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Un cantiere in riva al mare a Portobello di Gallura.


Aglientu, Portobello di Gallura, cantiere edilizio sul mare

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (24 ottobre 2017) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo un cantiere edilizio a pochi passi dal mare per la realizzazione di una villa sulla costa di Portobello di Gallura, in Comune di Aglientu (SS).

Aglientu, Portobello di Gallura, cantiere edilizio sul mare

Coinvolti il Ministero per i beni e attività culturali, la Direzione generale pianificazione territoriale e vigilanza edilizia della Regione autonoma della Sardegna, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari, i Carabinieri del Nucleo tutela beni culturali, informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.

L’intera costa di Aglientu è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), e con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993 e s.m.i.), e così classificata nel piano paesaggistico regionale (P.P.R. – 1° stralcio costiero).

Aglientu, Portobello di Gallura, cantiere edilizio sul mare

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica un rapido intervento delle amministrazioni pubbliche competenti per appurare la legittimità o meno dei lavori in corso.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Aglientu, Portobello di Gallura, cantiere edilizio sul mare

 

Aglientu, Portobello di Gallura, cantiere edilizio sul mare, cartello inizio lavori

 

La Nuova Sardegna, 26 ottobre 2017

 

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. ottobre 26, 2017 alle 8:36 am

    Un paio di punti su cui riflettere:
    – Siamo all’interno di una lottizzazione convenzionata? (lotto A17);
    – Inizio lavori ad oltre un anno dal rilascio del permesso di costruire.

  2. Juri
    ottobre 26, 2017 alle 12:38 pm

    Piano di lottizzazione evidentemente risalente a diversi decenni fa, visto che prevedeva edificazioni in riva al mare (vietate, nella fascia dei 150 m, fin dal 1976).
    Com’è possibile che sia considerato ancora vigente?
    Com’è possibile che le svariate norme di tutela integrale della fascia costiera (praticamente la scogliera, in questo caso) non abbiano prodotto effetti preclusivi al rilascio del permesso di costruire?

  3. ottobre 26, 2017 alle 3:03 pm

    da Cagliaripad, 24 ottobre 2017
    Gallura, cantiere in riva al mare. Gruppo d’Intervento Giuridico: “Auspichiamo un rapido intervento dell’Amministrazione”: http://www.cagliaripad.it/263683/gallura-cantiere-riva-al-mare-gruppo-dintervento-giuridico-auspichiamo-un-rapido-intervento-dellamministrazione

    __________________

    da Olbia Notizie, 25 ottobre 2017
    Villa in riva al mare a Portobello di Gallura, il gruppo d’intervento giuridico chiede spiegazioni: http://www.olbianotizie.it/articolo/43706-villa_in_riva_al_mare_a_portobello_di_gallura_il_gruppo_d_intervento_giuridico_chiede_spiegazioni

  4. Porico
    ottobre 26, 2017 alle 7:43 pm

    Il “Titolo Edilizio” nell’attuale legislazione è costituito dalla “concessione edilizia ” atto ultimo di qualsiasi pianificazione Urbanistica propedeutica al titolo. La concessione ha la durata massima di tre anni a partire dal momento della denuncia di attività . Qualsiasi altra norma, leggina o legge che tenda a salvaguardare lottizzazioni in contrasto con la normativa vigente al momento del rilascio del titolo edilizio è un chiaro vulnus giuridico.
    Ma, come sappiamo, nel nostro paese vige l’incertezza del diritto.

  5. dicembre 12, 2017 alle 3:09 pm

    il Servizio Tutela del Paesaggio e della Vigilanza edilizia di Sassari ha comunicato (nota prot. n. 47847/XII.6.5 dell’11 dicembre 2017) di aver presso i propri archivi solo l’autorizzazione paesaggistica comunale per la realizzazione di una residenza n. 118 del 21 ottobre 2013 (lotto A 172) e di aver chiesto al Comune di Aglientu “i presupposti giuridici e di fatto sulla base dei quali è stato rilasciato tale titolo abilitativo”, nonchè “di verificare la sussistenza di eventuali opere realizzate in assenza o in difformità ai titoli rilasciati”. Ha, inoltre, ricordato le competenze comunali in ordine alla repressione dei casi di abusivismo edilizio.

    • Porico
      dicembre 13, 2017 alle 5:37 pm

      Le ” competenze Comunali in ordine alla repressione degli abusi edilizi” sono ben conosciute da tutti i Sindaci. Il problema è che nessuno interviene . Vi è sempre un tacito consenso e una altrettanto nota compartecipazione al reato. Tranne qualche caso, ove il Sindaco sente il fiato sul collo di un magistrato .

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