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Terrata 2, lottizzazione abusiva al patrimonio comunale di Golfo Aranci. Finalmente.


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Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, dopo aver chiesto in diverse occasioni l’esecuzione della sentenza definitiva passata in giudicato, esprimono soddisfazione per i seppure lenti passi amministrativi effettuati dal Comune di Golfo Aranci (OT) per prendere effettivo possesso del complesso edilizio Terrata 2, realizzato dalla R.I.T.A. Sarda s.r.l., circa una novantina di unità immobiliari abusive oggetto di condanna definitiva per lottizzazione abusiva per modifica della destinazione d’uso passata in giudicato con sentenza Corte di Cassazione, sez. III, 15 febbraio 2007, n. 6396 .

Dal passaggio in giudicato della sentenza definitiva la titolarità delle strutture abusive e della relativa area è passata, infatti, al Comune, per effetto della confisca penale stabilita dalla legge (già art. 19 della legge n. 47/1985, oggi art. 44, comma 2°, del D.P.R. n. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni). 

Tali strutture possono essere demolite ovvero – se non in contrasto con interessi di natura ambientale/territoriale – destinate a finalità pubbliche, ad esempio abitazioni per persone meno abbienti.      Il complesso edilizio venne autorizzato con uno dei 235 nullaosta per complessi turistico-ricettivi “in deroga” ai vincoli propedeutici ai piani territoriali paesistici (art. 13, comma 1°, lettera c, della legge regionale n. 45/1989) con deliberazione Giunta regionale del 27 marzo 1991 e successiva convenzione di lottizzazione del 13 agosto 1992.    In realtà, poi, le unità immobiliari dell’unico complesso ricettivo (quasi 35 mila metri cubi) vennero vendute singolarmente concretizzando il reato di lottizzazione abusiva.  

Il 20 novembre 1997 il complesso venne posto sotto sequestro preventivo, il 31 marzo 2003 il Tribunale di Tempio Pausania – Sez. distaccata di Olbia condannava (sentenza n. 210/2003) i responsabili degli abusi edilizi, condanna confermata (con parziale riforma) dalla Corte d’Appello di Cagliari – Sez. distaccata di Sassari l’11 ottobre 2004, con sentenza n. 369/2004.

Gli acquirenti dalla Ditta lottizzante da anni cercano di difendere il loro operato (http://www.terrata.it/index.html), assumendo d’aver acquistato in buona fede.  In sede di esecuzione, tuttavia, il Tribunale di Tempio Pausania – Sez. distaccata di Olbia, con ordinanza 17 giugno 2010 e con ordinanza 20 aprile 2011, ha respinto le istanze di revoca della confisca, non ritenendo sussistente il fondamentale requisito della buona fede, in quanto consapevoli della peculiare natura giuridica degli immobili acquistati.  L’unica strada percorribile sarebbe quella del risarcimento dei danni nei confronti di chi (Regione, Comune) avesse rilasciato autorizzazioni in contrasto di legge.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Cisto

da La Nuova Sardegna, 2 ottobre 2011

Ordinanza di sgombero: le villette di Terrata 2 passano al Comune. Ma i condòmini non mollano, la battaglia legale va avanti. Tiziana Simula

GOLFO ARANCI. La battaglia legale dei condòmini di Terrata 2 per salvare dalla confisca le proprie abitazioni non è ancora finita, ma una cosa è certa: entro un mese le loro case dovranno essere liberate per passare nelle mani del Comune, diventato proprietario del complesso edilizio per effetto della confisca penale stabilita dalla Corte di Cassazione nel 2006.     Il reato: lottizzazione abusiva. Dal municipio di via Libertà sono partite 74 ordinanze di sgombero per altrettante villette, in gran parte seconde case. Un epilogo drammatico per i proprietari che da anni lottano per non perdere le proprie abitazioni, cercando di dimostrare nei vari gradi di giudizio di averle acquistate in buona fede. Finora inutilmente, però: nel giugno scorso, il tribunale di Olbia ha rigettato l’istanza di revoca della confisca da loro presentata. Alla luce di questo pronunciamento e delle precedenti sentenze, a cominciare da quella della Cassazione, il Comune ha dato il via all’emissione delle ordinanze di sgombero. Ma il braccio di ferro tra i condòmini e il Comune è destinato a inasprirsi: da una parte c’è l’amministrazione comunale obbligata a ottemperare alla sentenza (la confisca è stata trascritta alla Conservatoria di Tempio a favore del Comune di Golfo Aranci già dal 2009), dall’altra ci sono i proprietari decisi ad andare fino in fondo: impugneremo al Tar il provvedimento di sgombero, dicono. Non solo. Hanno già presentato ricorso in Cassazione per ottenere l’annullamento dell’ordinanza del tribunale di Olbia con cui si rigettava la richiesta di revoca della confisca e presentato una richiesta per un maxi risarcimento dei danni subiti a Comune e Regione, ritenuti in parte responsabili della vicenda giudiziaria che li vede coinvolti: 11 milioni e 800mila euro, nel caso in cui la confisca diventi definitiva.  In pratica, ritengono che gli atti amministrativi emessi dai due enti – concessioni edilizie rilasciate dal Comune nel 1992, nonché il preventino nullaosta rilasciato dalla Regione, e anche la comunicazione scritta firmata dall’allora sindaco nel 1995 con cui si autorizzava la vendita frazionata a terzi delle unità immobiliari del complesso -, avrebbero contribuito ad avvalorare la legittimità dell’acquisto degli immobili.

