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Maiali allo stato brado, rischio peste suina africana.


Desulo – Arzana, Girgini – Nuraghe Ruinas, maiali allo stato brado (9 aprile 2017)

Da troppi anni imperversa in Sardegna la peste suina africana, grave malattia infettiva che colpisce Maiali, Cinghiali e Suidi ibridi.

Notevoli le conseguenze ambientali e socio-economiche, basti pensare al divieto di esportazione delle carni suine dalla Sardegna e alla mancata percezione di contributi comunitari.

La Regione autonoma della Sardegna, finalmente, ha adottato in questi ultimi anni varie misure legislative e amministrative (legge regionale n. 34/2014 e provvedimenti amministrativi di attuazione) che han dato vita a un piano per l’eradicazione della peste suina africana.

L’attuazione va avanti non senza polemiche e contrasti, ma è una strada obbligata.

Una delle principali cause di diffusione è collegata all’allevamento di Maiali allo stato brado (c.d. pascolo non confinato), pur vietato da tempo.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, provveduto (13 aprile 2017) a segnalare, per le attività di competenza, all’Unità di Progetto per l’eradicazione della Peste Suina Africana, la struttura regionale preposta all’attuazione del piano, la presenza di Maiali allo stato brado presso la località di Girgini – Nuraghe Ruinas, sul Gennargentu, fra i Comuni di Desulo e di Arzana (NU), avvistati e fotografati da escursionisti.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Desulo, Gennargentu, foresta di Girgini

 

L’Unione Sarda, 14 aprile 2017

(foto per conto GrIG, J.I., archivio GrIG)

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  1. Pier Mauro
    aprile 15, 2017 alle 8:39 am

    Io penso che la peste sia negli allevamenti intensivi e non fuori. Prova ne sia la notevole quantità di antibiotici che prendono questi poveri animali. L’unica via perseguibile è smettere di mangiarli. Non ne esiste altra. Così si smetterà, anche se pur lentamente, di allevarli.

  2. aprile 15, 2017 alle 11:34 am

    da Cagliaripad, 13 aprile 2017
    Ambiente, deuncia Grig: “Maiali allo stato brado, rischio peste suina africana”.
    Da troppi anni imperversa in Sardegna la peste suina africana, grave malattia infettiva che colpisce Maiali, Cinghiali e Suidi ibridi: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=49050

  3. capitonegatto
    aprile 15, 2017 alle 12:00 pm

    Che la malattia provenga dallo stato brado o da allevamenti intensivi, dovrebbe essere facile scoprirlo se ci fosse un controllo da parte della guardia forestale , nel primo caso , e non di eventuali turisti, mentre nel secondo caso il controllo dovrebbe essere fatto dall’ASL competente con procedura certificata ( con pene severe per omissioni e falsi controlli ).
    Il cittadino ha il diritto , se vuole, di mangiare la carne di suino , senza correre alcun pericolo. Un aiuto importante dovrebbe provenire anche dai produttori finali di carne suina trattata, che dovrebbero avere tutto l’interesse di non mettere in pericolo il loro business.

  4. maggio 26, 2017 alle 2:44 pm

    A.N.S.A., 25 maggio 2017
    Peste suina: nuovo focolaio a Seui.
    Due animali trovati morti, altri due saranno abbattuti: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/05/25/peste-suina-nuovo-focolaio-a-seui_f2f6f6c1-87e7-4319-84a7-5bc22bb172f6.html

  5. dicembre 13, 2017 alle 2:45 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 12 dicembre 2017
    Peste suina, la grande maggioranza dei maiali abbattuti ad Arzana, Desulo e Orgosolo sono risultati positivi ai primi test. Il pascolo brado alimenta l’endemicità della malattia in quei territori.
    Questo il primo bilancio dei controlli effettuati questi giorni nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna su 150 campioni prelevati da altrettanti maiali, tenuti illegalmente allo stato brado e abbattuti, lo scorso 8 dicembre ad Arzana, Desulo e Orgosolo, dall’Unità di Progetto per l’eradicazione della PSA. Il totale degli animali depopolati nei territori dei tre Comuni era stato di 210. (https://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=342)

