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Il Giorno della Memoria.


Germania, negozio di ebrei deturpato, 2007

Germania, negozio di ebrei deturpato, 2007

 

 

 

 

 

 

Il 27 gennaio è il giorno della memoria.

Per non dimenticare mai quello che è accaduto, anche in Italia.                 Proponiamo la storia di due ragazze e alcune di quelle immagini di quell’incubo umano della shoah.

Che rimangano impresse, perchè questo non accada mai più.

Non c’è bisogno di molti commenti.

Gruppo d’Intervento Giuridico 

stella gialla di riconoscimento che gli ebrei dovevano obbligatoriamente portare sugli indumenti nei territori occupati dai tedeschi (1939-1945)

stella gialla di riconoscimento che gli ebrei dovevano obbligatoriamente portare sugli indumenti nei territori occupati dai tedeschi (1939-1945)

 

 

Luciana Sacerdote, una ragazza ebrea.

Luciana Sacerdote è nata ad Alba (CN) l’8 maggio 1924.  Insieme alla famiglia si trasferisce a Genova fin da bambina.   I familiari aprono un negozio di tessuti nella centrale Via XX Settembre.  Le prime difficoltà nascono con le leggi razziali del 1938: Luciana deve abbandonare la scuola (il Liceo-Ginnasio “Principessa di Piemonte”) e riesce a solo a seguire qualche lezione privata di inglese e francese.

Nessuno tuttavia immagina che cosa accadrà qualche anno dopo.

Inizia la II guerra mondiale, la vita diventa sempre più difficile.     Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, sotto la pressione tedesca, i Sacerdote cercano di rifugiarsi in Svizzera, insieme ai parenti Dello Strologo e Ottolenghi.

Il 18 dicembre 1943, però, vengono tutti intercettati da una pattuglia tedesca appostata presso la rete del confine italo-svizzero, oltre Varese: “Sembrava che ci stessero aspettando”, ricorda oggi Luciana Sacerdote.

Viene condotta prima al carcere di Varese e in seguito al carcere milanese di San Vittore.  Nel gennaio 1944 finisce sul famigerato binario 21 della Stazione Centrale di Milano: vagone piombato verso il campo di concentramento di Auschwitz insieme ad altri 650 ebrei italiani.

Arriva al campo di sterminio di Birkenau, poi ad Auschwitz.  Matricola 75192.

Infine viene trasferita al campo di concentramento femminile di Ravensbrück, dopo una drammatica marcia della morte.

Viene liberata dalle truppe sovietiche il 30 aprile 1945 e riesce e rientrare in Italia, a Genova, nel settembre 1945.

Ad Auschwitz perde il padre Claudio, la madre Ernestina, la nonna materna e la sorella della nonna materna, il fidanzato Mario Fubini.  A Ravensbrück muore la sorella Laura.

Nel settembre 1945 Luciana si ritrova praticamente sola al mondo.  Riapre il negozio di tessuti.

E’ riuscita a ricostruire in qualche modo la sua vita, ma non ha mai potuto dimenticare.  Ha avuto una famiglia, una figlia.

Nel 2004 ha richiesto il vitalizio in favore dei perseguitati politici e razziali (art. 3 della legge n. 932/1980). E’ morta nel 2010.

manifesto nazista in tedesco e polacco, che minacciava di morte i polacchi che avessero aiutato gli ebrei

manifesto nazista in tedesco e polacco, che minacciava di morte i polacchi che avessero aiutato gli ebrei

 

E questa è la storia di Irena Sendler:

INGiUSTIZIA

 

 

 

 

 

 

(foto da mailing list sociale, P.F., archivio GrIG)

  1. max
    gennaio 27, 2013 alle 7:17 am

    il giorno della memoria e’ una delle ricorrenze che preferisco xche’mette in evidenza la collusione e complicita’di alcuni paesi, ma direi del mondo con europa e usa in primis, che a suo tempo hanno girato la testa dall’altra parte, come recenti documenti inconfutabili nell’attendibilita’ , mettono in evidenza. specifico che non sono ebreo ma cattolico e mi vergogno anche x le colpe della chiesa di roma ebbe a suo tempo. il nazismo ( ed in parte il fascismo) sono solo la punta dell’iceberg; dovremmo cogliere l’occasione x domandarci x che’ il mondo e’ contro gli ebrei. e’ un’opportunita’x approfondire e cercare di capire xche’la patria del romanticismo ha raggiunto livelli di bassezza degni dei periodi + bui della storia.
    ricordo che a guerra terminata quasi TUTTI gli scienziati + o – nazisti convinti ( con o senza tessera del partito) furono assunti dalla nascente NATO e le loro colpe annullate ( si pensi ai genetisti o ai virologhi x esempio e ai loro esperimenti sugli umani). chi poi quindi ne ha beneficiato: gli usa. la ragion di stato soprattutto. x nonparlare della corsa allo spazio in gara con l’urss. i programmi erano quelli nazisti di von braun gia’ testati su londra.
    purtroppo nelle scuole quello che ‘totalmente assente e’ la storia contemporanea, mentre si indugia su assiri e babilonesi dove peraltro si raccontano anche fesserie; ma questa e’ un’altra…storia. appunto.