Gallura, costa

Una storia complessa, quella di Terrata 2, i cui lavori presero il via nel 1993 ad opera della Rita Sarda srl, un complesso edilizio autorizzato come residenza turistico alberghiera i cui locali furono poi, invece, venduti come singoli appartamenti, finito sotto sequestro preventivo nel 1997 e confiscato nel 2006 per lottizzazione abusiva, essendo le concessioni emesse in contrasto con la legge regionale 1992 che impediva di costruire nella fascia dei 500 metri dal mare. Un’odissea che potrebbe concludersi nel peggiore dei modi per gli acquirenti, proprietari di seconde case ma anche residenti che perderebbero la propria abitazione. «Gli uffici stanno ottemperando alla sentenza – spiega il sindaco Giuseppe Fasolino -. Non è sicuramente una situazione positiva e ci dispiace per chi ha acquistato in buona fede, ma noi non possiamo entrare nel merito delle decisioni, possiamo solo applicare la legge. Questa situazione l’abbiamo ereditata, e se qualcuno ha sbagliato non siamo stati noi, non possiamo assumerci la responsabilità di eventuali errori commessi da altri».  L’ordinanza di immediato sgombero non fa abbassare la testa ai condòmini. «Faremo ricorso al Tar contro il provvedimento, perché il Comune non ha aspettato il pronunciamento della Cassazione sulla revoca della confisca», dice l’avvocato Benedetto Ballero, che segue la vicenda. Insomma, si spera ancora di salvare le case. Se ciò non avvenisse, lo scenario è ancora incerto: entreranno in azione le ruspe o sarà possibile utilizzare le case per scopi sociali? Dice il sindaco: «Stiamo facendo gli accertamenti necessari per individuare la soluzione migliore».

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. ottobre 12, 2011 alle 11:39 am

    Buongiorno agli Amici della Terra e al GrIG,
    la Sentenza della Suprema Corte di Cassazione: confisca per lottizzazione abusiva.
    Motivazione:
    1. legge. 22/6/92: la Regione Sardegna promulga la legge 11/92 che abroga la possibilità di derogare al divieto di edificazione di RTA nei 500 metri dal mare.
    2. 17/7/92: nonostante quanto sopra la Regione Sardegna rilascia nulla osta alla lottizzazione.
    3. 31/8/92: il Comune di Golfo Aranci rilascia la licenza edilizia.
    La Cassazione aggiunge inoltre che la RTA può essere venduta e frazionata fra più soggetti, purché resti la destinazione d’uso. La sentenza aggiunge altresì, solo per completezza, che non è stata rispettata la destinazione d’uso. Da notare che già nel 1998 erano stati stipulati regolari contratti di locazione con la Rita Sarda (tranne 25 appartamenti su 88) e già nel 1996 e 97 la Rita Sarda aveva affittato 56 appartamenti al Tour Operator Orizzonti; tenuto conto che il villaggio era in fase di costruzione (previsti circa 280 appartamenti) ed in fase di lancio commerciale, 56 appartamenti non sembrano pochi.
    Il Giudice del Tribunale di Tempio ha rigettato l’istanza di revoca della confisca ritenendo comunque gli istanti in buona fede per quanto riguarda la lottizzazione abusiva derivante dalla legge 11/92, ma non per quanto riguarda il cambio di destinazione d’uso.
    La sentenza di lottizzazione abusiva riguarda unicamente le modifiche imposte dalla legge 11/92.
    Di conseguenza il giudice non avrebbe dovuto rigettare l’istanza in base al cambio di destinazione d’uso, in quanto se tale legge non fosse mai stata promulgata, avremmo potuto certamente “sanare” il presunto abuso con la costituzione di una RTA, visto che quella prevista era irrealizzabile dopo i sequestri e i processi, come peraltro più volte richiesto agli organi competenti.
    Quindi il problema principale è che quelle case furono autorizzate da comune e regione con atti illegittimi, assieme ad altre lottizzazioni in Sardegna, peraltro mai infastidite.
    Distinti saluti, Silvio Rinaldi.

  2. ottobre 12, 2011 alle 3:22 PM

    Agli amici della Terra vorrei chiedere come mai per i regolari acquirenti che hanno fatto i rogiti, pagato ICI, la tassa sui rifiuti, e le case sono pure accatastate in A1 , le case risultano abusive, mentre per il Comune possono essere usate e destinate ai meno abbien ti? O sono abusive per tutti o mi sembra ci siano due pesi e due misure
    Distinti Saluti, Rossella Magri

  3. Sergio Besana
    ottobre 12, 2011 alle 3:54 PM

    Quante volte dobbiamo ripetere che la lottizzazione abusiva NON è stata causata dal cambio di destinazione d’uso, bensì dalla legge 11/92 emessa dalla Regione Sardegna il 22/6/92 , che vietava le costruzioni nei 500/m dal mare.? Noi abbiamo tentato più volte di ripristinare la RTA con lettere al Comune e alla Procura della Repubblica e siamo tuttora pronti a costituire la RTA, ma il problema è sempre stata la 11/92.
    I Giudici di merito hanno assolto i costruttori/venditori PER NON AVER COMMESSO IL FATTO, dal reato di truffa nei confronti del Comune di Golfoaranci per aver venduto le case singolarmente; non si capisce pertanto perchè se i costruttori potevano vendere, gli acquirenti non potevano acquistare; non riusciamo pertanto a capire perchè il Giudice ci ha giudicato in malafede. Anche il sindaco Fasolino ha dichiarato ai giornali che gli dispiace per coloro che hanno acquistato in buonafede, in quanto sia questa amministrazione, sia quella precedente ci conosce bene da parecchi anni e sa che tipo di persone siamo.

  4. ottobre 12, 2011 alle 5:37 PM

    per i sigg.ri Besana, Magri, Rinaldi:

    * la sentenza definitiva e passata in giudicato della Corte di Cassazione ha la seguente massima: “In materia edilizia, configura il reato di lottizzazione abusiva la modifica di destinazione d’uso di una RTA, residenza turistico alberghiera, realizzata attraverso la vendita di singole unità a privati allorchè non sussista una organizzazione imprenditoriale preposta alla gestione dei servizi comuni ed alla concessione in locazione dei singoli appartamenti compravenduti secondo le regole comuni del contratto d’albergo, atteso che in tale ipotesi le singole unità perdono la originaria destinazione d’uso alberghiera per assumere quella residenziale, in contrasto con lo strumento urbanistico costituito dal piano di lottizzazione.”
    Piaccia o no, è stata determinata dalla modifica della destinazione d’uso (singole unità immobiliari) rispetto a quanto autorizzato (R.T.A.);

    * nessuno mette in dubbio la “buona fede” di tanti di voi acquirenti (eppure c’è chi fra voi afferma “le case sono accatastate A1”, quindi non certo come R.T.A.!!!), ma – secondo i numerosi giudici che si sono occupati della vicenda processuale – non si è sostanziata in atti precisi. C’è da chiedersi come mai non abbiate svolto azioni legali risarcitorie dal momento della “scoperta” del “vizio” dell’immobile acquistato;

    * il Comune, con l’acquisizione, può destinare le strutture a fini pubblici (fra cui anche abitazioni per non abbienti) soltanto se decide in tal senso, vi è un fondato programma di utilizzo e la decisione non contrasta con interessi di natura ambientale o urbanistico/territoriale.

    Umanamente spiace parecchio il coinvolgimento di tante persone, ma i mezzi che l’Ordinamento offre per tutelare i propri interessi non sono – a nostro parere – quelli più indicati.

  5. tessera assunta
    ottobre 12, 2011 alle 6:03 PM

    umanamente non basta il suo dispiacere, dovrebbe provare a essere truffato da un costruttore e dalle istituzioni …….anzi lo auguro a lei e ai suoi amici della terra “degli altri”

    • ottobre 12, 2011 alle 6:18 PM

      lo prendiamo come uno sfogo “sopra le righe”.
      La Terra, quella lì in Gallura, dove è stata realizzata Terrata 2, se permette è di tutti noi sardi. Se la legge è stata violata, vanno applicate le sanzioni del caso.
      Se ritenete d’esser stati “truffati”, agite nei confronti di costruttori, notai, sindaci, assessori regionali e quant’altro ritenete ne sia stato responsabile.
      Finora questo, a quanto si è capito, non è avvenuto. Perchè?

  6. Occhio nudo
    ottobre 12, 2011 alle 6:36 PM

    Umanamente, mi viene da essere solidale con chi occupa gli alloggi popolari perchè non ha i soldi per acquistarne uno proprio e non ha il minimo aiuto da parte delle istituzioni, non con quelle persone che se la prendono con un’associazione invece di chiedere i danni a chi li ha truffati, ammesso che tutti fossero degli sprovveduti.

  7. ottobre 12, 2011 alle 8:09 PM

    Provate Voi a chiedere i danni ad una Società che già all’epoca dei fatti risultava essere una scatola vuota…… e a occhio nudo vorrei dire che siamo tutti solidali con chi non ha i soldi per acquistarne uno ma forse non pensa che chi ha comprato a Terrata ha lavorato una vita e magari risparmiato per realizzare un piccolo sogno investendoci magari la liquidazione. Devono essere puniti per questo? Inoltre davanti a licenze e conferme scritte da parte del Sindaco di allora che si poteva acquistare cosa avrebbero dovuto fare gli sprovveduti? Immagino che gli allora acquirenti, che provengono da ogni parte d’Italia , si siano telefonati senza conoscersi per mettersi d’accordo e perpetrare una truffa…. ma scherziamo davvero.

  8. ottobre 12, 2011 alle 8:47 PM

    compravate da una “scatola vuota” senza farvi venire alcun dubbio?
    Ve le accastavate in “A 1” (residenza privata) senza farvi venire alcun dubbio?
    Rimane ancora avvolto da “mistero” il motivo per cui, davanti al sequestro, davanti alla sentenza di primo grado, davanti alla sentenza di secondo grado, davanti alla sentenza definitiva non vi sia stata alcuna azione risarcitoria nei confronti dei notai, del sindaco dell’epoca, dell’Assessore regionale dell’urbanistica del periodo, dei costruttori titolari della “scatola vuota”.
    A maggior ragione se il denaro per acquistare l’unità immobiliare “costa” sacrifici.

  9. tessera assunta
    ottobre 12, 2011 alle 9:33 PM

    torno a ripetere ….auguro……provare x credere….dopo al massimo ne riparliamo…….

    assunta tessera

  10. Occhio nudo
    ottobre 12, 2011 alle 11:33 PM

    Rossella, non ho scritto e non ho mai pensato che le persone debbano essere punite per il fatto di avere investito i propri soldi, però credo che quelle stesse persone abbiano i mezzi per verificare la bontà e la convenienza degli investimenti che fanno, a differenza di cittadini che non hanno la possibilità nemmeno di far valere il proprio diritto ad avere un’abitazione dignitosa. Così come hanno la possibilità perlomeno di provare ad agire per ottenere un risarcimento del danno subito, mentre l’unica cosa che fanno è prendersela con un’associazione, c’è qualcosa che non torna, mi pare.

  11. ottobre 13, 2011 alle 1:00 PM

    Buongiorno, penso che nessuno stia condannando la vostra Associazione, sicuramente è puro sfogo. La Cassazione ha detto in primis che le licenze sono illegittime. Poi, per completezza, che c’è stato cambio di destinazione d’uso. Torno a ripetere, la vendita frazionata di una rta NON è vietata, deve rimanere la gestione unitaria. Tale gestione c’è stata fino al sequestro. Riguardo la possibile causa ai costruttori e agli enti, probabilmente siamo stati sciocchi a non muoverci prima, anche perché nel corso di questi 20 anni siamo sempre stati rassicurati dalle istituzioni che tutto sarebbe andato a posto. L’accatastamento è stato proposto dalla società costruttrice e il catasto non lo ha rettificato, generando nell’acquirente medio sicuramente bontà nell’acquisto. Bontà nell’acquisto è stata generata dal sindaco di allora con le sue lettere e dai pareri regionali. Bontà nell’acquisto è stata generata dai Notai roganti. Comunque questa estate ci siamo mossi, mettendo in mora il comune e la regione con una richiesta di risarcimento danni. Staremo a vedere, ma la battaglia è ancora lunga.
    Distinti saluti, Silvio Rinaldi.

    • ottobre 13, 2011 alle 4:56 PM

      dalla lettura dei provvedimenti giurisdizionali, la strada della richiesta del risarcimento del danno appare l’unica seriamente praticabile.

  12. Sergio Besana
    ottobre 13, 2011 alle 5:13 PM

    Abbiamo fatto un passo avanti riconoscendo che la RTA può essere venduta singolarmente purchè resti la destinazione d’uso . Noi volevamo attuare l’RTA ma non abbiamo potuto perchè la lottizzazione abusiva era dovuta alla 11/92. Ripeto che siamo disponibili ad dar vita ad una RTA anche in questo momento. Quanto poi alla nostra buona fede un solo Giudice ci ha giudicato senza neppure fare una istruttoria e senza neanche guardarci in faccia. Se fossimo in malafede non dovremmo essere giudicati e condannati? Se fossimo stati in malafede perchè avremmo scritto più volte al Comune e alla Procura della Repubblica per chiedere di poter attuare l’RTA?

    • ottobre 13, 2011 alle 8:53 PM

      personalmente so benissimo che possono essere vendute le singole unità immobiliari che compongono una R.T.A., ma deve rimanere il requisito fondamentale della gestione unitaria. Se vuole, può andare nella sezione “dottrina e giurisprudenza” di questo blog e leggere vari contributi in questo senso.
      Tale requisito doveva esser presente fin dall’origine.
      I vari provvedimenti giurisdizionali del caso hanno tutti sottolineato l’assenza del requisito.
      La strada della richiesta del risarcimento del danno appare l’unica seriamente praticabile.
      Stefano Deliperi

  13. Sergio Besana
    ottobre 16, 2011 alle 6:38 PM

    Il villaggio di Terrata 2, progettato per oltre 250 unità abitative, alla data del sequestro constava di soli 88 appartamenti, per cui il villaggio era stato edificato per circa 1/3 ed in molte parti era ancora cantiere.
    Ciò nonostante c’era una struttura gestita dai venditori che comprendeva una quindicina di persone (reception, manutenzione, pulizie, giardinaggio, animazione ecc.); inoltre tramite il Tour Operator Orizzonti di Milano venivano annualmente affittate una sessantina di appartamenti, che, per un villaggio in fase di lancio ed in molte parti in fase di cantiere , non erano certamente pochi. Abbiamo ancora i cataloghi di Orizzonti che vendevano il villaggio di Terrata 2 con i relativi prezzi.
    Le spese di gestione, comprese acqua luce e gas, venivano pagate alla struttura dei costruttori e non abbiamo mai avuto la minima parvenza di condominio con relativo amministratore e assemblee di condominio, per cui non avevamo voce in capitolo nella amministrazione
    Nel 96/97 il Comune di Golfoaranci assegnava al villaggio di Terrata 2 la qualifica di RTA a 3 stelle, che doveva durare 20 anni.
    Vi era pertanto una gestione unitaria del complesso che dimostra come a quel momento fosse stata avviata l’attività di organizzazione della RTA. Io personalmente avevo poi stipulato con i venditori un contratto ventennale di locazione alberghiera regolarmente trascritto e registrato (documentazione a disposizione). Che cosa dovevo fare di più?
    Pertanto, premesso che la gestione unitaria esisteva già fin dall’inizio, anche se fosse stata rilevata qualche irregolarità, che colpa avevamo noi? Perchè viene messa in dubbio la nostra buona fede visto che avevamo tutte le intenzioni di aderire al successivo consorzio che avrebbe dovuto gestira la RTA definitiva una volta che fosse stato terminato il villaggio?
    Tanto la durata della RTA sarebbe sempre stata di 20 anni sia che fosse iniziata nel 95 oppure più tardi.
    Purtroppo il Giudice senza fare alcuna istruttoria e senza darci la possibilità di presentare i nostri testi non ha accolto le nostre istanze e per questo motivo siamo ricorsi in Cassazione e non riusciamo a capire perchè il Comune abbia emesso un’ordinanza di sgombero con un giudizio pendente.
    Ma non è ancora finita!!
    Cordiali saluti.

    • ottobre 16, 2011 alle 7:54 PM

      non metto in dubbio le sue parole e umanamente spiace per le persone in buona fede coinvolte, ma i provvedimenti giurisdizionali dicono altro, come sapete.
      A mio parere, la strada della richiesta del risarcimento del danno – naturalmente se vi sono i requisiti – appare l’unica seriamente praticabile.
      Stefano Deliperi

  14. Sergio Besana
    ottobre 17, 2011 alle 4:19 PM

    I provvedimenti giurisdizionali potrebbero essere sbagliati?

    • ottobre 17, 2011 alle 5:15 PM

      l’accertamento del fatto è contenuto nella sentenza definitiva passata in giudicato: ammesso e non concesso che siano “sbagliati” (il che è tutto da dimostrare), sono definitivi.

  15. Sergio Besana
    ottobre 18, 2011 alle 3:40 PM

    Io sto parlando dell’incidente probatorio per la nostra buona fede e fortunatamente abbiamo ancora un grado di giudizio in Cassazione!
    Cordiali saluti

    • ottobre 18, 2011 alle 4:52 PM

      si può fare un “incidente probatorio” durante il giudizio di cognizione, già terminato con sentenza passata in giudicato. Questo è un “incidente di esecuzione”, durante cui si chiede al giudice che ha emesso la sentenza passata in giudicato le modalità di esecuzione della medesima.
      Stefano Deliperi

  16. Sergio Besana
    ottobre 19, 2011 alle 3:58 PM

    Chiedo scusa per l’errore (non sono un legale). Ad ogni modo mi riferivo all’istanza che abbiamo presentato per la revoca della confisca e che in questo momento si trova in Cassazione in attesa di giudizio.
    Cordiali saluti

  17. ottobre 20, 2011 alle 10:50 PM

    si ricordano a tutti le regole per i commenti su questo blog (“come utilizzare il blog”) pubblicate a lato (colonna a destra).

  18. dicembre 6, 2011 alle 2:45 PM

    da La Nuova Sardegna, 6 dicembre 2011
    Terrata 2, proprietari in rivolta. Parte il ricorso al Tar dei condòmini contro l’ordine di sgombero. (Tiziana Simula)

    GOLFO ARANCI. Disposti ad andare avanti fino all’ultimo grado di giudizio e pronti a ricorrere perfino alla Corte Europea per salvare dalla confisca le proprie case, i condòmini di Terrata 2 hanno impugnato al Tar le ordinanze di sgombero recentemente emesse dall’amministrazione comunale. Nel frattempo, attendono il pronunciamento della Cassazione in merito alla confisca.
    È il nuovo capitolo dell’infinita storia del complesso edilizio passato al Comune per effetto della confisca penale stabilita dalla Corte di Cassazione (nel 2007) per il reato di lottizzazione abusiva. Nei giorni scorsi, i condòmini rappresentati dall’avvocato Benedetto Ballero, hanno presentato ricorso al Tar contro le oltre 70 ordinanze di sgombero emesse dal Comune per altrettante abitazioni, in gran parte seconde case, «provvedimento obbligatorio, in ottemperanza alla sentenza della Cassazione», aveva spiegato l’amministrazione comunale. Un atto ritenuto «affetto da vizi di legittimità» per i ricorrenti, che lo hanno impugnato, con una serie di motivazioni. A cominciare dal fatto che è ancora pendente un ricorso in Cassazione, a cui i condòmini si sono rivolti per chiedere l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale di Olbia con cui si rigettava la richiesta di revoca della confisca presentata dai proprietari delle case, pronunciamento che i ricorrenti sperano possa ribaltare le decisioni assunte dal Tribunale di Olbia, salvando le case che avevano acquistato 15, 20 anni fa. Ma nelle cinquanta pagine di ricorso al Tar, si fa anche riferimento al fatto che il Comune ha emesso le ordinanze di sgombero senza essersi espresso in merito alle richieste di condono edilizio presentate da una parte dei condòmini. E, soprattutto, si fa leva sulla buona fede degli acquirenti, dimostrando la loro estraneità ai fatti che hanno dato luogo alla confisca, «avendo acquistato prima che sorgesse il caso». Non ci sarebbero, insomma, i presupposti per lo sgombero che colpirebbe soggetti terzi di buona fede. Nel ricorso, si contesta anche la stessa lottizzazione abusiva, secondo i ricorrenti insussistente, perchè «non è stato edificato in violazione della legge regionale 45/89, nè in assenza di concessione edilizia».

  19. febbraio 26, 2012 alle 1:26 PM

    da La Nuova Sardegna, 26 febbraio 2012
    Il Tar conferma lo sgombero di Terrata 2. I proprietari avevano chiesto la sospensiva dell’ordinanza del sindaco di Golfo Aranci. (Tiziana Simula)

    GOLFO ARANCI. Avevano impugnato al Tar le ordinanze di sgombero emesse dal Comune chiedendo la sospensione del provvedimento in attesa che lo stesso tribunale si esprimesse nel merito del ricorso, ma la richiesta dei condòmini di Terrata 2 è stata respinta.
    Un’ennesima doccia fredda per i proprietari delle case, da anni al centro di una lunga vicenda giudiziaria che ruota attorno al complesso edilizio Terrata 2, diventato di proprietà del Comune per effetto della confisca penale stabilita dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva. I magistrati della sezione seconda del Tar hanno deciso, nella camera di consiglio del 15 febbraio scorso, di respingere l’istanza cautelare sostanzialmente in base a tre considerazioni: la prima, è che l’ordinanza di sgombero è stata adottata dal Comune in esecuzione di decisioni dell’autorità giudiziaria ordinaria a oggi pienamente valide ed efficaci, la seconda, è che sulla vicenda pende ancora un ricorso in Cassazione presentato dai condòmini (l’udienza è fissata per l’11 aprile), la terza, è che non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare trattandosi di residenze estive utilizzate dai proprietari esclusivamente durante i periodi di vacanza. Niente sospensione, dunque: il provvedimento di sgombero resta efficace.
    Il ricorso al Tar era stato presentato nel dicembre scorso dopo che il Comune aveva emesso oltre 70 ordinanze di sgombero per altrettante abitazioni, in gran parte residenze estive, «provvedimento obbligatorio, in ottemperanza alla sentenza della Cassazione», aveva spiegato l’amministrazione comunale. Un atto ritenuto «affetto da vizi di legittimità» per i ricorrenti, che lo hanno impugnato, con una serie di motivazioni. A cominciare dal fatto che è ancora pendente un ricorso in Cassazione, a cui i condòmini si sono rivolti per chiedere l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale di Olbia con cui veniva rigettata la richiesta di revoca della confisca delle case. Pronunciamento che i ricorrenti sperano possa ribaltare le decisioni assunte dal tribunale olbiese, salvando le abitazioni che avevano acquistato 15, 20 anni fa. Ma nel ricorso al Tar, si faceva anche leva sulla buona fede degli acquirenti, dimostrando la loro estraneità ai fatti che hanno dato luogo alla confisca, «avendo acquistato prima che sorgesse il caso». Secondo i ricorrenti, non ci sarebbero, insomma, i presupposti per lo sgombero che colpirebbe soggetti terzi di buona fede. A ogni modo, la sospensione richiesta dai condòmini è stata respinta. La discussione nel merito del ricorso non è stata ancora fissata.

