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Ora dei ricorsi contro il “gasdotto appenninico” della Snam!


Appennino umbro-marchigiano

Il 4 Giugno 2011 i comuni abruzzesi di Sulmona, Pratola Peligna, Pacentro, Corfinio, l’Aquila, la Comunità Montana Peligna e il WWF Nazionale hanno impugnato presso il TAR del Lazio il decreto del Ministero dell’Ambiente che autorizzala Snam al passaggio del gasdotto Brindisi Minerbio nel tratto Sulmona-Foligno. I Comitati e le Associazioni che si battono oramai da sette anni contro questa inconcepibile proposta di devastazione territoriale costituita dal tracciato del Metanodotto ringraziano gli amministratori degli enti ricorrenti, che hanno dato prova di sensibilità e determinazione nella difesa dei cittadini, dei loro diritti e della loro sicurezza.

Evidentemente, ci sono ancora amministratori che differenziano la propria impostazione politica e personale da quella (dilagante) di Cetto La Qualunque.

Toscana, Laivane, realizzazione metanodottoL’Umbria e le Marche, contigue territorialmente all’Abruzzo e con le stesse caratteristiche e criticita’ ambientali e morfologiche non hanno certo maggior accreditamento presso il paradiso che li protegga dagli eventi sismici e dai danni ambientali che il gasdotto creerebbe. Molti dei comuni dell’Umbria e delle Marche sono anch’essi all’interno della fascia Appenninica in cui è più alto il rischio sismico a livello nazionale.

Vale ricordare il parere dei tecnici della Regione Umbria, che nello specifico parlano di modificazioni irreversibili degli ecosistemi delle biocenosi presenti” e di “alterazione paesaggistica prodotta dall’opera,  che  rimarrà  visibile  per un tempo  considerevole e costituirà un  segno  pregiudizievole  per  la salvaguardia          dei       caratteri paesaggistici             del territorio Umbro”  ancora, nel caso  dei  corsi d’acqua      modificazioni             dell’alveo e delle sponde  in  seguito al loro  attraversamento, risultano negative e  permanenti.    Non è pertanto  proponibile una previsione  di tracciato che, correndo parallelo  ai corsi d’acqua li  interseca più volte.”Toscana, Lavane, "ferita" determinata dal passaggio del metanodotto (30 anni dopo)

I tecnici  della Regione  rilevano  anche  che “il   tracciato coincide per l’Umbria con il progetto APE (Appennino Parco d’Europa) il più importante progetto di sistema  avviato nel nostro paese, finalizzato alla conservazione della  natura   e allo sviluppo sostenibile con l’ambizione  strategica della valorizzazione delle risorse naturali e culturali.             Nel contesto ambientale appena descritto la messa            in  opera  del             metanodotto   fa emergere numerose criticità che a volte provocano modificazioni irreversibili degli ecosistemi e delle biocenosi presenti”.             

I tracciati dei metanodotti costruiti appena più a nord, dopo trent’anni sono ancora li a dimostrare di quanto possa essere pregiudizievole un simile tracciato, che si     snoda  per centinaia di chilometri sui crinali dell’Appennino.              Ci aspettiamo dunque che anche gli amministratori (sindaci, assessori, presidenti, ecc.) degli enti territoriali interessati dal segmento Foligno-Sestino, sia marchigiani che umbri, sfoderino un analogo atteggiamento di fermezza e risolutezza (e rapidità) di quelli abruzzesi, un atteggiamento volto alla   difesa dei cittadini e dei loro diritti (prima che a quelli delle multinazionali), con la conseguente presentazione di altrettanti ricorsi al TAR del Lazio     e una decisa opposizione “qualunquamente”, anche a livello politico.

Comitato “No Tubo”          Mountain Wilderness          

Gruppo d’Intervento Giuridico

              Appennino umbro-marchigiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da La Nazione, 15 giugno 2011

Il Comitato No Tubo: “La Regione si mobiliti”.

 

(foto S.L., A.C., archivio GrIG)

  1. giugno 15, 2011 alle 2:56 PM

    QUESTION TIME (2) GASDOTTO SNAM: “LA REGIONE UMBRIA HA DATO PARERE FAVOREVOLE CON RISERVA” – L’ASSESSORE ROMETTI RISPONDE A GORACCI (PRC-FED.SIN.) CHE DEFINISCE L’OPERA “MASSACRANTE E SENZA ALCUN BENEFICIO PER IL TERRITORIO”: http://www.consiglio.regione.umbria.it/node/32896

  2. giugno 17, 2011 alle 2:38 PM

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    VERINI (PD): “IL TRACCIATO DEL GASDOTTO VA CAMBIATO E ALLONTANATO DA ZONE A RISCHIO SISMICO E DI GRANDE PREGIO AMBIENTALE. LA REGIONE TENGA CONTO DELLE PREOCCUPAZIONI”
    “Sarò anch’io, domani mattina, all’appuntamento promosso sul Monte Splendore dai Comitati che si battono contro il tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio, che solleva enormi interrogativi legati alla tutela dell’ambiente, all’integrità del territorio, alla sismicità che caratterizza ampi tratti del tracciato stesso”.
    Lo annuncia il deputato umbro del PD, Walter Verini.
    “Nella scorse settimane – prosegue il parlamentare – il gruppo del PD alla Camera ha presentato una risoluzione per chiedere la modifica del tracciato. La risoluzione, oltre che dal sottoscritto, è stata firmata dal parlamentare aquilano Lolli, dalla toscana Mariani, che è anche capogruppo PD in Commissione Ambiente, dal marchigiano Vannucci, a sottolineare l’impegno corale del partito nelle zone in cui il tracciato presenta fortissimi
    aspetti di criticità”.
    “Abbiamo ottenuto – aggiunge Verini – che la Commissione Ambiente promuova audizioni con tutti i soggetti interessati, a partire dai Comitati stessi, e ci batteremo perché si riesca a fissare quanto prima le audizioni”.
    “Noi non siamo – dice il parlamentare PD – contro il gas, che insieme alle rinnovabili può rappresentare una grande opportunità. Riteniamo però che il tracciato, in gran parte dei suoi tratti, sollevi gravissimi problemi e ci battiamo perché il tracciato venga modificato, guardando a ipotesi diverse e praticabili, che non riguardino pregiate zone appenniniche caratterizzate perdipiù da rischio sismico. E’ quanto hanno chiesto interi consigli comunali, amche umbre, e sarebbe bene che anche la Regione Umbria, proprio perché è tra le più attente alla difesa dell’ambiente, dedicasse un supplemento di riflessione seria a questi aspetti”.

    Walter Verini
    Deputato PD dell’Umbria

    Ufficio Stampa
    339.3777046

  3. giugno 17, 2011 alle 3:40 PM

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    Perugia, 16 giugno 2011

    COMUNICATO STAMPA

    Sabato 18 giugno prossimo parteciperò all’appuntamento organizzato dal comitato “No Tubo” al Monte Splendore, sul crinale dell’Appennino umbro-marchigiano.
    Ci sarò per ribadire, insieme a quanti da anni si battono per impedire la realizzazione del progetto della Snam, che il passaggio del gasdotto “Rete Adriatica” lungo la dorsale appenninica, in ambienti naturali pressoché incontaminati, è una scelta devastante per l’ambiente, penalizzante per l’economia, rischiosa per le comunità interessate.
    Da anni, ormai ed a diverso titolo, chiediamo in diverse forme e nelle diverse sedi che questo progetto venga sostanzialmente modificato. La mobilitazione delle amministrazioni e delle comunità abruzzesi hanno messo sotto la lente d’ingrandimento anche l’aspetto dei rischi collegati alla realizzazione di un’opera di queste dimensioni in territori ad alta sismicità.
    Nella seduta del Consiglio Regionale di martedì 14 appena trascorso, a caldo, in sede di replica, ho definito “scioccante” la risposta alla mia interrogazione sul gasdotto data dall’Ass. all’Ambiente Rometti. Sempre a caldo, nella sorpresa del tono freddo e burocratico delle sue argomentazioni, ho detto a Rometti che nemmeno l’Amministratore Delegato della stessa SNAM avrebbe dato una risposta più secca, definitiva ed inappellabile, nemmeno il soggetto proponente sarebbe stato più liquidatorio nella valutazione delle tante e documentate riserve che sono state avanzate in questi anni da comitati, studiosi, amministratori, di destra e di sinistra, da comunità intere, da ultime, e successivamente al terremoto di due anni fa, quelle abruzzesi. Certamente avrebbe evitato di elencare tra le ricadute positive di questa opera l’indennizzo che potranno ricevere i proprietari dei terreni per la servitù di passaggio!
    A distanza di giorni ed a mente fredda mi chiedo se anche la Presidente Marini ritenga di poter liquidare il progetto di Gasdotto “Rete Adriatica”, che attraversa per intero la regione Umbria, come una pratica qualsiasi. Ricordando, tra l’altro, che l’autorizzazione regionale venne rilasciata dal Dirigente del Settore competente, con pareri negativi di altri servizi della Regione Umbria, senza che il livello politico istituzionale si sia mai pronunciato nel merito, né allora né successivamente.
    Ritengo quindi urgente e necessario, alla luce della posizione manifestata dall’Assessore con delega all’ambiente, che si debba procedere quanto prima a portare alla discussione in aula della mozione a suo tempo presentata dal sottoscritto, congiuntamente ai Consiglieri Stufara, Dottorini e Brutti, per consentire al Consiglio Regionale di esprimersi in materia ed alla Giunta di chiarire la propria posizione, anche in preparazione della Conferenza Stato-Regioni preannunciata dall’ Ass.Rometti.

    Il Consigliere
    Orfeo Goracci

  4. giugno 17, 2011 alle 6:49 PM

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): COINVOLGERE I CITTADINI NELLA SCELTA DEL MIGLIORE TRACCIATO POSSIBILE. A RISCHIO AMBIENTE E TURISMO
    Da marzo giace in Consiglio la mozione Idv, sottoscritta anche Fds. Regione si schieri a fianco dei cittadini. Pericoli per rischio sismico e idrogeologico

    “Un progetto fuori da ogni contesto di salvaguardia ambientale ed economico-turistica dell’intera regione. È necessario da subito pronunciarsi per la revisione del tracciato e ricorrere in sede europea per valutare il rispetto di tutte le procedure autorizzative tecniche”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale e primo firmatario della mozione presentata lo scorso 10 marzo relativa alla revisione del progetto di gasdotto Brindisi-Minerbio, invita la giunta a riconsiderare la propria posizione di retroguardia rispetto all’opera voluta dal governo.
    “Il tracciato del gasdotto produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all’economia dei paesi coinvolti. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d’acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico – aggiunge Dottorini – nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l’intera opera, che è bene a ricordare attraverserà gran parte dell’Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico. È giunto il momento che la Regione, rompendo una tradizione ormai consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un’opera di tale portata siano rispettate”.
    “Secondo gli elaborati progettuali – continua – si vede come l’impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell’Umbria. Settori di fondamentale importanza per l’economia dell’intera Regione. Chiediamo infine che la Regione si faccia carico delle istanze dei cittadini che da anni si battono per la tutela del territorio, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell’ambiente e degli interessi dell’intera comunità regionale”.

    Perugia, 17 giugno 2011

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