Home > beni culturali > No alla divisione di statue e contesto archeologico di Monte Prama!

No alla divisione di statue e contesto archeologico di Monte Prama!


i Giganti di Monte Prama

 

Il complesso archeologico di Monte Prama (comune di Cabras, OR) in Sardegna è uno dei più impressionanti gruppi scultorei del mondo antico, costituito da almeno 28 statue colossali di guerrieri di età nuragica e di 16 modelli di nuraghe, indicativamente databili nella seconda metà dell’VIII sec. a.C.

Rinvenuto casualmente nel 1974 e recuperato da due immediate campagne di scavo, dopo l’esposizione di pochi esemplari al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e la permanenza pluridecennale degli altri materiali nei suoi magazzini, il complesso è stato da poco restaurato su un totale di oltre cinquemila frammenti, ed è attualmente esposto al Centro Regionale di Restauro di Li Punti (SS).

Di fronte al legittimo obiettivo di restituire al territorio di origine questo straordinario ‘bene comune’ e ricomporre  con esso  i segni fondamentali dell’identità, ospitandoli in una struttura adeguata e facendone segno di sviluppo sostenibile, si sta purtroppo affermando l’idea di  separare il gruppo  in almeno due nuclei: uno al Museo Nazionale di Cagliari, parrebbe con la scelta dei pezzi ‘più significativi (!), uno al Museo Civico di Cabras (nelle sale di futura realizzazione, il cui progetto è stato aggiudicato), e forse qualcosa nel Centro Regionale di Restauro di Li Punti.

Tale divisione ci appare errata: confligge con il concetto basilare in archeologia, e nei beni culturali, della inseparabilità di un contesto e del  superamento delle vecchie concezioni antiquarie, patrimonio di battaglie e alte riflessioni dalla seconda metà del Novecento. Tale inseparabilità non è una pura petizione di principio, ma la condizione più efficace per poter effettuare lettura, interpretazione e  godimento di tale bene.

La rinnovata attenzione dei territori e l’affermarsi del concetto dei beni comuni portano a pensare che la sede ideale di tutto il gruppo non possa che essere quella del territorio di Cabras. Auspichiamo perciò che si concretizzi la realizzazione della nuova sede museale, opportunamente rimodulata, ove necessario, per ospitare tutto il complesso archeologico con la massima qualità museologica.   

I firmatari si appellano ai cittadini e alle istituzioni affinché:

–          il complesso di Monte Prama non venga diviso;

–          il complesso di Monti Prama risieda  nel territorio di Cabras, in una sede museale dedicata e adeguata a natura e importanza del ritrovamento;

–          tale allocazione sia da interfaccia alla ripresa delle ricerche nel sito, peraltro prevista;

–          in attesa che tali condizioni di realizzino, venga mantenuta l’unitarietà del gruppo: ci sono ragioni a favore di una sua permanenza temporanea nel Centro Regionale di Li Punti, dove sono già esposte, come nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, dove avrebbe grande visibilità:  tale scelta va fatta al più presto, valutandone gli  aspetti positivi prevalenti, e lanciando costantemente il progetto di collocazione finale;

–          una volta allocato il gruppo definitivamente nel suo territorio di origine, sia il Museo Nazionale di Cagliari sia il Centro di Restauro di Li Punti vengano dotati di copie a regola d’arte (verificata l’assenza di rischi per tale realizzazione) o altra idonea documentazione sostitutiva mediante l’impiego di tecnologie avanzate.

Gigante di Monte Prama

I promotori

Marcello Madau, Carlo Tronchetti, Fabio Isman, Mario Torelli, Giulio Angioni, Paolo Bernardini, Alberto Moravetti, Marco Milanese, Giuseppina Manca di Mores, Emanuela Atzeni, Franco G.R. Campus, Alberto Gavini, Valentina Porcheddu, Luca Sanna, Laura Soro.

L’appello si può firmare nel sito

http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-divisione-di-statue-e-contesto-archeologico-di-monte-prama/7363

 

(foto da mailing list culturale)

  1. Mara
    giugno 20, 2012 alle 7:24 PM

    Ho firmato, convinta. Però….
    Speriamo che il museo di Cabras non somigli in nulla all’orribile ammasso di cemento attuale e la sua costruzione non diventi l’ennesimo immane spreco di risorse pubbliche, cioè LE NOSTRE.