    Cagliari, 12 dicembre 2017 – Su 150 campioni analizzati ben 115 sono risultati sieropositivi alla Peste suina africana (PSA), con una percentuale di oltre il 75%. Questo il primo bilancio dei controlli effettuati questi giorni nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna su 150 campioni prelevati da altrettanti maiali, tenuti illegalmente allo stato brado e abbattuti, lo scorso 8 dicembre ad Arzana, Desulo e Orgosolo, dall’Unità di Progetto per l’eradicazione della PSA. Il totale degli animali depopolati nei territori dei tre Comuni era stato di 210.

    PSA endemica. I dati forniti dall’IZS dicono che la malattia è sostanzialmente presente in maniera costante nei luoghi interessati dagli abbattimenti e dove si pratica il pascolo brado dei maiali. “I suini sono risultati positivi – ha osservato il direttore generale dell’IZS, Alberto Laddomada – più o meno costantemente agli stessi elevati tassi di prevalenza. Questi dati confermano, qualora ve ne fosse il bisogno, che il loro abbattimento era necessario. Infatti, si dimostra ancora una volta che in quei territori la PSA è presente in forma endemica, con la pratica del pascolo brado incontrollato che permette alla malattia di persistere e di auto-alimentarsi costantemente nei continui contatti da maiale a maiale e tra i maiali domestici con i cinghiali. Se non si prende coscienza del fatto che è contro l’interesse di tutti i sardi perseverare nell’allevare i suini in modo illegale e irresponsabile – ha concluso Laddomada – non riusciremo mai a liberarci da questa piaga che da ormai 40 anni ha messo in ginocchio l’intero comparto regionale”.

    Pascolo brado illegale. In Sardegna, anche in presenza di una severa normativa in materia di eradicazione della Peste suina africana, è consentito allevare i maiali utilizzando il pascolo naturale, a condizione che questo avvenga in appezzamenti, anche molto ampi (sino a 10 ettari nelle zone rosse di massimo rischio e sino a 40 ettari nelle zone bianche a minor rischio), ben recintati, per impedire il contatto, anche occasionale, con i cinghiali ed evitare la possibile diffusione della PSA. Quello che non è mai consentito è l’allevamento, illegale, di animali abbandonati a se stessi, esposti al contagio del virus della peste e di altre pericolose parassitosi (Trichinella su tutte), da parte di soggetti che si trincerano dietro l’anonimato. Il comparto suinicolo e la filiera delle carni suine possono svilupparsi solo grazie agli allevatori regolari che, con quotidiana fatica, provvedono ai bisogni dei loro animali, adempiono agli obblighi di registrazione, provvedono ai controlli sanitari e possono attestare la salubrità delle carni che provengono dai loro allevamenti. Purtroppo invece, come dimostrano i dati che l’Istituto Zooprofilatico della Sardegna ha appena diffuso, negli allevamenti bradi illegali persiste una situazione sanitaria desolante.

  6. dicembre 17, 2017 alle 11:58 am

    A.N.S.A., 16 dicembre 2017
    Peste suina, 60 maiali abbattuti.
    Erano al pascolo brado, non registrati e senza controlli salute: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/12/16/peste-suina-60-maiali-abbattuti_eccf1a2d-e450-49eb-bc49-6cfc5fdbed87.html

  7. dicembre 20, 2017 alle 9:55 pm

    A.N.S.A., 20 dicembre 2017
    Peste suina: abbattimenti nel Nuorese.
    Protestano pastori e famiglie, “la Regione tratti con noi”: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/12/20/peste-suina-abbattimenti-nel-nuorese_01e067a4-6da1-4c33-bfe5-1c09e51edfe9.html

