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Un buon miglioramento per lo Stagno e la spiaggia di Cala Giunco, per Porto sa Ruxi, ma si può e si deve far meglio.


Villasimius, Porto sa Ruxi, ginepro protetto da staccionata

Qualche buona notizia dal fronte di Cala Giunco, dello Stagno retrodunale di Notteri e di Porto sa Ruxi a Villasimius (CA).

Come noto, lo Stagno di Nottèri è interessato dal progetto “interventi di riqualificazione dei sistemi dunari degradati ed organizzazione dell’accessibilità per la fruizione della spiaggia Porto Giunco – Nottèri”, nell’ambito del quale c’è stata nel marzo 2010 la realizzazione di un canale di dreno (dalla dubbia legittimità) che ha fatto defluire le acque dello Stagno in mare attraverso la spiaggia, con conseguenze durante la stagione estiva 2010 nella presenza idrica e dell’avifauna. L’A.R.P.A.S., nell’inverno 2010, ha certificato un discreto stato di salute dello Stagno.

Ma il nostro inviato speciale Juri Iurato è andato nei giorni scorsi di persona a verificare nuovamente le condizioni di spiaggia e zona umida. Ecco quanto verificato:

Villasimius, Cala Giunco, spiaggia, concessione demaniale

– il concessionario demaniale occupa la spiaggia di Porto Giunco (lato sud) fino alla battigia, come ogni anno;

– numerosi bagnanti entrano nello Stagno di Notteri. Mancano i cartelli che indicano chiaramente “vietato entrare nello stagno”, ve ne sono solo alcuni sparsi con il generico divieto di non disturbare la fauna, evidentemente insufficienti.   Come evidentemente sono insufficienti gli interventi di sensibilizzazione finanziati con fondi pubblici (progetto LIFE Providune). I fenicotteri quest’anno erano ancora presenti, ma in evidente sofferenza, stipati nell’angolo più protetto dello stagno;

– strutture realizzate con le canne per intrappolare la sabbia in cui stanno crescendo rigogliose giovani piante di mimose!    Esse non c’azzecano nulla e sovrastano la vegetazione autoctona e pioniera. Vanno rimosse al più presto, tanto più che il progetto di tutela del cordone dunale è finalizzato anche la rimozione delle specie invasive ed estranee all’ecosistema naturale;

Villasimius, dune di Cala Giunco, mimose

– è stata delimitato finalmente con una staccionata di protezione il ginepro grande patriarca di Porto sa Ruxi (in grave pericolo, come tutto l’ecosistema), ma  ci sono i soliti intelligentoni che pensano che sia stata messa per essere scavalcata. A partire da fine luglio-agosto a Porto sa Ruxi è stato istituito il numero chiuso (possono entrare “solo” 200 auto) e c’è un servizio di pulizia dell’area circostante. Molto meglio degli anni scorsi.

Siamo sulla buona strada?   Un più efficace servizio di vigilanza sarebbe un ottimo passo avanti.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

 

Villasimius, Porto sa Ruxi, ginepro e bagnanti

(foto J.I., archivio GrIG)

 

 

 

 

 

 

     così nell’estate 2009

 

  1. maurizio
    novembre 16, 2011 alle 11:53 pm

    ma perchè ogni volta che fate le vostre verifiche, necessarie e doverose per una associazione come la vostra, omettete sempre gli aspetti positivi? Perchè non mettete in evidenza che le strutture di protezione delle dune di porto giunco hanno determinato un oggettivo accrescimento del fronte dunare? Perchè siete sempre negativi e cechi anche davanti all’evidenza? Quelle che chiamate mimose, sono esemplari di Acacia saligna, una specie aliena infestante, e non sono certo state impiantate, ma provengono dalle zone limitrofe a causa delle diffusione dei semi (processo normale in natura!). Inoltre, scusate, ma mi sembra abbastanza ridicolo che evidenziate la presenza di fenicotteri “in evidente sofferenza”, che dal punto di vista scientifico non significa niente. Sottolineo che nell’estate 2011 sono state dichiarate alcune nidificazioni di fenicotteri nello stagno di Notteri, altro che stato di sofferenza.

    Sono un vostro personale sostenitore, ma devo purtroppo affermare che in questi casi perdete di credibilità.

    • Juri
      novembre 17, 2011 alle 10:12 am

      Maurizio, il titolo stesso del post (oltre che il contenuto) mi pare che smentisca la
      critica per cui non si parla mai degli aspetti positivi. Quando ci sono vengono puntualmente evidenziati,apprezzati e accolti con soddisfazione.
      Nel caso di Cala Giunco-Stagno dei Notteri, area di alto valore ambientale e molto delicata, che osservo da diversi anni, il recente intervento di riqualificazione ambientale, dalle finalità sicuramente encomiabili, è stato realizzato con modalità che lasciano molto perplessi e, nel caso dell’incredibile svuotamento dello stagno (!), al termine della stagione delle piogge, sicuramente errate e dannose per l’intero ecosistema. È un fatto che nel 2010 la presenza di avifauna era drasticamente calata, così come il livello dello stagno, che a giugno, nonostante la buona piovosità era già mezzo secco.
      Anche per la creazione del nuovo parcheggio a pochi metri dalla riva dello stagno e la
      sistemazione della passerella all’interno dello stagno lungo la sponda est per circa
      200 metri, appare molto difficile vedere benefici ambientale e anzi, sono evidenti le
      contro-indicazioni: il varco aperto per la realizzazione della passerella è usato dai
      fuoristrada dei gestori dei chioschi per arrivare alla spiaggia passando dentro lo
      stagno (non c’è male come risultato di un intervento di riqualidicazione ambientale..) e la sponda est dello stagno è stata trasformata da area isolata qual’era, in zona affollata dall’andirivienti di centinaia di bagnanti, di cui molti, già che sono a pochi metri, divagano verso l’interno dello stagno per vedere i fenicotteri da vicino (che dunque, entrano appunto in sofferenza, spaventati e costretti in pochi metri quadri nella sponda ovest). Quanto alle acacie saligne (una specie di mimosa), stiamo dicendo la stessa cosa: sono specie aliene invasive da eliminare e la segnalazione era volta proprio a chi segue il progetto affinché si intervenga prima che l’infestazione si radichi e diventi molto da difficile da eliminare. Anche perché le numerose piantine di ginepro che erano state molto opportunamente messe a dimora l’anno scorso all’interno di quelle strutture, si sono ovviamente tutte seccate dopo pochi mesi per una completa mancanza di irrigazione.

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