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S.O.S. Pipistrelli e Anfibi!


Domusnovas, galleria mineraria “tombata”

In molte aree minerarie dismesse dell’Iglesiente, in particolare nei siti minerari di Sa Duchessa, Su Corovau, Reigraxius, Barraxiutta, Macciurru (Comune di Domusnovas) l’IGEA s.p.a., la società che gestisce i siti minerari di titolarità regionale, sta ponendo in essere le operazioni di “messa in sicurezza” delle gallerie minerarie dismesse con modalità assolutamente negative e deleterie per Pipistrelli e Anfibi

Infatti, viene attuata la quasi completa chiusura delle gallerie minerarie dismesse con muri generalmente in blocchetti di calcestruzzo e una piccola finestrella con grata metallica.  

Queste  operazioni, però, precludono l’accesso e l’uscita dai propri siti di ricovero, nonché la presenza di prede per le popolazioni di Chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, Rhinolophus euryale, Rhinolophus mehelyi, Miniopterus schreibersii, Myotis punicus, Myotis capaccinii, Myotis emarginatus) e di Anfibi (Atylodes genei, Hyla sarda, Speleomantes genei, Discoglossus sardus).

Domusnovas, galleria mineraria dismessa

Si ricorda che le specie di Chirotteri e di Anfibi urodeli delle species speleomantes rientrano negli allegati II e IV della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora.

Inoltre, l’area in argomento rientra nel sito di importanza comunitaria “Monte Linas – Marganai”: il relativo piano di gestione (decreto assessoriale n. 61 del 30 luglio 2008) appare prevedere la messa in sicurezza degli ingressi minerari con apposite cancellate che non creino disturbo all’habitat di queste specie, infatti la chiusura con muro, anche se munita di apertura, modifica in maniera drastica le condizioni microclimatiche (luce, areazione, umidità) e la presenza di prede.

Raccogliendo preoccupate e qualificate segnalazioni, le associazioni ecologiste Amici della TerraLega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno quindi inoltrato (7 luglio 2012) un’urgente richiesta di modifica delle modalità di “messa in sicurezza” delle gallerie minerarie alla Commissione europea, al Ministero dell’ambiente, all’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, informandone, per gli aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari

Discoglosso (Discoglossus sardus)

 L’avevano già fatto, con analoga istanza (13 giugno 2006) e, conseguentemente, l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente – Servizio conservazione della natura ed habitat (nota prot. n. 20733 del 22 giugno 2006) interveniva presso la società I.G.E.A. ed il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ricordando “che gran parte del patrimonio minerario della Sardegna insiste su Siti di Importanza Comunitaria” e che “è vietata la cattura, l’uccisione o il disturbo di esemplari delle specie citate nell’allegato D (del D.P.R. n. 357/1997, modificato dal D.P.R. n. 120/2003, n.d.r.) è vietato il danneggiamento o la distruzione dei siti di riproduzione o delle aree di sosta delle specie animali di cui all’allegato D, nel quale sono inclusi tutti i pipistrelli e tutte le specie di Speleomantes“.    Inoltre, “tutte le opere ricadenti all’interno delle aree SIC e riferibili alla … messa in sicurezza non solo delle gallerie, ma anche di edifici o altri manufatti devono essere sottoposte a procedura di valutazione di incidenza: procedura che, evidentemente, l’I.G.E.A. s.p.a. non aveva svolto.    

L’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente – Servizio conservazione della natura ed habitat confermava che la muratura degli imbocchi delle gallerie minerarie dismesse,“nel sigillare di fatto gli ingressi, intrappola all’interno delle stesse gallerie popolazioni di chirotteri (pipistrelli) e di anfibi urodeli Speleomantes sp., sottraendo contemporaneamente indispensabili porzioni di habitat alle stesse specie animali, che eleggono le gallerie di miniera a luoghi di rifugio temporaneo, svernamento, riproduzione”. Questo mentre ”è possibile individuare azioni di messa in sicurezza delle gallerie minerarie diverse dalla muratura degli ingressi e mentre erano in corso di definizione le procedure per individuare ben altri nuovi 20 S.I.C. proprio per tutelare pipistrelli (Rhynofolus euryale) ed anfibi urodeli (Speleomantes geneiSpeleomantes imperialis).

Geotritone sardo (Speleomantes genei)

In questo caso basterebbe veramente poco per ottenere un risultato importante: sarebbe sufficiente realizzare delle chiusure solo mediante grate metalliche e Pipistrelli ed Anfibi sarebbero al sicuro.     

Si attende in tempi rapidi la soluzione a portata di mano.

 Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

(foto Giovanni Paulis)

  1. luglio 14, 2012 alle 10:31 am

    La Nuova Sardegna, 14 luglio 2012
    Gli ambientalisti: «Salvate i pipistrelli». Nell’Iglesiente i muri eretti per la messa in sicurezza delle miniere creano difficoltà agli animali. (Erminio Ariu)

    IGLESIAS. Sos per i pipistrelli. Il Gruppo d’intervento giuridico e l’associazione Amici della Terra hanno chiesto a Igea, la società che gestisce i siti minerari dismessi di proprietà della Regione, di modificare il sistema di messa in sicurezza delle gallerie e delle grotte. In particolare, quelle di Sa Duchessa, Su Corovau, Reigraxius, Barraxiutta, Macciurru (comune di Domusnovas). Secondo le associazioni naturalistiche, la società pubblica sta ponendo in essere le operazioni di “messa in sicurezza” delle gallerie minerarie dismesse con modalità assolutamente negative e deleterie. Non solo per pipistrelli. Anche per gli anfibi che vivono in quelle cavità. «Infatti – sostengono ancora gli ambientalisti – viene attuata la quasi completa chiusura delle gallerie dismesse con muri generalmente in blocchetti di calcestruzzo e una piccola finestrella con grata metallica _ sostiene il presidente regionale di Grig e Amici della Terra, Stefano Deliperi._ Queste operazioni, però, precludono l’accesso e l’uscita dai propri siti di ricovero, nonché la presenza di prede per le popolazioni di chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, Rhinolophus euryale, Rhinolophus mehelyi) e di particolari specie di anfibi (Atylodes genei)». Gli ecologisti ricordano poi che le famiglie di chirotteri e di anfibi urodeli – delle species speleomantes – sono inseriti nelle norme di salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali. Il Grig rammenta inoltre che la chiusura delle gallerie con un muro modifica le condizioni microclimatiche (luce, areazione, umidità) e la presenza di prede. «Pertanto _ conclude Stefano Deliperi _ è stata inoltrata un’urgente richiesta di modifica delle modalità di “messa in sicurezza” delle gallerie alla Commissione europea, al ministero dell’Ambiente, all’assessorato regionale sempre la Difesa dell’ambiente e al Corpo forestale e di vigilanza. Per gli aspetti di competenza, è stata infine informata la Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari». Ma in definitiva la soluzione del problema secondo tanti esperti è facile: basterebbe realizzare chiusure solo mediante grate metalliche, in questo modo pipistrelli e piccoli anfibi sarebbero al sicuro.

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