  20. aprile 14, 2012 alle 9:26 PM

    rimane anche il ricorso al Consiglio di sicurezza dell’O.N.U., al Papa, all’Alta Corte della Costellazione di Vega 😉 per la felicità degli avvocati…

    da La Nuova Sardegna, 14 aprile 2012
    Terrata 2, la confisca è ormai inevitabile.
    La Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai condomini: le case diventano proprietà del comune di Golfo Aranci. Annunciato il ricorso alla Corte Europea. (Tiziana Simula)

    Da una parte la confisca delle case, dall’altra lo sgombero. La crociata dei settanta condòmini di Terrata 2 va avanti a suon di carte bollate. E se viene annunciato il ricorso alla Corte Europea in opposizione alla sentenza della Cassazione, è invece già pronto e sarà presentato in questi giorni, l’appello al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar: il tribunale amministrativo regionale aveva respinto nel febbraio scorso l’istanza dei proprietari delle abitazioni che chiedevano la sospensione del provvedimento di sgombero. Il ricorso al Tar era stato presentato mesi fa, dopo che il Comune aveva emesso oltre settanta ordinanze di sgombero per altrettante abitazioni «provvedimento obbligatorio, in ottemperanza alla sentenza della Cassazione», aveva spiegato l’amministrazione comunale. Un atto ritenuto «affetto da vizi di legittimità» secondo i ricorrenti, che lo avevano impugnato con una serie di motivazioni. Ma il Tar ha respinto l’istanza cautelare: niente sospensione, lo sgombero resta efficace. «E’ già pronto il ricorso al Consiglio di Stato – fa sapere il legale –. Chiederemo anche che venga fissata al più preso l’udienza di merito».

    GOLFO ARANCI. La speranza di salvare le proprie case dalla confisca si è drasticamente infranta contro il pronunciamento della Corte suprema di Cassazione che nell’udienza di mercoledì scorso ha rigettato i loro ricorsi, ma i condòmini di Terrata 2 non gettano le armi neppure ora, e si dicono pronti a continuare la battaglia davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Un ennesimo ed estremo schiaffo quello appena ricevuto dai proprietari delle case, da anni al centro di una lunga vicenda giudiziaria che ruota intorno al complesso edilizio Terrata 2, diventato di proprietà del Comune per effetto della confisca penale stabilita dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva (2006). Non si conoscono ancora le motivazione della decisione, che saranno depositate nei prossimi mesi. Ma il dispositivo è lapidario: la terza sezione penale della Corte suprema di Cassazione ha rigettato i ricorsi e condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. Di fatto, dunque, le case di Terrata 2 continuano a rimanere nelle mani del Comune. Un pronunciamento che non ribalta affatto –, così com’era nelle speranze dei ricorrenti, una settantina in tutto difesi dall’avvocato Benedetto Ballero –, ma conferma le decisioni già assunte dal tribunale di Olbia. I condòmini avevano infatti presentato ricorso in Cassazione per chiedere l’annullamento dell’ordinanza del tribunale olbiese con cui veniva rigettata la richiesta di revoca della confisca delle case. Una decisione che ha letteralmente gelato i ricorrenti, in gran parte proprietari di seconde case, che da anni combattono per cercare di salvare le abitazioni che avevano acquistato 15, 20 anni fa, una battaglia legale condotta su più fronti e basata sostanzialmente su due punti cardine: la buona fede degli acquirenti, che hanno cercato di dimostrare nelle varie sedi giudiziarie la loro estraneità ai fatti che hanno dato luogo alla confisca, «avendo acquistato prima che sorgesse il caso», e l’insussistenza della violazione della normativa urbanistica, come ribadito anche in Cassazione. Finora, però, senza alcun risultato positivo per loro. Comunque decisi ad andare ancora avanti, nonostante l’ultimo pronunciamento dall’esito inatteso. «Aspettiamo di conoscere le motivazioni, in ogni caso ricorreremo alla Corte Europea», dice l’avvocato Ballero, confermando l’intento già più volte espresso dai ricorrenti di voler procedere fino alla fine. Tutto ciò mentre resta ancora aperto il capitolo relativo al Tar e allo sgombero delle case disposto dall’amministrazione comunale, in ottemperanza alla sentenza della Cassazione. Il braccio di ferro legale per fermare il provvedimento andrà, anche questo, avanti. Resta ora da capire cosa farà l’amministrazione comunale alla luce degli ultimi pronunciamenti, quello della Cassazione e quello del Tar , che non aveva concesso la sospensiva al provvedimento di sgombero richiesto dai ricorrenti.

  21. aprile 17, 2012 alle 2:46 PM

    da La Nuova Sardegna, 17 aprile 2012
    GOLFO ARANCI. Il Comune pronto a sgomberare le case di Terrata 2. (Tiziana Simula)

    GOLFO ARANCI. Ora che anche la Corte suprema di Cassazione ha rigettato i ricorsi con i quali i condòmini di Terrata 2 cercavano di scongiurare la confisca delle proprie case, il Comune dà un’accelerata alle procedure già avviate per dare esecuzione al provvedimento di sgombero delle abitazioni: questa, è la decisione dell’amministrazione comunale all’indomani del pronunciamento della terza sezione penale, che ha respinto l’istanza dei ricorrenti (non si conoscono ancora le motivazioni) che chiedevano l’annullamento dell’ordinanza del tribunale di Olbia con cui veniva rigettata la richiesta di revoca della confisca. Salvare le case di Terrata 2 sembra essere ormai impossibile: in settimana il Comune terrà un incontro con le forze dell’ordine e il legale del comune per pianificare l’intervento di sgombero. «Un provvedimento inevitabile – spiega il sindaco Giuseppe Fasolino –. Ci dispiace per i proprietari delle case, ma la legge dev’essere rispettata. L’amministrazione aveva già avviato le procedure con l’emissione delle ordinanze di sgombero nell’ottobre scorso: ora, alla luce di quest’ultima sentenza che conferma la proprietà del Comune, daremo esecuzione al più presto al provvedimento». Un drammatico epilogo per i condomini, in gran parte proprietari di residenze estive, ma c’è anche chi, è il caso di due famiglie, perderà la casa dove risiede. I condòmini del complesso edilizio, diventato di proprietà del Comune per effetto della confisca penale stabilita dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva (2006), hanno annunciato ricorso alla Corte europea in opposizione al pronunciamento di qualche giorno fa della Corte di Cassazione e al Consiglio di Stato, contro l’ordinanza del Tar che ha rigettato la richiesta di sospensiva dello sgombero.

  22. aprile 21, 2012 alle 4:47 PM

    da La Nuova Sardegna, 21 aprile 2012
    Terrata 2, un incubo per i condòmini. La lottizzazione abusiva di Golfo Aranci resta confiscata. Beffati i residenti: «Noi abbiamo comprato regolarmente». (Tiziana Simula)

    GOLFO ARANCI. Ora che anche l’ultima speranza a cui si erano aggrappati per salvare le proprie case dalla confisca è crollata, lo spettro dello sgombero non è più solo una terribile minaccia ma una realtà. Ultimo doloroso capitolo per le tante famiglie che da quindici anni lottano per difendere gli appartamenti acquistati a suo tempo a Terrata 2, un complesso edilizio finito nella bufera giudiziaria e diventato di proprietà del Comune dopo la confisca penale stabilita nel 2006 dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva. Sull’ estenuante battaglia legale portata avanti dagli acquirenti, una settantina in tutto, decisi a difendere fino all’ultimo grado di giudizio le loro proprietà, ha messo la parola fine la Corte suprema di Cassazione che, nei giorni scorsi, ha rigettato i ricorsi presentati, confermando la confisca delle abitazioni. Che rimangono, quindi, nelle mani del Comune. E ora sulle loro case, incombe pesantemente il provvedimento di sgombero, già emesso dall’amministrazione comunale in ottemperanza alla sentenza della Cassazione. Un dramma per tutti i condòmini, in gran parte proprietari di seconde case, ancora di più per chi, in quegli appartamenti di 40, 45 metri quadri, ci vive. «Se davvero ci mandano via da qui, non so neppure dire dove andremo io e i miei due figli – dice Vincenzo Muraca, originario di Novara, che nel 2003 si era trasferito a Golfo Aranci, andando a vivere nella casa che aveva acquistato nel ’95, sebbene il complesso edilizio fosse sotto sequestro preventivo dal ’97. «L’ho comprata regolarmente, ho in mano rogito e mappa catastale», continua a ripetere Muraca. Qualche mese fa, ha perso la moglie, intestataria dell’appartamento. E ora, ai suoi due ragazzi deve badare lui, che a 52 anni è senza lavoro e – se sgombero sarà, come ormai appare inevitabile –, presto anche senza un tetto sulla testa. «Se fossi solo, dormirei in macchina, ma con due figli come faccio …». I condòmini di Terrata 2 si ritengono vittime di errori commessi da altri, e in tutti questi anni di lotta hanno tentato di dimostrare nelle varie sedi giudiziarie la loro estraneità ai fatti che hanno dato luogo alla confisca «avendo acquistato prima che sorgesse il caso», e «l’insussistenza della violazione della normativa urbanistica», come ribadito anche in Cassazione. Ma neppure l’ultimo pronunciamento, quello in cui tutti credevano, è stato per positivo. «Questa sentenza ci ha gelato, speravamo davvero di mettere fine a quest’incubo», dice Stefania Cardinetti, madre di due figli . Racconta che furono i costruttori del complesso edilizio per i quali lavorava (allora, Rita Sarda srl), a darle l’appartamento. «Poi, un giorno, arrivai e trovai i sigilli, e non avendo altro posto dove andare, il magistrato mi diede il permesso di restare. Da allora vivo lì. So che il Comune è obbligato ad attuare lo sgombero e che questa situazione l’attuale amministrazione l’ha ereditata, ma chiediamo che ci aiuti a non finire per strada». La stessa richiesta che fanno Manuela Masala e suo marito, anche loro con un figlio. «I costruttori ci diedero questa casa in cambio dei lavori fatti da mio marito, che aveva realizzato i giardini del villaggio – spiega Manuela –. Molti di noi, hanno avuto gli appartamenti così, in cambio dei lavori fatti. Siamo andati ad abitarci nel maggio ’97 e a novembre la finanza ha messo i sigilli. Siamo rimasti col permesso del tribunale, che ci ha affidato la custodia dell’appartamento. La nostra ultima speranza è che il Comune aiuti chi vive qui, a non perdere la sua unica casa: la nostra presenza servirà anche per vigilare sul villaggio, come avvenuto in questi anni».

