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L’Aquila: rassicurazioni, terremoto, sentenza di condanna.


L’Aquila, Prefettura dopo il sisma del 6 aprile 2009

 

 

Basta con questi imbecilli che si divertono a diffondere notizie false”, con queste parole l’allora Capo della Protezione civile Guido Bertolaso s’era scagliato contro il tecnico Giampaolo Giuliani che, analizzando, le ripetute fughe di radon, aveva ipotizzato che quello sciame sismico che andava avanti da mesi poteva essere il preludio di un terremoto di forte intensità.   L’aveva anche denunciato per procurato allarme.

La Commissione “Grandi Rischi”, nei giorni successivi, aveva rassicurato tutti quanti sull’improbabilità dell’eventi sismico.     “Beveteci su un Montepulciano”, disse Bernardo De Bernardinis, allora Vice-capo della Protezione civile e oggi Presidente dell’I.S.P.R.A.       Gli aquilani si fidarono.

Il 6 aprile 2009, alle ore 3.32, vi fu un disastroso terremoto.  Morirono in 309.

Poi seguiranno anche gli scandali della ricostruzione, nell’ambito del ben noto sistema gelatinoso.

Ora sette componenti della Commissione (Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Claudio Eva e Gianmichele Calvi) sono stati pesantemente condannati per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose dal Tribunale di L’Aquila a sei anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici.  Una sentenza che fa e farà discutere parecchio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Qui il verbale della Commissione “Grandi Rischi” del 31 marzo 2009

 

 

A.N.S.A., 23 ottobre 2012

L’Aquila: scienziati Usa-Giappone contro condanna. Sentenza storica, il mondo della scienza insorge.  I pm avevano chiesto 4 anni. Boschi ‘Disperato’.

 

Raffica di dimissioni, lasciano Maiani e Dolce. Lascia fisico Maiani e intero ufficio di presidenza. Scienziati Usa e Giappone contro la condanna.

L’Aquila, funerali vittime del terremoto del 2009

 

da Il Corriere della Sera on line, 22 ottobre 2012

LA CONDANNA INFLITTA DAL GIUDICE UNICO MARCO BILLI. Processo l’Aquila, condannati tutti i membri della commissione «Grandi rischi». Sei anni per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose: rassicurazioni circa l’improbabilità di una forte scossa.

Storica condanna per i membri della commissione Grandi rischi: sei anni di reclusione per tutti gli imputati, sei esperti e il vice direttore della protezione civile, Bernardo De Bernardinis. È questa la decisione del giudice unico Marco Billi che ha condannato i componenti della commissione Grandi rischi, in carica nel 2009. I sette avevano rassicurato gli aquilani circa l’improbabilità di una forte scossa sismica che invece si verificò alle 3.32 del 6 aprile 2009.

L’ACCUSA – L’accusa nei loro confronti era di omicidio colposo, disastro e lesioni gravi, per aver fornito rassicurazioni alla popolazione aquilana, in una riunione avvenuta solo una settimana prima del sisma. I pm hanno chiesto per loro la condanna a quattro anni di carcere, mentre i legali degli imputati hanno chiesto per tutti la piena assoluzione. Grande era l’attesa all’Aquila sulle sorti degli imputati. La sentenza è stata letta dal giudice unico Marco Billi alle 17 circa, dopo quattro ore di camera di consiglio. A intervenire per ultimo l’avvocato difensore Antonio Pallotta, legale di Giulio Selvaggi. Sette gli esperti e scienziati imputati, accusati di aver dato ai residenti avvertimenti insufficienti del rischio sismico. Precisamente si contesta loro di aver dato «informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie» sulla pericolosità delle scosse registrate nei sei mesi precedenti al 6 aprile 2009. La difesa ha puntato sulla impossibilità di prevedere i terremoti, posizione sostenuta da ricercatori internazionali. Tutta la comunità scientifica si interroga ora su un punto: le rassicurazioni eccessive possono indurre la gente ad adottare comportamenti rischiosi, ma può un errore di comunicazione valere una condanna per omicidio colposo?

LE REAZIONI – Si è detto «avvilito, disperato» Enzo Boschi, ex presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). «Pensavo di essere assolto – ha aggiunto – ancora non capisco di cosa sono accusato». «Mi ritengo innocente di fronte a Dio e agli uomini» ha aggiunto Bernardo De Bernardinis, ex vicecapo della Protezione civile e attuale presidente dell’Ispra. «La mia vita da domani cambierà, ma se saranno dimostrate le mie responsabilità in tutti i gradi di giudizio – ha aggiunto – le accetterò fino in fondo». Levata di scudi, sulla sentenza, da parte dei professori del mondo scientifico: «È la morte del servizio prestato dai professori e dai professionisti allo Stato – ha detto il fisico Luciano Maiani, attuale presidente della commissione Grandi rischi – non è possibile fornire una consulenza in termini sereni, professionali e disinteressati sotto questa folle pressione giudiziaria e mediatica. Questo non accade in nessun altro Paese al mondo».

POLITICI –  Sorpreso e amareggiato anche il mondo politico. «È una sentenza un po’ strana e un po’ imbarazzante: chi sarà chiamato in futuro a coprire questi ruoli si tirerà indietro» ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani. «Questa sentenza è la morte dello stato di diritto e una follia allo stato puro – ha commentato il leader Udc, Pier Ferdinando Casini – . L’obbligo previsionale in ordine a eventi tellurici è sancito». «Le sentenze vanno sempre rispettate – ha puntualizzato Pierluigi Bersani – ma l’importante è che prosegua la solidarietà. La giustizia deve fare il suo corso ma anche la ricostruzione deve farlo».

L’Aquila, effetti del terremoto del 6 aprile 2009

(immagine da La Nuova Sardegna, foto A.N.S.A.)

 

  1. Mara
    ottobre 24, 2012 alle 8:44 am

    Impossibile commentare senza aver letto prima la sentenza!

    • mario
      ottobre 24, 2012 alle 2:58 PM

      condivido pienamente. possibile che non si possa rintracciare in rete della documentazione ufficiale? possibile che i cittadini si debbano fare un’idea su mezze notizie riportate da giornalisti? dove sta la liberta’ di informazione? per favore, se qualcuno dispone di un link alla sentenza o ad altri documenti rilevanti, lo diffonda. grazie

  2. capitonegatto
    ottobre 24, 2012 alle 10:58 am

    Quando il monarca governa, non vuole che nel suo regno ci siano problemi. Questi possono ostacolare gli affari, i traffici, il lento scorrere della dolce vita. Allora se c’e’ il pericolo che nasca un problema ,vengono allertati i vassalli che sconfessano, minimizzano, rassicurano.
    I valvassini , in una catena di complicita’ , portano a compimento l’obiettivo primario : non disturbare chi manovra .

  3. icittadiniprimaditutto
    ottobre 24, 2012 alle 11:38 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Bio IX
    ottobre 24, 2012 alle 12:40 PM

    Una domanda sorge spontanea: ma se, come dicono, i terremoti non si possono prevedere, che ci sta a fare la Commissione “grandi rischi”?

  5. ottobre 24, 2012 alle 12:42 PM

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  6. ottobre 24, 2012 alle 2:50 PM

    A.N.S.A., 24 ottobre 2012
    Grandi rischi; Clini, assurdo condanna su previsione.
    ‘Errore comando a scienziati; responsabilita’ deve essere amministrativa e in ultima istanza politica’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/10/22/Terremoto-Aquila-oggi-sentenza_7670171.html

  7. ottobre 24, 2012 alle 2:53 PM

    da Astrolabio, newsletter degli Amici della Terra, 23 ottobre 2012
    Manette ai terremoti! (Francesco Mauro, Paolo Saraceno) : http://astrolabio.amicidellaterra.it/node/306

  8. Occhio nudo
    ottobre 24, 2012 alle 11:00 PM

    Per ora, si può conoscere solo il dispositivo della sentenza, cioè la decisione del giudice, per quanto riguarda le motivazioni, la pubblicazione deve avvenire entro novanta giorni, come previsto dalla legge in casi particolarmente complessi.

  9. ottobre 26, 2012 alle 3:00 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 24 ottobre 2012
    Rischi per fiaschi (Marco Travaglio).

