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Gasdotto Galsi: al “via” gli espropri.


Cavallo e Gallina prataiola

Oggi sul quotidiano La Nuova Sardegna è stato pubblicato l’avviso + elenco particelle catastali e proprietari (art. 52 ter del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i.) di avvio del procedimento di esproprio delle aree interessate dal tracciato del gasdotto Galsi s.p.a. in Sardegna e a Piombino, in Toscana.

Ora – con le ruspe nei terreni – come ampiamente prevedibile residenti, amministrazioni locali, aziende interessati daranno vita a contestazioni di vario genere.

Nei mesi scorsi, il Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, di concerto con il Ministro per i beni e attività culturali Sandro Bondi, ha emanato il provvedimento conclusivo del procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. concernente il progetto di gasdotto Algeria – Sardegna – Toscana proposto da Galsi s.p.a., il decreto DVA DEC – 2011 n. 64 del 24 febbraio 2011, disponibile sul sito istituzionale ministeriale insieme gli allegati (parere della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale V.I.A. e V.A.S. CTVA – 2011 n. 174 del 25 gennaio 2011parere del Ministero dei beni e attività culturali – Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee n. 25241 del 25 agosto 2010; parere Regione autonoma della Sardegna – Assessore della difesa dell’ambiente n. 28308 del 17 dicembre 2010).

S. Antioco, mare

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia avevano in proposito presentato uno specifico atto di “osservazioni” (20 febbraio 2010) indicando varie modifiche del tracciato per la salvaguardia di aree di rilevante interesse ambientale e naturalistico, nonché attività economiche e sviluppando sinergie con (poche) amministrazioni locali interessate (in primo luogo il Comune di S. Antioco), comitati, semplici cittadini, anche in incontri pubblici a S. Antioco e Portoscuso (a fine gennaio 2010 e a fine febbraio 2010).

Si può verificare che il Ministero dell’ambiente, pur imponendo solo minime modifiche di tracciato (soprattutto nella parte a mare: la prateria di Posidonia oceanica interessata è di 78.700 mq. rispetto ai 175.800 della versione progettuale Galsi, con una riduzione di circa 97.000 mq.), ha disposto ben 112 prescrizioni vincolanti (65 da parte del Ministero dell’ambiente, 17 da parte del Ministero per i beni e attività culturali, 30 da parte della Regione autonoma della Sardegna) e rimane necessario il parere della Commissione europea (art. 5, comma 10°, del D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.), nonostante le modifiche di tracciato imposte, in quanto “comunque persista un’incidenza negativa sull’habitat tutelato ai sensi della Direttiva europea 92/43 Habitat e dei D.P.R. n. 357/1997 e 120/2003”.

Rimangono inoltre da acquisire i pareri sul vincolo idrogeologico (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.) da parte dei competenti Ispettorati del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, l’autorizzazione integrata ambientale – A.I.A. sulla centrale di compressione di Olbia, l’approvazione del piano di caratterizzazione per l’attraversamento di aree minerarie dismesse, eventuali ulteriori prescrizioni da parte della Direzione generale protezione della natura del Ministero dell’ambiente per l’attraversamento del “Santuario dei Cetacei”, il parere sull’immersione in mare dei materiali di escavo marino(art. 109 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Sardegna, bosco

Saranno in ogni caso effettuate tutte le necessarie iniziative per evitare tutti i possibili danni e degradi all’ambiente e ai contesti economico-sociali, allo stato attuale nemmeno beneficiati dal transito del gasdotto sul territorio sardo, non essendo previste le reti di connessione in sede locale.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia

(foto Il Menhir, C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. luglio 25, 2011 alle 6:40 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 25 luglio 2011
    Metanodotto: partono gli espropri, comincia la rivolta.
    Squilli di rivolta a Olbia contro la stazione Galis nell’area di Vena Fiorita. Il sindaco Giovannelli: «Già espressi i nostri dubbi». Scanu (Pd) e Satta (Upc): «Centrale fuori dalla Gallura»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/25/news/metanodotto-partono-gli-espropri-comincia-la-rivolta-4676336

  2. luglio 28, 2011 alle 8:39 am

    dopo tanta nanna, forse si svegliano gli amministratori pubblici olbiesi 😉

    da La Nuova Sardegna, 28 luglio 2011
    Intervento del coordinatore di Sel Natale Tedde e dell’assessore Marco Vargiu. Tutti contro la centrale. Ancora polemiche intorno alla stazione della Galsi.

