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Cari rom, un briciolo di autocritica non guasta. E niente razzismo.


Giusto lasciare il campo, era in condizioni disastrose, dice Saltana Ahmetovic, rappresentante dei rom già stanziati presso il campo nomadi di Cagliari.

Quel campo nomadi, dopo numerose denunce da parte delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, nonché di abitanti e operatori economici dei quartieri cagliaritani di Mulinu Becciu e S. Michele, è sotto sequestro preventivo da parte della magistratura e con ordinanza sindacale di sgombero.

Quel campo nomadi era diventato una vera e propria bomba ecologica.  Tonnellate di rifiuti tossici, incendi, traffico di rifiuti in combutta con “imprenditori” locali senza scrupoli.

Non sono venuti dal Giappone ignoti farabutti per creare quelle “condizioni disastrose” di cui parla Saltana Ahmetovic.   Sono stati gli stessi residenti del campo nomadi.  E molti di loro hanno accettato di buon grado (è un eufemismo) di andare in “case normali” con terreno intorno piuttosto che far crescere i propri bimbi in mezzo a topi grandi come cani e a liquami maleodoranti.

E chi li sostiene “senza se e senza ma” dovrebbe lasciar perdere certi toni ultimativi e spiegar loro che non basta dire “non vogliamo le case dei sardi”, ma qualche straccio di parola di autocritica sarebbe il minimo doveroso, visto che il campo nomadi è costato milioni di euro per la realizzazione e il mantenimento pluriennale.   Soldi pubblici, anche di quei cagliaritani che sono stati affumicati quasi ogni santo giorno che pioveva sulla Terra per quindici anni. 

Dovrebbe anche spiegar loro che non possono avere “un pezzo di terra dove autocostruirsi le case” a Cagliari e da qualsiasi altra parte perché non sta in cielo né in terra che si ricreino le condizioni che hanno dato vita a una vera e propria discarica abusiva abitata da esseri umani, com’era finora. Magari autoregolamentata come un clan paramafioso, dove c’è chi comanda e c’è chi deve ubbidire ciecamente.

I procedimenti penali facciano il loro corso e i responsabili di questo disastro ambientale e finanziario paghino fino in fondo, compresi quelli che dovevano vigilare e facilitare l’inserimento dei rom e sono stati inerti a contare le decine e decine di migliaia di euro di fondi pubblici che affluivano alle loro casse.

Così come lascino perdere i toni vagamente razzisti e penalmente perseguibili quelli che “non vogliono gli zingari” nel proprio paese per principio.

E’ proprio il caso di voltare pagina: diritti e doveri per i rom, come per ogni cittadino.   Senza ipocrisie, falsi buonismi e stupidi razzismi. 

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

 

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  1. Alessandro Ogheri
    luglio 8, 2012 alle 9:23 am

    io sono di sinistra da sempre, e antirazzista.

    Vi devo raccontare cosa è successo al campo nomadi di Legnago, vicino a Verona.

    Una ragazza che conoscevo, molto addentro ad ambienti cattolici, attiva negli scout e nell’azione cattolica, mi raccontava un giorno che il comune di Legnago e soprattutto la diocesi aveva organizzato una raccolta di mobili (usati ma in buono stato) e altre suppellettili per i nomadi del vicino campo rom.

    Il giorno della consegna, un gruppo abbastanza numeroso di ragazzi (tra i 15 e i 22-23-24 anni) dell’azione cattolica e degli scout si è presentato coi camion (SEMPRE PAGATI DAI MEDESIMI, quindi non dai rom) davanti all’ingresso dei campi rom (i quali, quindi non si sono dati neanche il disturbo di venirsi a prendere i mobili).

    All’ingresso, i rom (circa 5-6 uomini e un nugolo di donne e ragazzini in mutande) li hanno salutati, dopo di che si sono limitati , senza neanche dire grazie, a dare le direttive:

    “metteteli li li e la”…

    e non hanno neanche scaricato i mobili CHE ERANO PER LORO E GRATUITI…

    ora, perchè dobbiamo accettare questa “cultura” ?

    Perchè se loro dicono che è la loro “cultura” … beh allora io dico che forse è capibile allora anche chi dice “beh la mia cultura è quella di sprangare chi non lavora, inquina CASA MIA e non ringrazia neanche quando gli portiamo oggetti GRATUITAMENTE per loro” o no ?

    • Mario
      luglio 20, 2012 alle 2:48 pm

      Attenzione, il campo è stato chiuso il 2 luglio, ma non è servito a nulla, anche perchè non èchuiso, quindi chiunque può entrare sopratutto i Rom. La discarica di rifiuti illegali si è trasferita a 10 metri di distanza, lato motorizzazione civile dove è rimasto un’insediamento Rom che era già presente li e bruciava da anni. quindi stanno continuando peggio di prima, una beffa per il quartiere, loro si sono poratti le famiglie nelle case pagate dal comune e a Mulinu becciu e su Planu è rimasta la discarica a pochi metri dal campo dell 554. Ieri sera alle 18.00 19 luglio 2012 c’era il rogio tossico alla diossina che bruciava in pieno giorno…. è vergognoso che questi criminali in sfregio a tutte le leggi continuino impunemnte ad avvelenare i cittadini, molti dei quali purtroppo inconsapevoli. Vigiliamo e denunciamo, bisogno recarsi sul posto in tanti e evitare che continuino, avvisando anche le autorità. Mario

  2. icittadiniprimaditutto
    luglio 8, 2012 alle 9:56 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Massimo
    luglio 8, 2012 alle 3:47 pm

    Caro Gruppo d’Intervento Giuridico, di autocritica Rom ne ho sentita molta, magari un po’ meno è stata rimbalzata dai media, ma di questo non posso incolpare nessuno. I punti principali sono vari e importanti: 27 famiglie, di cui alcuni bruciavano, ma tutti condannati, Vivo a Quartu e non ho mai mangiato un cane, ho una moglie sarda di origine orunese che non ha mai rapito nessuno, sono italiano e non sono mafioso. Lei sa meglio di me che è la condanna di un gruppo e non di un singolo ad avere un sapore discriminatorio (in questo caso razziale perché sono Rom). Vado alle riunioni della cittadinanza che dovrebbe accettarli e mi cadono le braccia. Prima di tutto perché il lavoro di “inclusione sociale” che millanta il Comune di Cagliari doveve prevedere la preparazione di chi dovrebbe includerli; per me e per lei so che è un discorso di logica, ma credo che sia rimasto nelle intenzioni dei promotori, non nella realtà. Ho sentito delle cose che mi hanno fatto vergognare di essere italiano, ma non riesco a condannare i Sansperatini o i Quartesi spaventati dal diverso, mi arrabbio, e molto, perché nessuno ha realmente preparato tutti (Rom e Italiani) all’unica soluzione civile ad una situazione intollerabile come un ghetto senza regole dove erano rinchiusi per motivi razziali un gruppo di esseri umani. Credo che le responsabilità si possano distribuire un po’ ovunque, in primis ai Rom come comunità che non ha voluto a saputo fermare chi incendiava la plastica per recuperare il rame, poi chi doveva controllare sui conti (40 rubinetti e tre bagni con una fattura che pare fosse di 100.000,00 euro…e il lavoro non fatto, sembra un po’ troppo anche per il Paese che ha dato i natali a Mani Pulite).
    Credo che ora ci serva a poco trovare le responsabilità di cose ormai cessate e le cui tracce saranno cancellate entro breve dalle ruspe. Saranno abbattuti i 40 rubinetti che ho citato, ma forse sarà scoperchiata la grande fossa dove le ruspe sarde hanno “smaltito” i rifiuti di alcune delle tante bonifiche costate milioni di euro, facemdo vivere i Rom e i residenti dei contigui quartieri di Cagliari sopra una vera bomba ecologica, l’altra l’hanno già respirata tutti (purtroppo) e le tracce a terra non possono arrivare a 10 metri di profondità, come notizie estemporanee sembrano farci intendere…il petrolchimico di Porto Torres sembra non sia arrivato a tanto.
    Le responsabilità le lasciamo alla inchieste di chi di dovere, oggi ci sono famiglie minacciate di morte (Sansperate) e altre tacciate di avere un dna diverso (Quartu Sant’Elena). Si scopre un nervo dolente di una popolazione tra i 360.000 e i 450.000 abitanti (prima e seconda fascia dell’area vasta di Cagliari) che ha terrore di 157 Rom, compresi bambini e infanti.
    Una volta fuori dal campo e con responsabilità ben definite dalla legge grazie ad un contratto di locazione nominativo (e sottoscritto dal capo famiglia, non dalla Caritas, come certi stanno dicendo), non credo che i problemi da parte dei Rom si ripeteranno, o per lo meno saranno bloccati da denuncie puntuali con nomi e cognomi.
    Forse c’è da interrogarci sulla nostra posizione di Italiani brava gente e di Sardi ospitali, ma in molti stiamo lavorando anche su quello e con buoni risultati. Non esistono Rom buoni solo perché Rom, ma neanche il contrario. Speriamo che tutti noi cominceremo a mettere un nome a fianco all’aggettivo rom, così anche la legge potrà fare il suo corso nel rispetto della Costituzione, e in questo il Gruppo d’Intervento Giuridico ha pienamente ragione. Nomi propri, non di quartieri (gli onesti di Sant’Eliia o di Is Mirrionis lo sanno bene e hanno tutta la mia solidarietà), nomi e congnomi che la magistratura possa controllare e verificare.

    • luglio 8, 2012 alle 4:20 pm

      concordo con Lei e La ringrazio molto per questo Suo intervento. Solo una cosa: per la bonifica ambientale del campo dismesso sulla S. S. n. 554 non si sa nemmeno quanti soldi (pubblici) saranno necessari.
      Non si deve generalizzare, questo sì sarebbe “razzismo”, ma si deve voltare pagina definitivamente, una volta per tutte. Con coraggio e senza finti buonismi e ipocrisie.
      Solo così si può preparare e realizzare un futuro migliore per tutti.

      Stefano Deliperi

      • Massimo
        luglio 8, 2012 alle 4:55 pm

        Non avevo dubbi che saremmo stati in perfetta sintonia.
        Un suggerimento: notizie non confermate (ma che tra poco potrebbero venire tristemente alla ribalta) parlano di ditte che qualche anno fa hanno preso soldi pubblici per bonificare l’area, ma sembra che abbia scavato una profonda fossa all’interno della “zona” Rom e che abbiano buttato tutto lì dentro. Magari, controllando qualche fattura, potrebbe saltare fuori che qualcuno ha fatto figurare uno smaltimento in discarica controllata di quel materiale, già allora inquinato. La diossina è una brutta bestia, ma anche a Seveso è penetrata 5 cm nel terreno (e credo che le quantità fossero molto superiori nel caso lombardo) e non per i 10 m che pare siano previsti per giustificare 2 milioni di euro di lavori , come si legge sui giornali locali (che sia un nuovo caso amianto-Poetto?).
        Credo che monitorare cosa accadrà in quella zona serva a tutti noi per capire cosa è successo in quel piccolo terreno che 18 anni fa il Comune di Cagliari ha deciso di far diventare terra di nessuno, quindi fuori della legge per Rom, Amministratori e Cagliaritani. Una cosa che non può più accadere. perché a pagare sono sempre i più deboli, di qualsiasi etnia-cultura-religione siano. Nel mio piccolo, se avrò altre notizie la terrò aggiornata.
        Grazie di avermi ospitato, lo apprezzo moltissimo

    • vALENTINA
      luglio 9, 2012 alle 9:47 am

      Gentile Massimo,
      se Lei è a conoscenza dell’autocritica che hanno fatto i Rom del Campo 554, e visto che dai media non è trapelata, la pregherei di darcene notizia. Io che vivo a Mulinu Becciu e che per anni ho dovuto respirare (e far respirare alla mia famiglia la diossina, senza che nessuno intervenisse) non sono a conoscenza di nessuna autocritica, ma so, perchè li ho visti, che i Rom hanno continuato a bruciare, tramite roghi di dimensioni notevoli, fino all’ultimo giorno che sono stati lì.
      E comunque io dell’autocritica e delle buone intenzioni future, non me ne faccio proprio niente, quello che voglio è giustizia. Chi ha fatto il delinquente deve pagare, troppo comodo dire: chi avuto ha avuto – chi ha dato a dato – scordiamoci il passato.
      Perchè il sig. rappresentante dei Rom non fa nomi e cognomi di chi bruciava e, se lo sa, delle ditte che conferivano l’immondezza?
      E’ vero che non si può discriminare un gruppo e che la responsabilità è sempre individuale; ma se non saltano fuori i nomi, e io vedo che ci sono decine di camion e furgoni attrezzati con le gru e quant’altro, è ovvio che penso che siano tutti coinvolti nel malaffare, e nessuno mi può biasimare per questo.
      I quartieri di Villanova, Stampace e Marina sono abitati da decine di famiglie di extra-comunitari di varia provenienza, come mai nessun Cagliaritano è insorto contro di loro?

      • Massimo
        luglio 9, 2012 alle 5:29 pm

        Cara Valentina, il concetto di responsabilità individuale è alla base del diritto penale italiano, e questo vale per tutti in modo indistinto. Non posso dire che i Cagliaritani sono sporchi perché rendono una distesa di rifiuti Torre delle Stelle (la notizia era oggi sull’Unione Sarda), e quindi non è lecito il sillogismo: cagliaritani = sporchi, io e lei siamo cagliaritani = sporchiamo Torre delle Stelle (dove personalmente non sono mai andato al mare, e forse neanche lei).
        Allo stesso modo non posso dire che gli Italiani siano tutti mafiosi, come ci ricorda tutta l’Europa in continuazione: ho la netta impressione che entrambi conosciamo la mafia solo dai film con Michele Placido.
        Il principio che sto difendendo è quello di dare un nome proprio a chi commette un crimine, non un’appartenenza etnica. Ho vissuto troppo tempo fuori dall’Isola per non sapere quanto sia grosso l’ingiusto fardello che ci siamo portati dietro anche noi per cose ormai vecchie.

