Sardegna, latte e dintorni.


Sardegna, paesaggio agrario

anche su Il Manifesto Sardo (“Sardegna, latte e dintorni“), n. 278, 16 febbraio 2019

In queste settimane la Sardegna è attraversata turbinosamente dalla ricorrente protesta dei pastori.

Blocchi stradali, latte versato (talvolta regalato), contestazioni e assalti verso le aziende casearie, qualche atto di vandalismo, grande solidarietà ma anche critiche,

Viene convocato l’ennesimo “tavolo di trattative”, stavolta nazionale, ma le prospettive non sembrano delle migliori, anche se alcune catene della grande distribuzione hanno fatto proposte allettanti (la Coop ha proposto pubblicamente di pagare 1 euro al litro).

Non basta l’assicurazione del demiurgo pro tempore (con una proposta da 70 centesimi per litro di latte ovino e l’acquisto di 67 mila tonnellate di pecorino in eccedenza in tre mesi grazie a 54 milioni di euro di fondi statali, regionali e di provenienza bancaria) per avere certezza sulla risoluzione definitiva di un pluridecennale problema.

Nessuno può dimenticarsi le pecore lanciate contro le vetrate della Regione sarda nei primi anni ’90 del secolo scorso, così come le botte rimediate dalla Polizia nel porto di Civitavecchia.

Da allora, periodicamente, sistematicamente, ogni tre-quattro anni esplode il conflitto nelle campagne sarde.

Sardegna, paesaggio agrario

Certo, con il latte venduto sottocosto (60 centesimi al litro) non ci si può campare.

E’ vero anche che il mondo agro-pastorale (18 mila aziende, 2,6 milioni di pecore) è parte fondamentale della Sardegna, basti vedere il millenario paesaggio agrario isolano.

Ma quali sono le cause di questo profondo malessere persistente, nonostante il tradizionale fortissimo sostegno finanziario pubblico (fondi regionali, nazionali, comunitari) al settore?

Senza voler avere alcuna pretesa di esaustività, in gran parte l’attuale situazione è dovuta alla destinazione quasi totale del latte ovino alla produzione di pecorino romano, facile da produrre e conservare, ma soggetto, ovviamente, al principio economico della domanda e dell’offerta: oggi l’offerta supera abbondantemente la domanda e, in più, il sostegno comunitario è diminuito dopo l’uscita (2007) della Sardegna dalle regioni inserite nell’Obiettivo 1 (quelle in ritardo di sviluppo).

Olzai, S. Angelo, pecore al pascolo

Nonostante questo, nel 2018 ben 33 su 35 caseifici hanno superato le quote di produzione prestabilite di pecorino romano. E ora ci sono più di 60 mila quintali di pecorino invenduti.

Crolla il prezzo del pecorino e crolla, di conseguenza, il prezzo del latte ovino.

La richiesta-pretesa è sempre la stessa: Stato e Regione devono comprare le eccedenze per far risalire i prezzi.

Soprattutto sotto elezioni (regionali, in questo caso).

A ciò si aggiunge la mancanza di diversificazione dei prodotti caseari.

Se, poi, il 60% dei caseifici è di imprenditori privati, il 40% è costituito da caseifici sociali, cioè di cui gli stessi pastori riuniti in cooperative sono i titolari. Insomma, fanno anche la guerra a se stessi, in un caos ricorrente che fa solo male al contesto economico-sociale isolano.

Papaveri (foto di Cristiana Verrazza)

Gli allevatori sono in buona parte ben consapevoli della situazione, “il sistema agropastorale è obsoleto, ormai fuori dalla storia. Il mercato è pesantemente condizionato, le cooperative funzionano male, il sistema politico è inerte e non reagisce, quello burocratico ci soffoca di carte”, affermava già nel 2010 Felice Floris, leader del Movimento Pastori Sardi (M.P.S.), indicando anche delle possibili soluzioni:  “chiediamo l’apertura di almeno cinque centri di refrigerazione gestiti direttamente dai pastori. Ci permetterebbero di conservare il prodotto, reperire possibili acquirenti fuori dall’isola e rompere il monopolio degli industriali”.