    OLBIA. La stazione di compressione riesce nel miracolo. Non piace a nessuno. I vertici di Galsi continuano a illustrare i benefici del metano e cercano di fugare ogni dubbio sull’impatto che la struttura avrà sul territorio. Ma il partito del no alla centrale cresce giorno dopo giorno. Non si discute più su dove mettere la centrale, si chiede solo che venga spostata altrove. Fuori dalla Gallura. Magari a Porto Torres.
    Mentre si profila un nuovo popolo anti centrale. Anche il coordinatore provinciale di Sel, l’assessore alla Pubblica istruzione Natale Tedde, si schiera contro il progetto Galsi. «Siamo contrari alla centrale – dice -. Ci opponiamo a questo progetto che va contro il territorio e vuole calare dall’alto una scelta. Non ci saranno benefici per l’occupazione e nessuno ci ha dato garanzie sulla sicurezza di una centrale di compressione del gas. C’è poi un altro aspetto che è rimasto del tutto oscuro. Non ci sono studi sugli effetti sulla salute che questo impianto potrebbe avere. Ci sono al contrario delle certezze. Sul danno che una stazione da 19 ettari avrà sull’immagine turistica della Gallura». Tedde invita alla mobilitazione. «Siamo pronti a portare avanti azioni forti – dice -. C’è ancora tempo, non è concepibile che un’opera venga imposta al territorio contro la sua volontà». Ma contro la centrale si schiera anche l’assessore alle attività produttive Marco Vargiu. «La realizzazione del gasdotto e della centrale di compressione è deleteria per l’immagine del nostro territorio – dice Vargiu -. Si pensi a una località turistica croata che compra una pagina su un quotidiano europeo. La pagina viene divisa in due. Sopra, Olbia e la sua centrale di compressione, una vacanza che costa mille euro. Sotto, una bella spiaggia croata, vacanza che costa 500. Una simile pubblicità comparativa è legittima, la nostra immagine verrebbe compromessa. Ma basta ragionare su quello che si può fare su internet. Tanti turisti scelgono la propria vacanza con le recensioni dei viaggiatori sui portali. L’ospite è il nostro principale veicolo pubblicitario. È nostro interesse far sì che il suo messaggio sia positivo. C’è chi sostiene che il gas a basso prezzo sia un vantaggio per famiglie e aziende. Ma non abbiamo certezza che il gasdotto fornirà il nostro territorio, è probabile che saremo solo una servitù della Galsi. È più importante studiare un percorso che possa garantire a tutti maggiori opportunità. È ora che il consiglio comunale si dimostri contrario al progetto Galsi. Fino a oggi ha sempre tentennato».

  3. settembre 14, 2011 alle 3:00 PM

    da La Nuova Sardegna, 14 settembre 2011
    Nuovo no alla centrale Galsi a Vena Fiorita. Ieri il vertice tra la giunta comunale e la società: le posizioni restano immutate. (Enrico Gaviano)

