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Spending review ovvero pressing again.


anche su Il Manifesto Sardo (“Pressing Review”), n. 126, 16 luglio 2012

 

18 mila posti letto in meno negli ospedali, taglio delle spese farmaceutiche e dei servizi ospedalieri (pulizia, mensa, biancheria, ecc.), chiusura di una trentina di Tribunali, 37 Procure e 220 Giudici di pace, taglio delle Prefetture, taglio degli organici (- 10%) delle Forze armate e delle spese per le missioni all’estero, dimezzamento delle spese per le “auto blu”, taglio del personale (- 24.000 dipendenti) e dei dirigenti (- 20%) della Pubblica amministrazione, proroga del blocco dei contratti per i dipendenti pubblici (fermi da 5 anni), blocco degli adeguamenti Istat degli affitti delle sedi delle amministrazioni pubbliche sono solo alcune delle misure stabilite recentemente dal Governo Monti (qui il comunicato del Consiglio dei Ministri sul decreto) per l’obiettivo virtuoso di bloccare il previsto aumento I.V.A. fino al giugno 2013.

Si stima un risparmio di 26 miliardi di euro in tre anni.   Ma se ne cercano altri 6 per scongiurare il pericolo.

Ormai s’è perso il conto del numero delle “manovre economiche” per salvare l’Italia dalla bancarotta e dal conseguente disastro economico-sociale.      Spesso facendo lo slalom fra agenzie di rating dall’etica dubbia (e interessata) ma inesorabile e strette creditizie che strangolano imprese e famiglie.  Questo era nelle prospettive e, soprattutto, nelle richieste delle Istituzioni europee e dei mercati finanziari internazionali.

“Spending review”, han chiamato l’operazione di revisione della spesa, ma in realtà dovrebbero avere l’onestà di chiamarla “pressing again”, spremitura continua.

Stati Uniti, crisi del 1929

Infatti, sono sempre le stesse parti della società a sopportarne il peso, ormai quasi insostenibile.

Addirittura nascono nuove categorie di condannati dal vago sapore biblico, gli  esodati, i lavoratori dal numero tuttora imprecisato che hanno scelto in accordo con le aziende di lasciare il posto di lavoro e che ora in seguito alla riforma delle pensioni rischiano di restare senza pensione e senza stipendio.

Misure eque, come in tanti, troppi, s’affannano a ripetere come un mantra un po’ autistico, a iniziare dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.       Misure eque e tagli ragionati.     Che significa eque?

Le uniche misure veramente eque (a iniziare da un’imposta patrimoniale sul modello della Tobin tax) sarebbero quelle poste a carico di chi ha condotto l’Italia e gli italiani in questa situazione grazie a una politica di spaventosi sprechi di soldi pubblici e di spudorati privilegi in questi anni, a iniziare da Silvio Berlusconi e dalla sua corte di approfittatori.

Le uniche misure veramente eque sarebbero quelle che vanno a eliminare inutili “grandi opere”, devastanti per l’ambiente e le casse pubbliche.

Qualche esempio di taglio ragionato?  Eccoli:

*  ponte sullo Stretto di Messina: costo stimato di 5 miliardi di euro;

*  risparmi sui “grandi eventi” gestiti dalla Protezione civile;

linea ferroviaria AV Torino-Lione, oggi messa in dubbio dai francesi proprio per gli alti costi e gli scarsi risultati previsti:  costo stimato 35-40 miliardi di euro;

diga di Monte Nieddu-Is Canargius (Sardegna, basso Sulcis): 56,6 milioni di euro;

Qualche esempio di denaro pubblico gestito in modo “criticabile”?   Eccoli:

*  programma riunione G 8 a La Maddalena – L’Aquila512.474.178,00 euro;

*  rimborsi spese elettorali in favore dei partiti503 milioni di euro;

*  vaccini in gran parte inutilizzati contro il virus H1N1: 24.080.000,00 euro;

*  finanziamenti pubblici alle scuole private500 milioni di euro;

*  costi senza controlli dei Consigli regionalinon quantificabili con esattezza;

* per le sole 626.760 auto blù (un numero superiore a quello dei sette Paesi più industrializzati messi insieme) la Presidenza del Consiglio spende ben 9 milioni di euro all’anno.

Si potrebbe continuare per ore.

Sarroch-Villa S. Pietro, Monte Nieddu, il cantiere della diga

Soprattutto si dovrebbe parlare del vero “buco nero” della finanza pubblica nazionale: la spesa fuori controllo delle Regioni e degli Enti locali in nome della sacrosanta autonomia costituzionalmente garantita.