  8. M.A.
    dicembre 20, 2017 alle 10:31 pm

    L’esportazione della carne di maiale all’estero mi pare francamente un pretesto per applicare una prescrizione sanitaria, per riscuotere in finanziamenti dei tanti milioni di euro concessi dalla Comunità Europea. All’estero non staranno aspettando di certo i nostri maiali, dal momento che le batterie delle aziende purtroppo brulicano di suini, ed esistono svariati marchi di buona qualità. Perché il maiale non può stare allo stato brado? Per evitare il contatto diretto con i cinghiali che sono portatori del virus? Può una semplice recinzione ostacolare il passaggio di un virus? Ovviamente no. Ci sono delle norme specifiche che debbono essere rispettate anche dai cacciatori per quanto riguarda la caccia al cinghiale. Non si possono cacciare i cinghiali in zona rossa se non in deroga tramite apposita autorizzazione agli enti preposti. Questo perché lo spostamento delle carcasse dalla zona infetta a quella non infetta potrebbe trasportare il virus. Così come il virus potrebbe essere trasportato dagli scarponi dei cacciatori che si avventurano percorrendo centinaia di km da casa, calpestano il suolo contaminato dalle feci di cinghiali infetti. Ma se questo vale per i cacciatori, per gli escursionisti o i cercatori di funghi ormai molto frequenti nei nostri boschi tutto ciò non vale? O tutte le altre categorie hanno scarponi anti-virus?? 😀 con tutti questi abbattimenti di suini, (gli animalisti latitano) vuoi vedere che aumenterà la domanda e quindi le importazioni di carne per i vari salumifici sardi?

    • dicembre 20, 2017 alle 10:50 pm

      la Sardegna è l’unica regione dove la peste suina africana rimane come malattia endemica.
      Finalmente si sta cercando di eradicarla.
      Qui c’è lo “speciale” della Regione autonoma della Sardegna che risponde alle tue domande: http://www.regione.sardegna.it/eradicazionepestesuina/

      • M.A.
        dicembre 20, 2017 alle 11:18 pm

        In Spagna ci sono riusciti, forse, in Sardegna non ci riusciranno mai. Per come la vedo io è un business fatto di contributi erogati per aiutare un mercato di nicchia che non riuscirebbe a sopravvivere a livello europeo/mondiale. Debellare un virus del genere dal punto di vista pratico non è roba da poco. Ci sono troppi cinghiali, troppe aree protette dove si moltiplicano, ci sono migliaia di persone che vivono la campagna e che trasportano con loro il virus e tanto altri fattori ancora. Peste suina a parte, trovo corretto dal punto di vista ambientale eradicare i maiali allo stato brado. Applicherei la stessa politica, per le stesse ragioni, anche per i tanti cani e gatti randagi che affollano le nostre campagne. D’altronde, maiali si e per cani e gatti no? Siamo antispecisti.

      • dicembre 21, 2017 alle 6:31 am

        in Spagna ci sono riusciti facendo proprio quanto si sta facendo ora in Sardegna. Vedremo i risultati.

        Stefano Deliperi

  9. dicembre 30, 2017 alle 9:14 pm

    da L’Unione Sarda, 30 dicembre 2017
    “Maiali che si nutrono di bovini morti”. Peste suina, nuovi abbattimenti nel Nuorese: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/12/30/maiali_che_si_nutrono_di_bovini_morti_peste_suina_nuovi_abbattime-68-681611.html

  10. gennaio 30, 2018 alle 10:13 pm

    A.N.S.A., 30 gennaio 2018
    Peste suina: sequestrato allevamento.
    Blitz del Corpo forestale nella Trexenta: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/01/30/peste-suina-sequestrato-allevamento_6aff4234-30e5-4a7b-acab-a6690cefd2b5.html

  11. febbraio 25, 2018 alle 5:45 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 febbraio 2018
    Peste suina, abbattuti 139 maiali nel Nuorese.
    Interventi su animali allo stato brado o senza registrazione a Lollove e in località Nurvoli: http://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2018/02/23/news/peste-suina-abbattuti-139-maiali-nel-nuorese-1.16514183?ref=hfnsnuec-1

  12. marzo 8, 2018 alle 7:35 pm

    da Sardinia Post, 8 marzo 2018
    Peste suina, abbattuti 112 maiali allo stato brado nel Nuorese: http://www.sardiniapost.it/cronaca/peste-suina-abbattuti-112-maiali-allo-brado-nel-nuorese/