    OLBIA. Il vertice di ieri fra amministrazione comunale e i rappresentanti Galsi non ha cambiato nulla rispetto alle posizioni delle due parti. Olbia continua a dire no alla centrale di compressione a Vena Fiorita, nonostante le nuove rassicurazioni della società che deve costruire l’opera.
    All’incontro, che si è svolto in municipio, hanno preso parte il sindaco Gianni Giovannelli, il presidente del consiglio comunale Vanni Sanna, l’intera giunta e diversi consiglieri comunali. Per Galsi, hanno partecipato il presidente Roberto Polì, insieme a Gabriele Lucchesi e Miriam Biscotti, consulenti tecnici, e l’addetta alle pubbliche relazioni Sara Milanesi. «Abbiamo ribadito a Galsi – ha sottolineato a fine incontro il sindaco Gianni Giovannelli – le motivazioni che hanno portato già il Consiglio comunale, nel mese di agosto, a bocciare l’ipotesi di una centrale di compressione nel nostro territorio».
    Motivazioni che poggiano le basi su tre argomentazioni principali. «Anzitutto – prosegue il sindaco -, non abbiamo nessuna notizia rassicurante sul rispetto e la salvaguardia della specificità del territorio e di alcune specie animali protette, che sono in via di estinzione. Poi abbiamo sempre fortissimi dubbi sull’impatto che una simile struttura potrà avere sull’appeal di Olbia e del territorio. La nostra città ha una forte vocazione turistica, la stazione di pompaggio del gas potrebbe avere a sua volta un effetto negativo, cancellando e sminuendo il valore turistico e l’attrattiva che sinora esercita sui potenziali visitatori. Infine c’è il capitolo benefici. Non sono ben chiare le ricadute per la città e il territorio. Qui, per ora, la città deve dare il proprio territorio, in cambio invece non si capisce che cosa la comunità olbiese possa guadagnare dal passaggio del gas, e dalla compromissione del territorio».
    Dunque, il no rimane. «Anche perché – conclude il sindaco – sulla procedura burocratica pesa anche la mancanza di un parere da parte di Bruxelles. Non c’è una seria interlocuzione con l’Unione europea, eppure stiamo parlando di aree Sic, cioè protette in maniera rigorosa dall’organismo sovranazionale».
    Galsi, secondo quanto dichiarato da Sara Milanesi, dell’ufficio stampa, continuerà a dialogare. «L’incontro di oggi – dice la rappresentante della società – è stato interlocutorio. Dopo il pronunciamento negativo di agosto del consiglio comunale, era necessario che sentissimo di persona l’amministrazione comunale. I loro dubbi restano. Noi abbiamo semplicemente ribadito che, nonostante le loro perplessità, l’impatto della struttura sul territorio sarà molto lieve. Del resto il progetto ha avuto il parere positivo anche del ministero dell’ambiente, che ha detto sì al Via, valutazione d’impatto ambientale. Noi, insomma, continuamo a dialogare, ma anche a portare avanti il nostro progetto».

  4. settembre 15, 2011 alle 2:31 PM

    da La Nuova Sardegna, 15 settembre 2011
    Dalla Provincia nuovo no alla centrale Galsi. Il presidente Sanciu e l’assessore Carzedda presentano le osservazioni.

    OLBIA. La Provincia a tutto gas contro la centrale di compressione a Vena Fiorita. Il presidente Fedele Sanciu e l’assessore all’Ambiente Pietro Carzedda mettono in atto una strategia in due mosse. Si schierano in modo pubblico contro la stazione e inviano un documento con le osservazioni al progetto al Ministero dello sviluppo economico.
    La doppia mossa conferma il rifiuto della Provincia a qualsiasi ipotesi di creare una centrale di pompaggio del gas a Vena Fiorita. Dopo il no del Comune anche la Provincia conferma la sua opposiziobe al progetto. E da via Nanni sono pronti alla guerra di carte. «Esistono delle incompatibilità di tipo urbanistico e ambientale che non possono essere sottovalutate – spiega Carzedda -. Le nostre osservazioni partono da questo dato inconfutabile. Noi la centrale a Vena Fiorita non la vogliamo. E siamo pronti anche ad appoggiare il Comune di Olbia nella battaglia contro la creazione della stazione».
    Il fronte del no si allarga. La Provincia nelle osservazioni inviate al Ministero fa tre contestazioni alla Galsi. La prima è di tipo urbanistico. Nella zona in cui dovrà sorgere la centrale il consiglio comunale ha previsto una destinazione differente e nel piano di fabbricazione tutta l’area è destinata a servizi aeroportuali. La seconda osservazione contesta anche la compatibilità ambientale della centrale. Secondo la provincia in quell’area c’è un sito storico, il castello di Pedres e diverse aziende agricole la cui attività verrebbe ostacolata dalla centrale. Ma la provincia fa anche una terza osservazione la centrale e la condotta che attraversa la Gallura andrebbero a interferire con la quattro corsie Olbia-Sassari. In alcune aree dovrebbe passare sia la condotta, sia la nuova strada. Per questo la Provincia chiede l’intervento immediato del Ministero e della Regione perché la centrale di compressione sia realizzata in un altra area. (l.roj)

  5. settembre 28, 2011 alle 11:03 PM

    mitico 😮 😮 😮 dopo due anni si sveglia anche il P.S.d’Az.!!! A breve, forse, anche la Fatina dei denti 😮

    da Tiscali Notizie, 28 settembre 2011
    Nasce comitato contro il metanodotto. Promosso da alcuni cittadini di Olbia: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/11/09/28/gasdotto.html

  6. ottobre 13, 2011 alle 10:19 PM

    da Sardegna 24, 13 ottobre 2011
    GALLURA. Via libera di Enac al gasdotto: http://www.sardegna24.net/gallura/via-libera-di-enac-al-gasdotto-1.30960