La diversificazione dei prodotti caseari e della destinazione del latte ovino sembrano due elementi fondamentali per garantire un futuro al settore agropastorale sardo, ma con criteri organizzativi e gestionali ben diversi.

Insomma, la colpa non è certo dei sardi marrani che non mangiano pecorino a colazione, pranzo e cena.

L’esempio della 3 A – Cooperativa Assegnatari Associati di Arborea è emblematico: 226 aziende, 50 mila bovini, oltre 300 prodotti (marchi Arborea, Fattorie Girau, Trentina, Collina Felice), 206 milioni di litri di latte vaccino (il 90% di quello prodotto in Sardegna) e 166 milioni di euro di fatturato (2017). Dal 2018 esporta i suoi prodotti anche in Cina e nel Sud Est dell’Asia.

Un esempio da seguire, su connottu da evolvere, se si vuole camminare con le proprie gambe.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Nuraghe e rottami

(foto Cristiana Verazza, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. G.maiuscolo
    febbraio 16, 2019 alle 7:53 am

    Carino quel vostro…(…) “Insomma, la colpa non è certo dei sardi marrani che non mangiano pecorino a colazione, pranzo e cena”. Mi sono fatta una grande risata. 🙂 Abbastanza condivisibile il contenuto dell’articolo. Pur comprendendo i disagi ed i sacrifici di chi alleva delle bestie per vivere ( le bestie sono come dei piccoli figli: vanno nutrite, ben curate e tutelate), credo che maggior chiarezza si debba fare. E devono essere i pastori a farla.
    Io non avrei versato il latte per strada, tanto per essere chiari; lo avrei trasformato e venduto in giro a …straccu barattu” ( a vil prezzo); ne avrebbero guadagnato tutti.
    Cordialità

  2. febbraio 16, 2019 alle 1:00 pm

    A.N.S.A., 16 febbraio 2019
    Guerra del latte: a Cagliari il tavolo con Centinaio: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/02/15/latte-assemblea-pastori-a-thiesi_568245b1-3b10-44ae-92ee-4bf9a7a52740.html

  3. amico
    febbraio 16, 2019 alle 4:53 pm

    Purtroppo il “latte versato” è “versato” ormai e purtroppo più nulla su questo si può fare.
    Oltre a diversificare i prodotti caseari e la destinazione del latte ovino perchè non si squarcia il velo anche sulla reale capacità del territorio Sardo di sostenere il pascolo di oltre 2 milioni e mezzo di pecore che per il 90 % della loro dieta alimentare necessitano di erba e quindi di estesa vegetazione erbacea? Perchè non si ha il coraggio di pianificare correttamente l’effettiva capacità di pascolo del territorio Sardo? Perchè questo non si fa? Consentirebbe di stimare preventivamente le capacità produttive di latte? Senza tale pianificazione continuera’ la sovraproduzione (ma fino a quando tutto il sistema “territorio” potrà reggere?) e, conseguentemente, un ridotto prezzo del latte. Il latte “versato” addolora ma anche l’assenza di una vera politica per il territorio. Questa e’ più che mai necessaria perche’ razionalmente la Sardegna non può continuare ad essere totalmente pascolata (talvolta anche le aree urbane/urbanizzate, industriali e agricole con colture in atto). Oggi i dati ci dicono che più della metà del territorio regionale (escluse le aree urbane/urbanizzate, industriali e agricole in attualità di coltura) è coperto da boschi e questi non son tutti pascolabili anche perché tra 1.200.000 ettari circa di boschi più della metà sono rappresentati da macchia mediterranea in prevalenza degradata (da incendi e interventi sconsiderati) e dunque non destinabili al pascolamento. Pianificare correttamente il territorio Sardo che non può continuare ad esser quello di 2000 anni fa con tutti i problemi di dissesto idrogeologico e desertificazione che attualmente lo caratterizzano dovrebbe essere la via giusta proprio per venire incontro agli allevatori ed ai loro enormi sforzi lavorativi. Per difendere la dignità di uomini e donne che non possono essere costretti a “versare” il latte per veder riconosciuti i loro giusti diritti e neppure per essere destinatari di misure in qualche modo “assistenziali” servono nuove e coraggiose soluzioni.

