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Il velo nella Siria dei fondamentalisti islamici.


Siria, Rojava, donna siriana si libera dal velo (giugno 2015)

Siria, Rojava, donna siriana si libera dal velo (giugno 2015)

Nella Siria dilaniata dalla guerra feroce e sanguinaria, il tradizionale velo nero imposto dai fondamentalisti islamici può esser strumento di gioia…quando vien lanciato via.

Le donne siriane festeggiano liberandosi dal velo nero quando riescono finalmente a entrare nella zona controllata dai Curdi a Rojava, sfuggendo all’Isis.

E il velo può essere anche strumento di morte.

C’è ancora moltissimo da fare per libertà e diritti civili veri nel Mondo.

Le immagini che seguono, provenienti dalla Siria (2014), non sono adatte a persone sensibili.

Stefano Deliperi

(foto da Il Corriere della Sera)

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  1. max
    giugno 9, 2015 alle 7:34 am

    fermo restando gli errori dell’occidente nei confronti dell’africa e del medio oriente il velo alla donna rappresenta SOLO la concezione di essere subordinato che hanno gli islamici nei confronti della donna, altro che tutela della stessa…
    forse la ns cultura occidentale sfrutta il corpo della donna per fini commerciali ma di strada la donna occidentale ne ha fatta e ne fara’. in certi posti conta meno di un cammello.
    teniamone conto quando pensiamo all’integrazione.

  2. M.A.
    giugno 9, 2015 alle 11:56 am

    Hai perfettamente ragione Max, ma teniamo conto che in certi paesi la religione è il fulcro di una cultura. Credo che esistano donne felici di vivere come donne in un paese orientale, proprio perché e stanno bene con quella cultura. Purtroppo esistono anche moltissime donne che vivono ai confini con il mondo occidentale e si rendono conto dell’immenso divario che esiste tra loro e le nostre donne. A noi ci resta solamente un indignazione generale ma secondo me è sbagliato in ogni modo intervenire con la nostra cultura (pur con tutte le migliori intenzioni) per cambiare l’ordine delle cose. Il tipico errore occidentale è, a mio avviso, proprio quello di erigersi come modello etico e sociale di democrazia ed arrogarsi il diritto di andare a casa d’altri ad insegnare come si vive, mettendo in disparte culture e religioni. I cambiamenti avvengono, lentamente (servono secoli a volte) ma avvengono. Specialmente in tematiche così delicate, in particolare questo tipo di cambiamento dev’essere dettato dalla crescita culturale di un popolo e noi dovremo assistere da spettatori.

    • max
      giugno 9, 2015 alle 1:50 pm

      M.A. hai ragione da vendere, tuttavia se a certe latitudini vivono come nel ns medioevo, si rifiutano di ” evolversi” come noi occidentali ( rivoluzione inglese, francese, americana, rinascimento, illuminismo ecc) e in massa ” migrano”( termine impropio) da noi mi sa che qualche cosa dovremmo fare. se decidessimo di NON interferire, lasciare cinicamente che si massacrino, che applichino il “libero arbitrio”poi pero’ x non essere INVASI dovremmo cannoneggiarli appena entrano nelle acque italiane. quindi che interferisci e che non, sbagli comunque. dobbiamo trovare il punto di equilibrio tra aiutarli, nel rispetto delle loro tradizioni ma prendere anche un po’ le distanze, altrimenti se pensano che qui’ sia un ben godi e poi non lo trovano, si mette male. sono sempre + convinto che sia uno scontro di civilta’.
      entrambe malate.

    • Mara
      giugno 10, 2015 alle 7:37 am

      Carissimo M.A., ma lo sai che quando NON scrivi di caccia.. ecc sei fantastico? Sottoscrivo.

  3. M.A.
    giugno 9, 2015 alle 3:52 pm

    eh Max che dire! Come si sarà capito, io sono una persona profondamente legata o meglio collegata alla cultura e alle tradizioni della nostra Isola. Ma sono una persona consapevole che la crescita morale e spirituale di un popolo avviene quando la cultura muta insieme al popolo, abbandonando le frange non più in linea con i tempi e coltivando invece tutti gli aspetti che permettono una vita migliore a passo con i tempi e anche oltre.
    con orrore.Noi oggi giorno viviamo una profonda crisi economica, dettata da una crisi politica a sua volta collegata ad una crisi sociale. Penso che se nel nostro paese esiste mafia e corruzione, fino agli alti gradini delle istituzioni ciò dipende anche dalla nostra crisi sociale.
    Le crisi sociali vengono create da dei profondi cambiamenti, perdita di valori e l’acquisto di altri valori, perdita di diritti e nascita di nuovi diritti. Cambiamenti che hanno sapore ed odore di progresso, di maggiore libertà degli individui, libertà intesa in senso lato; morali, legali e anche spirituali, ma che mirano alla stabilità guadagnata morale ereditata nel tempo.
    Io penso che non tutto il progresso sia un evoluzione, come non tutte le evoluzioni portano un progresso.
    Per quanto riguarda queste “invasioni” c’è un principio alla base di tutto. Chiunque è disposto a lasciare la sua terra in vista di un futuro migliore e prospettive migliori (per qualsiasi motivo) deve avere un’apertura mentale in grado di sapersi adeguare e integrarsi ad una nuova cultura, senza avere pretese di andare a casa d’altri ed imporre i propri modelli di vita (ritenuti egoisticamente giusti o sbagliati), Questo, come ho scritto nell’altro commento è un discorso che vale sia per medio.orientali che ospitiamo e per noi occidentali che ci scandalizziamo del loro stile di vita, e vogliamo imporre dei cambiamenti a nostra immagine e somiglianza. Deleterio e com’è stato dimostrato, pericoloso!

    • max
      giugno 9, 2015 alle 6:58 pm

      come ho gia’ scritto qui’ ma in altro intervento non si puo’ fermare un fenomeno migratorio anche se comincia ad avere connotazioni di invasione pacifica ( al momento) xche’ certamente il 90%dei migranti fugge da situazioni infernali. il problema e’ che questo flusso non terminera’, l’integrazione sara’ sempre + difficile xche’l’occidente e’ in crisi economica con tutto quello che comporta a livello sociale , intolleranze incluse. se ci fai caso sempre + spesso i migranti diventano arroganti e pretendono quello che noi abbiamo ottenuto “combattendo”e non solo sindacalmente; qui’ da noi sanno che nessuno gli spara. pretendono xche’ ritengono di avere i ns stessi diritti anche se hanno la pelle scura. ma dovrebbero avere anche gli stessi doveri. e qui’ casca l’asino ( molti rifiutano i lavori socialmente utili come contropartita di un comune che gli sfama, gli cura e gli alloggia). pretendono un lavoro che guarda caso e’ in concorrenza con quelle mansioni che i ns disoccupati comunque cercano. vogliono gli alloggi che i ns concittadini attendono da anni , vogliono essere curati nei pronto soccorso cosi’ che non debbono essere registrati ecc
      non parlo dei migranti ” sino ad oggi”ma di quelli da oggi “in avanti”.ovvero le news entry.
      non possiamo fermare la storia? bene ma dobbiamo mettere in preventivo un aumento dei conflitti sociali e della delinquenza. forse dovremmo essere + pragmatici e meno irresponsabilmente buonisti; una volta salvati, curati, rifocillati ed identificati chi non ha diritto deve essere rimpatriato altrimenti tra 10 anni il terrorismo lo avremo in casa e i terroristi “nostrani “non lo sono oggi ma lo diverranno in un mondo troppo nuovo e diverso da come lo avevano immaginato. insomma + che dei jiadisti avremo dei pericolosi disadattati in massa . gia’ oggi ne abbiamo qualche esempio tra gli immigrati di seconda o terza generazione + ovviamente i bianchi caucasici nostrani che abbracciano il terrorismo solo pere sfogare la loro violenza di uomini falliti. puo’ darsi che non tutto il male viene per nuocere; forse sara’ l’occasione x rivedere i reciproci stili di vita di noi uomini comuni, autoctonie immigrati; peccato che chi governa il mondo non siamo noi e la discesa vs il basso fa comodo a questi signori. + saremo poveri e + saremo ignoranti e + manipolabili in una globalizzazione della schiavitu’.

  4. M.A.
    giugno 9, 2015 alle 11:08 pm

    Condivido e capisco il tuo pensiero. La loro colpa? Km. Avere avuto la sfortuna di nascere ad una certa distanza dalla “civilizzazione”. Loro prendono ciò che il nostro Stato civilizzato offre. Li curiamo, rifocilliamo, li sistemiamo in case o centri più o menofunzionanti a nostre spese, pur essendo noi stessi in una crisi economica paurosa. Non abbiamo possibilità di accogliere tutti, (molti nostri concittadini sono alla fame) ma la nostra etica, il nostro buonismo ci impone di non lasciarli nudi o malati, ma di offrire il minimo sindacale (assistenza sanitaria, cibo, letto) (per noi) che è oro per loro. Tutto ciò causa indubbiamente sentimenti spaventosi razzisti dettati dal fatto di vedere uno Stato assistenzialista nei loro confronti, e menefreghista nei nostri. Se lo Stato non fosse così assistenzialista dando il minimo sindacale (a spese nostre) andrebbe contro i presupposti morali della nostra evoluzione nonché civilizzazione. in poche parole il controsenso sarebbe questo: ” Ci lamentiamo che loro trattino le loro donne al pari dei cammelli e noi occidentali quando arrivano in condizioni umanitarie disperate non li assistiamo almeno al pari dei randagi nei canili?”. In caso contrario non potremo definirci nè evoluti nè tanto meno civili. In maniera quasi indiretta lo Stato è costretto ad un minimo soccorso (a spese nostre)….

    • max
      giugno 10, 2015 alle 7:48 am

      vero M.A. !

  5. Carlo Forte
    giugno 10, 2015 alle 10:27 am

    Memoria corta…….fino a quanto tempo fa le nostre donne usavano il velo e,non solo per entrare in chiesa.Quando l’Europa sfruttava i loro territori e le loro vite non ci ponevamo problemi a ,cantavare faccetta nera……

  6. M.A.
    giugno 10, 2015 alle 11:34 am

    Carlo Forte..ho parlato di crescita culturale di un popolo, noi per certi versi..siamo un esempio! Abbiamo dato un taglio a certe frange aspre della nostra cultura (anche se purtroppo la cronaca nera a volte ci smentisce, ma rispetto al passato abbiamo dato un taglio), per coltivare e tramandare tutti gli aspetti puliti e positivi della nostra cultura. Arriverà un giorno dove si capirà che il grado di civilizzazione di un popolo non si misurerà in base al progresso e al capitalismo, o attraverso la densità di Tablet, PC e iphone distribuiti tra la popolazione, ma dalla capacità di instaurare dei rapporti umani puliti (trovare un equilibrio sociale) tramite sani valori e principi dettati dalla cultura e dalle tradizioni (positive) di un popolo.
    Inoltre, giusto per specificare, le donne in Sardegna non erano sullo stesso gradino del bestiame…se un padre era padrone la donna era una matriarca degna di rispetto! Amministrava la famiglia e il focolare domestico meglio di un uomo (che spesso si trovava fuori tra i pascoli) e prendeva decisioni importanti. Potremo dire che per certi versi nella Sardegna di tanti anni fa, le donne erano molto più emancipate rispetto ad altre donne del continente..pur portando il velo!

  7. Carlo Forte
    giugno 15, 2015 alle 11:27 am

    Che paragone mi fai MA,non mi sembra neanche il caso di specificare e raccontare cose che nulla hanno a che fare con la nostra storia.

  8. giugno 21, 2015 alle 5:37 pm

    brava gente…

    A.N.S.A., 21 giugno 2015
    L’Isis mina le rovine di Palmira.
    E a Mosul, ‘capitale califfato’ in Iraq, rapiti 1.200 bambini. (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/06/21/lisis-mina-le-rovine-di-palmira_3168d45f-3808-4d93-9af7-64d3d63aa9a7.html)

    L’Isis ha piazzato mine e ordigni esplosivi nelle rovine romane di Palmira, in Siria. Lo riferisce l’Osservatorio per i diritti umani (Ondus), che parla anche di raid aerei del regime nei pressi della città. E a Mosul, capitale del ‘califfato’ in Iraq, i jihadisti hanno rapito 1.227 bambini, denuncia il portavoce del Kurdistan Democratic Party, per addestrarli. “Non sappiamo perché abbiano minato le rovine, se per distruggerle o per impedire l’avanzata dei governativi”, afferma l’Ondus.

  9. max
    giugno 22, 2015 alle 1:16 pm

    credo che il rapimento dei bambini x uso bellico con tutto quello che comporta prima del loro utilizzo in campo giustifichi il cambio di politica militare nei confronti dell’isiss o meglio dei nazisti di matrice islamica. mi pare che i raids aerei servano come l’aspirina x i malati terminali oncologici ed i servizi segreti servono solo ad aumentare le spese militari. mi pare impossibile che con tutte le forze speciali che hanno le nazioni onu ( pensiamo solo all’italia con i gis, nocs,consubin,incursori aeronautica,folgore ecc) non riusciamo a catturare le teste dell’isiss e dopo averle evirate ( x non riprodurre il cancro genetico) spedirle al grand hotel guantanamo in formula all inclusive forever.
    l’unica perplessita’e’ che l’isiss essendo una business terrorist company che rivende petrolio rubato lo venda anche all’usa. non scordiamo che durante l’ultima guerra i nazisti ( tedeschi) avevano societa’ partecipate usa per la ricerca di idrocarburi dal carbone.

  10. M.A.
    giugno 22, 2015 alle 1:55 pm

    Davanti a tutto ciò regna sovrana l’impotenza Max, persino da parte delle grandi potenze occidentali che come dici bene tu, sono dotate di truppe e mezzi. Ora ti chiedo una cosa, se questa forma di “inquinamento”, non sia genetico ma culturale ha forse senso scatenare una guerra, investire ingenti risorse economiche (in questo profondo periodo di crisi economica) per eliminare le teste dell’Isis se è come un virus che si diffonde attraverso basi culturali – religiose nella popolazione? A parer mio è come curare il cancro con un cerotto, ecco perché regna l’impotenza.

    • max
      giugno 22, 2015 alle 5:07 pm

      dico che il rischio e’ quello di legittimare il satanismo religioso di quegli esseri con la ns impotenza, anche un po’ collusa, x pavidita’(perdite militari e possibile incremento del terrorismo ritorsivo a casa ns) e connivenza ( vedi gli usa che con la cia negli ultimi decenni combattevano da un lato e facevano affari con un altro: afganistan x oppio e colombia x coca). inoltre quei bambini indottrinati alla guerra un domani ( ma non solo loro) se rinsaviti o rinormalizzati accuseranno l’occidente obeso molle e flaccido di menefreghismo e potrebbero fare a noi quello che hanno fatto a loro ben sapendo che venderemmo l’anima a satana x salvarci la pelle. i soldi x serie azioni militari mirate non mancano ovviamente affidate alle forze speciali tr1( nel caso italiano gis,18°stormo,consubin e para’) con il supporto ovviamente delle tr2 ovvero serenissima, san marco, tuscania e reos).
      tutto questo ovviamente se i s.s. occidentali funzionano.
      inoltre occorre l’aiuto dei locali come nel caso dei curdi.
      se non lo si fa’ e’ xche’ NON si vuole farlo; ma non fare nulla e’ pericoloso.
      quello che non paghiamo oggi lo pagheremo + avanti con gli interessi.

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