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Prima, grande, vittoria contro i bunker di caccia sul Lago d’Iseo!


Lago d'Iseo, capanno di caccia

Lago d’Iseo, capanno di caccia

Il 2017 dell’ambiente si è aperto in Lombardia  con una parziale buona notizia.
Dopo una lunga battaglia che le associazioni ambientaliste Lega per l’abolizione della caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno combattuto a colpi di solleciti ed  esposti alla Magistratura e alle Amministrazioni pubbliche competenti e dopo l’intervento della Commissione europea, che ha voluto verificare l’applicazione della direttiva Habitat su nostra richiesta, l’Ufficio territoriale regionale di Brescia, la struttura competente per le questioni venatorie dopo la riforma delle province, ha finalmente revocato una parte degli appostamenti di caccia che cinturano con una barriera mortale, illegale e inconcepibile, la Riserva naturale delle Torbiere del Sebino.

Si è trattato di un primo, importante passo in avanti, ma la battaglia per l’effettiva tutela della Riserva è ancora apertissima; perché attorno alle Torbiere esistono ancora molti, troppi appostamenti terrestri la cui esistenza contrasta con la normativa comunitaria , recepita dal nostro Paese, che prevede una approfondita valutazione dell’incidenza complessiva di tutte le attività capaci di influire sulla conservazione dei Siti Natura 2000.

Lago d'Iseo, capanno di caccia galleggiante

Lago d’Iseo, capanno di caccia galleggiante

Le Associazioni ecologiste  affermano che tutti i capanni devono essere sottoposti a procedura di valutazione d’incidenza ambientale (V.Inc.A.) e continueranno a lavorare in questa direzione, ma intanto hanno dovuto avviare anche una battaglia per la trasparenza.
Infatti, se da un lato le Associazioni rivolgono un apprezzamento alla politica dell’ente gestore della Riserva, che ha deciso di contrastare la potente e ricca lobby dei capannisti sul piano del rispetto della legalità anche resistendo in giudizio nel ricorso che i cacciatori hanno presentato al Tar di Brescia per difendere quello che definiscono ridicolmente un diritto acquisito, dall’altro devono stigmatizzare l’atteggiamento del già citato Ufficio territoriale regionale protagonista di un malcelato ostruzionismo nel rispondere alle richieste di accesso agli atti ambientali  che sospendono, revocano o riattivano le autorizzazioni degli appostamenti fissi di caccia e sugli obblighi di pubblicazione e trasparenza.
Anche per questa evidente mancanza di trasparenza, nelle settimane scorse non è stato possibile interrompere un probabile illecito: da uno dei capanni galleggianti provenivano chiaramente degli spari, ma non avendo avuto indicazioni sull’operatività o meno delle revoche o sospensioni non si è potuto intervenire.
Chiudiamo ribadendo che l’assedio venatorio delle Torbiere deve finire del tutto, e ricordando che adesso i capannisti devono immediatamente rimuovere anche le decine di anatre e folaghe che utilizzano come richiami vivi. Lo impone una ordinanza del ministero della Salute operativa già da giorni e successiva al ritrovamento a Grado di un esemplare di Fischione ucciso dall’influenza aviaria.
Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Lago d'Iseo, capanno di caccia

Lago d’Iseo, capanno di caccia

Lago d'Iseo, posizionamento dei capanni di caccia autorizzati (2012)

Lago d’Iseo, posizionamento dei capanni di caccia autorizzati (2012)

(foto L.A.C.)
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  1. Mara
    gennaio 8, 2017 alle 9:11 am

    Altra preziosa vittoria, carissimo GRIG. Lunga vita!

  2. Pier
    gennaio 9, 2017 alle 7:34 pm

    Bs e zone limitrofe sono territori in cui la cultura dell’uccellagione sarà dura a morire, sono troppo abituati (bene, dicono loro) a delinquere! Reti e appostamenti ecc. sono tollerati e si deve intervenire dall’esterno; idem per la zona tra Toscana e province di Parma e Reggio in Emilia, è bracconaggio diffuso e tollerato dalle istituzioni locali. Civiltà e buon senso sono lontani. Grazie Grig e a chiunque presidia tali zone.

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