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Maiali allo stato brado, rischio peste suina africana.


Desulo – Arzana, Girgini – Nuraghe Ruinas, maiali allo stato brado (9 aprile 2017)

Da troppi anni imperversa in Sardegna la peste suina africana, grave malattia infettiva che colpisce Maiali, Cinghiali e Suidi ibridi.

Notevoli le conseguenze ambientali e socio-economiche, basti pensare al divieto di esportazione delle carni suine dalla Sardegna e alla mancata percezione di contributi comunitari.

La Regione autonoma della Sardegna, finalmente, ha adottato in questi ultimi anni varie misure legislative e amministrative (legge regionale n. 34/2014 e provvedimenti amministrativi di attuazione) che han dato vita a un piano per l’eradicazione della peste suina africana.

L’attuazione va avanti non senza polemiche e contrasti, ma è una strada obbligata.

Una delle principali cause di diffusione è collegata all’allevamento di Maiali allo stato brado (c.d. pascolo non confinato), pur vietato da tempo.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, provveduto (13 aprile 2017) a segnalare, per le attività di competenza, all’Unità di Progetto per l’eradicazione della Peste Suina Africana, la struttura regionale preposta all’attuazione del piano, la presenza di Maiali allo stato brado presso la località di Girgini – Nuraghe Ruinas, sul Gennargentu, fra i Comuni di Desulo e di Arzana (NU), avvistati e fotografati da escursionisti.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Desulo, Gennargentu, foresta di Girgini

 

L’Unione Sarda, 14 aprile 2017

(foto per conto GrIG, J.I., archivio GrIG)

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  1. Pier Mauro
    aprile 15, 2017 alle 8:39 am

    Io penso che la peste sia negli allevamenti intensivi e non fuori. Prova ne sia la notevole quantità di antibiotici che prendono questi poveri animali. L’unica via perseguibile è smettere di mangiarli. Non ne esiste altra. Così si smetterà, anche se pur lentamente, di allevarli.

  2. aprile 15, 2017 alle 11:34 am

    da Cagliaripad, 13 aprile 2017
    Ambiente, deuncia Grig: “Maiali allo stato brado, rischio peste suina africana”.
    Da troppi anni imperversa in Sardegna la peste suina africana, grave malattia infettiva che colpisce Maiali, Cinghiali e Suidi ibridi: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=49050

  3. capitonegatto
    aprile 15, 2017 alle 12:00 pm

    Che la malattia provenga dallo stato brado o da allevamenti intensivi, dovrebbe essere facile scoprirlo se ci fosse un controllo da parte della guardia forestale , nel primo caso , e non di eventuali turisti, mentre nel secondo caso il controllo dovrebbe essere fatto dall’ASL competente con procedura certificata ( con pene severe per omissioni e falsi controlli ).
    Il cittadino ha il diritto , se vuole, di mangiare la carne di suino , senza correre alcun pericolo. Un aiuto importante dovrebbe provenire anche dai produttori finali di carne suina trattata, che dovrebbero avere tutto l’interesse di non mettere in pericolo il loro business.

  4. maggio 26, 2017 alle 2:44 pm

    A.N.S.A., 25 maggio 2017
    Peste suina: nuovo focolaio a Seui.
    Due animali trovati morti, altri due saranno abbattuti: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/05/25/peste-suina-nuovo-focolaio-a-seui_f2f6f6c1-87e7-4319-84a7-5bc22bb172f6.html

  5. dicembre 13, 2017 alle 2:45 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 12 dicembre 2017
    Peste suina, la grande maggioranza dei maiali abbattuti ad Arzana, Desulo e Orgosolo sono risultati positivi ai primi test. Il pascolo brado alimenta l’endemicità della malattia in quei territori.
    Questo il primo bilancio dei controlli effettuati questi giorni nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna su 150 campioni prelevati da altrettanti maiali, tenuti illegalmente allo stato brado e abbattuti, lo scorso 8 dicembre ad Arzana, Desulo e Orgosolo, dall’Unità di Progetto per l’eradicazione della PSA. Il totale degli animali depopolati nei territori dei tre Comuni era stato di 210. (https://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=342)

