Virus e censure.


Nuraghe e rottami

Pier Giorgio Pinna è un giornalista che sa il fatto suo.

E non da oggi. 

Fin dal 1977 lavora sui fatti  per raccontarli e dare una chiave di lettura a una realtà ormai sempre più complessa e difficile da comprendere.

Da La Nuova Sardegna e il Gruppo de L’Espresso all’insegnamento della professione del giornalista, a inchieste nella forma del libro.

Recentemente ha pubblicato Virus e censure (Edizioni Mediando, 2021) su due secoli di difficile rapporto fra malattie e informazione in Sardegna.

Dal colera al Covid-19, dalla malaria alla febbre spagnola, tra virus e censure: in queste pagine scorrono carrellate sulla Sardegna dall’Ottocento al Duemila.

Sono zoom su mali della sanità, affari sporchi, veleni dei media. Riflettori su depistaggi e notizie false, inquadrature su malaffare e corruzioni.

I temi della sicurezza contro le malattie vengono riproposti attraverso storie e personaggi, memorie esemplari, simbolici frammenti slegati solo in apparenza gli uni dagli altri. Tutti scelti per evidenziare i pericoli per la democrazia nelle emergenze: insidie spesso dovute a vecchie e nuove disinformazioni.

Ora si spera in arcobaleni che restituiscano il sorriso. E che lo regalino a chi intravede altre pestilenze: dalla mancanza di tutela dei diritti civili all’apatia nella difesa del lavoro, sino all’assenza di reazioni contro network nelle mani d’imprenditori con interessi lontani dall’editoria.

Una finestra su una realtà con cui in ogni caso abbiamo a che fare quotidianamente.

Gruppo d’Intervento Giuridico

un po’ d’ironia, trova il tuo capro espiatorio COVID 19

(disegno e foto S.D., archivio GrIG)

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