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Il Giorno della Memoria.


Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria.

Per non dimenticare mai quello che è accaduto, anche in Italia.

Odio chiama odio, sangue chiama sangue, nel tempo fra le generazioni,settanta volte sette.

Ma l’odio folle e indistinto non ha fine.

L’Olocausto in Europa. I diversi colori mostrano la percentuale della popolazione ebraica distrutta partendo da quella prebellica esistente (fonte Wikipedia).

Le vittime dell’Olocausto, sottoposte a persecuzione razziale e politica, di pulizia etnica e di genocidio, messe in atto dal regime nazista del Terzo Reich e dai loro alleati, tra il 1933 e il 1945, sono stimate complessivamente fra i 15 e i 17 milioni.

Ebrei, Polacchi, Bielorussi, Ucraini, prigionieri di guerra sovietici, prigionieri politici, prigionieri di guerra slavi, disabili, rom, omosessuali, Testimoni di Geova.  

Gli ebrei inghiottiti dalla Shoah si stima siano stati 6 milioni, quelli abitanti in Germania e nei Paesi dell’Europa dell’Est furono i più colpiti con un numero di vittime che rasentò il 90 % della popolazione ebraica precedentemente esistente.

In Italia lo storico Michele Sarfatti calcola che circa 7 500 ebrei italiani persero la vita; ovvero il 13 % dei 58 412 cittadini italiani di “razza ebraica o parzialmente ebraica“.

Rita Rosani

Rita Rosenzweig (il cui cognome venne italianizzato in Rosani) nacque a Trieste il 20 novembre 1920 da una famiglia ebraica proveniente dalla Cecoslovacchia, attratta dal clima multiculturale e tollerante della città. Abitava in Via Milano, al numero 18. Era maestra alla scuola elementare ebraica di Trieste, quando, nel 1938, venne colpita dalle leggi razziali.

Pur perseguitata, non lasciò Trieste e si sposò con il veronese Alessandro Moro.  Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, convinse i familiari a nascondersi un in paesino friulano, così da sfuggire alla deportazione in campi di sterminio e si unì alla Resistenza, prima a Portogruaro, poi a Verona.

Fondò la formazione Aquila, che combattè in Valpolicella. Sul Monte Comun nel territorio di Negrar (VR) era il loro rifugio.  Il 17 settembre 1944 vennero accerchiati dalla Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) durante un rastrellamento.  Alcuni riescono a fuggire, ma Rita Rosani, alle incitazioni alla fuga, rispose in triestino “Vuialtri g’avì voia de scherzare” e iniziò a sparare. Un altro partigiano, Dino Degani, già in salvo assieme ad altri compagni, tornò indietro nel tentativo di salvarla e venne ucciso.

Ferita e catturata, venne uccisa da un sottotenente della G.N.R. con un colpo alla testa. Nel processo tenutosi nel 1945 l’ufficiale venne condannato a vent’anni di carcere, ma poi liberato poco dopo.

A Rita Rosani venne conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Giorno della Memoria 2026, presentazione di un libro su Magda Goebbels

Eppure l’incubo umano dell’Olocausto e della shoah non è stato consegnato definitivamente al passato, come dovrebbe essere.

Si potrebbe iniziare, per esempio, dal comprendere che forse non è il modo migliore per celebrare la ricorrenza del Giorno della Memoria la presentazione di un libro su Magda Goebbels.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

qui Le leggi razziali in Italia, follìa infame.

lapide in memoria di Rita Rosani nella sinagoga di Verona

(foto d’epoca, da mailing list sociale)

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