    Cagliari, 12 dicembre 2017 – Su 150 campioni analizzati ben 115 sono risultati sieropositivi alla Peste suina africana (PSA), con una percentuale di oltre il 75%. Questo il primo bilancio dei controlli effettuati questi giorni nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna su 150 campioni prelevati da altrettanti maiali, tenuti illegalmente allo stato brado e abbattuti, lo scorso 8 dicembre ad Arzana, Desulo e Orgosolo, dall’Unità di Progetto per l’eradicazione della PSA. Il totale degli animali depopolati nei territori dei tre Comuni era stato di 210.

    PSA endemica. I dati forniti dall’IZS dicono che la malattia è sostanzialmente presente in maniera costante nei luoghi interessati dagli abbattimenti e dove si pratica il pascolo brado dei maiali. “I suini sono risultati positivi – ha osservato il direttore generale dell’IZS, Alberto Laddomada – più o meno costantemente agli stessi elevati tassi di prevalenza. Questi dati confermano, qualora ve ne fosse il bisogno, che il loro abbattimento era necessario. Infatti, si dimostra ancora una volta che in quei territori la PSA è presente in forma endemica, con la pratica del pascolo brado incontrollato che permette alla malattia di persistere e di auto-alimentarsi costantemente nei continui contatti da maiale a maiale e tra i maiali domestici con i cinghiali. Se non si prende coscienza del fatto che è contro l’interesse di tutti i sardi perseverare nell’allevare i suini in modo illegale e irresponsabile – ha concluso Laddomada – non riusciremo mai a liberarci da questa piaga che da ormai 40 anni ha messo in ginocchio l’intero comparto regionale”.

    Pascolo brado illegale. In Sardegna, anche in presenza di una severa normativa in materia di eradicazione della Peste suina africana, è consentito allevare i maiali utilizzando il pascolo naturale, a condizione che questo avvenga in appezzamenti, anche molto ampi (sino a 10 ettari nelle zone rosse di massimo rischio e sino a 40 ettari nelle zone bianche a minor rischio), ben recintati, per impedire il contatto, anche occasionale, con i cinghiali ed evitare la possibile diffusione della PSA. Quello che non è mai consentito è l’allevamento, illegale, di animali abbandonati a se stessi, esposti al contagio del virus della peste e di altre pericolose parassitosi (Trichinella su tutte), da parte di soggetti che si trincerano dietro l’anonimato. Il comparto suinicolo e la filiera delle carni suine possono svilupparsi solo grazie agli allevatori regolari che, con quotidiana fatica, provvedono ai bisogni dei loro animali, adempiono agli obblighi di registrazione, provvedono ai controlli sanitari e possono attestare la salubrità delle carni che provengono dai loro allevamenti. Purtroppo invece, come dimostrano i dati che l’Istituto Zooprofilatico della Sardegna ha appena diffuso, negli allevamenti bradi illegali persiste una situazione sanitaria desolante.

  6. dicembre 17, 2017 alle 11:58 am

    A.N.S.A., 16 dicembre 2017
    Peste suina, 60 maiali abbattuti.
    Erano al pascolo brado, non registrati e senza controlli salute: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/12/16/peste-suina-60-maiali-abbattuti_eccf1a2d-e450-49eb-bc49-6cfc5fdbed87.html

  7. dicembre 20, 2017 alle 9:55 pm

    A.N.S.A., 20 dicembre 2017
    Peste suina: abbattimenti nel Nuorese.
    Protestano pastori e famiglie, “la Regione tratti con noi”: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/12/20/peste-suina-abbattimenti-nel-nuorese_01e067a4-6da1-4c33-bfe5-1c09e51edfe9.html

  8. M.A.
    dicembre 20, 2017 alle 10:31 pm

    L’esportazione della carne di maiale all’estero mi pare francamente un pretesto per applicare una prescrizione sanitaria, per riscuotere in finanziamenti dei tanti milioni di euro concessi dalla Comunità Europea. All’estero non staranno aspettando di certo i nostri maiali, dal momento che le batterie delle aziende purtroppo brulicano di suini, ed esistono svariati marchi di buona qualità. Perché il maiale non può stare allo stato brado? Per evitare il contatto diretto con i cinghiali che sono portatori del virus? Può una semplice recinzione ostacolare il passaggio di un virus? Ovviamente no. Ci sono delle norme specifiche che debbono essere rispettate anche dai cacciatori per quanto riguarda la caccia al cinghiale. Non si possono cacciare i cinghiali in zona rossa se non in deroga tramite apposita autorizzazione agli enti preposti. Questo perché lo spostamento delle carcasse dalla zona infetta a quella non infetta potrebbe trasportare il virus. Così come il virus potrebbe essere trasportato dagli scarponi dei cacciatori che si avventurano percorrendo centinaia di km da casa, calpestano il suolo contaminato dalle feci di cinghiali infetti. Ma se questo vale per i cacciatori, per gli escursionisti o i cercatori di funghi ormai molto frequenti nei nostri boschi tutto ciò non vale? O tutte le altre categorie hanno scarponi anti-virus?? 😀 con tutti questi abbattimenti di suini, (gli animalisti latitano) vuoi vedere che aumenterà la domanda e quindi le importazioni di carne per i vari salumifici sardi?

    • dicembre 20, 2017 alle 10:50 pm

      la Sardegna è l’unica regione dove la peste suina africana rimane come malattia endemica.
      Finalmente si sta cercando di eradicarla.
      Qui c’è lo “speciale” della Regione autonoma della Sardegna che risponde alle tue domande: http://www.regione.sardegna.it/eradicazionepestesuina/

      • M.A.
        dicembre 20, 2017 alle 11:18 pm

        In Spagna ci sono riusciti, forse, in Sardegna non ci riusciranno mai. Per come la vedo io è un business fatto di contributi erogati per aiutare un mercato di nicchia che non riuscirebbe a sopravvivere a livello europeo/mondiale. Debellare un virus del genere dal punto di vista pratico non è roba da poco. Ci sono troppi cinghiali, troppe aree protette dove si moltiplicano, ci sono migliaia di persone che vivono la campagna e che trasportano con loro il virus e tanto altri fattori ancora. Peste suina a parte, trovo corretto dal punto di vista ambientale eradicare i maiali allo stato brado. Applicherei la stessa politica, per le stesse ragioni, anche per i tanti cani e gatti randagi che affollano le nostre campagne. D’altronde, maiali si e per cani e gatti no? Siamo antispecisti.

      • dicembre 21, 2017 alle 6:31 am

        in Spagna ci sono riusciti facendo proprio quanto si sta facendo ora in Sardegna. Vedremo i risultati.

        Stefano Deliperi

  9. dicembre 30, 2017 alle 9:14 pm

    da L’Unione Sarda, 30 dicembre 2017
    “Maiali che si nutrono di bovini morti”. Peste suina, nuovi abbattimenti nel Nuorese: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/12/30/maiali_che_si_nutrono_di_bovini_morti_peste_suina_nuovi_abbattime-68-681611.html

  10. gennaio 30, 2018 alle 10:13 pm

    A.N.S.A., 30 gennaio 2018
    Peste suina: sequestrato allevamento.
    Blitz del Corpo forestale nella Trexenta: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/01/30/peste-suina-sequestrato-allevamento_6aff4234-30e5-4a7b-acab-a6690cefd2b5.html

  11. febbraio 25, 2018 alle 5:45 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 febbraio 2018
    Peste suina, abbattuti 139 maiali nel Nuorese.
    Interventi su animali allo stato brado o senza registrazione a Lollove e in località Nurvoli: http://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2018/02/23/news/peste-suina-abbattuti-139-maiali-nel-nuorese-1.16514183?ref=hfnsnuec-1

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