Home > "altri" animali, Italia, società > Così si uccidono i cavalli.

Così si uccidono i cavalli.


 le immagini non sono adatte a chi è particolarmente sensibile

L’associazione Essere Animali ha documentato i viaggi senza ritorno dei Cavalli acquistati nelle fiere rurali della Polonia fino ai macelli pugliesi.

Così si uccidono i cavalli destinati a finire nei nostri piatti.

Se sei contrario, firma la petizione per vietare la macellazione dei cavalli in Italia.  

Ormai 20 mila italiani l’hanno già fatto.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Bactlyn,_silohuetteda Il Corriere della Sera, 25 settembre 2014

LA VIDEO-INCHIESTA. «Viaggi senza ritorno»: ecco come si uccidono i cavalli nei mattatoi.

Acquistati in Polonia, macellati in Puglia: le immagini girate dagli attivisti di Essere Animali che raccontano la tratta dei cavalli. (Beatrice Montini)

Un viaggio di 2mila chilometri. Senza ritorno. A pochi giorni dalle polemiche scoppiate attorno alle dichiarazioni della ministra delle Riforme Maria Elena Boschi sulla sua «passione» per la carne di cavallo, arriva una video inchiesta (pubblicata in anteprima dal Corriere.it) che racconta gli ultimi giorni di vita di alcune delle decine di migliaia di cavalli (oltre 50mila) che ogni anno vengono macellati e trasformati in cibo per il mercato italiano. L’organizzazione Essere Animali ha documentato le tappe della tratta di questi animali dalla Polonia (principale Paese da cui vengono importati) alla Puglia (la regione dove viene macellata la maggior parte degli equini). L’obiettivo è quello di lanciare una campagna (dal sitowww.viaggisenzaritorno.it ) per sensibilizzare l’opinione pubblica. «A differenza di altre investigazioni questo video non vuole denunciare violazioni della legge nel trasporto e nella macellazione degli animali ma la sofferenza, il dolore quotidiano e perfettamente legale – sottolinea Claudio Pomo, responsabile delle campagna di Essere Animali -. Crediamo che la maggior parte delle persone non sappia cosa c’è dietro la carne di cavallo e speriamo che questo documento serva a farli riflettere. Vogliamo fermare per sempre tutto questo».

I mercati della Polonia.

La documentazione inizia in Polonia, nelle cosiddette «fiere», dove gli animali vengono acquistati e caricati sui camion che, dopo quasi due giorni di viaggio, li portano ai macelli pugliesi. Le immagini mostrano gli animali stressati, impauriti, feriti, legati anche per molte ore di seguito, caricati a forza sui mezzi.

«Ogni anno in Italia vengono macellati oltre 50mila cavalli, 30mila arrivano dall’estero».

«Secondo l’ultimo dato disponibile relativo al 2013, ogni anno in Italia vengono macellati 53mila cavalli – spiega Pomo -. Circa 32mila provengono dall’estero e la maggior parte dalla Polonia. Per questo abbiamo deciso di andare a vedere cosa accade lì. Le fiere dove i cavalli sono venduti sono dei mercati di paese, con musica e famiglie a passeggio, molti degli animali provengono dagli allevamenti, ma ci sono anche cavalli usati per i lavori agricoli nelle zone rurali e poi venduti quando diventano vecchi».

Toscana, Castell'Azzara, bosco e cavalli

Toscana, Castell’Azzara, bosco e cavalli

Verso il macello.