  2. giugno 20, 2012 alle 7:25 PM

    Aderisco molto volentieri alla petizione.
    Un ringraziamento ai promotori.
    Gabriele Ainis

  3. giugno 20, 2012 alle 8:26 PM

    Sono con voi e firmo immediatamente la petizione. Ciao.

  4. Occhio nudo
    giugno 20, 2012 alle 11:01 PM

    Firmato!

  5. giugno 21, 2012 alle 6:23 PM

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    Alcuni chiarimenti sul progetto “BC² Beni Culturali Beni Comuni. Un approccio partecipativo alla valorizzazione: il Sistema museale per Mont’e Prama” (http://www.archeocaor.beniculturali.it/index.php?it/140/notizie/40/alcuni-chiarimenti-sul-progetto-bc-beni-culturali-beni-comuni-un-approccio-partecipativo-alla-valorizzazione-il-sistema-museale-per-monte-prama) – 21 giugno 2012

    21 giugno 2012

    È stato diffuso su facebook e sul sito http://www.petizionionline.it un appello volto a contrastare il progetto di valorizzazione delle statue di Mont’e Prama, appello i cui contenuti risultano carenti ed imprecisi, e diventano pertanto fuorvianti nei confronti di quanti vengono invitati a sottoscriverlo. A tutti quelli che hanno a cuore l’argomento e approcciano con serietà i temi della ricerca archeologica la Soprintendenza ritiene opportuno offrire un quadro il più possibile ampio e dettagliato del progetto contro cui è stato formulata la petizione, fermo restando che tutte le diverse opinioni hanno assoluta legittimità e diritto di cittadinanza, mentre la cattiva informazione, l’erronea comunicazione, la mancata conoscenza vanno combattute come foriere di solo danno. Innanzitutto la premessa metodologica alla base del progetto: a conclusione dell’attività di restauro del complesso statuario di Mont’e Prama la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano ha avviato una seria e approfondita riflessione sul relativo progetto di valorizzazione. Alla base di tale riflessione sono state poste due istanze profondamente avvertite, quella della più ampia e diffusa fruizione del patrimonio da parte della cittadinanza e quella del più profondo rispetto del contesto archeologico all’interno del quale si colloca il complesso statuario. Tali istanze sono apparse da subito parimenti irrinunciabili, sulla base non tanto di soggettive considerazioni, quanto di esigenze oggettive, chiarissime sul piano metodologico l’una e sul fronte degli indirizzi normativi l’altra; siamo tutti perfettamente consapevoli dell’imprescindibile apporto alla conoscenza archeologica delle informazioni che un dato materiale riceve dall’inserimento corretto all’interno del proprio contesto di produzione all’origine e di rinvenimento poi; siamo altresì avvertiti del chiarissimo indirizzo sotteso ad ogni attività di ricerca, tutela e conservazione, che trovano il fine ultimo, come esplicitano il Codice dei beni culturali e la stessa Costituzione, nella fruizione ai fini della promozione culturale. Da queste riflessioni è scaturito un vero e proprio progetto culturale, che ha cercato di cogliere il senso più profondo della contestualizzazione del complesso di Mont’e Prama, all’interno del territorio del Sinis, certamente, ma anche all’interno di un più ampio quadro di relazioni con i fenomeni culturali e archeologici dell’intera Sardegna nuragica in particolare e pre-protostorica in senso più ampio. Ne è scaturito un progetto che ha inteso farsi carico dei molteplici significati e dell’articolato potenziale narrativo insito nel complesso archeologico di Mont’e Prama, cercando di non mortificare nessuno dei capitoli, ma di offrire al pubblico un racconto il più possibile articolato e significativo, sempre all’interno di un unico percorso museologico. Il progetto, ben lungi dall’essere un progetto di “smembramento” come viene descritto nell’appello, si ripropone la creazione di un soggetto museale nuovo nel suo genere, unitario nella progettazione e nella comunicazione al pubblico, profondamente chiaro nella comunicazione di tutte le informazioni di contesto che da uno scavo peraltro assai problematico è possibile ricavare, articolato su due sedi espositive tra loro intimamente correlate in sede di progettazione e intese unitariamente come logica di fruizione, funzionali ciascuna alla narrazione di un diverso capitolo di un unitario racconto storico archeologico a partire da Mont’e Prama (la sua genesi e relazione nel quadro delle culture archeologiche della Sardegna e la sua relazione con l’esperienza plurimillenaria della plastica a figura umana da un lato; il suo significato all’interno dello sviluppo culturale del Sinis e della sua specificità territoriale dall’altro). Un progetto dunque che non intende “mettere” alcune statue di qua, alcune statue di là, come è stato raccontato; ma che intende realizzare un nuovo soggetto museale, unitario nella progettazione, plurale nelle sedi espositive, supportato da tutti gli opportuni accorgimenti che le moderne tecnologie per la riproduzione e l’informazione mettono a disposizione di un simile progetto, al fine di non mortificare la corretta conoscenza e la conservazione integrale delle informazioni. Tale progetto, sottoposto al parere del Comitato tecnico-scientifico di settore per i beni archeologici nel 2010, ha ricevuto il pieno apprezzamento del medesimo comitato, parere condiviso dalla stessa Direzione generale per le antichità. Il parere espresso è stato il seguente: “La Soprintendenza per i Beni archeologici di Cagliari e Oristano, d’intesa con la Direzione Regionale, nell’imminenza della conclusione del restauro dell’eccezionale complesso archeologico di Mont’e Prama, ha presentato un progetto di valorizzazione del sistema museale articolato su più poli, a partire dal rinnovo degli spazi espositivi esistenti del Museo Nazionale di Cagliari, dalla destinazione del polo di S. Pancrazio a funzioni espositive e di servizi museali e aggiuntivi, dalla progettazione di un Sistema Museale per Mont’e Prama. Il Comitato, esaminata la documentazione e le relazioni che illustrano il progetto, esprime vivo apprezzamento per la scelta culturale e strategica che sottende questo Sistema museale diffuso che saprà contestualizzare il patrimonio archeologico nel territorio regionale, in modo organico e coerente, con attenzione tanto allo specifico contesto di rinvenimento, quanto al più ampio quadro archeologico della Sardegna, e avrà una positiva ricaduta sul piano culturale e turistico”. La Soprintendenza non ritiene secondario il fatto che un progetto così orchestrato tende a valorizzare una fruizione integrata del territorio e delle radici culturali della Sardegna, in maniera ampia e ricca di reciproci rimandi, al di là di vecchie e sterili logiche di campanile tra “centro” e “periferia”, proponendo viceversa un sistema di lettura del patrimonio all’interno del suo più ampio contesto culturale e territoriale; che tale impostazione possa portare a favorire circuiti di conoscenza e di approfondimento anche in chiave turistica, lungi dall’essere un elemento condizionante del progetto, ne costituisce piuttosto una virtuosa potenzialità. A fronte di tutti questi elementi di messa in valore del patrimonio, la Soprintendenza ha valutato che la rinuncia alla visione integrale del complesso archeologico secondo il solo principio dell’unità di luogo sia una rinuncia ampiamente compensata dai benefici in termini di conoscenza, approfondimento, ricchezza espositiva, potenzialità narrativa, pluralità di approccio; una rinuncia estremamente ridotta, peraltro, condensata in una porzione limitatissima del complesso, che per il resto verrà esposto tutto insieme e integralmente, un complesso sulla cui qualificazione come tale da archeologi seri abbiamo, peraltro, pochissima legittimità a parlare; non sappiamo minimamente quante fossero le statue in origine, sappiamo con certezza che non le esporremo mai nella loro “integrità” né tutte insieme, possiamo avanzare solo labilissime ipotesi circa i dati originali di quel famoso “contesto”, e sperare che dalla ripresa imminente degli scavi, cui è stata destinata una quota consistente dei tanto criticati fondi Arcus, possano finalmente arrivare risposte più complete. Una rinuncia della quale siamo perfettamente consapevoli e che è piena intenzione in sede di realizzazione del progetto di compensare con tutti gli strumenti a disposizione dell’informazione, della riproduzione, dell’integrazione tra mezzi di comunicazione. Naturalmente la Soprintendenza non pretende che non si esprimano o si rivedano opinioni in proposito, anche quelle espresse attraverso campagne di comunicazione mendaci e poco approfondite; ma spera di essere riuscita a significare che il progetto di valorizzazione di Mont’e Prama si basa su una seria e approfondita riflessione, su profonde istanze culturali e sulla volontà di offrire al pubblico e agli studiosi il più ampio panorama possibile di strumenti di lettura del relativo contesto archeologico. Certamente non su logiche opportunistiche, su volontà spartitorie, su esigenze “elettoralistiche” (! anche questo si è scritto), su visioni antiquarie e tanto meno sul dispregio dell’esigenza di una conoscenza contestuale del dato archeologico. Chi avrà interesse ad approfondire ulteriormente queste tematiche potrà seguire anche su questo sito l’attuazione del progetto BC2 (www.sardegna.beniculturali.it/bc2), volto specificatamente alla partecipazione e alla conoscenza del progetto di valorizzazione, che offre a chi desidera approfittarne momenti di confronto e dialogo volti ad apportare al progetto il proprio contributo di collaborazione.

