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Ancora fumi di acciaieria radioattivi a Portoscuso.


Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Ancora una volta è stato scoperto un carico radioattivo diretto alla Portovesme s.r.l.

Una nave greca (la Eilsum) è giunta con un carico di fumi di acciaieria contaminati da Cesio 137 nonostante la dichiarazione di assenza di radioattività greca.  Si sospetta che il carico provenga originariamente dall’Ucraina.

Non è la prima volta che accade, anzi. Nel gennaio 2011, tre autoarticolati hanno viaggiato per mezza Italia lungo strade, porti, traghetti con 70 tonnellate di materiali contaminati (anche in questo caso Cesio 137).

Non si può che ribadire la richiesta di controlli ambientali pubblici (ora sono affidati all’Azienda) da parte dell’A.R.P.A.S. ai porti di arrivo dei materiali e a Portovesme.

A meno che non si voglia che la Sardegna– degradata a Sardistàn, oscura isola del Mediterraneo – sia utilizzata come una pattumiera radioattiva.

Intorno alle attività di gestione dei rifiuti industriali della Portovesme s.r.l. ruotano i procedimenti penali attualmente in corso presso il Tribunale di Cagliari.    Non dimentichiamolo.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

si deve vivere così a Portoscuso?

 

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 27 giugno 2012

Portovesme, paura per la radioattività. Alcune sacche contaminate dal pericolosissimo Cesio 137 in un cargo arrivato dalla Grecia carico di fumi di acciaieria.  Erminio Ariuhttp://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/06/27/news/portovesme-paura-per-la-radioattivita-1.5321918

 

da L’Unione Sarda, 27 giugno 2012

Emergenza alla Portovesme srl per un carico proveniente dalla Grecia. Allarme scorie radioattive. Fumi d’acciaieria, contaminazione da Cesio 137:  http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20120627091043.pdf

 

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Carlofortini Preoccupati, Associazione Adiquas
    giugno 27, 2012 alle 6:09 pm

    E’ inconcepibile che ancora una volta un carico di materiale tanto pericoloso abbia viaggiato indisturbato dalla Grecia fino a Portovesme. Già nel 2007 e nel 2011 carichi radioattivi erano diretti verso Portovesme provenienti dalla Alfa Acciai di Brescia, è evidente che i controlli sulla filiera dei rifiuti speciali è del tutto inadeguato, in particolare, per quelli più pericolosi come i radioattivi. Si tratta di un ulteriore episodio molto grave, e ricordiamo che per l’utilizzo dei fumi di acciaieria, nel ciclo produttivo della Portovesme S.r.l., era stata disposta, per poterli accogliere, una specifica deroga alla legge regionale, a patto di un rispetto rigoroso della normativa sui rifiuti speciali.
 Denunciamo l’inadeguatezza del regime dei controlli rispetto all’ingresso di tutti i rifiuti in Sardegna e chiediamo che nei porti siano presenti e funzionanti le migliori attrezzature ad alta tecnologia ad oggi disponibili e che i rifiuti in arrivo vengano controllati con rigide ispezioni ambientali prima che vengano scaricati. I controlli sulla radioattività alla Portovesme Srl sono in regime di autocontrollo, il portale radiometrico è controllato dalla stessa azienda, in pratica è il controllore di stessa. Invochiamo, il passaggio del portale radiometrico a enti pubblici, quali Asl, Arpas, Provincia e Comuni.
    Non è accettabile che materiali pericolosi possano essere scaricati dalle navi e possano raggiungere la loro destinazione finale, in questo caso la Portovesme s.r.l., senza che venga rilevata la presenza del cesio 137. Da sottolineare che dal porto dove sono scaricate le scorie partono i traghetti di residenti e in questi mesi pieni di turisti diretti per Carloforte . Ci chiediamo anche quanto materiale abbia raggiunto la Sardegna. E’ inaccettabile che un materiale così pericoloso per la salute non prenda immediatamente la via del mare per essere rispedito al porto di provenienza anziché finire in quarantena sul nostro territorio.
    Dato il ripetersi dell’arrivo di materiali radioattivi chiediamo che vengano controllate le discariche che accolgono i rifiuti industriali, in particolare quella de S’Acqua e Sa Canna, quella di Genne Luas e della Carbosulcis e chiediamo anche che vengano controllati e analizzati il contenuto di tutti i camion che trasportano il materiale nelle discariche.