Gli animali acquistati nelle fiere vengono quindi inviati a un centro di raccolta. Da qui saranno trasportati sino a un posto di controllo situato al confine italo-sloveno dove vengono visitati dai veterinari che danno l’ok all’importazione. Ogni automezzo può contenere circa 20 animali, rinchiusi in box individuali le cui dimensioni variano per legge a seconda dell’età. «Dopo le operazione di scarico gli animali trascorrono 24 ore legati all’interno delle stalle di sosta, ad attenderli il giorno successivo un ulteriore viaggio di anche più di 12 ore, nel caso frequente che la destinazione finale sia un impianto di macellazione in Puglia», spiegano ancora gli attivisti. E qui i video registrati da Essere Animali mostrano, per la prima volta in Italia, la fine di questi animali. Trascinati nelle «trappole» (le gabbie di metallo che si vedono nel video) i cavalli vengono sottoposti allo stordimento preventivo (cioè un proiettile ad hoc che gli viene sparato in fronte), poi sono appesi per gli arti posteriori (molti scalciano ancora), dissanguati, scuoiati, eviscerati e sezionati.

«Sanno ciò che sta per succedergli: si rannicchiano quando sentono gli spari che uccidono gli altri cavalli».

Con la visita post mortem diventano la carne che poi viene spedita nelle macellerie. «Difficile descrivere queste immagini che devono essere viste per capire la sofferenza di questi animali – sottolinea Pomo –. Anche vedendo questi pochi minuti di video è chiarissima la sofferenza, il terrore di questi cavalli nel capire che presto saranno uccisi. L’angoscia che provano prima di entrare nelle trappole di stordimento ci fa capire quanto siano coscienti di quello che gli sta per accadere, il loro rannicchiarsi quando sentono gli spari che uccidono gli altri cavalli parla da solo. Le nostre campagne da sempre si battono per la fine di tutto questo, sia per i cavalli, che per gli altri animali».

La carne di cavallo in Italia.

Nonostante il consumo di carne di cavallo sia in diminuzione, l’Italia rimane uno dei Paesi al mondo con il maggior consumo pro-capite: circa 1 kg all’anno secondo gli ultimi dati. Anche in Francia il consumo di carne di cavallo è diffuso mentre in molti altri Paesi è considerato un tabù. Così in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. Qui in alcuni Stati è persino vietato servire nei ristoranti carne equina. Nel 2013 l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla ha presentato una proposta di legge che punta a riconoscere anche in Italia gli equidi come «animali d’affezione» e quindi a vietarne la macellazione.

 

 

Toscana, cavalli al pascolo

Toscana, cavalli al pascolo

L’indagine Viaggi Senza Ritorno di Essere Animali è arricchita dal contributo di etologi, esperti e veterinari che hanno rilasciato una dichiarazione dopo aver preso visione di questo video, ed hanno confermato le sofferenze fisiche e psicologiche a cui sono sottoposti questi cavalli.

“Parlando di cavalli, animali intensamente sociali, finemente socio-cognitivi, con solidi legami affiliativi, possiamo comprendere come l’impatto di determinate azioni di gestione, tra le quali anche il trasporto su lunga distanza, possano essere fortemente deleteri sull’equilibrio individuale e sociale di questi animali, creando acute sofferenze, visibili e invisibili.”

Francesco De Giorgio, Etologo dirige Learning Animals, Istituto Internazionale per la Zooantropologia

Oltre 32.000 cavalli sono stati importati lo scorso anno, oltre a causare gravi sofferenze questi trasporti sono solo l’inizio del calvario che attende questi animali. Le telecamere nascoste riprendono cavalli assistere all’uccisione di chi li precede, altri indietreggiare impauriti come se fossero pienamente consapevoli di ciò che sta per accadere.

“È incredibile che questi bellissimi animali senzienti – che, per centinaia di anni, hanno avuto una profonda relazione con gli esseri umani – siano ancora considerati come meri oggetti da trasformare in cibo per gli esseri umani utilizzando metodi brutali.”

Marc BekoffEtologo e Professore Emerito di “Ecologia e Biologia Evolutiva” all’Università di Boulder in Colorado

“Si nota chiaramente in tutte queste fasi come i cavalli siano sul chi va là e al terrore si mischi spesso il dolore di traumi autoinflitti ed inflitti ai consimili più vicini nel tentativo spasmodico di scappare da qualcosa che li ha spaventati.”

Agnese Santi, Responsabile Veterinario Italian Horse Protection

Anche 20.000 cavalli di provenienza nazionale e destinati alla produzione alimentare vengono uccisi per la produzione di carne. Ma anche cavalli non destinati alla produzione alimentare possono essere inseriti in maniera fraudolenta nella filiera alimentare, tramite la falsificazione dei documenti o l’uccisione in impianti clandestini.

“Nonostante la scelta tra registrare il cavallo come DPA (cioè destinato alla produzione alimentare, quindi da macello) o NON DPA sia obbligatoria e netta, la pratica quotidiana dimostra come sia facile aggirare la norma e far finire al macello cavalli di ogni provenienza.”

Sonny Richichi, Presidente Italian Horse Protection

 

Cavallo e Gallina prataiola

Cavallo e Gallina prataiola

 

(foto Il Menhir, E.R., S.D., archivio GrIG)

 

Annunci
  1. M.A.
    ottobre 3, 2014 alle 8:40 am

    Se mi è concesso commentare vorrei esprimere la mia opinione in merito a questo video. Io non sono contro la macellazione di questi animali, sono contro il modo in cui questi animali vengono macellati. Non tanto nel momento in cui trovano la morte in quanto la pistola captiva risulta essere efficace (nella maggior parte dei casi), ma tutto il contorno. Il vero danno morale lo subiscono gli altri animali che assistono alla macellazione, quelli che attendono nelle sale d’aspetto sentono l’odore del sangue e le grida degli altri, percependo in anticipo la morte, ciò a cui stanno andando in contro. È il modo in cui avviene che andrebbe rivisto, anche se secondo me sarà tutto inutile. I mattatoi sono come fabbriche dove si pensa solo ad ottenere carne, tralasciando tutti questi aspetti. Mi reputo fortunato ad aver conosciuto la macellazione tradizionale in Sardegna ed anche se il fine è lo stesso, è il modo, che dal punto di vista umano, fa una grande differenza. Non mi trovo d’accordo nel vietare la macellazione dei cavalli, poiché oltre ad essere un consumatore delle sue tenere e dolci carni…mi fermo qui perchè potremo entrare nei meandri dell’ANTISPECISMO e non è un argomento che viene tollerato da tutti gli animalisti!

    • MARA
      ottobre 3, 2014 alle 9:29 pm

      Cit: ” la pistola captiva risulta essere efficace (nella maggior parte dei casi)”

      E quando NON risulta efficace, l’animale viene appeso per i posteriori, sventrato, ecc. ecc.
      Mi rifiuto di guardare il video, anche se ho già firmato (e fatto firmare) fin da ieri. Ho sufficiente immaginazione per “vedere” cosa accade. E non ho mai mangiato ne ‘mai mangerò carne dei cavalli, che considero come fratelli, visto che ho avuto il privilegio di praticare l’equitazione per circa 10 anni, frequentarli giornalmente e capire quanto è immensa la loro sensibilità.
      Ma a te, esimio M.A., accade mai di VERGOGNARTI?

      • M.A.
        ottobre 4, 2014 alle 1:19 am

        Carissima Mara e di cosa mai dovrei vergognarmi? Di essere onnivoro? No..non mi sono mai vergognato..anzi! L’efficacia totale non esiste, tra 100 cavalli può capitarne uno che non è stato tramortito a dovere, ma poco cambia…una volta che recidono la carotide è questione di poche decine di secondi.

      • M.A.
        ottobre 4, 2014 alle 1:22 am

        P.S. mi parli della sensibilità dei cavalli ma se vuoi ti racconto anche di quella di manzi, maiali, tacchini, agnelli.pecore, tacchini e polli etc etc…giusto per non fare gli antispecisti.

    • Angela
      febbraio 14, 2016 alle 2:56 pm

      Che schifo la carne di cavallo

  2. ottobre 3, 2014 alle 12:18 pm

    La domanda che mi pongo da vitello o maiale o gallina è: perché i cavalli sì e io no?

  3. M.A.
    ottobre 3, 2014 alle 4:56 pm

    A far che? A stravolgere la nostra alimentazione onnivora biologicamente provata? Oh Grig hai sbagliato battaglia, non rende giustizia alla tua intelligenza! Ti preferisco, di gran lunga, quando lotti contro le speculazioni edilizie…

    • ottobre 3, 2014 alle 5:06 pm

      opinione la tua rispettabilissima, ma è la tua e la posizione del GrIG è ben diversa: è bene che diminuisca progressivamente l’esagerato e folle consumo di carne: un po’ alla volta, sempre più.

  4. M.A.
    ottobre 3, 2014 alle 6:16 pm

    RIDURRE il consumo di carne per questioni ecologiche e sanitarie (aterosclerosi, onestà, neoplasie etc etc), ci sta ed è giustissimo! Sarebbe giusto parlare di educazione alimentare. Ciò sia nel rispetto della salute che dell’ambiente. Ma dal RIDURRE a VIETARE c’è un abbisso per me. Non so per voi ma il nutrirsi è un Diritto Umano, e nessuno può imporre ( o vietare) come ci si debba nutrire, dato che biologicamente siamo onnivori, ed è un nostro diritto mangiare anche la carne, quindi uccidere animali per ottenerla. GRIG forse esprimiamo lo stesso concetto ma in due lingue differenti!

    • riccardo
      ottobre 6, 2014 alle 10:13 am

      stranamente ma sono perfettamente d’accordo con m.a. …… (i capretti e gli agnellini capiscono quando stanno per essere uccisi, scappano e piangono, meglio non vedere…. ma anche i pesci soffrono etc… etc…) io continuo ad essere onnivoro ma mi limito.

  5. momo
    ottobre 4, 2014 alle 10:12 am

    IL cavallo fa particolarmente pena perché è bello, ha gli occhi grandi e un aspetto nobile, ma in quanto a intelligenza è molto meno dotato del maiale. Il caro vecchio amico porco che ha il torto di avere carni saporite è più intelligente e sensibile del cane, solo che non gli si da occasione per dimostralo.

  6. dicembre 4, 2014 alle 4:29 pm

    da Il Corriere della Sera, 4 dicembre 2014
    Da Koral a Evelina, 12 cavalli salvati dal macello (e non solo): http://www.corriere.it/foto-gallery/animali/14_dicembre_01/da-giove-evelina-12-cavalli-salvati-macello-non-solo-59e1978a-7957-11e4-abc3-1c132dc377f5.shtml

  7. gennaio 16, 2018 alle 6:59 pm

    anche così si uccidono i Cavalli…

    da L’Unione Sarda, 16 gennaio 2018
    La morìa dei cavalli sul Serpeddì: http://www.unionhttp://www.unionesarda.it/multimedia/articolo.aspx?id=686505

    __________

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2018
    La fame fa strage di cavalli sul Serpeddì: http://www.lanuovasardegna.it/regione/2018/01/16/news/la-fame-fa-strage-di-cavalli-e-i-buoi-nelle-campagne-di-sinnai-1.16358872

  8. novembre 6, 2018 alle 2:42 pm

    A.N.S.A., 5 novembre 2018
    Strage di cavalli nel Ferrarese, in campo la nipote di Berlusconi.
    Decine di animali abbandonati in ex maneggio di Ostellato: http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2018/11/04/sos-cavalli-in-campo-nipote-berlusconi_938913af-03eb-4b71-a7e5-de20fe7cfbab.html

  9. novembre 8, 2018 alle 4:45 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 novembre 2018
    Cavallo abbandonato in una campagna di Sorso muore di stenti.
    Il quadrupede di 11 anni è stato ritrovato agonizzante dalle guardie zoofile dell’Arstana. Si indaga per risalire al proprietario. Salvato un pony che era nello stesso terreno. (Salvatore Santoni): http://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2018/11/07/news/re-furio-morto-di-stenti-in-una-campagna-di-sorso-1.17440503

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: