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Storie di “altri” animali, vere e false: il Leone e il Triceratopo.


Leone (Panthera leo)

Leone (Panthera leo)

 

Un bel giorno del 1969 due amici australiani che vivevano a Londra, John Rendall e Anthony “Ace” Bourke, comprarono un cucciolo di Leone (Panthera Leo) ai grandi magazzini Harrods per sottrarlo a quegli spazi angusti e a un futuro incerto.

Un gesto istintivo di grande generosità, senza pensarci troppo.

Christian, questo il nome dato al leoncino, cresceva nel retro del negozio di mobili dove lavoravano i due ragazzi e correva nel prato del cimitero di Moravian Chapel, grazie alla comprensione del titolare del negozio e del vicario, ma ormai le sue dimensioni erano notevoli.   Casualmente conobbero gli attori Bill Travers e Virginia McKenna, che avevano appena finito le riprese di Nata libera, il film tratto dal romanzo di Joy Adamson che narra le vicende di Elsa, una leonessa  cresciuta dalla Adamson e dal marito, il naturalista George Adamson, reintegrata nel suo habitat naturale nel Kenia. D’accordo con i due ragazzi, gli attori decisero di contattare proprio il naturalista affinché aiutasse anche Christian ad essere reintegrato in una riserva naturale in Africa.

Nel 1971 Christian e i suoi amici umani andarono in Kenia, anche se George Adamson non nascondeva loro le proprie perplessità sul successo della reintroduzione.  Eppure, dopo mille vicissitudini, Christian divenne capo-branco nella riserva naturale di Kora.

I due amici umani vollero rivedere il loro amico felino, nonostante George Adamson cercasse di dissuaderli per non andare incontro a delusioni o, peggio, ad aggressioni.

Nel 1974 si incontrarono nuovamente…guardatevi il video, le parole sono inutili.

 

 

Ha della follìa l’indignazione di animalisti (o presunti tali) verso Steven Spielberg…accusato di aver ucciso un Triceratopo, dopo le foto pubblicate su Facebook da Jay Branscomb, un goliarda un po’ cresciuto.

Migliaia di insulti, spesso accorati, come solo bimbiminkia sanno fare, ai quali il buon Jay risponde nel solo modo opportuno: una foto con Steven Spielberg assassino di Squali.

Inutile dire che si tratta di foto tratte dal backstage di Jurassic Park e di Lo Squalo.

Gli altri animali non hanno proprio bisogno di simile ignoranza.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

teven Spielberg e il Triceratopo

teven Spielberg e il Triceratopo

 

 

da Il Corriere della Sera, 11 luglio 2014

«È un assassino»: la rabbia social per la foto di Spielberg con il triceratopo.

Nuovo caso di reazioni animaliste su Facebook. Ma questa volta l’oggetto è il regista di Jurassic Park in posa con un dinosauro robotico durante le riprese del film.  (Elmar Burchia)

Un uragano di proteste, una bufera di commenti offensivi: una cosiddetta «shitstorm» si è abbattuta nelle ultime ore su Steven Spielberg. Il motivo? Un’istantanea «sconcertante» del regista che posa orgogliosamente con il trofeo di caccia appena abbattuto: un Triceratopo. «Per favore, condividete la foto, così che il mondo possa svergognare questo uomo spregevole», è scritto accanto all’immagine pubblicata su Facebook. Ebbene, la reazione degli utenti non si è fatta attendere: oltre 31 mila l’hanno condivisa, quasi 6000 l’hanno commentata; commenti non proprio lusinghieri quelli rivolti al regista di Jurassic Park. In tutta questa storia manca però un dettaglio importante.

«Disgustoso!»

No, il popolarissimo regista e produttore americano non ha ucciso un dinosauro durante una battuta di caccia e poi posato per uno scatto davanti alla preda. Non è poi così difficile capire il perché: i dinosauri si sono estinti 65 milioni di anni fa. Ma in tanti sui social network la pensano diversamente. «Ma questo è Steven Spielberg, il regista di Jurassic Park!», ha cercato di placare gli animi un utente. Che subito si è visto rispondere a tono: «Non m’importa chi è. Non avrebbe dovuto uccidere questo animale». E un altro: «Disgustoso. Scommetto che si è tenuto solo le corna!» Ma non basta: nei tanti commenti si fa spazio il popolo degli animalisti, i contrari alla caccia, i difensori dell’ambiente. L’immagine è stata postata il 6 luglio da un certo Jay Branscomb, famoso per i suo scherzi e meme su Facebook. E se la sua didascalia voleva essere solamente ironica, non tutti pare abbiano capito l’evidente scherzo. L’arcano è presto risolto: la foto, infatti, è stata scattata sul set di Jurassic Park, il blockbuster del 1993. E quello lì (udite, udite) è un dinosauro meccanico, un robot che raffigura un Triceratopo, dinosauro vissuto alla fine del Cretacico.

 

Steven Spielberg e lo Squalo

Steven Spielberg e lo Squalo

(foto Jay Branscomb, P.F., archivio GrIG)

 

  1. Occhio nudo
    luglio 13, 2014 alle 4:53 PM

    e nessuno pagherà per lo sterminio di tante intelligenze.

  2. luglio 13, 2014 alle 7:38 PM

    “Steven Spielberg in posa sorridente davanti alla carcassa di un triceratopo. Gli animalisti insorgono: “Assassino!” Questo è il titolo dell’articolo della pagina di FB dell’ Unione Sarda, che come sempre sa come attirare mosche e mosconi e generare traffico nella sua paginetta.
    Già trovo oltraggiosi gli insulti quotidiani all’intelligenza umana che si leggono sotto ogni articolo proposto dalla loro pagina, ma sarebbe auspicabile che un giornale così importante per la Sardegna, dimostrasse un po’ più di serietà e meno malafede. Spesso, leggo titoli provocatori che spesso accendono la miccia contro “animalisti”, ancor più se vegani. Perchè non hanno scritto “gli ignoranti insorgono” piuttosto che screditare e categorizzare chi ama gli animali e chi magari sceglie di non mangiarli? Perchè continua a scrivere articoletti acchiappa-mosche diffondendo la non cultura con interpretazioni solo sue dei diversi fatti legati all’ambiente e agli animali? Non sto qui a scrivere cosa si scatenò sotto il loro pseudo articolo sulla proposta di Legge della Brambilla in merito alla macellazione degli agnelli ad almeno a 3 mesi di età: il peggio del peggio dell’ignoranza umana, ma in particolare di quella sarda, che si è sentita attaccata nel suo sistema economico primordiale (falso storico, poichè gli antichi la carne la mangiavano di rado dato che era roba per i ricchi e pastori allevavano le pecore soprattutto per lana e formaggio); tutto questo perchè l’articolo sulla proposta di Legge è stato “presentato” in modo fortemente provocatorio e inesatto. Sotto gli articoli de L’Unione (parlo di questo giornale perchè ogni giorno ho sotto gli occhi il loro modo di fare pseudo-giornalismo) si generano discussioni al limite dell’inciviltà, dove pullulano offese, sbeffeggi e maledizioni contro la “razza animalista vegana” che secondo molti, è la vera rovina del Pianeta. L’ignoranza e la sfrenata presunzione dei “commentatori tipo”, è alimentata da titoli macchiati di un sensazionalismo da giornaletto di bassa lega, roba da far rabbrividire. Sarebbe buona cosa che si facesse un po’ di vera informazione piuttosto che strumentalizzare l’ignoranza dilagante del sardo medio che a quanto pare, adora esprimere tutta sua non conoscenza e al sua rabbia attraverso i social.

  3. luglio 13, 2014 alle 8:10 PM

    Chiedo scusa per le ripetizioni e gli errori di battitura 😉

  4. M.A.
    luglio 14, 2014 alle 3:30 PM

    C’è una cosa che non mi va giù dei vegani, e non mi riferisco a Lei sig.ra Cristina, il sentirsi superiori umanamente nei confronti dell’onnivoro medio, sentirsi sopra un piedistallo e sentirsi l’evoluzione perché sono riusciti ad avere una nuova, pura, casta filosofia, perché possiedono un'”empatia” estrema, una “coscienza”, una loro cultura. Ne conosco tanti, e con tanti ci ho discusso. Ora non stiamo a fare polemica, ma un Onnivoro, ha delle basi dalla sua parte,nel supporto delle sue tesi che un vegano non ha. Basta un minimo di cultura all’interno di una facoltà medico-scientifica per spazzar via un castello di carta costruito per giustificare la propria empatia. Quella dell’agnello a 3 Mesi è fantastica..mi consenta! A 3 mesi un agnello ha raggiunto uno stato psico-fisico per potèr essere appeso e sgozzato che a 40 giorni non ha?? Il problema nasce da dentro voi, da come internalizzate ciò che vi viene proiettato da questa realtà, e anche dalla vostra cultura.Mi spiego. Il problema non sono nè i 40 o 60 giorni ma se un animalista vegano paragona un agnello di 40 giorni ad un bambino, che viene staccato dalla sua mamma, per essere “barbaramente trucidato”..o come dicono alcuni “piange come un bambino” vuol dire che qualche cosa che non va forse c’è. E ciò è dovuto al fatto che se un ragazzino è cresciuto guardando “bim, bum, bam” o giocando alla play piuttosto che frequentare la campagna e vedere e capire, elaborare come quell’agnello finisce nel piatto..un giorno quando si troverà il piatto pieno e si porrà qualche domanda..riceverà degli schiaffi morali talmente forti, che lo porteranno a ripudiare la carne, e gli distorcerà la sua empatia portandolo a creare analogie tra un agnello e un bambino. Un agnello è carne a 40 come a 60 giorni, e aggiungo la qualità della carne di quello di 40 giorni è anche superiore. Però secondo alcuni..se a 40 giorni la “morte bianca” è provocata in natura da una volpe..beh è accettabile, la morte cambia (come se la morte esistesse sotto tante sfumature..la morte è morte.) ma se un uomo si azzarda ad uccidere un agnello per mangiare…eh no!! Noi siamo esseri superiori capaci di scegliere, la volpe poverina no! Che sciocco la volpe ha un metabolismo che brucia materia organica, il nostro “empatia”!! Sapete che vi dico..viva la catena alimentare, e speriamo di non rinascere agnello!!

  5. mara
    luglio 14, 2014 alle 5:37 PM

    Bene, adesso che è stato provato che anche tra gli “animalisti” c’è una bella percentuale di Q.I. 60, e che (forse…) a M.A. piace abbastanza la carne, posso mandare un abbraccio al GRIG per il bellissimo video? Quei ragazzi devono essere speciali, per riuscire a farsi amare così.

    • M.A.
      luglio 14, 2014 alle 6:01 PM

      si, è una bella scena! Si è creato un bel rapporto tra uomo e animale. Così come si crea tra uomo e cane, tra maiale e uomo..etc etc..questi legami, per quanto belli, esulano dal contesto naturale. Purtroppo, per quanto sia bello, la Natura e la vita..sono tutt’altra cosa!

      • mara
        luglio 15, 2014 alle 8:52 am

        Probabilmente solo perché tra la Natura e la Vita si intromette l’Uomo. E pochissimi sono come quei due ragazzi.

  6. settembre 9, 2014 alle 2:59 PM

    ed ecco la Leonessa Sirga che riabbraccia i suoi “salvatori” Valentin Gruener e Mikkel Legarth 😛

  7. luglio 28, 2015 alle 9:59 PM

    A.N.S.A., 28 luglio 2015
    Zimbabwe, due arresti per l’uccisione del leone Cecil.
    Telegraph, il cacciatore è un dentista americano: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2015/07/28/zimbabwe-due-arresti-per-luccisione-del-leone-cecil_c1187ccc-f6a5-41d1-88ce-4e2df63400b9.html

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