  13. aprile 2, 2018 alle 10:54 pm

    da Sardinia Post, 2 aprile 2018
    Peste suina, risultati positivi al virus i 10 maiali abbattuti a Orgosolo: http://www.sardiniapost.it/cronaca/peste-suina-risultati-positivi-al-virus-i-10-maiali-abbattuti-a-orgosolo/

  14. aprile 12, 2018 alle 2:40 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Peste suina. Dal 2015 ridotti i focolai: -90% nel domestico e -64% nei cinghiali grazie a lotta pascolo brado, a più controlli sanitari e più comunicazione nei territori.
    È opinione condivisa fra i veterinari dell’IZS che “l’eradicazione della PSA dalla Sardegna non è mai stata così vicina. Per questo, bisogna continuare a fare quello che si sta già facendo, con il massimo impegno e determinazione”. (https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=362732&v=2&c=289&t=1)

    CAGLIARI, 11 APRILE 2018 – Dal triennio 2012-2014 al 2015-2017 il numero dei focolai di Peste suina africana (PSA) nei maiali domestici si è ridotto del 75%, mentre la presenza della malattia nei cinghiali ha avuto un calo di circa il 64%. Se invece si dovesse fare il paragone con gli ultimi 8 mesi (agosto 2017 – marzo 2018), la riduzione dei focolai nel domestico raggiunge il 90%. Sono i dati che emergono dagli studi elaborati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS), e presentati questa mattina a Cagliari, nel corso di una conferenza stampa, che dimostrano come le azioni di contrasto, promosse in questi ultimi anni dalla Giunta Pigliaru attraverso l’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna, abbiano raggiunto risultati molto incoraggianti. È opinione condivisa fra i veterinari dell’IZS che “l’eradicazione della PSA dalla Sardegna non è mai stata così vicina. Per questo, bisogna continuare a fare quello che si sta già facendo, con il massimo impegno e determinazione”.
    Il report sull’andamento della malattia sull’Isola sarà illustrato dagli studiosi sardi, con maggiore dettaglio scientifico, nell’ambito della quattro giorni di lavori internazionali, iniziati oggi a Cagliari e in chiusura il prossimo 14 aprile, dove i maggiori esperti mondiali di PSA si incontreranno per il quarto seminario GARA (Global African Swine Fever Research Alliance).
    Alla conferenza stampa di questa mattina, tenuta nell’hotel Regina Margherita, dove si svolge il GARA, hanno partecipato il presidente Francesco Pigliaru, il responsabile dell’UdP, Alessandro De Martini, il direttore generale dell’IZS, Alberto Laddomada, il coordinatore ATS Area veterinaria, Franco Sgarangella, il consulente dell’UdP e docente all’Università di Madrid, José Manuel Sánchez-Vizcaíno, Marco Pittau (docente di Malattie infettive dell’Università di Sassari) e, in rappresentanza del Ministero della Salute, il direttore generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari, Pier Davide Lecchini.
    Pigliaru. “La Sardegna non è mai stata così vicina a eradicare la Peste suina: oggi, nel confronto tra gli esperti internazionali, è emerso chiaramente che, dopo 40 anni, questa partita sta finalmente andando a chiudersi. Se negli ultimi decenni nessuno ha avuto il coraggio di combattere la PSA, noi invece, insieme a un pezzo importante della Sardegna, lo stiamo facendo e siamo vicinissimi al risultato. Questo è il momento di dare la spinta finale per liberarci da una malattia che impedisce a un settore, dalle potenzialità straordinarie, di svilupparsi creando lavoro e sviluppo nelle zone che ne hanno particolarmente bisogno”. Lo ha detto oggi il presidente della Regione Francesco Pigliaru nel commentare i nuovi dati sull’eradicazione della PSA. “È vero – ha proseguito il presidente Pigliaru –, c’è ancora il pascolo brado, ma molto meno rispetto al passato perché tutti hanno capito che c’è una determinazione assoluta, non soltanto della Regione, ma ormai di gran parte della popolazione. C’è la consapevolezza che bisogna liberarsi da questa piaga perché alla fine farà bene a tutti, anche a chi oggi non ha ancora capito e continua a stare nell’illegalità. Se da un lato continueremo con gli abbattimenti dall’altro stiamo costruendo autostrade per chi si vuole mettere in regola garantendo loro sostegno economico e assistenza tecnica e creando tutte le migliori condizioni perché si porti avanti una produzione virtuosa”. Francesco Pigliaru ha poi ricordato quanto accaduto nella Penisola Iberica: “La regione spagnola dell’Estremadura ha avuto come noi la PSA per 40anni: le campagne erano abbandonate, in una situazione disastrosa. Quando se ne sono liberati, la produzione, il lavoro e lo sviluppo sono stati straordinari con oltre 400milioni di euro di fatturato per una territorio molto piccolo. Questa è la nostra prospettiva. È a portata di mano e ci arriveremo insieme”.
    Il presidente Pigliaru ha quindi ringraziato tutta la squadra, di donne e uomini, che compongono l’UdP per i risultati raggiunti in questa battaglia giusta per la Sardegna.

