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Incendi in Sardegna, torniamo alla Carta de Logu?


Poiché l’elevamento dei popoli e degli stati dipende dall’osservanza di quel diritto universale che è dettato dalla ragione, noi Eleonora, per grazia di Dio giudicessa d’Arborea, affinché la giustizia sia salva, i malvagi siano frenati dalla paura delle pene e i buoni possano vivere in pace, obbedendo alle leggi, facciamo questi ordinamenti.”    Questa l’introduzione della Carta de Logu, codice delle leggi del Giudicato d’Arborea (che in quel momento storico s’estendeva a quasi tutta la Sardegna), emanata nel 1300 e rimasta in vigore – con integrazioni – fino all’introduzione del Codice Feliciano dell’aprile 1827.

Molto interessanti le disposizioni su incendi e incendiari, dalla prevenzione degli incendi stessi (artt. 45-49), con precetti ancora attuali (divieto di abbruciamento delle le stoppie  prima del giorno di S. Maria chi est a die octo de capudanni,  cioe’ l’8 di settembre, art 45 ), e sulle pene da infliggere agli incendiari, ai singoli malfattori o ai villaggi interi (qualora non avessero acciuffato l’incendiario).    Tra i vari articoli, particolare quello dedicato a chi metteva fuoco “a bingia(alle vigne) o “at ortu (termini ancora molto diffusi nel Campidano): l’incendiario veniva infatti chiamato al risarcimento del danno, se non fosse stato in grado di farlo, pagava con il taglio della mano destra. Con il rogo chi metteva fuoco alle case.

Senza giungere a questi eccessi, quali pene dovrebbero essere irrogate a chi volontariamente provoca incendi, distruggendo il nostro patrimonio ambientale e mettendo in pericolo le nostre vite?

Domanda attualissima per ogni delinquenziale estate di fuoco.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

 Qui la Carta de Logu

 

da La Nuova Sardegna on line, 27 agosto 2011

Ancora incendi da San Gavino alla periferia di Iglesias: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/08/27/news/ancora-incendi-da-san-gavino-alkla-periferia-di-iglesias-4854597

da L’Unione Sarda on line, 27 agosto 2011

Pabillonis, famiglia circondata dal fuoco. Monserrato, rogo minaccia il Policlinico: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/233440

da Sardegna 24 on line, 27 agosto 2011

Inferno di fiamme, brucia la costa ovest: http://www.sardegna24.net/regione/inferno-di-fiamme-brucia-la-costa-ovest-1.17818

da Sardegna 24 on line, 26 agosto 2011
Cala Domestica e Scivu in fiamme: http://www.sardegna24.net/regione/cala-domestica-e-scivu-in-fiamme-1.17656

da La Nuova Sardegna on line, 26 agosto 2011
Incendi nel Sulcis, evacuata la spiaggia di Cala Domestica: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/08/26/news/incendi-nel-sulcis-evacuata-la-spiaggia-di-cala-domestica-4848923

da L’Unione Sarda on line, 26 agosto 2011
Bruciano Scivu e Buggerru. Evacuata Cala Domestica: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/233336http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/233336

  1. agosto 28, 2011 alle 8:12 am

    da L’Unione Sarda on line, 28 agosto 2011
    L’Isola ridotta in cenere dagli incendiari. Turisti in fuga dalle coste, case evacuate: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/233440

  2. Anti-piromane
    agosto 28, 2011 alle 10:05 am

    Penso che sarebbe una buona cosa dare l’ergastolo a questi miserabili, con riduzione dei pasti ad uno solo (un panino ed una mela al giorno), ed utilizzo di brande pieghevoli senza materassi o coperte, così da ridurre anche la spesa.
    La galera deve essere utile come insegnamento per riabilitare il detenuto alla società, ma se il detenuto è per definizione NON RIABILITABILE (come un piromane) lo scopo “didattico” viene meno, e prevale quello di confinamento e di riduzione al minimo della spesa per mantenerlo.

  3. Anti-piromane
    agosto 28, 2011 alle 10:09 am

    Anti-piromane :
    Penso che sarebbe una buona cosa dare l’ergastolo a questi miserabili, con riduzione dei pasti ad uno solo (un panino ed una mela al giorno), ed utilizzo di brande pieghevoli senza materassi o coperte, così da ridurre anche la spesa.
    La galera deve essere utile come insegnamento per riabilitare il detenuto alla società, ma se il detenuto è per definizione NON RIABILITABILE (come un piromane) lo scopo “didattico” viene meno, e prevale quello di confinamento e di riduzione al minimo della spesa per mantenerlo.