    Associazione Adiquas

    Carlofortini Preoccupati

    • Maria carta
      giugno 28, 2012 alle 7:15 am

      Avete tutte le ragioni di questo mondo. Temo che se si controllassero seriamente le discariche si avrebbero delle amare sorprese. La Sardegna è stata ridotta ad una pattumiera dai loro amministratori e da chi li ha votati. Non è un caso che le aree in cui le cose funzionano sono quelle in mano agli stranieri (Costa Smeralda, Fort Village ecc.)! Se la Sardegna avesse sfruttato le sue risorse naturali ora potrebbe essere la regione più ricca d’Italia. Al Nord hanno trasformato dei sassi (le Dolomiti) in una miniera d’oro e i sardi non sono riusciti a dare un volto decente alla loro terra. La Maddalena, Quirra, Sarroch, Portovesme, Porto Torres ecc. oramai l’isola è devastata nonostante gli sforzi titanici da parte del Gruppo di intervento giuridico! Una cosa da tenere bene in mente: per inquinare in questo modo è necessario che siano rilasciati specifici permessi dal presidente della Regione, dal presidente della Provincia e dal Sindaco con la sua giunta comunale. Tutta gente votata dalla popolazione. Nessuno viene in Sardegna abusivamente per sfruttarla! Ecco perché i sardi hanno una enorme responsabilità in tutto questo, devono prendersela solo con loro stessi e un giorno di questo dovranno rispondere ai loro figli!!!!

  2. giugno 27, 2012 alle 10:37 pm

    il minimo da farsi.

    da La Nuova Sardegna, 27 giugno 2012
    Scorie radioattive a Portovesme, sospesa l’autorizzazione ai greci.
    La decisione della provincia Sulcis è stata presa al termine di un vertice che si è tenuto d’urgenza L’allarme degli ambientalisti: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/06/27/news/vertice-a-portovesme-per-il-cesio-137-sulla-nave-greca-1.5326142

  3. Occhio nudo
    giugno 27, 2012 alle 10:58 pm

    In questo caso, però, è grazie alla Portovesme che si è saputo della presenza delle sostanze. Sono fondamentali controlli seri, non solo a livello regionale ma nazionale, perchè questi problemi riguardano tutto il Paese.

    • Maria carta
      giugno 28, 2012 alle 6:59 am

      Certo, per mettersi al riparo formalmente, ma ti sei chiesto quante altre navi così sono arrivate e magari non è stato detto nulla? Possono esserne arrivate 1000 e denunciata 1 perché basta segnalare il caso per fare il proprio dovere! Se questi controlli sono affidati alle aziende stesse, pensi forse che vadano contro i loro interessi? E ancora, pensi davvero che questa cosa riguardi tutto il paese? Pensi che in Lombardia importi qualcosa di quello che succede in Sardistàn? Lecito che i lombardi pensino “se i sardi non tutelano il loro territorio, perché mai ci dobbiamo pensare noi, magari tirando fuori soldi per sistemare quello che loro hanno distrutto?”. E’ un po’ quello che pensa la Merkel dell’Italia, perché mai la Germania dovrebbe tirare fuori soldi per paesi che hanno rubato e sperperato?

  4. Maria carta
    giugno 28, 2012 alle 6:47 am

    Provate a dirlo ai portoscusesi che dell’ambiente si disinteressano completamente come se non fosse un problema loro! Così fosse non avrebbero votato per un sindaco e una giunta la cui priorità è la salvaguardia delle industrie e che è inevitabile, quindi, che sia disposta a tutto per mantenere la parola data. Esistevano anche altri schieramenti politici la cui priorità era la salvaguardia del territorio e uno sviluppo sostenibile. Come dire, ognuno ha quello che si merita.

  5. Maria carta
    giugno 28, 2012 alle 6:52 am

    Un’altra cosa: dove sono ora i sacchi contenenti il cesio 137? I giornali hanno riportato che sono stati messi in quarantena, ma dove? La gente non penserà mica che le sostanze radioattive possano essere messe in quarantena in un posto qualsiasi, spero!!!! Portovesme è attrezzata per trattare materiale di questo genere? E infine, perché non si organizzano dei corsi-dibattiti seri per spiegare (magari con foto e video dato che le parole non vengono sovente comprese) alla popolazione che accade ai loro figli quando si vive in un posto così?

