Home > fondi comunitari > Fondi comunitari in Sardegna.

Fondi comunitari in Sardegna.


Iris planifolia

Come vengono gestiti i fondi comunitari assegnati alla Sardegna?  Quali utilità e benefici hanno causato?  Quali i problemi e le criticità?    Qui l’indagine svolta dalla Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione autonoma della Sardegna sulla gestione inerente il P.O.R. Sardegna 2000-2006, comprensiva della rilevazione delle frodi e delle irregolarità in materia, con particolare riferimento al F.E.O.G.A. 

Sezione di controllo per la Regione autonoma della Sardegna – Delibera 28 marzo 2011, n. 19/2011/PRS e Relazione.     

Indagine sulle risultanze finanziarie POR Sardegna 2000-2006 e del Fondo FEOGA e sulle misure di investimento nelle aziende agricole. Rilevazione irregolarità, recuperi ed effetti della decertificazione della spesa irregolare.

Qui le precedenti del 2009, del 2008, del 2007.

Gruppo d’Intervento Giuridico

__________

 

Corte dei Conti

Sezione di Controllo per la Sardegna

– Segreteria Presidenza –

                                                                    Cagliari, 5 aprile 2011

COMUNICATO

     Nell’Adunanza pubblica del 23 marzo 2011,la Sezionedi controllo della Corte dei conti (Presidente Anna Maria Carbone Prosperetti, relatore Maria Paola Marcia) ha deliberato gli esiti del controllo svolto sulla chiusura del POR Sardegna 2000-2006, sul fondo Feoga e gli investimenti nelle aziende agricole, sulla spesa irregolare e sui recuperi per indebiti finanziamenti erogati.

            All’Adunanza e alla discussione orale sono intervenuti l’Assessore regionale della Programmazione e bilancio, on.leLa Spisa, il Direttore Generale del Bilancio, dottor Sardi, il Direttore Generale della Ragioneria Generale, dottoressa Marchioni, il Direttore Generale del CRP (Autorità di gestione del POR ), dott. Cadeddu, dirigenti e funzionari dell’Argea e dell’Amministrazione regionale.

Dal controllo effettuato è emerso che:

  • A fronte del contributo totale programmato in sede UE per la realizzazione del programma 2000-2006 prorogato al 2009 (pari a 4,180 miliardi di euro), la Regione Sardegnaha richiesto benefici superiori per  interventi finanziati  pari a 5,265 miliardi di euro, di cui ha impegnato circa l’87% e già corrisposto ai soggetti beneficiari pubblici e privati l’82% (ovvero 4,331 miliardi di euro).
  •  Le risorse già acquisite al bilancio regionale per interventi realizzati sui diversi Fondi strutturali e certificati dalle Autorità regionali ammontano a 3,346 miliardi di euro (co-finanziamento comunitario e statale).
  •  La parte rimanente sarà riconosciuta alla Regione solo a seguito dell’esito positivo delle verifiche disposte dalla Commissione europea sulla correttezza/legalità delle procedure di spesa, previa dimostrazione del conseguimento effettivo degli obiettivi di sviluppo e crescita propri di ciascun Fondo. La Corte ha rilevato, nelle diverse occasioni di controllo sulla materia, che non si dispone di adeguate misurazioni d’impatto circa l’effettività del conseguimento degli obiettivi socio-economici  e di superamento del deficit di sviluppo cui erano destinate le risorse del bilancio comunitario .
  • Dal Rapporto Finale di Esecuzione del programma si ricava che sono stati finanziati 31.006  progetti di cui 1.560 revocati o oggetto di rinuncia da parte dei beneficiari dei contributi.
  • I progetti finanziati sul FONDO FEOGA sono stati 14981 per un costo pari a 978,417 milioni di euro, di cui già pagati 882,426 milioni di euro (90,18%).  La quota di spesa irregolare, indebitamente effettuata e da recuperare (359 progetti/interventi in gran parte solo parzialmente eseguiti), ammonta a 7,780 milioni di euro, di cui  recuperati  ad oggi solo 2,271 milioni di euro. La Corte ha rilevato che a fronte della consistenza delle risorse affluite al comparto agricolo, gli stessi documenti ufficiali conclusivi non ravvisano le auspicate ricadute positive e di miglioramento del sistema.
  • Le Autorità POR addebitano alle sottodotazioni qualitative e quantitative di personale il parziale mancato conseguimento degli obiettivi. Sul punto invecela Cortesegnala alla Regione la consistente dotazione di personale del comparto (1.695 unità tra Assessorato regionale all’agricoltura ed enti), sul quale promuovere le opportune razionalizzazioni..
  • L’ammontare totale della spesa irregolare su tutto il POR è pari a 257,126 milioni di euro per 5.113 interventi indebitamente finanziati (il 6% dell’intero programma di spesa). La Corte ha riscontrato criticamente grandi difficoltà organizzative degli uffici regionali preposti a conseguire il recupero (sia in via stragiudiziale che giudiziale) dei contributi già erogati, anche con riguardo alla predisposizione e all’attivazione, dei meccanismi contrattuali di garanzia fideiussoria.

La relazione conclusiva, nel testo varato dalla Sezione di controllo, è pubblicata e reperibile nel sito istituzionale www.corteconti.it (deliberazione n.19/2011/PRS del 28 marzo 2011)  Le precedenti relazioni sul POR SARDEGNA 2000-2006 sono allegate alle deliberazioni  n. 20/2008 del 17 aprile 2008n. 27/2009/PRS del 30 giugno 2009.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. giugno 16, 2011 alle 2:36 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 16 giugno 2011
    Truffa da 25 milioni di euro, cinque denunciati a Cagliari.
    Denunciati per truffa ai danni dello Stato i cinque titolari della società “Atlantis la città dell’Innovazione spa”, specializzata in software e soluzioni tecnologiche per l’informatizzazione della pubblica amministrazione: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/16/news/truffa-da-25-milioni-di-euro-cinque-denunciati-a-cagliari-4446899

    da L’Unione Sarda on line, 16 giugno 2011
    Cagliari, truffa da 25 milioni di euro. Denunciati 5 responsabili della Atlantis: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/226246

  2. agosto 22, 2011 alle 2:58 pm

    da Il Corriere della Sera on line, 19 agosto 2011
    Lo scandalo dei fondi Ue che il Sud non sa spendere. Pil, cresce il distacco dal Nord. (Sergio Rizzo): http://www.corriere.it/economia/11_agosto_19/rizzo-scandalo-fondi-ue_93aa21c6-ca32-11e0-9ddb-a6b1d988da8e.shtml

    da Sardinews on line, luglio/agosto 2011
    Sardegna, sprechi e lobbies nella sanità. Fondi Ue in freezer, residui passivi in calo. Il governo di viale Trento sotto le lenti della Corte dei Conti che segnala anche fatti positivi: http://www.sardinews.it/Facciamo%20i%20conti.html

    da Tiscali Notizie
    A dicembre perderemo almeno 220 milioni di fondi europei, la Giunta non lo sa. (Carlo Mannoni): http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/bloggers/Mannoni/74/articoli/A-dicembre-perderemo-almeno-220-milioni-di-fondi-europei-la-Giunta-non-lo-sa.html

  3. ottobre 6, 2011 alle 6:26 pm

    da Sardegna 24, 6 ottobre 2011
    Troppo depressa la campagna: http://www.sardegna24.net/regione/troppo-depressa-la-campagna-1.29089