Solo a titolo di esempio, prendiamo il caso della Regione autonoma della Sardegna.

E’ illuminante in proposito la lettura della relazione di verifica del rendiconto regionale 2011 da parte della Sezione di controllo della Corte dei conti.

E’ pur vero che “il credito maturato dalla Regione nei confronti dello Stato al 31 dicembre 2011 … ammonta a 1.459.545.588,80 euro e che la spesa “reale” consentita dal “patto di stabilità” è pari a 3,295 miliardi di euro su 7,232 miliardi di euro, ma c’è da chiedersi come viene spesa questa comunque ingente “massa” di fondi pubblici.    Tutte spese necessarie e virtuose?

Ben 19 società in house (32 sono le partecipazioni detenute) con 4.138 dipendenti a vario titolo “cui si devono aggiungere i dirigenti, le unità a tempo determinato, i consulenti, ecc. con un costo per il personale quantificato per difetto in circa 147,204 milioni di euro, con una copertura di perdite di esercizio pari a 63,638 milioni di euro per il solo 2011.

La sola SardegnaIT è giunta ad avere 122 unità di personale a tempo indeterminato (assunte senza concorso pubblico), 16 collaboratori, 3 dirigenti con il solo costo del personale pari a 6,288 milioni di euro nel 2011 rispetto ai 5,425 milioni di euro del 2010: “le interlocuzioni intervenute nel corso del 2011 tra società e gli Uffici regionali in materia di questioni assunzionali varie, confermano la mancata chiarezza sui limiti decisionali che la società deve rispettare”.   Inoltre, “assai delicati si configurano pure i profili sulle modalità di affidamenti contrattuali/acquisti seguiti dalla società in house … risulta, infatti, che, a fronte di circa 100 milioni” di euro per “contratti per servizi stipulati dal 2006 con la Regione, siano seguiti appalti della società all’esterno con formula selettiva … per soli 17 milioni circa”.

Milano, Duomo

In buona sostanza, disinvoltura in assunzioni, incarichi, spese.

Se aggiungiamo l’aumento di ben 1.980 unità di personale (ora sono 6.617) presso l’Ente Foreste della Sardegna (con costi interamente a carico regionale complessivamente pari a 135,420 milioni di euro, + 8% rispetto al 2010), la restituzione di circa 81 milioni di euro di fondi comunitari (P.O.P. 1994-1999), l’invio in economia di stanziamenti di bilancio non impegnati per oltre 360 milioni di euro di fondi comunitari P.O. FESR 2007-2013 abbiamo solo alcuni dei tanti indizi di una scarsa capacità programmatoria e gestionale che si traduce in sprechi e diseconomie.

E’ solo un esempio, ricordiamolo.    Ma se l’obiettivo è davvero abbattere sprechi e diseconomie, il Governo Monti – coinvolgendo Regioni ed Enti locali – non ha che l’imbarazzo della scelta.    E lo sa benissimo.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

(immagine satirica da mailing list sociale, foto da mailing list sociale, S.D., archivio grIG)

  1. luglio 17, 2012 alle 2:54 pm

    altri regali, altre svendite in vista.

    da Il Corriere della Sera, 16 luglio 2012
    DEBITO PUBBLICO – LA STRATEGIA. Caserme, uffici, aree demaniali. Ecco la lista delle privatizzazioni. Entro luglio 6 mld dal passaggio di Sace e Fintecna a Cassa depositi. Il patrimonio immobiliare vale circa 300 miliardi. (Antonella Baccaro): http://www.corriere.it/economia/12_luglio_16/caserme-uffici-privatizzazioni-baccaro_76dacc4e-cf04-11e1-8c66-2d335d06386b.shtml

  2. luglio 17, 2012 alle 2:55 pm

    A.N.S.A., 17 luglio 2012
    Scure di Moody’s sull’Italia, taglia banche, enti locali e Spa pubbliche.
    Tagliati rating di 23 Enti locali, fra cui 14 Regioni e quattro città capoluogo, di banche e societa’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/07/17/Scure-Moody-Italia-taglia-banche-enti-locali-Spa-pubbliche_7195880.html

    Fmi conferma: -1,9% Pil dell’Italia nel 2012. Esperti di Washington: al ribasso crescita mondiale, agire subito. Alcuni spread in Europa non sono giustificati dai fondamentali. Gli aiuti per l’Efsf aumentano il debito: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/07/16/FMI-RITOCCA-RIBASSO-PIL-MONDO-conferma-Italia-1-9-2012_7193310.html

    Italia sempre più povera allarme per 8 mln.
    L’Istat presenta il report sulla povertà 2011. Nel Mezzogiorno è povera quasi una famiglia su 4: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/07/17/Italia-sempre-piu-povera-allarme-8-mln_7196383.html

  3. icittadiniprimaditutto
    luglio 17, 2012 alle 4:31 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Occhio nudo
    luglio 17, 2012 alle 5:59 pm

    I 1.980 dell’Ente Foreste mi erano sfuggiti, e non parliamo delle Province, perchè quello è ormai un tasto doloroso per noi sardi, beffati da un gruppo di iene affamate.