  4. V
    febbraio 17, 2019 alle 10:49 am

    Buongiorno grazie per la ricostruzione chiara dello stato delle cose. Nell’immediato si potrebbe pensare ad iniziative di solidarietà concreta, oltre che social, come adottare forme di pecorino romano o almeno capire come utilizzarlo in cucina (per molti anche in Sardegna è quasi un mistero). Cosa ne pensate ?

  5. febbraio 17, 2019 alle 1:18 pm

    A.N.S.A., 17 febbraio 2019
    Latte, Salvini: “Passo avanti senza usare repressione”. I pastori non soddisfatti.
    Il ministro dell’Interno: “72 centesimi al litro è un’ottima notizia, è iniziato un nuovo percorso”. Ora tregua di tre giorni e la parola passa alle campagne: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/02/15/latte-assemblea-pastori-a-thiesi_568245b1-3b10-44ae-92ee-4bf9a7a52740.html

    —————

    Latte:tregua violata, blitz a cisterna. Buttati sull’asfalto migliaia di litri di prodotto appena munto: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/02/17/lattetregua-violata-blitz-a-cisterna_28bffdcd-43ba-474a-8131-313cd69d8c00.html

    ___________________________________________

    da Sardinia Post, 17 febbraio 2019
    Prezzo latte, tregua violata a Cuglieri: blitz a cisterna, migliaia di litri per terra: https://www.sardiniapost.it/cronaca/prezzo-latte-violata-la-tregua-a-cuglieri-blitz-a-cisterna-migliaia-di-litri-per-terra/

    —————-

    Prezzo latte, i pastori sui 72 centesimi: “Ci guadagnano solo gli industriali”: https://www.sardiniapost.it/cronaca/prezzo-latte-i-pastori-sui-72-centesimi-ci-guadagnano-solo-gli-industriali/

    ————–

    Latte a 72 centesimi, no di Floris (Mps): “È la proposta già scartata un mese fa”: https://www.sardiniapost.it/cronaca/latte-a-72-centesimi-no-di-floris-mps-e-la-proposta-gia-scartata-un-mese-fa/

  6. febbraio 18, 2019 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 febbraio 2019
    Rivolta del latte, le Procure indagano sugli atti di violenza nei giorni della protesta.
    Aperti diversi fascicoli che riguardano gli assalti alle cisterne. Si valutano anche gli effetti del Decreto sicurezza di Salvini. (Enrico Carta): http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/02/18/news/rivolta-del-latte-le-procure-indagano-sugli-atti-di-violenza-nei-giorni-della-protesta-1.17767032

  7. Io.Maiuscolo
    febbraio 19, 2019 alle 7:26 am

    Abbiam visto come è andata la trattativa. I pastori sono più arrabbiati di una settimana fa e non è da escludere che, arrabbiati come sono, a questo punto, possano dar luogo a proteste anche più forti. Speriamo che la situazione possa evolversi in modo corretto.
    E che tutti possano tornare ai loro ovili e alle loro bestie. Basta con il latte versato sulle strade, specie se si considera che c’è tanta gente che il latte non può comprarselo.
    Ta bregungia! ( quanta e quale vergogna!)
    Cordialmente

  8. febbraio 19, 2019 alle 7:00 pm

    A.N.S.A., 19 febbraio 2019
    Protesta del latte, la tregua vacilla. Pastori in assemblea.
    Salvini, lavoriamo giorno e notte. Centinaio, misure strutturali per arrivare a 1 euro. Coldiretti, l’acconto di 72 cent è insufficiente: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/02/17/lattetregua-violata-blitz-a-cisterna_28bffdcd-43ba-474a-8131-313cd69d8c00.html

    _______________________________________

    da L’Unione Sarda, 19 febbraio 2019
    IL PUNTO DI VISTA. Sto con i pastori? Sì, ma non troppo.
    Gli allevatori sardi non si accontentano dei 72 centesimi per un litro di latte: vogliono arrivare a 1 euro. (Giuseppina Di Salvatore): https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2019/02/19/sto-con-i-pastori-si-ma-non-troppo-136-837461.html