    Laddomada. “I dati oggi in nostro possesso ci dicono che stiamo intaccando il nucleo vero della malattia – ha precisato il direttore generale dell’IZS –. Gli abbattimenti hanno anche avuto un ruolo di persuasione verso chi operava nell’illegalità dove molti soggetti hanno deciso di mettersi in regola”. I depopolamenti si sono comunque mossi con una azione costante di dialogo e collaborazione con gli allevatori e i cacciatori. In questo momento – ha proseguito Laddomada – la Sardegna è impegnata a riconquistare la credibilità internazionale persa con 40 anni di fallimenti e illegalità diffusa. Dimostrare oggi che siamo diventati dei soggetti affidabili non è un percorso facile, ma sia il presidente Pigliaru e sia il ministro Beatrice Lorenzin sostengono questa azione di recupero della fiducia soprattutto nei confronti di Bruxelles”.

    De Martini. Alessandro De Martini ha ricordato le fasi istitutive dell’UdP e la linea di dialogo sempre aperta nei confronti dei territori e degli amministratori: dal coinvolgimento dei sindaci ai 6mila cacciatori formati nei corsi di Laore Sardegna passando per la straordinaria collaborazione con allevatori, cacciatori e tutte le diverse componenti dell’Unità di Progetto.

    Sgarangella. I circa 300 veterinari che operano in tutta la Regione, ha spiegato Sgarangella, garantiscono la Salute animale da un lato e la sicurezza alimentare della filiera dall’altro con controlli effettuati nelle circa 15mila aziende suinicole sarde.
    Vizcaino. “Oggi – ha affermato lo studioso spagnolo Vizcaino – sono molto contento perché è un grande giorno per un ricercatore che per anni ha cercato di eradicare una malattia. La squadra veterinaria della Sardegna ha dimostrato di essere una Ferrari, riconquistando con i risultati una credibilità europea e internazionale non facile, soprattutto dopo 40 anni in cui la malattia ha creato gravi danni all’apparato economico”.

    Focolai nei suini domestici. Nel periodo 2012-2014 si erano verificati 223 focolai, con una media di oltre 74 per anno e circa 6 al mese; nel triennio successivo, 2015-2017, ci sono stati invece 56 focolai con una media di 19 per anno e di circa 1,5 al mese. Il calo dei focolai è stato ancora più accentuato ed eclatante negli ultimi otto mesi (agosto 2017 – marzo 2018) dove si sono verificati solo 3 focolai in 3 Comuni, a fronte dei 13 focolai in 9 Comuni riscontrati fra agosto 2016 e marzo 2017.

    I due focolai del 2018. Per quanto riguarda i due focolai di Aritzo (gennaio 2018) e Fonni (febbraio 2018), i controlli nelle zone di protezione e sorveglianza, così come previsti dalle norme, sono ormai pressoché ultimati e finora non è stato trovato alcun riscontro di PSA negli allevamenti registrati. In queste zone di protezione e sorveglianza ricadono territori di numerosi Comuni già categorizzati come ad alto ed altissimo rischio per PSA ed è confortante avere conferma che la situazione sia ragionevolmente sotto controllo.

    La malattia nel selvatico. La situazione nel cinghiale è in chiaro miglioramento, come indicato dal trend di sieroprevalenza nell’attuale zone infetta (circa 10mila Kmq su un totale di 24mila Kmq dell’intera Isola). A partire dalla stagione venatoria 2012/2103 fino alla stagione 2017/2018, i valori sono stati i seguenti: 10,44%, 7,84, 7,37, 6,76, 4,70, e infine 3,80% in quest’ultima campagna di caccia. Tali dati registrano un calo progressivo della sieroprevalenza (indicatore importantissimo della avvenuta circolazione virale tra i cinghiali nei mesi/anni precedenti alla caccia). I numeri elaborati dall’IZS sono frutto dei test effettuati sui campioni prelevati dai cacciatori nei cinghiali abbattuti. L’affidabilità di questi dati è andata consolidandosi grazie a una crescente collaborazione con il mondo venatorio che in questi anni ha visto aumentare i campioni sottoposti a controllo da circa 3200 a oltre 5200 (+62%) a stagione.
    Il quadro inequivocabile emerso dalla situazione nei cinghiali conferma quanto gli studiosi dell’UdP vanno sostenendo da tempo: “In linea generale, a un miglioramento della situazione nei domestici corrisponde o fa seguito anche un miglioramento nel selvatico”.
    I maiali allo stato brado. A fronte di una popolazione, stimata a inizio dicembre 2017, di circa 3-5mila capi bradi presenti fra Nuorese e Ogliastra, negli ultimi quattro mesi sono stati abbattuti circa 1700 animali al pascolo non confinato illegale. I comuni dove si è intervenuti sono: Arzana, Baunei, Desulo, Nuoro, Orgosolo, Talana, Urzulei e Villagrande Strisaili.
    I controlli sierologici e virologici indicano che la PSA era perfettamente endemica nei territori di Orgosolo, mentre altrove la situazione era più variegata suggerendo, certamente, l’altissimo rischio di questa pratica di allevamento, ma non necessariamente la sua endemicità in ognuno dei gruppi di maiali e territori in cui gli abbattimenti sono stati effettuati. L’endemicità della PSA ad Orgosolo è presumibilmente dovuta all’alto numero e alla densità dei capi bradi tenuti in quel territorio comunale e alla conseguente elevata probabilità di contatti tra i diversi branchi di maiali, che assicuravano una continua circolazione del virus. Nella sola Orgosolo, fra dicembre 2017 e marzo 2018, sono stati abbattuti 907 capi. In contemporanea e per evitare le azioni di depopolamento, molti detentori di maiali illegali, in tutti gli otto Comuni interessati dagli abbattimenti, hanno macellato clandestinamente i loro animali immettendoli nel mercato abusivo. L’avvistamento dei suini bradi è ora molto più sporadico, rendendo di conseguenza meno facile la stima dei capi rimasti che, a oggi, si ipotizza si siano ridotti a non più del 10-20% rispetto a inizio dicembre 2017. In ogni caso, è sicuro che il numero e la densità sono molto inferiori rispetto al passato e già questo depone a favore di un diminuito rischio di circolazione virale.

    La presenza del virus. La tendenza, chiaramente positiva, degli ultimi tre anni e quella, ancor più marcata, degli ultimi mesi, indica complessivamente una rarefazione della circolazione virale sia negli allevamenti registrati che nel cinghiale e lascia ben sperare sulla possibilità di eradicazione definitiva della malattia dalla Sardegna anche a seguito del forte e ulteriore impatto positivo che ci si attende come conseguenza al contrasto del pascolo brado, che deve continuare.