  5. luglio 17, 2012 alle 9:15 pm

    per chi volesse conferme del “buco nero” rappresentato dalla gestione finanziaria da parte di Regioni ed Enti locali.

    A.N.S.A., 17 luglio 2012
    Lombardo rassicura Monti su dimissioni.
    Il premier: ‘Governatore ribadisca l’intenzione, dichiarata pubblicamente, di lasciare il 31 luglio’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/07/17/Sicilia-Monti-chiede-Lombardo-conferma-dimissioni-_7198873.html

    da Il Corriere della Sera on line, 17 luglio 2012
    REGIONI E DEFICIT| FACCIA A FACCIA TRA MONTI E LOMBARDO FISSATO PER IL 24 LUGLIO. Rischio default in Sicilia, Monti a Lombardo: confermi le dimissioni. Governatore Sicilia telefona al premier: «Gli rassegnerò tutti elementi utili a dimostrare la sostenibilità della finanza regionale»: http://www.corriere.it/politica/12_luglio_17/monti-lombardo-dimissioni_658d40de-d01c-11e1-85ae-0ea2d62d9e6c.shtml

    A PALAZZO DEI NORMANNI UN DIRIGENTE OGNI SEI IMPIEGATI. IL CASO DEI BABY-PENSIONATI. Sicilia, più dipendenti del governo inglese. La presidenza della Regione ne conta 1.385. Downing Street si ferma a 1.337. (Sergio Rizzo): http://www.corriere.it/economia/12_luglio_05/sicilia-piu-dipendenti-governo-inglese-rizzo_dfbf11cc-c660-11e1-8ab7-67e552429064.shtml?fr=correlati

    da Il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2012
    Sicilia a rischio default, Monti chiede a Lombardo conferma delle dimissioni.
    Il premier si fa portavoce delle “gravi preoccupazioni” riguardo ai conti della Regione. Lombardo: “Lascio, i conti sono a posto”. Insorge la politica locale: “Violazione dell’autonomia regionale”. L’assessore al Bilancio smentisce il rischio fallimento: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/17/sicilia-a-rischio-default-monti-chiede-a-lombardo-conferma-dimissioni/296589/

    Sicilia a rischio crac, ma da “Arraffaele” Lombardo piovono nomine last minute.
    Il presidente, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, ha annunciato le dimissioni per il 31 luglio. Ma negli ultimi mesi ha dato il via libera a un centinaio di nuovi incarichi. Mentre sulla Regione grava l’ombra del default. (Giuseppe Pipitone): http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/17/sicilia-a-rischio-crac-ma-da-arraffaele-lombardo-piovono-nomine-last-minute/296763/

  6. luglio 17, 2012 alle 11:08 pm

    già fatto, Ministro Profumo, già fatto da 10 anni.

    da Casteddu on line, 17 luglio 2012
    Il ministro Profumo invita ad ottimizzare e spegnere le luci come in famiglia: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/profumo-ottimizzare-e-spegnere-le-luci-come-in-famiglia/35650

  7. luglio 19, 2012 alle 2:56 pm

    ma dove vogliamo andare in queste condizioni?

    A.N.S.A., 19 luglio 2012
    Pressione fiscale al 55%, in Italia record mondiale. Il sommerso economico e’ pari al 17,5% del Pil, l’imposta evasa ammonterebbe a circa 154 mld: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/07/19/FISCO-CONFCOMMERCIO-PESO-REALE-55-RECORD-MONDIALE-_7207078.html

  8. luglio 20, 2012 alle 7:51 pm

    A.N.S.A., 20 luglio 2012
    Via libera Cdm al taglio delle province Salta accorpamento delle festivita’. Monti, non sono necessarie nuove manovre: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/07/20/Via-libera-Cdm-accorpamenti-province-Salta-accorpamento-feste_7213352.html

  9. agosto 5, 2012 alle 10:23 pm

    una regione in bilico.

    da La Nuova Sardegna on line, 5 agosto 2012
    Sulcis, 4mila posti di lavoro in forse.
    Positiva la svolta per Eurallumina. Ma la soluzione per Alcoa, ex Ila e Carbosulcis non sembra affatto vicina. (Erminio Ariu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/08/05/news/sulcis-4mila-posti-di-lavoro-in-forse-1.5504602

  10. agosto 7, 2012 alle 10:12 pm

    Mario Monti ha semplicemente detto la verità 😉

    A.N.S.A., 7 agosto 2012
    Monti telefona a Silvio: ‘Sono dispiaciuto’. Prof a Berlusconi: ‘Mie considerazioni su spread a 1200 punti non avevano carattere politico’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/08/05/Monti-Merkel-preoccupato-risentimento-antitedesco_7296023.html

  11. agosto 31, 2012 alle 5:06 pm
  12. settembre 7, 2012 alle 2:58 pm

    Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha ragione, ma la pressione fiscale (e non solo) è sempre sulle solite fasce della popolazione, gli “interessi forti” sono sempre più forti, i poveri sono sempre più poveri.

    A.G.I., 7 settembre 2012
    Monti, “evitato il tracollo dell’Italia”. “Abbiamo salvato anche l’Europa”: http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201209071157-ipp-rt10074-crisi_monti_abbiamo_evitato_il_tracollo_di_italia_ed_europa

    A.N.S.A., 7 settembre 2012
    Monti: Evitato tracollo Italia. ‘Il rigore è parso eccessivo ma era necessario’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/09/07/MONTI-CONDIVIDO-CRITICHE-GOVERNO-MA-SFIDA-ERA-GRANDE_7439332.html

  13. settembre 23, 2012 alle 10:00 pm

    A.N.S.A., 23 settembre 2012
    Crisi: ‘Deficit greco raddoppiato, fondo salvastati verso 2.000 mld.
    Secondo Der Spiegel l’Ue starebbe preparandosi ad eventuale richiesta di aiuti di Spagna e Italia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/09/23/Crisi-Deficit-greco-raddoppiato-fondo-salvastati-verso-2-000-mld_7517784.html

  14. settembre 25, 2012 alle 2:43 pm

    A.N.S.A., 25 settembre 2012
    Consumi in forte calo, mai così male dal ’46.
    Contrazione del 3%, lo prevede Confcommercio che rivede al ribasso le sue stime: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/09/25/Consumi-forte-calo-mai-cosi-male-46_7526350.html

  15. ottobre 1, 2012 alle 2:57 pm

    un’ottima notizia 😛

    da Il Fatto Quotidiano, 30 settembre 2012
    Ponte sullo Stretto, Clini: “Non si fa, presto chiuderemo la procedura”.
    Il ministro dell’Ambiente risponde al quotidiano ‘la Repubblica” che è uscito oggi con l’indiscrezione dell’intenzione da parte del governo di fare l’opera tra Messina e Reggio Calabria. Un coro di critiche si è levato, prima della smentita, da Pd, Verdi e Idv: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/ponte-sullo-stretto-clini-non-faremo-presto-chiuderemo-procedura/368701/

    • novembre 3, 2012 alle 10:18 am

      contrordine, compagno Monti.

      da Il Manifesto, 2 novembre 2012
      Monti resuscita il ponte sullo stretto e si piega alle lobby dei costruttori. (Carlo Lania)

      Stop al Ponte sullo Stretto di Messina. Anzi no. Il governo fa una repentina marcia indietro sulla già annunciata messa in soffitta del progetto del ponte che dovrebbe collegare la Sicilia alla Calabria. L’addio all’opera pubblica era stato dato con l’accantonamento nella legge di stabilità di 300 milioni di euro per il pagamento della penale dovuta al Consorzio che avrebbe dovuto realizzarlo, ma nel consiglio dei ministri della scorsa notte il governo ci ha ripensato. Se davvero ci sarà, lo stop al Ponte non verrà dato prima di due anni, tempo necessario – spiega una nota di palazzo Chigi – per «verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità». Nel frattempo non si starà però con le mani in mano, anzi si potrà continuare a cementificare: «In ogni caso – prosegue infatti Palazzo Chigi – durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalità autonoma e siano già compresi nel progetto generale». Il sospetto è che la decisione sia frutto sia delle pressioni fatte in questi giorni dalla lobby del Ponte, sia della scelta di non spendere oggi, in piena crisi economica e con il governo che taglia i fondi anche ai malati di Sla, i 300 milioni già stanziati. Rimandando la patata bollente al prossimo governo, Monti/bis o no che sia.
      Comunque stiano le cose, la retromarcia non è piaciuta a opposizione e associazioni ambientaliste, che nei giorni scorsi avevano salutato come un successo la decisione di mettere finalmente la parola fine a una storia decennale. Nella notte, invece, la brutta sorpresa del rinvio. «E’ una decisione sbagliata, anzi è una non-decisione» scrive su Facebook Nichi Vendola. «Pensavamo fosse un capitolo finito – prosegue il leader di Sel e governatore della Puglia – pensavamo fosse chiaro che il progetto è insostenibile e irrealizzabile. Invece no. Il centrosinistra ha un’altra decisione da prendere con urgenza non appena sarà al governo del Paese».
      In effetti l’addio al Ponte sembrava essere davvero definitivo. Lo stesso ministro dell’Ambiente Corrado Clini, nelle scorse settimane, aveva spiegato la contrarietà del governo alla realizzazione dell’opera, al punto da definanziarne la costruzione. Invece, complice la notte, l’ultimo consiglio dei ministri ha fatto slittare tutto di altri due anni. Motivando perdipiù la scelta come se le spiegazioni date solo qualche giorno prima non fossero mai state dette: «Tale decisione – spiega infatti palazzo Chigi – è motivata dalla necessità di contenimento della spesa pubblica, vista anche la sfavorevole congiuntura economica internazionale. Ed è in linea con la proposta della Commissione europea dell’ottobre 2011 di non includere più questo progetto nelle linee strategiche sui corridoi trans-europei». «Qualora in questo periodo di tempo non si giungesse a una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile – prosegue la nota – scatterà la revoca ex lege dell’efficacia di tutti i contratti in corso tra la concessionaria Stretto di Messina spa e il contraente generale, con il pagamento delle sole spese effettuate e con una maggiorazione limitata al 10%».
      Due anni durante i quali non è detto che non si continuino a spendere soldi. «Tenere in piedi il progetto del Ponte – denuncia infatti il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – significa continuare a pagare studi e magari costruire inutili opere di collegamento a un’opera che mai verrà costruita». L’associazione chiede quindi al governo di bocciare il progetto e procedere, subito dopo, a «sciogliere la Società Stretto di Messina». Critico anche il Wwf, che parla di «decisione pilatesca». «Il governo, dopo ben nove anni di studi, visto che il progetto preliminare è stato presentato nel 2003 ha già oggi tutti gli elementi per chiudere con il progetto, con il General Contractor, senza pagare penali, e con quell’ente inutile che è la Stretto di Messina spa», scrive l’associazione. Di «schiaffo all’Italia onesta» parla invece Angelo Bonelli. «Com’è possibile – si chiede il presidente dei Verdi – che un governo che taglia i fondi per l’assistenza ai malati di Sla non cancelli immediatamente un’opera che costerà più di 8,5 miliardi di euro e che rappresenta la sagra dello spreco e dell’inutilità».
      Dal centrodestra si leva invece la voce soddisfatta dell’ex ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli: «E’ certo – dice – che se il centrodestra tornasse a guidare il paese il Ponte sarebbe realizzato perché è un’opera che serve alla Sicilia, al Sud, all’Europa».

  16. ottobre 9, 2012 alle 2:56 pm

    A.N.S.A., 9 ottobre 2012
    Istat, crolla potere acquisto delle famiglie. Rivista al rialzo la variazione del pil acquisita al 2/o trimestre per l’intero anno, dal -2,1% a -2%: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/10/09/ISTAT-POTERE-ACQUISTO-FAMIGLIE-4-1-MINIMI-2000_7599744.html

  17. ottobre 10, 2012 alle 3:00 pm

    era ora! 😛

    da La Nuova Sardegna, 10 ottobre 2012
    SI PARTE in 11, FUORI LONDRA. La Tobin tax si farà Anche l’Italia ha detto sì. (Lorenzo Robustelli)