    …In realtà anche la pena di morte non credo sarebbe una cosa così deprecabile, anzi, diciamo che sarebbe persino un diritto di natura quello di eliminare chi minacci la società umana in un modo tanto barbaro.

  4. paolo
    agosto 29, 2011 alle 2:52 pm

    il problema non è cosa fare, ma come fare; a volerle leggere e applicare, le norme ci sono. Ma la domanda é: di tutti gli incendi che sono finora stati appiccati in Sardegna, quanti sono i responsabili individuati? E quanti interessano terreni che avrebbero dovuto essere preventivamente ripuliti dai Comuni per evitare che ignoti delinquenti potessero trovare esca facile ? Quei Comuni che ancora oggi anzichè richiedere lo stato di calamità naturale, quando di naturale non c’è proprio niente, avrebbero dovuto richiedere lo stato di calamità criminale.
    L’identità di un popolo è anche e soprattutto il territorio nel quale vive: uccidere la sua integrità è uccidere il suo popolo. E questo richiede l’uso di mezzi eccezionali, che in Sardegna dovrebbero diventare consuetudinari, con l’impiego dell’Esercito.
    Quanto alle pene, come si sta pensando di introdurre il reato di delitto stradale, credo vada introdotto, se già non esiste, il reato di delitto all’integrità dello Stato con l’applicazione di una durissima pena e soprattutto la non concessione dei benefici carcerari.

  5. Nora Gugume
    agosto 29, 2011 alle 4:03 pm

    Io proverei con una taglia.- le nostre campagne sono percorse da tanta gente, una buona taglia e molti piromani finirebbero di fronte ai giudici. Il problema è poi che le pene sono del tutto inadeguate se non ipotetiche.

  6. agosto 29, 2011 alle 6:58 pm

    da L’Unione Sarda on line, 29 agosto 2011
    Incendi, fiamme a Capoterra. Paura in una casa di riposo: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/233577

  7. francesco
    agosto 30, 2011 alle 9:42 am

    Riprendo l’interrogativo posto in premessa da Paolo nel suo intervento “quanti ne sono stati individuati dei responsabili degli incendi finora appiccati in Sardegna?” per sottolineare che il problema centrale resta a mio avviso la prevenzione e la tutela del territorio attraverso azioni di vigilanza e controllo. Pace che questi barbari bastardi debbano pagare, d’accordo per l’esclusione dei benefici e delle attenuanti, un po’ meno d’accordo sulle taglie e assolutamente contrario alla pena di morte, anche perché potrebbero essere braccia utili nell’opera di rimboschimento o pulizia dei boschi, sono dell’opinione che un inasprimento delle pene in assenza di strumenti per prevenire e contrastare gli incendi resti una soluzione monca. Troverei molto più efficace se si parlasse di incentivare il sistema dell’antincendio dotandolo di strumenti adeguati per intervenire tempestivamente spegnendo i focolai sul nascere.

  8. agosto 30, 2011 alle 2:37 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 30 agosto 2011
    Nuoro, il vescovo si scaglia contro gli incendiari.
    La dura omelia di monsignor Mosè Marcia nel corso della messa celebrata sul Monte Ortobene per la 111/a sagra del Redentore: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/08/29/news/nuoro-il-vescovo-si-scaglia-contro-gli-incendiari-4866738

  9. elena
    settembre 11, 2011 alle 11:28 am

    Ritengo che sia necessario agire su più fronti: azione preventiva : multe salatissime a chi non provvede alla pulizia dei propri terreni; volontari che siano di ronda nelle campagne nei periodi più pericolosi con l’ausilio dell’esercito, eliminazione integrale dei rifiuti (sacchetti, gomme di auto) che infestano le nostre campagne e che sono spesso esca per gli incendi, acquisto da parte dei comuni singoli e associati di ulteriori mezzi antiincendio eventualmente con la richiesta di contibuto da parte dei cittadini, introduzione di un operazione di tutela delle parti più belle della nostra campagna con richiesta di sponsor (aziende, privati, anche all’estero) in modo da potersi dotare di mezzi di prevenzione antiincendio, intensificazione delle indagini in modo che qualcuno di questi delinquenti venga finalmente punito, taglia per gli incendiari.
    Azione repressiva: ergastolo per gli incendiari : chi incendia danneggia le generazioni attuali e future e mette in conto di poter causare delle morti, la pena dell’ergastolo è più che giustificata.

  1. agosto 29, 2011 alle 4:35 pm

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