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Aperto il processo di appello della Corte dei conti sul “ripascimento” del Poetto.


Cagliari, spiaggia del Poetto con il "ripascimento"

Si è aperto, lo scorso 11 novembre 2011, il processo d’appello davanti alla Corte dei conti di Roma per la vicenda dello scandaloso “ripascimento” del Poetto (Cagliari).      Mentre per il biologo Luigi Aschieri – non appellante – la condanna in solido al risarcimento dei danni all’Erario di 4,8 milioni di euro è diventata esecutiva, quattordici fra “esperti”, consulenti, amministratori funzionari pubblici hanno ricorso in appello avverso la pesante sentenza di condanna da parte della Sezione giurisdizionale sarda della Corte dei conti (sent. 21 luglio 2009, n. 1003) al termine del procedimento per danno erariale relativo all’operazione di “ripascimento” della spiaggia.   Infatti, respinte tutte le eccezioni sollevate dalla difesa, con sentenza Sez. Giurisdizionale Corte dei conti Sardegna, 18 settembre 2008, n. 1830 era stato confermato che (art. 313, comma 6°, del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni) anche il danno ambientale è competenza della Corte dei conti quando sia stato provocato da soggetti sottoposti alla competenza della Corte dei conti (amministratori, funzionari pubblici, ecc.).

Come si ricorderà, la Corte di Cassazione nel luglio 2011 aveva confermato quanto già stabilito dalla Corte d’Appello di Cagliari: assolti i ricorrenti per l’intervento salvifico della santa prescrizione, come era fra le previsioni.   Sarà però il giudice civile a decidere sul risarcimento del danno e sul pagamento delle spese legali delle parti civili costituite, fra cui le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, che avevano inoltrato i primi esposti in sede penale ed erariale (marzo e luglio 2002), contribuendo all’avvio delle azioni penali ed erariali.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono forte fiducia nell’operato della magistratura erariale e riconoscimento per il grande lavoro fatto dalla magistratura penale, pur essendo stato solo parzialmente utile, in attesa che un (bel) po’ di giustizia sia fatta per il Poetto e per i cagliaritani.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

Cagliari, Poetto, ripascimento

 

P.S.  secondo un filone interpretativo non scevro di interessi diretti, il Poetto avrebbe subito solo un “danno estetico”.    Perchè allora non portare alle estreme conseguenze il ragionamento è non dire una volta per tutte che si tratta di una semplice illusione ottica?  Inoltre, bisogna ricordare che non esiste nel nostro ordinamento un automatismo assoluto per l’efficacia della sentenza penale nei confronti di altri giudizi, come quello per responsabilità erariale. Anzi.

 

Qui Il conto salato di una spiaggia devastata dal “ripascimento”, al Poetto di Cagliari (danno erariale e danno all’immagine), sulla rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente.

Cagliari, spiaggia del Poetto con il "ripascimento"

 

da L’Unione Sarda, 12 novembre 2011

Corte dei conti. Verdetto definitivo per Luigi Aschieri che non ha impugnato la prima sentenza. Ripascimento, processo a Roma. Al via l’appello dopo la condanna a risarcire quasi cinque milioni di euro.