    Fattori che hanno migliorato la situazione epidemiologica. A determinare il trend positivo dei dati sull’arretramento della PSA, oltre al contrasto del brado, hanno contribuito indubbiamente le attività di controllo sugli allevamenti e sulla caccia, sia in termini quantitativi che qualitativi. Il miglioramento della situazione epidemiologica complessiva è infatti correlato a un miglioramento dell’attuazione delle attività da parte dei servizi veterinari (potenziati a giugno 2017 con il Gruppo di Intervento Veterinario e ora coordinati centralmente dall’Azienda Tutela della Salute, che ha competenza sull’intero territorio regionale) e dei cacciatori rispetto alle norme e al programma di eradicazione.
    Altro elemento che ha contribuito notevolmente a ridurre la presenza della PSA riguarda la formazione e l’informazione di allevatori e cacciatori, promossa nei territori dall’UdP, sulle buone pratiche dell’allevamento regolare e sui numerosi vantaggi economici e occupazionali che, soprattutto nelle zone interne della Sardegna, si potrebbero avere una volta sconfitta la malattia.

    In ultimo, un fattore esterno che potrebbe aver contribuito ai risultati illustrati oggi è quello legato alla lunga e calda stagione estiva del 2017, che avrebbe favorito la inattivazione del virus nel ambiente, con il conseguente minor rischio di focolai nei domestici. La siccità e la mancanza quindi di cibo per molti mesi hanno causato una diminuzione della densità dei cinghiali, specie più giovani. La inattivazione del virus nell’ambiente e la diminuzione della densità dei capi selvatici hanno probabilmente reso più difficile la circolazione del virus tra i cinghiali e i maiali.

    • M.A.
      aprile 12, 2018 alle 8:45 pm

      “La inattivazione del virus nell’ambiente e la diminuzione della densità dei capi selvatici hanno probabilmente reso più difficile la circolazione del virus tra i cinghiali e i maiali.” Altro che siccità..”piombite cronica”. Ma un esponente politico che ringrazi pubblicamente e sinceramente il lavoro gratuito svolto dai cacciatori che anzi hanno pagato le tasse e hanno poi subito pesanti limitazioni nel calendario venatorio, no? Tutto dovuto o paura di esporsi pubblicamente per non urtare l’ empatia di qualche elettore e perdere dei voti potenzialmente utili alle regionali dell’anno prossimo??

  15. aprile 21, 2018 alle 7:38 pm

    ancora.

    da Sardinia Post, 21 aprile 2018
    Peste suina, abbattuti a Orgosolo 57 maiali allo stato brado illegale: http://www.sardiniapost.it/cronaca/peste-suina-abbattuti-orgosolo-57-maiali-allo-brado-illegale/

  16. maggio 5, 2018 alle 7:41 pm

    da Sardinia Post, 5 maggio 2018
    Peste suina, 57 maiali allo stato brado abbattuti a Nuoro: http://www.sardiniapost.it/cronaca/peste-suina-57-maiali-allo-brado-abbattuti-nuoro/

  17. maggio 11, 2018 alle 10:28 pm

    da Sardinia Post, 11 maggio 2018
    Peste suina, altri 57 maiali abbattuti nel Nuorese: http://www.sardiniapost.it/cronaca/peste-suina-altri-57-maiali-abbattuti-nel-nuorese/

  18. maggio 13, 2018 alle 1:15 pm

    da L’Unione Sarda, 13 maggio 2018
    Peste suina africana: centinaia di maiali abbattuti in Baronia: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/05/12/peste-suina-africana-centinaia-di-maiali-abbattuti-in-baronia-68-728026.html

  19. maggio 13, 2018 alle 6:43 pm

    da Sardinia Post, 13 maggio 2018
    Peste suina, abbattuti altri 119 maiali nella campagne di Orgosolo: http://www.sardiniapost.it/cronaca/peste-suina-abbattuti-altri-119-maiali-nella-campagne-orgosolo/

  20. giugno 11, 2018 alle 7:07 pm

    da Sardinia Post, 11 giugno 2018
    Peste suina, abbattuti a Desulo 59 maiali allo stato brado illegale: http://www.sardiniapost.it/cronaca/peste-suina-abbattuti-desulo-59-maiali-allo-brado-illegale/

  21. giugno 20, 2018 alle 9:16 am

    da Sardinia Post, 20 giugno 2018
    Peste suina, abbattuti 110 maiali allo stato brado illegale a Irgoli: http://www.sardiniapost.it/cronaca/peste-suina-abbattuti-110-maiali-allo-brado-illegale-irgoli/

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