  2. gennaio 27, 2013 alle 11:44 am

    A.N.S.A., 27 gennaio 2013
    Giorno Memoria: Italia ricorda la Shoah.
    Berlusconi: ‘Leggi razziali sono state la peggiore colpa di Mussolini, ma fece anche cose buone’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/01/17/Giorno-Memoria-quest-anno-dedicato-resistenza-ebraica_8092308.html

    Giorno memoria: Israele, bufera su tifosi Betar Gerusalemme. Inneggiano a ‘squadra pura’, senza calciatori islamici: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/01/27/Giorno-memoria-Israele-bufera-tifosi-Betar-Gerusalemme-_8145385.html

    Merkel, sempre responsabili per crimini nazisti: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/01/26/Merkel-sempre-responsabili-crimini-nazisti_8144382.html

    Giorno Memoria: tutti gli eventi in Italia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/01/17/Giorno-Memoria-Milano-Caserta-eventi_8092552.html

    Orrore Shoah, mondo ricorda: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/01/26/visualizza_new.html_1616167156.html

  3. Paola
    febbraio 10, 2013 alle 12:23 am

    Difficile commentare. Concordo con Max. Edil video rende giustizia ,in partim, a polacchi prigionieri politici e zingari, che subirono lo stesso trattamento degli ebrei ma con meno voce in capitolo non reclamarono lo stesso diritto ad essere considerati vittime. Tra quelli che non rientrano nello shoah mio nonno mai conosciuto perché morto per conseguenze alla detenzione in campo di concentramento. Solo prigioniero di guerra, ne ebreo ne polacco ne zingaro ne dissidente. Un semplice carabiniere ucciso dalle conseguenze della prigionia. Chiedo sia accettato l’umile compianto di un nonno mai conosciuto a discapito di tanto clamore per ebrei mai incontrati perché vivevano in comunità chiuse , tra sinagoghe e ville che mai mio nonno avrebbe potuto immaginare. Dei suoi quattro figli due sono sopravvissuti alla fame della guerra. Difficile commentare, ancora più difficile sapere.
    Ho lavorato per degli ebrei che non hanno esitato a mettere oltre 600 lavoratori in difficoltà per esigenze di quotazioni in b orsa: una piccola shoa?
    Il problema vero non è da dibattere tra razzismo che fu o che è: la questione si discute sul rispetto degli individui e delle comunità e dell’ambiente che li comprende e ne permette la sopravvivenza.
    Paola Turella

  4. aprile 5, 2013 alle 6:19 pm

    c’è chi pensa che sia un giorno inutile.
    Fin quando accadranno fra noi cose come queste non sembra proprio.

    da Il Corriere della Sera on line, 5 aprile 2013
    IL CASO DEL LICEO ARTISTICO CARAVILLANI DI ROMA. «Ad Auschwitz saresti stata attenta». Professoressa insulta studentessa ebrea. È successo mesi fa per la docente solo un blando richiamo. Ma ora il ministro Profumo chiede una relazione. (Paolo Brogi): http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_aprile_5/insengnante-offende-studentessa-invocando-Auchwitz-212502091194.shtml

    _______________________

    da La Repubblica on line, 5 aprile 2013
    “Ad Auschwitz saresti stata attenta”. Classe in rivolta contro la prof antisemita. La frase-shock detta a una studentessa ebrea di un liceo della Capitale. La preside apre un’istruttoria. L’insegnante si giustifica: “Volevo indicare un luogo in cui regnava l’ordine, ma non sono razzista”. (Gabriele Isman): http://www.repubblica.it/cronaca/2013/04/05/news/professoressa_antisemita-55970015/?ref=HREC1-11

  5. Claudia
    aprile 5, 2013 alle 6:41 pm

    La giustificazione è ancora più imbarazzante: “volevo indicare un luogo in cui regnava l’ordine, ma non sono razzista”, alla faccia dell’ordine!

  6. max
    aprile 6, 2013 alle 7:11 am

    anche qui’dobbiamo porci delle domande tra le quali; come e’ possibile che il nazionalsocialismo in germania ed i fasci di comattimento in italia siano riusciti a fare il lavaggio del cervello al popolo e far si che passassero le leggi raziali.la germania usciva sconfitta dalla grande guerra. l’italia vincitrice.in comune la crescita del comunismo ha consentito l’avvento “democratico”del cancelliere e del presidente del consiglio rispettivamente con quello che ha comportato. ma le leggi razziali come hanno fatto ad attecchiere; qualcuno da odiare?
    e’ preoccupante e illuminante.

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