  9. febbraio 20, 2019 alle 2:50 pm

    A.N.S.A., 20 febbraio 2019
    Latte: bomba inesplosa e scritte. Ordigno davanti sede elettorale, “No voto per i pastori”: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/02/20/latte-bomba-inesplosa-e-scritte_6ba3202d-db10-455f-b360-22a34594144a.html

    ——————–

    Protesta del latte, la tregua vacilla. Pastori in assemblea.
    Salvini, lavoriamo giorno e notte. Centinaio, misure strutturali per arrivare a 1 euro. Coldiretti, l’acconto di 72 cent è insufficiente: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/02/17/lattetregua-violata-blitz-a-cisterna_28bffdcd-43ba-474a-8131-313cd69d8c00.html

    __________________________

    da L’Unione Sarda, 20 febbraio 2019
    LA VERTENZA. Latte, questori riuniti ad Abbasanta. Caccia agli autori dei blitz stradali.
    Si temono problemi di ordine pubblico nella domenica elettorale: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2019/02/20/latte-questori-riuniti-ad-abbasanta-al-vaglio-i-filmati-dei-blocc-136-838229.html

    ————

    UN ALTRO EPISODIO. Tratalias, incappucciati costringono un camionista a gettare il latte
    L’autocisterna è di proprietà di un caseificio di Guspini. Il conducente, terrorizzato, ha chiamato il 112: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/sulcis-iglesiente/2019/02/20/tratalias-incappucciati-costringono-un-camionista-a-gettare-il-la-136-838242.html

    ______________________________

    da La Nuova Sardegna, 20 febbraio 2019
    Rivolta del latte, indagini delle Procure sulle violenze: al setaccio i filmati.
    I magistrati hanno iniziato l’esame dei video degli assalt. Vertice a Oristano tra prefetto, questore e produttori. (Enrico Carta): http://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2019/02/20/news/rivolta-del-latte-indagini-delle-procure-sulle-violenze-al-setaccio-i-filmati-1.17773570

  10. febbraio 21, 2019 alle 10:22 am

    Ma voi in quanto ambientalisti non dovreste essere critici sul metodo di lavoro della 3A, che è di fatto un allevamento intensivo?

  11. febbraio 23, 2019 alle 12:08 pm

    A.N.S.A., 23 febbraio 2019
    10 pastori indagati per blocchi stradali.
    Inchiesta Procura Nuoro, arrivano i primi avvisi di garanzia: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/02/23/10-pastori-indagati-per-blocchi-stradali_0298dc7f-8149-4585-aecc-cf05aaa50302.html

  12. febbraio 26, 2019 alle 2:56 pm

    A.N.S.A., 26 febbraio 2019
    Protesta del latte: nuovo assalto armato ad una cisterna, autista legato ad un albero.
    Il mezzo è stato incendiato. Salvini: “Delinquenti, non pastori”: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/02/26/protesta-del-latte-nuovo-assalto-armato-ad-unautocisterna_8a800757-9bed-4f9d-a17a-724f9168e339.html

  13. marzo 8, 2019 alle 7:24 pm

    A.N.S.A., 8 marzo 2019
    Latte, trovato l’accordo sul prezzo per 74 centesimi al litro.
    Centinaio, bene accordo su prezzo, è solo l’inizio. Nuovo tavolo di filiera il 15 marzo: http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2019/03/08/latte-trovato-laccordo-su-prezzo-per-74-centesimi-al-litro_917b84fb-db14-44f5-b743-8e0cafe52061.html

    • marzo 9, 2019 alle 12:08 pm

      A.N.S.A., 9 marzo 2019
      Latte: tensione all’avvio del confronto. Sul tavolo del vertice in prefettura il decreto del Governo. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/03/08/latte-tensione-allavvio-del-confronto_bcf0f39d-e599-45d8-a6f8-f1f10d408d4c.html)

      Due uomini a volto coperto e armati hanno assaltato un’autocisterna che trasportava latte. Il mezzo si trovava in territorio comunale di Torralba (Sassari) ed era diretto al caseificio “Fratelli Pinna” di Thiesi. L’autista è stato fatto scendere e allontanare dai due, che poi hanno dato fuoco all’autocisterna senza sversare il latte in strada.

      L’ennesimo assalto ad una autocisterna del latte in Sardegna arriva a meno di 24 ore dall’accordo raggiunto ieri a Sassari da pastori, industriali caseari, associazioni di categoria, governo e Regione Sardegna al termine del tavolo convocato dal prefetto Giuseppe Marani. Accordo che prevede un prezzo iniziale del latte di 74 centesimi al litro. L’assalto è avvenuto verso le 6.30, quando l’autotrasportatore non aveva ancora completato il giro della raccolta del latte destinato al caseificio di Thiesi. Sul fatto indagano i carabinieri del comando provinciale di Sassari e della compagnia di Bonorva.

      TROVATO ACCORDO SUL PREZZO, GOVERNO ESULTA. (Fabrizio Fois)

      Il traguardo sul prezzo del latte ovino sembrava lontano: 8 centesimi di differenza tra la proposta degli industriali di pagare 72 centesimi al litro e quella dei pastori sardi che chiedevano 0,80 come acconto. Invece l’intesa è stata trovata già nella seconda riunione in Prefettura a Sassari. Un accordo che fa esultare il Governo, con il vicepremier Matteo Salvini pronto a benedire il patto con una nuova visita in Sardegna (“Sono soddisfatto e ringrazio tutti quelli che hanno permesso di arrivare a questo risultato positivo”) e con il ministro Gian Marco Centinaio che sottolinea: “è la dimostrazione che quando ci si siede a un tavolo con spirito costruttivo si raggiungono importanti traguardi”. E, soprattutto, getta le basi per stabilire quella griglia che concorrerà alla formazione del prezzo a campagna ormai finita, quando il Pecorino romano Dop sarà venduto all’ingrosso a prezzi più alti degli attuali 5,40 euro al kg. Già da domani i pastori potranno nuovamente conferire il latte alle cooperative e ai caseifici sapendo che a febbraio il prezzo garantito per l’acconto è di 72 centesimi al litro mentre a marzo salirà a 74 sino a fine campagna. Il conguaglio a novembre sarà invece calcolato in base al prezzo del pecorino romano rilevato alla Borsa di Milano, secondo una scala crescente. Si passa dai 72 centesimi al litro con il formaggio di 6 euro al chilo, sino ad arrivare a 1,02 euro con il pecorino a 8,5 euro al chilo. Cioè il prezzo di arrivo che chiedevano gli allevatori nella controproposta presentata all’inizio della trattativa nell’affollata e calda assemblea di Tramatza (Oristano), del 19 febbraio scorso. I pastori, però, non mollano la presa in attesa di confrontarsi nuovamente con gli industriali e gli altri attori del settore nel tavolo di filiera convocato per venerdì prossimo 15 marzo, sempre in Prefettura a Sassari. “È un punto di partenza, ma ora c’è da prendere in mano tutta la fase strutturale – fa sapere Gianuario Falchi, uno dei pastori della delegazione degli allevatori al tavolo – Per ora tutti hanno promesso, adesso bisogna vedere: noi vigileremo”. “Speriamo di aver imboccato una strada nuova, stiamo a vedere”, dice il presidente regionale di Coldiretti, Battista Cualbu. Più ottimismo dai trasformatori: “Si riprende a produrre serenamente – dice Pierluigi Pinna, uno dei titolari del caseificio di Thiesi (Sassari) – Col buon senso si raggiungono sempre i giusti accordi oggi abbiamo fatto un grande passo avanti”. Intanto il Governo ha messo sul piatto con il decreto Agricoltura 29 milioni per sostenere la filiera lattiero-casearia: un Fondo da 10 milioni per il 2019, per favorire la qualità e la competitività del latte ovino, altri 14 milioni per l’acquisto di formaggi per gli indigenti e ulteriori 5 milioni a copertura delle rate dei mutui.

  14. novembre 10, 2019 alle 4:32 pm

    A.N.S.A., 10 novembre 2019
    Latte: 150 pastori sardi indagati.
    Tra loro c’è anche uno dei portavoce al tavolo ministeriale: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/11/10/latte-150-pastori-sardi-indagati_ab02379d-b817-455d-9596-9242d94e0716.html

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