Home > coste, difesa del territorio, mare, paesaggio, pianificazione > La “nuova” Costa Smeralda è come la “vecchia”: mattoni e consumo di territorio.

La “nuova” Costa Smeralda è come la “vecchia”: mattoni e consumo di territorio.


Arzachena, Costa Smeralda, simulazione progettuale ville di lusso

Arzachena, Costa Smeralda, simulazione progettuale ville di lusso

Compaiono le prime immagini progettuali della nuova Costa Smeralda così come la vuole la Qatar Holding (progetto ing. Tonino Fadda).

Non è diversa dalla vecchia Costa Smeralda: restyling degli Hotel e dei contesti immobiliari storici, nuove volumetrie (4-500 mila metri cubi) anche in aree di elevato valore ambientale/paesaggistico (Monte Zoppu, per esempio), trasformazione degli stazzi (ben 27) in ville esclusive in base alla legge regionale n. 4/2009 e s.m.i., il becero piano per l’edilizia.

Si inizia proprio dalla trasformazione degli stazzi sulla base del piano per l’edilizia, una pura operazione immobiliare speculativa.   I procedimenti urbanistico-edilizi sono già stati avviati.

E’ questo sarebbe l’inizio del grande investimento che porterà ricchezza e benessere diffuso in Sardegna?

Questo è il solito speculativo consumo di territorio. Punto e basta.

Arzachena, Costa Smeralda, simulazione progettuale ville di lusso

Arzachena, Costa Smeralda, simulazione progettuale ville di lusso

Invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro ambientale ed economico-sociale della Sardegna a mandare messaggi di protesta via posta elettronica al Ministro per i Beni e Attività Culturali, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna, al Presidente del Consiglio regionale sardo: è ora di farsi sentire!

Ormai centinaia e centinaia di cittadini l’hanno già fatto, tu che cosa aspetti?

Amici della TerraLega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Arzachena, Costa Smeralda, simulazione progettuale parco acquatico Liscia Ruja

Arzachena, Costa Smeralda, simulazione progettuale parco acquatico Liscia Ruja

da La Nuova Sardegna, 27 gennaio 2013

Ecco la nuova Costa Smeralda firmata Qatar.

Un parco acquatico dietro Liscia Ruja, quattro nuovi alberghi, 120 ville di cui trenta extralusso, 27 stazzi ristrutturati.   Serena Lullia

PORTO CERVO. La Costa Smeralda firmata Qatar non è più solo da immaginare. Le ville di lusso pensate per principi e milionari, l’acquapark fra i graniti della Gallura e la macchia mediterranea hanno un volto. A tracciarne i lineamenti sono le simulazioni preparate dal pool di architetti e ingegneri chiamati dall’emiro Al Thani per fare di Porto Cervo la reggia del turismo da mille e una notte.

Il velo sul piano di rilancio della Costa Smeralda comincia a strapparsi. Si aggiungono nuovi particolari al progetto da un miliardo di euro che punta a realizzare quattro nuovi hotel extra lusso. Tutto ancora virtuale. Almeno per ora il 90 per cento del pacchetto di volumetrie non potrà essere realizzato senza una modifica all’attuale normativa regionale.

Arzachena, Costa Smeralda, Hotel Romazzino

Arzachena, Costa Smeralda, Hotel Romazzino

Quattro gli hotel che la Qatar Holding, il braccio operativo del fondo sovrano dell’emirato, vorrebbe costruire. Uno col marchio Harrods da 150 camere; un family hotel da 200 chiavi con un target grande lusso, arricchito con piscine multiple, attività sportive per bambini e adolescenti. Previsti anche due hotel più piccoli, al Pevero da 90 stanze e a Razza di Juncu da 75 camere.

Il Qatar punta poi a svecchiare la clientela un po’ stagionata della Costa. Per realizzare l’obiettivo e attrarre giovani e ricchi vacanzieri ha in mente di realizzare un grande acquapark all’interno di quello che sarà il parco di Liscia Ruja. L’idea è un maxi impianto del divertimento con scivoli e piscine alle spalle della spiaggia dalla sabbia di argento.

Una parte importante del pacchetto di mattoni dei 550mila metri cubi chiesti dall’emirato sarà destinata alla costruzione di ville. 30 extra lusso di altissimo pregio più altre 90 definite normali. La Qatar holding ha già dettato le linee guida di questi progetti. Dovranno essere grandi residenze full-optional costruite con materiali della tradizione isolana, inserite nella macchia mediterranea, poco visibili dal mare. Ma nelle linee generali del piano per la nuova Costa Smeralda si parla anche di uno sviluppo del borgo centrale di Porto Cervo. Si punta a ricucire la frattura fra il porto vecchio e la Marina, creando una unica passeggiata facendo del borgo una grande isola pedonale.

Segue invece la scorciatoia del Piano casa il progetto per la ristrutturazione e la riqualificazione di 27 stazzi. Nei giorni scorsi la Qatar Holding ha presentato all’ufficio tecnico del comune di Arzachena la richiesta di ampliamento delle antiche case galluresi.

Un iter tutto tecnico che relega il Comune a un ruolo di notaio. La deroga al Ppr consente infatti riqualificazioni e ampliamenti delle case di campagna per un massimo del 30 per cento della superficie. Una casistica in cui rientrano i 27 stazzi dell’emiro. Oggi molte di quelle residenze simbolo dell’identità gallurese sono ridotte a ruderi. Altre sono in buon stato di conservazione. Alcune fanno parte di uno speciale elenco di stazzi considerati dalla Soprintendenza “beni da tutelare”. I tecnici comunali dovranno valutare se le richieste dellaQatar holding rispettano i parametri del Piano casa. La Soprintendenza dirà la sua sull’aspetto paesaggistico dell’intervento edilizio.

Chiaro il sindaco Alberto Ragnedda. «Le norme del Piano casa sono sovraordinate rispetto a quelle comunali – dice –. Ovviamente ci riserviamo di valutare la coerenza dei progetti qatarini con la storia, la tradizione e la cultura locale degli stazzi».

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

(immagini progettuali da La Nuova Sardegna, foto per conto GrIG)

Annunci
  1. arpia
    gennaio 28, 2013 alle 7:13 am

    Sarebbe l’ideale se la Gallura facesse i bagagli e se ne andasse in Corsica, perdendo in mare per strada i costruttori, sono talmente fissati col cemento che non sanno pensare ad altro e quanto ci hanno rotto con queste case vacanza a schiera e progetti virtuali e case invendute e cemento che ci esce da tutti i pori e non ci fa’ piu’ respirare, basta cemento, basta. E vista mare e lusso e tutto il resto che continuano a dire come un disco rotto. Basta immobiliaristi e speculatori che si fanno grassi e tutti noi collettivamente dobbiamo pagarne di continuo il prezzo.

  2. max
    gennaio 28, 2013 alle 8:47 am

    effettivamente si costruisce + di quanto poi si riesca a vendere e questo garantisco x esperienza vale in tutte le regioni. e’ anche vero che se si vendesse non sempre si avrebbe un ritorno in termini economici x le popolazioni locali, visto che si parla di seconde case abitate, quando va bene , 3 mesi all’anno. forse investendo in resorts che abbiano capacita’ attrattiva tutto l’anno in termini di offerta turistica , cosa che certamente avrebbe ricadute positive sui locali, un compromesso tutela ambientale/sviluppo economico avrebbe un senso. quello che la sardegna non puo’ permettersi e di non fare nulla ( auspico che non preferisca gli insediamenti chimici di sarroch o di portovesme con quello che comportano in termini di inquinamento e di precarieta’occupazionale).

  3. gennaio 28, 2013 alle 3:01 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 28 gennaio 2013
    Costa Smeralda, ecologisti in rivolta contro la Qatar Holding.
    Le associazioni ambientaliste invitano i cittadini sardi a inviare email di protesta al ministro per i Beni culturali e alle istituzioni regionali. «È pura speculazione immobiliare»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/01/28/news/costa-smeralda-ecologisti-in-rivolta-contro-la-qatar-holding-1.6429741

    da CagliariPad, 27 gennaio 2013
    Ecco le prime immagini della Costa Smeralda secondo la Qatar Holding.
    Circolano le prime ricostruzioni grafiche dei progetti degli sceicchi in Gallura. La denuncia degli ecologisti: “E’ questo sarebbe l’inizio del grande investimento che porterà ricchezza e benessere diffuso in Sardegna? Questo è il solito speculativo consumo di territorio. Punto e basta”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1046

    La nuova Costa smeralda ridisegnata dagli sceicchi della Qatar Holding: http://www.cagliaripad.it/photogallery.php?page_id=43

    da La Repubblica, 28 gennaio 2013
    Porto Cervo come un borgo d’Oriente nasce la Costa Smeralda dell’emiro. Cambiano i dettagli del “progetto di sviluppo” locale, tutti col cappello in mano dal nuovo padrone ma tutto come prima, peggio di prima. (Pier Giorgio Pinna)

    OLBIA — Cambia volto la nuova Costa Smeralda targata Al Thani. L’emiro del Qatar di recente ha comprato dal tycoon americano Tom Barrack l’impero fondato dall’Aga Khan e vuole evidentemente lasciare la sua impronta. Stile e architettura appaiono orientaleggianti, evocativi di tempi e realtà che richiamano mondi lontani. Lo si capisce dalle simulazioni grafiche della holding che si occupa dei progetti.
    Colossale il piano d’investimenti nel Nord Sardegna. Quattro moderni hotel superlusso andranno ad aggiungersi agli altri esclusivi fatti costruire mezzo secolo fa dal principe ismailita. Ci sono poi in previsione 90 ville in posizioni strategiche, con panorami mozzafiato per i magnati che potranno permettersele. E trenta maxi-residenze, in prossima vendita per svariate decine di milioni. Quasi altrettanti gli stazzi galluresi da ristrutturare più nell’entroterra: in passato ospitavano tenute agro-pastorali, adesso sono destinate a qualche miliardario, magari proprio degli emirati arabi. E nella progettazione firmata Al Thani si valuta persino la costruzione di un enorme parco acquatico dietro la spiaggia di Liscia Ruja.
    Ora naturalmente i piani dovranno confrontarsi con la legge salvacoste voluta da Renato Soru e con gli altri vincoli paesaggistici fissati da norme nazionali, come la Galasso. Sì, perché nell’isola gli investimenti annunciati dall’emiro stanno provocando reazioni contrapposte. Da un lato, molti politici locali, alla disperata caccia di un lavoro per i loro amministrati, sono schierati con Al Thani. E anzi sono andati con Monti sino in Qatar per assicurargli il loro appoggio i sindaci di Arzachena e Olbia, oltre al governatore Ugo Cappellacci. Dall’altro lato, manifestano dubbi e perplessità sulle mire espansionistiche del nuovo monarca della Costa Smeralda indipendentisti, ambientalisti e molti esponenti delle forze di centrosinistra che in questi ultimi anni si sono battuti contro il cemento selvaggio lungo i litorali.
    Al Thani ha comprato per 600 milioni l’impero appartenuto sino ai primi anni Duemila all’Aga Khan e adesso vuole investirci un altro miliardo. Non si sa ancora con esattezza quale sarà l’impatto effettivo del nuovo master plan. Si parla di cubature che oscillano tra i 400mila e i 550mila metri cubi, circa un quinto di quelli previsti nel progetto di ampliamento presentato una quindicina d’anni fa dal principe ismailita e poi ripreso, mutato, da Barrack. Tutto, comunque, su un territorio che si estende per quasi 2.500 ettari in uno dei paradisi naturali più suggestivi di questa terra considerata tra le meraviglie del Mediterraneo. Nei progetti dell’emiro non ci sono sole le residenze ma anche tre parchi giochi, una pista da gokart e una scuola riservata ai manager del nuovo turismo d’élite. L’obiettivo è svecchiare la clientela abituale che ogni estate si dà appuntamento in questi dorati lidi tra Porto Cervo, Pitrizza, Romazzino e puntare sui giovani super ricchi non solo d’Italia ma anche dei paesi emergenti.

