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Quote di gas serra nel polo industriale di Portovesme, ancora “mistero”.


Portoscuso, polo industriale di Portovesme

La Commissione europea ha deciso – giustamente – di porre un freno alla lucrosa assegnazione di quote di emissioni CO2 per gli impianti industriali poco utilizzati o addirittura fermi.   E’ la risposta all’interrogazione parlamentare inoltrata dagli on.li Giommaria Uggias, Andrea Zanoni e Niccolò Rinaldi (I.d.V.) il 9 marzo 2012 relativamente alla poca chiarezza nell’assegnazione delle quote – e dei relativi contributi finanziari milionari – a un’azienda (la Cemin s.r.l.) operante nel polo industriale di Portovesme (Portoscuso, CI).

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato ben due specifiche richieste di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti (2 settembre 2011, 29 ottobre 2011) sulle assegnazioni di quote alle industrie del polo industriale di Portovesme, tuttora senza alcun esito risolutivo. 

Permane il mistero sulle legittimità e liceità delle assegnazioni e del relativi contributi di fondi pubblici.

Permane il mistero, ma – almeno – a partire dal 2013 gli impianti a bassa produttività/fermi non ne riceveranno più .     E’ un bel passo in avanti per l’ambiente, la giustizia, la corretta gestione dei soldi pubblici.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

UE/Ambiente: Quote CO2, dal 2013 impianti a produzione ridotta non riceveranno assegnazioni.

La Commissaria Ue al Clima risponde all’interrogazione di Uggias, Zanoni e Rinaldi (Eurodeputati IdV) sul caso dell’assegnazione indebita di quote di Co2 al polo industriale di Portovesme (CI). Uggias: “Dal 2013 basta quote agli impianti a bassa produttività”. Zanoni: “Basta lucrare sull’ambiente e le sue normative”.

La Commissione europea ha deciso: dal 2013 gli impianti a bassa produttività non avranno diritto a ricevere le quote di emissioni CO2. E’ sicuramente una notizia positiva anche se non aiuta a fare luce sul caso della CEMIN s.r.l di Portovesme e della possibile truffa per un ammontare di contributi pubblici pari a 3 milioni di euro. Dovrà essere lo Stato Italiano a chiarire su quale base sono state assegnate le quote allo stabilimento di Portovesme“. L’Onorevole Giommaria Uggias, parlamentare europeo dell’Italia dei Valori, commenta così la risposta della Commissaria per i cambiamenti climatici Connie Hedegaard all’interrogazione depositata insieme ai colleghi Andrea Zanoni e Niccolò Rinaldi nel marzo scorso presso la Commissione europea sulla possibile assegnazione indebita di quote CO2 per il periodo 2008-2012 alla CEMIN Srl di Portovesme.

La decisione della Commissione del 27 aprile 2011 (n.d.r, 2011/278/UE*) – spiega l’eurodeputato sardo – mira ad armonizzare le procedure di assegnazione gratuita delle quote CO2, che lo ricordo, equivalgono a contributi economici statali e sarà utile per regolamentare un settore spesso teatro di truffe e raggiri che vanno a discapito di coloro che fanno impresa onestamente“.

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Il sistema per lo scambio di quote di emissioni dell’UE European Union Emissions Trading System (EU ETS) è una cosa seria e non può essere un pretesto per riempirsi le tasche sulle quote di Co2 – conclude Andrea Zanoni – Troppo spesso in Italia si lucra sull’ambiente e sugli incentivi messi a disposizione per limitare l’impatto sul pianeta”.

Il consigliere comunale dell’IDV del Comune di Portoscuso Angelo Cremone, dal quale era partita inizialmente la segnalazione del caso, ha così commentato la risposta della Commissione: “E’ chiaro che l’assegnazione di quote ad un impianto fermo non rispetta neppure i criteri di assegnazione previsti dalla normativa italiana. Ora l’assist è stato ripreso dai parlamentari italiani dell’IDV che hanno già anticipato la presentazione della stessa interrogazione al Ministero dell’Ambiente“.

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

Email stampa@andreazanoni.it

Tel (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04

Tel (Italia) +39 0422 59 11 19

Sito www.andreazanoni.it

Twitter Andrea_Zanoni

 

 

 

(foto da mailing list ecologista, S.D., archivio GrIG)

  1. Sandro
    Maggio 11, 2012 alle 9:10 am

    E basta con questa legalizzazione all’inquinamento!!!!
    Sussidi sugli effettivi costi a mettere un filtro su quei camini inquinanti e puzzolenti e basta!!!

  2. icittadiniprimaditutto
    Maggio 11, 2012 alle 10:00 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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