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Malfatano e Tuerredda, una pesante sberla a speculatori, Comune di Teulada e Regione autonoma della Sardegna.


Teulada, Malfatano-Tuerredda, cantiere Sitas s.p.a.

Il T.A.R. Sardegna, con la sentenza sez. II, 6 febbraio 2012, n. 427, ha accolto il ricorso di Italia Nostra avverso una nutrita serie di atti amministrativi posti a base del progetto turistico-edilizio della S.I.T.A.S. s.r.l. a Malfatano e Tuerredda, sulla costa di Teulada (CA).

E’ una bellissima notizia, i nostri complimenti a Italia Nostra e ai suoi avvocati.

Fondamentale un aspetto – che ha consentito il non accoglimento delle relative eccezioni di inammissibilità prospettate dalla Soc. S.I.T.A.S., dal Comune di Teulada e dalla Regione autonoma della Sardegna – legato all’acquisizione degli atti da parte della ricorrente nel 2011, anche a notevole distanza temporale dall’emanazione degli stessi, e che è stato considerato dal Giudice amministrativo come elemento fondante la “non tardività” del ricorso.

Aspetto che, purtroppo, non potevano utilizzare a sostegno le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, impegnate da lunghi anni nella durissima battaglia contro la speculazione immobiliare “ecologica” sui litorali teuladini e aventi conoscenza degli atti impugnati da tempo, avendone fatto oggetto di ripetute denunce alle amministrazioni pubbliche competenti, tanto obbligate a intervenire quanto ignave (la magistratura indaga anche su questo). 

Atti illegittimi a suo tempo (2002) non impugnati davanti ai giudici amministrativi per meri – ma determinanti – motivi economici.

E la conoscenza e la pubblicizzazione degli atti (illegittimi) è stata utilizzata paradossalmente in sede di giudizio dalla Soc. S.I.T.A.S. per affermare la conoscibilità dei medesimi.

Proprio lo “spezzettamento” artificioso dell’unico progetto turistico-edilizio in vari sub-comparti al fine di evitare un unico procedimento di “verifica preventiva” e di successiva valutazione di impatto ambientale è il motivo fondamentale di censura fatto proprio dal T.A.R. 

Così in proposito il Giudice amministrativo sardo: “appare evidente che, a prescindere dalla sua formale scomposizione in sub comparti, l’intervento proposto fosse sostanzialmente unitario, in quanto:

– i vari sub comparti fanno capo alla stessa lottizzante, si riferiscono a parti di territorio fra loro (almeno in parte) finitime e sono interessati da interventi edilizi anche funzionalmente connessi, trattandosi di fabbricati in parte destinati ad uso alberghiero o residenziale, serviti da opere di urbanizzazione concepite in modo unitario in relazione all’intero corpo di interventi edilizi; ciò vale senz’altro per i sub comparti E1/e, E/1f ed E1/g (oggetto della censura e degli atti ora in esame: vedi infra), come dimostra lo stesso tenore delle memorie del Comune di Teulada – ove pure si cerca (con affermazioni, peraltro, basate sulla terminologia utilizzata in sede di pianificazione comunale e senza alcun riferimento ad elementi sostanziali) di porre in dubbio l’unicità dell’intervento – laddove la difesa del Comune afferma (cfr. la memoria difensiva del Comune in data 25 maggio 2011, pag. 6) che quei sub comparti (unitamente al sub comparto E1/d) tutti “afferiscono all’area geografica di Capo Malfatano”.

Teulada, Capo Malfatano

– il complessivo andamento della procedura amministrativa, nel corso della quale sono state approvate molteplici varianti e spostamenti di volumetria da un sub comparto ad un altro (cfr. parte in narrativa), conferma la natura unitaria che la stessa Amministrazione ha riconosciuto (in relazione a profili diversi da quello ambientale) all’intero intervento; in questo senso depongono – oltre all’originaria delibera regionale di approvazione di un unico Studio di compatibilità ambientale per tutto il territorio interessato – la deliberazione del Consiglio comunale n. 37/2008, ove il Comune osservava che la stessa SITAS “con la nota n. 3625/2008, rappresenta l’unicità del progetto nel suo complesso, esteso a tutti i sub comparti C, D, E, F, G, H ed I”, nonché il tenore delle autorizzazioni paesaggistiche n. 15/2008 e n. 13/2009, nelle cui motivazioni risultano evidenziati (espressamente ed in più punti) oggettivi elementi di unitarietà, sia con riferimento alle opere di urbanizzazione (cfr. ad es., pag. 2, capoverso 5, dell’autorizzazione n. 15/2008), sia in relazione ai previsti fabbricati ad uso residenziale o alberghiero, tanto che il Comune ha più volte valutato la compatibilità paesaggistica dei proposti “spostamenti di volumetria” da un sub comparto ad un altro.

In tale contesto l’assenza di una valutazione complessiva ai fini della (sola) V.I.A. si pone in radicale contrasto con la sua ontologica finalità, che è quella di accertare gli effetti ultimi dell’intero intervento sull’ambiente, nonché di valutarne la compatibilità e/o di suggerire sistemi “di minor impatto”, senza esclusione della cd. “opzione zero”. ”

Dichiarati inammissibili o respinti nel merito gli altri motivi di ricorso, sono state quindi accolte le censure relative ai sub-comparti E1/e, E1/f, E1/g (Tuerredda)

Teulada, Tuerredda, cantiere edilizio S.I.T.A.S. visto dal mare

Queste le conclusioni del T.A.R. Sardegna:

“a) Deve ritenersi inammissibile l’impugnazione dei seguenti atti:

– deliberazione della Giunta regionale della Sardegna n. 40/40 del 12 ottobre 2000;

– provvedimento regionale n. 1754 dell’1 marzo 2001;

– art. 15, comma 3, delle N.T.A. al P.P.R.;

– deliberazione del Consiglio comunale di Teulada n. 11/13 del 23 marzo 2010;

– tutti gli atti impugnati (o parti di essi) che riguardano sub comparti diversi da E1/e, E1/f ed E1/g;

– tutti gli atti (indicati genericamente dalla ricorrente) relativi alle procedure di affidamento a terzi delle opere di urbanizzazione;

b) Deve essere nel merito respinta la domanda di annullamento dei seguenti atti:

– deliberazione del Consiglio comunale di Teulada n. 11 del 21 marzo 2001;

– convenzione di lottizzazione stipulata il 27 febbraio 2002;

– convenzione di proroga del maggio 2007;

Teulada, Tuerredda, cantiere S.I.T.A.S. s.r.l.

c) Il ricorso va, invece, accolto, con la conseguente pronuncia di annullamento, in relazione ai seguenti atti (per alcuni nella sola parte in cui si riferiscono ai sub comparti E1/e, E1/f ed E1/g,):

– determinazioni del S.I.V.E.A. regionale n. 2205 e n. 2218 del 2002;

– autorizzazione paesaggistica comunale n. 15 del 20 ottobre 2008;

– autorizzazione paesaggistica comunale n. 13 del 31 dicembre 2009;

– deliberazione del Consiglio comunale di Teulada n. 37/08 del 3 ottobre 2008;

– deliberazione del Consiglio comunale di Teulada n. 13/10 dell’1 aprile 2010”.

A quei comparti è necessario aggiungere anche il sub-comparto E1/h, Capo Spartivento-Cala Antoni Areddu, dove l’inedificabilità è stata sancita dal diniego del Corpo forestale e di vigilanza ambientale in tema di vincolo idrogeologico(regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.).

Teulada, Capo Spartivento-Cala Antoni Areddu

In buona sostanza, allo stato attuale delle cose, il progetto speculativo S.I.T.A.S. è sbaragliato.     E’, tuttavia, presumibile il ricorso in appello al Consiglio di Stato.  Intanto spengano i motori delle ruspe, please.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. Juri
    febbraio 7, 2012 alle 5:45 PM

    “Gravissimo travisamento dei fatti”, “compromette in radice”…espressioni inconsuete in una sentenza, che la dicono lunga sull’entità della porcata…
    Sentiamo che dice ora il duo, sempre molto affiatato, Sitas-Comune di Teulada

    Il Collegio osserva, in primo luogo, che l’aver effettuato la cd.
    “verifica preliminare” di compatibilità in modo parcellizzato di per sé
    configura un gravissimo travisamento dei fatti, tale da
    compromettere in radice l’accertamento degli effetti ultimi
    sull’ambiente di un intervento di enorme entità, operato in una zona
    da tempo sottoposta a vincolo paesaggistico.

  2. febbraio 7, 2012 alle 8:21 PM

    da Casteddu on line, 7 febbraio 2012
    Accolto il ricorso al Tar: meno cemento a Tuerredda: http://www.castedduonline.it/cronaca/accolto-il-ricorso-al-tar-di-italia-nostra-meno-cemento-a-tuerredda/6761

    da L’Unione Sarda on line, 7 febbraio 2012
    Il Tar dà ragione agli ambientalisti: per il resort di Tuerredda ci vuole il Via: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/252950

  3. febbraio 8, 2012 alle 2:34 PM

    da L’Unione Sarda, 8 febbraio 2012
    Teulada. Illegittimi i permessi. Resort a Tuerredda, il Tar dà ragione
    agli ambientalisti. (Francesco Pinna): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20120208090443.pdf

    da La Nuova Sardegna, 8 febbraio 2o12
    Resort a Capo Malfatano, il Tar ha deciso: nella zona niente cemento. (Mauro Lissia): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/49246_Resort_a_Capo_Malfatano_il_Tar_ha_deciso_nel.pdf

  4. G.C.
    febbraio 8, 2012 alle 5:26 PM

    SPLENDIDA NOTIZIA!

  5. frnoli
    febbraio 9, 2012 alle 3:25 PM

    ho letto il “dossier” sul caso: l’avevate denunciato a tutti da 10 anni e nessuno ha mosso un dito, che aspetta la procura della Repubblica??

  6. febbraio 9, 2012 alle 10:51 PM

    parole sante 😉

  7. febbraio 10, 2012 alle 8:17 am

    per frnoli:
    la procura della repubblica è uno stipendificio che non serve pressochè a nulla, fatte salve poche lodevoli eccezioni.
    Un esempio? gli zingari di cagliari (ss554) continuano la loro attività illecita nella loro discarica abusiva più grande della sardegna. e ciò avviene nonostante il fatto sia stato più volte denunciato alla procura. procura che dei reati ambientsali se ne frega.
    c’è da dire che anche il sindaco zedda sia al corrente dello scempio ambientale degli zingari e se ne frega anche lui.
    questa è l’italia….sic

  8. Gionataikkyo@libero.it
    settembre 7, 2012 alle 6:37 PM

    sempre avanti con questa sacrosanta lotta ! Mia piena solidarietà!!

  9. Gionataikkyo@libero.it
    settembre 7, 2012 alle 8:22 PM

    Vorrei però che voi del sito aiutaste noi a capire meglio la situazione. Proprio questa estate sono tornato tra il 1 agosto e il 16 agosto del 2012 da molto poco in vacanza a Chia. E sono andato a Tuerredda. Allora la prima cosa che ho fatto è andare a vedere cosa stesse succedendo a quel mostro di costruzione dietro Tuerredda, gli scheletri degli edifici dietro, immediatamente dietro Tuerredda sono tutti in piedi, l’area è recintata, divieto di ingresso ai non addetti, e alcuni abitanti locali , mi hanno detto che lì costruiranno. Vorrei capire allora se anche quegli edifici verranno abbattuti, o se è la zona dietro Capo Malfatano ad essersi salvata. Sarebbe una bellissima notizia sapere ce quei palazzi osceni dietro Tuerredda venissero davvero buttati giù, ma anche che successivamente l’area venga ripristinata e bonificata, onde non doversi trovare a mucchi di fondamenta a terra senza bonifica. Perchè abbattere è sacrosanto, ma bonificare pure. Ora però appunto questa sentenza ulteriore di cui parlate è di febbraio marzo, come gli articoli al riguardo del Fatto Quotidiano. Ma allora perchè ad agosto dopo la sentenza gente locale residente a Chia, mi ha detto ” ormai Tuerredda è andata cementificheranno e non li ferma nessuno!”.
    Sono preoccupato. Qualcuno è in grado di darmi una spiegazione:-)))) Ve ne sarei grato, allora il sito vostro sarebbe davvero uno strumento utile anche per chi come me ama quei posti e grazie a voi si è sentito di informarsi e documentarsi bene. Grazie Gionata

    • settembre 7, 2012 alle 8:52 PM

      buonasera Gionata, sul blog cerchiamo di offrire una panoramica documentata della vicenda della speculazione/investimento immobiliare sulle coste di Malfatano e Tuerreaa (Teulada): la situazione è tuttora fluida, la sentenza del T.A.R. Sardegna è stata impugnata in appello davanti al Consiglio di Stato, quindi non è definitiva.
      Come andrà a finire non lo sa proprio nessuno, certamente faremo di tutto per ottenere il migliore risultato possibile (e anche impossibile 😉 ) per la salvaguardia ambientale.

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