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Sì al sostegno alle energie rinnovabili virtuose, no a quelle speculative!


ITALIA NOSTRA – AMICI DELLA TERRA – MOUNTAIN WILDERNESS COMITATO NAZIONALE PER IL PAESAGGIO – COMITATO PER LA BELLEZZA – MOVIMENTO AZZURRO

Comunicato stampa

Decreti rinnovabili elettriche/eolico

Appello di oltre 30 intellettuali italiani al Presidente Monti

Si al sostegno delle energie rinnovabili, purché gestito in modo virtuoso, rigoroso e senza ulteriori insostenibili sprechi. Basta con le speculazioni e con gli incentivi sovradimensionati che gravano sulle bollette dei cittadini e favoriscono il malaffare; e basta con l’eolico industriale, di irrilevante utilità, ma responsabile dei maggiori danni a molti preziosi paesaggi italiani. I Decreti presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, pur rappresentando un significativo passo avanti, propongono pericolosi obiettivi che potrebbero portare a una ulteriore nociva crescita dell’eolico industriale da oggi al 2020.

Roma, 12 aprile 2012 – Oltre trenta importanti intellettuali italiani, fra cui Giorgio Ruffolo, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Carlo Ripa di Meana, Giancarlo Amendola, Tullio Pericoli, Alberto Asor Rosa, hanno sottoscritto un appello al Presidente Monti affinché i decreti sulle rinnovabili, presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, rispettino le intenzioni originarie, eliminando le speculazioni e gli eccessi di incentivi.

L’attuale formulazione, che prevede il 35% di sola energia elettrica, potrebbe portare alla triplicazione degli impianti eolici, impianti che hanno già contribuito alla devastazione di troppe delle superstiti bellezze della Nazione.

In accordo con i criteri di efficienza energetica, gli obiettivi i da raggiungere devono essere una percentuale dei consumi energetici finali e non obbligatoriamente delle percentuali della produzione elettrica.

Sostengono gli intellettuali: “Nelle premesse del decreto, il Governo riconosce finalmente che è stato sbagliato privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori delle rinnovabili termiche, della cogenerazione, dei trasporti e dell’efficienza energetica,settori assai più vantaggiosi in termini economici, di minor impatto ambientale e di maggior ricaduta sull’economia nazionale (…). Temiamo, però, Signor Presidente del Consiglio che le misure definitive che verranno adottate non risultino coerenti con le premesse del decreto e che lascino spazio a interpretazioni ambigue. Temiamo soprattutto insidiose marce indietro, sull’onda delle scontate contestazioni di coloro che per anni hanno goduto delle rendite speculative riservate a due sole fonti, l’eolico e il fotovoltaico, le più conosciute fra tutte le rinnovabili ma anche le più discutibili, in termini di risultati e di costi a carico della collettività.”

Il Decreto odierno sembra giustificare una parte di questi timori.

Infine, i firmatari auspicano una più rigorosa limitazione dei siti adatti a ospitare le torri eoliche, in analogia col recente provvedimento per l’esclusione degli incentivi ai pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli.

L’appello, il cui testo completo è riportato in allegato, conclude: “La Costituzione italiana stabilisce che il paesaggio è un bene primario (…) le sue alterazioni non dovrebbero essere negoziabili al di fuori di circoscritti motivi di eccezionale gravità e urgenza, nonché di comprovata utilità per l’intera comunità nazionale. Noi siamo certi che non sia questo il caso”.

 

Assemini, Macchiareddu, centrale eolica

Allegato

LETTERA APERTA AL PROFESSOR MARIO MONTI

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

La bozza di Decreto sulle energie rinnovabili che sta per essere emanato recepisce solo parzialmente e con grande ritardo l’allarme lanciato più volte da una parte dell’associazionismo ambientalista e da una miriade di comitati locali, per gli incentivi mal gestiti e fuori misura che col passare del tempo hanno finito col pesare ingiustamente  sulle bollette dei cittadini e delle imprese, hanno permesso infiltrazioni della malavita organizzata nel settore dell’eolico e hanno contribuito alla inutile devastazione di troppi preziosi paesaggi italiani.

Nelle premesse di tale bozza, il Governo riconosce finalmente che è stato sbagliato privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori delle rinnovabili termiche, della cogenerazione, dei trasporti e dell’efficienza energetica, settori assai più vantaggiosi in termini economici, di minor impatto ambientale e di maggior ricaduta sull’economia nazionale. Il Governo inoltre sottolinea che in molti Paesi d’Europa sono in corso ripensamenti anche drastici riguardo al sostegno alle rinnovabili elettriche a motivo del loro costo eccessivo in rapporto ai risultati. Uno spreco  non più sostenibile in tempi di ristrettezze.

Noi non possiamo che sottoscrivere l’intenzione del Governo di perseguire lo sviluppo delle energie rinnovabili in modo più virtuoso e più efficiente rispetto a quanto accaduto finora: non sarebbe accettabile continuare a garantire rendite di tipo speculativo a spese di cittadini e imprese che già pagano la crisi, spesso con effetti drammatici. A ciò si aggiungono gli “effetti collaterali” negativi dei mastodontici impianti delle torri eoliche che limitano pesantemente la qualità della vita di chi è costretto ad abitare nelle vicinanze, danneggiano la biodiversità, degradano il patrimonio culturale , naturale , paesaggistico dell’Italia e l’immagine stessa della nostra Nazione.

Temiamo, però, Signor Presidente del Consiglio, che le misure definitive che verranno adottate non risultino del tutto coerenti con le premesse del decreto e lascino spazio a interpretazioni ambigue e a facili aggiramenti. Temiamo soprattutto insidiose marce indietro, sull’onda delle scontate contestazioni di coloro che per anni hanno goduto delle rendite speculative riservate a due sole fonti, l’eolico e il fotovoltaico, le più conosciute fra tutte le rinnovabili ma anche le più discutibili in termini di risultati e di costi a carico della collettività.

Gli incentivi concessi fin qui hanno favorito una espansione del fotovoltaico così imponente da permettere  al nostro paese di raggiungere i traguardi indicati dall’Europa con ben otto anni di anticipo; dunque nulla vieterebbe di procedere alla soppressione o almeno a un radicale ridimensionamento degli incentivi all’eolico, divenuti evidentemente superflui, insieme a una più rigorosa e restrittiva identificazione dei siti adatti a ospitarne gli impianti, in analogia col recente provvedimento per l’esclusione degli incentivi ai pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli.

Questa sarebbe la misura veramente coerente con le premesse del decreto, considerando l’inaccettabile squilibrio tra costi e benefici della produzione di energia dal vento. Infatti, se da un lato è indubbio che la comparsa, lungo i crinali delle nostre colline o in luoghi adiacenti a monumenti di rilevanza storica e artistica, di centinaia di enormi aerogeneratori provochi una radicale e irreversibile alterazione dei valori identitari, culturali, estetici del paesaggio italiano, dall’altra il loro contributo alla soluzione del problema energetico rimane e sempre rimarrà irrilevante, vista la bassa ventosità media dei siti italiani, equivalente ad appena 1500 ore l’anno (a fronte delle 2000 ore ritenute indispensabili in Europa per rendere competitivi gli impianti eolici).

La Costituzione italiana stabilisce che il paesaggio è un bene primario. Di conseguenza crediamo che le sue alterazioni non dovrebbero essere negoziabili al di fuori di circoscritti motivi di eccezionale gravità e urgenza, nonché di comprovata utilità per l’intera comunità nazionale. Noi siamo certi che non sia questo il caso.

Gianfranco Amendola

Alberto Asor Rosa

Paolo Berdini

Remo Bodei

Nicola Caracciolo

Pier Luigi Cervellati

Piero Craveri

Vezio De Lucia

Pier Giovanni Guzzo

Maria Pia Guermandi- Eddyburg

Adriano La Regina

Giacomo Marramao

Ruggero Martines

Antonio Paolucci

Rita Paris

Gaia Pallottino

Desideria Pasolini dall’Onda

Tullio Pericoli

Mario Pirani

Stefano Rodotà

Bernardo Rossi Doria

Giorgio Ruffolo

Carla Sepe

Salvatore Settis

Mariarita Signorini

Mario Signorino

Vittorio Emiliani (Presidente Comitato per la Bellezza )

Dante Fasciolo (Presidente Movimento Azzurro)

Rosa Filippini (Presidente Amici della Terra)

Alessandra Mottola Molfino (Presidente Italia Nostra)

Carlo Alberto Pinelli (Presidente Mountain Wilderness)

Carlo Ripa di Meana (Presidente Comitato Nazionale per il Paesaggio).

(foto C.B., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    aprile 13, 2012 alle 11:56 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. direkteur
    aprile 13, 2012 alle 12:15 PM

    Reblogged this on Il Sanlurese.

  3. mudadum
    aprile 13, 2012 alle 5:20 PM

    Il disegno economico finanziario della nostra politica energetica è viziato dalla cordata d’imprenditori del settore energetico che in altri paesi chiamano Lobby. Dagli incentivi pubblici alle aziende che hanno sempre prodotto motori che bruciano combustibili, alle raffinerie, alle centrali a carbone o a olii non ben conosciuti per gli effetti causati dalla loro combustione, ai termovalorizzatori che per bruciare immondizie devono bruciare grandi quantità di combustibili producendo poca energia e innumerevoli disgrazie sanitarie oltre che ad ingenti sanzioni da parte della Comunità Europea, fino allo scampato pericolo del nucleare. Tutti coloro che decidono politicamente per le generazioni future sono “incaprettati” dai Lobbisti sempre più numerosi che non vogliono permettere ai singoli cittadini di essere affrancati dal sistema monopolista dell’energia. Vorrei che le banche svolgessero il loro vero scopo di esistere e cioè finanziare sopratutto le famiglie e le piccole imprese affinché possano pesare meno sulla bilancia delle importazioni di combustibili facendo crescere il PIL nazionale; costruendo nuovi immobili a basso impatto energetico e nuove tecnologie per gli impianti ad energia rinnovabile sviluppati da imprese che progettano, realizzano, installano e manutenzionano tali impianti, il tutto sotto il controllo dei finanziatori cioè le banche che dovrebbero essere i partner super visori di ogni famiglia e di ogni attività imprenditoriale. Purtroppo attualmente sono proprio le banche a non capire, a non voler capire, l’opportunità che potrebbero avere sviluppando con i loro clienti adeguati “energoplan” che garantirebbero un sicuro ritorno degli investimenti, tanto noi tutti siamo ormai consapevoli che Loro sono collusi con i Lobbisti su citati.

  4. giugno 19, 2012 alle 8:08 PM

    ENERGIA RINNOVABILE E RISPARMIO ENERGETICO

    RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO DEGLI AMBIENTI

    POMPE DI CALORE
    http://www.geotermiaitalia.it/catalogo/prodotti.html

    Sono sistemi completi di riscaldamento e raffrescamento energeticamente efficiente che assicurano una climatizzazione interna economica e al tempo stesso eco-sostenibile.
    Questa tecnologia è disponibile per installazioni residenziali mono/plurifamiliari ed edifici industriali e commerciali di grandi dimensioni.

    Pompe di calore geotermiche;
    Pompe di calore aria-acqua;
    Pompe di calore ad aria esausta.

    La pompa di calore geotermica utilizza come fonte di calore il sottosuolo o l’acqua di falda e consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 80%.
    Non è necessario risiedere in una zona termale per usufruire dei benefici del calore sotterraneo: a partire da 10 mt di profondità fino ai 100 mt le temperature si attestano intorno ai 10-12°C per tutto l’anno costituendo una fonte di calore ottimale per il funzionamento della pompa di calore.

    La pompa di calore aria-acqua utilizza come fonte di calore l’aria esterna e consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 50-60%.
    Questa pompa di calore ha un’efficienza straordinaria; ad esempio possono produrre acqua calda per riscaldamento o usi sanitari fino a temperature di 65°C con il solo compressore e lavorare fino a temperature esterne di -25°C!!!

    La pompa di calore ad aria esausta utilizza come fonte di calore l’aria viziata presente nella casa, consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 50%.

  5. dicembre 28, 2012 alle 2:58 PM

    A.N.S.A., 28 dicembre 2012
    Stop impianto eolico nell’Avellinese. 13 avvisi garanzia, anche amministratori e funzionario Regione. (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/12/28/Stop-impianto-eolico-Avellinese_8004760.html)

    AVELLINO, 28 DIC – Sequestrato dalla magistratura un parco eolico installato nel territorio del comune di Vallata, in provincia di Avellino. 11 delle 24 turbine sarebbero state installate abusivamente dal gruppo Fri-El di Bolzano insieme alla francese Edf. Emersa una truffa per 178 milioni di euro provenienti da fondi europei. Tredici gli avvisi di garanzia: coinvolti amministratori delle societa’ coinvolte, un funzionario della Regione Campania e amministratori del comune di Vallata, tra gli altri.

  6. dicembre 23, 2016 alle 2:48 PM

    A.N.S.A., 22 dicembre 2016
    Eolico e solare coprono 14% fabbisogno elettricità Italia.
    Rapporto ENEA, fonti green soddisfano 41% della domanda: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2016/12/22/eolico-e-solare-coprono-14-fabbisogno-elettricita-italia_0f959c9e-c563-409d-a735-e55c1b400827.html

  1. aprile 16, 2012 alle 9:45 am
  2. aprile 23, 2012 alle 4:10 PM

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