Home > giustizia, inquinamento, rifiuti, salute pubblica > Portoscuso. Traffico di rifiuti industriali a giudizio.

Portoscuso. Traffico di rifiuti industriali a giudizio.


Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Il prossimo 20 dicembre 2011 davanti al G.U.P. del Tribunale di Cagliari Giovanni Massidda si chiuderà il processo con rito abbreviato nei confronti di Maria Vittoria Asara (responsabile della gestione rifiuti dello stabilimento Portovesme s.r.l.) e Aldo Zucca (responsabile del sistema Gestione ambientale della Portovesme s.r.l.). 

Si tratta del primo troncone dell’unico procedimento n. 5890/2007 G.I.P. (e R.N.R. 2930/2007) concernente l’importantissima indagine condotta dai Carabinieri del N.O.E. di Cagliari su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo relativamente al  traffico di rifiuti altamente pericolosi prodotti dagli impianti della Portovesme s.r.l. smaltiti illecitamente in cave del Cagliaritano e, addirittura, nella realizzazione di riempimenti stradali e piazzali degli ospedali

E’ il processo con rito abbreviato davanti al G.U.P. del Tribunale di Cagliari Giovanni Massidda nei confronti di Maria Vittoria Asara e Aldo Zucca.  Avviato con l’udienza di apertura del 20 maggio scorso, il dibattimento ha visto le dichiarazioni spontanee degli imputati e le richieste del pubblico ministero Daniele Caria (3 anni di reclusione). Ulteriori udienze il  12 luglio, il 27 settembre e il 4 ottobre scorso, quando il collegio della difesa, con Gioacchino Genchi, l’ex esperto informatico giunto alla cronaca per il famoso ”archivio Genchi” con migliaia di intercettazioni telefoniche, ha argomentato per quasi due ore sostenendo l’illegittimità di fondamentali intercettazioni telefoniche, ma il G.U.P. ha respinto l’eccezione.  All’udienza dello scorso 15 novembreè stato previsto il rinvio al 20 dicembre 2011 a causa dello sciopero degli avvocati.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

In data da destinarsi compariranno, poi, nel secondo troncone del procedimento penale davanti al Tribunale di Cagliari, Sez. II, in composizione monocratica gli altri indagati (Massimo Pistoia, amministratore unico della Tecnoscavi;  Lamberto Barca, gestore della società Gap service s.r.l.; i dipendenti della Tecnoscavi Stefano Puggioni, Giampaolo Puggioni, Larbi El Oualladi; Danilo Baldini, socio e coordinatore dell’area chimico-analitica del laboratorio di analisi Tecnochem s.r.l.).  L’inizio del dibattimento era previsto per il 15 novembre 2011, ma è stato subito rinviato a causa dell’astensione di un giudice.

Erano tutti stati rinviati a giudizio lo scorso 8 febbraio 2011 dal G.U.P. del Tribunale penale di Cagliari Giovanni Massidda, il quale ha riconosciuto la costituzione quale parte civile delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (avv. ti Lia Pacifico e Annalisa Zedde) insieme ad amministrazioni pubbliche (Comuni di Portoscuso, di Serramanna, di Settimo S. Pietro, A.S.L. n. 8 di Cagliari).  L’udienza, dopo l’apertura dello scorso 10 dicembre 2010 e dopo alcuni rinvii, è proseguita con l’esame delle singole posizioni degli indagati, al termine del quale ne è stato disposto il giudizio.

Il Comitato popolare Carlofortini preoccupati ha promosso in occasione delle varie udienze sit in all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Cagliari con le richieste di giustizia, monitoraggi ambientali e sanitari, salute pubblica.  Analogamente farà i prossimi 10 e 15 novembre 2011, con inizio alle ore 9.30.