  7. ottobre 14, 2011 alle 2:42 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 14 ottobre 2011
    Metanodotto Galsi, arriva il via libera del Governo. Subito la conferenza di servizi per dare il via alla realizzazione dell’opera. Olbia e Sant’Antioco cercano di resistere al progetto Galsi. (Enrico Gaviano): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/14/news/metanodotto-galsi-arriva-il-via-libera-del-governo-5141971

  8. ottobre 15, 2011 alle 6:28 PM

    da La Nuova Sardegna, 15 ottobre 2011
    Il consiglio comunale ha dato parere favorevole al Galsi. Ora la conferenza di servizi finale
    «Sì» al tubo del gas algerino. Un’infrastruttura di 13 chilometri attraverserà il territorio.
    Il metanodotto Algeria-Italia taglierà in linea obliqua la piana di Chilivani per raggiungere Olbia. (Alessandro Tedde)

    OZIERI. Il consiglio comunale ha detto «sì» al gasdotto Galsi. L’assemblea civica ha dato parere favorevole per il tratto del metanodotto Algeria-Italia che attraverserà il territorio di Ozieri. Ora manca solo la conferenza di servizi finale per l’inizio dei lavori.
    Ma dopo l’accelerata impressa giovedì dal Governo, i tempi potrebbero accorciarsi.
    Per il Galsi hanno votato a favore tutti i consiglieri, dopo che i pareri tecnici avevano accertato «l’assenza di interferenze con eventuali infrastrutture esistenti». Il gasdotto, infatti, ricade interamente in zona agricola e ha già ottenuto il via libera in materia paesaggistica e ambientale. Ecco il dettaglio del tracciato ozierese.
    Il tubo attraverserà 13 chilometri di territorio comunale: una condotta a 3 metri sotto il suolo che taglia in linea obliqua la Piana di Chilivani e va dal confine con Mores a Ovest, a quello con Oschiri a Nord-Est. Il punto di ingresso è tra la strada provinciale uno e il bivio di Mesu’e Rios, dopo la centrale elettrica.
    Poi il gasdotto prosegue quasi parallelo alla strada statale 597, passa vicino al bivio di Figos e va avanti in direzione Nord-Est fino al bivio per Martis. Nel tratto finale scavalca il Rio Mannu ed entra nel territorio di Oschiri. In tutto 13 chilometri circa: dal 208 al 221 per la precisione.
    Nella sua “corsa” verso Olbia, il Galsi attraversa la Zona di Protezione Speciale (Zps) e l’area Sic (Sito di interesse comunitario) di Chilivani, dove nidificano le cicogne e ha il suo habitat «sa pudda campina». Ma il tracciato ha avuto l’ok più difficile, che era quello per l’impatto ambientale. Nessuna interferenza anche con il progetto della nuova Sassari-Olbia, che a tratti correrà più a Nord e in alcuni punti parallela.
    Qualche mugugno, invece, potrebbe arrivare dai proprietari dei terreni espropriati perché non c’è certezza su alcuni aspetti. Per ora, infatti, si sa che verranno espropriate le aree su cui sorgeranno le centraline di controllo e la stazione di verifica del Galsi (l’unica opera visibile a occhio nudo). Ma non è chiaro se finiranno sotto esproprio anche le “fasce di servitù” di 40 metri intorno al tubo, oppure se sarà imposto un semplice divieto di edificazione che lascia spazio alle attività agricole. Se ne saprà di più nella conferenza di servizi finale, probabilmente.
    Il gasdotto tra l’Italia e l’Algeria, il cui procedimento per l’autorizzazione alla costruzione è stato pubblicato ai primi di agosto, attraverserà la Sardegna da Sud a Nord-Est per 272 chilometri. Da Olbia proseguirà sui fondali del Tirreno fino a Pimobino e lì si allaccerà alla rete del metano nazionale.
    Il documento votato dal consiglio comunale di Ozieri costituisce «autorizzazione di costruzione e messa in esercizio» dell’infrastruttura senza ulteriori procedimenti.
    Perciò, dopo la conferenza di servizi esecutiva, che dovrebbe svolgersi entro l’autunno, potrebbero partire i cantieri.

  9. Boe
    ottobre 19, 2011 alle 7:22 PM

    Sbaglio o siete in una condizione di palese ambiguita’ ?…La discussione su quanto si ridurrebbe la devastazione con una correzione al tracciato e’,non solo ingannevole e deviante
    ma, solo un modo per tergiversare e tirare avanti : sara’ comunque un DISASTRO senza precedenti che lascera’ A TUTTI un grande sconforto –

  10. ottobre 20, 2011 alle 2:42 PM

    da La Nuova Sardegna, 20 ottobre 2011
    Carzedda: «Non daremo il via libera». Galsi, la Provincia negherà l’autorizzazione alla stazione di pompaggio.

    OLBIA. La Provincia negherà l’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, al progetto della centrale Galsi a Vena Fiorita. Lo ha annunciato ieri l’assessore all’ambiente dell’ente di via Nanni, Pietro Carzedda. «Stiamo lavorando insieme all’Arpas per opporci alla centrale di pompaggio del gas – ha detto – e abbiamo intenzione di non concedere la firma dell’autorizzazione, documento necessario per dare il via ai lavori».
    Carzedda ha spiegato che questa presa di posizione di fatto bloccherebbe l’iter: «Sarebbe come non rilasciare la concessione edilizia a chi vuole costruire un palazzo. Cosa accadrebbe? Non è un problema che ci riguarda. Toccherebbe a Galsi proporre un’alternativa».
    L’assessore all’ambiente del Comune di Olbia. Giovanna Spano, ha apprezzato: «Devo constatare con piacere – ha detto – che la Provincia si trova sulla nostra stessa linea. E se consideriamo che l’assessore Pietro Carzedda è anche consigliere comunale di minoranza, possiamo essere certi dell’esistenza di un fronte comune sulla questione».
    Dell’autorizzazione integrata ambientale necessitano alcune aziende a impatto significativo per uniformarsi ai principi dettati dalla Ue. Dal momento dell’entrata in vigore ha sostituito una serie di autorizzazioni in materia ambientale. (a.pal.)

    da Sardegna 24, 20 ottobre 2011
    Galsi: dal nuorese sì al metanodotto: http://www.sardegna24.net/nuoro/galsi-dal-nuorese-si-al-metanodotto-1.33076

  11. ottobre 20, 2011 alle 10:56 PM

    sbagli, Boe.
    In un’ottica di medio periodo il gas naturale può essere una fonte energetica di transizione dalle fonti fossili “tradizionali” (olio pesante) e finto-alternative (targas) verso le fonti energetiche rinnovabili.
    Se fosse cambiato il tracciato – con l’approdo nella zona industriale di Portovesme (e non nel Golfo di Palmas), lungo le aree già pubbliche del tracciato dismesso delle Ferrovie Meridionali Sarde, lungo le fasce di rispetto della S. S. n. 131 e di altra viabilità pubblica – come abbiamo formalmente chiesto nell’atto di intervento del procedimento di V.I.A., l’impatto ambientale e socio-economico sarebbe infinitamente minore.
    Inoltre, come abbiamo analogamente formalmente richiesto, dovrebbero esser previsti e finanziati i collegamenti e le connessioni con le reti di distribuzione delle aree urbane e industriali sarde (es. con i fondi comunitari 2007-2013).
    Altrimenti, ci dovremo tenere chissà fin quando impianti inquinanti e depredatori di soldi pubblici come il Targas (gruppo Saras s.p.a.) e quelli di Portovesme e Porto Torres, verso cui non viene stranamente mossa alcuna critica.
    E nemmeno tu ne parli.

  12. ottobre 21, 2011 alle 2:49 PM

    da L’Unione Sarda, 21 ottobre 2011
    Olbia. Il fronte del “no” non vuole che la stazione venga costruita in Gallura. Centrale Galsi, città divisa. La Cgil rompe con la sinistra e dice “sì” al progetto: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_370_20111021091739.pdf

    Il caso. La Provincia di Nuoro pronta a ospitare la stazione.
    «Il metano lo vogliamo noi»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_370_20111021091828.pdf

    da La Nuova Sardegna, 21 ottobre 2011
    «Giù le mani dal progetto per il Galsi». Preoccupazione per la «rivolta olbiese» contro il gasdotto: basta inutili ritardi. (Giovanni Bua): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111021091811.pdf

    da Sardegna 24 on line, 21 ottobre 2011
    Galsi, ministro Romani annuncia conferenza servizi: http://www.sardegna24.net/regione/galsi-ministro-romani-annuncia-conferenza-servizi-1.33333

  1. ottobre 22, 2011 alle 5:49 PM
  2. novembre 1, 2011 alle 6:50 am

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