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Tribunale di Cagliari: l’ecomostro di Nebida dev’essere demolito.


Iglesias, l'ecomostro di Nebida

Era ora. Il Tribunale di Cagliari ha deciso che l’ecomostro di Nebida dovrà essere demolito. Condannato, fra gli altri, l’allora dirigente del Comune di Iglesias Lamberto Tommasi (1 anno di arresto).   L’osceno palazzone con vista sul Pan di Zucchero, realizzato dalla società Porto Flavia s.r.l., venne posto sotto sequestro preventivo nel marzo 2008 su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari dopo l’esposto (23 marzo 2007) inoltrato dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.  

La storia di questo scempio ambientale è piuttosto lunga e travagliata, inizia con autorizzazioni da parte del Comune di Iglesias nel 2003.  Nel 2009, il Comune di Iglesias e la società Porto Flavia s.r.l. avrebbero raggiunto un accordo per sdoganare l’orrido ecomostro realizzato a Nebida, con l’abbattimento di due piani e il recupero della volumetria su terreni contigui che l’Igea s.p.a. (società mineraria in mano pubblica) sarebbe andata a cedere.

Iglesias, l'ecomostro di Nebida

Pare che abbiano fatto i conti senza l’oste.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

da La Nuova Sardegna, 22 luglio 2011

Nebida, l’ecomostro sarà demolito. Il verdetto: 5 condanne e l’abbattimento dell’hotel. Mauro Lissia

CAGLIARI. L’ecomostro di Santa Margherita di Nebida, uno spaventoso palazzo-hotel di sette piani a picco sul Pan di Zucchero, dovrà essere demolito. L’ha stabilito il tribunale presieduto da Massimo Poddighe, che ieri mattina ha chiuso con cinque condanne il processo ai titolari della società Porto Flavia e al funzionario comunale responsabile di aver avallato la sua costruzione malgrado una serie di illegittimità. Dieci mesi di arresto è la pena inflitta a Dario, Vincenzo, Cristina e Daniele Locci, colpevoli di abusi edilizi e violazioni ambientali, un anno per Lamberto Tomasi che i giudici hanno riconosciuto colpevole di abuso d’ufficio. Per il dipendente comunale di Iglesias è scattata anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena, ma è l’ordine di ripristino dei luoghi firmato dal tribunale che ora pende sulla testa della società costruttrice in attesa dei successivi gradi del giudizio penale. Comunque sia una vittoria per le associazioni ecologiste – su tutte il Gruppo di intervento giuridico – che si sono battute per fermare la realizzazione di quello che è apparso subito come un autentico scempio in una costa di straordinaria bellezza come quella di Nebida, fin’allora intatta. Per ricostruire questa vicenda di ordinaria speculazione bisogna risalire al 2001, quando la ditta Dario Locci di Domusnovas riesce a ottenere dal Comune di Iglesias il via libera per realizzare un residence di tre piani. Sembrava tutto in regola. Poi, nel 2003, la concessione edilizia passa alla società Porto Flavia, titolari sono ancora i Locci. Parte la richiesta per una variante e dal comune di Iglesias arriva ancora una volta l’autorizzazione: stando al progetto l’edificio sembrerebbe compatibile con gli strumenti urbanistici e le norme di tutela, nella realtà compare un ecomostro di sette piani, con seminterrato e mansarde, che s’affaccia sul faraglione del Pan di Zucchero. E’ un terribile refuso ambientale, che macchia un paesaggio naturale incomparabile, talmente vistoso da aprire la strada a una sequenza di denunce e di proteste pubbliche. Il pm Andrea Massidda valuta gli atti e ottiene dal gip Giorgio Altieri il sequestro dell’edificio, un provvedimento che regge alla prova del Riesame e anche a quella della Cassazione. L’inchiesta giudiziaria va avanti e accerta come la concessione di nuove volumetrie, contenuta nella variante, risulti in pieno contrasto con gli indici stabiliti, con le altezze e le volumetrie possibili. Il magistrato passa al setaccio la filiera di varianti, di richieste di variante e conseguenti bocciature, diffide e modifiche che segnano il cammino del progetto, andato avanti nonostante l’area fosse coperta da tutele rigorose. Infine stabilisce che sono stati commessi reati e decide per la richiesta di rinvio a giudizio di tutti i responsabili.

 

 

(foto per conto GrIG)

  1. francesco
    luglio 22, 2011 alle 6:39 am

    Sarebbe una bella cosa se guardandoci attorno non avessimo più da indignarci per i continui scempi che vengono compiuti sul paesaggio, sull’ambiente…scempi che gravano sulla stessa “intelligenza” di noi esseri umani. In attesa che questo sogno si avveri, finalmente una bella notizia!

  2. Patrizia Pili
    luglio 22, 2011 alle 8:52 am

    Splendida notizia!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Manuel Zanella
    luglio 22, 2011 alle 9:40 am

    Per fortuna esiste il Gruppo D’Intervento Giuridico!! Altrimenti quel palazzo starebbe ancora li per secoli…

  4. marghe
    luglio 22, 2011 alle 12:51 PM

    siete grandi!!!