    Il comune. Tutto pronto per lo sgombero.

    Il Comune si prepara a dare esecuzione all’operazione di sgombero. «Abbiamo chiesto un incontro col prefetto per capire come procedere – spiega il sindaco Giuseppe Fasolino –. Ci dispiace per tutte le famiglie, ma il Comune deve ottemperare alla sentenza, non può fare diversamente. Comprendiamo anche il grave disagio di chi perderà la sua prima casa e per questo stiamo cercando di capire in che modo possiamo aiutarli, avendo anche figli». I condòmini, intanto, hanno annunciato ricorso alla Corte Europea in opposizione alla sentenza della Cassazione sulla confisca e al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar che ha rigettato la richiesta di sospensiva dello sgombero.

  23. aprile 27, 2012 alle 3:44 PM

    da La Nuova Sardegna, 27 aprile 2012
    GOLFO ARANCI. Abusi a «Terrata», nuova inchiesta della magistratura. (Tiziana Simula)

    GOLFO ARANCI. Se i condòmini di Terrata 2 lottano da anni per salvare dalla confisca le proprie case – oggi racconteranno in una conferenza, insieme al loro legale, la propria odissea giudiziaria finita con la conferma della confisca da parte della Corte suprema di Cassazione – i proprietari delle villette della lottizzazione vicina di Terrata 1, portano avanti le loro rivendicazioni in una battaglia legale parallela, ritenendosi loro, la vera parte lesa nella vicenda giudiziaria che si trascina ormai da quindici anni. Gli abitanti del complesso residenziale assistiti dallo studio Soldano sostengono infatti che siano state utilizzate le aree di loro proprietà per la realizzazione di Terrata 2, il complesso edilizio diventato di proprietà del Comune per effetto della confisca penale stabilita nel 2006 dalla Corte di Cassazione per il reato di lottizzazione abusiva: secondo i legali, dev’essere ripristinato lo stato dei luoghi con la demolizione delle case del complesso abusivo confiscato. Due vicende che si intrecciano e che potrebbero riservare brutte sorprese al Comune, contro cui punta il dito Terrata 1 che si era opposto alla revoca della confisca presentata da Terrata 2, e che accusa l’amministrazione di non aver ancora ottemperato alla sentenza della Cassazione provvedendo all’acquisizione delle aree e alla demolizione delle case. Ora, della vicenda se ne sta occupando anche la procura: il giudice dell’esecuzione Riccardo De Vito che ha seguito le cause di Terrata 1 e Terrata 2, ha disposto la trasmissione degli atti relativi al procedimento, alla procura di Tempio per accertare le responsabilità del Comune in merito all’inottemperanza del provvedimento di confisca stabilito dalla Cassazione. Un provvedimento che non può che fare piacere ai proprietari delle case di Terrata 1 che in questi anni hanno portato avanti in varie sedi giudiziarie la loro battaglia contro il Comune, rivendicando la demolizione delle opere abusive realizzate. Lo studio Soldano ha anche presentato un esposto alla procura di Sassari per capire come si sta evolvendo il procedimento, visto che la trasmissione degli atti alla procura tempiese risale a diversi mesi fa. Un nuovo capitolo giudiziario che si aggiunge a una vicenda già complessa, mentre il Comune prepara lo sgombero di Terrata 2.

  24. aprile 29, 2012 alle 10:19 am

    da La Nuova Sardegna, 29 aprile 2012
    Golfo Aranci. Ora i condomini di Terrata 2 sperano nel Consiglio di Stato. (Tiziana Simula)

    GOLFO ARANCI. Il Consiglio di Stato ha fissato l’udienza per il 22 maggio: è questa l’ultima novità del caso Terrata 2, dopo la giornata di protesta di venerdì scorso che ha visto scendere in piazza con un sit in davanti al palazzo comunale, gli oltre settanta condòmini del complesso edilizio confiscato. Al Consiglio di Stato, i proprietari (o ex) delle case, si erano rivolti dopo che il Tar aveva respinto, nel febbraio scorso, l’istanza dei ricorrenti che chiedevano la sospensione del provvedimento di sgombero emesso dal Comune. Ma il tribunale amministrativo regionale ha respinto l’istanza cautelare. Da qui, la decisione di impugnarlo al Consiglio di Stato. «Abbiamo anche chiesto un provvedimento presidenziale cautelare, notificato a Comune e Regione», ha fatto sapere l’avvocato Benedetto Ballero due giorni fa, durante l’assemblea organizzata dai condòmini per denunciare quella che ritengono una grave ingiustizia subìta, destinata a sfociare presto nello sgombero delle loro case, che passeranno nelle mani del Comune. Dal canto suo, l’amministrazione comunale è intenzionata a dare attuazione al più presto al provvedimento di sgombero, ormai non più rinviabile, «non possiamo più aspettare», ha detto chiaramente il sindaco Giuseppe Fasolino agli stessi proprietari degli appartamenti, nell’incontro successivo al sit-in davanti al municipio di via Libertà. Già fissata la riunione con le forze dell’ordine, la polizia municipale e il legale del Comune – previsto per mercoledì prossimo –, per pianificare l’operazione. Il sindaco incontrerà anche il prefetto. Un’accelerata necessaria anche perchè su Terrata 2 e sul ritardo del Comune nell’ottemperanza alla sentenza della Cassazione che ha stabilito la confisca penale, vuole vederci chiaro la Procura che si sta occupando di nuovo del caso.

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