  4. novembre 8, 2011 alle 2:52 pm
  5. dicembre 12, 2011 alle 4:49 pm

    da Sardegna 24, 11 dicembre 2011
    Accordo suicida sui fondi Por: http://www.sardegna24.net/regione/accordo-suicida-sui-fondi-por-1.45669

    EDITORIALE. Ma perché restano là?: http://www.sardegna24.net/editoriale/ma-perche-restano-la-1.45928

    da Sardegna 24, 13 dicembre 2011
    I soldi dalla finestra: http://www.sardegna24.net/il-fatto/i-soldi-dalla-finestra-1.46102

  6. dicembre 14, 2011 alle 2:32 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 dicembre 2011
    La Regione dimentica 340 milioni del Por. Quelle risorse dell’Ue non possono essere spostate o riprogrammate in altri progetti. Maninchedda: «Misure strutturali non trasferibili». (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. Le casse della Regione sono vuote eppure sono stati buttati dalla finestra altri 340 milioni. La denuncia è venuta da Paolo Maninchedda e l’assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, ha indirettamente confermato in aula che la Sardegna dovrà ridimensionare il suo Por. Tutto questo per l’imperizia di alcuni dirigenti regionali che non hanno dimestichezza coi Fondi europei. Come in un giallo iniziamo dal delitto che risale all’undici novembre scorso quando i funzionari inviati dal presidente Cappellacci prendono parte alle riunioni preparatorie dell’accordo che l’ex ministro Fitto avrebbe poi sottoscritto con il commissario europeo per le politiche regionali, l’austriaco Hahn. Maninchedda che nei due anni in cui ha presieduto la Terza commissione consiliare ha fatto le pulci al bilancio della Sardegna si è chiesto, dando origine a una polemica furibonda col presidente Cappellacci: «Chi è stato mandato a rappresentare la Sardegna»? Il giallo resta, così come le conseguenze: la Sardegna, in quanto in regime transitorio non rientra nel «Piano di azione coesione» elaborato da Fitto e Hahn, che individua obiettivi contenuti e modalità per la revisione dei programmi cofinanziati. Le risorse, in sostanza, non possono essere riprogrammate su altri piani regionali. Spiega Maninchedda: «La Sardegna ha sbagliato perché ha messo fondi suoi in un Fondo nazionale, immemore di dovere ancora incassare le risorse dei Fas». La Regione si vedrà costretta a decurtare i propri programmi operativi Fse e Fesr.
    Cappellacci che si trovava a Bruxelles «per difendere le ragioni dell’isola», smentisce: «La Sardegna non ha perso un euro e ha impresso una significativa accelerazione di spesa per importanti infrastrutture strategiche regionali, concordate con il governo e l’Ue». Poi le bordate su Maninchedda: «Prendo atto che il consigliere, riportandoci all’etimo del termine filologo, quello di «amante della parola», ha sviluppato una spiccata abilità a svolgere il contraddittorio con sé stesso e non intendo distrarlo da tale travagliata dialettica». Maninchedda ricorda: «Sono un filologo e so come parla e scrive Cappellacci, riconosco il lessico e il lessico non è il suo». La polemica è poi rimbalzata in Consiglio regionale. L’assemblea ha esaminato ieri il pacchetto legislativo di riforma delle politiche comunitarie. È stato approvato un Ordine del giorno unitario, presentato da Francesca Barracciu, con cui s’impegna la Giunta ad informare immediatamente il Consiglio su tutte le attività svolte in ambito europeo e in particolare sulla situazione dei fondi europei. «Il Consiglio regionale ha approvato le linee della mozione di cui sono prima firmataria», afferma Francesca Barracciu, «e ha preso atto che sono stati sottratti al Por 340 milioni che stanno dostituendo le risorse Fas per investimenti strutturali». Ma con l’Ordine del giorno approvato ieri, la Giunta presieduta da Ugo Cappellacci sarà anche chiamata a insistere con ogni mezzo con il governo affinchè la Sardegna venga ricompresa nel programma da cinquanta miliardi miliardi sulle autostrade del mare e a esigere dal governo che i fondi per le infrastrutture della Sardegna siano garantiti come per le altre regioni, a valere sul fondo infrastrutture e sulle risorse Fas già stabilite e che le somme del Piano azione e coesione siano da considerarsi aggiuntive. Infine si prevede di chiedere al governo nazionale l’immediata presa d’atto da parte del Cipe del Par Fas della Sardegna per il periodo 2007-2013.

  7. dicembre 14, 2011 alle 7:22 pm

    A.N.S.A., 14 dicembre 2011
    Fondi Por: Sardegna virtuosa, impegnate 100% risorse in 2011. Decolla progetto Scuola digitale finanziato con 60 mln di euro: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/12/14/visualizza_new.html_13788761.html

    A.G.I., 14 dicembre 2011
    FONDI POR: REGIONE, PROGRAMMATO 46% RISORSE 2007-2013: http://www.agi.it/cagliari/notizie/201112141206-eco-rca1019-fondi_por_regione_programmato_46_risorse_2007_2013

    UE: REGIONE, AUMENTO FONDI PROGRAMMA ENPI MEDITERRANEO (+15%): http://www.agi.it/cagliari/notizie/201112141340-pol-rca1027-ue_regione_aumento_fondi_programma_enpi_mediterraneo_15

    da http://www.regione.sardegna.it, 14 dicembre 2011
    Fesr, La Spisa: “Favorire la crescita senza creare inutili polemiche”. “La scelta della rimodulazione – ha concluso La Spisa – è stata fatta nell’esclusivo interesse dei sardi non sottraendo un euro alla Regione: http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7877

    Programma Enpi, Cappellacci: “Nuove risorse importante riconoscimento Ue al ruolo della Sardegna”. “L’incremento delle risorse, che passano dai 173,6 milioni di euro iniziali a circa 200 milioni, è anche frutto della preziosa collaborazione tra la Regione ed il Governo nazionale: un dialogo avviato con il ministro Frattini, che oggi deve necessariamente proseguire con il nuovo governo Monti – ha sottolineato il presidente – soprattutto per assicurare la continuità del programma ENPI dopo il 2013”: http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7874

  8. dicembre 15, 2011 alle 2:52 pm

    da Sardegna 24, 15 dicembre 2011
    Fondi Ue, l’isola ha realmente perso 340 milioni. I finanziamenti ottenuti dalla Regione vanno a coprire risorse statali mai arrivate; quelli europei non sono mai arrivati: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/46156_Fondi_europei_La_riunicia_della_Regione.pdf

    Fai clic per accedere a 46158_La_Spisa_Laccordo_ci_aiuta_a_spendere_meglio.pdf

    da Sardegna Quotidiano, 15 dicembre 2011
    Fondi Por. È polemica sulla spesa dei finanziamenti europei: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111215084326.pdf

    da L’Unione Sarda, 15 dicembre 2011
    Boccata d’ossigeno chiamata Por, il Lavoro ha già speso 189 milioni.
    Ieri primo tagliando ai progetti portati avanti anche da Sanità e Cultura: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_151_20111215083503.pdf

    In viale Trento si esulta: «Premiato il nostro ruolo di coordinamento nel progetto». Dall’Ue arrivano 24 milioni. Fondi destinati a infrastrutture nel bacino del Mediterraneo: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_151_20111215083559.pdf

  9. dicembre 18, 2011 alle 4:43 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 18 dicembre 2011
    Così la Giunta regala 340 milioni allo Stato. E s’inasprisce l’attacco dell’opposizione: «Vertenza sulle entrate ma senza Cappellacci». (Filippo Peretti): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/12/18/news/cosi-la-giunta-regala-340-milioni-allo-stato-5431863

  10. febbraio 9, 2012 alle 2:47 pm

    da Sardegna Quotidiano, 9 febbraio 2012
    SOLDI EUROPEI. L’Ue: bloccati i fondi per l’Isola: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120209084228.pdf

  11. febbraio 14, 2012 alle 5:29 pm

    da Tiscali Notizie, 14 febbraio 2012
    Avevano usato i fondi Por per pagare i debiti dell’azienda: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/12/02/14/fondipor.html

  12. febbraio 16, 2012 alle 5:04 pm

    A.N.S.A., 16 febbraio 2012
    Corte Conti: imperversa la corruzione. ‘Fenomeni ancora notevolmente presenti’ Evasione Iva al 36%, tra le top in Europa: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/02/16/visualizza_new.html_99584978.html

    A.G.I., 16 febbraio 2012
    Corte Conti invoca cultura legalita’. In Italia record di evasione dell’Iva: http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201202161453-ipp-rt10163-corte_conti_invoca_cultura_legalita_record_evasione_iva

    da La Repubblica on line, 16 febbraio 2012
    Corruzione, l’allarme della Corte dei conti. “Fenomeno ancora notevolmente presente”.
    Parole severe dal presidente Giampaolino alla cerimonia di inaugurazione. “Le dimensioni del malaffare sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”. Dure accuse anche sull’evasione fiscale: “Solo in Spagna peggio che da noi”: http://www.repubblica.it/economia/2012/02/16/news/corte_dei_conti_denuncia_malaffare-29983453/?ref=HRER1-1

    da Il Corriere della Sera on line, 16 febbraio 2012
    L’allarme della Corte dei Conti: «In Italia dilagano corruzione, illegalità e malaffare». L’evasione Iva al 36%: è tra le più alte in Europa. «Fenomeni illegali di dimensioni superiori a quanto viene alla luce»: http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_16/corte-conti-corruzione-evasione_9f184802-588b-11e1-9269-1668ca0418d4.shtml

  13. febbraio 24, 2012 alle 4:53 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 24 febbraio 2012
    In Sardegna eccesso di enti pubblici e assunzioni senza concorso.
    Aperto l’anno giudiziario della Corte dei Conti. Il presidente e il procuratore generale denunciano la proliferazione nell’isola di società per azioni di proprietà pubblica, dove si “fanno assunzioni senza concorsi”: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2012/02/24/news/in-sardegna-eccesso-di-enti-pubblici-e-assunzioni-senza-concorso-5648370

    Ottana, così funzionava la frode milionaria.
    Un fiume di denaro pubblico per creare industrie e occupazione nella Sardegna centrale, finito nelle tasche di pochi furbi. I controlli sul contratto d’area hanno fatto scoprire che tutte le 20 aziende sono risultate irregolari: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2012/02/24/news/ottana-cosi-funzionava-la-frode-milionaria-5648214

    da L’Unione Sarda on line, 24 febbraio 2012
    Crisi, la Corte dei Conti dà l’allarme: “L’Isola ha subito pesanti ricadute”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/255054

  14. marzo 30, 2012 alle 2:59 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 30 marzo 2012
    Consulenze pubbliche: la “grande abbuffata” di Comuni, Province e Regioni.
    Da uno studio della Funzione pubblica emerge che nel 2010 enti territoriali, università e aziende sanitarie hanno disperso oltre un miliardo e mezzo di euro in 276mila incarichi inutili, figure professionali esterne spesso doppioni rispetto ai già abbondanti dipendenti statali: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/consulenze-la-grande-abbuffata/200815/

  15. maggio 3, 2012 alle 2:53 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 3 maggio 2012
    Perfugas, coppia denunciata per una truffa da 330mila euro.
    I coniugi avrebbero incassato finanziamenti pubblici per due progetti di ammodernamento delle loro aziende agricole presentando documenti falsi: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/05/02/news/perfugas-coppia-denunciata-per-una-truffa-da-330mila-euro-1.4452449

  16. maggio 8, 2012 alle 3:49 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 8 maggio 2012
    Fondi Ue, recuperati 340 milioni di euro per le infrastrutture.
    Due giorni di confronto in Regione con i vertici di Bruxelles. Sindacati e giunta, prima intesa sulla vertenza con lo Stato. (Alfredo Franchini): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/05/08/news/fondi-ue-recuperati-340-milioni-di-euro-per-le-infrastrutture-1.4477381

  17. maggio 11, 2012 alle 9:29 pm

    grazie, questa ci mancava, finora.
    Stefano Deliperi

    A.N.S.A., 11 maggio 2012
    Allarme per finta bomba vicino a Corte dei conti Cagliari.
    Strada chiusa in centro, intervengono artificieri Questura: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/05/11/Allarme-finta-bomba-vicino-Corte-conti-Cagliari_6856683.html

    da L’Unione Sarda on line, 11 maggio 2012
    Trolley lasciato incustodito. Allarme bomba a Cagliari: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/272622

    da Casteddu on line, 11 maggio 2012
    Allarme bomba alla Corte dei Conti a Cagliari, ma era solo un trolley dimenticato: http://www.castedduonline.it/cronaca/allarme-bomba-alla-corte-dei-conti-a-cagliari-ma-era-solo-un-trolley-dimenticato/22930

    • maggio 12, 2012 alle 2:11 pm

      certamente, accontentatevi del “trolley del clochard” e sarete tutti più sereni.
      In realtà, bazzicheranno una decina di clochard, disagiati mentali, “marginali” in zona: nessuno di loro – recentemente – è mai stato visto con un trolley. E se mai l’avessero avuto, se lo sarebbero tenuto ben stretto. Difficilmente l’avrebbero “abbandonato”.
      Stefano Deliperi

      da L’Unione Sarda on line, 12 maggio 2012
      C’è Quirra nella rivendicazione degli anarchici. Così l’allarme bomba fa tremare anche Cagliari: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/272658

      da La Nuova Sardegna, 12 maggio 2012
      Cagliari, allarme bomba davanti alla Corte dei conti.
      Minuti di paura per un trolley abbandonato ieri pomeriggio in via Lo Frasso Gli artificieri lo hanno fatto saltare in aria: dentro c’erano medicine e una siringa. Il custode che ha dato l’allarme
      «Ho visto il borsone, mi sono preoccupato». (Antonello Deidda)

      Erano da poco passate le quattro e mezza del pomeriggio quando il custode della sede della Corte dei Conti si è reso conto che qualcosa non andava: «Sono uscito dalla mia guardiola alle quattro e sul marciapiede non c’era nulla, ne sono sicuro. Mezzora più tardi ho vito un borsone nero e mi sono preoccupato, di questi tempi non si può mai sapere. Così ho avvertito il mio dirigente ed è partita la telefonata alla polizia». Una giusta precauzione e nel giro di qualche minuto tutta la zona è stata transennata, mentre lavoravano gli agenti della polizia e gli artificieri. Negli uffici in pochi si sono accorti di quello che stava succedendo e qualcuno si è preoccupato solo quando è stato chiesto di spostare le auto «perché bisognava far brillare il borsone sospetto». Tutto è ritornato alla normalità quasi subito e anche nei palazzi vicini e per strada, a parte qualche curioso, non c’è stata tensione. Qualcuno ha chiesto che cosa fosse successo e poi ha tirato avanti come se nulla fosse.

      CAGLIARI. Un trolley abbandonato a due passi dall’ingresso dalla sede regionale della Corte dei conti ha fatto scattare l’allarme bomba ieri pomeriggio in pieno centro. Si è trattato di un falso allarme: il borsone, di quelli comunemente usati in viaggio, è stato fatto brillare dagli artificieri della polizia e non conteneva — ad un primo esame sommario e in attesa dei riscontri della Scientifica – niente di pericoloso: un paio di foglietti con ricette mediche, un flacone con pillole e una mini-siringa, oltre a qualche busta di plastica e ad un piattino metallico. Niente che facesse pensare ad una bomba ma per due ore la zona è stata dichiarata off limits e non è stato consentito a nessuno di avvicinarsi. Via Lo Frasso, a due passi da piazza Repubblica e dalle vie dello shopping, è stata transennata dalla polizia municipale, avvertita dalla squadra volante della questura. Per un attimo si è temuto il peggio. Più che naturale, perché c’era il sospetto che potesse trattarsi di qualcosa di grave, visto quello che sta succedendo in tutta Italia, con sedi dell’agenzia delle entrate prese di mira insieme a quelle di Equiatalia e ad altri uffici pubblici. Il dirigente della squadra volante Gianfranco Murgia ha parlato «di un fatto apparentemente irrilevante», ma, ha a aggiunto «è meglio non dare nulla per scontato. Siamo intervenuti con la massima sollecitudine e abbiamo messo in atto tutte le misure per rendere inoffensivi sistemi di potenziale pericolosità e garantire la sicurezza a tutti». Sul posto sono intervenute un paio di pattuglie della volante, insieme agli artificieri del nucleo sicurezza pubblica: tutti hanno agito secondo le regole. L’allarme è rientrato poco prima delle 19, quando la zona è stata riaperta al traffico. E’ iniziato lo studio del materiale ritrovato per risalire (ma non sarà facile) al proprietario. Qualcuno ha parlato di uno clochard o di un tossicodipendente che avrebbe abbandonato in quel posto il trolley. Volutamente o no? Lo dirà l’inchiesta della Procura, che è stata subito avviata. Erano le 16.30 quando è arrivata una telefonata alla questura. Era il custode della sede della Corte dei conti di via Lo Frasso: «C’è una valigia sospetta a due passi dal portone». In un attimo sono arrivate sul posto le pattuglie della volante e poi i vigili urbani. La zona è stata dichiarata off limits e si è deciso di agire con prontezza. Gli artificieri hanno piazzato una «microcarica ad acqua» vicino al borsone. Tre, due, uno: fuoco. La carica è esplosa e il borsone è saltato per aria, rivelando il suo contenuto. Poca roba , ma sufficiente a far scattare l’allarme. Per fortuna è andato tutto bene

  18. luglio 13, 2012 alle 2:43 pm

    da L’Unione Sarda on line, 12 luglio 2012
    Fondi europei per l’agricoltura nell’Isola. Il tempo stringe per spendere 7 milioni: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/280837

  19. luglio 19, 2012 alle 5:32 pm

    A.N.S.A., 19 luglio 2012
    Ue: fondi regionali bloccati anche per Calabria e Sardegna. Bruxelles non versa pure quelli per poli turistico- culturali. (http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2012/07/19/Ue-fondi-regionali-bloccati-anche-Calabria-Sardegna_7209164.html)

    BRUXELLES – Non e’ solo la Sicilia ha essere sottoposta al blocco dei fondi europei 2007-2013: nella lista nera ci sono anche Calabria, Sardegna e, forse ancora per poco, la Campania, mentre l’Abruzzo ha ricevuto un primo avvertimento.
    Ma pure i fondi a disposizione non arrivano a destinazione. E’ il caso di quelli per i poli turistici e culturali (circa 500 milioni): finora all’Italia ne sono stati erogato solo il 7,6%. Questo il quadro allarmante della situazione emerso dall’analisi dei conti di Bruxelles.

    da L’Unione Sarda on line, 19 luglio 2012
    Fondi regionali, la Ue chiude i rubinetti. Negati 140 mln destinati alla Sardegna. (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/281499)

    Non è solo la Sicilia ha essere sottoposta al blocco dei fondi europei 2007-2013: nella lista ‘nera’ ci sono anche Calabria, Sardegna e, forse ancora per poco, la Campania, mentre l’Abruzzo ha ricevuto un primo avvertimento.
    Ma pure i fondi a disposizione non arrivano a destinazione. E’ il caso di quelli per i poli turistici e culturali (circa 500 milioni): finora all’Italia ne sono stati erogato solo il 7,6%. Questo il quadro allarmante della situazione emerso dall’analisi dei conti di Bruxelles. Ammontano a circa 1,3 miliardi di euro i finanziamenti regionali europei 2007-2013 destinati all’Italia e fino ad oggi bloccati da Bruxelles. Lo hanno indicato fonti comunitarie ricordando che tra questi fondi ci sono i pagamenti interrotti dagli uffici per la politica regionale della Commissione per Sicilia (circa 180 milioni), Sardegna (circa 140 milioni), per il programma poli culturali-turismo (108 milioni) e per la Calabria (190 milioni).

    • luglio 20, 2012 alle 10:04 pm

      da La Nuova Sardegna, 20 luglio 2012
      Fondi europei a rischio, nuovo allarme.
      La commissione blocca 140 milioni all’isola, la giunta smentisce, il Pd polemizza. Accordo siglato a Cagliari con la Bei. (Filippo Peretti)

      CAGLIARI. L’allarme Sicilia per il rischio default crea un nuovo allarme a catena sui fondi europei. L’Italia – è notizia di ieri – si è vista bloccare un miliardo e 300 milioni e di questi 140 sono della Sardegna, destinati al piano poli culturali-turismo. Fanno parte dei finanziamenti del programma 2007-2013. I pagamenti interrotti dalla commissione per le politiche regionali riguardano anche la Sicilia (180 milioni) e la Calabria (190 milioni). L’attacco del Pd. Il lancio di agenzia Ansa ha messo subito a rumore la politica isolana. «In Sardegna – ha detto il segretario del Pd, Silvio Lai – è a rischio l’intero ciclo di programmazione 2007-2013, perché i livelli di impegno e di spesa sono a livelli d’allarme». Secondo Lai «la situazione è nerissima e preoccupante e il blocco dei fondi per la cultura è solo l’inizio, perché il bilancio delle perdite lo si farà a fine ciclo quando i fondi spesi dovranno essere rendicontati». Il segretario del Pd ha affermato che «la pessima performance di questa giunta ha creato un quadro preoccupante, ai limiti del crack, si stanno perdendo occasioni irripetibili per le imprese e le popolazioni locali, si sta perdendo la faccia in Europa». La giunta smentisce. Nessun blocco e «al momento non ci sono sospensioni nel trasferimento dei fondi». Lo hanno detto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e il vice presidente e assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa. «La situazione della Sardegna – hanno spiegato – deriva da una interlocuzione con la commissione europea relativa ad alcuni chiarimenti relativi al funzionamento dei sistemi di gestione e controllo. Tra l’altro il tema è stato oggetto di approfondimento anche nella recente visita in Sardegna del ministro Fabrizio Barca e del commissario europeo Hahn». La procedura di verifica dura sei mesi. Allarme da Bruxelles. Preoccupazioni sono state però rilanciate da Bruxelles. Secondo il capo delegazione del Pd nel Parlamento europeo, Andrea Cozzolino, fonti della Commissione europea riferiscono che c’è un vero e proprio allarme sullo stato di attuazione del programma 2007-2013 per gran parte delle Regioni del Mezzogiorno. «Dopo le sanzioni alla Sicilia – ha detto Cozzolino – ora tocca ad altre due Regioni dell’Obiettivo Convergenza. E la sensazione, da quello che traspare, è che siano in arrivo altri provvedimenti analoghi. Bisogna quindi intervenire con tempestività per salvare quello che rimane del ciclo in corso e non acuire ulteriormente i danni». Dassù esalta la Sardegna. Nel conferenza a Roma sul Programma Enpi (Regioni di 14 Paesi del Mediterraneo) di cui la Sardegna è “autorità di gestione”, il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù ha esaltato il «protagonismo italiano» e ha parlato di «grande successo della Regione Sardegna nel guidare l’autorità». Soddisfatto, naturalmente, l’assessore Giorgio La Spisa, che ha partecipato ai lavori. Accordo Bei per 33 milioni. Diventa operativo l’accordo tra Banca europea degli investimenti, Banco di Sardegna e Sinloc che attraverso una dotazione di 33,1 milioni di euro metterà a disposizione un fondo che servirà per la riqualificazione di aree urbane sulla base di progetti presentati da operatori privati per superfici pubbliche da dare in gestione (nel settore del turismo). L’accordo è stato siglato alla presenza dell’assessore La Spisa, del delegato della Bei, Andrea Tinagli, del Banco di Sardegna, con Paola Del Fabro, e della Sinloc, con Antonio Rigon e Andrea Martinez. I tempi sono stretti e il 10% dei fondi dovrà essere impegnato entro il 31 dicembre di quest’anno, mentre le risorse dovranno essere spese del tutto entro il 31 dicembre 2015.