  6. giugno 28, 2012 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 28 giugno 2012
    Cesio, pericolo rientrato a Portovesme. La radioattività rilevata è tollerabile, ma sarà l’ultimo carico di fumi che la Sardegna riceverà dalla Grecia. (Giuseppe Centore): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120628084947.pdf

    Decine di camion monitorati dal Circomare. Il cargo trasportato in un’area isolata del porto mentre venivano valutate le misure di sicurezza: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120628085016.pdf

  7. argiolasfabio
    giugno 28, 2012 alle 4:13 pm

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  8. mudadum
    giugno 29, 2012 alle 9:16 am

    Attualmente il punto di controllo che funziona è all’ingresso della Portovesme e naturalmente gli operatori dei rilevatori e la scorta presumo armata anche di adeguate tecnologie hanno tutti gli interessi che niente di anomalo possa passare per non causare danni a loro stessi e all’ambiente dove vivono. Vorrei invece sapere come mai non si parla delle verifiche sui siti di partenza di tali fumi, e su che utilizzo è stato fatto dell’acciaio contaminato, se i fumi cioè le scorie di lavorazione dei forni di conversione sono contaminati evidentemente lo erano le materie immesse nell’acciaieria e lo sono tutti le prodotti costruiti con l’acciaio al Cesio 137.

  9. giugno 30, 2012 alle 2:03 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 30 giugno 2012
    La nave dei veleni riparte con mille sacchi sospetti.
    Cesio a Portovesme, ancora non sono stati resi noti i risultati dei rilievi effettuati dai vigili del fuoco sul carico di fumi di acciaieria provenienti dalla Grecia: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/iniziative-editoriali/2012/06/30/news/la-nave-dei-veleni-riparte-con-mille-sacchi-sospetti-1.5339710

    • mudadum
      luglio 2, 2012 alle 3:45 pm

      Spero anche che la nave in questione venga scortata affinchè non decidano di disfarsi del carico lungo la traversata.

  10. luglio 9, 2012 alle 2:56 pm

    e i sindacati stanno sempre a difendere le peggiori schifezze, “senza se e senza ma”.

    da L’Unione Sarda, 9 luglio 2012
    Portovesme. Cesio 137. Il sindacato difende i fumi d’acciaieria: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_370_20120709083734.pdf

  11. agosto 24, 2012 alle 3:00 pm

    giusto per capire di che pasta sono i manager della Glencore, i “padroni” della Portovesme s.r.l.

    da La Nuova Sardegna, 24 agosto 2012
    Cibo, Fao contro multinazionale. La Glencore: «Siccità ottimo ambiente per gli affari». L’agenzia Onu: «Profitti su chi muore di fame».

    LONDRA. La grande sete che svuota i granai della Dust Bowl negli Usa «fa bene al business»: l’Onu e le grandi agenzie umanitarie internazionali hanno fatto a gara per criticare le affermazioni di Glencore, il colosso globale delle commodity, il cui direttore dei prodotti agricoli Chris Mahoney si è «fregato le mani» davanti alla siccità peggiore negli Stati Uniti da 50 anni a questa parte. «È un ottimo ambiente per gli affari. Prezzi alti, grande volatilità», ha commentato Mahoney di fronte alla crisi agricola americana e alla prospettiva che una simile emergenza alimentare in Russia possa magari indurre il governo di Mosca al bando delle esportazioni granarie: «Glencore può offrire al mondo soluzioni e questo può essere buono per Glencore», è stata la conclusione del manager della multinazionale. Gli scenari prospettati dal colosso svizzero, imperniati sulla deregulation che dal 2000 ha garantito la vertiginosa espansione di «soft commodities» come caffè e grano, hanno scandalizzato la Fao: l’agenzia Onu impegnata contro la fame che non da oggi ha preso di mira la volatilità del caro-cibo – attribuito a «eccessive speculazioni in mercati derivati che possono accentuare le oscillazioni dei prezzi e la loro velocità» – ha censurato il gruppo svizzero accusandolo di fare milioni su chi muore di fame. Secondo Conception Calpe, economista capo della Fao, società private come Glencore «stanno facendo un gioco che produrrà enormi profitti» ed è solo «illusorio» aspettarsi che il gigante svizzero, banche e altre multinazionali come Adm e Monsanto si astengano dagli scambi «per ragioni etiche» in situazioni di potenziale carestia nei paesi in via di sviluppo. «Per questo – ha detto la Calpe al britannico Independent – è ora di cambiare le regole del gioco. Loro lo sanno e stanno facendo lobby in tutto il mondo per impedire la riforma».

  12. settembre 28, 2012 alle 2:43 pm

    incredibile, dopo anni di richieste e di proteste, si degnano di fare qualcosa!

    da L’Unione Sarda, 28 settembre 2012
    PROVINCIA. Portovesme srl. Controlli sul portale radiometrico: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20120928082917.pdf

    da La Nuova Sardegna, 28 settembre 2012
    PORTOVESME SRL. Fumi, la Provincia controllerà i livelli della radioattività.

    IGLESIAS. La Provincia Carbonia Iglesias controllerà i livelli di radioattività del materiale che entrerà alla Portovesme srl. Ci sarà quindi un controllo pubblico sui cosiddetti fumi di acciaieria. E’ quanto approvato dalla giunta provinciale, che, in accordo con la società che produce piombo e zinco a Portovesme, predisporrà un collegamento da remoto con il portale radiometrico dell’ industria, in modo tale che gli uffici della provincia abbiano piena cognizione della movimentazione in termini numerici e quantitativi del materiale in ingresso alla Portovesme. In sede di autorizzazione integrata ambientale – spiega il comunicato dell’ufficio di Presidenza dell’Ente – saranno specificate prescrizioni relative ai limiti di radioattività tollerati su carichi in ingresso che dovranno sempre e comunque rispettare la legislazione italiana seppure più restrittiva rispetto a quella dei Paesi di provenienza. In collaborazione con altri soggetti, la Provincia svolgerà anche una valutazione sulla necessità di svolgere ulteriori indagini analitiche e controlli su diversi vettori (acqua ed emissioni convogliate), in fasi intermedie di produzione e per il materiale in uscita dallo stabilimento.(t.p.)

  13. giugno 7, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 giugno 2013
    Carico sospetto: nave in quarantena. Duecento sacchi di fumi di acciaieria arrivati dalla Grecia bloccati perché conterrebbero materiale radioattivo. (Tamara Peddis)

    PORTOVESME. Dei duecento sacconi di fumi di acciaieria, due, sono risultati “ sospetti” ai controlli abituali effettuati dai tecnici della Portovesme srl che hanno rilevato quella che è stata definita “ bassa” radioattività. Il materiale diretto alla fabbrica di piombo e zinco, era contenuto nella nave greca Borgfjord bandiera isole Comore, arrivata in porto mercoledì alle 12. I controlli dei tecnici sono stati effettuati ieri mattina intorno alle 10, come operazione preliminare prima dello scarico. Si è rilevato “ un debole riscontro positivo di radioattività”. Così le operazioni di scarico sono state bloccate, il personale è stato invitato a lasciare la nave e subito sono scattate tutte le procedure previste dalla Portovesme srl. Il controllo come prassi ha visto in allerta la prefettura, l’Arpas, la Asl, i vigili del fuoco, la questura e l’ufficio Circomare di Portoscuso. «Abbiamo subito attivato tutte le operazioni di nostra competenza – ha precisato il comandate della capitaneria – Matteo Prantner, con sorveglianza costante della nave che ora si trova in quarantena». Da Cagliari è arrivato l’esperto Bruno Carboni, dell’Università, che ha rilevato alcuni campioni che dovranno essere analizzati per capire se il materiale contenuto nei sacconi presenta davvero contaminazioni radioattive. «Non si può parlare ancora di allarme – fa sapere l’Ufficio Circondariale Marittimo di Portoscuso – perché i risultati potrebbero essere negativi». Tutte le autorità in campo parlano di “situazione sotto controllo” che esclude pericoli reali ed immediati. Se si rilevasse radioattività, i fumi di acciaieria ritornerebbero indietro. Sull’episodio è intervenuto il consigliere Angelo Cremone della commissione provinciale ambiente, lamentando che non erano stati avvisati subito né il sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, né il presidente della Provincia Tore Cherchi, né l’assessore all’ambiente Carla Ciccilloni e gli uffici della Provincia. Lo stesso sindaco di Portoscuso sottolinea che «il Comune deve essere avvisato tempestivamente nel caso in cui dovessero esserci situazioni da gestire». Cremone già da diversi mesi, ha presentato un ordine del giorno in consiglio che è stato approvato e con il quale si chiedeva l’istituzione di un portale radiometrico nel Porto di Portovesme da parte della Provincia affinchè sul materiale in arrivo alla fabbrica possa esserci un controllo da parte delle autorità pubbliche. Un anno fa del resto si verificò un incidente: alcuni sacconi che arrivarono sempre con una nave greca, risultarono radioattivi ai rilievi del portale radiometrico sistemato all’ingresso dello stabilimento della Portovesme srl, dopo aver superato la fase di scarico. Da esami più approfonditi risultò che contenevano cesio 137, sostanza radioattiva. Tutto il carico ritornò in Grecia. Cremone, questa volta, è pronto a denunciare ai carabinieri «la scarsa chiarezza di tutta l’operazione».

    ____________________________________

    da Sardegna Quotidiano, 7 giugno 2013
    ALLARME A PORTOVESME. La nave radioattiva resta al largo. (Virginia Saba): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130607081912.pdf

    _____________________________________

    da L’Unione Sarda, 7 giugno 2013
    I contatori della Portovesme srl hanno rivelato valori (lievemente) preoccupanti. Allarme radioattività in porto. Stop ai fumi d’acciaieria sulla nave arrivata dalla Grecia. (Stefania Piredda): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130607091433.pdf

    ——————-

    Le reazioni. Riesplode la polemica sulle veriche effettuate in regime di autocontrollo.
    «Istituzioni informate in grave ritardo»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130607091547.pdf

  14. giugno 7, 2013 alle 8:16 pm

    riceviamo e pubblichiamo molto volentieri.

    Ancora una volta ci ritroviamo con materiale radioattivo su una nave carica di fumi di acciaieria da consegnare alla Portovesme s.r.l. attraccando in luogo vicino all’imbarco passeggeri per Carloforte.
    Come è possibile che un carico di materiale tanto pericoloso abbia viaggiato indisturbato fino a Portovesme senza che prima sia stato individuato.. Già nel 2007 e nel 2011 e a Giugno 2012 carichi radioattivi sono stati registrati sul medesimo porto e in queste circostanze provenivano dalla Alfa Acciai di Brescia e dalla stessa Grecia; appare evidente che i controlli sulla filiera dei rifiuti speciali con presenza di radioattività sia inadeguati.
    Da tempo denunciamo l’inadeguatezza del regime dei controlli sull’ingresso di tutti i rifiuti sui porti della Sardegna.
    Da tempo denunciamo anche il regime di autocontrollo del portale radiometrico effettuato dalla Potovesme s.r.l; ; e ancora, da tempo denunciamo l’inaccettabilità del lasciare nelle sole mani della Portovesme s.r.l (Glencore) i controlli sulla radioattività e sosteniamo da sempre, che sia obbligatorio che i controlli vengano effettuati anche da un Ente Pubblico (Arpas o Spresal), magari con comparazione, con costi a carico della Portovesme s.r.l, e non della collettività. Il controllo pubblico da noi richiamato garantirebbe una maggiore tutela sulla nostra salute, della salute di chi utilizza il Porto, di chi ci vive e lavora e risponderebbe in pieno a quanto riportato nela costituzione italiana che attribuisce allo Stato l’obbligo della tutela.
    Alla luce di quanto accaduto con il nuovo arrivo di materiale radioattivo, non ci accontentiamo più delle affermazioni effettuate dall’assessore Provinciale Carla Cicciloni che a mezzo stampa garantisce che le discariche sono a norma e chiediamo nuovi seri controlli nelle discariche che accolgono i rifiuti industriali, in particolare quella de S’Acqua e Sa Canna, quella di Genne Luas e della Carbosulcis.
    Chiediamo che vengano attivati i controlli sui camion che trasportano dall’area industriale alle discariche i residui della lavorazione e chiediamo che vengano effettuate analisi e verifiche sulla provenienza e congruenza dello stesso onde escludere illeciti.

    Carlofortini Preoccupati

    Associazione ADIQUAS

  15. giugno 7, 2013 alle 8:31 pm

    da Sardinia Post, 7 giugno 2013
    Portovesme, cessa allarme radioattività: non sono dannosi i fumi di acciaieria della nave bloccata: http://www.sardiniapost.it/cronaca/portovesme-cessa-allarme-radioattivita-non-sono-dannosi-i-fumi-di-acciaieria-della-nave-bloccata/

  16. giugno 13, 2013 alle 3:57 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    SIT-IN 14/6 in prefettura per Traffico di rifiuti Radioattivi a Portovesme.
    Manifestazione – Conferenza stampa.

    L’Associzione “Adiquas” il comitato “Carlofortini Preoccupati” e il consigliere provinciale Angelo Cremone indicono per Venerdì mattina 14 Giugno alle 10.30 un Sit-in e conferenza stampa di fronte alla Prefettura di Cagliari in Piazza Palazzo n.2 . In quell’occasione i scriventi denunceranno alla stampa il traffico di rifiuti industriali e le notizie inerenti il carico radioattivo arrivato dalla Grecia. Chiederemo alla prefettura nuove e certe prescrizioni per il controllo sui rifiuti industriali in arrivo alla Portovesme srl, perché pensiamo sia inammissibile che i controlli sulle navi e lo stesso portale radiometrico siano in regime di autocontrollo, in pratica l’azienda è il controllore di stessa. Invochiamo che i controlli passino agli enti pubblici.

  1. giugno 28, 2012 alle 8:01 pm

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