  4. arpia
    gennaio 28, 2013 alle 5:10 pm

    La Sardegna non si fa’ di sicuro ricca dal cemento e tantomeno i sardi , infatti e’ il fanalino di coda dell’Italia, i guadagni vengono portati fuori e noi ci teniamo i bei risultati ambientali. Togliere territorio alle costa e il turismo di massa non sono una buona cosa ne per l’ambiente ne per chi ci abita. Non e’ detto che esistano solo l”industria chimica e il cemento come idea di progresso, cosa vogliono farci bere? Che siamo come i primitivi di cui si erano approfittati in alcune zone del mondo, in attesa che ci diano le perline e gli specchi come merce di scambio?. Si potrebbero bonificare tante zone rovinate malamente dalle industrie che hanno distrutto tutto senza mai rispettare delle regole di tutela ambientale , cosi’ come pure non si rispettano regole ambientali nell’utilizzo del cemento. Per chi e per cosa dobbiamo costruire ancora? La Sardegna se si vuole minimamente salvare deve puntare sui servizi ,, sul recupero ambientale e la produzione di prodotti ecologici gestiti da gente del posto, non intendo gli impianti eolici che tanti politici venuti da fuori ci hanno piantato a terra per mangiarsi un bel po’ di soldi, non ci interessano quelli che vengono da fuori a fregarci i fondi regionali per farsi gli alberghi privati. Si approfitta spesso del fatto che la gente non e’ proattiva per sfortuna e che chi dovrebbe tutelare il territorio non fa’ cio’ che si potrebbe fare. Quindi una volta che la gente da fuori si e’ mangiata il territorio col cemento e portati via i guadagni a noi cosa ci rimani di cui essere cosi’ contenti , secondo la teoria dei pro-cemento? E una volta che i posti diventano saturi e non si potra’ piu’ costruire di cosa si campera’? Il cemento in Sardegna non e’ la risposta al miglioramento economico, anzi l’esatto contrario. Il nostro tesoro e’ l’ambiente e e il territorio e il cemento ce lo toglie e il turismo se si vuole fare lo si deve fare mirato di gente responsabile non di gente cafona che viene a distruggere e a rompere. Il Sardo e’ tanto testardo, orgoglioso e fiero e poi si fa’ fregare da una massa di approfittatori di fuori con la complicita’ di un paio di furbetti locali. Peccato.

  5. vic
    gennaio 28, 2013 alle 6:45 pm

    ma il piano casa 1 2 3 4 non doveva servire `per fare una stanza per figli`? come disse a suo tempo il pagliaccio di larussa. ancora: il piano casa fa parte di un ampio progetto per il ripopolamento delle campagne . parole di un commediante alla regione .
    sono 50 anni che costruiscono e la sardegna e` una regione economicamente povera , basta inganni . sarebbe ora di svegliarsi
    i nemici della sardegna sono i politici corrotti e gli imprenditori collusi

  6. panurk
    gennaio 28, 2013 alle 7:15 pm

    — e intanto che stiamo discutendo la cementificazione della Costa Smeralda (perduta) l’emiro si colloca per l’acquisto della costa di Teulada …

    … e intanto che discuteremoin futuro la cementificazione di quest’ultima l’emiro si collocherà per il colpo finale – il takeover ostile dell’isola nell’ambito del crollo finanziario dello stato italiano.

    E poi? Man mano i Qataresi si trasferiranno in Sardegna lasciando ai poveri sardi le ville lussuose nel deserto di Qatar. Al Jaseera farà le sue trasmissioni dalla sede di Cagliari mentre a Doha si presenterà “la costante resistenziale sarda” in un’edizione sardo/araba (stampata coi contributi della Regione Indipendente Sarda con sede a Qatar).

    Peccato. Fine sarcasmo.

    • Shardana
      gennaio 30, 2013 alle 12:02 am

      Beh a questo punto non saprei che cosa scegliere tra l’emiro e le guerre simulate dispensatrici di veleni in terra aria e mare💶💷💵💴💵💷💶💳💸💳💶💷💵. Scirarindi📣

      • panurk
        gennaio 30, 2013 alle 10:43 am

        Beh, tutto è stato discusso già altove ma per te ripeto qualche pezzettino:

        Io mi chiederei che cosa sia più disastroso: Qualche bombardamento sporadico o la cementificazione smeraldiana/tuereddiana ossia l’assalto incessante delle masse

        Mi rimane soltanto la speranza che il momento di chiusura del poligono di Teulada coinciderà col momento di una conquista di coscienza ambientale sufficiente a difendere queste bellezze e di tramandarle ai nostri figli. Tutt’altro è polemica inutile.

        >Infatti, a livello delle scienze ecologiche è ben noto che il homo sapiens turisticus per l’ambiente naturale è molto più distruttivo del fuoco d’artiglieria. Da esempio metto un’elenco di specie faunistische rare:

        Aegolius funereus
        Alcedo atthis
        Bombina variegata
        Botaurus stellaris
        Bubo bubo
        Castor fiber
        Ciconia nigra
        Cottus gobio
        Glaucidium passerinum
        Lanius collurio
        Leucorrhinia pectoralis
        Lullula arborea
        Lutra lutra
        Lynx lynx
        Misgurnus fossilis
        Ophiogomphus cecilia
        Pandion haliaetus
        Pernis apivorus
        Tetrao tetrix ssp. tetrix
        Tetrao urogallus
        Triturus cristatus

        Questa lista si può trovare nell’elenco ufficiale del comune tedesco di Grafenwöhr elaborato secondo le regole di Natura 2000, la rete europea istituita dalla direttiva 92/43/CEE (cosiddetta “direttiva Habitat”). Questo comune ospita uno dei poligoni più grandi d’Europa (260 kmq, vedi e.g. http://www.grafenwoehr.army.mil/). Fatto incredibile; Questa lista si riferische addiritura alla zona centrale del poligono, la cosidetta “impact area” – la dove si lanciano i proiettili d’artiglieria ma anche missili come la MILAN, HOT o TOW. Tutte queste specie animali vivono permanentemente nella “impact area”, cioè nidificano o fanno altre cose belle adatte per la procreazione 🙂

        Insomma: Il problema molto più grave è di accomunare il turismo con la tutela dell’ambiente. Mi dispiace, ma a vedere (e capire!) degli esempi positivi si deve viaggiare fuori della Sardegna.

