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Una nuova pianta carnivora, in Sardegna!


Pinguicula Sehuensis

Pinguicula Sehuensis

 

E’ stata scoperta dal gruppo di lavoro del prof. Gianluigi Bacchetta una nuova pianta carnivora, l’unica in Sardegna.

Si chiama Pinguicula Sehuensis, vive solo sui monti di Seui (OG), purtroppo non mangia politici corrotti, ma solo insetti.    Inoltre, tanto per cambiare, è rarissima.

Cerchiamo di salvaguardarla con cura.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

anatre_in_voloqui l’articolo A new diploid butterwort species (Pinguicula, Lentibulariaceae) from Sardinia sulla prestigiosa Rivista internazionale del settore Phytotaxa.

 

 

da La Nuova Sardegna, 5 dicembre 2014

A Seui l’unica pianta carnivora dell’isola.

Il botanico Bacchetta autore dell’eccezionale scoperta: «Progenitrice di altre specie, è rarissima». (Pier Giorgio Pinna)

SEUI. Scoperta la prima specie di pianta carnivora della Sardegna. «Cattura gli insetti rilasciando sulle foglie una sostanza mucillaginosa e poi li assorbe lentamente per degrado progressivo», spiega il professor Gianluigi Bacchetta. Il docente di botanica è il responsabile del Centro di conservazione delle biodiversità all’università di Cagliari. Ed è anche l’autore dell’eccezionale ritrovamento insieme con la sua équipe di studio.    La pianta è stata ribattezzata Pinguicula Sehuensis. Vive sui monti di Seui ed è a rischio estinzione. Un articolo sulla sua individuazione, e sulle modalità con le quali riesce a sopravvivere intrappolando mosche, ragni, api e farfalline, è stato appena pubblicato su Phytotaxa, la più prestigiosa rivista scientifica internazionale di settore. Sì, perché quella avvenuta sui rilievi del Montarbu è una scoperta straordinaria in questa parte del globo. Le specie carnivore vivono di solito in altre regioni del pianeta.

 

Libellula

Libellula

 

(foto da La Nuova Sardegna, S.D., archivio GrIG)

  1. dicembre 6, 2014 alle 9:59 am

    ottimo ritrovamento, un’altra rarità per l?isola! ottimo anche l’accenno ai politici corrotti. Ora tanto scandalo, con particolari non so se raccapriccianti o deprimenti, forse ambedue.
    Come accadde per la presidente Polverini due anni fa, con le sue megafeste con aragoste e champagne a nostre spese. Poi invece dell’ergastolo i nostri bravi giudici le hanno permesso di venire eletta deputata al parlamento, in questo misero paese…

  2. dicembre 6, 2014 alle 3:49 pm

    Gentile Gruppo d’Intervento Giuridico onlus,

    proprio perchè è una pianta rarissima e da proteggere, sarebbe il caso di evitare informazioni troppo dettagliate (coordinate e altro reperibili nell’abstract) che possano metterla in serio pericolo. Purtroppo sono tristemente noti e ben documentati i casi di danneggiamento alle stazioni penisulari di pinguicole endemiche ad opera di malintenzionati..la diffusione di dati troppo sensibili potrebbe ulteriormente aggravare la situazione attuale.

    Vi ringrazio per l’attenzione

    Giulio Pandeli

    Coordinatore Progetto Conservazione AIPC (www.aipcnet.it)

  3. Genius Loci
    dicembre 6, 2014 alle 6:03 pm

    Una pianta carnivora in Sardegna?
    Adesso invece di mandarli a quel paese ho un’alternativa decente per spedirci mattonari, speculatori e i politici corrotti che li sostengono.

  4. mara
    dicembre 6, 2014 alle 9:25 pm

    Se mangiasse politici corrotti.. non sarebbe rarissima! Avrebbe cibo a volontà.
    Scherzi a parte concordo con quanto dice il Sig. Pandeli. Non divulghiamo il luogo, perché purtroppo in Italia non ci sono solo politici corrotti, ma gran quantità di imbecilli, e non sono nemmeno piccoli come gli insetti che mangia la Pinguicola. Credo che mia figlia ne abbia fortuitamente fotografata una, proprio da quelle parti, un paio di anni fa. Mi aveva detto “Ma non somiglia molto alla Pinguicola che ti ho regalato a Natale?” In effetti somiglia molto alla piantina che vendono nei vivai e che purtroppo è vissuta da me solo una stagione. Non ne voleva sapere di mangiare zanzare…
    Complimenti agli scopritori.

  5. dicembre 6, 2014 alle 11:13 pm

    le informazioni contenute nell’articolo pubblicato sulla Rivista internazionale del settore Phytotaxa sono, purtroppo, ormai note ai c.d. addetti ai lavori.
    Difficilmente altri possono interessarsene.
    Dal canto nostro eviteremo qualsiasi divulgazione.

  6. Fabrizio De Andrè
    dicembre 7, 2014 alle 5:29 pm

    Che fiducia nel genere umano.Non lamentiamoci quando ci oscurano per quarant’anni i giganti di Monte Prama.

    • mara
      dicembre 7, 2014 alle 6:53 pm

      Hai ragione, Fabrizio. Il tuo omonimo ne aveva molto più di me, MA….torno ora da una visita al complesso di Su Romanzesu (magnifico, emozionante) dove ho scoperto che la fonte e il santuario nuragico sono stati brutalmente vandalizzati dall’affittuario del terreno, per ricavarne acqua per l’abbeveratoio. Anni NOVANTA. Intendo 1990 D.C. !!

  7. Alessandro Nonnoi
    dicembre 8, 2014 alle 1:59 pm

    Avevo già notato questa pianta anomala nei pressi del complesso di Montarbu, avevo cercato di classificarla con i più autorevoli manuali di classificazione (Pignati, Arrigoni), ma non ero mai arrivato ad una conclusione anche generica. E’ quindi una Pinguicola, complimenti non si è la flora isolana non smette di stupirci. Preserviamo questo endemismo puntiforme da quel senso di appartenenza ad un bioma molto egoistico e spesso superficiale. Perseveriamo nella valorizzazione consapevolezza e tutela della nostra biodiversità. Purtroppo solo noi sardi non riusciamo a renderci conto dell’immenso patrimonio naturalistico autoctono

  8. Shardana
    dicembre 8, 2014 alle 6:27 pm

    Mi scusi se la contraddico,ma la maggior parte dei sardi è consapevole del patrimonio naturalistico.Gli unici che non lo sono,”i nostri eroi”,che senza distinzione di appartenenza alle varie sette che ci governano fanno a gara per distruggerlo.

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