Solo il biologo Luigi Aschieri non ha presentato ricorso in appello. Dunque solo per lui è diventata definitiva la sentenza di condanna al pagamento di quattro milioni e 800.000 euro di risarcimento danni all’erario dopo il rinascimento del Poetto. Gli altri 14 condannati in primo grado hanno presentato ricorso contro il verdetto emesso dalla Corte dei conti il 21 luglio 2009. Ieri mattina a Roma è cominciato il processo d’appello davanti alla sezione centrale dei giudici contabili. Dopo la relazione introduttiva del consigliere relatore il presidente ha disposto la riunificazione di tutti i procedimenti (ce n’è uno per ogni condannato che ha presentato appello) e ha rinviato il processo al 3 febbraio del prossimo anno. Il dibattimento di primo grado, il 21 luglio 2009, si era concluso con quindici condanne in solido. Per i danni causati alla spiaggia dei centomila i giudici contabili cagliaritani avevano chiesto un risarcimento di quasi cinque milioni di euro all’ex presidente della Provincia Sandro Balletto, all’ex assessore provinciale ai Lavori pubblici Renzo Zirone, ai responsabili del procedimento Sandro Cabras e Lorenzo Mulas, agli ingegneri Andrea Gardu e Salvatore Pistis, all’assistente alla direzione dei lavori Antonello Gellon, al biologo Luigi Aschieri, al supervisore scientifico Andrea Atzeni, al direttore operativo Paolo Orrù, al geomorfologo Giovanni Serra, a Gian Paolo Ritossa e Mario Concas della commissione di collaudo, ai consulenti Paolo Colantoni e Leopoldo Franco.    Balletto e Zirone, secondo i giudici della Corte dei conti, sapevano che i lavori al Poetto erano irregolari, erano consapevoli che la draga aveva preso la sabbia da un fondale diverso da quello indicato dal ministero dell’Ambiente, avevano la percezione che sarebbe stato un disastro ambientale. Eppure non avevano convocato i funzionari affinchè interrompessero i lavori. Così avevano inutilmente speso i soldi pubblici. E ora non possono trincerarsi dietro il fatto che si erano fidati dei tecnici proprio perché “avevano consapevolezza del fatto che i lavori erano stati eseguiti in modo difforme dal contratto e che si sarebbero risolti nella deturpazione della spiaggia ma non hanno esercitato i loro poteri per evitare tale esito”. I lavori erano iniziati l’8 marzo 2002 e si erano conclusi tre mesi dopo.

Cagliari, Poetto e Marina Piccola dalla Sella del Diavolo

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Anna J.
    novembre 16, 2011 alle 2:01 am

    Mi chiedo dove stia il danno erariale:
    1- se l’obiettivo di protezione civile è stato soddisfatto (visto che le mareggiate degli ultimi anni sommergono tutto il poetto ma non quel tratto)?
    2- se le concessioni dell’area sottoposta all’intervento sono fra le più affollate se non addirittura le più frequentate, da Maggio in particolare?
    3- l’Agenzia delle Entrate e i Servizi demanio della Regione continuano ad incassare le loro quote e così pure, evidentemente, i concessionari?

    • Occhio nudo
      novembre 16, 2011 alle 9:07 am

      Per avere una risposta, è molto utile avere chiara l’idea di danno erariale e studiare la precedente sentenza della Corte dei Conti. Il problema del danno non è legato all’attuale frequentazione della spiaggia ma alla “ingiustificata diminuzione patrimoniale subita dalla Provincia a fronte di lavori eseguiti in difformità dal contratto”, alle spese affrontate per consulenti, collaboratori, esecuzione dei lavori. Amministratori e funzionari pubblici non possono permettersi di sprecare soldi pubblici (soldi nostri) a proprio piacimento, con l’idea che “tanto la gente al Poetto ci va lo stesso”, o che “le mareggiate sono finite”, a quel punto, allora, paradossalmente, avrebbero pure potuto costruire un muro di cemento armato per raggiungere l’obiettivo.

  2. riccardo serreli
    novembre 16, 2011 alle 12:34 PM

    anna j. il poetto prima dello scempio causato da un ripascimento disastroso era una spiaggia meravigliosa, di sabbia bianca e sottile come farina, unica nel mediterraneo come spiaggia di città….i cagliaritani ci vanno comunque rimpiangendo il passato!!!!!! dove dovrebbero andare tutti a chia o villasimius?

  3. novembre 16, 2011 alle 2:38 PM

    non bastano i danni fatti?! Prima i responsabili paghino tutto quanto, fino all’ultimo centesimo.

    Radio Press Facebook, 16 novembre 2011
    Poetto, Cappellacci apre a un nuovo ripascimento: “La politica riprenda in mano con coraggio una questione cruciale”: http://it-it.facebook.com/notes/radio-press/poetto-cappellacci-apre-a-un-nuovo-ripascimento-la-politica-riprenda-in-mano-con/10150394515088670

  4. dicembre 24, 2011 alle 10:55 am

    l’ex Presidente della Provincia di Cagliari Sandro Balletto “dimentica” di esser stato condannato dalla Corte dei conti.

    da L’Unione Sarda on line, 24 dicembre 2011
    Poetto, Balletto va all’attacco: “La giustizia mi paghi i danni”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/247544

    • Gianni
      dicembre 27, 2011 alle 5:17 PM

      non mi interessa piu’ di tanto l’iniziativa di Balletto se ha ragione o torto su quello che rivendica lo saprà lui e i suoi legali. Mi sorprendte l’atteggiamento del moderatore (Deliperi presumo) che ricorda Balletto che è stato condannato dalla Corte dei Conti eppure in precedenza lo stesso Deliperi parla dell’appello alla condanna della Corte dei Conti contro la sentenza emessa. Domando a Deliperi ma un uomo in Italia si può affermare che è stato condannato solo quando la sentenza passa in giudicato o no. pertanto fino a prova contraria cioè se sarà condannato, è innocente ! La meraviglia non finisce qui, nelle righe sopra lo stesso Deliperi in merito alla sentenza penale di assoluzione di Balletto afferma che un conto è il penale un’altro è la Corte dei conti e tra i due tribunali non vi è alcun automatismo.
      Ripeto non difendo Balletto e giudico il ripascimento un progetto sbagliato, UN PROGETTO SBAGLIATO all’origine quando la Provincia per non perdere i soldi aveva predisposto il progetto con sabbie di cava che non esistono se no a Florinas e con una tonalità GRIGIA. Certo si poteva correggere in corso d’opera con delle varianti, ma non è stato fatto. Il progetto è sbagliato ma non la finalità da raggiungere ossia la protezione civile a causa di una spiaggia che quasi non esisteva più. Questo non significa che in nome della protezione della pubblica incolumità si poteva fare uno scempio, ma rivolgete lo sguardo verso la sella del Diavolo e ammirate il grandioso muraglione fatto dopo la frana che aveva provocato un morto. Si poteva fare di meglio e voi Deliperi e altro dove eravate ? Forse a vs. discolpa non esisteva ancora la vs. associazione, ma perchè non avete mai protestato ? Grazie dell’attenzione e spero di non aver scritto grandi caz….. sono comunque mie opinioni da rispettare.

      • dicembre 27, 2011 alle 6:16 PM

        andiamo per ordine, Gianni:

        1) l’ex Presidente della Provincia di Cagliari Sandro Balletto è stato condannato in primo grado dalla Corte dei conti e ha presentato appello. Non è condannato in via definitiva, ma in primo grado ed è quello che c’è scritto in questo blog. Se sarà assolto in sede di appello ne daremo notizia ugualmente, con lo stesso rilievo.
        Da dove deriva la “meraviglia” è difficile dirlo;

        2) non c’è alcun automatismo fra giudizio penale e giudizio erariale, confermo;

        3) la finalità del progetto non era di mera protezione civile, come ampiamente riconosciuto dalle sentenze penali e da quella erariale;

        4) le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno effettuato azioni legali sul ripascimento” del Poetto fin da subito (primavera 2002) e si sono costituite parte civile nel relativo processo penale. Che altro si doveva fare? Non era possibile certo bloccare direttamente i lavori;

        5) le opere a mare a protezione del costone della Sella del Diavolo sono opere a difesa della pubblica incolumità, finalità ben diversa da quel ripascimento che è stato fatto sulla spiaggia del Poetto. In quegli anni (a cavallo fra anni ’80 e ’90 del secolo scorso), poi, GrIG non esisteva proprio.

        Stefano Deliperi

  5. Gianni
    dicembre 27, 2011 alle 6:27 PM

    non mi rierivo al Poetto ma al muraglione della Sella del Diavolo, forse non hai letto bene. Che schifo. Circa la condanna in primo grado della corte dei conti, ripeto una persona non è mai condannata per aver commesso un reato se la sentenza non va in giudicato, Circa la pubblicità che darete se verra assolto anche in sede Corte dei Conti il Balletto mi interessa poco, quello che meraviglia è considerre condannato una persona che ha ancora un grado di giudizio. Scusate se mi sono soffernmato su Balletto che non è che mi interessi più di tanto. Secondo voi potrà avere un risarcimento danni nel penale se promuove la richiesta non certo al presidente della reppublica che è una solenne baggianata ? Circa la protezione civile dell’intervento sul poetto resto basito della risposta se si considera che i fondi economici derivano proprio dal Ministero dell’ambiente Protezione Civile. Piuttosto siete favorevoli al ripascimento con sabbie della Tunisia ? Grazie.