Si ricorda che la Portovesme s.r.l. (gruppo Glencore) è stata ancora recentemente coinvolta nell’arrivo di fumi di acciaieria radioattivi in Sardegna.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra sono, naturalmente, dalla parte della giustizia, della salvaguardia ambientale, della tutela della salute pubblica e assegnano grande importanza alle conclusioni di questi procedimenti penali, i primi in Sardegna relativi a traffici illeciti di rifiuti di origine industriale di tali proporzioni.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

MARTEDì 20 DICEMBRE è prevista la SENTENZA per la PORTOVESME srl, sit-in a partire dalle 9.30 a Cagliari.

Presso il Palazzo di Giustizia di Cagliari, il 20 dicembre è prevista la sentenza, contro il responsabile del sistema Gestione ambientale della Portovesme srl, Aldo Zucca, 58 anni, di Gonnosfanadiga, e alla responsabile della gestione rifiuti dello stesso stabilimento, Maria Vittoria Asara, 39 anni, di Sestu.I due responsabili della Portovesme S.r.l. sono accusati di aver sotterrato abusivamente diecimila metri cubi di scarti industriali (15.000 tonellate di rifiuti) tossico nocivi nelle zone di Settimo San Pietro, Serramanna e nei sottofondi stradali dell’ ospedale Businco di Cagliari. La Portovesme srl avrebbe in questo modo risparmiato dai 600.000 ai tre milioni e 600.000 euro. Dietro la società Portovesme S.r.l., che recupera fumi d’acciaieria, si cela la multinazionale svizzera “Glencore”, tristemente nota per l’inquinamento che causa in buona parte del pianeta.

Noi non abbiamo bisogno della prova provata, non ci serve la conferma o l’ammissione di colpa perchè la verità la vediamo, la viviamo ogni giorno sulla nostra pelle e la leggiamo nelle statistiche che parlano di morti e malattie.

Cagliari, Palazzo di Giustizia, sit in

Il popolo sardo non può e non deve rimanere impassibile di fronte a questo scempio ambientale.

Contro le fabbriche dei veleni, per chiedere l’avvio di bonifiche, per la riconversione verso attività eco-sostenibili con reinserimento di tutti i lavoratori, DIAMOCI TUTTI appuntamento al Palazzo di Giustizia MARTEDI 20 dicembre 2011 dalle 9:30

 

 

 

(foto T.C., S.D., archivio GrIG)

  1. dicembre 19, 2011 alle 7:44 am

    Sono tutte cose di facciata. Carcere irrisorio che poi non si sconta val bene qualche truffa miliardaria! E’ nel conto, chi fa illeciti conosce bene la giustizia italiana! Di facciata anche perché tutti si mostrano preoccupati per l’inquinamento e poi si rinnovano finanziamenti miliardari affinché l’inquinamento continui. Insomma, siamo in Italia. Invece del carcere duro per delitti contro l’umanità, per danni contro l’ambiente ecc ecc, solo qualche lieve pena e un incentivo a continuare. Chiediamoci chi sono coloro che ci amministrano e che cosa ci guadagnano quando firmano permessi che uccidono ‘ambiente e le persone!!!!!

  2. capitonegatto
    dicembre 19, 2011 alle 10:27 am

    Sono d’accordo con il commento di Paola, occorre comminare pene severe a chi inquina in modo cosi’ spregiudicato. Occorre pero’ a monte rivedere le leggi e i controlli che devono prevenire quanto accade.

  3. romano
    dicembre 19, 2011 alle 5:55 PM

    dall’impunità ad una condanna c’è una bella differenza. Se poi venisse provata la corruttibilità dei tecnici dell’ Arpas questo dovrebbe portare l’interesse pubblico a imporre maggior controllo….
    Questa é Gomorra del Sulcis e la cosa peggiore è nascondere, minimizzare…finché la “camorosità” permeerà la società ,intendo sia la popolazione sia i sindacati e i partiti politici continueranno a fare quello che hanno sempre fatto

  4. gennaio 12, 2013 alle 10:08 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: