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Follìa venatoria al Senato della Repubblica.


Capriolo ucciso, a terra

Follia venatoria a Palazzo Madama:  martedì 4 ottobre una leggina interpretativa salva-bracconieri del Trentino come unico punto dei lavori in aula del Senato.
La Lega per l’Abolizione della Caccia: “e’ clima da fine impero impegnare il Parlamento per un provvedimento salva-furbetti con carabina”.

 
   Martedì 4 ottobre punto unico all’ordine del giorno dell’aula del Senato: il disegno di legge n. 2422 (primi firmatari i senatori  leghisti Sergio Divina, trentino, e Mario Pittoni, friulano: http://www.senato.it/lavori/21415/106652/genpagina.htm  e
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/36010_testi.htm) che si propone di dare un’interpretazione di comodo a già chiare disposizioni contenute nella legge statale 157/1992 in materia di caccia.

Scopo dichiarato del d.d.l. è quello di fornire un appiglio giuridico per sanare la posizione di alcune centinaia di disonesti cacciatori alpini, sanzionati principalmente in Emilia e in Toscana per avere violato la regola dell’ “opzione di caccia in via esclusiva”.    In sostanza , attualmente, chi esercita per un’intera stagione la caccia in forma  vagante nelle Alpi non potrebbe praticare altre forme di caccia (esempio da appostamento, o in zone appenniniche, ecc.)  nè nella propria regione, nè nelle altre, e viceversa.
  
  Alcuni cacciatori, certamente in attesa di questa sorta di sanatoria clientelare “ad personas”, hanno ricevuto nei mesi scorsi  le sanzioni previste dall’art. 31-lett. a) della legge 157/1992 (importo di 412 euro ed obbligo di segnalazione al questore per la sospensione della licenza per un anno) per aver cacciato in altre regioni ed al di fuori dei comprensori alpini, oltre che cacciato nella stessa stagione anche nel territorio alpino della Provincia di Trento.

Capriolo (Capreolus capreolus)

  L’art. 12 della legge statale 157/92 è di una chiarezza estrema: nella stessa stagione venatoria chi esercita la caccia in forma vagante in Zona Alpi si avvale di un’opzione in via esclusiva che impedisce di esercitare in contemporanea anche una delle altre due opzioni possibili (da appostamento fisso con richiami vivi, o in altre forme fuori dalle Alpi stesse).
  
  “Ha senso, in una fase sociale ed economica del genere per il nostro Paese, che il Senato sia impegnato a trattare in aula inutili scempiaggini del genere (privilegi interpretativi per cacciatori con carabina delle regioni e province a statuto speciale), anziché occuparsi di cose vagamente più serie ed importanti ?” , conclude la L.A.C.

 Lega per l’Abolizione della Caccia, Ufficio Stampa

 

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. ottobre 4, 2011 alle 8:26 pm

    Passa al Senato leggina salva-furbi con carabina del Trentino ; LAC ed ENPA “La Camera non ratifichi lo scempio del diritto per sancire sperequazioni tra cacciatori regolari e scorretti”.

    Passa la Senato per una manciata di voti (137 si, 99 no, 5 astenuti) il disegno di legge n. 2422 (primi firmatari i senatori leghisti Sergio Divina, trentino, e Mario Pittoni, friulano)

    http://www.senato.it/lavori/21415/106652/genpagina.htm
    http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/36010_testi.htm

    volta a dare un’interpretazione di comodo a già chiare disposizioni contenute nella legge statale 157/92 in materia di caccia, in favore di un gruppo di cacciatori multati (singolare analogia con i favori per le quote latte…).

    Scopo dichiarato del d.d.l. era quello di fornire un appiglio giuridico per sanare la posizione di alcune centinaia di cacciatori alpini, sanzionati principalmente in Emilia e in Toscana per avere violato la regola dell’ “opzione di caccia in via esclusiva”. In sostanza , attualmente, chi esercita per un’intera stagione la caccia in forma vagante nelle Alpi non potrebbe praticare altre forme di caccia (esempio da appostamento, o in zone appenniniche, ecc.) nè nella propria regione, nè nelle altre, e viceversa.

    Alcuni cacciatori, in attesa di questa sorta di sanatoria clientelare “ad personas”, hanno ricevuto nei mesi scorsi le sanzioni previste dall’art. 31-lett. a) della legge 157/92 (importo di 412 euro ed obbligo di segnalazione al questore per la sospensione della licenza per un anno) per aver cacciato in altre regioni ed al di fuori dei comprensori alpini, oltre che cacciato nella stessa stagione anche nel territorio alpino della Provincia di Trento.
    Bastava fare “autocertificazioni” fuori dal Trentino, o semplicemente omettere di dichiarare la scelta esclusiva per la caccia alpina appena effettuata, e la furbizia era bella e pronta per poter praticare altre forme di caccia in altre Regioni, alla faccia di quei cacciatori che rispettano la legge.

    Diao atto ai senatori radicali, a quelli dell’IDV, e al sen. Della Seta (PD) di essersi opposti a questo scempio del diritto per favorire una frangia di cacciatori multati dopo inchieste degli organi di vigilanza, anche su input di una procura della Repubblica. Confidiamo che la Camera non ratifichi questa leggina-vergona “salva-furbi”

    Lega Abolizione Caccia, Ufficio Stampa/Milano

    Ente Nazionale Protezione Animali – Roma

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