  7. arpia
    gennaio 28, 2013 alle 7:39 pm

    Per chi voglia farsi due risate si legga i commenti sul tema sulla nuova sardegna, la gente ignorante, che e’ poi la rovina di questa terra, contentissima dei piani e contraria a chi la Sardegna vuole proteggerla. Felici di fare gli schiavetti dei ricconi, sempre che questi non si portino gli schiavetti rumeni e filippini! Occhio alla concorrenza! Nella gara per chi prende il primo posto di sfruttato e abbandonato! Manco San Gennaro ce lo fa’ il miracolo a noi fessi.

  8. max
    gennaio 29, 2013 alle 10:58 am

    quella dell’emiro che acquista la costa di teulada non la sapevo…; ma quindi anche i lavori del mega insediamento Benetton & company bloccato dal tar ed il resort semidiroccato degli Antonioli ” baia delle ginestre”?

  9. gennaio 29, 2013 alle 3:00 pm

    “Questi ambientalisti radicali dovrebbero essere messi all’angolo dai galluresi e dai sardi” pontifica Fedele Sanciu, pur dotato come tutti i mortali di un solo popò, contemporaneamente per anni Senatore della Repubblica e Presidente della Provincia di Olbia Tempio senza alcuna vergogna (http://it.wikipedia.org/wiki/Fedele_Sanciu).
    Da che pulpito vien la predica.

    da La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2013
    Il piano irrompe nella campagna elettorale. L’analisi dei candidati galluresi : «Bene gli investimenti, ma salvaguardando l’ambiente». (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Il piano del Qatar per vestire di lusso la Costa Smeralda diventa tema da campagna elettorale. Giovanni Pileri, arzachenese, candidato nella lista Monti, nella partita con l’emiro rivendica un ruolo da leader per il Comune di Arzachena. «Scelte di pianificazione come queste devono essere governate dall’ente locale e non devono essere pilotate da forze politiche esterne, né dalla Regione, che deve però dare il consenso – spiega –. Senza entrare nel dettaglio credo che il piano del Qatar sia una grande opportunità non solo per gli aspetti edilizi, ma per quelli infrastrutturali legati a investimenti sulla viabilità e i collegamenti aerei. Certo esistono delle norme che devono essere rispettate senza forzature. Per quanto riguarda il piano degli stazzi sono certo che le istituzioni sapranno salvaguardare quelli che rappresentano la nostra storia». Promuove il piano qatarino sugli stazzi Settimo Nizzi, candidato alla Camera per il Pdl. «Sono assolutamente favorevole al piano di ristrutturazione degli stazzi – dice –, sia in termini di rilancio dell’attività lavorativa in Costa sia in termini di sviluppo turistico. Ho poi fiducia nell’amministrazione comunale. Se deciderà che il piano del Qatar deve andare avanti sarò ben felice di essere al suo fianco». Mario Russu, arzachenese, candidato alla Camera con Fli, fa un’analisi socio-economica del fenomeno Costa Smeralda. «L’investimento del Qatar è una occasione che gli amministratori devono valutare in modo attento – dichiara –. Potrebbe essere uno degli ultimi treni per la Sardegna. Credo che si debbano agevolare gli investitori che arrivano da fuori dando risposte in tempi rapidi. Ma si debbano mettere anche dei paletti. Per esempio sul rispetto dell’ambiente e sulle ricadute economiche. Dagli anni ’60 abbiamo avuto un investitore serio come l’Aga Khan che non ha sfruttato troppo il territorio. Le amministrazioni allora dovevano vigilare perché oltre alle ricadute legate all’edilizia si investisse in formazione. Sono convinto che l’amministrazione comunale saprà gestire al meglio questa situazione». Fedele Sanciu, candidato al Senato per il Pdl affida ai petrodollari dell’emiro la missione di rilanciare l’economia del nord Sardegna. «L’impegno delle istituzioni in momenti di crisi come questo deve essere anche quello di creare ricchezza in Sardegna – commenta –. Con un miliardo per la Costa Smeralda e un miliardo della Olbia-Sassari possiamo far ripartire la locomotiva del nord Sardegna. E non solo. Questi ambientalisti radicali dovrebbero essere messi all’angolo dai galluresi e dai sardi. Il Qatar non vuole fare seconde case a schiera, ma ville di lusso con importanti ricadute occupazionali.

  10. gennaio 29, 2013 alle 3:00 pm

    da La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2013
    Stazzi, i progetti fotocopia dello sceicco.
    Sorpresa e delusione al Comune di Arzachena per le 27 proposte di ampliamento con piscina che rievocano Barrack. (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Nessun applauso, nessun sorriso di soddisfazione. Piuttosto visi tirati e sguardi dubbiosi. Quando i progetti di ristrutturazione dei 27 stazzi galluresi proposti dalla Qatar Holding vengono srotolati sul tavolo del municipio l’espressione degli amministratori comunali passa dalla curiosità alla sorpresa alla perplessità. I piani dell’emiro Al Thani per trasformare le antiche case galluresi in suite di lusso non fanno il pieno di consensi nella giunta guidata dal sindaco Alberto Ragnedda. Anche se il piano di riqualificazione degli stazzi bypassa le stanze della politica locale grazie al Piano casa, l’amministrazione ha voluto vedere le 27 idee del Qatar per dare una seconda vita alle vecchie case di Monti di Mola. E il giudizio politico non è positivo. Tra l’altro l’impronta del Qatar sulle proposte architettoniche degli stazzi nemmeno c’è. I progetti sono riciclati. Sono gli stessi presentati dall’ex padrone di Porto Cervo, Tom Barrack e datati 2008. Ipotesi edilizia neanche presa in considerazione dall’allora giunta comunale. Cinque anni fa il Ppr vietava infatti anche solo di pensare aumenti di volumetrie nelle zone agricole. Possibilità offerta invece dal Piano Casa e sfruttata subito dalla Qatar Holding attraverso la società che gestisce gli affari immobiliari dell’emiro in Costa con gli stessi assetti dell’era americana di Barrack. «Siamo d’accordo su un piano di riqualificazione degli stazzi – commenta l’assessore all’Edilizia privata, Gianni Baffigo –. Ma quelli che abbiamo visto più che interventi di ristrutturazione degli stazzi sono vere trasformazioni. Non parliamo più di stazzi, ma di ville di lusso. Un giudizio politico che nulla ha a che fare con l’iter tecnico che queste pratiche devono seguire per legge. La Qatar Holding ha presentato i 27 progetti invocando il Piano casa. La legge lo consente. Sarà l’ufficio tecnico a istruire le pratiche e verificare se le richieste rispettano la legge. Parere a cui si affiancherà quello della Soprintendenza per la parte sul rispetto del paesaggio». Baffigo ribadisce il concetto e difende Arzachena dalle accuse di cannibalismo ambientale. «Del piano del Qatar per la Costa Smeralda al momento di concreto esistono solo le proposte per gli stazzi – aggiunge Baffigo –. E i progetti li stiamo vedendo oggi per la prima volta. Non capisco questa ostilità a priori verso un investitore serio come il Qatar. Certo la società, prima di presentare i progetti, avrebbe fatto meglio a consultarsi con l’amministrazione e con i dirigenti per verificarne insieme la fattibilità». Dei 27 edifici rurali alcuni si trovano in zone H, vergini e intoccabili, come per esempio l’area verde di Monti Zoppu considerata da sempre un eden inviolabile. Altri si trovano a due passi dal mare, all’interno della fascia dei 300 metri. Alcuni sono ruderi che però si affacciano sul paradiso, altri sono in buono stato di conservazione. Altri ancora sono pezzi di storia come lo stazzo Chjcculedda di Salvatore Ghilardi, il mister miliardo che vendette alcuni fra gli ettari più pregiati della Costa Smeralda al principe Aga Khan. Tutti destinati, nella metamorfosi qatarina, a essere smeraldizzati, con l’intonaco all’esterno invece del granito a vista, grandi piscine, verande con pilastri di granito.

  11. gennaio 29, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2013
    GLI AMBIENTALISTI. «Operazione speculativa, saccheggio del territorio». (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Incitano i sardi alla rivolta contro l’emiro del Qatar. Le associazioni ambientaliste “Gruppo di intervento giuridico” e “Amici della terra” non si accontentano di criticare la bozza di piano presentata dalla Qatar Holding, braccio operativo del fondo sovrano dell’emirato. Invitano i cittadini a inviare e-mail di protesta al ministro per i Beni e le Attività culturali, al presidente della Regione e a quello del Consiglio regionale. Una rivolta cibernetica per costringere le istituzioni a bloccare i piani dell’emiro. Per i gruppi verdi gli interventi previsti nella prima bozza del piano di investimenti qatarino da un miliardo di euro, sarebbero una speculazione edilizia destinata a deturpare per sempre la vecchia Monti di Mola. «La nuova Costa Smeralda – attaccano gli ambientalisti – non è diversa dalla vecchia. Sono previsti i restyling degli hotel e dei contesti immobiliari storici con nuove volumetrie, fra i 400 e i 500mila metri cubi, anche in aree di elevato valore ambientale-paesaggistico come per esempio Monti Zoppu. In programma c’è anche la trasformazione di 27 vecchi stazzi in ville esclusive in base alla normativa regionale del Piano casa». Le associazioni ecologiste guidate da Stefano Deliperi non risparmiano critiche nemmeno al piano di riqualificazione degli stazzi. «La Qatar Holding vuole iniziare proprio dalla trasformazione degli stazzi in base alle deroghe al Ppr previste dal Piano casa – accusano –. Quegli interventi sono una pura operazione immobiliare speculativa. E questo sarebbe l’inizio del grande investimento che porterà ricchezza e benessere diffuso in Sardegna? A nostro giudizio si tratta del solito speculativo consumo del territorio».

    dal blog di Francesco Giorgioni, 29 gennaio 2013
    PANE E ACQUAPARK! UNO SLOGAN PER LA MARCIA SU CAGLIARI: http://francescogiorgioni.blogspot.it/2013/01/pane-e-acquapark-uno-slogan-per-la.html

  12. arpia
    gennaio 29, 2013 alle 5:39 pm

    I Galluresi seri e puliti ringraziano di cuore gli ecologisti tutti, quei galluresi che stendono il tappeto rosso agli speculatori distruttori, magari fatto al telaio! Facciano attenzione di non andare a finire nelle riserve come gli indiani d’america e gli aborigeni autraliani, siamo sulla buona strada! Infatti in certe zone i sardi son gia’ tagliati fuori. Sento e leggo dei commenti, del tipo, chi non e’ gallurese, ma sardo di altre zone e’ geloso della zona o non puo’ commentare su cosa vuole la Gallura, belle c….te, gli stessi pero’ poi si fanno fare di tutto da chi viene da fuori a speculare e non solo. I Sardi e la Sardegna non hanno bisogno degli speculatori ma gli speculatori di certo hanno bisogno della Sardegna. Quante allodole, troppe, che da 50 anni si fanno ammaliare dei giochi di luce degli specchi!

  13. panurk
    gennaio 29, 2013 alle 6:03 pm

    @max: Sia l’emiro di Qatar o quello di Dubai .. chi se ne frega. Non so giudicare la veridicità di notizie come questa
    http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2012/07/30/news/societa-araba-alla-conquista-di-malfatano-indaga-la-procura-1.5476303
    ma con un po’ di fantasia si riesce ad immaginarsi che tutto il Capo Teulada un giorno verrà demilitarizzata, e siccome lo stato italiano non avrà i soldi per il risanamento dei terreni (una cifra realistica a base delle sperienze con i terreni demilitarizzati della Germania Est sarebbe centinaie di millioni, e non pocche) … ecco! L’emiro le ha, i soldi. Il comune di Teulada ne sarà contentissimo come già oggi con la Benetton. Con un po’ di fantasia l’impensabile è già realtà inevitabile.

  14. vic
    gennaio 29, 2013 alle 7:53 pm

    adesso che e` nel listone fedele sancio panza spende due parole sagge per il padrone. che mente evoluta che politica di gran classe complimenti .

  15. gennaio 30, 2013 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 30 gennaio 2013
    Sugli stazzi l’occhio della Soprintendenza. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/01/30/news/sugli-stazzi-l-occhio-della-soprintendenza-1.6441389)
    La responsabile dell’ufficio: «Sono beni tutelati, ma prima di esprimere giudizi aspettiamo di vedere il progetto». Monica Morbidelli L’ente deve essere coinvolto in tempi rapidi, l’obiettivo è trovare una soluzione che tuteli l’identità storica della Gallura.
    L’emiro al Thani In una lettera ha espresso l’impegno di voler coniugare gli investimenti con il rispetto delle tradizioni del territorio. (Serena Lullia)

    PORTO CERVO. Il valore della storia potrebbe essere più forte del Piano casa. Almeno sei dei 27 stazzi della Costa Smeralda che la Qatar Holding vuole trasformare in residenze di lusso con un investimento di 20 milioni di euro sono classificati come beni identitari. Custodi inviolabili di un passato che non può essere seppellito dal cemento. E nemmeno dal Piano casa. Esiste infatti un elenco di stazzi censiti e giudicati intoccabili dal Piano paesaggistico regionale. Fra questi, sei sorgono fra i graniti e la macchia mediterranea della Costa Smeralda. Spetterà comunque all’ufficio tecnico di Arzachena e alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Sassari, giudicare se le ville-stazzi dell’emiro possono essere approvate. Per ora la funzionaria della Soprintendenza, Monica Morbidelli, ribadisce l’interesse dell’ente verso il piano degli stazzi. «Al momento non possiamo esprimere un giudizio sui progetti che ancora non sono arrivati nei nostri uffici – spiega l’architetto –. La Soprintendenza è naturalmente attenta a tutto questo processo ed è molto interessata. Si tratta di aree tutelate in cui da anni portiamo avanti un lavoro molto attento. In sede di riunione collegiale prenderemo una decisione». L’architetto Morbidelli chiede un coinvolgimento dell’ente in tempi rapidi. «La Soprintendenza è molto disponibile in fase di elaborazione dei progetti – aggiunge –. Tutto vogliamo tranne che arrivare in coda a un processo per poi diventare un elemento che solleva problemi o allunga i tempi. Auspichiamo la collaborazione a 360 gradi. Spero che a breve verremo chiamati a discutere a un tavolo per trovare possibili soluzioni che consentano di arrivare a una modalità progettuale attenta al paesaggio e all’identità storica della Gallura». Ma la salvaguardia della storia non sembra essere l’unico problema del piano stazzi qatarino. Una vecchia casa gallurese, quella dell’Isula di Lu Monti-Punta Guinness, si trova all’interno della fascia dei 300 metri. La legge parla chiaro. Vietato ogni intervento. Altri stazzi si trovano invece in zone H, vergini e come tali intoccabili. Bisogna poi ricordare che per tutte le 25 suite per nababbi dovrebbero essere realizzate le infrastrutture, strade, reti idriche e fognarie. L’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Ragnedda ha già espresso un giudizio politico di basso gradimento sugli interventi negli stazzi. A non convincere troppo gli amministratori è il tipo di progetto. Più una trasformazione che una riqualificazione in cui verrebbero cancellati gli elementi della tradizione gallurese. Una valutazione pesante che ieri mattina ha spinto il guru dei progetti per il Qatar, Tonino Fadda, a fare visita al primo cittadino. Una riunione cordiale in cui il tecnico ha presentato nel dettaglio le idee di investimento della Qatar Holding. A Fadda, così come in passato era accaduto al presidente della Smeralda Holding, Franco Carraro, è toccato fare anche da postino. Per consegnare al sindaco Ragnedda una nuova lettera dell’emiro qatariota Khalifa bin Hamad Al Thani. Una missiva in cui rinnova la stima verso l’amministrazione comunale, l’amore verso la Costa Smeralda e l’impegno di voler fare investimenti nel rispetto della storia e della tradizione del territorio.

    “Rimasticatura” del piano Barrack. La minoranza è critica: «Treno da non perdere, ma vogliamo investimenti veri».

    ARZACHENA. Nessuna impronta del Qatar, almeno per il momento, sui progetti di rilancio della Costa Smeralda. Il nuovo proprietario di Porto Cervo ha deciso di dare continuità ai progetti del 2007 del suo predecessore e amico di affari, il tycoon californiano Tom Barrack. Piani mai andati in porto, affondati dal Ppr. Il pacchetto che comprendeva l’ampliamento dei quattro hotel storici, interventi oggi in corso, il piano degli stazzi e la riqualificazione del borgo viene ripresentato identico oggi. Non a caso anche le simulazioni di come sarà il borgo, con l’allargamento dell’insenatura che costeggia la piazzetta, sono identiche. L’unica novità potrebbe arrivare dalla scuola di alta formazione per manager del turismo chiesta espressamente dal sindaco Alberto Ragnedda. Il restyling degli stazzi affascina poco i consiglieri comunali di opposizione. La minoranza, di cui fa parte anche il Partito democratico, ieri mattina ha esaminato i progetti presentati all’ufficio tecnico. Da parte loro nessun giudizio nel merito. «Se dal punto di vista ambientale e storico l’argomento è importante, ben poco produrrà dal punto di vista economico – è il commento dei capigruppo, l’architetto Efisio Onali e Fabio Fresi –. Ciò che ci domandiamo è il motivo per cui si voglia avviare l’iter di un pezzo di progetto senza aver acquisito i pareri tecnici e le valutazioni politiche. Noi vogliamo che si investa veramente in Gallura. Non possiamo perdere questo treno». L’opposizione invoca un ruolo indipendente per il consiglio comunale. Qualcuno spera di vedere in aula l’emiro Al Thani, come in passato l’Aga Khan e poi Barrack. «A oggi si sono accumulati consensi e dissensi sul nulla. Da mesi se ne parla ma non esiste alcun progetto generale per la Costa».

    All’assessore Biancareddu il progetto piace.

    Gli stazzi-suite piacciono all’assessore regionale all’Ambiente, Andrea Biancareddu. Il politico gallurese dell’Udc esprime un giudizio positivo sul piano di ristrutturazione delle antiche case galluresi presentato dalla Qatar Holding. «Sono sicuro che da parte dell’investitore ci sia l’interesse a realizzare interventi di qualità – spiega Biancareddu –. Se c’è un miglioramento e un recupero di una parte del patrimonio immobiliare che rappresenta la storia della Gallura ben venga. Sarà comunque mio compito vigilare affinchè i buoni propositi manifestati dalla Qatar Holding si traducano in fatti: la difesa dell’ambiente rientra nei miei doveri di assessore. Certo, non sono un integralista. Siamo pronti a discutere proposte anche modificative dello stato dei luoghi nel caso in cui servano per migliorarlo. La Costa Smeralda è uno dei pochi esempi in cui l’intervento dell’uomo ha migliorato l’ambiente: è sotto gli occhi di tutti». Da buon gallurese, Biancareddu riconosce il valore storico e culturale delle antiche case-aziende agropastorali. «Ho visto alcune delle trasformazioni degli stazzi in residenze proposte dal Qatar e mi sembrano belle – conclude l’assessore Biancareddu –. La cosa importante è che venga mantenuta la tipologia tipica dello stazzo».

    LE CIFRE.

    27 gli stazzi di Porto Cervo che la Qatar Holding chiede di ristrutturare e ampliare sulla base del Piano casa 6 gli stazzi considerati dal piano paesaggistico regionale beni identitari 20 i milioni di euro per realizzare la trasformazione degli stazzi in suite 2 gli anni necessari indicati dai tecnici dell’emiro per concludere gli interventi di ampliamento.

    da L’Unione Sarda, 30 gennaio 2013
    Costa Smeralda. Ieri il progettista ha protocollato il primo atto ufficiale del Fondo. Il Qatar mette le carte in tavola
    Masterplan presentato ai sindaci di Arzachena e Olbia. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20130130091024.pdf

  16. gennaio 30, 2013 alle 10:31 pm

    da Sardinia Post, 30 gennaio 2013
    Un miliardo dal Qatar per la Costa Smeralda del futuro: http://www.sardiniapost.it/cronaca/un-miliardo-di-euro-dal-qatar-per-la-costa-smeralda-del-futuro/

    da CagliariPad, 30 gennaio 2013
    Carbosulcis, denuncia dei sindacati: “L’emiro del Qatar vuole le miniere a costo zero”.
    Tensione alla Carbosulcis: “Se vera la notizia sarebbe l’ennesimo atto di colonialismo verso le lavoratrici , i lavoratori sardi e di tutto il popolo sardo”. I lavoratori contro il Governo e la Regione: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1074

    da L’Unione Sarda on line, 30 gennaio 2013
    Il Qatar svela il piano “Costa Smeralda”. In arrivo hotel e campus universitario: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/302935

  17. arpia
    gennaio 30, 2013 alle 11:45 pm

    Per mia sfortuna ho sentito un paio di cose su Videolina, gli speculatori sono pronti a creare una struttura sanitarie e una accademia. Mi interesserebbe sapere se l’accademia serve a formare i servetti ad usare i guanti bianchi. Trovo che queste siano le tipiche affermazioni di vecchia data di colonizzatori per esempio in Africa dove promettono miglioramento sanitario e tutto il resto, sappiamo bene cosa ha portato veramante la colonizzazione in Africa e continua a portare. Ma poi dicono queste cose con paesi e gente che pensano ovviamente essere inferiore a loro, non vanno in Francia, Germania o Inghilterra a dire queste cose o a fare queste proposte, perche’ sanno che li caccerebbero a pedate. Io come cittadino, regione e paese italiano mi sentirei offeso e umiliato a sentire che viene uno speculatore ad offrire un ospedale e una accademia, se la gente paga le tasse e tanti onesti con tanti sacrifici, lo fa’ per avere i servizi adeguati, non per sentirsi dire che viene un gruppo di speculatori a dire due fesserie.

  18. gennaio 31, 2013 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 31 gennaio 2013
    Il Progetto. Mini master plan, il Comune detta le regole. Gli investimenti rischiano di scontrarsi con i vincoli del ppr. Fondamentali quelli per le infrastrutture. (Serena Lullia)

    ARZACHENA. La matita con cui disegnare la Costa Smeralda di domani, dal Qatar passa nelle mani del Comune. Il piano del petroemirato per cambiare il volto di Porto Cervo, cancellare le rughe della signora del turismo e rinfrescare il suo antico fascino, dovrà essere interpretato come uno schizzo. Una bozza da cui prendere spunto. Un piano non blindato, come sottolinea anche la lettera di accompagnamento al progetto strategico della Costa Smeralda, arrivati dal Qatar nelle mani del sindaco Alberto Ragnedda. Oltre 150 pagine in cui il nuovo proprietario del borgo mette nero su bianco l’idea di Costa Smeralda già illustrata a Doha. Quattro hotel di lusso da 500 posti letto, 70 ville per nababbi, 30 residenze di altissimo pregio, la riqualificazione dell’area di Porto Cervo, una eco-pista di go kart, un parco acquatico. Fra i 7 e i 10 anni i tempi entro cui realizzare l’investimento da un miliardo di euro. Con risposte a partire da quest’anno. Costa Smeralda Academy. Fra i 500mila metri cubi di mattoni del mini master plan qatarino compare una università. Il sindaco Ragnedda annuncia con orgoglio l’accoglimento della sua personale richiesta. «Tutto il piano è interessante – spiega il primo cittadino –. Ma la parte che riguarda il polo universitario di livello internazionale lo è ancora di più. È un investimento sulla formazione per creare una scuola di alta formazione per manager del turismo. Esiste già un proposta di campus universitario, con discipline ben definite, la collaborazione con le più prestigiose università. Una grande opportunità non solo per i sardi, ma un richiamo per studenti in arrivo da tutto il mondo». Gli alberghi. Quattro i nuovi hotel pensati per rilanciare il sistema ricettivo Smeraldo e portare i posti letto dagli attuali 400 a 900. Un albergo da 150 stanze a Liscia Ruja con il marchio Harrods; uno al Pevero da 90 chiavi; un family hotel da 200 stanze e uno per clientela giovane da 90 camere nel comune di Olbia, a Razza di Juncu. Il borgo. Nel piano per completare il borgo vip non ci sono solo nuovi metri cubi da trasformare in edifici, ma anche interventi sulla viabilità, il potenziamento della rete idrica e fognaria, l’ammodernamento delle strade, la realizzazione di piste ciclabili, la costruzione di un parcheggio nel villaggio. Superabile l’incognita Ppr. Il primo cittadino non nega che con la legge attuale il piano del Qatar rischia di restare solo virtuale. Ma il comune di Arzachena potrebbe aver trovato una strada alternativa alla modifica dello strumento urbanistico. «Non ce lo nascondiamo – commenta Ragnedda –. La normativa attuale non permette di portare avanti il progetto al 100 per cento. La Regione si è detta disposta a modificare il ppr. Ma ci sono procedure alternative che il nostro ufficio tecnico sta valutando. Abbiamo già un parere legale positivo. Esiste la possibilità, su interventi con un elevato interesse pubblico, di creare una sinergia fra Comune, Regione e ministero in grado di superare i vincoli del ppr. Una possibilità di cui parlammo già a novembre con il premier Monti». Pista di go-kart e parco acquatico. Il Qatar pensa a una eco-pista. 1700 metri di percorso per adulti, più un baby circuito per far correre auto elettriche, capaci di sfrecciare fino a 200 chilometri senza creare inquinamento acustico e ambientale. Confermata la creazione di un parco divertimenti sull’acqua. «Al momento localizzato alle spalle di Liscia Ruja» dice il sindaco, quasi a ribadire che l’acquapark potrebbe traslocare. Un piano plastico. Il progetto della Costa Smeralda terza edizione è in divenire. Ragnedda lo definisce un progetto plastico. «Come ha precisato lo sceicco nella sua ultima lettera si tratta di un proposta da discutere in un tavolo tecnico, non prendere o lasciare. Uno start per costruire un piano definitivo. Fino a oggi è stato instaurato un dialogo con l’investitore che ha portato all’inserimento della Costa Smeralda academy nello studio di fattibilità della Qatar Holding». Il sindaco risponde indirettamente anche a chi lo accusa di una gestione padronale dell’affaire Qatar. «Vengo accusato di non aver coinvolto il consiglio comunale – dichiara –, ma non so bene cosa avrei potuto portare all’attenzione dell’aula visto che la Qatar Holding ha consegnato il progetto solo ieri. La minoranza verrà coinvolta. Dirò di più. Questo è un piano che siamo pronti a discutere anche con gli ambientalisti». I tempi. Da investitore a 5 stelle di livello mondiale la Qatar Holding ha le idee chiare anche sui tempi per realizzare la sua Costa Smeralda. Un piano da un miliardo di euro, già deliberato, da spalmare in 7-10 anni. Ma le risposte alla fattibilità del piano dovranno arrivare entro il 2013. L’emirato oggi è lo stato più corteggiato del mondo per la sua disponibilità finanziaria. Senza la certezza del diritto l’amore più volte dichiarato dallo sceicco Al Thani per Porto Cervo potrebbe non bastare.

    Blitz delle Fiamme gialle: ai raggi X il piano del Qatar. La Guardia di Finanza ha acquisito parte dei documenti della ristrutturazione. (Luca Rojch)

    OLBIA. Il finanziere sotto la lente dei finanzieri. Con discrezione le fiamme gialle si sono presentate di prima mattina nella sede della Sardegna Resorts, cervello operativo della holding che controlla la Costa Smeralda, e hanno portato via copia di una parte della documentazione del nuovo piano del Qatar. In particolare le carte che riguardano la ristrutturazione e gli interventi di restyilng della Costa Smeralda sono state con ordine fotocopiate e portate via. L’acquisizione dei documenti è un atto preliminare e conoscitivo e per ora non ci sono ipotesi di reato. Gli agenti sono arrivati nel cuore di Porto Cervo, nella sede della società che ha tra le mani tutto l’impero che dal magnate americano Tom Barrack è passato all’emiro del Qatar. Perché se la proprietà del regno di principi e magnati è passata di mano, il telaio, la struttura che regge lo schema di società di controllo del pianeta Costa Smeralda, è rimasto lo stesso. Gli uomini della guardia di finanza con discrezione si sono presentati nell’edificio accanto all’hotel Cervo, la sede della Sardegna Resorts, in cui sono custoditi tutti i documenti e hanno acquisito una copia del faldone su cui avevano da qualche tempo concentrato la loro attenzione. L’operazione rimane coperta da una fitta nebbia e dal più stretto riserbo da parte degli investigatori. Massima discrezione e bocche cucite in attesa di leggere con più attenzione i file e gli incartamenti. Per ora non vengono avanzate ipotesi di reato. C’è solo l’acquisizione di tutte le carte dell’intervento sponsorizzato dall’emiro che pensa al rilancio della capitale delle vacanze. La guardia di finanza non rilascia dichiarazioni sulle indagini, che sono in una fase ancora iniziale, ma vuole verificare gli aspetti economici, finanziari e fiscali contenuti nei piani che prevedono nuove strutture alberghiere e progetti di ampliamento. Tutta la polpa dell’intervento di restyling della Costa Smeralda da settimane sotto i riflettori. L’attività degli investigatori nelle prossime settimane potrebbe portare a ulteriori risvolti. Per ora le fiamme gialle non fanno capire molto. Le uniche certezze riguardano l’oggetto delle loro indagini. All’attenzione della guardia di finanza non c’è la maxi operazione finanziaria con cui il fondo del Qatar ha acquistato la Costa Smeralda dalla Colony Capital. Il fondo sovrano Qatar Holding, che fa capo all’emiro Hamad bin Kalifa al Thani ha speso 600 milioni di euro per avere il controllo della capitale delle vacanze pensata dal principe Karim Aga Khan e finita tra le mani del magnate Usa Tom Barrack che gestisce il fondo di investimento Colony Capital. Un rapporto di lunga data tra l’emiro e l’uomo d’affari americano che in passato aveva già ceduto al fondo del Qatar la squadra di calcio francese del Paris Saint German. Il feeling tra i due ha portato poi Al Thani a comprare dalle mani di Barrack anche la Costa Smeralda. E di investire un miliardo di euro sui progetti di rilancio del paradiso delle vacanze scelto da principi, capitani d’industria e stelle internazionali dello spettacolo

  19. febbraio 5, 2013 alle 10:04 pm

    toh, fatevi una cultura.

    A.N.S.A., 5 febbraio 2013
    Italia ‘mangia’ suolo al ritmo di 8 mq al secondo. Ispra, persi 21.000 kmq in 2010; al top Lombardia, Veneto e Lazio: http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/energiaeambiente/2013/02/05/Italia-mangia-suolo-ritmo-8-mq-secondo-_8196241.html

  20. febbraio 6, 2013 alle 8:40 pm

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  21. klement
    giugno 7, 2018 alle 9:19 am

    Fate notare a http://www.consonno.it sul continente che non hanno il monopolio del lutto

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: