Comuni del Montiferru, è ora di difendere il proprio territorio!
Con nota prot. n. 7038 del 10 marzo 2014 il Servizio attività estrattive e recupero ambientale dell’Assessorato regionale dell’Industria ha convocato la conferenza di servizi per il rilascio del permesso di ricerca di energie geotermiche in favore della Exergia Toscana s.r.l. (sede: Via Norvegia, 68 – 56021 Cascina, PI) per il 25 marzo 2014 (ore 9.30).
I Comuni interessati, se vogliono difendere il proprio territorio, devono farlo ora, come analizzato durante il dibattito pubblico svoltosi a Scano di Montiferro il 31 gennaio 2014.
Ricordiamo gli aspetti fondamentali della vicenda.
Con istanza pubblicata all’albo pretorio del Comune di Seneghe (OR) in data 5 settembre 2013 la Exergia Toscana s.r.l. ha chiesto il rilascio del permesso di ricerca per risorse geotermiche “Cuglieri” (122 kmq., 6 anni di durata, 6 mesi previsti di lavoro) nei territori comunali di Seneghe, Cuglieri, Scano Montiferro, Tresnuraghes, Magomadas, Flussio, Sagama, Tìnnura, Sennariolo, Santulussurgiu (Prov. OR).
Il permesso di ricerca per risorse geotermiche può essere legittimamente rilasciato solo in seguito a positivo esito delle procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente (verifica di assoggettabilità, valutazione di impatto ambientale), ai sensi degli artt. 3, comma 5°, del decreto legislativo n. 22/2010 e s.m.i. e 5, comma 2°, delle Linee guida per la disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna (allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/41 del 7 agosto 2012).
I progetti di ricerca delle risorse geotermiche devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 2, lettera d, sub-lettera i; art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato 4 alla parte II, punto 2, lettera b; art. 31 della legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, allegato B1, punto 2, lettera b).
La Giunta regionale, con la deliberazione n. 54/15 del 30 dicembre 2013, ha concluso il procedimento di verifica di assoggettabilità (screening) relativo al progetto di ricerca per risorse geotermiche “Cuglieri” disponendo la non necessità del successivo procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e il rispetto di una lunga serie di condizioni: in pratica il progetto è stato diviso in due, autorizzando solo le indagini in superficie senza scavi, tagli o danneggiamento della vegetazione, trivellazioni. Conformemente al parere del Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, la successiva eventuale fase – comprendente anche le trivellazioni – dovrà essere di nuovo assoggettata a procedura di verifica di assoggettabilità.
A questo punto risulta molto importante l’art. 5, comma 5°, delle Linee guida per la disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna, perché prevede il rilascio del permesso di ricerca da parte dell’Assessorato regionale dell’industria – Servizio attività estrattive “subordinato all’intesa con i comuni territorialmente competenti”, ai sensi dell’art. 8 della legge regionale n. 15/2002, espressa con le modalità di cui all’art. 6, comma 30°, lettera b, della legge regionale n. 13/2003 (deliberazione favorevole del Consiglio comunale adottata a maggioranza semplice). Attenzione: l’intesa o il diniego formale devono avvenire entro 60 giorni dalla richiesta (in sede di conferenza di servizi, art. 7) altrimenti il procedimento va avanti ugualmente. Quando la procedura per il rilascio del permesso di ricerca riprenderà, il Comune può negare l’intesa con la Società energetica richiedente.
Ora è il momento di scegliere.
Nel corso degli ultimi anni la Sardegna sembra diventata la terra promessa della ricerca di risorse energetiche: ben 11 istanze per permessi di ricerca, per un estensione di svariate migliaia di ettari, due delle quali già accolte. L’assenza di un piano energetico-ambientale regionale (P.E.A.R.S.) vigente e aggiornato (quello adottato nel febbraio 2014 – una mera fotografia dell’esistente – non è vigente e la relativa procedura di approvazione è in alto mare) comporta l’assenza di una vera e propria politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori ambientali, idrogeologici, storico-culturali. Da qui le tante richieste da parte di molti operatori privati, l’estrema discrezionalità da parte della Regione autonoma della Sardegna, le molte proteste da parte di associazioni, comitati, intere collettività locali.
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus





da Link Oristano, 11 marzo 2014
Gli ecologisti ai Comuni: “Bloccate ora i piani del geotermico sul Montiferru”: http://www.linkoristano.it/prima-categoria/2014/03/11/gli-ecologisti-ai-comuni-bloccate-ora-progetti-per-il-geotermico-nel-montiferru/#.UyAUltLNms0
__________________________
da Alguer.it, 12 marzo 2014
Il progetto di ricerca di energie geotermiche tra i boschi del Montiferru fa discutere. L’appello del Gruppo di intervento giuridico.
Nuovo appello degli ecologisti “Salviamo i boschi del Montiferru”: http://notizie.alguer.it/n?id=69249
da La Nuova Sardegna, 11 marzo 2014
Gli ecologisti: fermate le ricerche geotermiche, salvate il Montiferru.
Energia, il Gruppo di intervento giuridico lancia un appello ai Comuni: stop alla società autorizzata dalla Regione. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/03/11/news/gli-ecologisti-fermate-le-ricerche-geotermiche-salvate-il-montiferru-1.8831489)
CAGLIARI. Fermate le ricerche di energia geotermica nel Montiferru e nella Planargia, difendete il vostro territorio. Gli ecologisti del Gruppo di Intervento giuridico lanciano un appello ai comuni del territorio a proposito delle richieste di permessi di ricerca di energie geotermiche. «Il Servizio attività estrattive e recupero ambientale dell’assessorato regionale dell’Industria – spiegano – ha convocato la conferenza di servizi per il rilascio di un’autorizzazione di questo tipo alla Exergia Toscana srl. Le amministrazioni comunali interessate, se vogliono difendere il proprio territorio, devono farlo ora».
Il Gruppo di intervento giuridico, in una nota, ricorda gli «aspetti fondamentali» della vicenda che riguarda la richiesta della Exergia Toscana di un permesso di ricerca per risorse geotermiche che riguarda un’area di 122 chilometri quadrati per la durata di sei anni di durata.
Sono coinvolti i territori comunali di Seneghe, Cuglieri, Scano Montiferro, Tresnuraghes, Magomadas, Flussio, Sagama, Tinnura, Sennariolo, Santulussurgiu in provincia di Oristano.
«La giunta regionale – spiega la nota – il 30 dicembre 2013, ha concluso il procedimento di verifica di assoggettabilità disponendo la non necessità del successivo procedimento di valutazione di impatto ambientale e il rispetto di una lunga serie di condizioni: in pratica – spiegano gli ecologisti – il progetto è stato diviso in due, autorizzando solo le indagini in superficie senza scavi, tagli o danneggiamento della vegetazione, trivellazioni. Conformemente al parere del Servizio Savi dell’assessorato regionale dell’Ambiente, la successiva eventuale fase – comprendente anche le trivellazioni – dovrà essere di nuovo assoggettata a procedura di verifica di assoggettabilità».
A questo punto è previsto che il rilascio del permesso di ricerca da parte dell’Assessorato regionale dell’industria sia subordinato all’intesa con i comuni territorialmente competenti. L’intesa o il diniego formale devono avvenire entro 60 giorni dalla richiesta altrimenti il procedimento va avanti ugualmente.
«Nel corso degli ultimi anni – viene messo in evidenza nella nota degli ecologisti – la Sardegna sembra diventata la terra promessa della ricerca di risorse energetiche: ben undici istanze per permessi di ricerca, per un estensione di svariate migliaia di ettari, due delle quali già accolte. L’assenza di un piano energetico-ambientale regionale vigente e aggiornato comporta l’assenza di una vera e propria politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori ambientali, idrogeologici, storico-culturali. Da qui – conclude il Gruppo di intervento giuridico – le tante richieste da parte di molti operatori privati, l’estrema discrezionalità da parte della Regione, le molte proteste da parte di associazioni, comitati, intere collettività locali».
Una vergogna!!!. Undici progetti geotermici, progetto Eleonora, tre-quattro progetti “a mare”, poi eolico, solare, termodinamico, ecc. Tradotto in superficie si tratta di migliaia di Kmq. all’attenzione di società che speculano sui certificati verdi per il proprio interesse e a scapito del nostro territorio. Spesso con la complicità di amministratori locali, politici regionali e nazionali. Ci stanno prendendo per fame e non abbiamo il coraggio di buttarli tutti a mare.
Caso Montiferru: la conferenza di servizi è il banco dove scoprire le carte e stanare le amministrazioni e i sindaci favorevoli al progetto; che possiamo sempre gettare a mare dalle falesie di Capo Nieddu. “Si deus cherede e sos… carabineris”.
I danni che subirà il territorio dalla realizzazione del progetto interrompe un percorso intrapreso da anni e che mira alla qualità della terra, dell’aria, dell’acqua, andando a colpire i settori dell’agroalimentare, del biologico, del turismo e dando il colpo di grazia a queste già fragili economie. Andrà quindi a vanificare la massa di soldi europei (Leader e, Plus, ecc.) spesi sul territorio e che hanno consentito l’affermarsi del Bue Rosso, dell’Albergo Diffuso, dei formaggi, dell’olio extravergine d’oliva, ecc. Per non parlare della salute pubblica di cui i sindaci dovrebbero essere garanti.
Chi pagherà, o rimborserà, questi danni? Allora i sindaci favorevoli vanno o no gettati dalle falesie? Cosa ne pensate?
Io penso combattuti……..Per eliminare il circolo vizioso che ha generato questa casta politica di intoccabili,dall’appetito insaziabile dobbiamo usare la legalità.Se li buttiamo giù verranno sostituitisubito da altriclone che il sistema prontamente rimpiazzerà e che con il loro piffero magico ci rincoglioniranno nuovamente.Poi ci lamentiamo quando l’Europa vuole i soldi indietro…..Saluti
da La Nuova Sardegna, 13 marzo 2014
Seneghe, contro le trivelle inviti alla mobilitazione. Il Gruppo di intervento giuridico lancia l’allarme sul progetto Cuglieri. Per Deliperi è fondamentale esprimersi entro i termini previsti dalla norma. (Piero Marongiu) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/03/13/news/seneghe-contro-le-trivelle-inviti-alla-mobilitazione-1.8845797)
Dopo la nota trasmessa dall’assessorato all’Industria della Regione ai comuni interessati al progetto denominato “Cuglieri” qualche giorno fa, con la quale il prossimo 25 marzo è stata convocata la conferenza dei servizi, la preoccupazione tra le popolazioni locali cresce. A lanciare l’allarme su quello che potrebbe accadere nella sede cagliaritana, è il Gruppo di intervento giuridico della Sardegna. «I comuni interessati – si legge – se vogliono difendere il proprio territorio devono farlo ora». Un richiamo forte indirizzato a tutti coloro che hanno a cuore l’integrità dell’ambiente boschivo e faunistico di un’area, oltre 121 chilometri quadrati, compresa tra il Montiferru e la Planargia perché non venga allentata l’attenzione. Il rilascio del permesso, della durata di sei anni, richiesto dall’Exergia Toscana, è stato pubblicato all’albo pretorio del Comune seneghese lo scorso mese di settembre. Quel permesso però, denuncia il gruppo di intervento giuridico sardo, poteva essere rilasciato solo dopo l’acquisizione della verifica di assoggettabilità. Invece la Giunta Cappellacci, su indicazioni dell’assessore alla difesa dell’ambiente, ha ritenuto che non fosse necessaria aprendo di fatto, la strada all’effettuazione delle sole indagini di superficie senza scavi, tagli o danneggiamento della vegetazione, trivellazioni. Mentre la successiva eventuale fase, comprendente anche le trivellazioni, dovrà essere di nuovo assoggettata a procedura di Via. «In ogni caso – dicono i sindaci di Seneghe e Santu Lussurgiu – qui non vogliamo nessuna indagine, né preliminare, né conseguente.
Nessuno può garantire che quei sondaggi non provocheranno danni all’ambiente». «A questo punto – secondo gli estensori della nota firmata da Stefano Deliperi – diventa fondamentale per le amministrazioni locali, esprimere l’intesa o il diniego formale entro i termini previsti dalla norma (60 giorni) dalla richiesta altrimenti il procedimento va avanti ugualmente.
Ora è arrivato il momento di scegliere – conclude –. La Sardegna, con ben 11 richieste di permesso di ricerca, sembra essere diventata la terra promessa della ricerca di risorse energetiche. L’assenza di una vera politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori ambientali, idrogeologici, storico-culturali, favorisce gli speculatori privati, che continuano a
presentare richieste di autorizzazioni, suscitando le proteste di associazioni, comitati, intere collettività locali che non sono d’accordo alle concessioni».
Certo Shardana, intendevo “gettarli a mare” in senso metaforico. Ma di fronte a interventi di questa portata, che nel tempo assumono i connotati di “disastri annunciati” non c’è da stupirsi se la gente si incazza veramente. Quando poi cerchi i responsabili dell’avvelenamento di massa e del disastro ambientale, ed economico, e sociale, che poi se la cavano con la prescrizione, come nel recente caso del petrolchimico di Portotorres, la gente con un bricciolo di consapevolezza si incazza due volte.
Tu dici che vanno combattuti legalmente e sono d’accordo, ma parli anche di circolo vizioso e di casta politica; io penso che il problema sta proprio in questo contesto. Un certo concetto di sviluppo, o di interesse, fa oramai parte di una “mentalità acquisita” adottata da certi partiti e lobby imprenditoriali sfociate, appunto, nel fenomeno malato e corrotto della casta politica. Qui si tratta allora di combattere una mentalità, uno stile di vita, un pensiero, ed’è neccessaria una grossa battaglia.
A livello regionale c’è da sperare che il nuovo governo appena insdiato, oltre a occuparsi dell’emergenza lavoro, trasporti, scuole, cultura, ecc., si occupi anche e di annullare il PPS (come promesso in campagna elettorale) e, finalmente, dell’emergenza ambientale generale in cui versa la regione Sardegna.
Correnti permettendo.
Scusami Raimondo,non riesco mai a farmi capire…..macchè legalmente,vanno combattuti…..presidiando i posti che vogliono saccheggiare,la legge è dalla loro parte,anzi il più delle volte è complice.Intendevo dire che và eliminato non il soggetto ma la causa che lo genera,quindi tutti in campo fisicamente a cacciare in maniera pacifica i barbari.
Va bene Shardana, ma nel caso Montiferru il presidio dei luoghi sarebbe una conseguenza del parere favorevole che potrebbe scaturire dalla conferenza di servizi. In questo momento, cioè prima della conferenza, la cosa da fare è far pressione sui sindaci coinvolti per fare in modo che i loro consigli comunali si esprimano negativamente.
Poi, sulle cause, sui barbari e i loro complici, sono pienamente d’accordo con te.
C’è da sperare che la nuova giunta, dopo il piano paesaggistico (come appena dichiarato da Pigliaru), intervenga con una moratoria per bloccare la speculazione energetica, in attesa di mettere mano anche al Piano energetico.
E che la magistratura continui a stanare….. i barbari e iloro complici. Ciao.
Ciao a te e grazie
da Il Manifesto Sardo, 16 marzo 2014
Si decide il futuro del Montiferru. (Stefano Deliperi): http://www.manifestosardo.org/si-decide-il-futuro-del-montiferru/
Grande notizia e grande soddisfazione; è di questa mattina, 20.03.14, la notizia che l’Assessorato dell’industria ha diramato la seguente comunicazione:”la conferenza di servizi del 25 marzo 2014 è dichiarata improcedibile per intervenuta, manifesta “rinuncia” della Societa’ Exergia Toscana all’istanza per il conferimento del permesso di ricerca per risorse geotermiche da denominarsi Cuglieri”.
Ma non bisogna abbassare la guardia, restano in piedi altri nove progetti di ricerca geotermica, 900 ettari di terreno agricolo per il termodinamico, 443 Kmq per gas naturali del progetto Eleonora, 4 richieste di ricerca “a mare”, il progetto “Archimede”, ecc.
L’emergenza non è finita e stiamo assistendo alla gestazione della “nuova colonia energetica” del continente italiano.
Dopo il fallimento del chimico, con terreni inquinati per centinaia di anni (mentre i responsabili se la cavano con la prescrizione), sotto gli occhi di tutti, arriva la nuova ondata colonialista della speculazione energetica. In attesa di un nuovo Piano Energetico decente, c’è solo da sperare in una tempestiva moratoria della nuova Giunta Regionale.
Grazie per la confortante notizia…..ed hai ragione quando parli di “nuova colonia energetica” del potere ,che trova terreno fertile nella complicità con il sistema politico sardo corrotto fino all’osso nel rilascio autorizzazioni e parte delle istituzioni che NON VEDONO NON SENTONO NON PARLANO.Ho perso la fiducia nelle giunte ma mi auguro di urlare un mea culpa.Nel frattempo NESSUN DORMA,lo abbiamo fatto per troppo tempo.Saluti Raimondo