Guardie e ladri. La caccia nel XXI secolo?


esemplare di Pispola ucciso dai bracconieri G.G. e R.D. il 17 ottobre 2015 nelle campagne di Bastia di Rovolon (PD)

esemplare di Pispola ucciso dai bracconieri G.G. e R.D. il 17 ottobre 2015 nelle campagne di Bastia di Rovolon (PD)

Le guardie sono quelle delle associazioni protezionistiche. I ladri sono i bracconieri beccati dall’ENPA di Padova sabato 17 e 24 ottobre 2015 nelle campagne di Rovolon e Teolo, ai piedi dei Colli Euganei.

Dopo aver ostacolato il Parco Regionale, sin dal 1989, anno della sua istituzione, i cacciatori, depredate le campagne circostanti, ora si servono della ricchezza che sgorga dall’area naturale per fare man bassa di uccelli protetti, che qui trovano cibo e rifugio. I cacciatori si ammassano attorno al gruppo collinare per intercettare gli animali in entrata e in uscita dal Parco.

Ma chi persevera in azioni illecite prima o poi ne paga le conseguenze.

E’ infatti successo che tra un lucherino e una pispola, sia capitata anche una guardia zoofila ENPA.

Se l’è quindi vista brutta F.L., cacciatore residente a Rovolon (PD), con una certa “preferenza” per i fringuelli. E’ stato denunciato penalmente per uccisione di animale con crudeltà e senza necessità (Art. 544-bis. C.P.) e per maltrattamento di animale (Art. 544-ter. C.P.), poiché impiegava un’allodola mutilata come richiamo vivo, che gli è stata sequestrata.

A poca distanza, due cacciatori residenti a Padova, G.G. e R.D., con un grande passione per gli uccelli protetti, ma al forno, speravano di tornare a casa con il bottino.

Sono invece tornati senza fucili, senza uccelli (un frosone e una pispola) e con 924 euro da pagare.

I due, certi dell’impunità, avevano perfino lasciato in bellavista un frosone impiegato illegalmente come richiamo vivo.

Frosone impiegato illegalmente come “richiamo vivo” dai bracconieri G.G. e R.D.  (Bastia di Rovolon, 17 ottobre 2015)

Frosone impiegato illegalmente come “richiamo vivo” dai bracconieri G.G. e R.D. (Bastia di Rovolon, 17 ottobre 2015)

Una settimana dopo, nelle campagne di Teolo (PD), C.M., cacciatore residente a Cervarese S. Croce (PD), soddisfatto delle otto allodole abbattute con l’inganno quella mattina e pronto ad andarsene, veniva infine sorpreso con cinque allodole usate come richiami vivi con anelli identificativi contraffatti (tagliati e svasati). Tornava quindi a casa con 1540 euro di sanzione per la violazione dell’art. 5 commi 1 e 7 della Legge 157/92 e le cinque allodole sotto sequestro.

Se, come dice la Legge (157/92), “la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato”, allora uccidere e mettersi in tasca uccelli protetti, così come catturarli in natura e falsificarne la provenienza, è un furto ai danni dello Stato e di tutta la collettività comproprietaria, e un comportamento analogo a quello di un ladro.

Massimo Vitturi, responsabile nazionale della LAV – Settore Animali Selvatici, ha così commentato i fatti: “Lo smantellamento della Polizia Provinciale ed il dissolvimento del Corpo Forestale dello Stato, voluti dal Governo Renzi, hanno determinato una situazione drammatica, nella quale trionfa l’illegalità venatoria. I bracconieri, quasi sempre dotati anche di licenza di caccia, sono arginati unicamente dall’intervento delle poche guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste ed animaliste. Di fronte ad una situazione del genere è chiaro che l’unica via da seguire per azzerare l’illegalità è l’abolizione definitiva della caccia su tutto il territorio nazionale.”

Di analogo avviso anche Manuel Zanella, Coordinatore regionale del GrIG – Gruppo d’Intervento Giuridico che, a proposito degli atti di bracconaggio di Rovolon e Teolo ha affermato: “Ecco i risultati dell’indifferenza delle Istituzioni a tutti i livelli durante tutti questi anni! Si sta invece dimostrando la preziosa opera delle guardie volontarie che non costano nulla alla collettività e rimangono l’ultima risorsa in difesa degli animali e degli ecosistemi.”

Luigi Cusin, Capo Nucleo delle Guardie ENPA di Padova, ha dichiarato: “L’Italia è un ponte attraverso il Mediterraneo e nel nostro Paese confluiscono popolazioni di uccelli provenienti da un’amplissima area geografica che va dalla Mitteleuropa alla Siberia. Immaginate il Frosone che parte in volo da Stoccolma o da Mosca e si fa, in modo estremamente faticoso, migliaia di chilometri in volo per raggiungere l’areale invernale in Italia. Poi passa a Rovolon e trova un criminale che, come se nulla fosse, lo uccide per passatempo. E’ inutile dire che l’ENPA di Padova farà tutto il possibile per fermare e smascherare questi delinquenti”.