    A leggere i giornali e a sentire i politici, il giudice Marco Billi che ha condannato i sette membri della cosiddetta commissione Grandi Rischi a 6 anni di carcere per omicidio colposo, per aver disinformato la popolazione de L’Aquila sei giorni prima del terremoto che uccise 300 persone e ne ferì migliaia, è un matto. Ha emesso una “sentenza choc” (Messaggero ), anzi “shock” (Repubblica ) e fatto un “processo alla previsione” (Repubblica ), condannando gli esperti perché “non avevano sfere di cristallo” (Libero ). Poi c’è il Giornale dell’ottimo Sallusti, che non distingue il monocratico dal collegiale: “Giudici da pazzi: è tutta colpa dei sismologi” perché “non leggono il futuro”. La sentenza – sentenzia il noto giurista Cappellini sul Messaggero – “è una ferita alla logica, al buon senso e allo Stato di diritto”. Ed è pure “rischiosa” (Greco, l’Unità), “incomprensibile da un punto di vista scientifico e diseducativa” perché “d’ora in poi “sarà sempre allarme” (Tozzi, La Stampa). E ci lascia “soli di fronte alle emergenze” ( Meldolesi, Corriere ). Schifani, altro insigne sismologo, parla di “sentenza strana e imbarazzante”, mentre il vulcanologo Casini di “follia allo stato puro”. Insomma, qui si pretende di “processare la scienza” e si condanna chi “non ha previsto il devastante terremoto d’Abruzzo” con una “singolare interpretazione del concetto di giustizia” che suscita “lo sconcerto planetario”, visto che notoriamente i terremoti non si possono prevedere. Chissà se questi commentatori del nulla (la sentenza non è stata ancora depositata, dispositivo a parte) hanno seguito una sola delle 100 udienze del processo o hanno almeno letto il capo d’imputazione. Perché basta leggere di che cos’erano accusati i sette imputati per capire che a nessun magistrato è mai saltato in mente di accusarli di non aver previsto il terremoto: semmai di aver previsto che il terremoto non ci sarebbe stato, dopo una finta riunione tecnica (durata 45 minuti) a L’Aquila, “approssimativa, generica e inefficace”, in cui non si valutarono affatto i rischi delle 400 scosse in quattro mesi di sciame sismico. E, alla fine, di aver fornito “informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, le cause, la pericolosità e i futuri sviluppi dell’attività sismica in esame”. Così rassicurati, almeno 29 aquilani non uscirono di casa, come sempre facevano negli ultimi mesi, la sera del 6 aprile: e furono sepolti vivi. Che lo scopo della riunione fosse tutto politico e per nulla scientifico, l’aveva confidato a una funzionaria Bertolaso alla vigilia: “Vengono i luminari, è più un’operazione mediatica, loro diranno: è una situazione normale, non ci sarà mai la scossa che fa male”. E, prim’ancora che i tecnici si riunissero, dichiarò: “Non c’è nessun allarme in corso”. Prima di entrare, Bernardo De Berardinis (un ingegnere idraulico che si vanta della totale incompetenza in materia sismica) già aveva stabilito che “la comunità scientifica conferma che non c’è pericolo: la situazione è favorevole”. Nessuno verbalizzò nulla (il verbale, debitamente ritoccato, fu firmato in fretta e furia sei giorni dopo, a sisma avvenuto). All’uscita De Berardinis si superò, dichiarando giulivo che gli aquilani potevano star tranquilli e “bersi un bicchiere di Montepulciano”. Eppure, nel verbale postumo, si legge: “Non ci sono strumenti per fare previsioni”. Bastava dirlo anche alla gente, magari aggiungendo che L’Aquila è la città più sismica d’Italia, e nessuno sarebbe stato processato. Perché, se non si può prevedere che un terremoto ci sarà, non si può prevedere nemmeno che non ci sarà. Invece proprio questo fecero i sette scienziati: dissero che non ci sarebbe stato alcun terremoto. Cioè non fecero gli scienziati. In perfetta coerenza col paese dei politici che non fanno i politici e dei giornalisti che non fanno i giornalisti.

  10. ottobre 26, 2012 alle 4:40 PM

    A.N.S.A., 26 ottobre 2012
    Governo agli scienziati: ‘Ritirate le dimissioni’. Grandi Rischi: ‘Se convocati risponderemo’. Paura anche per il maltempo nelle zone colpite: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/10/26/Scossa-terremoto-magnitudo-5-Calabria-Basilicata_7694044.html

  11. novembre 6, 2012 alle 11:38 PM

    da L’Astrolabio, newsletter degli Amici della Terra, 6 novembre 2012
    AGORA’. DOPO LA CONDANNA DELLA COMMISSIONE GRANDI RISCHI. Cara Maraini, leggi almeno l’imputazione. (Gian Domenico Caiazza): http://astrolabio.amicidellaterra.it/node/313

    da Il Corriere della Sera, 28 ottobre 2012
    Tra i sette dell’Aquila non c’era Galileo. (Dacia Maraini)

    Sinceramente mi sento offesa per il modo superficiale e approssimativo con cui molta stampa ha trattato il caso degli scienziati condannati. E credo che lo siano anche moltissimi aquilani che hanno vissuto e subito il terribile terremoto del 2009. Si è subito sparsa la voce che gli esperti erano stati condannati per «non avere saputo prevedere il terremoto». E in tanti, senza informarsi, senza approfondire, hanno cavalcato questa accusa maldestra e volgare, quasi che i giudici fossero degli affiliati alla Santa Inquisizione. C’è addirittura chi ha paragonato il caso alla famosa condanna di Galilei perché aveva osato scrivere che il sole non gira intorno alla terra come voleva il credo religioso di allora. Un paragone semplicemente ridicolo.Se non fosse per la magistratura, non sapremmo niente della corruzione dilagante, degli abusi di potere e del male che una certa classe dirigente priva di scrupoli ha fatto e sta facendo al nostro Paese. Non è giusto, lo so, che il senso morale, l’etica pubblica vengano affidati alla sola magistratura. Ma quando la politica si dimostra inerte, incapace e corrotta, quando non è capace di trovare da sé il marcio che la decompone, per forza di cose la responsabilità passa alla magistratura, e dovremmo ringraziarla perché, nel suo complesso, compie il suo dovere con coraggio e lealtà. Tornando alla condanna, gli aquilani sanno bene di che si tratta. E mi pare che le cose si siano chiarite abbastanza in questi ultimi giorni con le intercettazioni dei famosi esperti che hanno rivelato la responsabilità precisa di Bertolaso, dominus assoluto della Protezione civile di allora, nel silenziare e sottovalutare il pericolo. Al contrario di quello che si afferma, gli scienziati – ma diciamo meglio questi sette scienziati condannati, da non confondere con il mondo delle scienze nel suo insieme, che ha ben altra serietà e autonomia – hanno proprio affermato che il terremoto si può prevedere. Tanto è vero che hanno escluso pubblicamente e reiteratamente ogni pericolo grave. Quindi è mistificante asserire che sono stati condannati per non avere anticipato il disastro. Loro hanno previsto, eccome, con sicumera e incoscienza la mancanza di ogni rischio, invitando le persone a rimanere a casa e con questo mandandole a morire. Per questo sono stati condannati. Procurare la morte di qualcuno, non per volontà ma per trascuratezza, si chiama per l’appunto omicidio colposo. Ed è di questo che devono rispondere quei cinque scienziati – non per carità tutto il mondo scientifico che però credo faccia malissimo a solidarizzare con i sette senza prima avere approfondito e capito a fondo come si siano svolti i fatti. Gli aquilani sanno bene che in quelle notti che hanno preceduto la grande scossa c’erano state centinaia di scosse minori e che i ragazzi – ricordiamo che L’Aquila era sede di una grande e frequentatissima università – chiamavano i genitori per chiedere consiglio: dobbiamo uscire? Dobbiamo andare via, lasciare le case, o restare? E i genitori cosa hanno fatto? Hanno chiesto lumi alle Istituzioni, ma soprattutto alla Protezione civile, che per l’appunto, servendosi della parola autorevole degli esperti fatti venire in fretta e costretti a sottoscrivere un annuncio prefabbricato, ha garantito che non c’era nessun rischio e che se ne stessero tranquilli a casa. I ragazzi, rassicurati, sono rimasti a casa e sono morti. Pensate al dolore di quei genitori che hanno tranquillizzato i figli, per essere stati a loro volta tranquillizzati, e averli indotti ad andarsene a letto. Mentre se qualcuno avesse detto loro che certo, non si può prevedere con certezza una catastrofe, ma la possibilità di un movimento tellurico grave c’era, oggi questi ragazzi sarebbero vivi. Non vogliamo parlare di una responsabilità grave? Che poi le colpe siano da estendersi anche ai costruttori di case, che durante la notte del terremoto ridevano pensando ai guadagni della ricostruzione, a coloro che hanno lucrato sul cemento, hanno lucrato sulla sicurezza, non tenendo minimamente conto dell’alto rischio sismico della zona, non c’è dubbio. Con altrettanta severità si dovrebbero condannare i costruttori dell’ospedale dell’Aquila che è crollato al primo scossone, e la casa dello studente e tutti gli edifici che non si sarebbero sbriciolati se nel costruirli ci si fosse attenuti alle più elementari regole antisismiche.«Mi sarei aspettata dalla comunità scientifica una presa di distanza dai comportamenti di quei “cosiddetti scienziati” che, invece di comportarsi da tali, hanno piuttosto assecondato il bisogno politico della rassicurazione, invece del bisogno scientifico dell’informazione», dice Stefania Pezzopane, assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila e continua: «Quando un giudice condanna un medico che per negligenza o imperizia ha prodotto menomazioni o morte ad un paziente, è forse un processo alla medicina? O non è molto più semplicemente il processo a quel medico negligente e incapace? Quando si processa un politico che ruba e lo si condanna giustamente, non è semplicemente il processo a quel politico e alle sue ruberie e non un processo alla politica? I medici competenti e i politici onesti ringraziano i giudici che condannano incapaci e disonesti».Vorrei che riflettessimo su queste sagge parole, ricordando che tutta l’Italia è un Paese a rischio sismico, che la prevenzione costa meno della riparazione, che i controlli debbono essere più rigorosi e certi, e soprattutto che gli esperti debbono essere autonomi dalla politica. Galilei ha ceduto, ma rischiava la vita. Cosa rischiavano i nostri sette savi? Forse solo un malumore di chi li comandava in quel momento. E valeva la pena di perdere il rispetto di sé per questo?

  12. dicembre 4, 2012 alle 2:53 PM

    ulteriore brutta pagina.

    da L’Unione Sarda, 4 dicembre 2012
    Lavori antisisma in Abruzzo,soldi dall’impresa cagliaritana a un dirigente pubblico?
    Arrestato imprenditore sardo. Corruzione, ai domiciliari il procuratore della Pellegrini: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121204090133.pdf

    Nell’inchiesta di Firenze tracce di rapporti con la cricca. Ma nessun reato venne contestato
    De Pascale e gli strani appalti del G8: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121204090159.pdf

    da La Nuova Sardegna, 4 dicembre 2012
    Appalti truccati, cagliaritano in manette. Il procuratore dell’impresa Pellegrini pagava le vacanze al direttore generale della Provincia per ottenerne i favori: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121204090417.pdf

    Albergo e auto a Piscinas, tutto gratis: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121204090524.pdf

    Quei telefoni-benefit alla Maddalena. Per l’azienda sarda appalti anche nell’arcipelago, ma mai nessuna accusa nelle inchieste a Moneta: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121204090455.pdf

  13. gennaio 18, 2013 alle 2:50 PM

    depositate le motivazioni.

    A.N.S.A., 18 gennaio 2013
    Terremoto L’Aquila, la Grandi Rischi fece valutazioni inefficaci. Le motivazioni della sentenza di condanna a 6 anni dei 7 componenti della commissione: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/01/18/Grandi-rischi-fece-valutazioni-inefficaci_8095501.html

    ecco le motivazioni: http://www.slideshare.net/ilfattoquotidiano/sentenza-grandi-rischi

  14. Maggio 16, 2013 alle 6:27 PM

    A.N.S.A., 16 maggio 2013
    Sisma L’Aquila: giudice, scossa non imprevedibile. Lo sottolinea il giudice nelle motivazioni sulla sentenza di condanna di 4 imputati e assoluzione di altrettanti, depositate oggi: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/05/16/Sisma-Aquila-giudice-scossa-imprevedibile-_8715545.html

    _____________________

    da La Repubblica, 16 maggio 2013
    L’Aquila, motivazioni sentenza Casa studente. “Sisma non era affatto imprevedibile”.
    Per il giudice del Tribunale del capoluogo abruzzese “i tecnici hanno colpevolmente e reiteratamente ignorato tutte le prescrizioni”. Il processo si è concluso con la condanna di 4 imputati e l’assoluzione di altrettanti indagati. Boschi: “Oggi impossibile fare previsioni”: http://www.repubblica.it/cronaca/2013/05/16/news/l_aquila_sisma_non_era_affatto_imprevedibile-58931268/

  15. gennaio 9, 2014 alle 2:54 PM

    anche peggio.

    A.N.S.A., 9 gennaio 2014
    Tangenti L’Aquila si dimette vice-sindaco.
    Roberto Riga, all’epoca dei fatti assessore all’urbanistica, figura tra gli otto indagati: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2014/01/08/Tangenti-ricostruzione-Aquila-arresti-perquisizioni_9863919.html

    _________________

    da La Repubblica, 9 gennaio 2014
    L’Aquila, casette del terremoto usate come tangenti. Vicesindaco indagato si dimette.
    Tra i quattro arrestati ci sono due ex assessori. Riga (Centrosinistra): “Sono sereno”. Un sistema di mazzette descritto da un imprenditore veneto messo alle strette. Nell’inchiesta anche appalti per la ricostruzione promessi in cambio di finanziamenti elettorali al partito “La Destra”. Il sindaco Cialente: “Sorpreso e tradito”: http://www.repubblica.it/cronaca/2014/01/08/news/ricostruzione_l_aquila_arresti_e_perquisizioni-75374370/?ref=HREC1-27

  16. aprile 6, 2014 alle 11:45 am

    sono passati 5 anni.

    A.N.S.A., 6 aprile 2014
    In 12mila a L’Aquila per le 309 vittime del terremoto.
    Organizzata dai Comitati dei familiari delle vittime del terremoto: http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2014/04/05/in-12mila-a-laquila-per-le-309-vittime-del-terremoto-_c59246aa-dd33-40eb-8029-cf1f6847d7c2.html

  17. novembre 10, 2014 alle 5:30 PM

    tutti assolti.

    A.N.S.A., 10 novembre 2014
    L’Aquila, tutti assolti componenti Grandi Rischi.
    La Corte d’Appello dell’Aquila ha assolto tutti e sette i membri della Commissione che parteciparono alla riunione 5 giorni prima del sisma. In primo grado erano stati condannati a 6 anni per omicidio e lesioni colpose: http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2014/11/10/laquila-oggi-sentenza-grandi-rischi_77a22e66-1c87-4237-978c-2e2f7ce6b9b1.html

    • novembre 10, 2014 alle 10:33 PM

      A.N.S.A., 10 novembre 2014
      L’Aquila, assolti sei componenti Grandi Rischi. Due anni a De Benardinis.
      Funzionario P.civile responsabile di alcune morti, non di altre. (http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2014/11/10/laquila-oggi-sentenza-grandi-rischi_77a22e66-1c87-4237-978c-2e2f7ce6b9b1.html)

      Tutti assolti perché il fatto non sussiste, ad eccezione dell’allora vice capo del Dipartimento della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, che si è visto ridurre la pena da 6 a 2 anni: i giudici lo hanno assolto per la morte di 16 persone e condannato per quella di altre 13.

      La Corte d’Appello de L’Aquila stravolge la sentenza di primo grado nei confronti dei membri della Commissione Grandi rischi che parteciparono alla riunione convocata dall’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso a L’Aquila il 31 marzo del 2009, 5 giorni prima del sisma che provocò la morte di 309 persone, per fare il punto della situazione e valutare le misure da mettere in atto in considerazione dello sciame sismico che interessava da giorni la città. Un verdetto che gli aquilani e i familiari delle vittime presenti in aula accolgono con urla, singhiozzi e grida di rabbia: “vergogna. Mafiosi. Questo è uno stato che non fa giustizia ma che difende se stesso” .

      “Questo verdetto – dice uno dei legali di parte civile – è un terremoto nel terremoto”. Assoluzione con formula piena dunque per l’ex presidente della Commissione Franco Barberi, l’ex presidente dell’Ingv Enzo Boschi, il direttore del centro nazionale terremoti Giulio Selvaggi, il professore di fisica dell’Università di Genova Claudio Eva, il direttore di Eucentre Michele Calci e il direttore del servizio sismico del Dipartimento della Protezione Mauro Dolce, che in primo grado erano stati condannati a 6 anni per omicidio e lesioni colpose. Cosa abbia spinto il presidente Fabrizia Francabandera e i giudici a latere Carla De Matteis e Marco Flamini a rigettare l’impianto dell’accusa dopo 7 ore di camera di consiglio, lo si capirà solo tra 90 giorni quando verranno depositate le motivazioni della sentenza. Quel che però sembrerebbe già evidente dal dispositivo, è che la Corte d’Appello non riterrebbe che siano stati gli scienziati a rassicurare gli aquilani; non sarebbero stati loro, come invece disse la procura, a commettere una “monumentale negligenza”, fornendo informazioni “imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica” e “vanificando le attività di tutela della popolazione”. Diversa la posizione di De Bernardinis, al quale i giudici dell’Appello sembrano aver riservato un ruolo di primo piano. L’ex capo della Protezione Civile è stato assolto in base al secondo comma dell’articolo 530 del codice penale, la vecchia insufficienza di prove, per la morte di 16 delle 29 vittime i cui familiari si erano costituiti parte civile e per i 4 feriti che hanno riportato delle lesioni. Ma è stato condannato per la “residua parte dell’imputazione”, vale a dire la morte di altre 13 persone. Sulla base di questa valutazione, i giudici hanno rideterminato la condanna da 6 a 2 anni, con la sospensione della pena e la non menzione della condanna stessa. Secondo il procuratore generale Romolo Como si tratta di una sentenza “sconcertante”.

      “Immaginavo – dice – un forte ridimensionamento dei ruoli e delle pene, ma non un’assoluzione così completa, scaricando tutto su De Bernardinis, cioè sulla Protezione Civile”. Evidentemente, prosegue, “la cattiva informazione è stata ascritta alla protezione civile e non agli scienziati. E quindi l’operazione mediatica tesa a rassicurare gli aquilani è stata attribuita non agli scienziati riuniti, ma al Dipartimento”. “Non c’è alcuna responsabilità della protezione civile – replica l’avvocato di De Bernardinis e di Dolce, Filippo Dinacci – è stato travolto l’impianto giuridico che ha portato alla condanna di primo grado. Vorrei ricordare a tutti che le sentenze si rispettano, anche quando non piacciono”. Diametralmente opposta la lettura del capo dei pm aquilani Fausto Cardella: si “conferma l’impianto accusatorio, vale a dire condanna per chi ha fatto quelle dichiarazioni fuorvianti e conferma il nesso causale tra dichiarazioni ed eventi successivi”. Secondo la procura, dunque, la Corte d’Appello avrebbe ‘punito’ chi, De Bernardinis appunto, dopo la riunione parlò con alcuni giornalisti per dire che “la comunità scientifica conferma che non c’è pericolo perché c’è uno scarico d’energia” e per sottolineare che questa vicenda deve insegnare due cose: convivere con territori fatti in questo modo e mantenere uno stato d’attenzione senza avere uno stato d’ansia”.

  18. settembre 21, 2016 alle 2:48 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 20 settembre 2016
    Terremoto L’Aquila, Guido Bertolaso non rinuncia a prescrizione nel processo Grandi rischi bis.
    Durante la campagna elettorale per il Campidoglio l’ex capo della Protezione civile aveva garantito che si sarebbe impegnato a evitare che i reati per cui era imputato andassero estinti. E invece stamattina il legale dell’ex candidato sindaco di Roma ha annunciato la retromarcia: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/20/terremoto-laquila-guido-bertolaso-non-rinuncia-a-prescrizione-nel-processo-grandi-rischi-bis/3045376/

  19. gennaio 5, 2017 alle 6:46 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 5 gennaio 2017
    Grandi rischi bis, il giudice: “Bertolaso da assolvere ma avrebbe dovuto smentire il vice che rassicurò abitanti”.
    Le motivazioni del secondo processo sulla commissione di esperti, sotto l’egida di Palazzo Chigi, che si riunì 5 giorni prima del terremoto dell’Aquila del 2009 (309 morti). Ma l’unica contestazione all’ex capo della Protezione civile era la telefonata con un assessore: “La serena e non preconcetta lettura esclude in modo incontrovertibile l’esistenza di nessi tra quelle frasi e il sisma”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/05/grandi-rischi-bis-il-giudice-bertolaso-da-assolvere-ma-avrebbe-dovuto-smentire-il-vice-che-rassicuro-abitanti/3297898/

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