        L’altra cosa che cita come presunzione di reato, i camion e i furgoni “attrezzati” non sono per accumulare e bruciare rifiuti, ma per il lavoro che molti Rom fanno, cioè il recupero di rottami di ferro. Anche il mio vicino di casa ha un furgone attrezzato, le assicuro che non è un criminale, semplicemente istalla pannelli solari.
        Molto interessante la distanza che noto tra Mulinu Becciu e il centro di Cagliari. Sul fatto che “I quartieri di Villanova, Stampace e Marina sono abitati da decine di famiglie di extra-comunitari di varia provenienza, come mai nessun Cagliaritano è insorto contro di loro?” avrei qualcosa da dirle sul medico di base italiano che a Villanova ha messo fuori il cartello che non si fanno visite ad extra-comunitari nel suo studio. Magari potrei anche dirle che il cartello è stato messo il 22.02.2012 (come indicato da questo “signore”) e nessuno lo ha fatto rimuovere, alla faccia del giuramente di Ippocrate.

        Un’altra precisazione generica, non è per lei ma per altri che ogni tanto aggiungono imprecisioni: non sono i Rom a rubare il rame, sono i poveri di tutte le etnie. Questo articolo è dell’anno scorso e il ragazzo che è morto nell’incidente era di Iglesias. http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/223610

    • valentina
      luglio 9, 2012 alle 8:55 pm

      Gentile Sig. Massimo,
      io Le chiedevo di farmi degli esempi di “molta autocritica” che hanno fatto i Rom di cui Lei è a conoscenza, ma non ho ricevuto nessuna indicazione in merito; il suo spiegone sul concetto di responsabilità penale individuale non era invece richiesto, perchè non sono certamente io a metterlo in dubbio (provi a rilegge il mio intervento) ma la ringrazio per la buona intenzione e per la cortesia di fare si, in questo caso, degli esempi….
      Io non penso minimamente che tutti i Rom siano dediti ad attività illecita in quanto tali, ma esprimo il mio libero pensiero e cioè che, nel caso specifico del campo della 554, la maggior parte dei residenti siano dediti ad attività di gestione, traffico e smaltimento di rifiuti illecitata o, come minimo, non autorizzata (anche quelli che si limitano al solo recupero di metalli). Anzi è proprio Lei ad affermare una responsabiltà collettiva di una comunità che non ha voluto nè saputo fermare il crimine, salvo poi fare di questa responsabilità collettiva, una responsabiltà di tutti e di nessuno, al massimo una responsabiltà da oggi in poi.
      Lei dice che ormai non ha più senso cercare responsabili di crimini cessati…, ma come può fare un’affermazione del genere? Considerato che la sa così lunga di Diritto Penale…non i permetto di farLe esempi per dimostrarLe l’assurdità della sua affermazione.
      Io invece dico che i responsabili, a tutti i livelli, sono ancora identificabili e che giustizia deve essere fatta anche per quello che è stato, non solo per quello che sarà;
      e gli abitanti del campo, in questo senso, potrebbero fare molto.
      Inoltre Le dico che, ai responsabili dei crimini avvenuti nel campo, i nomi e i cognomi potevano essere attribuiti anche prima, non solo adesso che gli abitanti sono stati divisi, perchè più facile identificarli, e questo vale anche per aziende e soggetti vari.
      Il punto è che è mancata la volontà e anche il coraggio di aprire il sipario sulla triste e grave vicenda; perchè tra gli “Italiani brava gente” che cita Lei, ci sono i sempre-di-moda “come sono buoni i bianchi”.
      Ps: … per il medico di Villanova….beh…c’è sempre il cretino di turno.

      • Massimo
        luglio 10, 2012 alle 1:18 am

        Mi deve scusare Valentina, credevo stessimo parlando di giustizia.
        Per le ammissioni credo che basti rivedersi la trasmissione che Videolina ha dedicato all’argomento, non credo che nessuno dei presenti abbia negato l’esistenza di un problema di fumi tossici legato alla lavorazione del rame.
        La ringrazio per il complimento sulla mia spiegazione (spiegone = grande spiegazione), ma evidentemente sono stato poco chiaro e me ne scuso. Per il reato e la persecuzione di eventuali responsabili non sorpresi in flagranza, le consiglierei immediatamente di portare un esposto alla Procura della Repubblica per il sequestro dell’ex-campo, che altrimenti tra breve sarà smantellato, cancellando la prova principale di quel reato, e con essa anche quelle delle possibili ruberie sui tantissimi soldi spesi per la pseudo manutenzione dell’area, dove il sospetto è che i lavori non siano neanche stati fatti. Sparirà tutto e nessuno pagherà per i misfatti, né gli inquinatori, né gli sfruttatori.

        Una cosa la trovo un po’ strana: prima Villanova, Marina e Stampace erano per lei un luogo dove non c’era razzismo, ora esiste un unico cretino di turno, il medico che non visita gli extracomunitari. Questo signore vive nella nostra città e sta perpretando comportamenti razzisti da febbraio senza che nessuno si sia indignato, abbiamo una responsabilità collettiva nei suoi confronti e quindi siamo imputabili di razzismo, oppure questo meccanismo non vale neanche per la colpa collettiva dei Rom della 554 di una collettività che non ha saputo né voluto fermare il crimine.

    • valentina
      luglio 10, 2012 alle 8:29 pm

      Gentile Sig. Massimo, Lei non vuole capire, la colpa collettiva l’ha tirata fuori, provi a rileggersi l’intervento che ha fatto, solo che Lei dice “mal comune mezzo gaudio” “chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato”. Anzi peggio Lei dice che cercare i responsabili di crimini passati non ha senso; inutile fare contorsioni sul tema “responsabilità” per nascondere che Lei assolve tutti. Io credo che sia meglio un colpevole in libertà che un’innocente in galera, ma Lei rinuncia del tutto a cercare i responsabili se questi sono Rom, e questo mi pare che vada proprio nel senso opposto alla generalizzazione; e proprio per questo, che Lei voglia o no tutti i Rom porteranno il fardello; poi possiamo anche discuttere del sesso degli angeli.
      In ogni caso, io dal Procuratore della Repubblica sono già andata; grazie al prezioso e indispensabile intervento del GrIG, abbiamo fatto indagini e raccolto prove documentali di non poco conto, che sono state allegate a supporto di uno dei tanti esposti presentati negli anni alla Magistratura….
      voglio dire… non è che mi sono svegliata ieri con la voglia matta di sproloquiare su questo blog….

      • Massimo
        luglio 10, 2012 alle 11:57 pm

        In bocca al lupo, non so aggiungere altro.

    • valentina
      luglio 10, 2012 alle 8:59 pm

      ah!…. dimenticavo…. “lavorazione del rame”??? … Quali sarebbero gli oggetti in rame che vendono i rom della 554 fatti con le loro mani??? Diciamo le cose come stanno, parliamo di smaltimento di “ALIGA”, e collateralmente recupero di qualche metallo rivenduto come materia prima, certamente non trasformato in oggetti ..
      Poi c’è…. l’asino che vola… scommetto che su videolina hanno fatto veder anche quello…
      Cordialmente

      • Massimo
        luglio 11, 2012 alle 12:02 am

        Ha chiesto lei dove sarebbero le ammissioni dei Rom, e lo ha fatto con una certa insistenza, credevo le premesse saperlo, mi scusi, non volevo irritarla, se non le interessa più non fa niente.

    • Mario
      luglio 20, 2012 alle 2:38 pm

      Bisognerebbe vivere nel quartiere di Mulinu becciu per capire cosa vuol dire avere una disacarica di rifiuti tossici vicina a casa come quella dei ROM; si tratta è vero di delinquenti comuni, almeno quelli che causavano i roghi, con la connivenza di tutti gli altri, uomini e donne. Sapete cosa hanno fatto il giorno dopo che è stato loro consegnato il campo 15 anni fa? si sono ubriacati e lo hanno compkletamente distrutto…. poi hanno iniziato con la discarica che fa business a portare rifiuti e bruciarli, causando il cancro con la diossina a centinatia di persone inconsapevoli dei quartier vicini, nella totale impunità. Se non avessi vissuto direttamente questa realtà respirando tutte le sere la loro diossina non avrei avuto nulla da dire, invece oggi DETESTO i Rom e mi auguro che i quartieri a Caglliari insorgano per difendere la salute di noi tutti, arrivati aquasto punto anche duramente, per difendere la nostra salute e quella dei nostri bambini. IL campo è stato chiuso ?? il 2 luglio 2012, ma i roghi continuano più di prima, si sono spostati di 10 metri, lato motorizzazione civile dove è rimasto un’insediamento Rom che con gli altri delinquanti continua a portare rifiuti speciali facendosi pagare e poi li brucia, anche ieri 19 luglio 2012 c’era un rogo tossico alle 18.00 del pomeriggio in pieno giorno. Chiunque accenda roghi in quasto periodo dovrebbe essere arrestato, lo dice la legge.
      Quindi tutta questa falsa benevolenza nei confronti dei Rom è giustificata solo dal fatto che proviene da persone che non sono mai state toccate dal problema. Io abito a mulinu becciu e da casa mia, piano alto, vedo perfettamente i roghi e il punto di provenienza e sono sempre i soliti bastardi perchè di quaesto si tratta. Invito tutti i cittadini a controlalre e fare edenuncia, la chiusura del campo è stata una grande beffa, perchè i ROM si sono portati le loro famiglie nelle case pagate dal comune e i delinquanti sono rimasti a cotinuare fare i traffici illegali di rifiuti speciali e poi bruciarli nel sito adiacente alla motorizzazione civile, è vergognoso che 10 delinquanti tengano in scacco circa 20.000 persone avvelenando impunem,ente la loro salute. Svegliamoci e facciamoci rispettare. Mario

      • Massimo
        luglio 20, 2012 alle 3:52 pm

        Ma lei, signor Mario, è sicuro che sono Rom? Io ho sempre saputo che in mezzo c’era anche gente sarda che sfruttava la situazione perché smaltiva impunemente. Se li ha visti e ha preso le targhe deve assolutamente denunciarli! Criminali! Ma se puoi viene fuori che non sono Rom, forse cominceremo a fare chiarezza anche su questo presunto insediamento (evidentemente abusivo) che continua ad operare come un covo di pirati della Tortuga, e che a me sembra tanto un posto dove si parla italiano.
        Giusto per essere chiaro su quello che racconta dell’inaugurazione orgiastica del campo, conosco Rom astemi e il campo è stato aperto qualche anno prima di quando dice lei…posso sbagliare, ma è stato aperto più o meno intorno agli anni della sanatoria per gli abusi edilizi del quartiere, se ricordo bene, ma non ci giurerei, allora si paralava di qualche migliaio di unità immobiliari costruite senza nessun tipo di permesso. In pratica, escluso l’Iacp e il campo Rom, poco era legale. Ma il tempo passa e i ricordi mutano, come ci dice la scienza, qualcosa si dimentica, qualcosa diventa più grande…Mulinu Becciu conta 10.000 abitanti (fonte wikipedia), magari ci mettiamo anche i 4.000 di Su Planu, ma siamo sempre un po’ lontani. Che ci siano 6.000 nuovi abusivi nella zona? Questa sì che sarebbe una notizia!

  4. luglio 8, 2012 alle 4:47 pm

    da Casteddu on line, 8 luglio 2012
    “Cari Rom, senza razzismo: basta con le discariche abusive a Cagliari abitate da esseri umani e clan paramafiosi”: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/cari-rom-senza-razzismo-basta-con-le-discariche-abusive-a-cagliari-abitate-da-esseri-umani-e-clan-paramafiosi/34860

  5. mtb
    luglio 8, 2012 alle 6:31 pm

    Caro Massimo mi fa,per piacere un elemco dei lavori ai quali”legalmente”i rom si adattano oltre quello della petulamza con cui affliggono chi esce dalla chiesa(peccato assicurato) o entra ed esce dai supermercati?Le case sono a nome del capofamiglia(ma i suoi figli sono nati in ospedale e sono iscritti all’anagrafe con um cognome vero.Sono immortali come i cinesi?)ma l’affitto chi lo paga?Realmente.Sono “stati rinchiust in un ghetto”(a parte che quel ghetto esce in fase di realizzo e in fase di pulizia anche dalle mie tasche e quindi ho tutti i diritti di protestare).è una bufala giornalisica o è vero che volevano un altro campo dove.i miei cattivi pensieri,ipotizzano che le possibilità di integrazione con il mondo esterno sarebbero state zero e invece al massino livello la possibilità di controllare qualche recalcitrante elemento del gruppo.Come dice il titolo,fratello Massimo,un po’ di autocritica.Ma io nelle sue parole non sono riuscita a trovarne molta.Una che paga,che non è d’accordo,che si rompe le scatole quando ad ogni passo le vengono chiesti quattrini(dimenticavo anche in cimitero) perciò per tutti i”Buoni”(?????) e per lei una sporca razzista.