Frosone ucciso dai bracconieri G.G. e R.D. il 17 ottobre 2015 nelle campagne di Bastia di Rovolon (PD)

Frosone ucciso dai bracconieri G.G. e R.D. il 17 ottobre 2015 nelle campagne di Bastia di Rovolon (PD)

Il fringuello (Fringilla coelebs), così come tutti i Fringillidae del resto, è specie protetta dall’Allegato III della Convenzione sulla Conservazione della Vita Selvatica e degli Habitat naturali in Europa – Berna 19 settembre 1979, ratificata con Legge 5 agosto 1981, n. 503 e specie esclusa – dal   D.P.C.M. 22.11.1993 – dall’elenco delle specie cacciabili.

La pispola (Anthus pratensis) è anch’essa specie protetta dall’Allegato III della Convenzione di Berna del ’79. Il frosone (Coccothraustes coccothraustes) è addirittura specie particolarmente e rigorosamente protetta compresa nell’elenco II della Convenzione di Berna.

La Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che l’uccisione di specie particolarmente protette compresi nell’elenco dell’Allegato II della Convenzione di Berna è punita dall’art. 30 lettera b) della Legge 157/92.

Ma la Corte ha altresì stabilito (Cass. Pen. Sez. III. 01/12/2005 n. 11111 e Cass. Pen. Sez. III. 09/02/2012 n. 5035) che la cattura, l’abbattimento o la detenzione anche di un solo esemplare appartenente alla famiglia dei Fringillidae è punito con l’ammenda prevista dalla Legge 157/92, art. 30 lett. h) trattandosi di specie per le quali la caccia non è consentita.

Tradotto? Decreto penale di condanna, sequestro dell’arma, in caso di recidiva processo e ritiro della licenza di caccia.

Ma cos’hanno in comune frosoni, fringuelli e pispole? Che tutte queste specie stanno soffrendo atti di bracconaggio (abbattimento, uccellagione illegale e prelievo al nido), la scomparsa di boschi, siepi, filari e incolti erbacei, l’estendersi dell’agricoltura intensiva o peggio ancora l’edificazione di case, aree industriali e artigianali e costruzione di infrastrutture, che hanno già e stanno tutt’ora frammentando gli habitat in modo irreversibile. Per tutti questi motivi il frosone sta addirittura scomparendo dalle aree pianeggianti.

Cosa dire infine delle allodole (Alauda arvensis) legalmente cacciabili?

Secondo il Calendario per l’esercizio venatorio – stagione 2015/2016 della Regione Veneto, ognuno dei 44.000 (!) cacciatori veneti può ammazzare 100 allodole; tutti assieme farebbero 4.400.000 allodole uccise. Tutto ciò nonostante l’allodola compaia nell’Allegato III della Convenzione di Berna e nell’ Allegato II/2 della Direttiva Uccelli, e sia considerata depauperata ed in uno stato di conservazione sfavorevole, vittima di un decremento numerico generalizzato tra il 1970 ed il 1990, continuato nel decennio seguente in Europa occidentale.

In pratica la caccia, perfino quella legale, sta compromettendo per sempre la biodiversità, bene comune della comunità nazionale ed internazionale, insomma, di tutta l’umanità.

La conclusione del discorso è perciò sempre la stessa: abolire la caccia subito e per sempre, attività anacronistica e dannosa nel XXI secolo .

Ma in attesa che i governanti si diano una mossa… sotto a chi tocca, al prossimo bracconiere.

ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali, Sez. Padova

CPP – Coordinamento Protezionista Padovano

GrIG – Gruppo d’Intervento Giuridico – Veneto

LAV – Lega Anti Vivisezione

 

 

Il Mattino di Padova, 30 ottobre 2015r

Il Mattino di Padova, 30 ottobre 2015r

(foto M.F., archivio GrIG)

 

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  1. Mara
    novembre 1, 2015 alle 7:07 pm

    Un’allodola mutilata… Sono LADRI ripugnantiI. 954 euro sono un’inezia. Ritiro della licenza, subito. Senza aspettare la recidiva.

    • M.A.
      novembre 2, 2015 alle 1:13 pm

      Come penitenza efficace altro che soldi..”condanna ad una dieta vegana vita natural durante” 🙂 🙂 Fidati Mara, sarebbe come un ergastolo o la pena di morte 😀

      • Mara
        novembre 2, 2015 alle 5:15 pm

        🙂

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