  20. luglio 25, 2012 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 luglio 2012
    Fondi europei, una manna che non bisogna sprecare. La Sardegna ha un tesoro che supera i cinque miliardi,ma solo di recente ha accelerato la spesa anche se gli effetti sull’occupazione non si vedono ancora. (Umberto Aime): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120725080814.pdf

  21. luglio 26, 2012 alle 3:00 pm

    da La Nuova Sardegna, 26 luglio 2012
    Fondi europei, la Regione è lenta. La Corte dei conti denuncia ritardi nella programmazione e nella spesa, ma l’apparato replica: «C’è stata una svolta». (Umberto Aime)

    CAGLIARI. La Regione sostiene di essersi messa in carreggiata nella spesa dei fondi europei, cinque miliardi in tutto fino al 2013, ma non sembra essere proprio così. Nell’ultima verifica del rendiconto, anno 2011, il giudizio della sezione di controllo della Corte dei conti è stato severo: «Lo stato di avanzamento della spesa- é scritto nella relazione – conferma ancora i bassi indici di crescita che hanno suggerito diverse rimodulazioni (ovvero lo spostamento improvviso delle risorse da un progetto all’altro) e che hanno imposto, a fine esercizio, anche di mandare in economia (sono i residui non spesi) stanziamenti non impegnati per oltre 360 milioni per l’annualità del Por (programma operativo regionale) 2007-3013, cui va aggiunta la restituzione (perché non si è riusciti a spenderli) di 81 milioni relativi al Piano 1994-1999». Questo vuol dire che la Regione, l’anno scorso, non ha dimostrato certo l’efficienza sbandierata avant’ieri al forum interministeriale sui fondi nazionali ed europei. Va detto che, nella stessa sala, i gestori (la Regione) ha fatto il mea culpa sul recente passato, per poi sostenere però che «c’è stata un’accelerazione nella spesa in questi primi sei mesi del 2012, fino a raggiungere già i traguardi imposti dall’Unione Europea». Se c’è stato il cambio di rotta, non può che essere positivo. Soprattutto perché è stata ancora la Corte dei conti a ricordare di recente alla Regione che «i continui richiami da parte della Commissione Europea (quello citato nella relazione risale al maggio del 2011) di perdere le risorse per non essere riuscita a spenderle». E nello spulciare fra documenti e carte, si scopre che oltre alla lentezza, uno dei principali rilievi di Bruxelles è stato sull’abitudine (fino all’abuso) nell’utilizzare alcuni progetti sponda (cioè diversi da quelli programmati) per far risultare comunque l’impegno degli stanziamenti e sfuggire così ma col trucco all’inevitabile pretesa di restituzione dei fondi. «È una procedura rischiosa – si legge – perché aumenta il pericolo della mancata approvazione complessiva degli stessi programmi». Se il cosiddetto riciclo è uno dei peccati, sempre la Corte dei conti contesta alla Regione «risultati non soddisfacenti nella spesa» fino a scrivere «al 31 dicembre 2011 va notato il basso livello di avvio degli interventi, con un impegno reale solo del 28,21 per cento dell’importo finanziario disponibile». All’incirca 480 milioni su un miliardo e 700, è troppo poco, secondo i giudici, che nella relazione mettono in evidenza ad esempio i ritardi nell’erogazione dei contributi del Piano di sviluppo rurale e il che equivale a una conferma di quanto denunciano da sempre le associazioni degli agricoltori , che solo un mese hanno ottenuto giustizia. Difficoltà nella programmare, procedure complicate, lentezza nelle assegnazioni: sono questi gli altri peccati contestati alla Regione. È vero che nel forum dell’altro giorno, vari funzionari hanno confermato che «a maggio c’è stata un’altra revisione della spesa». Dovrebbe essere l’ultima, quella destinata a mettere al sicuro la Regione dal rischio più grande e scandaloso: che l’Europa rivoglia indietro i milioni per manifesta incapacità. E già successo, purtroppo.

  22. agosto 7, 2012 alle 6:35 pm

    da L’Unione Sarda, 7 agosto 2012
    Fondi Ue, non spesi più della metà. (Lanfranco Olivieri)

    È alle pagine finali il capitolo della programmazione comunitaria 2007-2013. Ma da un primo bilancio dei fondi stanziati per il rilancio economico della Sardegna emerge un forte ritardo nella spesa. La colpa non è solo della burocrazia (regionale, nazionale ed europea). La crisi ha giocato contro. E così le imprese, chiamate sempre a cofinanziare gli interventi pubblici, si sono trovate a corto di liquidi e senza capacità di investire. Non è un caso, quindi, che in media è stato impiegato meno del 50% delle risorse disponibili.
    LE RISORSE. Il plafond dei fondi comunitari ammonta a 3,6 miliardi di euro: il 40% è finanziato direttamente dalla Ue, per il resto si tratta di soldi dello Stato (quasi il 50%) e della Regione (poco più del 10%). L’assessorato al Bilancio, guidato da Giorgio La Spisa, gestisce la fetta più grossa, e per certi versi la più importante, della programmazione: vale a dire 1,36 miliardi di euro del fondo Fesr (che diventano 1,7 miliardi sommando i 340 milioni del Piano di azione e coesione). Tutti questi soldi servono per finanziare lo sviluppo e la competitività del territorio. Per arrivare al totale degli oltre 3,6 miliardi, però, bisogna aggiungere altri soldi: quelli stanziati sul Feasr, padre del Programma di sviluppo rurale (Psr), che raccoglie 1,2 miliardi di euro, i 750 milioni del Fondo sociale europeo (rivolti al rafforzamento del capitale umano e della formazione) più i 14 milioni del Fep, il fondo per la pesca, di cui non è stato ancora speso nulla.
    LA SPESA. Certo, la rapidità della spesa non è stata aiutata dalla programmazione dei fondi, che non è partita in orario anche per ritardi di pianificazione a Bruxellles e a Roma (per la parte nazionale). Insomma, per avere la disponibilità delle risorse, ci sono voluti un paio d’anni. «Quando sono arrivato in assessorato nel 2009, del Programma operativo regionale relativo al Fesr non era stato impiegato ancora un euro. Ci siamo messi al lavoro e a maggio scorso abbiamo certificato già 480 milioni di euro di spesa. Entro dicembre, prevediamo di arrivare a 661 milioni». Ma la strada per arrivare a 1,36 miliardi del fondo Fesr sembra irraggiungibile. «L’Ue concede due anni in più, dal 2013, per concludere gli interventi», risponde La Spisa. «Quindi, contiamo di spendere tutto quello che abbiamo a disposizione entro il 2015».
    I RITARDI. L’altra fetta cospicua dei fondi interessa l’agricoltura. E anche in questo caso la necessità di spingere sull’acceleratore è impellente. Ad oggi, l’assessorato dell’Agricoltura, deputato alla gestione del Psr, ha speso 517 milioni. I pagamenti più consistenti sono stati erogati attraverso l’asse 2, relativo al miglioramento dello spazio rurale. L’asse 1 – che mira al rafforzamento della competitività – è molto in ritardo. Le ragioni? Secondo l’assessorato, la congiuntura finanziaria rende le imprese poco disponibili a investire. Idem per il fondo sociale europeo (Fse): i pagamenti al 31 maggio scorso raggiungono i 353 milioni di euro sui circa 750 milioni disponibili.

  23. ottobre 24, 2012 alle 3:00 pm

    da L’Unione Sarda, 24 ottobre 2012
    Sviluppo rurale. Faro di Bruxelles su otto regioni: risorse in bilico senza l’impiego.
    L’Ue: Sardegna a rischio-fondi. Cherchi: «Pagheremo le aziende e spenderemo tutto». Nell’Isola, secondo l’aggiornamento sull’andamento dei fondi Ue per lo sviluppo rurale 2007-2013, emergono ritardi nell’attuazione della spesa. (Emanuela Zoncu): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121024085950.pdf

  24. ottobre 26, 2012 alle 2:42 pm

    da L’Unione Sarda, 26 ottobre 2012
    Fondi Ue, le promesse del governo. Il ministro: «Se l’Europa taglia le risorse le garantiremo noi». (Fabio Manca): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121026081431.pdf

  25. novembre 22, 2012 alle 10:01 pm

    per capire che aria tira.

    A.N.S.A., 22 novembre 2012
    A rischio per l’Italia il 20% dei fondi di coesione. Monti, non accetteremo penalizzazioni.
    Merkel, forse servirà altro vertice: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/11/21/Bilancio-Ue-Barroso-gioco-stabilita-europa_7831172.html

  26. dicembre 1, 2012 alle 11:05 am

    da La Nuova Sardegna, 1 dicembre 2012
    Fondi europei, sfida che vale 4 miliardi. (Antonio Meloni)

    SASSARI. Non sono la panacea per guarire tutti i mali dell’isola, ma daranno una bella boccata d’ossigeno. I circa 4 miliardi di fondi strutturali che l’Europa metterà a disposizione dal primo gennaio 2014 rappresentano la sfida per il sistema economico sardo nei prossimi sette anni. Ci vogliono idee chiare, progetti nuovi e strategie mirate. Indicazioni che arrivano dal convegno promosso a Sassari dalla Camera di commercio e dalla Confartigianato. Rispetto ad altre regioni d’Europa, la Sardegna parte in svantaggio per via del gap strutturale legato all’insularità. Formazione e ricerca sono i settori che, più di altri, garantiscono risultati nel medio e lungo periodo: tutto però è connesso alla capacità di stare sul mercato internazionale. Da qui l’esigenza di concentrare i fondi europei su tre settori: formazione, infrastrutture e innovazione tecnologica. «Nessuno ha la bacchetta magica – ha detto Gavino Sini, presidente della Camera di commercio –. Si tratta di una bella opportunità, ma dobbiamo capire dove andare». L’imperativo è potenziare la competitività delle piccole e medie imprese, e la strada porta in Europa. «Non va dimenticato – dice Alessandra Giudici, presidente della Provincia – che le industrie storiche stanno abbandonando il campo». La strenua difesa del sistema europeo arriva da Gianluca Cadeddu, direttore del Centro regionale di programmazione: «L’Europa è l’unica dimensione che può garantire all’isola un ruolo internazionale». L’innovazione è il metodo da adottare «a patto che ogni regione lo faccia in modo diverso perché differenti sono le realtà e i contesti di riferimento». Tonino Piludu, presidente del Crel, ha indicato la difficoltà di accesso al credito come una delle emergenze da risolvere. Il rettore Attilio Mastino non risparmia le critiche: «L’università di Sassari aspetta di avere notizie sulla destinazione dei fondi Fas grazie ai quali potrebbe portare a termine le incompiute». Un invito alla concretezza anche dall’europarlamentare Giommaria Uggias: «La programmazione europea è l’unica via d’uscita per regioni e territori che non hanno prospettive». La chiusura del convegno, coordinato da Alfredo Franchini, giornalista della Nuova Sardegna, è stata affidata a Sabina De Luca, dirigente del ministero per lo Sviluppo economico.

  27. dicembre 11, 2012 alle 9:46 pm

    da L’Unione Sarda on line, 11 dicembre 2012
    Alla Sardegna 400 milioni di fondi Ue per strade, ferrovie e scuola digitale. Sono quasi 400 i milioni di euro su fondi europei destinati alla Sardegna con la rimodulazione del Piano di coesione territoriale presentato oggi a Roma dal ministro Fabrizio Barca. (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/297896)

    Complessivamente si tratta di 394.573.852,94 euro dei quali 122.875.000 riguardano solo la rete viaria isolana: 92.875.000 del fondo Ue di sviluppo regionale per la realizzazione della strada Sassari-Olbia, a cui si aggiungono 30 milioni per il rifacimento della statale 554 che abbraccia l’area vasta di Cagliari. Ulteriori 99.770.883 euro andranno per il completamento della rete ferroviaria: 57.903.383 per la metropolitana di superficie, 39.980.000 per la velocizzazione e l’intermodalità dei sistemi di trasporto e 1.887.500 per il completamento della piattaforma telematica a Cagliari. Altri 82.640.000 saranno utilizzati per il potenziamento delle strutture scolastiche (61.329.247,77 euro) e per il progetto Scuola digitale (21.310.752,23). A questi si aggiungono 54.237.969,94 del Fondo sociale europeo che riguardano sempre la Scuola digitale, ma in particolare il progetto Semid@s-Azioni di rafforzamento e riqualificazione della didattica con l’utilizzo delle tecnologie (lavagne elettroniche, software per l’apprendimento e risorse di rete). Infine nell’ambito del settore socio-assistenziale, sono stati rimodulati 35.050.000 euro per i servizi di cura nelle Case della salute (25.605.000) e per finanziare interventi di domotica in favore di soggetti disabili (9.445.000).