  6. Antonello Pabis
    luglio 8, 2012 alle 6:32 pm

    Niente razzismo dici? Va bene!
    Caro Stefano, io apprezzo il tuo coraggio e la tua determinazione (che già conoscevo) e rilevo che sei andato molto vicino al vero restandone però anche molto lontano. E’ assolutamente inutile che dici “niente razzismo” se ciò che scrivi corrisponde alla causa di chi di razzismo sembra vivere. Ti dico sinceramente che non mi sembra casuale che Castedduonline abbia immediatamente fatto rimbalzare la tua nota.
    Il sistema “paramafioso” (questo è il termine che hai usato) non esiste. Te lo sei inventato o l’hai copiato con troppa leggerezza. Il risultato non è grave, è gravissimo.
    I campi rom sono invece particolarmente liberi e ciascuno fa quello che vuole, è difficile imporre una disciplina, anche la disciplina della comunità. Se non c’è condivisione, se non c’è un leader rispettato e riconosciuto per la sua saggezza e quindi autorevolezza, a nulla vale la prepotenza.
    Ma non solo per questo, rischi di essere collaterale ai razzisti.
    Scrivi infatti che – non possono avere “un pezzo di terra dove autocostruirsi le case” a Cagliari e da qualsiasi altra parte perché non sta in cielo né in terra che si ricreino le condizioni che hanno dato vita a una vera e propria discarica abusiva abitata da esseri umani.
    Sembra un bel pensiero ma non lo è. A te sembra che l’autocostruzione non possa essere regolata e regolamentata, con spazi adeguati, contatori per i consumi e responsabilizzazione individuale degli abitanti; ti sembra che si ricreino automaticamente le condizioni di una discarica abusiva? Perchè?
    E perchè non valuti, facendo maggiore attenzione al fatto che i rom sono persone come noi, che essi sono stati segregati e sempre esclusi ed emarginati dalla nostra cultura presunta superiore?
    Essi sono stati ammirevoli nel sopravvivere a quelle condizioni. Cos’altro potevamo aspettarci se li abbiamo trattati da animali da tenere in gabbia?
    E i costi? Scrivi ancora una volta come se dovessimo pensare a loro come gli unici colpevoli.
    Non essere cieco, non sono nè gli unici nè i principali.
    Ma ti sono grato perchè mi hai fatto pensare che è ora di domandare un’inchiesta delle Procure della Repubblica e della Corte dei conti per vedere chi si è mangiato i milioni spesi e per vedere se non è causa della mala amministrazione che dovremo pagare ancora altri soldi per la bonifica di quel campo.
    Io ti suggerirei di rileggerti, Stefano, di chiamarmi, di venire con me dai rom, di indagare sulle motivazioni dei soldi spesi e sulla qualità degli interventi, quando ci sono stati, de I Sardi, dell’Opera Nomadi, della Cooperativa Voleare, dell’Isforapi e tanti altri, su tutti i soldi spesi apparentemente per i rom prima segregati e poi ricordati solo se c’erano in ballo dei soldi, sulle attività degli amministratori che hanno preceduto la Giunta Zedda, sulle segnalazioni degli stessi uffici comunali bellamente ignorati da chi comandava. Potremmo intervistare tanta gente: da Cugusi a Mariella Pilo, da Anselmo Piras al Sindaco Floris, da Gianni Chessa a Porcelli: Forse è proprio il caso di care chiarezza e …. per davvero PULIZIA, anche mentale!

    • luglio 8, 2012 alle 7:00 pm

      Caro Antonello,
      rimani al tema, poco m’importa chi riprenda quelle quattro righe che ho scritto.
      Vuoi forse dire che tutti i rom del campo nomadi erano felici di bruciare rifiuti quasi ogni giorno?
      Vuoi forse dirmi che tutti i soggetti che a vario titolo si sono occupati del campo nomadi negli ultimi 15 anni non gratuitamente hanno fatto il loro dovere fino in fondo?
      Vuoi forse dirmi che non c’erano “imprenditori” senza scrupoli che hanno dato per anni a rom residenti presso il campo nomadi i loro rifiuti da bruciare?
      Dove avrei mai scritto che i rom residenti al campo sono gli unici responsabili di questa situazione?
      Dove avrei mai detto che non esistono responsabilità da parte di chi ha amministrato Cagliari negli anni passati, visto che ho scritto e denunciato proprio questo più volte?
      Ho fatto delle considerazioni sulla base di quanto ho potuto vedere nel corso di anni di attenzione sulla vicenda e mi sono preso la responsabilità di sottoscrivere quanto affermato davanti ad amministrazioni pubbliche e magistratura.
      Che il campo nomadi fosse una “bomba ecologica e sanitaria” lo testimoniano i provvedimenti della magistratura e, conseguentemente, del Comune di Cagliari.
      Facciamo finta di niente? I rifiuti li bruciavano i “soliti ignoti”?
      Come ho detto, bisogna voltare pagina definitivamente e un po’ di sana chiarezza e di autocritica non guasta.
      Le allusioni al “razzismo” mi fanno solo sorridere. Parlane con gli abitanti e i lavoratori che sono stati sistematicamente “affumicati” per anni.

      Stefano Deliperi

      • valentina
        luglio 9, 2012 alle 9:04 pm

        Grazie Stefano, grazie Claudia e a tutti gli amici del GrIG.
        Pieno sostegno alle posizioni del Presidente.

      • Gianni
        luglio 10, 2012 alle 1:04 pm

        Dare del razzista a chi esprime il suo diritto a respirare aria, non dico pulita, ma almeno non tossica mi sembra un modo un po’ superficiale di rapportarsi alla realtà, anzi capovolgerla. Francamente provo fastidio per certi ambienti radicalchic pronti a mobilitarsi per difendere un’aiuola in via Dante ma del tutto indifferenti verso un quartiere popolare per anni assediato da diossina e ancora disseminato di discariche abusive. Per cambiare registro, come scrive giustamente Stefano, bisogna individuare le responsabilità oggettive di tutti: di quegli imprenditori che per anni hanno risparmiato i costi di smaltimento di rifiuti tossici; dei cagliaritani che approfittano di un metro quadrato di campo non custodito per riversarci scaldabagni, eternit, batterie esauste e bidet; degli amministratori che non hanno fatto nulla, magari intascandosi i fondi per l’inserimento sociale; e (vorrei capire, perché no?) di chi in questi quindici anni ha bruciato illegalmente cataste di gomme e rifiuti tossici. Non capisco come sia possibile che le stesse persone che farebbero (giustamente) dei comitati contro un inceneritore si voltino dall’altra parte di fronte alla quotidiana emissione di diossina delle improvvisate fonderie abusive. Vero razzismo sarebbe ipotizzare un diritto la cui validità dipende dall’appartenenza etnica: se la violazione della legge proviene da un residente denunciamolo, se invece viene da un altro gruppo facciamo finta di niente e anzi diamo del razzista a chi denuncia. Che logica sarebbe?
        Il punto vero è un altro: la classe dirigente della città, sia conservatrice, sia progressista non abita nelle periferie e tutto questo può accadere impunemente. In tanti non capiscono, o fanno finta di non capire, che se non si interviene si lascia il campo a quelle forze che cercano di speculare su questo problema dandogli un’interpretazione razzista e xenofoba.

        saluti
        Gianni

    • Occhio nudo
      luglio 8, 2012 alle 10:59 pm

      Mi pare di capire, da ciò che scrive il signor Pabis, che, oltre a chi di razzismo sembra vivere, esiste una buona fetta di società che di buonismo, o anche di carità pelosa, sa vivere. Sembra anche di capire che i rom pur essendo esattamente uguali a noi, abbiano delle deroghe al sistema dei diritti e dei doveri che a noi non sono concesse, perciò se io, per esempio, metto su un traffico, illecito, di rame, è probabile che le forze dell’ordine vogliano vederci chiaro, così come nel caso in cui decida di ammorbare il mio vicinato con fumi alla diossina, ma se lo fa un rom, be’, allora è colpa dell’emarginazione e della segregazione subita dalla nostra cultura superiore e, quindi, per essere considerati magnanimi dovremmo, magari, aiutarli a vendere quel rame tanto onestamente raccolto. Certamente qualcuno avrebbe dovuto controllare, ma qualcun altro avrebbe dovuto rendersi conto che far vivere i propri figli tra i rifiuti e tra fumi tossici non è una cosa saggia, e questo è solo buon senso.

      • Valentina
        luglio 9, 2012 alle 1:22 pm

        Ben detto! A Occhio Nudo 10decimi 🙂 ! Un punto di vista chiaro contro la miopia imperante e di chi si proclama paladino dei Rom della 554 dell’ultima ora.

    • valentina
      luglio 11, 2012 alle 8:40 pm

      Ma quante accuse insensate in un solo commento! Deliperi non ha certo bisogno della mia difesa ma son tali gli spropositi che non posso esimermi dall’ intervenire.

      “Sei andato molto vicino al vero restandone anche molto distante”… che bella retorica… un’ossimoro privo di significato, un’accusa generica che in quanto tale non merita neanche di essere presa in considerazione;
      ma visto che Lei conosce la verità illumini anche noi poveri mortali, che questa verità abbiamo cercato per anni tra le coltri di diossina che abbiamo respirato.
      Se l’avessimo saputo prima, che Lei aveva la verità in tasca, non ci saremmo certo rivolti al GrIG; … in realtà ci siamo rivolti anche ad altri referenti, ma GrIG è l’unico che ci ha dato udienza e che ha avuto almeno il coraggio di cercarla, questa sfuggente verità che solo Lei detiene.
      Purtroppo Lei e la Verità arrivate a tempo scaduto… dov’eravate in tutti questi anni che Vi abbiamo cercato? Il Campo versava in quelle condizioni da parecchio tempo, e soprattutto l’attività illecita di trasporto-gestione e smaltimento di rifiuti è stata implementata anni e anni fa…. solo che tutti quanti, non solo l’hanno ignorata, ma peggio disconosciuta!
      Scusi Lei a cosa si riferisce quando parla di malefatte? Si riferisce anche allo smaltimento criminale che per anni ci ha privato del diritto alla salvaguardia della nostra salute? Perchè in quel caso, secondo me, o Lei usa un termine troppo riduttivo oppure contribuisce, come gli altri di cui sopra, a disconoscere la verità che reclama…. quando Le fa comodo.
      La Procura della Repubblica non è molto convinta che lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e nocivi sia solo una malefatta, infatti ha demandato il caso all’Antimafia, che ha aperto l’inchiesta che ha portato al sequestro penale del campo.
      Purtroppo, anche in questo caso Lei, con il suo elenco di malefatte arrivate troppo tardi; peccato… avrebbe potuto essere più tempestivo e consegnarlo al Magistrato.
      A proposito, scusi se ho citato l’Antimafia… le garantisco che il termine non me lo sono inventato…nè l’ho copiato con troppa leggerezza… è stato il Procuratore della Repubblica a stabilire che il caso era di competenza della DIA.

      “E’ assolutamente inutile che dici niente razzismo se ciò che scrivi è la causa di chi di razzismo sembra vivere”.
      … cioé? Un’altra verità rivelata…?… L’ostilità dei locali verso i Rom è stata causata dall’invito rivolto, da Deliperi a questi ultimi, a fare autocritica.
      Non ho capito se attribuisce poteri magici a Deliperi…o se pensa che siamo tutti dei cretini.
      “rischi di essere collaterale ai razzisti….perchè ti sembra che si ricreino automaticamente le condizioni di una discarica abusiva”…
      ebbene si, gentile sig. Pabis, non c’è bisogno di avere la scienza infusa per capire che allo stato attuale, e fino a quando la Magistratura non porterà a termine le indagini e porrà fine al business criminale, si ricreerebbero immediatamente le stesse dinamiche. Non dimentichi mai che tra le persone che Lei difende indistintamente, ci sono anche dei probabili delinquenti; e fino a quando non sarà la Magistratura a definire la “vera verità”, a voler usare il suo stesso paradigma, Lei rischia di essere collaterale a dei delinquenti.
      Se poi avrà l’accortezza di scorrere pagine passate di questo blog, potrà verificare che l’argomento è stato trattato in tutti i suoi aspetti, anche per cercare di capire quelle che sono le colpe di una società strutturata come la nostra…. non ricordo se tra quelle pagine, alla ricerca della verità in tutte le sue sfaccettature, ci sia anche il suo contributo.

      La saluto.

  7. patrizia
    luglio 8, 2012 alle 6:45 pm

    massimo e deliperi.grazie a tutti e due,
    le cose che mi vengono in mente quando vedo un camo rom sono prima di tutto due: uno il poetto illunedì mattina, e l’altro il ghetto di Varsavia. i civilissimi sardi quando non c’è il servizio di nettezza urbana riduccono il prorio ambitat come e peggio dei rom,
    le nostre strade vengono pulite ogni giorno e non si può direr che siano un esempio di pulizzia.
    nel ghetto, in un posto cioè in cui sei costretto a vivere con chi devi e non con chi vuoi, dove all’esterno non c’è accoglienza ma esclusione e disprezzo. non ti comporti proprio bene,
    sto sbagliando?
    aiutatemi a capire allora,

    • luglio 8, 2012 alle 7:04 pm

      Patrizia, per carità, non facciamo un bel minestrone.
      Il Poetto vede incivili buttare rifiuti sulla spiaggia. Sono cafoni e vanno condannati ed educati. Non ci sono falò di rifiuti.
      Nel Ghetto di Varsavia sono stati richiusi ebrei polacchi. In gran parte ne sono usciti da morti. Nessuno ha fatto nulla di lontanamente paragonabile a Cagliari. Non dire assurdità o peggio.

      Stefano Deliperi

      • patrizia
        luglio 8, 2012 alle 7:32 pm

        troppo buonismo? minestrone?
        allora, al poetto sono caffoni, ok, non brucciano ok, infatti smaltisce qualcun’altro,
        parlare male degli ebrei ti fa sentire razzista? parlare male degli zingari no? a me fa lo stesso effetto, non sono morti? ti dispiace?
        scusa ma a risposte brutte si risponde di getto nella stessa maniera,
        quello che volevo sottolineare è che quando c’è esclusione c’è malessere e che questo si esprime anche in modi di vivere incivili,
        sbaglio?
        se mi vuoi rispondere in modo cortese sono contenta di continuare il dialogo

  8. Antonello Pabis
    luglio 8, 2012 alle 8:13 pm

    Ok, Stefano, io ci provato con la mia consueta sincerità e senza diplomatismi ma tu non ti sei riletto. Io non voglio dire nulla di più quello che ho scritto. E non voglio negare ciò che è scontato, ad esempio quello che hai ben definito “una bomba ecologica e sanitaria”, la necessità sia del provvedimento del giudice che dell’ordinanza sindacale. A te resta da riflettere su tutto il resto e non è poco. Non mi hai dato una sola risposta. Se vuoi ti posso fare l’elenco delle malefatte di parte rom. Ma a te chiedo di fare un’analisi più equilibrata della situazione, degli effetti e delle cause. E insisto, chiamami, facciamo qualche verifica insieme. Ciao

  9. luglio 8, 2012 alle 8:47 pm

    Cara Patrizia, potrò risponderti in modo cortesissimo quando ti sarai letta che cosa è accaduto al Ghetto di Varsavia e avrai un po’ di senso equilibrato della diversità degli argomenti, altrimenti è tempo perso per te e anche per me.

    Antonello, mi sono letto e riletto prima di pubblicare. E continuo a pensare – con schiettezza – che almeno una parola pubblica di autocritica da parte dei residenti del campo o della “comunità” rom sarebbe il minimo prima di qualsiasi richiesta di eventuali “aree” dove autocostruire qualsiasi cosa. Continuando in questa “deresponsabilizzazione” a oltranza non si fà un solo passo verso l’integrazione e i diritti dei rom. E nemmeno verso la “comprensione” di usi e costumi dei rom, che con i roghi quasi quotidiani di rifiuti non hanno dato certo la loro immagine migliore. Non faccio d’ogni erba un fascio, tutt’altro. Non sono minimamente convinto che tutti i residenti al campo lo facessero, ma credo che le responsabilità di tutti debbano essere individuate e sanzionate. Che siano amministratori pubblici omissivi, “imprenditori” disinvolti, soggetti presenti a vario titolo presso il campo, rom stessi.
    Uguali diritti e doveri: credo che sia questa la strada per una vera integrazione, comprensione e valorizzazione delle diversità.

    Stefano Deliperi

  10. Rinaldo
    luglio 8, 2012 alle 9:08 pm

    Grazie Stefano per il vostro coraggio di dire senza ipocrisia la vera verità intorno alla vicenda Campo Rom.
    Il coraggio che non hanno avuto, quando 6 anni fà iniziai a mandare lettere su lettere i politici, le amministrazioni, le associazioni “verdi”, per segnalare una situazione di pericolo salute assurdo in una società civile. perchè la paura dei nostri amministratori di essere definiti razzisti (o che so io) era più forte della paura che ogni notte faceva una cappa di fumo acre sulla città di Cagliari.
    Dobbiamo continuare a occuparci della cose e andare sino in fondo. I rom, se venissero accontentati, ricostruirebbero una situazione uguale a quella lasciata. Hanno continuato a fare fuochi sino al giorno prima dello sgombero benchè avevano promesso il contrario, Iniziavano un pò più tardi la notte.
    Hanno lasciato un campo che è una piccola centrale atomica spenta, dove noi cittadini ci dobbiamo far carico della spesa di due milioni di euro per la bonifica che non sarà mai completa.
    Rinaldo

  11. Fiorenzo
    luglio 8, 2012 alle 10:13 pm

    Trovo questo dibattito molto interessante. Vorrei introdurre alcuni elementi. Il primo. I roghi dei rifiuti in genere si spengono, specie quelli tossici. Arrivano le forze dell’ordine e della protezione civile e spengono immediatamente. E’ stato fatto? non si direbbe dalle foto e dai filmati. Secondo. Per spezzare una lancia a favore dei ROM, c’è da dire che molti dei rifiuti che raccolgono sono destinati al riciclo, e pertanto fanno una operazione di bonifica che nessuno vuole più fare. Raccolgono ad esempio materiali ferrosi che rivendono per pochi spiccioli. Io penso che con un po’ di buona volontà si poteva impedire loro di accumulare rifiuti in quei terreni, secondo me non è stato fatto per lassismo un po’ voluto. La demagogia ha sempre bisogno di un nemico da accusare, un nemico su cui coltivare facili consensi elettorali. Lo abbiamo visto in questi giorni. La storia degli zingari è una storia ben più drammatica degli ebrei, sono stati vittime di stermini dimenticati e sconosciuti ai più. Da scienziato direi che essi sono uno straordinario esempio di resistenza culturale, e penso che aiutarli a trovare una dimensione che conservi la loro cultura senza integrarli o disintegrarli ma consentendo loro di convivere insieme a noi sarebbe una altissima sfida umana. Niente di più terrorizzante è una diversa cultura che resiste, farci i conti è un’opera difficile. Vorrei precisare che non si deve confondere le distorsioni della povertà e dell’emarginazione con la cultura di un popolo, perché altrimenti tutti i poveri sono incivili e tutti i ricchi civili.

  12. pa
    luglio 8, 2012 alle 10:18 pm

    quando sento qualcuno affermare ” dire la vera verità” beh, non posso che riaffermare la famosa citazione “metto mano alla pistola”……

  13. ANTONIO GUERRIERI
    luglio 8, 2012 alle 11:39 pm

    Bravo Stefano, sono d’accordo al 100%.
    Antonio Guerrieri

  14. luglio 9, 2012 alle 3:00 pm

    da Sardegna Quotidiano, 9 luglio 2012
    Prefettura «No ai pregiudizi sui Rom».
    IL VERTICE. I sindaci dei Comuni che ospitano le famiglie che hanno lasciato la 554 convocati per illustrare il progetto di inclusione sociale. La Provincia guiderà un tavolo tra istituzioni. (Marcello Zasso)

    «È stato chiarito che non ci sono problemi e che nei Comuni in cui sono state trasferite alcune famiglie di etnia Rom ci sarà un lungo processo di inclusione sociale». Il vice prefetto vicario Carola Bellantoni ha incontrato a Palazzo Regio i vertici provinciali delle forze dell’ordine e i sindaci di Cagliari, Quartu, Monserrato, Selargius, Decimomannu e San Sperate. Dopo le paure di alcuni cittadini e la benzina sul fuoco versata da alcuni primi cittadini, ieri c’è stato un chiarimento. «È stata ribadita e condivisa da tutti la necessità che, senza pregiudizi, venga posto in essere ogni sforzo mirato al raggiungimento dell’obiettivo cui tiene il progetto, cioé l’inclusione della comunità Rom nel tessuto sociale e nella società civile», è stato precisato in Prefettura per arginare la deriva xenofoba. «È stato avviato un lungo processo che prevede l’integrazione delle famiglie nelle rispettive comunità in cui sono andate a vivere – spiega il vice prefetto – tutti i bambini andranno a scuola e le famiglie saranno seguite per anni, fermo restando che poi pagheranno di tasca loro gli affitti per le abitazioni individuate dalla Caritas». Proprio don Marco Lai è stato criticato, principalmente dal primo cittadino di San Sperate, per non aver avvisato i sindaci del trasferimento delle famiglie. «Se un privato cittadino si trasferisce in un Comune, non è necessario attivare chissà quali procedure», precisa la Bellantoni. Anche il sindaco di Monserrato, dove la comunità Rom vive senza problemi, ha criticato la scelta di portare lì vicino rappresentanti della famiglia Ahmetovic. Ma proprio Marco Sulejmanovic, rappresentante del campo, ha espresso solidarietà alle nuove famiglie prendendo le distanze dalle parole del sindaco Gianni Argiolas secondo il quale loro sarebbero stati contrari al trasferimento. Ma resta il fatto che dopo lo sgombero del campo sulla 554 i sindaci dei Comuni in cui sono state distribuite le 157 persone (neonati compresi) non siano stati coinvolti abbia creato qualche perplessità. Per questo ieri in Prefettura si è deciso di aprire un tavolo tecnico che coinvolga le istituzioni per seguire passo dopo passo il processo di integrazione delle famiglie ed evitare problemi. «La presidente della Provincia ha dato la sua disponibilità e sarà lei a gestire il tavolo», precisa il vice prefetto. «L’ho fatto con piacere, perché c’è l’esigenza di una maggiore condivisione di questa iniziativa – spiega Angela Quaquero – potremo così confrontarci e analizzare le singole situazioni e collaborare tutti insieme alla riuscita del progetto di inclusione sociale». Se la questione dell’Area vasta sarà coordinata dalla Provincia, i Rom che restano a Cagliari hanno ottenuto un incontro col primo cittadino. Una delegazione ieri è andata in Comune. «Abbiamo ottenuto la convocazione di un tavolo di concertazione, con la partecipazione democratica dei Rom e delle associazioni di riferimento – spiega Antonio Pabis, dell’as – sociazione Asce – in modo da poter collaborare attivamente ai progetti del Comune. La prossima settimana ci sarà il primo incontro e i Rom di Cagliari sono stati accontentati».

  15. luglio 9, 2012 alle 3:07 pm

    da Sardegna Quotidiano, 9 luglio 2012
    L’appello. «I rom facciano autocritica».
    IL DIBATTITO. Deliperi invita i nomadi ad assumersi le loro responsabilità e Pabis (Asce) aspetta l’incontro col Comune. (Marcello Zasso)

    Il campo Rom sulla 554 non esiste più. I roghi che infestavano Mulinu Becciu si sono spenti, ma sotto la cenere bruciano ancora le polemiche. «Cari Rom, un briciolo di autocritica non guasta». L’invito arriva da Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico che ha sempre denunciato al fianco degli abitanti di Mulinu Becciu i roghi infernali e i pericoli del campo trasformato in discarica. Troppo buonismo da una parte e troppo razzismo dall’altra, sostiene. «Quel campo nomadi era diventato una vera e propria bomba ecologica. Tonnellate di rifiuti tossici, incendi, traffico di rifiuti in combutta con “imprenditori ” locali senza scrupoli – commenta Deliperi – non sono venuti dal Giappone ignoti farabutti per creare quelle “condizioni disastrose ” di cui parla Saltana Ahmetovic. Sono stati gli stessi residenti del campo nomadi. E molti di loro hanno accettato di buon grado (è un eufemismo) di andare in “case normali” con terreno intorno piuttosto che far crescere i propri bimbi in mezzo a topi grandi come cani e a liquami maleodoranti». Ma secondo il Gruppo di intervento giuridico le responsabilità vanno distribuite. «I procedimenti penali facciano il loro corso e i responsabili di questo disastro ambientale e finanziario paghino fino in fondo, compresi quelli che dovevano vigilare e facilitare l’inserimento dei rom e sono stati inerti a contare le decine e decine di migliaia di euro di fondi pubblici che affluivano alle loro casse». Deliperi propone di voltare pagina: «Diritti e doveri per i Rom, come per ogni cittadino. Senza ipocrisie, falsi buonismi e stupidi razzismi».
    Partendo da una posizione ben diversa anche Antonello Pabis considera una svolta questa fase. Il presidente dell’Associazione sarda contro l’emarginazione sta dalla parte dei Rom, nel senso che segue in prima persona le loro vicende. Dal suo punto di vista non risparmia le critiche alle precedenti amministrazioni comunali. «Personalmente penso che dobbiamo sempre ricordare i predecessori di Zedda come quelli della segregazione e dell’isolamento dei Rom», commenta, ma non lesina critiche all’assessore alle Poltiche sociali Susanna Orrù per la gestione della vicenda: «Abbiamo vissuto il paradosso dell’esclusione dei Rom dal processo per l’inclusione per loro disegnato. Questo è stato l’errore paradossale, l’esclusione dall’inclusione». Ma ora Pabis e i Rom hanno ottenuto un incontro col sindaco Massimo Zedda. «Oggi, per fortuna della democrazia e del progresso, irrompe un nuovo soggetto politico che, finalmente riconosciuto, parteciperà al primo tavolo comunale di concertazione democratica della storia italiana e di sperimentazione della democrazia partecipata con i cittadini Rom».

  16. Baradel
    luglio 9, 2012 alle 3:08 pm

    Potete censurare la libertà di espressione , ma non quello che pensa veramente la gente.

    E dovreste almeno lasciare un segno per ogni commento che eliminate, come una croce a ricordo del dissenso. sempre soffocato dal potere.
    O magari censurate anche questo…..

    • luglio 9, 2012 alle 5:05 pm

      il tuo commento non è stato “censurato”: semplicemente non è stato pubblicato perchè in palese violazione delle disposizioni che ci siamo dati per questo blog.
      Disposizioni pubblicate a destra nel box “come utilizzare il blog”.

  17. Occhio nudo
    luglio 9, 2012 alle 3:44 pm

    Valentina :
    Ben detto! A Occhio Nudo 10decimi ! Un punto di vista chiaro contro la miopia imperante e di chi si proclama paladino dei Rom della 554 dell’ultima ora.

    Dimenticavo che, oltre ai professionisti del razzismo e del buonismo esistono anche i furbetti che usano la vicenda del campo rom per autopromuoversi politicamente, pur non avendo mosso un dito ma quella è, forse, un’altra questione che, però, fa capire quanto ‘sti rom facciano comodo a tanta gente.

  18. mtb
    luglio 9, 2012 alle 9:50 pm

    Trovo vergognoso e non adeguato a quanto era stato scritto da Stefano l’attacco del Robin Hood dei rom,il quale dice che potrebbe fare un elenco delle colpe dei Rom.Bene aspetto l’elenco perchè per adesso ho visto solamente l’elenco delle colpe di chi li “ospita” e da che momdo è mondo un ospite va trattato bene ma anche lui si deve comportare bene,A chi poi scrive che sono dei benefattori perchè riciclano quello che hanno rubato ammorbando chi è stato direttamente o indirettamente derubato, consiglio un buon oculista e un atteggiamento meno superficiale e buonista.Chi è buono vede anche i difetti,chi non li vede è un candidato a qualche prossima elezione.

  19. Occhio nudo
    luglio 10, 2012 alle 10:06 am

    Gentile Massimo, il furto del rame non è una prerogativa di alcuni rom, basta leggere i giornali per saperlo non occorrono “precisazioni generiche” ma la prerogativa dei rom è di essere, comunque, giustificati quando lo fanno, perchè non c’è lavoro, perchè le tradizioni, perchè la nostro cultura dominante, perchè poverini etc.. Ecco, quello è il modo peggiore per aiutare l’integrazione. In un Paese veramente civile, i bambini sono tutelati, nel caso in cui il suo vicino di casa quartese, orunese, cagliaritano, milanese, tenesse i propri figli nelle condizioni in cui venivano tenuti nel campo rom, probabilmente chiamerebbe i servizi sociali o i carabinieri, e il suo sarebbe un atto di civiltà non razzismo. E per quale motivo i genitori quartesi devono essere trattati in modo diverso rispetto a quelli rom? Dove sta la giustizia in questa disparità?

    • massimo
      luglio 10, 2012 alle 4:29 pm

      Credo che la pensiamo allo stesso modo. Assolvere o condannare qualcuno solo perché appartiene ad una o ad un’altra etnia è razzismo in entrambi i casi. Non può che trovarmi perfettamente d’accordo: siamo tutti uguali, questa è l’unica cosa in cui credo fermamente. Non tutti i Rom mi piacciono, non vedo perché dovrebbero starmi tutti simpatici, è lo stesso motivo per cui non tutti mi stanno simpatici sul posto di lavoro o nel mio palazzo, ma giudico chi conosco e per quello che fa.
      Sulla presenza degli assistenti sociali all’interno del campo posso confermare che c’erano, controllavano e le due persone che conosco hanno fatto un ottimo lavoro.

  20. Valentina Ghiglieri
    luglio 10, 2012 alle 11:54 am

    Abito a Mulinu Becciu e sono felice si sia trovata una migliore sistemazione per le famiglie Rom. L’unica soluzione per tutti gli emarginati, sardi e non, dei quartieri ghetto è l’integrazione in quartieri non-ghetto. Anche noi ci siamo sentiti esclusi, dimenticati e privati del diritto di garantire un ambiente sano e aria pulita ai nostri figli. Questo da molto prima che si insediassero i Rom. Mulinu Becciu è nato come quartiere di edilizia popolare, prevalentemente costituito da case comunali e di cooperativa. Vivo lì da quando ero bambina e mi ricordo il fetore dei fumi dell’inceneritore che quotidianamente respiravamo, mi ricordo la battaglia degli abitanti di tutto il quartiere per evitare l’installazione di una grande antenna di telefonia mobile proprio davanti ai palazzi. Anche noi ci siamo sentiti “quartiere ghetto” costretti ad accettare quello che nei quartieri “bene” di Cagliari neanche osavano proporre. Ma ultimamente la situazione era davvero insostenibile. Con una bimba appena nata, consapevoli della sua delicatezza, la preoccupazione che respirasse diossina era grande. Diverse volte abbiamo chiamato i numeri d’emergenza e grande è stata la frustrazione quando i carabinieri scaricavano la competenza sui vigili del fuoco e questi sui vigili urbani.
    Ora i Rom non vivono più nelle baracche sulla 554, ma come mai ogni sera, anche ieri, si sollevano ancora da quella direzione fumi e odori di gomma bruciata? Non vorrei che tutte le notti qualche stakanovista tornasse a “timbrare il cartellino”. C’è qualcuno che vigila?
    Sono pienamente d’accordo con Stefano, che ringrazio.
    Valentina

    • valentina
      luglio 10, 2012 alle 8:52 pm

      Ciao Valentina! Ci sono almeno due punti, dove vengono appiccati roghi di smaltimento nella zona tra l’ex inceneritore e la Motorizzazione. Esistono da almeno un anno, o perlomeno io li ho notati, e anche filmati solo nell’ultimo anno. Ora non so dirti se trattasi di una dislocazione di roghi del campo, che comunque in coincidenza con gli smaltimenti in queste nuove “locations” mi pare fossero diminuiti (anche se sempre di entità rilevanti); posso però dirti per certo che nell’ultima settimana ne ho avvistati due all’imbrunire e cosa sia successo poi di notte non lo so.
      Come dici tu non bisogna abbassare la guardia, e ora che l’inceneritore abusivo principale è stato spento… bisogna smantellare anche quelli dei paraggi… bisogna collaborare tutti e segnalare con precisione perchè, Rom a parte incendiari, ce ne sono tanti altri.
      Le ns segnalazioni al Grig possono diventare ulteriore materiale per l’indagine della DIA, in corso da parecchi mesi.
      Ps: che bello poter aprire le finestre!!! Non credo ancora che sia possibile…ieri notte abbiamo dormito con le finestre aperteeee!!! E non era un sogno!!!

  21. Federico
    luglio 10, 2012 alle 2:10 pm

    Credo che l’unico vero problema, quando si parli di rom, sia l’integrazione. Personalmente ritengo che sia stata scandalosa la gestione, sia da parte dell’amministrazione comunale che da parte loro, del campo sulla ss554, quanto scandalosa è la nuova direzione che ha preso il problema. Sono del parere che un problema quando si affronta deve essere risolto in maniera definitiva e non rimandarlo ai posteri. Pagare per un certo numero di anni l’affitto a queste persone, potrebbe tamponare momentaneamente l’emergenza, ma da qui a qualche anno saremmo di nuovo punto a capo. L’unica soluzione è puntare ad una vera integrazione, rendere cioè veri cittadini con diritti e doveri i rom. Prima di tutto ritengo grottesche le loro richieste, cioè di ottenere un’altra area per continuare a vivere nell’emarginazione, nel degrado e probabilmente costruire un’altra discarica, non dimentichiamoci che prima della bonifica che si farà sulla ss554, anni fa ci fu anche quella di via s.simone. Quindi è giusto che si trasferiscano in delle abitazioni, ma come tutti gli inquilini normali, devono avere cura e rispetto di queste case, perché non vorrei che alla scadenza dei contratti di locazione, il comune dovesse essere costretto a bonificare o pagare eventuali danni. Se il problema della casa, quindi oggi è stato risolto, altro problema che va affrontato è quello del lavoro, che si ricollega anche ai quotidiani incendi del vecchio campo. Infatti credo che, una famiglia di rom, come le altre famiglie cagliaritane, per poter sopravvivere ha bisogno di una stabilità economica che viene quasi sempre da un’attività lavorativa. Mi chiedo quindi, come hanno potuto in questi ultimi 15 anni e come faranno in futuro, a mantenersi , visto che nessuno di loro mi risulta abbia un contratto di lavoro, e tenuto conto che, a quanto scrivete, quelli che vivono di proventi illegali siano solo due o tre persone (furti, gestione illegale rifiuti, lavavetri estorsori al semaforo, etc.). Forse è il caso che si diano da fare per avviare qualche attività legale o si cerchino un lavoro come fanno tutti in questo mondo! Per concludere, io come cagliaritano non mi sento razzista, nella nostra città infatti ospitiamo, da sempre senza problemi, tantissime etnie, dai senegalesi ai cinesi, ma tutti, chi più chi meno, riesce a sbarcare il lunario con attività più o meno lecite e soprattutto senza il costante intervento delle autorità comunali e di pubblica sicurezza. Mi chiedo perché quindi anche lo stesso atteggiamento propositivo di rispetto non debba essere perseguito anche dai rom, che invece da anni fanno quello che gli pare a spese della comunità, senza dare niente in cambio. Credo che nel 2012, se le leggi ci sono, debbano essere applicate e rispettate da tutti, senza per questo essere fregiati da razzisti.

    • Occhio nudo
      luglio 10, 2012 alle 11:04 pm

      Sottoscrivo completamente. Cagliari accoglie persone provenienti da tutte le parti del mondo ma quello che è concesso ai rom non è concesso a nessun altro, e questo non aiuta certo l’integrazione, e allora: a chi giova?

      • Federico
        luglio 11, 2012 alle 3:48 pm

        Mi pare chiaro che la mancata integrazione dei rom, faccia comodo a parecchi, partendo proprio da loro. Dal punto di vista politico è una grandissima risorsa per influenzare le tendenze elettorali di uno o l’altro schieramento, con ragioni diametralmente opposte, ma si badi bene senza alcuna reale intenzione di risolvere il problema. Azzardo che i rom si possono considerare anche una gallina dalle uova d’oro per gli amministratori, visto che sono un mezzo per poter sperperare soldi pubblici senza quasi alcun controllo. Pensiamo al flusso di denaro per costruire tutte le infrastrutture del campo e di quanti ora se ne dovranno spendere per la bonifica. Se qualcuno spende c’è sempre qualcuno che incassa. Se gli amministratori quindi possono avere svariate ragioni per non trovare soluzioni definitive, anche gli imprenditori privati hanno il loro tornaconto. Penso a quelli che chiedono ai rom di far sparire rifiuti di varia natura a basso costo o a quelli che acquistano il rame ripulito con i famosi incendi essendone consapevoli e senza alcun controllo da parte delle autorità.
        Leggendo i vari interventi ho notato che per quanto riguarda la questione legalità, non si vuol fare di tutta l’erba un fascio, ma mi sembra palese che in quel campo non si versi un euro di tasse, neanche di questi tempi, eppur mi sembra che per quello che vogliono loro, i soldi li abbiano. Ma questa è sicuramente una vera banalità, visto che comunque non hanno mai segnalato alle autorità quei due o tre, a dir loro, responsabili dei continui incendi e gestione di vari rifiuti. Evidentemente a loro il fumo nero e le emissioni nocive non procurava particolare noia, anche se sapevano benissimo che gli abitanti di mulinu becciu erano esausti. Tralasciamo pure il fatto che tutti i loro furgoni e camper, girano tranquillamente senza l’obbligatoria copertura assicurativa e qualcuno guida anche senza patente. Sorvoliamo anche sulla recente aggressività e volgarità che mostrano nell’obbligo di farci subire la “pulizia” dei vetri, ormai in quasi tutti i semafori. Ma evidentemente io sono solo un razzista anche se continuo a chiedere, senza risposta, perché altre etnie sono riuscite autonomamente ad integrarsi, senza neanche un euro di sussidio e invece per i rom, nonostante i milioni di euro spesi, siamo sempre al punto di partenza. Va bene, diamogli anche le case, ma che si assumano, col controllo delle amministrazioni, una volta per tutta le loro responsabilità e siano artefici del loro futuro.

  22. luglio 10, 2012 alle 2:44 pm

    da CagliariPad, 10 luglio 2012
    Collu sui rom: “Collaboreremo col Comune di Cagliari e la Caritas”: http://www.cagliaripad.it/it/news/luglio/09/collu-sui-rom/

  23. luglio 10, 2012 alle 10:15 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    AGLI ABITANTI DI MULINU BECCIU

    Lo sgombero del campo rom avvenuto nei giorni scorsi ha messo la parola fine ad una situazione vergognosa che durava da anni, dovuta sicuramente ad una minoranza di delinquenti appartenenti alla Comunità rom, ma maturata grazie anche all’inerzia di troppe Istituzioni e alla complicità di imprenditori senza scrupoli che davano ai rom il materiale da bruciare per smaltire il quale avrebbero dovuto pagare imposte ed osservare specifiche prescrizioni.
    In tal senso, esprimiamo soddisfazione per la soluzione definitiva della vicenda e massima solidarietà alla maggioranza della Comunità Rom, augurandoci che le soluzioni abitative concordate con la Caritas Diocesana siano confacenti alle proprie esigenze, e che l’Amministrazione adotti ogni iniziativa utile a rendere meno traumatico possibile il trasferimento di residenza ai bambini e ai minori della Comunità, già frequentanti con profitto, e in un contesto di totale fratellanza, le scuole dell’infanzia, elementari e medie del quartiere di Mulinu Becciu.
    Ringraziamo il Sindaco Zedda, per la disponibilità sempre dimostrata, l’associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico, che sin dall’inizio è stata con noi in prima linea in questa battaglia, e tutti gli organi di stampa che, dando voce e spazio alle nostre posizioni, ci hanno aiutato a sensibilizzare amministratori, magistrati e funzionari di polizia sul problema dei fumi tossici che da anni noi abitanti di Mulinu Becciu eravamo costretti a respirare.
    Chiediamo infine di partecipare attivamente al processo di bonifica, come “soggetto portatore di interessi diffusi” ai sensi dell’articolo 9 della legge sul procedimento amministrativo, e a tutti i cittadini di Mulinu Becciu di darci una mano a controllare che l’opera di bonifica sia portata a termine ed il sito finalmente recuperato agli usi della collettività.

    Per il COMITATO “NO DIOSSINA”

    Giorgio BOI – Antonio GUERRIERI – Roberto RICCIU – Michele TREGLIA

  24. mtb
    luglio 11, 2012 alle 8:16 pm

    Vicino alla mia casa già da numerosi anni hanno abitato cinesi e ora abitano senegalesi e forse marocchini.Devo dire che il loro comporttamento è decisamente migliore rispetto a quello dei Rom che ti ossessionano con le loro richieste,però devo anche dire che l’integrazione è zero e dei sardi mettono spesso in atto gli atteggiamenti peggiori.Un po’come se noi in qualche paese gran bevitore di birra ci sbronzassimo rumorosamente tutti i giorni.

  25. luglio 11, 2012 alle 8:41 pm

    da Casteddu on line, 11 luglio 2012
    In Consiglio comunale si discute di Rom: un dibattito aperto in diretta: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/in-comune-si-discute-di-rom-un-dibattito-aperto-in-diretta/35172

    Zedda tende la mano ai Rom: “Usciremo dalla crisi economica se saremo sempre dalla parte degli ultimi”: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/zedda-tende-la-mano-ai-rom-usciremo-dalla-crisi-economica-se-saremo-sempre-dalla-parte-degli-ultimi/35175

  26. luglio 12, 2012 alle 2:54 pm

    da Sardegna Quotidiano, 12 luglio 2012
    I rom in municipio accordo tra Chiesa e Comune. (Paolo Rapeanu)
    INTEGRAZIONE. Una delegazione di nomadi parla in consiglio comunale davanti a vescovo e sindaco dopo lo sgombero Miglio: bene la partecipazione. Zedda: serve il rispetto delle regole.

    Non era mai successo prima: un rom seduto tra i banchi della giunta comunale, come portavoce dei 157 nomadi che fino a dieci giorni fa abitavano nel campo sulla 554. È successo ieri sera, durante il consiglio comunale interamente dedicato alla questione rom. Saltana Ahmetòvic ha parlato per meno di un minuto, ma è stato chiaro: «Siamo favorevoli al progetto di inclusione sociale, ma solo tutti insieme possiamo farcela. È la prima volta nella storia che il consiglio comunale ci dà la parola», osserva Ahmetòvic. Una seduta che ha ospitato varie figure della società politica e religiosa. Assente il prefetto Giovanni Balsamo. Ninni Depau, presidente del consiglio, ha letto una sua lettera, che ripercorre tutte le azioni intraprese per il campo. Simona De Francisci, assessore regionale alla Sanità, spiega che i soldi per i Rom ci sono: «Sulla vicenda è stata fatta troppa demagogia. Noi destiniamo 300mila euro dal bilancio delle Politiche sociali di 199 milioni. Non togliamo nulla ai cittadini sardi», afferma, «l’inclusione sociale rom è tema centrale in tutta Europa, anche la Sardegna deve cogliere l’occasione, recitando un ruolo lungimirante. Serve condividere insieme una strategia per integrarli realmente, senza pregiudizi”» Il direttore della Caritas, don Marco Lai, ha ricordato che «nel passato ci sono già state inclusioni sociali, come chi viveva nella baraccopoli di via del Commercio. Adesso quelle persone vivono in abitazioni. La nostra azione va avanti bene», spiega, «contattiamo chi vuole affittare case, vista la crisi le risposte sono positive. I Rom vanno affiancati nel superamento della marginalità». Un progetto migliore già da tempo allo studio: questo il pensiero di Angela Quaquero: «Un anno di lavoro con l’assessore comunale alle Politiche sociali e alle associazioni, per affrontare il problema del campo, che era stratificato nel tempo. C’è necessità di accoglienza verso i rom», osserva la presidente della Provincia, «le case sono una soluzione di emergenza, ma no a schemi preconcetti, una soluzione unica e giusta può esistere se si lavora insieme». Benedice l’azione svolta dal Comune l’arcivescovo Arrigo Miglio: «Apprezzo quanto fatto, coinvolgendo anche la società civile. È un metodo interessante», dice Miglio, «non dimentico la cultura plurisecolare dei rom e la persecuzione che hanno subito ai tempi della Shoah. Prepariamoci a un cammino di tentativi, da compiere tutti uniti, guardando in avanti». Prima e dopo l’intervento di Miglio, i consiglieri comunali hanno voluto dire la loro, forse per l’ultima volta, sulla questione rom. «Il Comune deve andare nella direzione dell’integrazione, i figli dei rom saranno cagliaritani, senza altri aggettivi», afferma Fabrizio Rodin, Pd. Gianni Chessa, capogruppo Udc, ribatte: «Ho visitato il campo per la prima volta qualche mese fa, restando stupito da come l’avevano ridotto. Spero che nelle case rispettino le regole». Dai banchi di Sel, Sebastiano Dessì ricorda che «la parola campo ha un significato lugubre. Oggi tracciamo una nuova strada, il Comune ha dimostrato di saper agire in tempi rapidi ». Per Pierluigi Mannino, Patto per Cagliari: «Serve tolleranza reciproca, l’inclusione sociale è un paradosso che ci impongono i burocrati europei, gli stessi che studiano le misure di banane e pomodori». Parla alla fine il sindaco Massimo Zedda: «Ai rom chiediamo più rispetto per il contesto ambientale, continueremo a condividere insieme passi da compiere. La crisi non si supera indicando i nemici sempre nell’altro, ma rispettando gli esseri umani che soffrono».

    da L’Unione Sarda, 12 luglio 2012
    «Rom, basta demagogia». Il dibattito in Consiglio con l’assessore De Francisci e l’arcivescovo Miglio. Per il progetto del Comune 300mila euro regionali. (Michele Ruffi)

    La notizia è che il progetto di inclusione sociale dei rom sarà sostenuto dalla Regione con 300 mila euro: «Una cifra che non sottrae nulla ad altri strumenti di cui godono i cittadini sardi», spiega Simona De Francisci mentre invita a «mettere da parte le polemiche» per diventare «protagonisti di una comune strategia di integrazione così come già fanno l’Europa e l’Italia». L’assessore regionale alla Sanità ha partecipato ieri insieme all’arcivescovo Arrigo Miglio, al presidente della Provincia Angela Quaquero, al direttore della Caritas don Marco Lai e a Saltana Ahmetovic, rappresentante della comunità nomade, alla seduta di Consiglio comunale dedicata proprio allo sgombero del campo sulla 554 e alle sue conseguenze.
    I SOLDI. L’assessore De Francisci ha ricordato più di una volta nel proprio discorso come sull’argomento «sia stata fatta molta demagogia» e ha aggiunto: «Che ci piaccia o no l’integrazione dell’etnia rom è tra le priorità nell’agenda dell’Unione europea». Il finanziamento del programma del Comune verrà garantito da «un bilancio delle Politiche sociali da 199 milioni di euro, che prevede 130 milioni per le leggi 104 e 162 a sostegno delle disabilità gravi, 30 milioni per le estreme povertà e i Plus».
    MIGLIO. L’arcivescovo ha definito la strada scelta dal Municipio un «processo giusto, accelerato dalle circostanze», cioè dal sequestro del campo da parte del tribunale. Sulle reazioni di alcuni Comuni, come quello di San Sperate, ha commentato: «Dobbiamo aiutare queste persone a capire e allentare le tensioni, favorendo la conoscenza reciproca. È la strada maestra per affrontare queste situazioni».
    I BAMBINI. E sul fatto che il progetto di inclusione sociale, attuato velocemente dopo lo sgombero, sia la soluzione migliore è stata d’accordo anche Angela Quaquero: «Se non fosse stato portato a termine questo programma il Comune avrebbe dovuto spendere almeno tre milioni di euro per garantire la sicurezza dei novanta bambini che abitavano in quell’area, accogliendoli in comunità protette».
    LA COMUNITÀ. Saltana Amhetovic è intervenuto in rappresentanza della comunità rom (o meglio: una parte della comunità, visto che nel campo viveva anche la famiglia Sulejmanovic) ha detto «Siamo favorevoli al progetto del Comune, ma dobbiamo farlo insieme, scriverlo insieme». La conclusione è stata riservata al sindaco Zedda che ha fatto un parallelo tra la chiusura del campo rom e quella del Poetto: «C’era un inquinamento, certo in un caso e presunto nell’altro, e abbiamo preso provvedimenti doverosi». Scelte forse impopolari. «Ma si fanno valutando se sono giuste o sbagliate, non se sono convenienti o meno».

  27. luglio 12, 2012 alle 2:59 pm

    infatti, non deve finire qui e non finisce qui.

    da Casteddu on line, 12 luglio 2012
    Nella nuova Cagliari contanto i diritti di tutti, anche dei Rom. Ma ora piena luce su quei soldi buttati via per il campo mai bonificato: http://www.castedduonline.it/index.php/editoriale/nella-nuova-cagliari-contanto-i-diritti-di-tutti-anche-dei-rom-ma-ora-piena-luce-su-quei-soldi-buttati-via-per-il-campo-mai-bonificato/35179

    Campo Rom, la richiesta dell’Idv: subito una commissione di indagine sui 2 milioni di euro della mancata pulizia: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/campo-rom-la-richiesta-dellidv-subito-una-commissione-di-indagine-sui-2-milioni-di-euro-della-mancata-pulizia/35178

    da CagliariPad, 12 luglio 2012
    I rom in Comune, per la prima volta parlano in aula: http://www.cagliaripad.it/it/news/luglio/12/i-rom-in-comune/

  28. luglio 12, 2012 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 luglio 2012
    Cagliari. Diritti ma anche doveri per i rom del campo. (Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus)

    «Giusto lasciare il campo, era in condizioni disastrose», dice Saltana Ahmetovic, rappresentante dei rom già stanziati presso il campo nomadi di Cagliari. Quel campo nomadi era diventato una vera e propria bomba ecologica. Tonnellate di rifiuti tossici, incendi, traffico di rifiuti in combutta con “imprenditori” locali senza scrupoli. Non sono venuti dal Giappone ignoti farabutti per creare quelle “condizioni disastrose” di cui parla Saltana Ahmetovic. Sono stati gli stessi residenti del campo nomadi. E molti di loro hanno accettato di buon grado (è un eufemismo) di andare in “case normali” con terreno intorno piuttosto che far crescere i propri bimbi in mezzo a topi grandi come cani e a liquami maleodoranti. E chi li sostiene “senza se e senza ma” dovrebbe lasciar perdere certi toni ultimativi e spiegar loro che non basta dire “non vogliamo le case dei sardi”, ma qualche straccio di parola di autocritica sarebbe il minimo doveroso, visto che il campo nomadi è costato milioni di euro per la realizzazione e il mantenimento pluriennale. Soldi pubblici, anche di quei cagliaritani che sono stati affumicati quasi ogni santo giorno che pioveva sulla Terra per quindici anni. Dovrebbe anche spiegar loro che non possono avere “un pezzo di terra dove autocostruirsi le case” a Cagliari e da qualsiasi altra parte perché non sta in cielo né in terra che si ricreino le condizioni che hanno dato vita a una vera e propria discarica abusiva abitata da esseri umani, com’era finora. Magari autoregolamentata come un clan paramafioso, dove c’è chi comanda e c’è chi deve ubbidire ciecamente. I procedimenti penali facciano il loro corso e i responsabili di questo disastro ambientale e finanziario paghino fino in fondo, compresi quelli che dovevano vigilare e facilitare l’inserimento dei rom e sono stati inerti a contare le decine e decine di migliaia di euro di fondi pubblici che affluivano alle loro casse. Così come lascino perdere i toni vagamente razzisti e penalmente perseguibili quelli che “non vogliono gli zingari” nel proprio paese per principio. È proprio il caso di voltare pagina: diritti e doveri per i rom, come per ogni cittadino. Senza ipocrisie, falsi buonismi e stupidi razzismi.

  29. mtb
    luglio 13, 2012 alle 6:45 pm

    Non mi sembra d’aver letto che a quella riunione abbiano partecipato rappresentanti di Mulinu Becciu.Vorrei sapere da dove saltano fuori i 300000 mila euro,che si spera non vengano sprecat,i per aiutare i rom.Vorrei anche sapere quanto il buonissimo don Miglio devolve a favore dei Rom:come rappresentante di una chiesa che risparmia sull’Imu (soldi che servirebbero a tutti )e ha una banca come lo Ior. Io ricordo un certo Gesù che l’esempio lo dava di persona e che quando si è scocciato i mercanti che disturbavano nel tempio li ha cacciati via a frustate gettando all’aria le loro bancarelle.Sapendo che erano solo dei “mestieranti”non li ha integrati li ha cacciati. Allora i politici,religiosi e qualunquisti difensori dei Rom sono migliori di LUI?

  30. Marcello
    luglio 14, 2012 alle 6:54 pm

    E’ stato raggiunta una vittoria importante ! Il campo ROM è stato fatto sgomberare con un ordinanza della magistratura di Cagliari, un atto di vera giustizia che nella società in cui stiamo vivendo (dove la giustizia italiana non funziona a causa di un sistema politico criminoso ) diventa quasi un’anomalia ;
    prima di essere attaccato per il mio intervento da qualche membro della politica sporca o da qualche figura delle associazioni cattoliche o da qualche membro del campo rom che prima di parlare in consiglio comunale dovrebbe vedersi qualche foto dove magari potrebbe esserci anche lui in azione dando fuoco a materiali tossici , o magari da qualche società o cooperativa che poteva trarre interesse dall’esistenza del “ghetto rom” …o ancora da qualche giornalista fazioso che scrive articoli idioti… vorrei precisare che io ho diversi amici di cultura “rom”,sia a cagliari che da altre parti e rispetto la loro cultura come loro rispettano la mia come si fa tra amici
    Quello che è interessante è vedere come durante 15 anni di attività illecite di un ghetto che niente ha a che vedere con la cultura …sia essa “rom, cattolica, buddista, o beduina…” sia i politici che la stampa e le associazioni cattoliche non abbiano mosso un solo dito e non si siano esposti per denunciare un ghetto di attività criminali quali discarica abusiva, incendio di rifiuti tossici con sviluppo di quintali di diossina nell’aria, inquinamento del sottosuolo fino a 3 metri di profondità ed inoltre furto e scassinamento e rogo da parte di individui del ghetto rom alle tante proprietà nelle aziende confinanti il ghetto per centinaia di migliaia di euro…documentate da denunce ed esposti alla procura di Cagliari…
    Dopo che è iniziata una battaglia di vera informazione grazie al contributo sia delle vittime che dei volontari che hanno fatto vera informazione soprattutto attraverso la rete si sono avuti i primi risultati concreti per risolvere una situazione criminosa sempre piu’ insostenibile e soprattutto pericolosa poichè quando la giustizia non difende le vittime ma al contrario le abbandona , allora si possono instaurare fenomeni di giustizia privata dove situazioni e contesti di criminalità prevenibili ed evitabili con una buona politica di integrazione sociale e buonsenso, possono nel momento in cui vengono trascurate, causare delle tragedie;
    il merito di questa vittoria va attribuito innanzitutto alle vittime che hanno denunciato questi crimini, ai volontari e ai reporter che hanno ricostruito e divulgato tutte le testimonianze delle vittime, ai cittadini che hanno dimostrato la loro solidarietà e impegno ed al GRIG che ha formalmente presentato l’esposto alla procura della repubblica grazie al quale sono scattate le indagini ed accertamenti e successivamente il sequestro e lo sgombero immediato del ghetto…
    il ghetto è un luogo che genera fenomeni di delinquenza !!!… i polemizzatori che sono sbucati fuori nei giornali o nelle trasmissioni ed i politici e i personaggi pro-ghetto..è gente che dovrebbe quantomeno studiare un po’ di politiche urbane e territoriali che li aiuterebbe a capire tante cose…ed ovviamente il capitolo sulle politiche delle integrazioni sociali nei centri urbani per capire che pensare di inserire i rom nel campo ghetto è come pensare di inserire che soffre di depressione in un manicomio criminale … sono scelte troglodite superate in una società civile ! i rom , i cinesi , i francesi , i beduini, i gitani etc…devono vivere in italia come vivono gli italiani se vogliono stare in italia se volete parlare di integrazione sociale, costretti a rispettare le leggi e ad avere pieno rispetto dei loro vicini di casa, devono pagare le tasse, gli affitti , le utenze, poter fare il loro lavoro in regola ed in sicurezza nel pieno rispetto dell’ambiente e poter mandare i propri figli a scuola insieme agli italiani; solo così potremo fare un passo in avanti come società civile;

  31. luglio 15, 2012 alle 10:53 am

    sul blog di Vito Biolchini, 14 luglio 2012
    Rom a Cagliari, la questione è politica ed è molto semplice: cosa sta facendo la Giunta Zedda per i poveri? E come sta combattendo le disuguaglianze?: http://vitobiolchini.wordpress.com/2012/07/14/rom-a-cagliari-la-questione-e-politica-ed-e-molto-semplice-cosa-sta-facendo-la-giunta-zedda-per-i-poveri-e-come-sta-combattendo-le-disuguaglianze/

  32. mtb
    luglio 17, 2012 alle 12:29 am

    ho con molta sofferenza letto il blog consigliato.Una frase mi ha ironicamente colpita:potranno scegliere come vivere (cioò vogliono un campo).Per favore mi volete fare un elenco di Paesi che “regalano”,perchè di questo si tratta,terreni e abitazioni per fare i i propi comodi agi immigrati o simili?e se io,dopo aver pagato le tasse sino all’ultimo spicciolo,chiedesi di avere gratis o quasi una villa perchè sono stanca della vita condominiale?A chi dovrei chiederla a Zedda o a Vito Biolchini la cui lettura è severamente sconsigliata ai diabetici?Caro Stefano l’invito all’autocritica era giusto ma gli invitati avevano molti più santi in paradiso di quanto ti potessi aspettare.Tutta brava e disinteressata gente?

  33. luglio 18, 2012 alle 2:13 pm

    Gentile Deliperi,
    condivido quanto ha fatto il GrIG. Così come sono convinto che in certe condizioni ci vogliano interventi decisi. Il campo andava chiuso e stiamo pagando il disinteresse decennale di un’amministrazione che del problema posto dal campo sulla 554 si è del tutto disinteressata.
    Trovo le posizioni di Pabis fondamentalmente sbagliate, paradossalmente aggravate dalla buona fede (di cui nessuno dubita) e temo che tanti commenti che ho letto in questo blog e in quello di Vito Biolchini ne siano una conferma. Avendo visto cos’è successo alla Continassa (a Torino) quando un mezzo migliaio di cittadini ha protestato contro i Rom (per un’accusa falsa!) bruciando baracche e roulotte (poche per fortuna) giudico del tutto opportuno aver eliminato una causa potenziale di un vero e proprio disastro sociale oltre che ambientale. Visto quanto accade a San Sperate, meglio aver posto rimedio in anticipo, perché le buone intenzioni (come quelle di Pabis) si possono pagare molto care (e i Pabis farebbero bene ad essere meno integralisti e pensarci!).
    L’integrazione è fattibile, è molto difficile (lo è stata per i meridionali in settentrione, figurarsi per casi ben più difficili come i Rom) e dev’essere condotta con forti capacità di mediazione. Questa è impossibile se si parte da posizioni ideologiche come quelle di Pabis, belle da leggere in un libro quanto inapplicabili nella realtà dei fatti. Ci sarà un motivo se proprio Rom e Sinti (almeno per quanto posso verificare direttamente) si muovono nella direzione di un forte impegno nella legalità.
    Auspico che la mediazione possa essere condotta lasciando in posizione minoritari chi la pensa come Pabis, prima di tutto per la protezione dei diritti dei Rom.
    Cordialmente,
    Gabriele Ainis

  34. mtb
    luglio 20, 2012 alle 12:42 am

    Vedi situazione simile anche a Napoli.Eppure poverini alla monnezza sono purtroppo abituati-Il campo sono stati costretti a distruggerlo?Spese,spese inutili alla faccia della situazione economica.

  35. luglio 20, 2012 alle 2:40 pm

    da Casteddu online, 20 luglio 2012
    Forza Nuova contro i Rom con striscione per il sindaco: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/forza-nuova-contro-i-rom-con-striscione-per-il-sindaco/35976

  36. mtb
    luglio 21, 2012 alle 5:33 pm

    Ma chi di voi conosce dei senza casa che ne rifiutano una perchè”GRATIS” per “SOLI”tre anni?Ma come la penserà il pensionato che mangiando di meno paga l’affitto,acqua,luce e tutte le altre tasse?Ma se diventasse razzista non avrebbe ragione?E,mi dispiace dirlo,sarebbe un sano razzismo.

    • Massimo
      luglio 21, 2012 alle 7:03 pm

      Cara mtb, il razzismo non ha nulla di sano, così dice la Costituzione Italiana. Sono felice che tu non abbia bisogno di una casa “gratis”, ma vorrei ricordarti che in questo Paese esiste ancora una forma di assistenza pubblica che sono le case di edilizia popolare (alcune anche a Mulinu Becciu) dove l’affitto non è uguale a quello che pago io, che grazie al cielo un lavoro e uno stipendio ce l’ho. Sono solo io che conosco gente sarda da generazioni e generazioni che paga meno di 50 euro al mese di affitto (a Nuoro 27, per la precisione) in case del comune e che la bombola del gas gliela paga la Caritas? Chiediamoci perché a Cagliari, la città del cemento selvaggio che in compenso perde abitanti da vent’anni perché i prezzi delle case sono troppo alti, perché in questa città non ci sia più un piano di edilizia pubblica degno di questo nome (e il ghetto di Sant’Elia è una vergogna che ci porteremo dentro sempre). Chiediamoci questo e lasciamo stare 157 persone che in realtà si aggiungono a svariate migliaia di Cagliaritani in un disagio che è sempre più concreto. Dividere i poveri per poterli controllare è una tattica vecchia quanto l’uomo. Come al solito la politica (e Forza Nuova per prima) cavalca il capro espiatorio per nascondere i veri mali.

  37. mtb
    luglio 21, 2012 alle 9:10 pm

    Massimo concordo sull’inadeguatezza del sano razzismo,ma io volevo dire che non sarebbe nato da motivi di colore della pelle o religiosi o da un dna impazzito,ma dal”sentirsi”discriminati per motivi spudoratamente politici.Io non credo che il male sia nella politica di destra o di sinistra ma sia nella politica che sfrutta i bisogni dei poveri per comprarsi una poltrona e quindi un eterno vitalizio.Se hai studiato la storia ricorderai le storture di chi è stato costretto a seguire un libretto rosso o delle camice nere.Conosco in parte le agevolazioni di cui alcune persone usufruiscono e ti posso assicurare che alcune di queste le ricevono pur non avendone bisogno perchè chi dovrebbe vigilare non vigila.In quanto alla Caritas purtroppo conosco altre persone che hanno ricevuto in regalo(e non volevano) generi alimentari dati a””indigenti””???(mai sentito parlare di lavoro in nero?)che,avendone ricevuto anche dalla croce rossa e dal buon pastore non avevano frigo abbastanza capienti a contenerli.
    Comunque conosco poveri che si adattano a fare di tutto M dici cosa fanno i rom e mi dici perchè devo mantenerli io con la pensione non di senatore ma di normale lavoratrice?Secondo la tua bontà come possono integrarsi se ottenessero quel campo che pretendono,magari con un bel boss che dirige il traffico dei bambini-mendicanti dopo aver insegnato loro come penosamente lamentarsi e tendere la mano?Pensi che i bambini vogliano veramente questo? Apoliticamente MTB

    • Massimo
      luglio 22, 2012 alle 12:01 pm

      Non ne faccio neanche io un problema di colore politico, credo che i poveri (e tra questi i Rom) sono usati in modi diversi, ma sempre usati.
      Quello che credo è molto semplice: ci dovrebbe essere qualcuno che interviene quando viene fatta una segnalazione di reato (i roghi di copertoni, per esempio) e qualcuno che paghi perché sta commettendo il reato.
      Gli aiuti non vanno dati ai “Rom” ma agli Italiani di origini slave. Molti di loro hanno la cittadinanza, quelli che non ce l’hanno vivono nel nostro Paese da più di 30 anni e i loro figli sono nati qui, quindi tra il diciottesimo e il diciannovesimo anno possono chiedere la cittadinanza.
      Non conosco tutti i Rom dell’hinterland di Cagliari, di quelli che conosco nessuno manda i figli a mendicare, la metà degli adulti sono astemi e quando mi è capitato di andare a prendere un caffè con loro non sono mai riuscito a pagare, come con la parte nuorese della mia famiglia. Naturalmente le amicizie me le scelgo (e non basta essere di origine Rom per essere mio amico), ma quello che voglio dire è che non sono tutti uguali. Giudicare un gruppo eterogeneo dall’origine, la religione o la razza è prima di tutto un’ingiustizia. Questo vale per tutti: metà della mia famiglia viene dal nuorese e di “giudizi affrettati” ne ho sentiti quenti ne vuoi sull’appartenenza a certe dinamiche che a tutti noi sono totalmente estranee.

  38. valentina
    luglio 24, 2012 alle 1:25 pm

    Roghi del campo Rom a parte, bisogna veramente sferrare un’attacco contro tutti i delinquenti che smaltiscono rifiuti in maniera illegale. Le nostre campagne pullulano di roghi, le nostre strade extraurbane tracimano spazzatura. Fino a che punto dobbiamo arrivare? Con quale coraggio guardiamo in faccia i nostri figli???

  39. luglio 24, 2012 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda on line, 24 luglio 2012
    Ex campo rom, via i nomadi. Restano degrado e sporcizia: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/282000

  40. mtb
    luglio 24, 2012 alle 8:23 pm

    Non oso pensare quanto ci costeranno le case!!!!!!Si parla di non dare le tredicesime.Io mangerò comunque e non ho figli ma chi ha necessità e lavora e non ha aumenti di stipendio e dovrà rinunciare alla tredicesima come giudicherà tutta questa magnanimità verso chi non lavora per scelta.Perchè non mi risulta che a Cagliari i Rom lavorino.

  41. agosto 11, 2012 alle 10:34 am

    da L’Unione Sarda on line, 11 agosto 2012
    Ai nomadi le case con piscina. Per un anno paga il Comune. Una villa con piscina, vasca idromassaggio e aria condizionata tra marmi e cotto. Sono solo alcune delle caratteristiche delle nuove case in cui vivono due famiglie di nomadi che hanno lasciato il campo sulla 554. L’affitto è a carico del Comune: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/284271

  42. mtb
    agosto 11, 2012 alle 8:06 pm

    Dato che sei il”colpevole????” di questa “polemica becera” ,Stefano sei di destra ?Non credo e non mi interessa e non mi interessa perchè il giudizio viene espresso da un uomo di Chiesa(????) al quale però consiglierei (ma anche a chi legge questo blog)di fare un giro delle parroc cagliaritane.Scoprirà che molti appartamenti adiacenti alla chiesa non solo non sono occupati dai sacerdoti, che vivono,democraticamente altrove, ma sono sfitti;Come mai non sono occupati da Rom o senegalesi'”Gli ultimi degli ultimi”sono tali solamente quando i soldi escono dalle nostre tasche?e la Caritas che tanto si vanta di aiutare i poveri da dove trae ciò che gli serve allo scopo?Si rassegni Don Lai forse sarà costretto a servirsi anche dei quattrini che vengono dagli sporchi razzisti di destra perchè i suoi colleghi di fede sono impegnati a santificare chi ha i soldi per permetterselo,con dei pellegrinaggi in Israele,Lourdes etc.

    PS Non sono di destra e qualche volta vado in chiesa.

    • agosto 12, 2012 alle 10:53 am

      politicamente sono felicemente agnostico, preferisco di gran lunga vedere le proposte concrete e le azioni concrete 😉
      Stefano Deliperi

  43. agosto 13, 2012 alle 10:25 am

    da L’Unione Sarda, 13 agosto 2012
    «Così il Comune fa razzismo al contrario». Parla don Carlo Follesa. (Sara Marci)

    «Si sta creando una forma di razzismo al contrario». Don Carlo Follesa, parroco di san Massimiliano Kolbe dal ’73 e presidente – dal ’93 – dell’associazione “L’aquilone”, prende posizione sul caso della villa assegnata ai nomadi. «Va bene che il Comune si occupi di loro e li aiuti a inserirsi, ma da emarginati ora sono diventati privilegiati». Non vuole creare nessuna guerra tra poveri ma richiamare l’attenzione sui problemi della città. «Ogni giorno tantissime famiglie cagliaritane si rivolgono alla mia parrocchia, ci chiedono aiuto, non hanno nemmeno i soldi per mangiare, figuriamoci per pagare un affitto». Don Follesa non ha dubbi: «La città ha un’emergenza, serve un piano casa per gli indigenti e per tutte le famiglie cagliaritane che non riescono a pagare l’affitto». Nei quartieri popolari le storie di disagio abbondano. «In pochi metri quadri spesso vivono anche in dieci, tanti finiscono per strada, su una panchina o dentro una macchina, in molti casi ci son di mezzo anche minori». In pochi giorni si sta scatenando una bufera. «Il cagliaritano non è razzista, ma stiamo raccogliendo il disagio della gente, si sta creando un atteggiamento di rifiuto». Lancia un appello: «Mi farebbe piacere che la società, il Comune, la Chiesa e la istituzioni si occupassero della mancanza di alloggi, prestando la stessa attenzione a tutti». Nessun tono polemico. «Il problema della casa è la triste realtà della città».

    «Era in mano ai vandali, così si valorizza». Parla il proprietario.

    La Caritas staccherà un assegno di 2.500 euro per pagare, ogni mese, i due edifici (una villa con pavimenti in marmo, aria condizionata e bagni di lusso con idromassaggio e un vecchio ristorante che si affaccia su una piscina) nelle campagne di Flumini. I soldi verranno poi rimborsati alla Diocesi dal Comune, che ha a disposizione 300 mila euro nel proprio bilancio, in arrivo da fondi regionali.
    I PROPRIETARI. Il canone è stato concordato con Daniele Matta, proprietario insieme ai familiari dell’ex Pandemonium, discoteca-ristorante in voga negli anni Novanta, poi diventata meta notturna per vandali, che hanno distrutto e incendiato buona parte dei locali.
    Tanto da far crollare la valutazione delle costruzioni: «Quando nacque, il complesso valeva 5 miliardi. Ora circa 600 mila euro».
    LA CASA. Matta, 44 anni, spiega che dare in affitto la villa dove abitavano i genitori («mio padre commerciava marmi: ecco perché i pavimenti e i bagni ne sono ricoperti») è stata una scelta quasi obbligata: «Era un posto splendido ma negli anni è stato distrutto. Avevano rubato perfino i cancelli. Nessuno mi ha mai fatto un’offerta concreta per valorizzarlo nuovamente. I rom invece lo hanno ripulito».
    LA SCELTA. La decisione di dare un nuovo utilizzo alla struttura è arrivata quasi per caso: «Ho conosciuto un rappresentante della Caritas che mi ha proposto di mettere a disposizione una parte del complesso immobiliare. Io ho accettato perché ero stufo di vedere la casa e il ristorante abbandonati e presi di mira dai vandali. Addirittura ero disponibile a concedere tutta l’area, che comprende anche la discoteca, oltre a un terreno molto più grande. E poi era da tempo che volevo dare un’utilità sociale a quegli edifici».
    Ecco perché Matta cerca di smorzare le polemiche: «Da quello che ho potuto capire, il campo rom costava centinaia di migliaia di euro. Con gli affitti si risparmierà e i nomadi verranno responsabilizzati: i contratti di fornitura dell’energia elettrica e dell’acqua sono a loro carico e se non pagheranno, credo che verranno trattati come tutti gli altri cittadini». (m.r.)

    Nomadi, ecco le altre case. Continuano le polemiche. Il Pdl: «Da Zedda un silenzio assordante». Dall’idromassaggio agli edifici senz’acqua potabile. (Michele Ruffi)

    A poche centinaia di metri dai marmi della casa con vasca idromassaggio e dall’ex ristorante con vista sulla piscina (al momento vuota) di Flumini, c’è un casolare di tre piani, diroccato e cadente: è qui che abitano altre tre famiglie nomadi da quando il campo-sosta di Mulinu Becciu è stato sequestrato dal tribunale e chiuso dal Comune. Le rifiniture non sono quelle del complesso immobiliare su cui si è scatenata la bufera, soprattutto politica, dei giorni scorsi: appena varcato il cancello d’ingresso, l’accoglienza è delegata a un cumulo di vecchi materassi, fili elettrici bruciati e a un gruppo di bambine, la più grande sette-otto anni, la più piccola completamente nuda, che giocano in una pozzanghera.
    SENZ’ACQUA. In questa casa, che ha sicuramente vissuto tempi migliori, abitano in venti, forse qualcuno in più. Senza cucina, con un solo bagno, senza acqua potabile. L’edificio non è collegato alla rete idrica e i nomadi, con l’aiuto di alcuni operai mandati dalla Caritas, hanno scavato un pozzo che però mette in circolo nei tubi acqua marrone. «Non possiamo neanche lavare i vestiti», spiegano le donne. I bambini, che sono stati iscritti a scuola e tra un mese dovrebbero iniziare le lezioni, vivono però in condizioni non molto diverse rispetto al campo abbandonato a fine giugno. L’inquinamento dei terreni della 554 è lontano anni luce, ma i piccoli giocano seminudi nel grande terreno di fronte alla casa, in mezzo alla polvere e ai cumuli di rifiuti. Intanto gli abitanti della zona avvertono: «Quest’area non ha servizi, manca l’illuminazione e le case non sono collegate alla rete fognaria. Inserire in questa comunità altre trentacinque-quaranta persone, se non di più, è pericoloso. Non ci sono le condizioni adatte. Poi non ci è stata data nessuna informazione da parte delle istituzioni: il Comune di Quartu deve sapere che cosa succede nel proprio territorio».
    LA POLEMICA. Il consigliere comunale dell’Udc Gianni Chessa alimenta la polemica sul versante politico (il Pdl ha chiesto le dimissioni del sindaco, che però in questi giorni ha preferito non rilasciare nessuna dichiarazione) e definisce «immorale e inopportuna» l’assegnazione delle case con piscina ai nomadi dopo lo sgombero del campo. «La soluzione migliore? Avrei ospitato i rom nelle case parcheggio, in deroga agli standard abitativi, dove da tempo vivono alcune famiglie cagliaritane». E il capogruppo del Pdl Giuseppe Farris, in un comunicato, rincara la dose: «Il silenzio assordante del sindaco Zedda e della sua giunta rappresentano, insieme, una fuga dalle responsabilità e la cifra di uno stile di governo manifestamente incapace di dare un senso alle proprie decisioni. Il gruppo consiliare del Pdl avvierà immediatamente una verifica presso i competenti uffici regionali per accertare se lo stanziamento di risorse, finalizzate all’inclusione sociale dei rom, è stato correttamente impegnato».

  44. agosto 14, 2012 alle 10:31 am

    da L’Unione Sarda, 14 agosto 2012
    Stop ai soldi per i nomadi. I fondi dovrebbero essere usati per il programma di inclusione sociale. La Regione: «Il progetto è carente, va integrato». (Michele Ruffi): http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27123

    «Un insulto ai poveri». Continua la polemica tra maggioranza e opposizione in Consiglio. Depau (Sel): il prefetto metta a disposizione altri alloggi: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27124

    L’inclusione: dovere morale e giuridico. (Giorgio Altieri): http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27125

    L’associazione I rom: «Campagna di odio razziale»: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27126

  45. mtb
    agosto 14, 2012 alle 7:17 pm

    Che la guerra tra poveri si sia trasformando in una guerra tra preti? Buon Ferragosto a tutti e soprattutto al”Giusto”……se qualcuno sa cosè il “Giusto”

  46. agosto 16, 2012 alle 2:46 pm

    A.N.S.A., 16 agosto 2012
    Francia: riunione su questione rom.
    Allo studio possibilita’ abrogazione misure transitorie: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/08/16/Francia-riunione-questione-rom_7346648.html

  47. agosto 18, 2012 alle 10:21 am

    per anni le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno denunciato in tutte le sedi la “bomba ecologica” creata nel campo nomadi di Cagliari. E L’Unione Sarda ne scriveva “distrattamente”, quando ne scriveva.
    Ora dà la stessa notizia 3-4 volte, a paginate intere…

    da L’Unione Sarda on line, 18 agosto 2012
    Campo rom, bomba ecologica. “Due milioni per bonificarlo”. L’ex campo nomadi di Cagliari, sulla 554, è una discarica a cielo aperto con rifiuti e polveri pericolosi per la salute. Per bonificarlo il Comune prevede di dover spendere due milioni di euro. E intanto due famiglie continuano a vivere accanto: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/285044

    Case ai nomadi, parla il portavoce: “Avremmo preferito un nuovo campo”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/284917

  48. agosto 21, 2012 alle 6:06 pm

    dal blog di Vito Biolchini, 21 agosto 2012
    Troppe minacce: i rom abbandonano la famosa “villa di lusso con piscina” a Quartu! E nemmeno denunciano l’autore di un messaggio intimidatorio…: http://vitobiolchini.wordpress.com/2012/08/21/troppe-minacce-i-rom-abbandonano-la-famosa-villa-di-lusso-con-piscina-a-quartu-e-nemmeno-denunciano-lautore-di-un-messaggio-intimidatorio-2/

    A.N.S.A., 21 agosto 2012
    Rom: “vi bruciamo i figli”, in 30 lasciano nuove case Comune.
    Dopo sgombero campo nomadi Cagliari la fuga per paura ritorsioni: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/08/21/Rom-bruciamo-figli-30-lasciano-nuove-case-Comune_7364411.html

    da CagliariPad, 21 agosto 2012
    I rom abbandonano l’ex Pandemonium, fatali le polemiche: http://www.cagliaripad.it/it/news/agosto/21/via-i-rom/

    da Casteddu online, 21 agosto 2012
    I Rom lasciano la “casa extra lusso con piscina” di Flumini: minacce razziste alle famiglie e ai bambini: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/i-rom-lasciano-la-casa-extra-lusso-con-piscina-di-flumini-minacce-razziste-alle-famiglie-e-ai-bambini/38644

    da L’Unione Sarda on line, 21 agosto 2012
    I nomadi lasciano l’ex Pandemonium. Le sei famiglie ora vivono nei camper: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/285556

  49. agosto 22, 2012 alle 1:54 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 22 agosto 2012
    Rom in fuga: «Minacce di morte ai bambini».
    La comunità che aveva occupato un’abitazione a San Sperate ha restituito le chiavi al Comune. (Stefano Ambu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2012/08/22/news/rom-in-fuga-minacce-di-morte-ai-bambini-1.5577028

  50. adamo
  51. febbraio 12, 2013 alle 2:58 pm

    da L’Unione Sarda, 12 febbraio 2013
    Ex campo rom, primi passi per la bonifica. Presto le prime analisi. (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=29991)

    La bonifica dell’ex campo nomadi di Mulinu Becciu muove i primi passi. Il dirigente del Servizio igiene del suolo del Comune ha dato il via libera alla procedura di gara per affidare il “piano di caratterizzazione” del terreno, cioè l’indagine attraverso la quale si capirà qual è il reale inquinamento dell’area. Nelle prossime settimane verrà selezionata con una procedura negoziata la società che si dovrà occupare di studiare le aree «potenzialmente contaminate», come le definisce la determinazione comunale firmata dalla dirigente Claudia Madeddu. Il lavoro prevede «l’esecuzione dei campionamenti, indagini e analisi di laboratorio» sul sito «denominato “ex campo nomadi” in località “Perda Calloni”». Per il piano di caratterizzazione il Comune spenderà 77mila euro.
    Durante la scorsa estate, dopo il contestato sgombero del villaggio, sono stati portati a termine due interventi: il primo (fatto dall’azienda che ha in carico il servizio di igiene urbana in città) di pulizia dei terreni, dove sono state raccolte diverse tonnellate di immondizia e rifiuti ingombranti. Poi una derattizzazione, compiuta dalla società Nuova Prima. Le prossime indagini dovranno stabilire fino a che profondità sono stati contaminati i terreni, che hanno assorbito per quasi vent’anni le polveri degli incendi appiccati dai nomadi e, stando ai racconti di chi viveva nel villaggio, anche oli esausti e liquidi altamente inquinanti. (m.r.)

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