  5. fabio
    luglio 22, 2011 alle 2:06 PM

    lo butteranno giu ? o rimarra li ? e rimaranno solo carte che dicono di buttarlo giù?

    io ad oggi non ho mai visto buttar giu nessuno abuso …. però ci spero avvenga prima o poi .

  6. Marco C.
    luglio 22, 2011 alle 6:11 PM

    se lo scempio è andato in tribunale è grazie a voi, meno male che ci siete e siete così efficaci.

  7. luglio 23, 2011 alle 11:11 am

    Lo demoliscono e poi le macerie secondo voi le portano via o rimangono li?????

    • luglio 23, 2011 alle 12:41 PM

      il futuro è nel grembo di Giove e nelle mani degli uomini 😉

      • fabio
        luglio 23, 2011 alle 3:30 PM

        infatti è l’ultima parte della frase che mi preoccupa .. … La carta rimane solo carta se non si passa ai fatti …. e c’e’ poco da cantar vittoria se lo scempio è li e ci rimane … Sono vittorie teoriche .. servono a poco a mio avviso . Ripeto non ho mai visto una demolizione in vita mia… speriamo sia la prima .

  8. luglio 23, 2011 alle 4:05 PM

    complessi abusivi di rilevanti dimensioni sono stati demoliti a Baia delle Ginestre (Teulada), Piscinnì (Domus de Maria), Baccu Mandara (Maracalagonis), Piscina Rey (Muravera)…..

  9. antonio
    luglio 26, 2011 alle 8:07 am

    Sono del parere che quel palazzo non doveva nemmeno essere costruito, ma mi pongo due domande:
    Primo: dove andrebbero le macerie?
    Secondo: perche’ voi amici della terra vi muovete sempre dopo che queste costruzioni sono a meta’ dell’opera?
    A mio avviso (spero di sbagliarmi) avete nemici impresari, li fate spendere per le realizzazioni e poi li fermate a meta’ dell’opera per vederli fallire. Se cosi’ fosse, i criminali siete voi.

    • luglio 26, 2011 alle 3:07 PM

      anche noi siamo del parere che quel palazzo non doveva essere costruito. Ecco le risposte alle tue domande:
      1) le macerie delle demolizioni devono andare, per legge, a discarica controllata;
      2) ci sei o ci fai? La tua domanda non merita risposta migliore. “Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, della prima non sono sicuro” (Albert Einstein).

    • febbraio 10, 2014 alle 5:47 PM

      ti piace rivoltare la frittata,è il comune di Iglesias che non deve dare i permessi in un’area sic protetta anche da leggi comunitarie,i cittadini devono vigilare e comunicare gli abusi edilizi,i criminali sono gli imprenditori che pur di lucrare distruggono le bellezze naturali della sardegna,è ora di demolire gli ecomostri con indotto di lavoro per molti disoccupati,cmq mi sembri in malafede per salvare qualche tuo privilegio!? complimenti

  10. Manuele Mariani
    luglio 27, 2011 alle 6:58 PM

    non è che non andava costruito.. ma andava costruito con materiali del posto (classica petra cagliaritana color sabbia) elementi architetotnici classici ed apparati decorativi_ il problema infatti non è tanto il costruire in sé, ma come lo si fa_
    se un edificio è bello (e ovviamente proporzionti, compatto, omogeneo e liscio) lo puoi mettere dappertutto e non deturperà mai !

  11. Maggio 1, 2013 alle 11:29 PM

    da Cagliari Globalist, 30 aprile 2013
    Quale turismo se domina il cattivo gusto?
    Non solo industrie e veleni: a minare il futuro del Sulcis e dell’Iglesiente ci si mette anche chi, fa speculazioni al limite del terrorismo kitsch.[Eleonora Di Marino]: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=73034&typeb=0

  12. febbraio 10, 2014 alle 5:37 PM

    ottima notizia,come al solito sono le associazioni naturalistiche a difendere l’ambiente,iglesias corruttibile
    come altre zone della sardegna,la domanda a questo punto è: come mai la demolizione non è stata eseguita?
    al prossimo luglio sono passati 3 anni dalla sentenza..

  13. Giuseppe
    Maggio 21, 2015 alle 7:39 PM

    ma se ne accorgono sempre e solo quando lo scempio è avvenuto? Chi dovrebbe vigilare evidentemente non fa il suo lavoro, un edificio di 7 piani non viene costruito in una notte…

  14. Francesco
    Maggio 22, 2015 alle 11:53 am

    ottima notizia, era tutto assurdo,finalmente qualcosa si muove,comunque non è l’unico ecomostro presente in quel tratto di costa protetta(zona SIC),per ora accontentiamoci di questo successo e vigiliamo preventivamente al fine che non succedano altri casi simili e che l’abbattimento avvenga in tempi brevi.

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