  6. Gianni
    dicembre 27, 2011 alle 6:35 PM

    chiedo umilmente scusa per gli errori di battitura. Colgo l’occasione ; se si fa un intervento di protezione civile tutto è permesso anche distruggere il paeseggio ? NON CI STO !!! Anche il Poetto era un intervento di protezone civile il penale lo ha confermato e pure la CC, ha solo evidenziato che si poteva fare tenendo in giusta considerazione la’mbiente pur prevalente l’azione di salvaguardia della pubblica incolumità. Grazie delle tempestive risposte.

  7. dicembre 27, 2011 alle 8:51 PM

    Gianni, con tutto il rispetto, credo che confonda i concetti di “condanna” e di “colpevolezza”: certamente “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” (art. 27, comma 2°, cost.), ma – ovviamente – può subire una “condanna”.
    Qui c’è scritto che l’ex Presidente della Provincia di Cagliari Sandro Balletto ha subìto una “condanna” in primo grado da parte della Corte dei conti, non che è “colpevole”.
    Se vuoi, leggiti la sentenza. C’è il link in questo blog (vds. http://www.lexambiente.com/ambiente-in-genere/188/5796-Ambiente%20in%20genere.%20Lavori%20di%20ripascimento%20e%20danno%20erariale.html).
    Troverai scritto anche come l’intervento di “ripascimento” non potesse esser considerato un mero intervento di protezione civile (così come riportato anche nelle sentenze penali).
    Non è certo la provenienza dei fondi che qualifica la natura dell’intervento.
    Poi, se a te non piace, puoi anche dire che la “Casa Bianca” è “nera”, ma la realtà non cambia 😉
    Qualsiasi intervento – anche di protezione civile – deve avere le autorizzazioni ambientali secondo le procedure di legge, a meno che non si tratti di interventi di emergenza non rinviabili, la cui tipologia è prevista dalla legge (es. legge n. 225/1992 e s.m.i.).
    Un nuovo “ripascimento” al Poetto? Dovrebbe esser predisposto un progetto, con fasi graduali, tenendo conto degli “errori” del passato, da assoggettare a procedimento di valutazione di impatto ambientale. E in quella sede si vedrà.

    Stefano Deliperi

    • Gianni
      dicembre 28, 2011 alle 4:54 PM

      il progetto di ripascimento se non ricordo male ha richiesto solo l’incidenza ambientale non la VIA e l’allora CTR dei LLPP non lo ha mai approvato, stiamo parlando del periodo dell’assessore Guadagnini. I fondi così come tutte le approvazioni per il Poetto sono arrivate dal Ministero dell’Interno dipartimento protezione civile con un apposito decreto che imponeva la condizione di protezione civile prioritaria in funzione della salvaguardia della pubblica incolumità. Circa il risultato finale raffrontandolo a quanto previsto in progetto e la stessa durata della spiaggia prevista in almeno 9 anni è stato rispettato. Un’altra cosa è dire che non esiste la conformità al progetto un’altra cosa dire che il risultato non è in linea alle spettattative progettuali del resto i collaudatori hanno dichiarato l’opera collaudabile. Circa le sentenze e i giudici, mi spiace ma sono dalla parte di Balletto perchè un giudice nella sua sentenza( o più giudici) non hanno tenuto conto della rittratazione in dibattimento del CTU Lombardi, sapevano di più dei migliori esperti internazionali vedi i CTP che hanno affermato del grossolano errore dei Giudici e attenzione questi CTP non sono Bau Bau micio micio ma sono componenti del Consiglio superiore dei LL.PP. Che i Giudice affermino che la spiaggia del Poetto sia un ambiente immutabile nel tempo e variabile solo in ere geologiche è una castroneria grande come il Poetto e offende l’intelligenza della gente se così fosse le spiaggie non sarebbero mai in arretramento. Questa teoria serviva al giudice per giustificare la correttezza dell’incidente probatorio avvenuto con il prelievo dei campioni da parte dei CTU che come si sa deve avvenire anche alle presenza di tutte le parti. Ma poi che paura aveva il Giudice a stabilire in tempi brevi una perizia superpartes anche invocata da tutti i CTP ? Aveva paura di scoprire che il progetto all’origine non era idoneo ?
      Ma lasciamo perdere il passato e chiedo scusa di essermi dilungato ma pensiamo al futuro ho chiesto a te Stefano Deliperi sei daccordo che vengano utilizzate le sabbie della Tunisia per un nuovo ripascimento, lascia perdere la VIA, Tu sei favorevole senza giri di parole all’uso della sabbia dalla Tunisia ? Attendo una risposta : si o no. Grazie e chiedo scusa per essere prolisso. Grazie dell’ospitalità che mi permette di dire la mia come cittadino che ha seguito le vicende del Poetto sulla cronaca locale ma che pensa con la propria testa non con quella di giornalisti compiacenti o giudici forse non all’altezza del caso.

      • dicembre 28, 2011 alle 5:27 PM

        vabbè Gianni, sono tue opinioni e te le lascio così come sono. 😉
        Non sono un tuttologo e sono molto felice di non esserlo e non faccio atti di fede ideologici: non lo so se si possa fare un nuovo “ripascimento” – questa volta positivo – con sabbie provenienti dalla Tunisia (da dove? Dal deserto? Dai fondali marini? Boh).
        Come già detto, Dovrebbe esser predisposto un progetto, con fasi graduali, tenendo conto degli “errori” del passato, da assoggettare a procedimento di valutazione di impatto ambientale. E in quella sede si vedrà.

        Stefano Deliperi

  8. dicembre 28, 2011 alle 2:49 PM

    da La Nuova Sardegna, 28 dicembre 2011
    Balletto chiede il risarcimento. Per la condanna subìta in primo grado dopo il disastro del Poetto. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Assolto in secondo grado dall’accusa di aver devastato la spiaggia del Poetto, l’ex presidente della Provincia Sandro Balletto intende rivolgersi al tribunale per ottenere un risarcimento. Secondo quanto ha scritto in una lettera inviata alla presidenza del Consiglio dei ministri, già nel fascicolo processuale del primo grado – il gup Giorgio Cannas lo condannò a dieci mesi di reclusione per danneggiamento, cancellati in appello – esistevano gli elementi per affermare la sua non colpevolezza. Se il danneggiamento c’era, come le sentenze hanno affermato malgrado la prescrizione, la colpa non era di Balletto ma di chi ha programmato, eseguito e monitorato i lavori della draga Antigoon. Lavori disastrosi, che hanno trasformato l’arenile dei cagliaritani in un lido grigio. Se i colpevoli sono usciti dal processo penale grazie alla prescrizione, resta in piedi il giudizio della Corte dei Conti che ha già condotto al sequestro di beni e patrimoni. Ma Balletto ora pretende che l’«errore» commesso dal giudice di primo grado venga risarcito, altrimenti dovrà essere un tribunale a decidere. La sua è un’interpretazione personale delle norme, perchè proprio la previsione dei tre grado di giudizio istituzionalizza la possibilità che nell’esame degli elementi d’accusa e di difesa il magistrato possa sbagliare. Per ora la missiva di Balletto è finita come informativa nelle mani dell’avvocatura dello stato, tramite il ministero della giustizia. Ora si tratta di capire come verrà trattata o se sia soltanto un momento di passaggio da qui alla Corte di Strasburgo, cui l’ex presidente potrebbe decidere di rivolgersi.

    • Gianni
      dicembre 28, 2011 alle 5:26 PM

      la richiesta di Balletto al Ministro della Giustizia è una cavolata, in questi casi e l’Unione europea che sanziona uno Stato membro a meno che Balletto non debbe per legge chiedere allo Stato il risarcimento e se non lo ottiene poi provvedere con l’Unione Europea, ma credo che appare ovvio che lo Stato italiano non riconoscerà mai un proprio errorre perchè nel caso riparerebbe senza intervento della UE. o no ? Booh. Ma l’avvocato di Balletto cosnoscerà le leggi o no ? Chissa! saluti

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