    Il Soprintendente

    dr. Marco Minoja

  6. giugno 22, 2012 alle 2:55 PM

    da La Nuova Sardegna, 22 giugno 2012
    «I Giganti devono restare insieme». Contro lo smembramento in diverse sedi un appello online di un gruppo di autorevoli studiosi di archeologia: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120622083304.pdf

  7. Marcello Madau
    giugno 22, 2012 alle 6:43 PM

    Il comunicato del soprintendente Marco Minoja equivale più o meno alla lunga lettera inviata ieri per e-mail a firmatari e sostenitori dell’appello. Chiamiamola una sorta di ‘moral suasion’ . Non riteniamo di aver prodotto una petizione “i cui contenuti risultano carenti ed imprecisi, e diventano pertanto fuorvianti nei confronti di quanti vengono invitati a sottoscriverlo”: la diversità di vedute non giustifica l’uso di queste parole verso i promotori dell’appello.
    In ogni caso quanto scritto dal Soprintendente è una straordinaria chiarificazione, e lo ringraziamo. La sensazione è quella di una coltre di fumogeni che pervade l’unica realtà: la divisione del gruppo. Si conferma con estrema chiarezza come tale divisione venga ritenuta una condizione tollerabile a fronte di altre priorità. E proprio questo il punto in cui le opinioni divergono: sia nella definizione del concetto di gruppo e contesto, sia nell’impiego di una proceduta estetizzante e iconografica. A Sassari, nella presentazione ufficiale si ebbe modo di dire ““A Cagliari saranno esposti i pezzi capaci di descrivere meglio il lato artistico, mentre riteniamo che la parte archeologica trovi il suo naturale inserimento a Cabras” . Ecco quindi la continuità con tale enunciato vintage, che proprio nell’esposizione cagliaritana progettata, dove le statue di Monte Prama prescelte sarebbero inserite (un percorso sulla “esperienza plurimillenaria della plastica a figura umana”), viene esaltato. Sarebbe come togliere un paio di marinai di Ulisse dal gruppo di Polifemo (Sperlonga) per metterli, in un altro museo, in una sequenza che racconti l’evoluzione della marineria nell’antichità.
    Grazie per la chiarezza, sig. Soprintendente.

  8. Isa
    giugno 23, 2012 alle 11:35 am

    Complimenti sig. Minoja! lei ha dimostrato, ancora una volta come la comunicazione possa, con parole prive di significato, confondere le idee per cercare di nascondere i fatti. Basta leggere la documentazione pubblicata nel sito di Marrai a fura per capire che le preoccupazioni di molti sullo smembramento di questo patrimonio storico sono più che fondate. Eviti di coprirsi di ridicolo nascondendo tale obiettivo con tanti giri di parole. Inutili.

  9. luglio 3, 2012 alle 2:52 PM

    da La Nuova Sardegna, 3 luglio 2012
    «Dividere i Giganti è sbagliato: serve un museo a Cabras». Marco Minoja replica ai firmatari della petizione che si oppongono al progetto della Sovrintendenza. (Alessandra Sallemi): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120703083336.pdf

  10. luglio 5, 2012 alle 2:56 PM

    da La Nuova Sardegna, 5 luglio 2012
    UN’ALLEANZA PER DIFENDERE MONTE PRAMA. (Marcello Madau)

    Non contavamo su tanti consensi con la nostra petizione. La sensibilità verso i beni comuni continua a sorprendere. Monte Prama è nel cuore di molti. La protesta civile si allarga. Ai promotori si sono aggiunte sulla petizione migliaia tra firme e contatti nei social networks. Antropologi e grandi giornalisti, generazioni e ruoli differenti di archeologi: nomi prestigiosi, titolari di cattedre, liberi professionisti, precari. Tantissimi cittadini a destra e a sinistra.
    Si aggiungono Sandro Filippo Bondì, Eugenia Equini, Mario Liverani, Daniele Manacorda, Attilio Mastino, Elena Pierro, Giuseppe Pucci, Maria Josè Strazzulla, Maurizio Tosi, Peter Van Dommelen, Cinzia Vismara, Assotecnici. Confidiamo che, al di là delle opinioni, il nostro impegno verrà letto come una pratica di cittadinanza e di democrazia, particolarmente coraggiosa negli archeologi precari. Senza altri interessi che non quello per la cultura e per la Sardegna. Perciò firmate ancora (http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-divisione-di-statue-e-contesto-archeologico-di-monte-prama/7363). Anche se la divisione prosegue, con l’ineluttabilità delle operazioni ministeriali a forte investimento. La mostra di Li Punti smontata, a settembre i materiali verso Cagliari e Cabras. “Il piccolo museo di Cabras non è attrezzato per ospitare l’imponente mole di materiale restaurata a Li Punti”, dice il redazionale della ‘Nuova’ del 3 luglio scorso. Dove andranno le altre statue, visto che 3 (Cagliari)+6 (Cabras) = 9 ed esse sono almeno 27 (o 28, se non addirittura 35) ? Il soprintendente Marco Edoardo Minoja nella recente intervista del 3 luglio su questo giornale si è appellato persino al sentimento familiare italiano, conferma la divisione e la rende più esplicita. A Cagliari una statua di ogni tipo, quella più artisticamente significativa, dice per la necessità di uno studio comparato: uno studio comparato fra tre esemplari di tipologia diversa, selezionati per ‘qualità artistica’. Strana epoca la nostra: parole uguali per usi diversi, linguaggi senza valore. La dottrina sui beni comuni dice che essi sono inseparabili: ma il progetto che li separa si chiama BC2 ‘Beni culturali comuni’. Lo studio comparato si fa con tutto il materiale, ma la scelta di tre statue serve allo studio comparato. Siccome non si può dire che si divide un contesto, allora bisogna dire che non c’è un contesto. Minoja insiste che il contesto non si conosce: «assegnare significati unitari al complesso al momento è fantarcheologia». Vero: non conosciamo la disposizione originaria (succede a gran parte dei contesti!). Ma stavano assieme, con la necropoli. Mi limito a citare quanto scrisse proprio Minoja sul significato unitario del complesso nella guida “La Pietra e gli eroi” pochi mesi fa per la presentazione ufficiale di restauro e progetto. “Grandi statue furono collocate lungo le pendici della collina: una parata di élite guerriera, l’aristocrazia del popolo nuragico. Le statue e il monumento sepolcrale sembrano parti di un unico programma, teso ad esaltare la grandezza e la potenza di quell’aristocrazia in armi.” Da fantarcheologo condivido. E se pure, con le tre statue più belle del reame a Cagliari, 24 fossero nel (futuribile) museo di Cabras, quanti visitatori del museo di Cagliari penseranno di aver già visto abbastanza e non riterranno necessario andare nel Sinis? Consegniamo la petizione al Ministro Ornaghi, al Presidente della Regione Ugo Cappellacci, all’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione Sergio Milia, al sindaco di Cabras. Sospendete e riscrivete questa operazione. Con sensibilità e volontà politica è possibile, anche senza perdere i fondi.

  11. luglio 17, 2012 alle 10:13 PM

    da Il Manifesto Sardo, 16 luglio 2012
    Palla al centro (Marcello Madau): http://www.manifestosardo.org/?p=14489#comment-4809

  12. Aba Losi
    luglio 29, 2012 alle 9:29 am

    Spero e mi auguro che non sia tutto inutile-perchè la mia impressione è che molti giochi siano già fatti, in base a protocolli firmati. Inoltre il dr. Minoja a me, da persona poco addentro le segrete cose, sembra un imperatore cui poco cale della volontà generale. In fondo è la risposta che dà con la sua lettera- a ben leggere. Però sono contenta di questa petizione e ringrazio i promotori per il loro impegno.
    In aggiunta vorrei sollecitare gli abitanti del comune di Cabras: a me pare che siano poco attivi in tutta questa vicenda, che aspettino e si attendano troppo dalle istituzioni remote (con qualche eccezione notevole, ovviamente). Passo annualmente nei pressi di MP e annualmente ho il privilegio di risiedere nel comune di Cabras per una breve vacanza: non c’è nulla (non una targa, non una menzione, una foto entrando in paese) che testimoni e che informi il turista che qui sono state trovate sia le statue che la necropoli; a me sembra un sito tra i più importanti del Mediterraneo, i Francesi vi avrebbero costruito attorno o nei pressi un museo, non ora però, bensì già 20 o 30 anni fa.
    Sul Museo ho le mie idee: per me dovrebbe stare a San Giovanni Sinis e chiamarsi Museo di Monti Prama-assieme al sito di Tharros ed alle necropoli sarebbe un polo di attrazione eccezionale. Chissà, forse la stagione del Sinis di Cabras si allungherebbe, anzichè rimanere concentrata nella seconda metà di luglio+ agosto.

  13. Mara
    luglio 29, 2012 alle 6:18 PM

    Cara Alba, la tua riflessione sull’importanza trascurata del sito di ritrovamento delle statue è assolutamente perfetta. Con mio marito abbiamo cercato invano per molte volte di capire “dove”. Inutili anche le ricerche sul web. Finché un gentilissimo contadino, vedendoci vagare per i campi, ci ha condotti al luogo. Fantastico cercare di immaginare “perché” nell’antichità era stato scelto proprio quel prato fronte stagno. Chissà come appariva allora ai costruttori della necropoli…

  14. maggio 3, 2013 alle 2:52 PM

    cose da pazzi.

    da L’Unione Sarda on line, 3 maggio 2013
    Bitti, tentano di rubare un dolmen. Quattro giovani denunciati dai ranger: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/313469

  15. luglio 25, 2013 alle 5:07 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 25 luglio 2013
    Archelogia, nuova campagna di scavi a Monte ’e Prama.
    I lavori prenderanno il via a settembre. Stanziati 200mila euro per riprendere a cercare dove nel 1974 furono scoperte le straordinarie e misteriose statue dei giganti: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2013/07/25/news/archelogia-nuova-campagna-di-scavi-a-monte-e-prama-1.7477436

  16. gennaio 3, 2014 alle 11:14 am

    da La Nuova Sardegna, 3 gennaio 2014
    Mont’e Prama, l’esercito dei Giganti di pietra viene smembrato tra le polemiche.
    Inutili gli appelli degli esperti. Le statue lasceranno il Centro restauro di Li Punti per andare una parte a Cabras e l’altra a Cagliari. (Marcello Madau): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/01/03/news/mont-e-prama-l-esercito-dei-giganti-di-pietra-viene-smembrato-tra-le-polemiche-1.8400206

  17. Mara
    gennaio 4, 2014 alle 9:32 am

    E’ un grave errore dividere le statue. Nome e foto di chi ha preso questa decisione tanto stupida dovrebbero comparire in apposito cartello, vicino alle statue che rimarranno a Cabras. A eterna memoria.

  18. marzo 19, 2014 alle 2:51 PM

    da La Nuova Sardegna, 19 marzo 2014
    I Giganti di Monte Prama tornano a Cabras dopo quarant’anni.
    Da ieri sono al Museo Civico, sabato l’inaugurazione della mostra in attesa di strutture nuove e più adatte. (Claudio Zoccheddu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/03/19/news/i-giganti-di-monte-prama-tornano-a-cabras-dopo-quarant-anni-1.8881249

  19. marzo 20, 2014 alle 2:50 PM

    da L’Unione Sarda, 20 marzo 2014
    Per i Giganti del Sinis comincia la seconda vita. (Lello Caravano): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/90403_Per_i_Giganti_del_Sinis_comincia_la_seconda_.pdf

    ______________________

    da La Nuova Sardegna, 20 marzo 2014
    Arrivano i Giganti, ne parla la stampa inglese.
    Tra due giorni l’inaugurazione della mostra a Cabras, servizi del “Guardian” e dell’ “Indipendent”. (Claudio Zoccheddu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/03/20/news/arrivano-i-giganti-ne-parla-la-stampa-inglese-1.8888142

  20. marzo 21, 2014 alle 2:48 PM

    da La Nuova Sardegna, 21 marzo 2014
    Una doppia casa per i Colossi (Walter Porcedda): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/90455_Una_doppia_casa_per_i_Colossi.pdf

    __________________________

    da L’Unione Sarda, 21 marzo 2014
    Una mostra da Giganti. (Celestino Tabasso): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/90445_Una_mostra_da_Giganti.pdf

  21. marzo 21, 2014 alle 11:05 PM

    da La Nuova Sardegna, 21 marzo 2014
    Cabras, ecco in anteprima i Giganti di Mont’e Prama.
    Nove scatti che documentano l’imponenza e la bellezza dei Colossi che potranno essere ammirati da domani: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/03/21/news/cabras-ecco-in-anteprima-i-giganti-di-mont-e-prama-1.8895907

    ————–

    galleria fotografica: http://lanuovasardegna.gelocal.it/foto-e-video/2014/03/21/fotogalleria/cabras-ecco-i-giganti-di-mont-e-prama-come-nessuno-li-ha-mai-visti-1.8895888

  22. marzo 22, 2014 alle 7:00 PM

    eccoli 🙂

    da La Nuova Sardegna, 22 marzo 2014
    Archeologia, a Cagliari e Cabras due mostre sui giganti di Mont’e Prama.
    I colossi nuragici, ritrovati 40 anni fa, sono stati restaurati a Sassari: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/03/22/news/archeologia-a-cagliari-e-cabras-due-mostre-sui-giganti-di-mont-e-prama-1.8901314

  23. Mara
    marzo 22, 2014 alle 9:06 PM

    Non ero fra le 1000 persone all’inaugurazione di Cabras, ma dalle foto una prima osservazione si può fare: i pezzi più belli sono a Cagliari, intendo le teste meglio conservate e più misteriose.
    Ditemi se sbaglio…

  24. Shardana
    marzo 23, 2014 alle 11:40 am

    Ho avuto la fortuna di vedere i giganti a li punti,eravamo in 10 persone,accompagniati dalla restauratrice.Smaiavo all’idea di vederli e la cosa che mi ha sconvolto di più oltre alla loro bellezza è stato il pensare come abbiano potuto itenere in “cantina “per 40anni e privare il mondo un patrimonio storico di così grande importanza.Queste sono le nostre ricchezze,quelle che i nostri governatori dovrebbero valorizzare altro che industrie e abusivismi.Se tutto il patrimonio economico investito in fabbriche dei VELENI & C,in miniere di carbone parassite,in cattedrali nel deserto e sei ai politici avessero permesso di rubare beno il nostro presente sarebbe completamente diverso.Altro che annessione alla svizzera,rimaniamo a casa nostra e riprendiamoci la nostra vita

    • marzo 23, 2014 alle 2:24 PM

      “altro che annessione alla Svizzera, rimaniamo a casa nostra e riprendiamoci la nostra vita”: hai perfettamente ragione.
      E’ ora di finirla con stupidaggini, buone per una goliardata e nulla più.
      Oggi, ora, senza alcuna velleitaria pretesa basterebbe governare decentemente quest’Isola e la situazione – sotto ogni punto di vista – sarebbe migliore.

      Stefano Deliperi

  25. Shardana
    marzo 23, 2014 alle 2:49 PM

    Avete visto come si gonfiavano oggi i nostri politici pifferai durante i tTG regionali che parlavano dei guerrieri di monti prama……veramente bravi a cavalcare la tigre……Ci mancava legambiente e poi eravamo al gran completo.Non me n’è vogliate,ma basta casta

  26. luglio 19, 2015 alle 7:04 PM
  1. giugno 27, 2012 alle 11:41 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: