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La ricerca Saras del gas naturale a S’Ena Arrubia (Arborea) dev’essere assoggettata a V.I.A.


Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) e Cormorani (Phalacrocorax carbo)

La Giunta regionale della Sardegna (deliberazione n. 16/12 del 18 aprile 2012) ha deciso che il progetto di perforazione esplorativa (a circa 3.000 metri di profondità) concernente il permesso di ricerca mineraria “Eleonora” del Gruppo Saras s.p.a. deve essere assoggettato al preventivo e vincolante procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).  Così, infatti, si è conclusa la procedura di verifica preventiva finalizzata a verificare la necessità o meno di svolgere il procedimento V.I.A.

Il Gruppo Saras s.p.a. è convinto che sotto il Campidano di Arborea (OR) vi sia un giacimento di gas naturale con riserve fra 1 e 3 miliardi di metri cubi, così da poterne estrarre ogni anno fra 20 e 170 milioni di metri cubi, con royalty (legge regionale n. 20/1959) per la Regione autonoma della Sardegna comprese fra 1,050 e 3,150 milioni di euro annui.

Ha in proposito costituito la Sargas s.p.a. per condurre fasi di ricerca e di successiva attività.  Il sito prescelto è, però, a circa 200 metri di distanza dallo Stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar (2 febbraio 1971) sulle zone umide d’importanza internazionale (D.P.R. n. 448/1976), dal vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), da vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), dal piano paesaggistico regionale (decreto Presidente Regione n. 82 del 7 settembre 2006), destinato a riserva naturale regionale (legge regionale n. 31/1989, allegato A), sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale (direttiva n. 92/43/CEE).

L’area interessata è sede, inoltre, della più avanzata agricoltura specializzata della Sardegna e ben poco si conosce, allo stato attuale, delle possibili – gravissime – interferenze con le falde idriche.

Ce n’è in abbondanza perché venga svolta la procedura di V.I.A.: le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra lo avevano chiesto con uno specifico atto di intervento (8 novembre 2011) nella procedura di verifica preventiva inoltrato al Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente.   Al pari del locale Comitato “No al progetto Eleonora” e delle altre associazioni ambientaliste (L.I.P.U., WWF) intervenute avverso questo ennesimo rischio ambientale.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono forte soddisfazione per la scelta di buon senso dell’Amministrazione regionale e assicurano la loro determinata partecipazione al prossimo procedimento di V.I.A. e alle opportune iniziative di sensibilizzazione.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

 

 

 

dal sito istituzionale web della Regione autonoma della Sardegna, 19 aprile 2012

Approvata Via per intervento Saras ad Arborea. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=194847&v=2&c=141&t=1)

L’assessore Oppi, illustrando il provvedimento ha sottolineato, altresì, che si è ritenuto opportuno sottoporre alla procedura di VIA il progetto anche al fine di consentire un più esteso coinvolgimento della popolazione, rendendo possibile una maggiore e più approfondita conoscenza dell’intervento e dei suoi potenziali effetti negativi, diretti e indiretti, sulla salute e sull’ambiente, sul paesaggio, sulle attività produttive, che sono motivo di allarme presso l’opinione pubblica.

CAGLIARI, 19 APRILE 2012 – La Giunta regionale su proposta dell’assessore della Difesa dell’Ambiente, Giorgio Oppi, ha approvato la delibera per sottoporre all’ulteriore procedura di Valutazione d’Impatto ambientale il progetto per la “Realizzazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi nel Permesso di Ricerca denominato Eleonora”, proposto dalla società Saras S.p.A. nel territorio del Comune di Arborea.
Il provvedimento è stato adottato a seguito della istruttoria del Servizio SAVI che ha proposto di sottoporre alla procedura di VIA il progetto in considerazione delle criticità legate, principalmente, all’ubicazione dell’intervento in aree ad elevata sensibilità ambientale, con particolare riferimento al fatto che l’area di cantiere ricade all’interno della fascia costiera e interna all’Oasi di protezione faunistica “S’Ena Arrubia”, che si trova a meno di 150 m da SIC, ZPS e aree umide Ramsar, ed è interna alla perimetrazione dell’IBA 218 “Sinis e stagni di Oristano”. Nondimeno è risultata critica la vicinanza dell’area di intervento a recettori sensibili (aziende, abitazioni, etc.), da cui il cantiere dista poche centinaia di metri.
L’assessore Oppi, illustrando il provvedimento ha sottolineato, altresì, che si è ritenuto opportuno sottoporre alla procedura di VIA il progetto anche al fine di consentire un più esteso coinvolgimento della popolazione, rendendo possibile una maggiore e più approfondita conoscenza dell’intervento e dei suoi potenziali effetti negativi, diretti e indiretti, sulla salute e sull’ambiente, sul paesaggio, sulle attività produttive, che sono motivo di allarme presso l’opinione pubblica.

Falco pescatore (Pandion haliaetus)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Occhio nudo
    aprile 20, 2012 alle 9:58 PM

    Complimenti per la foto con i fenicotteri e i cormorani.

  2. Anna
    aprile 20, 2012 alle 10:37 PM

    Grazie per tutto quello che fatte!!!

  3. argiolasfabio
    aprile 20, 2012 alle 11:41 PM

    Reblogged this on Il Sanlurese.

  4. aprile 22, 2012 alle 10:22 am

    e gli ignavi e i codardi salgono sul carro dei vincitori 😉

    da La Nuova Sardegna, 22 aprile 2012
    No-trivelle: tutti salgono sul carro dei vincitori. Arborea, ieri nell’assemblea organizzata dal comitato che si oppone al progetto della Saras per la ricerca di idrocarburi c’è stato un coro di soddisfazione. (Roberto Petretto)

    ARBOREA. L’assemblea che il comitato contro le trivellazioni aveva convocato per ieri mattina doveva essere un momento di ulteriore pressione verso la Regione. La notizia di qualche giorno fa ha scombussolato i piani. Ma i sostenitori del comitato erano ben contenti della novità La decisione della giunta regionale di sottoporre a Valutazione di impatto ambientale il progetto presentato dalla Sargas (una società creata dalla Saras) ha trasformato quella che poteva essere una riunione carica di tensioni e timori in una sorta di passerella dove tutti hanno mostrato il sorriso dei vincitori. C’erano tutti: quelli del comitato, ma anche il sindacoPier Francesco Garau, con il qualche i “no trivelle” in questi mesi hanno avuto più di un’occasione di scontro. Ieri il coro di soddisfazione non ha avuto stonature. E si è aggiunta una voce che a Arborea ha un peso enorme: la voce della TreA. Il presidente Plinio Magnani ha detto che la posizione ufficiale dell’azienda è di netta contrarietà al progetto Eleonora della Saras-Sargas. A questo punto chi mai a Arborea potrà assumere una posizione in netto contrasto con quella della TreA? Anche il sindaco Pier Francesco Garau ha espresso soddisfazione per la decisione della Regione e ha detto che il Comune ha avuto un ruolo importante, seppure non evidente e pubblicizzato. Da Sandra Neri, esponente dell’opposizione in consiglio comunale, è arrivata una chiave di lettura diversa. L’esponente della minoranza ha rinfacciato al sindaco le dichiarazioni rese in consiglio quando il problema del progetto Eleonora venne sollevato per la prima volta. Dichiarazioni che minimizzavano la portata del problema e che accusavano l’opposizione di sollevare un inutile polverone. Soddisfazione è stata espressa anche da Bepi Costella, ex sindaco di Arborea e ora presidente della commissione Ambiente del consiglio provinciale. E contrarietà al progetto della Saras l’ha dichiarata anche il primo cittadino di un Comune confinante, Andrea Santucciu di Marrubiu. Insomma, una gara a chi si mostrava più entusiasta per la decisione della Regione che rimanda l’attuazione del progetto di trivellazione e lo sottopone a un’indagine più approfondita. L’attività del comitato non si ferma con l’assemblea di ieri. La prossima tappa sarà la richiesta di una convocazione del consiglio comunale per l’esame di un punto all’ordine del giorno che metta ai voti la proposta di un no ufficiale al progetto della Saras

  5. aprile 26, 2012 alle 2:49 PM

    ora si svegliano tutti.

    da L’Unione Sarda, 26 aprile 2012
    Marrubiu. Stasera il Consiglio convocato per contestare le trivellazioni. «Arborea, no ai pozzi» Il sindaco Santucciu: nessun vantaggio per il territorio: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20120426084749.pdf

  6. ottobre 20, 2012 alle 5:21 PM

    da L’Espresso on line, 16 ottobre 2012
    ‘Salvate Arborea dai Moratti’: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/salvate-arborea-dai-moratti/2193020//0

  7. dicembre 7, 2012 alle 9:52 PM

    da L’Unione Sarda, 7 dicembre 2012
    Il fatto. Le ricerche della Saras a Serramanna, Samassi, Sanluri e Villacidro.
    «Il petrolio? No, grazie». I sindaci sono contrari alle trivellazioni del suolo: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20121207101206.pdf

  8. dicembre 9, 2012 alle 12:53 PM

    da La Nuova Sardegna, 9 dicembre 2012
    Arborea, altri Sos contro le trivellazioni.
    Migliaia di cartoline al governo: «Bloccate tutte le operazioni per la ricerca di metano avviate dalla Sargas». (Giampaolo Meloni)

    ARBOREA. La mobilitazione dei cittadini è direttamente proporzionale alla preoccupazione: ormai un migliaio di cartoline sono state consegnate al Comitato No Eleonora per chiedere al governo nazionale di bloccare le trivellazioni nell’area di Arborea. Le ricerche del metano progettate dalla Saras attraverso la sua srl Sargas sono un tassello nel mosaico dei 331 impianti contestati d’Italia. Ma in Sardegna, tra tanti dubbi, quello della piana oristanese non è il solo contenzioso in campo: gli fanno compagnia l’analoga richiesta di perforazioni nel Medio Campidano, intorno a Sanluri, con il progetto Igia, in attesa di avvio, e una stazione per la produzione di biogas e Decimoputzu. Ancora: due impianti bloccati e uno off-shore nel golfo di Oristano stoppato dalle norme che hanno imposto una distanza minima dalla costa di 5 miglia per le perforazioni. Anche se si tratta di altra tecnologia, sempre sul fronte energetico ci sono poi gli impianti giganteschi delle serre fotovoltaiche. Il tetto dei 331 progetti censiti nel 2011 sarebbe destinato a salire a quota 366 in tempi brevi. Sono le stime dell’ottavo rapporto Nimby (Not in my back yard, che riassume la diffusa attitudine “fatelo ovunque ma non nel mio cortile”) anticipato in esclusiva due settimane fa dal settimanale L’Espresso. Per gli estimatori di un territorio martoriato da opere faraoniche quanto spesso inutili e dispendiose ma necessarie ad alimentare l’oceano dei mega appalti, questo sarebbe l’enorme l’enorme costo del “non fare”. In realtà, l’Osservatorio evidenzia che il 20 per cento delle opere contestate sono ferme da almeno sette anni, e che un terzo circa dei cantieri esaminati vengono abbandonati. Le ragioni sono nella cattiva amministrazione, nella burocrazia, nelle montagne di carte bollate che ogni iniziativa produce tra ricorsi e controricorsi. Il termovalorizzatore di Macomer entra in questa casistica come caso emblematico. La sindrome Nimby allarma la Sardegna. Il Comitato No Eleonora interpreta le perforazioni di Arborea come la scelta provata di sistemare il bubbone antiambiente in un’area marginale d’Italia. Massimo Dadea, già assessore regionale nella giunta Soru, è stato categorico: quello di chi esercita attività industriali praticando il ricatto dei posti di lavoro e ignorando il valore ambientale e sanitario è un atteggiamento colonialista. Il pozzo Eleonora è stato previsto esattamente all’interno dell’area protetta, una Sic (sito di interesse comunitario), una Iba (Important bird area) e una Zps (zona di protezione speciale) nella località S’Ugroni, sottoposta a studio ambientale nell’ambito del progetto Life natura 97 di salvaguardia finanziato dall’Unione europa con 507mila euro. Lo studio di assoggettabilità presentato dalla Sargas è localizzato a circa 400 metri dalle prime case della zona, si sviluppa a una profondità di 2.700 metri per tremila metri lineari dal pozzo al giacimento. Sui dati tecnici il Comitato dei cittadini poggia le sue perplessità. Nello studio non si parla mai di metano, ma di gas naturale. Le esplorazioni morfologiche avrebbero rivelato che la presenza del metano non è stata “scoperta”. Si vedrà strada facendo. L’altro elemento che ha suscitato dubbi riguarda la stima progettuale che indica sotto il 20 per cento il successo delle ricerche. La domanda è: quale ragione spiega un investimento così alto sul piano economico e tanto pesante sul fronte ambientale? La risposta che arriva dal Comitato, dagli studiosi e dalle leggi, è soprattutto di natura finanziaria. Una società di ricerca ha diritto alle royalty (sovvenzioni proporzionali al risultato di produzione del combustibile) se ha un capitale sociale superiore ai 10mila euro. La Sargas ne ha solo 10mila. Inoltre la produzione deve essere superiore a 80milioni di metri cubi all’anno, mentre per il pozzo Eleonora ne sono previsti 70milioni che possono essere venduti a 0,21 centesimi il metro cubo. Ne deriverebbero royalty per un milione e 50mila euro all’anno. Più propriamente le royalty sono diritti d’indennizzo che attraverso la Regione dovrebbero essere girati ai Comuni per essere ripagati dalle concessioni. Ma i limiti di capitale e di produzione nel caso di Arborea impediscono che questi diritti di compensazione ambientale vadano a finire nelle casse della comunità locale. In quale bilancio verrebbero accolti? «Molto lontano dalla tutela dell’uomo e dell’ambiente», rispondono al Comitato.

    Medici e ambiente. «A chi serve tanta energia? Troppi rischi per la salute».

    ARBOREA. «Non abbiamo bisogno di tanta energia». È categorica la valutazione di Vincenzo Migaleddu, radiologo, studioso tra i più apprezzati delle relazioni tra industria e salute. Quando esamina i dati statistici della produzione in Sardegna, taglia corto: la Sardegna vanta il più alto numero di interruzioni di energia: circa 250 minuti all’anno. Un dato quantomai negativo nella mappa nazionale che rivela la tendenza alla sovrapproduzione e l’equivalente incapacità di gestire il sistema. Qui interviene una spiegazione più generale. L’Enel acquista l’energia notturna prodotta in Francia dalla centrale nucleare in quantità elevate che vanno poi immesse nella rete nazionale con prezzi decisamente più elevati per i cittadini. Insomma, pura speculazione. La Sardegna poi, produce 496 megawattora per un milione e mezzo di abitanti, mentre l’Italia ne richiede la metà. La salute entra in ballo, spiega Vincenzo Migaleddu, quando si scopre che per queste produzioni (bruciando carbone e olio combustibile) l’isola genera una quantità di Co2 (anidride carbonica) doppia rispetto al resto d’Italia. «La politica è molto attenta allo spread, ma non approfondisce questi problemi né i dati epidemiologici», osserva Migaleddu, tra i responsabili dell’Isde (International society of doctors for the environment). L’incremento delle attività di ricerca con le trivellazioni avrebbe il solo effetto di appesantire il già notevole carico di aree contaminate: oggi l’isola ha 445mila ettari di siti certificati da sottoporre a bonifica. Le ferite maggiori, indica Migaleddu, sono il Sulcis e Porto Torres con 41 Comuni interessati e 404.910 abitanti esposti all’inquinamento, con la certificazione di una sempre crescente mortalità per tumore polmonare e malattie respiratorie, negli uomini e nelle donne.

  9. dicembre 24, 2012 alle 2:45 PM

    da Sardinia Post, 24 dicembre 2012
    FOTOVOLTAICO ADDIO, NELL’ISOLA SI CERCANO IDROCARBURI E ARRIVANO LE TRIVELLE: PERMESSI DI RICERCA SU 200MILA ETTARI: http://www.sardiniapost.it/cronaca/2276-fotovoltaico-addio-nell-isola-si-cercano-idrocarburi-e-arrivano-le-trivelle-permessi-di-ricerca-su-200mila-ettari

  10. dicembre 27, 2012 alle 2:42 PM

    da La Nuova Sardegna, 27 dicembre 2012
    Sempre più no alle trivelle Domani assemblea aperta. Arborea, dopo la conferma della Saras il Comitato dei cittadini No Eleonora convoca un incontro (inizio 10.30) al Teatro Salesiani. «La Regione lo blocchi». (Giampaolo Meloni)

    ARBOREA. La Sargas (società della Saras) non ha intenzione di rinunciare al progetto di ricerca del gas naturale nel territorio di Arborea. L’iniziativa contestata dai cittadini non si ferma. Il Comitato No Eleonora, che si oppone alle trivellazioni nel territorio, prosegue la mobilitazione e a distanza di un anno esatto dalla prima assemblea pubblica, convoca nuovamente un incontro aperto sul Progetto Eleonora, per discutere gli sviluppi sul piano procedurale. La riunione si terrà domani con inizio alle 10.30 nel Teatro Salesiani di Arborea. La conferma al progetto data dalla Saras impone un percorso obbligato alle procedure. «A questo punto – spiegano dal Comitato civico – si prevede la convocazione di un’incontro pubblico ufficiale per la presentazione del progetto alla popolazione che, come confermato dagli uffici dell’azienda petrolifera, avverrà nelle prossime settimane. Sarà dunque fondamentale per i cittadini e per tutto il sistema economico di Arborea arrivare a tale data preparati e coscienti del dibattito che si dovrà affrontare». Per questa ragione l’assemblea in programma domani «sarà un momento fondamentale per discutere e organizzare i passi decisivi per bloccare il Progetto Eleonora». A dare notizia del progetto fu un servizio della “Nuova Sardegna” il 7 ottobre dell’anno scorso. Due mesi dopo ci fu la prima assemblea organizzata da un Comitato spontaneo di cittadini che prese subito una decisione chiara: no al Progetto Eleonora. «Da allora – ricordano al Comitato – tanti risultati sono stati raggiunti: dalle delibere di contrarietà al progetto di trivellazione da parte di 6 amministrazioni comunali e dello stesso Consiglio provinciale, fino alla raccolta di firme che ha coinvolto migliaia di cittadini, passando per numerosi attestati di sostegno dal mondo dell’università, della cultura e delle associazioni ambientaliste. Le stesse attività produttive di Arborea, venuti a conoscenza del problema, hanno affiancato con convinzione le ragioni della contrarietà a ogni ipotesi di trivellazione di queste campagne e di questo territorio». Tra qualche mese il problema dovrà essere affrontato dalla Regione, alla quale spetta di esprimere una valutazione in merito allo Studio di Impatto Ambientale della Società petrolchimica milanese. «Riteniamo, noi come comitato, che le ragioni di incompatibilità di questo modello di sviluppo con questa realtà siano state tutte abbondantemente rese pubbliche e dimostrate e che non esistano margini di avvicinamento». In vista di questo parere prende forma un appello. «Ci auguriamo adesso che la politica faccia la sua parte e rispedisca al mittente il piano di industrializzazione della Saras. Non farlo sarebbe uno schiaffo rispetto a una delle più limpide dimostrazioni di coinvolgimento democratico della società civile degli ultimi anni», dicono al Comitato. Senza perplessità era stato nei giorni scorsi anche il consigliere provinciale Bepi Costella, presidente della commissione Ambiente. Parlando al convegno sulla biodiversità tenuto a Cabras, aveva dichiarato l’auspicio: «Speriamo che il progetto non vada avanti». Anche dopo l’incontro di venerdì «il comitato proseguirà senza sosta la sua opera di divulgazione e di informazione».

  11. dicembre 29, 2012 alle 11:48 am

    siamo pronti, a rompergli le trivelle nel paniere.

    da La Nuova Sardegna, 29 dicembre 2012
    Arborea avverte la Saras: «Protesteremo in massa». Trivellazioni del Progetto Eleonora: il comitato del no si prepara all’incontro sulla Valutazione di impatto ambientale. «Faremo sentire tutte le nostre paure». Nuova assemblea per rilanciare la mobilitazione. (Cristiana Diana)

    Tutti pronti, ad Arborea, a partecipare all’incontro pubblico sulla Valutazione di impatto ambientale che potrebbe svolgersi, come comunicato dagli uffici della Saras, nelle prossime settimane. Una partecipazione che si annuncia imponente. Nell’assemblea si è visto che in prima fila a lottare non ci sono solo i “ragazzi” del comitato, che tantissimo hanno fatto in questi mesi, ma anche le mamme che nei mesi scorsi avevano seguito i lavori del consiglio provinciale che deliberava contro il progetto, cittadini di Arborea e dei paesi limitrofi, amministratori locali di tutto il Terralbese, che hanno deliberato ufficialmente contro il progetto, e soprattutto gli operatori del comparto agroalimentare, fiore all’occhiello del territorio.

    ARBOREA. Il no alle trivellazioni del Progetto Eleonora, alla ricerca di gas nel territorio di Arborea, diventa sempre più forte. Gremita la sala del teatro durante l’assemblea pubblica organizzata dal comitato “No al Progetto Eleonora” per fare il punto della situazione e decidere le prossime mosse. Un “no” scritto ben chiaro sui lenzuoli esposti nelle vie del paese. Questo pare proprio essere il momento della partecipazione, perché presto l’apporto della cittadinanza farà la differenza. «La Saras ha quasi terminato di redigere la Valutazione di impatto ambientale chiesta dalla Regione e secondo le procedure dovrà organizzare un incontro pubblico per presentare il proprio progetto ai cittadini – ha spiegato Manuela Pintus, del comitato –. Qui sarà importantissimo essere presenti in massa per far sentire la nostra contrarietà e le nostre paure, in altri luoghi è stata la reazione e l’opposizione della gente a far fare dietro front alle compagnie petrolifere». «È già stato ampiamente spiegato come un impianto estrattivo potrebbe danneggiare l’ambiente e la salute, ma anche ipotizzando che questi rischi non esistano, solo il danno d’immagine che deriverebbe dall’avere un’attività di tipo petrolifero nel territorio potrebbe causare la rovina del nostro sistema produttivo – ha detto Gianni Sardu, presidente della Cooperativa produttori –. Per questo abbiamo organizzato un’assemblea informativa nei giorni scorsi con tutti i soci, per sensibilizzare sul problema, e per questo anche daremo un piccolo contributo economico al comitato perché continui con la sua opera di informazione e protesta». Tra il pubblico tanti amministratori locali e anche la parlamentare Caterina Pes, mentre gli organizzatori facevano scorrere sullo schermo le immagini di tante realtà in cui le attività estrattive di gas hanno creato seri danni all’ambiente e alla salute degli animali. Un punto dolente per una realtà come quella di Arborea che dell’agricoltura e dell’allevamento degli animali ha fatto un volano di crescita economica, come anche del turismo e della pesca. «Nemmeno le numerose tutele a cui è sottoposto lo stagno di S’Ena Arrubia, come la convenzione di Ramsar e altre tutele di tipo internazionale, sembrano proibire alla Saras di chiedere il permesso di trivellazione – continua Pintus –. È grazie all’impegno dei cittadini, però, se la Regione li ha obbligati a presentare la Valutazione di impatto ambientale, perciò il nostro impegno deve continuare». Dopo la presentazione della Via la parola passerà alla giunta regionale, che dovrà decidere se bocciare o dare seguito al progetto di trivellazione della Saras. «È il momento di mostrare all’esterno e con convinzione la nostra contrarietà, soprattutto per le amministrazioni le delibere non sono sufficienti, bisogna essere compatti e dimostrare con le azioni il proprio no – ha dichiarato Davide Rullo con una dose di critica verso alcuni amministratori locali considerati “tiepidi” –. Non possiamo permetterci di mostrare segni di debolezza perché è in quelle crepe che la Saras vorrà insinuarsi». Una scossa alla politica, quindi, a cui spetterà la parola definitiva nella vicenda, visto che sarà la giunta regionale a decidere. Con tutti gli occhi di Arborea puntati addosso.

  12. febbraio 1, 2013 alle 2:47 PM

    da La Nuova Sardegna, 1 febbraio 2013
    Santa Giusta, no dal Consiglio alle trivelle della Sargas.

    SANTA GIUSTA. Un altro no al progetto di trivellazione della Sargas. Il consiglio comunale ha infatti bocciato all’unanimità il progetto di trivellazione esplorativa per la ricerca d’idrocarburi “Eleonora”, della società di diretto riferimento della Saras. Dopo Marrubiu, Arborea, Uras, Solarussa, San Nicolò Arcidano e Terralba, Santa Giusta è il settimo comune a rigettare il piano, a cui si aggiungono le delibere contrarie del consiglio provinciale e dell’Unione dei Comuni del Terralbese. Tra le ragioni del no i rischi connessi alla creazione del pozzo, che potrebbe inquinare le falde acquifere e arrecare così un danno incommensurabile alle attività agricole, alla salute pubblica e all’immagine di tutto il territorio. «Ringraziamo il sindaco Angelo Pinna per l’interesse dimostrato nei confronti di una tematica che non riguarda solo Arborea, ma tutto il territorio sardo – dicono i componenti del comitato No al progetto Eleonora –. La nostra attività comunque non si ferma, anzi continua soprattutto in vista dell’imminente presentazione pubblica del progetto da parte della Saras che avverrà nelle prossime settimane proprio ad Arborea». (c.d.)

  13. febbraio 23, 2013 alle 2:01 PM

    da La Nuova Sardegna, 23 febbraio 2013
    Gli anti-trivelle da Cappellacci. Il comitato “No al progetto Eleonora” di Arborea ha incontrato il presidente.

    ARBOREA. Cosa pensa del progetto Eleonora il presidente della Regione? È quanto si chiede il comitato cittadino “No al Progetto Eleonora”, che ieri pomeriggio ha voluto porre una serie di domande in proposito al presidente Cappellacci. Lui infatti si è recato ad Arborea, nei locali dell’Hotel Ala Birdi, per chiudere la campagna elettorale in compagnia di Salvatore Cicu. Un’occasione che i componenti del comitato hanno colto per riportare l’attenzione sul progetto di trivellazione della Saras. «Da parecchi mesi proviamo a porgli delle domande via web per chiedergli di esprimere un’opinione sul Progetto Eleonora. Ma non si è mai degnato di darci una risposta« spiegano i volontari del comitato. «Dato che stavolta viene direttamente a casa nostra, non possiamo esimerci dal porgli delle domande chiare e dirette, e pretendere che risponda». Tanti gli interrogativi che si affollano in seno al comitato. «Cosa pensa il presidente Cappellacci delle dichiarazioni del presidente di Confindustria Sardegna che si dice favorevole alla sperimentazione del fracking in Sardegna? In qualità di vice presidente della Commissione Enve (Commission for the environment, climate change and energy) dell’Unione Europea, non crede di doversi esprimere a tutela dell’ambiente e chiedere la bocciatura del Progetto Eleonora? Qualche mese fa il presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo ha appoggiato la richiesta dei Presidenti delle regioni adriatiche di una moratoria totale sulle trivellazioni nel Mare Adriatico. La nostra proposta è identica: una moratoria totale sulle trivellazioni nel territorio della Sardegna. Si farà promotore di questa proposta di legge regionale?».

    • febbraio 24, 2013 alle 11:45 am

      da La Nuova Sardegna, 24 febbraio 2013
      ARBOREA. Cappellacci non risponde alle domande sulle trivelle. (Cristina Diana)

      ARBOREA Sei domande ma ancora senza una risposta. Per il comitato No al Progetto Eleonora l’atteso colloquio di persona con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, non si è tenuto. I tanti interrogativi però restano. Perciò non essendo riusciti a parlare con lui durante l’incontro di chiusura della campagna elettorale di venerdì ad Arborea, hanno presentato le loro domande via mail e via twitter. Tanti interrogativi a cui per ora i componenti del comitato non avuto una risposta che continuano ad attendere con interesse. Eccole, allora, le domande: «Cosa pensa del Progetto Eleonora e Non crede che sia totalmente incompatibile con la realtà economica di Arborea? A quanto ammontano i finanziamenti della Regione nelle ricerche per il Progetto Eleonora? Cosa pensa delle dichiarazioni del presidente di Confindustria, Alberto Scanu, che si dichiara favorevole alla sperimentazione del fracking in Sardegna? In qualità di vice presidente della commissione Enve dell’Unione Europea, non crede di doversi esprimere a tutela dell’ambiente e dunque di chiedere la bocciatura del Progetto Eleonora? Ha intenzione di proporre una legge regionale per vietare il fracking in Sardegna? Qualche mese fa la presidentessa del consiglio regionale, Claudia Lombardo, ha appoggiato la richiesta dei presidenti dei Consigli delle regioni adriatiche di una moratoria totale sulle trivellazioni nel Mare Adriatico. «La nostra proposta – spiegano i componenti del comitato – è identica: una moratoria totale sulle trivellazioni a terra e a mare in Sardegna. Si farà promotore di questa proposta di legge regionale?» Tanti quesiti interessanti per chi si preoccupa del prossimo futuro dell’isola. Intanto il comitato ha avuto un incontro in municipio con le consulte cittadine dell’agricoltura e della pesca per discutere proprio del Progetto Eleonora. Anche gli operatori dei settori produttivi cittadini si interrogano sul futuro del territorio e sulle possibili ripercussioni.

  14. marzo 11, 2013 alle 6:01 PM

    naturalmente saremo al fianco dei residenti contro questa ennesima follìa.

    da La Nuova Sardegna on line, 11 marzo 2013
    Gas naturale, la Saras presenta gli studi di impatto ambientale.
    La società petrolifera va avanti con il progetto Eleonora: l’obiettivo è estrarre gas naturale dal sottosuolo nella zona di Arborea. Il comitato nato contro il progetto di estrazione è pronto a scendere in piazza anche con i bambini: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2013/03/11/news/gas-naturale-la-saras-presenta-gli-studi-di-impatto-ambientale-1.6679978

  15. marzo 12, 2013 alle 2:46 PM

    da La Nuova Sardegna, 12 marzo 2013
    Saras pronta a trivellare. “Ecco il progetto sul gas”. (Roberto Petretto): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/70988_Saras_pronta_a_trivellare_Ecco_il_progetto_s.pdf

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    da L’Unione Sarda, 12 marzo 2013
    Progetto Eleonora. Pozzi e trivelle, Saras in città ed è bufera: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130312083902.pdf

  16. marzo 13, 2013 alle 6:21 PM

    da CagliariPad, 13 marzo 2013
    La Saras presenta il Progetto Eleonora: “Sino a 3 milioni di royalty alla Regione”.
    La società petrolifera di Sarroch consegna lo Studio di Impatto ambientale per iniziare le perforazioni nella piana di Arborea e promette: “Il gas trovato resterà in Sardegna”. I dubbi degli ecologisti: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1682

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    da Sardinia Post, 13 marzo 2013
    La Saras riscalda le trivelle. E ad Arborea è subito rivolta: http://www.sardiniapost.it/economia/oristano-saras-pronta-ad-estrarre-metano-il-manager-limpatto-sullambiente-e-trascurabile/

  17. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    marzo 13, 2013 alle 9:15 PM

    Se, dico se, il gas naturale verrà estratto con impatto ambientale pari o vicino allo 0 (zero) sul territorio, allora è una risorsa da sfruttare. Tale risorsa inoltre potrebbe rilanciare l’economia del settore chimico che oggi vive in Sardegna una profonda crisi.
    Il NO assoluto non porta a nulla e purtroppo (è brutto dirlo ma è la verità) non si vive di sola natura che per quanto possibile deve essere preservata.

    • marzo 13, 2013 alle 11:18 PM

      l’impatto ambientale e socio-economico non sarebbe certo “vicino allo zero”, visto che andrebbe a interferire con le risorse idriche dell’agricoltura di Arborea, oggi la più sviluppata dell’Isola, per non parlare dell’impatto sulla zona umida di S’Ena Arrubia.

  18. marzo 14, 2013 alle 2:53 PM

    da La Nuova Sardegna, 14 marzo 2013
    Saras: «Nessun danno dalle trivellazioni». Gas ad Arborea: presentato lo studio d’impatto ambientale. La Saras rassicura e spiega i suoi progetti. (Roberto Petretto): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/03/14/news/saras-nessun-danno-dalle-trivellazioni-1.6693042

    ____________________________________

    da L’Unione Sarda, 14 marzo 2013
    Illustrato a Oristano il nuovo progetto per la ricerca di gas ad Arborea. Metano, Saras va avanti. Consegnato ieri lo Studio di impatto ambientale. (Marcello Cocco): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130314084943.pdf

  19. marzo 15, 2013 alle 2:52 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 15 marzo 2013
    Sardegna, Moratti alla carica col progetto ‘Eleonora’. Per cercare soldi e metano.
    Gli isolani non ci stanno e salgono sulle barricate contro la Saras: “Non ci crediamo e non siamo disponibili a scendere a compromessi. La nostra ricchezza è sulla terra, non nel sottosuolo”. (Monia Melis): http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/15/sardegna-moratti-tornano-alla-carica-col-progetto-eleonora-per-cercare-soldi-e-metano/530310/

    _______________________________________

    da L’Unione Sarda, 15 marzo 2013
    Arborea. Progetto Eleonora, le rassicurazioni della Saras non convincono i sindaci del territorio. S’Ena arrubia,rivolta contro il pozzo. Forte preoccupazione degli amministratori:no alle trivellazioni. (Marcello Cocco): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130315090028.pdf

    L’azienda. Le spiegazioni. «Meglio trovare il metano che fare il Galsi»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130315090110.pdf

    __________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 15 marzo 2013
    Trivellazioni, è sempre un coro di no. Le rassicurazioni della Saras sul “Progetto Eleonora” ad Arborea non hanno convinto gli scettici. (Roberto Petretto)

    ARBOREA. Tutto chiaro? Dubbi fugati? Neanche a pensarci: le spiegazioni e le rassicurazioni della Saras sul Progetto Eleonora non hanno avuto il potere di convincere gli scettici e ancor meno gli ostili. Il coro di no al piano che prevede la realizzazione di un pozzo esplorativo nelle campagne di Arborea sembra non perdere pezzi. Anzi, ha ripreso vigore e per i prossimi giorni è in arrivo una raffica di iniziative. Oggi alle 11, in un bar di Arborea, è in programma la conferenza stampa del comitato “No al ProgettoEleonora”. «Verrà presentato – spiega una nota del comitato – il video “Io dico no”, realizzato insieme alla cittadinanza e ai bambini di Arborea per rispondere in maniera chiara e diretta alla presentazione dell Studio di impatto ambientale da parte della Saras». Anche la disponibilità della Saras a dei confronti pubblici sul progetto, più volte sollecitata dal Comitato, sembra destinata a cadere nel vuoto: «Non esistono per noi margini di trattativa. Abbiamo espresso chiaramente la totale opposizione a questo folle progetto. Non vogliamo nessun pozzo di metano, né qui né altrove». Fine delle trasmissioni. Anche perché, sempre secondo il comitato, lo studio di impatto ambientale presentato dalla Saras alla Regione «risulta assolutamente carente in alcuni aspetti fondamentali e dovrebbe per forza di cose venire bocciato dagli uffici competenti». Sempre oggi, ma alle 18,30 nella sede di via Canepa , il meetup Polis Oristano 5 Stelle «sostenitore dei principi e dei valori del Movimento 5 Stelle» ha convocato un’assemblea pubblica per fare il punto sulle iniziative da adottare «per impedire la realizzazione dello scellerato progetto di trivellazione presentato dalla Saras». Gli attivisti del movimento 5 Stelle ricordano che «tra le priorità assolute, alle scorse elezioni il M5S aveva inserito nel programma elettorale per la Sardegna la propria la contrarietà al progetto denominato Eleonora. Probabilmente non a caso proprio ad Arborea il Movimento 5 Stelle raggiunse una delle più forti percentuali di consenso dell’intera Sardegna con ben il 38 per cento dei voti». Il movimento chiederà la collaborazione dei 6 neo parlamentari sardi del Movimento 5 Stelle «per impedire le trivellazioni che mettono a rischio economia, salute e ambiente dell’intero oristanese». Il Meetup Polis inviterà formalmente «ciascuna amministrazione comunale della Provincia, che non l’avessero ancora fatto, a deliberare la propria contrarietà al progetto». Domenica saranno gli indipendentisti di ProgReS a manifestare con una sorta di riedizione della “Marcia del sale” di gandhiana memoria. Appuntamento alle 10,30 al Camping S’Ena Arrubia di Arborea per un incontro sui temi dell’ambiente e dell’energia. Quindi alle 12,30 la simbolica marcia. Per lunedì alle 17,30, nel Teatro salesiano di Arborea, sono invece convocati i consigli comunali di tutta la zona (Arborea, Marrubiu, Terralba, San Nicolò Arcidano) per ribadire l’opposizione al Progetto Eleonora. All’assemblea parteciperà anche il consiglio provinciale.

  20. marzo 15, 2013 alle 9:45 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 15 marzo 2013
    La Coldiretti boccia il progetto Eleonora della Saras.
    Secondo l’associazione, le trivellazioni nel territorio di Arborea alla ricerca del gas potrebbero creare problemi a causa di un abbassamento dei terreni e inoltre ci sarebbe un danno di immagine per l’agricoltura: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2013/03/15/news/la-coldiretti-boccia-il-progetto-eleonora-della-saras-1.6704553

  21. marzo 16, 2013 alle 11:03 am

    da La Nuova Sardegna, 16 marzo 2013
    Progetto Eleonora, Saras non convince il Comitato. Dopo la presentazione dello studio di impatto ambientale, netta bocciatura durante un’assemblea in cui è stato annunciato un contro-studio e un video. (Francesco G. Pinna)

    ARBOREA. «Le 1200 pagine dello studio di impatto ambientale presentate a Oristano dalla Saras non aggiungono niente a quello che già si sapeva e lo studio è assolutamente carente su questioni importanti come quella della salute umana, liquidata con 14 pagine comprese alcune bianche». A 48 ore dalla presentazione, il Comitato No al Progetto Eleonora boccia senza possibilità di appello lo studio di impatto ambientale col quale l’azienda della famiglia Moratti punta a ottenere dalla Regione il via libera al progetto industriale per l’estrazione di tre miliardi di metri cubi di metano dal sottosuolo di Arborea. I toni rassicuranti dei dirigenti e dei consulenti della Saras non hanno fatto breccia tra gli attivisti del Comitato, che anzi rilanciano la battaglia per bloccare il progetto e chiamano ancora una volta a raccolta non solo tutti gli abitanti di Arborea, ma anche il resto della Sardegna. «Perchè il pozzo esplorativo di Arborea per il quale è stata avviata la procedura di valutazione dell’impatto ambientale è solo il primo passo di un progetto che riguarda tutta la Sardegna» spiegano gli animatori del Comitato Manuela Pintus, Paolo Piras e Davide Rullo annunciando nella saletta di una gelateria del paese le nuove iniziative per contrastare il nuovo progetto industriale della famiglia Moratti. La prima è il video “Io dico no” che viaggia da ieri sera sul web e punta al cuore della gente. A dire no, nel video firmato da Paolo Zucca, sono in particolare i bambini di Arborea, quelli della scuola materna e quelli delle elementari, e anche quelli ancora in età prescolare che abitano a poche centinaia di metri dal sito scelto dalla Saras per la trivellazione del pozzo esplorativo e degli eventuali pozzi di estrazione. Poi ci sono anche i loro nonni e i loro genitori, i pescatori dello stagno di S’Ena Arrubia e gli allevatori che si alzano alle quattro del mattino per accudire il bestiame, le ragazze della squadra di pallavolo e i ragazzi della squadra di basket di Marrubiu. Tutti a dire no, con un gesto del dito, in coro o con una cartolina indirizzata alla Saras. Poi c’è anche il controstudio affidato a un team di esperti che ha già cominciato a spulciare lo studio depositato dalla Saras per ribattere punto su punto alle rassicuranti conclusioni degli esperti ai quali la Saras, come hanno sottolineato gli attivisti del Comitato, lo hanno commissionato e pagato. Alla conferenza stampa del Comitato hanno partecipato tra gli altri anche il sindaco di Marrubiu Andrea Santucciu, «La Saras può promettere tutte le meraviglie del mondo, ma non siamo d’accordo, difenderemo il territorio con tutte le unghie», e l’ex sindaco e attuale presidente della commissione Ambiente della Provincia Bepi Costella, «Lo studio può anche andar bene, ma il Progetto Eleonora non lo vogliamo lo stesso».

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    da L’Unione Sarda on line, 16 marzo 2013
    Metano, trivellazioni ad Arborea. Sessanta giorni per le osservazioni. La Saras ha inviato una comunicazione scritta ai sindaci di Arborea, Palmas Arborea, Terralba, Marrubiu, Santa Giusta, San Nicolò Arcidano e Oristano e al presidente della Provincia di Oristano, in cui chiede un incontro ufficiale per presentare il nuovo “Progetto Eleonora”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo.aspx?id=307921&paging=2

  1. marzo 22, 2013 alle 2:06 am

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