  28. dicembre 13, 2012 alle 2:54 pm

    ecco uno dei tanti scempi di fondi comunitari.

    da La Nuova Sardegna, 13 dicembre 2012
    Incompiute. Il centro ambientale. Oniferi verso il dissesto per i fondi dell’ecomostro. Finanziato anche con gli aiuti europei per la sicurezza pubblica non è stato mai completato: ora il ministero dell’Interno chiede la restituzione di 600mila euro. Ultimatum da Roma Fra qualche giorno il Comune riceverà l’ingiunzione di pagamento. Eredità del passato L’inizio dei lavori risale al 2006, in carica era il sindaco Pdl Casula. Progetto faraonico È già stato speso un milione di euro: ne servono quasi altri tre per poterlo completare. (Paolo Merlini)

    ONIFERI. Tempo una settimana e il sindaco Stefania Piras potrebbe essere costretta a dichiarare il dissesto finanziario del Comune che guida da poco più di sei mesi. Il 30 settembre scorso infatti è scaduto l’ultimatum per la restituzione di fondi per 600mila euro, stanziati nel 2006 dall’Unione europea per il completamento del Centro didattico ambientale in costruzione nelle campagne di S’Iffurcau, a pochi chilometri dal paese. A distanza di sei anni l’edificio non è stato ultimato, come imponeva la procedura del finanziamento, e i soldi vanno restituiti. Piras ha ricevuto la nota del ministero dell’Interno pochi giorni dopo il suo insediamento, come eredità, più che della precedente giunta a guida Pd, di quella in carica ancora prima, dal 2002 al 2007, quando sindaco era Giampiero Casula (Pdl). Va da sé che gli attuali amministratori di Oniferi, comune di 930 abitanti che ha un bilancio annuale di circa settecentomila euro, non hanno potuto ottemperare alla richiesta del ministero, e dunque attendono da un giorno all’altro l’ingiunzione di pagamento che li metterà definitivamente alle corde. Ma come si è arrivati a questa situazione, e a cosa sarebbe dovuto servire l’ecomostro in cui spiccano un finto nuraghe e un labirinto di cemento? La storia. Voleva lasciare il segno del suo governo, il sindaco Giampiero Casula, e non si può negare che ci sia riuscito. I suoi successori si sono trovati una “stecca” da 600mila euro e un’incompiuta gigantesca quanto inutile per il cui completamento servono altri due milioni e 800mila euro. L’esperienza ha lasciato qualche segno negativo anche sull’ex sindaco: una sentenza della Corte dei Conti lo condanna al pagamento a favore dell’erario di 602mila euro per aver gestito in modo disinvolto la vendita di un grande quantitativo di sughero appartenente al Comune. Ancora, una condanna a due mesi e 10 giorni per danneggiamento e lesioni lievi (pena estinta per indulto nel 2010) nei confronti dei vicini di casa, che lo accusavano di aver buttato giù a calci il loro ingresso e di averli malmenati. Per quello che doveva essere il sindaco del dialogo non c’è male. Studi da perito agrario e commerciante di granito per professione, Casula viene eletto nel 2002 dopo che il Comune è stato governato per quattro anni da un commissario prefettizio, causa mancanza di candidati. Oniferi infatti è uno degli ex “paesi del malessere” per eccellenza, e più volte le elezioni sono andate a vuoto perché non si presentavano liste. Nel 2002, il 35enne Casula guida l’unico schieramento in corsa e viene eletto. Nei primi tempi tutto scorre nel migliore dei modi, anche perché il commissario prefettizio ha lasciato nelle casse del Comune un tesoretto di decine di migliaia di euro frutto della vendita del sughero. Il paese viene abbellito con marciapiedi nuovi, giardinetti, si migliorano le strutture sportive. Preso dalla foga, Casula regala alla propria comunità un maestoso arco in granito con la scritta “Santu Bainzu”: viene sistemato, su sua disposizione, nel sagrato di una splendida chiesetta romanica del tredicesimo secolo. Molti oniferesi storcono il naso, ma al sindaco le critiche scivolano addosso. Uno dei primi atti della giunta che gli subentrerà nel 2007, animata da uno spirito che ricorda un po’ il dopo Ceausescu in Romania, sarà eliminare quel dono voluminoso, la cui demolizione era stata indicata persino nel programma elettorale. Ci penserà un anno dopo la soprintendenza ai Beni culturali, anche perché non aveva mai rilasciato l’autorizzazione necessaria per la sua posa. Fondi anticriminalità. Ben altro fardello i successori di Casula si sono ritrovati con il Centro didattico ambientale, quello che doveva essere il segno permanente della grandeur della giunta a guida Pdl. L’occasione è nei fondi europei destinati alle regioni ricadenti nell’Obiettivo 1 relativi al periodo 2000-2006. In particolare, quello a cui fa riferimento il Comune di Oniferi è il Pon (programma operativo nazionale) Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno, che individua determinate zone dove è forte la criminalità, organizzata o meno, e finanzia interventi per contrastare il fenomeno all’origine, cioè con interventi a favore del sociale. Proprio il sindaco Casula nel 2006 ha subìto intimidazioni e alcuni attentati ai suoi beni materiali, secondo una prassi tristemente diffusa nella Sardegna centrale, e il progetto del Centro didattico ambientale entra agevolmente nell’elenco stilato dal ministero dell’Interno (allora retto da Giuseppe Pisanu, Pdl). Così il Comune di Oniferi riceve un finanziamento di 597mila euro, per metà di provenienza europea e per metà statale. Riguarda il secondo lotto di un’opera faraonica che la giunta ha già in testa, appunto un centro congressi con un grande nuraghe da usare come sala convegni e un dedalo di corridoi che danno su altre sale: biblioteca, bar, ristorante, spogliatoi. Il petroglifo. Una volta completato, visto dall’alto (dai satelliti? Dagli extraterrestri?) l’edificio avrebbe dovuto ricordare la figura stilizzata di un uomo. E precisamente una delle più note incisioni che si trovano nelle domus de janas di Oniferi, tombe preistoriche di cui il territorio è ricchissimo: il petroglifo antropomorfo della necropoli di Sas Concas, forse la più antica raffigurazione dell’uomo in Sardegna. Ma la leggerezza del segno nuragico qui diventa un mare di cemento: ultimata, l’opera avrebbe una superficie di 2200 metri quadri, divisa su tre piani (terra, primo e secondo, più il seminterrato). Solo la torre, il finto nuraghe, è alta più di 15 metri e ha un diametro superiore ai 10 metri. La lunghezza dell’edificio dovrebbe avvicinarsi ai 30 metri, per oltre 20 di larghezza. Il condizionale è d’obbligo perché allo stato attuale sono stati realizzati solo la testa, il tronco e gli arti superiori dell’omino, chiamiamolo così. Mancano infissi, pavimenti: ci si trova di fronte solo a blocchetti a vista, se si esclude la torre, ricoperta da mattonelle colorate così da ricordare una cesta rovesciata (una corbula). L’idea di rivestire tutto in granito, pietra cara all’ex sindaco, è stata accantonata per il costo. Procedure d’urgenza. Il fantasioso progettista di questa opera pubblica si chiama Flavio Urrai, ingegnere di Oniferi che lavora a Torino. Esperto, è scritto nel suo sito, di “acustica ambientale”, ha ricevuto solo per il secondo lotto una parcella di 69mila euro. Poi c’è quella per l’intera progettazione e l’avvio del primo lotto. L’incarico è avvenuto in modo diretto data “l’urgenza” – non risulta sia stato bandito un concorso di idee – come è scritto nel provvedimento stilato dal geometra responsabile dell’ufficio tecnico Graziano Monni (nominato nel 2003 da Casula, oggi presta i suoi servizi all’Asl 3 di Nuoro: l’attuale giunta Piras ha accolto con soddisfazione la sua richiesta di mobilità). Ricapitolando: i fondi del ministero (600mila euro) servivano per il secondo lotto, ma contestualmente la giunta Casula trova un modo singolare per finanziare il primo, cioè il nuraghe. Lo fa attingendo 400mila euro dai fondi della legge regionale 37 sull’occupazione, relativi a ben tre annualità, spazzando così opportunità preziose per il paese. E il terzo lotto? Posto che non è stato completato neppure il secondo (e l’impresa costruttrice nel frattempo è fallita), l’attuale giunta ne ha stimato i costi: servono altri due milioni e 800mila euro. Il dramma è che gli ideatori non hanno lasciato indicazioni su come reperirli. Sono in molti a Oniferi a pensare che i responsabili di questo fallimento abbiano nomi e cognomi. All’inizio dell’anno la giunta guidata da Mario Piras (in carica sino a giugno) ha affidato a un avvocato il recupero delle somme relative alla sentenza della Corte dei Conti sul sughero. Pare che l’interessato sia diventato nullatenente. Ma posto che sia completato, a cosa servirà il Centro? I campioni di cui sopra hanno dimenticato di portarvi energia elettrica, acqua e persino le fogne. Gestirlo sarà costoso e forse inutile. Che farne? Venderlo non si può: l’opera, chiamiamola così per brevità, manca del nullaosta paesaggistico ai sensi della legge Galasso (sorge su aree gravate da usi civici) e del parere della soprintendenza ai Beni culturali. Insomma, è quasi abusiva. Abbatterla? Servirebbero 200mila euro, ma il Comune non li ha. Forse il destino dell’ecomostro di S’Iffurcau, per dirla con il noto detto latino, era già nel nome: in sardo significa l’impiccato.

    Stefania Piras: per quella scomoda eredità sono a rischio scuole e opportunità di lavoro. L’appello del neo sindaco.

    Da qualche giorno a Oniferi è stato istituito il registro per le unioni di fatto, ma purtroppo il Comune fa notizia per altro, cioè la prospettiva di un dissesto finanziario. Stefania Piras, 31 anni, laurea in economia e commercio, la richiesta di pagamento di 600mila euro da parte del ministero se l’è trovata sulla scrivania il giorno dell’insediamento, nel giugno scorso. Da allora cerca in tutti i modi di trovarvi soluzione, ma trova molte porte chiuse. Cappellacci non ha mai risposto alle sue lettere, un alto rappresentante istituzionale di fronte alla sua garbata ma tenace insistenza le ha chiesto se il medico le avesse ordinato di fare il sindaco. Eletta col 60 per cento delle preferenze, aveva avuto l’endorsement di Michela Murgia («Se fossi lì, voterei così», titolò nel suo blog). Non è iscritta a partiti ma crede fermamente nell’autonomia dell’isola. «Vorrei occuparmi di aiuti alle scuole, offrire opportunità di lavoro ai miei coetanei e invece devo far fronte agli errori di chi mi ha preceduto», dice. «Il Comune spende già 100mila euro l’anno per un mutuo, accollarsene un secondo sarebbe impossibile». Che fare allora? «L’edificio potrebbe diventare una struttura dell’Asl», suggerisce.

  29. gennaio 10, 2013 alle 2:51 pm

    qui il quadro completo: http://www.coesioneterritoriale.gov.it/fabrizio-barca-spesa-certificata-fondi-ue-31-dicembre-2012/

    da La Nuova Sardegna, 10 gennaio 2013
    Fondi Ue, utilizzo da record. In 14 mesi spesi 9 miliardi e 200 milioni. Barca: «La stessa cifra impegnata nei 5 anni precedenti». (Annalisa D’Aprile)

    ROMA. Con un colpo di coda finale sugli ultimi mesi del 2012, l’Italia è riuscita a raggiungere i traguardi di spesa dei fondi stanziati dall’Unione europea. Dei 52 programmi finanziati dalla Ue (si tratta di progetti regionali, interregionali e nazionali su infrastrutture, sociale e occupazione) solo uno ha perso le risorse destinate: il piano “Attrattori culturali, naturali e turismo” (riguardante investimenti e ristrutturazione di parchi e siti archeologici), che dovrà restituire a Bruxelles 33,3 milioni di euro. «Governo, Regioni, ministeri e Comuni hanno fatto quello che potevano per farcela, ma non più del dovuto, cioè non ci siamo inventati qualcosa per utilizzare per forza tutti i soldi, non abbiamo speso tanto per spendere», ha detto il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca. E presentando i risultati raggiunti ha spiegato: «Nei giorni scorsi sono circolate notizie imprecise sul fatto che avremmo restituito soldi a Bruxelles e perso fondi: non abbiamo perso fondi e per non perderli avevamo una prima scadenza molto pesante che era appunto il 31 dicembre 2012». Ma a restituire la misura esatta del rush finale sono i soldi spesi negli ultimi 14 mesi, cioè 9,2 miliardi di euro, pari alla stessa cifra spesa nei precedenti 58 mesi (dal 1 gennaio 2007). Il merito di questa accelerazione sta nell’aver riprogrammato e riassegnato i fondi attraverso i Pac (piani di azione e coesione). «Abbiamo corso il rischio di perdere quote importanti di fondi ma lo abbiamo scongiurato», ha aggiunto Barca condividendo il merito con le amministrazioni locali e anche con Raffaele Fitto, il suo predecessore che ha dato il via alla risistemazione dei progetti cui destinare fondi. In sostanza, dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2012 la spesa certificata dell’Italia è di 18,3 miliardi: i primi 9,1 spesi fino a ottobre 2011 sono divisi equamente tra fondi europei e cofinanziamento nazionale, mentre nella seconda tranche la parte comunitaria è più consistente perché il cofinanziamento è stato ridotto. Quindi, tenendo conto della riduzione della dotazione del cofinanziamento nazionale, la spesa ha raggiunto il 37 per cento degli importi disponibili. Andando a guardare il grafico dei programmi regionali e nazionali, le regioni più sviluppate hanno speso il 45,4 per cento delle risorse, mentre le regioni meno sviluppate il 33,2. Batte tutte le altre per spesa e impegni presi, la provincia autonoma di Trento, ottimo il lavoro fatto anche in Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna (terza in classifica). Pessimo invece quello del Lazio. Tra le regioni meno sviluppate, è in testa la Basilicata, mentre Barca definisce “importanti” i risultati di Puglia e Campania. Ma il lavoro non è finito, per i prossimi tre anni (dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2015) restano da spendere con «interventi di qualità i restanti 31,2 miliardi – ha concluso il ministro – Si tratta di una prospettiva migliore di quella che pensavamo, se in 14 mesi abbiamo speso 9,2 miliardi, è possibile spenderne 10 all’anno per i prossimi tre anni. Al mio successore lascio una sfida, ma anche un metodo per affrontarla»

  30. gennaio 11, 2013 alle 2:50 pm

    da L’Espresso, 20 dicembre 2012
    Ecco come buttiamo i soldi europei.
    Bruxelles ha stanziato un miliardo per la cultura e il turismo in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ma il programma non è partito: zero progetti e solo finanziamenti clientelari. A veterinari, odontoiatri, centri estetici. E persino un podologo. Radiografia di un disastro italiano. (Paolo Fantauzzi): http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ecco-come-buttiamo-i-soldi-europei/2196302

    da La Nuova Sardegna, 11 gennaio 2013
    Un gregge fantasma finanziato dall’Ue. Denunciato pastore: ha incassato contributi per 63mila euro. (Valeria Gianoglio): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20130111084600.pdf

  1. dicembre 16, 2012 alle 10:15 am
  2. giugno 16, 2013 alle 2:35 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: