della Pelosa (ribadendo che «il piano di lottizzazione conserva validità trascorsi i dieci anni, e lo strumento urbanistico successivo al piano attuativo non modifica le volumetrie previste»). Nella primavera di quest’anno, la ripresa delle indagini con una serie di approfondimenti disposti dall’autorità giudiziaria, e l’opposizione del gip all’archiviazione. Ieri il sequestro del cantiere da parte della Forestale. La battaglia continua.

 

 

Sardegna, macchia mediterranea sul mare

 

da L’Unione Sarda, 17 novembre 2012

STINTINO. Forestale. Sotto sequestro alla Pelosa le ville abusive.

Il rustico di una lottizzazione con vista sul mare della Pelosa costituita da sei appartamenti è stato sottoposto a sequestro preventivo dalla Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Il provvedimento è stato disposto dal gip del tribunale di Sassari, Carla Altieri. Chi ha realizzato la lottizzazione avrebbe infranto norme contenute nel testo unico urbanistico, edilizio e paesaggistico del 2004.

VINCOLI.  Il decreto è stato definito preventivo perché finalizzato a impedire l’ultimazione dell’opera in attesa di ulteriori verifiche. Secondo l’accusa, la lottizzazione sarebbe sorta in una zona sottoposta a vincolo, senza alcuna autorizzazione e violando il limite dei 300 metri di distanza dalla costa. Il caso della lottizzazione Sos Appentados è destinato a fare giurisprudenza anche perché la sua storia è cominciata nel 1975 quando la famiglia Guarino ottenne l’approvazione della licenza per costruire a mezza collina, in una posizione meravigliosa. Ma trascorsi dieci anni, la validità della licenza è scaduta. Così quando nel 2009 cominciarono i lavori di realizzazione delle infrastrutture, alcuni proprietari delle case poste a monte della lottizzazione, preoccupati di perdere la vista sulla Pelosa, si rivolsero alla Procura. Così pure il Gruppo ambientalista d’intervento giuridico.

RICORSO.  I Guarino a loro volta presentarono ricorso al Tar ma la sentenza diede loro torto annullando la concessione edilizia rilasciata dal comune di Stintino, perché divenuta dopo tanti anni inefficace, e l’autorizzazione paesaggistica del 1998 emanata dal servizio regionale di tutela del paesaggio. Anche il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso dei proprietari della lottizzazione. La sentenza, del 6 aprile scorso, ha sancito che al piano di lottizzazione si deve applicare il termine decennale come durata massima della sua validità. Nel febbraio scorso il Gip del Tribunale di Sassari ha avviato l’azione penale a carico dei lottizzanti. Con il sequestro di ieri si è aperto un nuovo capitolo di una storia senza fine.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 18, 2012 alle 9:21 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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  2. novembre 18, 2012 alle 4:11 pm

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas and commented:
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  3. Manuel Zanella
    novembre 18, 2012 alle 5:28 pm

    Evviva!!! Che serva da monito a tutti quelli che intendono costruire dappertutto!!

  4. Juri
    novembre 19, 2012 alle 10:47 am

    Una vicenda perlomeno singolare: una giurisprudenza pacifica e costante sulla decadenza di un piano di lottizzazione una volta trascorsi i 10 anni dalla stipula della convenzione- e in questo caso ne sono passati 35 -, un’area che dalle fotografie appare priva di qualunque urbanizzazione, una procura che chiede l’archiviazione pur in presenza di una pronuncia del TAR molto chiara sull’illegittimità della concessione edilizia (e sarebbe interessante sapere cosa ha scritto il consulente della procura per aver convinto il PM a richiedere l’archiviazione), un GUP “costretto” a far la parte dell’accusa e finalmente un nuovo PM che chiede il sequestro della lottizzazione.
    Nel frattempo però, un’area integra in riva al mare e con macchia evoluta, viene cancellata a causa dell’edificazione che è comunque andata avanti per mesi.

    Altra considerazione: sarà interessante capire quale differenza c’è tra questo caso e quello della lottizzazione avviata i mesi scorsi sulle dune di Badesi, che invece va avanti felice e contenta a meno di 150 m dal mare…

  5. dicembre 13, 2012 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 dicembre 2012
    STINTINO. CEMENTO E AMBIENTE. Villette sul mare, funzionario indagato. Case dei Guarino sequestrate alla Pelosa: sotto inchiesta per abuso e falso il capo dello Sportello unico del Comune. (Elena Laudante)

    SASSARI. Una porzione di paradiso vicino alla Pelosa disboscata per lasciare posto a sei villette, costruite al posto della macchia mediterranea in zona di tutela assoluta. E questo, nonostante la concessione fosse stata cassata dal Tar, e in virtù di una Dichiarazione di inizio attività (Duaap) accolta come valida dal Comune sebbene – sottolinea la magistratura – quel tipo di autocertificazione si riferisca di solito alle attività produttive, non all’edilizia vista mare. Anche per queste ragioni, nell’inchiesta sulle villette sequestrate tra La Pelosa e La Pelosetta, oltre alla famiglia Guarino, proprietaria delle case, tra i sei indagati c’è anche un funzionario del Comune. Si tratta del responsabile dello Sportello unico per le attività produttive Agostino Pilo, 47 anni di Sassari, indagato per abuso d’ufficio e concorso in falso ideologico commesso dal privato. È questa ipotesi, questo “concorso”, che lascia intendere come sulle villette bloccate alla Pelosa, secondo la Procura, c’è l’ombra di un accordo tra pubblico e privato, una presunta intesa per realizzare quella che la magistratura bolla come un’operazione che ha «distrutto bellezze naturali in zona costiera a protezione speciale». Questo emerge dal decreto di sequestro delle sei villette che il Corpo forestale ha eseguito ai primi di novembre, su ordine del giudice delle indagini preliminari Carla Altieri, come richiesto del sostituto procuratore Elisa Loris. E queste sono le conclusioni tratte dalla magistratura dopo una lunga inchiesta appena chiusa, che stava per finire in archivio ed è stata poi riaperta per l’ostinazione di alcuni vicini dei Guarino, che avevano fatto opposizione all’archiviazione attraverso l’avvocato Pierluigi Carta. Sei, si diceva, sono i nomi di coloro che presto dovranno rispondere a vario titolo di lottizzazione abusiva, violazione del Codice urbani che tutela i beni paesaggistici, deturpamento delle bellezze naturali, falso, abuso d’ufficio. Committenti dei lavori risalenti al 2009 e bloccati durante l’inchiesta, sono i sassaresi Alessandra Luisa Guarino (53 anni) e Antonio Marco Guarino (48), soci della “Sos Appentados Srl”, indicata come proprietaria dell’area. E poi il rappresentante legale della società, Giampaolo Loi, 49 di Sassari, il costruttore Angelo Antonio Dedola, 51 anni di Sorso, e il direttore dei lavori Antonio Franghì, 52 anni di Sassari. Sono tutti indagati in concorso per l’ipotesi di lottizzazione abusiva, violazione paesaggistica, deturpamento di bellezze naturali. La prima contestazione fa riferimento al sospetto che abbiano costruito le villette a un passo dal mare sulla base di un piano di lottizzazione vecchio di 37 anni, e perciò scaduto nel 1985, dieci anni dopo la sua approvazione. Eppure, nel 1999, il Comune aveva rilasciato una nuova concessione, considerata dal pm Loris «macroscopicamente illegittima» perché poi a gennaio 2009 il Tar l’ha cassata così come il Consiglio di Stato, il 6 aprile scorso. Nel freattempo, a novembre 2009 i lavori sono proseguiti, l’area sbancata e disboscata. Perché pochi mesi prima Loi aveva presentato un’autocertificazione al Comune per un intervento relativo ad attività produttive (non residenziale) e il responsabile dello sportello, Pilo (indagato solo per falso e abuso d’ufficio) «riceveva senza nulla eccepire l’atto contenente false dichiarazioni». Per la difesa, quella lottizzazione è valida come aveva stabilito il primo consulente della Procura, Giovanni Agatau, nella precedente inchiesta. I legali Franco Luigi Satta e Lorenzo Galisai cercheranno di dimostrarlo nel corso di una eventuale udienza preliminare.

  6. dicembre 16, 2012 alle 12:09 pm

    e se dalla spiaggia della Pelosa il sindaco di Stintino si voltasse verso terra?

    da La Nuova Sardegna on line, 16 dicembre 2012
    La Pelosa divorata dal mare. «Ma presto la sabbia ritornerà». L’ecologo: «Primi frutti dai lavori di ripristino delle dune». Il sindaco: «Via ai progetti finali per eliminare la litoranea». (Pier Giorgio Pinna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/12/16/news/la-pelosa-divorata-dal-mare-ma-presto-la-sabbia-ritornera-1.6205994

  7. giugno 26, 2013 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 26 giugno 2013
    Stintino, dal Consiglio via libera al Puc. Adottato in via definitiva, ora dovrà passare al vaglio della Regione. Il sindaco Diana: «Spenti gli appetiti speculativi».

    STINTINO. A tre anni dalla prima adozione del Puc (era il 28 giugno 2010), l’altro ieri il consiglio comunale all’unanimità ha adottato in via definitiva lo strumento urbanistico. Le liene fondamentali vedono una notevole riduzione delle volumetrie per l’edilizia, l’attenzione per l’ambiente e la valorizzazione del territorio. «Il Puc ha spento diversi appetiti speculativi, e mi ha attirato le antipatie di alcuni costruttori e imprenditori edili che non si stanno risparmiando in una campagna contro di me», ha commentato il sindaco Antonio Diana. Per stendere il piano urbanistico di Stintino, ci sono voluti sei anni con l’amministrazione comunale che ha lavorato a stretto contatto con gli esperti dell’Ufficio del piano. Nell’arco dell’ultimo anno si è arricchito delle schede sui beni culturali e archeologici, con le quali è stato approfondito lo studio del patrimonio storico del territorio e si è aperto un confronto con la Soprintendenza e la Regione. Al piano poi è stato aggiunto, in conformità con le ultime normative intervenute dopo il 2010, lo studio del territorio e della situazione idrogeologica. Un centinaio le osservazioni presentate da privati e aventi interesse. Una volta esaurita anche questa fase, il piano ha potuto essere approvato definitivamente. Durante la seduta del consiglio è stato il sindaco Diana a ripercorrerne l’iter. A partire dalla formazione dell’Ufficio del piano, allora presieduto dall’ingegner Giovanni Spanedda e ora da Massimo Ledda, quindi architetti, agronomi, geologi e vari esperti, per arrivare all’approvazione delle linee guida. «Queste – ha detto il primo cittadino – mostrano come la vocazione turistico-agricola del nostro comune dovesse fondersi con il valore ambientale e con il patrimonio storico e archeologico presente nei 54 km quadrati di territorio». Il Puc quindi realizza una radiografia del suolo stintinese e da una prima analisi mostra le capacità volumetriche delle varie lottizzazioni. Volumetrie che – precisa Antonio Diana – dal 2004, con la legge regionale numero 8, e poi con lo stesso Puc, sono state ridotte. A partire da Capo Falcone dove da 187mila metri cubi vigenti nel 1992 si è passato a 55mila nel 2004 e con il Puc a 37mila. A Cala Rosmarini dove da 127mila metri cubi si passa a 33mila del 2004 e alle 21mila del Puc. Quindi ancora con il progetto Punta Su Turrione (località ex Bagaglino), che da 68mila metri cubi residui passa a 34mila». Una diminuzione quest’ultima in realtà già prevista con la delibera comunale del 2006 e che qui viene confermata.Viene eliminata, infatti, la capacità edificatoria nella parte esterna del villaggio, quella che guarda il mare di fuori, per essere spostata nelle zone interne, dove esistono già urbanizzazioni primarie, per riqualificare il villaggio, gli impianti sportivi e il verde. «È stato così scongiurato – ha aggiunto a margine il primo cittadino – il tentativo di una grossa speculazione edilizia di circa 15mila metri cubi sulla falesia esterna, a meno di 50 metri dal mare. In generale la riduzione delle volumetrie dimostra come ci siamo battuti per l’ambiente e la salvaguardia del territorio», ha concluso Diana. Il sindaco quindi ha proseguito ricordando tutti i progetti speciali: della Pelosa, dello stagno di Casaraccio, di Ezzi Mannu, del Parco urbano e, in particolare dell’Ovile del Mercante e di Pozzo San Nicola. In questi ultimi due si prevede la realizzazione di aree per la costruzione di prime case con agevolazioni per i giovani. Adesso la palla passa alla Regione per la verifica di coerenza. Entro novanta giorni dalla trasmissione del piano la Regione dovrà rispondere e, in caso di risposta positiva, il Puc potrà essere pubblicato sul Buras e diventerà legge urbanistica. Si sono quindi succeduti gli interventi dell’assessore Antonella Mariani, dei consiglieri Francesca Demontis, Gavina Unali, Gavino Scano, Antonio Scano e Martino Cugusi che assieme al primo cittadino hanno elogiato i tecnici «per aver lavorato assiduamente e con serietà».

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