    LUSSEMBURGO. La Tobin tax si farà, e l’Italia è nel primo gruppo di Paesi che l’adotteranno. L’annuncio l’ha dato alla stampa il «grande tessitore» delle politiche comunitarie italiane, l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, rappresentante permanente presso l’Ue, che ieri a Lussemburgo ha sostituito il ministro Vittorio Grilli al vertice dei responsabili delle Finanze dei Ventisette. Ora il lavoro passa alla Commissione, che dovrà affinare una proposta e poi si dovrà lavorare sui dettagli. L’intesa potrebbe arrivare anche per la fine dell’anno. Non ci saranno tutti, si parte in undici, e il «sì» dell’Italia è stato decisivo: fino all’altra sera solo otto paesi avevano deciso di lavorare a questa tassa, ma il numero minimo per una “cooperazione rafforzata” (che sarà vincolante solo per chi ci sta), se non si è tutti, è nove. Nella notte tra lunedì e martedì è arrivato il via libera da Roma e poi si sono aggiunti anche Spagna ed Estonia. «Non è stata una decisione facile – ha spiegato Nelli Feroci -, avremmo preferito che ci fossero stati più paesi, ma sosteniamo l’intenzione della Commissione e speriamo che altri Stati si aggiungano». Per ora ci sono, oltre all’Italia, i due promotori Germania e Francia, e poi Austria, Portogallo, Belgio, Slovenia, Grecia, Estonia, Spagna e Slovacchia. Un buon gruppo, con le principali economie dell’euro, che fanno la quasi totalità della moneta unica dentro. Manca la Gran Bretagna, che, lo ha sempre detto, non aderirà mai, ma ha deciso di non porre ostacoli. «Non metteremo i bastoni fra le ruote – ha spiegato ieri il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne – ma non aderiamo. L’avremmo fatto se il processo fosse stato più generale». Il commissario europeo alla fiscalità Aldirdas Semeta ha confermato che «parte delle entrate di questa tassa potranno essere utilizzate per finanziare il bilancio Ue, riducendo così il contributo che gli stati versano in proporzione al loro Pil». In 27 si tratterebbe di circa 57 miliardi l’anno, in 11 forse una trentina, ma sempre di soldi nuovi si tratta. E i parlamentari sono tutti contenti, perché questo potrebbe aiutare ad alleggerire il problema dell’aumento dei contributi all’Unione che i governi non vogliono concedere. Nel Pd festeggiano Domenici e Gualtieri, i due deputati europei che per mesi hanno lavorato a questo obiettivo, contenti di «vedere il nostro paese protagonista attivo di un atto che serve sia all’economia reale che come base per una vera unione economica e sociale, e che porterà nelle casse dell’Unione miliardi da investire in sviluppo, crescita e occupazione».

    La tassa no global che frena la speculazione.
    Ma, con i mercati perfettamente integrati, può funzionare solo se c’è cooperazione internazionale.

    ROMA. Cavallo di battaglia negli ultimi vent’anni dei movimenti no global, la Tobin tax consente o dovrebbe consentire di frenare la speculazione finanziaria, penalizzando i movimenti di capitale a breve, e reperendo al tempo stesso risorse da destinare a programmi sociali. È «quel famoso granello di sabbia negli ingranaggi della finanza che ha il duplice vantaggio di frenare la speculazione e di generare un gettito da destinare a welfare, cooperazione allo sviluppo, lotta contro i cambiamenti climatici», sottolinea il network delle ong “zero zero cinque”. A proporla, nel 1970, James Tobin, consigliere economico del presidente Kennedy e premio Nobel per l’economia nel 1981 con ben altre finalità: all’epoca il problema era la volatilità del cambi, e Tobin progettò di tassare con un’imposta minima (lo 0,05%, secondo alcune indicazioni) le transazioni valutarie ed evitare il fallimento di alcuni Paesi ad opera di pochi, sconsiderati, grandi capitalisti. L’imposta non fu mai applicata, e con il passare degli anni e la crescente finanziarizzazione dell’economia mondiale agli inizi degli anni Novanta è stata nuovamente riproposta da quanti vedevano i mali di una globalizzazione incentrata solo sul capitale. Al punto che lo stesso Tobin, morto nel marzo scorso, prese le distanze, affermando: «Questa imposta non costituisce un colpo contro i presunti mali della globalizzazione». Per essere efficace, la Tobin tax richiede necessariamente una cooperazione internazionale: i mercati hanno raggiunto con la globalizzazione una perfetta integrazione e ciascun investitore potrebbe in qualsiasi momento portare tutte le sue ricchezze da una piazza all’altra del pianeta, riducendo gli investimenti solo in quelli che l’hanno applicata, con gravi conseguenze per le loro economie. Ed è questo il motivo per il quale da quarant’anni se ne parla ma non si riesce a trovare un accordo a livello mondiale. Facilmente prevalgono gli egoismi nazionali, come nel caso della Gran Bretagna. La piazza di Londra è tornata al top dei mercati finanziari è la Gran Bretagna è diventata il più strenuo oppositore della Tobin tax.

  18. ottobre 11, 2012 alle 3:50 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 11 ottobre 2012
    Spending review, la Regione Sardegna impugna la legge.
    La Giunta ha deliberato di impugnare la legge di stabilità e sta valutando eventuali ricorsi alla Corte Costituzionale: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2012/10/11/news/spending-review-la-regione-sardegna-impugna-la-legge-1.5842602

    da Sardinia Post, 11 ottobre 2012
    LA REGIONE IMPUGNA LA LEGGE SULLA SPENDING REVIEW. CAPPELLACCI: “BASTA SOPRUSI ILLEGALI”: http://www.sardiniapost.it/politica/814-la-regione-impugna-la-legge-sulla-spending-review

  19. ottobre 31, 2012 alle 2:48 pm

    ecco il record.

    A.N.S.A., 31 ottobre 2012
    Lavoro: quasi 2,8 mln disoccupati, e’ record storico. Istat: vola al 35% la disoccupazione dei giovani: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/10/31/LAVORO-QUASI-2-8-MLN-DISOCCUPATI-RECORD-STORICO_7719634.html

  20. novembre 5, 2012 alle 2:51 pm

    A.N.S.A., 5 novembre 2012
    Disoccupazione al 10,6% nel 2012, sale all’11,4% nel 2013.
    Drastico taglio dei consumi, -3,2% quest’anno: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/11/05/-ISTAT-DISOCCUPAZIONE-10-6-2012-SALE-11-4-2013-_7740829.html

  21. novembre 15, 2012 alle 3:00 pm

    l’abbiamo capito da parecchio.

    da La Nuova Sardegna, 15 novembre 2012
    INTERVISTA AL SOCIOLOGO GALLINO. «Hanno capito il grande inganno». La crisi nasce dalle banche, non dal debito: «La gente ora lo sa».

    ROMA. «Finalmente i cittadini dell’Europa stanno comprendendo il grande inganno». Luciano Gallino, sociologo del lavoro e saggista, spiega così la crescente reazione delle opinioni pubbliche europee di fronte all’aggravarsi della crisi. Professore, quale inganno? «Ora in molti capiscono quello che è stato nascosto, purtroppo. Che cioè è stato il debito privato delle banche a causare questo disastro. Invece l’origine della crisi è stata presentata come un problema di debito pubblico e di spesa pubblica». Non è così? «E’ appunto il grande inganno, la più grande operazione di formazione ideologica mai vista nella storia. Ci hanno convinto che abbiamo vissuto sopra i nostri mezzi e che la colpa era della spesa sociale. Spieghino perchè il debito pubblico sale mentre la spesa sociale è ferma da tanti anni. Le pensioni sono il 15% del pil, la sanità l’8%». Ieri c’è stato uno sciopero europeo, sono tornati gli studenti in piazza con i lavoratori e i precari. «E’ il segnale che molti milioni di persone stanno cominciando ad avere un’idea diversa di quanto è successo. E’ il segnale che le vittime della crisi non vogliono pagarne anche i costi. Le politiche imposte in questi anni peggiorano i bilanci e fanno invece pagare i costi a milioni di persone. Che ora dimostrano di averne abbastanza». I movimenti sono capaci di imporre un’agenda diversa da quella dominante del liberismo? «Intanto c’è collera e risentimento contro governi che invece di politiche di crescita propongono tagli a pensioni e sanità con manovre di austerità regressive che peggiorano il male anziché curarlo. Questa dottrina, che ha dominato e domina l’Occidente è il neo liberalismo. Dottrina totalitaria che si applica ai bilanci pubblici tagliando spesa e servizi». Monti è uno dei rappresentanti di quella linea? «Il governo tecnico è intervenuto con quei criteri su pensioni e lavoro. Se poi guardiamo ai risultati ha portato al massimo proprio il debito pubblico. Il governo Monti sta tagliando di fatto la spesa sociale». Il conflitto sociale sta crescendo anche con connotati inediti? «Il conflitto è in crescita. Contro le scelte neo liberali certo, ma anche mandando chiari segnali al centro sinistra che in Europa ha abbracciato quella stessa dottrina, pur con qualche correzione. Il Pd interviene quando Monti va giù troppo pensante. Questa è una delle cause profonde anche della crisi politica attuale». Il movimento sindacale europeo è in grado di imporre scelte alternative o è condannato alla semplice protesta? «Spezzare il grande inganno è già qualcosa, ma deve essere in grado di imporre ai governi l’uscita da quella spirale di rigore, austerità, tagli che produce regressione e colpisce certamente i ceti più deboli. Ma attenzione, i movimenti sono anche assai eterogenei e non sempre riescono a dare uno sbocco progressista». (v.l.)

  22. novembre 21, 2012 alle 2:57 pm

    A.N.S.A., 21 novembre 2012
    Produttivita’ ferma da 20 anni, +0,5% anno dal ’92. Istat: nel periodo 1992-2011 è aumentata ad un tasso annuo di mezzo punto percentuale: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/11/21/PRODUTTIVITA-ISTAT-FERMA-20-ANNI-0-5-ANNO-92_7831413.html

  23. novembre 30, 2012 alle 11:41 pm

    A.N.S.A., 30 novembre 2012
    In 2,9 mln senza lavoro Grilli, 2013 sarà peggio. Ministro, dato dell’Istat negativo ma atteso Camusso, prossimo anno ancora piu’ pesante: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/11/30/-ISTAT-DISOCCUPAZIONE-OTTOBRE-11-1-_7880535.html

  24. dicembre 2, 2012 alle 4:54 pm

    A,N.S.A., 2 dicembre 2012
    Lavoro: e’ record di scoraggiati, sono quasi 1,6 mln. Istat su terzo trimestre, rassegnati di fronte a ricerca posto: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/12/02/Lavoro-record-scoraggiati-sono-quasi-1-6-mln_7891467.html

  25. dicembre 14, 2012 alle 2:54 pm

    nonostante lacrime e sangue, è arrivato il record.

    A.N.S.A., 14 dicembre 2012
    Debito pubblico boom, sfonda 2.000 miliardi. Bankitalia: a ottobre a 2.014 miliardi. Pesa per ben oltre 33mila euro su ogni cittadino, bebé compresi: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/12/14/DEBITO-ITALIA-SUPERA-2-000-MILIARDI_7951861.html

  26. dicembre 27, 2012 alle 2:40 pm
  27. gennaio 8, 2013 alle 2:55 pm

    altro record.

    A.N.S.A., 8 gennaio 2013
    Ue: in Italia rischio trappola povertà. Emerge dal Rapporto Ue 2012 su occupazione e sviluppi sociali: ‘Per l’ltalia, Grecia, Spagna, Malta e i paesi Baltici la situazione sta peggiorando’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2013/01/08/LEGA-PDL-MARONI-BERLUSCONI-PREMIER-E-IMPEGNO-SCRITTO_8040918.html

    Giovani senza lavoro al 37,1%, record assoluto dal 1992. A novembre il tasso di disoccupazione resta all’11%, ancora ai massimi da gennaio 2004: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/01/08/DISOCCUPAZIONE-GIOVANI-NOVEMBRE-37-1-TOP-92_8040517.html

  28. gennaio 20, 2013 alle 12:22 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2013
    Consulenze record per il governo Monti. Lannutti: “Perché spesa da 2,3 milioni?”
    Il senatore presenta un’interrogazione in Parlamento segnalando il boom di collaborazioni esterne dell’esecutivo del Professore: 111 incarchi, più di quanto fece il governo Berlusconi (108), per una spesa annua di poco inferiore. Tra gli apparati più “generosi” la Protezione civile e il dipartimento del Turismo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/19/consulenze-record-per-governo-monti-lannutti-spesi-23-milioni-di-euro/474827/

  29. gennaio 22, 2013 alle 2:58 pm

    A.N.S.A., 22 gennaio 2013
    Crisi: consumi giù di 15 anni. ‘Scomparse’ 100mila aziende.
    Balzo nel passato: 15.695 euro i consumi procapite nel 2013 rispetto a 15.753 del 1998: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2013/01/22/CRISI-RETE-IMPRESE-100MILA-AZIENDE-MENO-2012_8115941.html

  30. gennaio 28, 2013 alle 2:53 pm

    A.N.S.A., 28 gennaio 2013
    Crescita lenta dei salari, ai minimi dal 1983.
    Istat: ‘Prezzi a velocità doppia nel 2012’ Confindustria: ‘Toccato fondo, verso rimbalzo’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/01/28/Istat-1-5-retribuzioni-2012-minimo-1983_8149828.html

  31. febbraio 22, 2013 alle 2:56 pm

    di bene in meglio.

    A.N.S.A., 22 febbraio 2013
    Italia peggiora stima Pil disoccupazione aumentera’.
    Nel 2014 tocchera’ il 12% nel nostro Paese Ancora un anno di di recessione per l’eurozona: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2013/02/22/Eurozona-ancora-recessione-2013-Italia-peggiora-stima-Pil_8291606.html

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